Settembre 4th, 2026 Riccardo Fucile
ANCHE LA RACCOLTA FUNGHI GENERA OVERTOURISM DA BOLETO
Agli habitat naturali favorevoli alla crescita dei funghi se ne sono aggiunti due nuovi: Instagram e Facebook, che in questi giorni pullulano di porcini single (se molto grossi), ammucchiati e anche in formazione coreografica, tipo Frecce Tricolori. Laddove forti temporali hanno annaffiato il terreno surriscaldato i boleti abbondano, ma il tradizionale riserbo dei raccoglitori, che piuttosto di condividere i loro luoghi erano disposti a fingersi morti, ha ceduto di fronte all’ossessione dilagante di condividere in rete ogni singolo istante della giornata (prima o poi anche i “key moments” al cesso saranno trendy).
Ed ecco le immagini di caterve di funghi, cestini rigurgitanti, a volte decine di chili, alla faccia dei limiti di legge; spesso complete dell’indicazione del luogo di raccolta. Pare che in alcune vallate liguri si rischi l’effetto Roccaraso, migliaia di cercatori sedotti dai post sui social che rastrellano boschi e crinali. Overtourism da boleto, da finferlo e da ovolo, non se ne sentiva il bisogno e soprattutto non ne sentivano il bisogno boschi e sottoboschi, che non amano farsi calpestare dalle folle.
L’unica speranza è che fungaioli di vecchia scuola, gelosi dei loro segreti, diventino hacker e disseminino i social di fake per dirottare le orde con cestino. “Ragazzi, non avete idea di quanti porcini ho trovato stamattina all’Idroscalo!”. “Questa amanita cesarea gigante è stata raccolta nell’area cani vicina a piazzale Mazzini a Roma. Correte, ce n’è ancora un sacco!”. “Nell’autogrill di Firenze Nord c’è una buttata pazzesca di funghi, alcuni già trifolati”.
Il fine giustifica i mezzi.
(da Repubblica)
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Settembre 4th, 2026 Riccardo Fucile
SU LAVORO, SANITA’ E TASSE APPENA IL 24% DEGLI ITALIANI GIUDICA POSITIVAMENTE IL GOVERNO MELONI
Bocciature pesanti su energia, sanità e tasse. Su nessuno dei nove temi proposti i giudizi positivi raggiungono la maggioranza. Il tema in cui il governo ottiene il risultato migliore è la politica estera e il ruolo internazionale dell’Italia (33% positivi, 52% negativi, 15% non sa), seguita da immigrazione (27% positivi, 63% negativi) ed economia e crescita (26%-63%).
Su lavoro e salari (24%-65%), sicurezza (24%-68%) e giustizia (22%-67%) i positivi sono poco sopra un quinto. Le bocciature più nette riguardano i temi che toccano direttamente il portafoglio: sanità (20% positivi, 72% negativi), tasse (18%-72%) e soprattutto costo dell’energia e delle bollette, dove i positivi si fermano al 16% contro il 76% di negativi (49% “molto negativo”).
Le crepe raggiungono anche l’elettorato di governo. Fra gli elettori FdI il consenso è altissimo su immigrazione (84%), politica estera (84%) ed economia (79%), ma scende al 57% sulle tasse e sull’energia i negativi (49%) superano i positivi (41%). Fra gli elettori di FI, Lega e Noi Moderati i positivi sono maggioritari su politica estera (81%), economia, lavoro, immigrazione e sanità, mentre su tasse (43%-57%) ed energia (37%-62%) prevalgono i negativi.
Fra gli elettori di Futuro Nazionale il giudizio è negativo su tutti i temi tranne la politica estera (47%-51%, quasi in parità), con punte di bocciatura sulla sanità (80% negativi) e sull’energia (65%) (basi campionarie ridotte).
Governo più longevo della Repubblica: per il 59% contano i risultati non la durata
Di fronte al record di longevità del governo Meloni, che supera il secondo governo Berlusconi, il 59% degli italiani ritiene che la durata in sé non conti e che contino i risultati ottenuti, mentre il 30% giudica positivo il fatto che un governo duri a lungo dopo tanti anni di instabilità; l’11% non si esprime. L’apprezzamento per la stabilità è un tratto quasi esclusivo dell’elettorato FdI (90%). Fra gli elettori di FI, Lega e Noi Moderati le due opinioni si dividono (50% stabilità, 39% risultati), mentre fra quelli di Futuro Nazionale prevale la lettura “contano i risultati” (46% contro 36%). Nel campo largo la stabilità in sé non è considerata un valore da circa 9 elettori su 10 (86% Pd, 91% M5S).
(da agenzie)
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Settembre 4th, 2026 Riccardo Fucile
CAMPO LARGO AVANTI DI 4 PUNTI SUL CENTRODESTRA SENZA VANNACCI… PD INCALZA FDI, CROLLA LA LEGA AI MINIMI STORICI
Anche il sondaggio di Youtrend per Sky TG24 conferma il sorpasso di Futuro Nazionale su Forza Italia, segna il M5S in recupero, mentre cala l’area del non voto. Fratelli d’Italia si conferma primo partito al 26,5% (+0,1% rispetto al 22 luglio). Il Partito democratico sale al 22,2% (+0,3%) e il distacco fra i due si attesta a 4,3 punti. Il Movimento 5 Stelle registra la crescita più consistente della rilevazione e risale al 12,6% (+1,1%), recuperando il terreno perso nelle ultime settimane di luglio.
Cosa succede invece nel centrodestra? Nella coalizione si compie il sorpasso che le rilevazioni di luglio avevano preannunciato: Futuro Nazionale di Roberto Vannacci sale al 7,9% (+0,3%) e supera Forza Italia, che scende al 7,1% (-0,8%), diventando la quarta forza nazionale. La Lega arretra al 4,4% (-0,5%) e Noi Moderati è allo 0,9% (+0,1%). La maggioranza di governo (FdI, FI, Lega, NM) si ferma al 38,9% (-1,1%); includendo Futuro Nazionale, l’intera area di centrodestra vale il 46,8%.
A sinistra Alleanza Verdi-Sinistra scende al 5,8% (-1%). Il campo Largo (Pd, M5S, Avs, Italia Viva) si attesta complessivamente al 43%, sopra la maggioranza di governo di 4 punti ma sotto il centrodestra allargato a Fv.
Nell’area centrista Azione sale al 3,9% (+0,2%), Italia Viva al 2,4% (+0,3%), mentre +Europa scende all’1,6% (-0,3%); il Partito Liberaldemocratico è all’1,3% e la lista Ora all’1,1%. L’area degli indecisi e astenuti torna a calare sensibilmente, al 33,6% (-4,4%), riassorbendo buona parte del calo di affluenza registrato a fine luglio.
(da agenzie)
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Settembre 4th, 2026 Riccardo Fucile
“SI VA NELLA DIREZIONE SBAGLIATA”…I PIU’ CRITICI SONO I GIOVANI
È il giorno dei festeggiamenti del governo Meloni a Bari per il record di “longevità”. Ma
rispetto alle aspettative di quattro anni fa, quando l’esecutivo si è insediato nell’ottobre 2022, secondo il sondaggio di Youtrend per Sky TG24, alla domanda se l’Italia sia andata nella direzione giusta o sbagliata, il 53% risponde “direzione sbagliata” e il 31% “direzione giusta”, con il 16% di indecisi.
Il giudizio ricalca le differenze politiche (97% “direzione giusta” fra gli elettori FdI, 88% “direzione sbagliata” fra quelli Pd) mentre gli elettori di Futuro Nazionale si dividono (57% “direzione giusta”, 41% “direzione sbagliata”). Il segmento più critico è quello dei 18-34enni (60% “direzione sbagliata”), quello meno critico gli over 50 (44% “direzione sbagliata” fra i 50-64enni).
Non solo. Il 39% degli italiani giudica il lavoro del governo peggiore di quanto si aspettasse, il 26% in linea con le attese, l’11% migliore; il 17% dichiara di non avere avuto aspettative particolari e il 7% non si esprime.
Dalla rilevazione emerge anche che fra gli elettori FdI il 38% ritiene che il governo abbia fatto meglio del previsto e il 49% in linea; fra quelli di Futuro Nazionale prevale invece la delusione, con il 47% che indica “peggio di quanto mi aspettavo” (base campionaria ridotta).
(da agenzie)
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Settembre 4th, 2026 Riccardo Fucile
“IL FASCISMO GENTILE CHE SVUOTA LA COSTITUZIONE CON I DECRETI SICUREZZA”
Il Fascismo bianco, titolo dell’ultimo lavoro di Michele Ainis, è uno spettro che si aggira per il mondo e non solo nelle autocrazie (Cina e Russia) o nelle grandi democrazie (Usa e India). Anche qui, nella vecchia Europa che ha inventato i diritti e il welfare – dalla Francia all’Inghilterra, passando per l’Italia dei Fratelli, eredi dei postfascisti – non ce la passiamo affatto bene.
Professore, “eterno” e “bianco”: perché il fascismo non muore mai?
Il desiderio di sicurezza è connaturato alle nostre vite, esposte a una quantità di rischi: con la sensazione di pericolo aumenta il desiderio di protezione che induce a rivolgersi all’uomo o alla donna forte. Sul nostro tempo si addensano le nubi di grandi paure collettive: dal clima alle guerre, dai flussi migratori alle epidemie. Durante il Covid abbiamo sperimentato come la sopravvivenza possa dipendere dalla rinuncia alle libertà più elementari. La dinamica è questa: paure, desiderio di sicurezza e, quindi, rinuncia ai diritti, un altare su cui eleviamo il salvatore.
Dedica una lunga riflessione all’abuso dei decreti-legge e al monocameralismo alternato: che parentela c’è?
La natura ha orrore del vuoto e così le istituzioni: il Parlamento è in crisi da tempo, il suo spazio lo occupa il governo. C’è una simmetria tra l’Italia di Meloni e gli Stati Uniti di Trump. Il dominio del presidente americano sugli altri poteri avviene attraverso gli executive order , atti amministrativi che diventano normativi. Nei primi sei mesi Trump ne firmati più di quanti ne abbia sottoscritti Biden nell’intero mandato. Anche Giorgia Meloni ha firmato 15 decreti-legge in tre mesi stracciando tutti i record precedenti. Da un lato si trasmette l’impressione di un governo decisionista, dall’altro si espropriano i poteri del Parlamento. Il bicameralismo, qui come negli Usa, viene percepito come una fastidiosa lungaggine, così ci siamo ficcati in un monocameralismo alternato: se devi approvare una legge di Bilancio, tutto il lavoro lo fa la prima Camera, la seconda ha solo il tempo di dire sì. Ma il Parlamento è l’unico luogo delle istituzioni in cui risuona la voce delle opposizioni. E il potere si verticalizza vertiginosamente.
Lei dice che l’ossessione securitaria è figlia di un abbaglio costituzionale.
La sicurezza non è un diritto, è un limite all’esercizio dei diritti. Il diritto alla manifestazione del pensiero può essere compresso e allora il corteo viene vietato per ragioni, appunto, di sicurezza. Ma se per respingere i migranti o i disobbedienti proclamiamo uno stato d’assedio permanente, ne va di mezzo la nostra stessa libertà. Quest’ossessione si traduce in una superfetazione della norma penale: abbiamo 35mila fattispecie di reato, nemmeno i giudici le conoscono tutte. Risultato: da inizio legislatura si registra un sovraffollamento del 133 per cento delle carceri, 16mila detenuti in più dei posti letto. Un’offesa alla civiltà giuridica.
La divisione dei poteri è stata stravolta?
Parlamento e magistratura sono due poteri altri rispetto all’esecutivo: il primo è stato svuotato, il secondo intimidito. Basta vedere la riforma della Corte dei conti, la tentata riforma della giustizia abortita al referendum… Il caso più emblematico mi pare sia quello di Iolanda Apostolico, la giudice che dopo essere stata crocifissa per non aver applicato il decreto Cutro, si è dimessa dalla magistratura prima di avere maturato il diritto alla pensione. Se per fare il magistrato bisogna essere eroi civili, la democrazia scricchiola.
Contro lo stile di vita: “Lo Stato autoritario ci vuole sobri, obbedienti e ben vestiti”.
Salvini voleva punire chi si era fatto uno spinello cinque giorni prima di mettersi alla guida! Lo ha detto bene Foucault: lo Stato autoritario vuole imprigionare i nostri corpi per controllare le nostre menti.
Che fare contro il fascismo gentile?
Intanto riconoscerlo, ed è difficile farlo. Se metti tutti gli oppositori in uno stadio la gente capisce subito che c’è una frattura democratica. Ma se la stretta liberticida avviene poco a poco, non te ne accorgi. Non si tratta di andare in montagna, ma di fare una testarda battaglia di idee che influenzi anche i comportamenti elettorali.
(da Il Fatto Quotidiano)
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Settembre 4th, 2026 Riccardo Fucile
DURARE A LUNGO HA SENSO SE SI OCCUPA BENE IL TEMPO, NON LE POTRONE
Da mesi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni prepara la sua festa di oggi a Bari. Ha
precettato parlamentari, consiglieri e militanti per celebrare il primato di longevità del suo governo: 1.413 giorni, più di quelli del Berlusconi-2 e di tutti gli altri esecutivi della Repubblica.
Ma cosa ha portato agli italiani tutta questa longevità? Una solida maggioranza parlamentare e quasi quattro anni di legislatura avrebbero potuto consegnarci riforme istituzionali, programmi a lungo termine sul lavoro e la natalità, investimenti strutturali nella Sanità e tanto altro.
Durare a lungo è un merito e una grande occasione solo se si occupa bene il tempo. Mentre Meloni festeggia, proviamo a riassumere i risultati ottenuti in questi anni da record e gli effetti prodotti dalle sue politiche sull’economia e sulla società. Senza dimenticare le gaffe e gli scandali.
22 ott 2022
Il giuramento
Un mese dopo la vittoria alle Politiche, il governo giura al Quirinale: Meloni è la prima premier donna
24 gen 2023
Armi
La Camera dà il via libera definitivo al primo decreto di aiuti militari a Kiev del governo. Saranno confermati ogni anno
07 ott 2023
Altra guerra
L’attacco di Hamas a Israele riapre la crisi in Medio Oriente. Il governo ripete il mantra dei “due popoli due Stati”. Condannerà gli eccessi di Netanyahu, ma senza mai scaricarlo
21 nov 2023
Capotreno
Il Fatto scopre che il ministro Lollobrigida ha fatto fare una fermata ad hoc a un Frecciarossa per poter scendere dal treno in ritardo. Lui glissa: “Non mi dimetto, ho chiesto come un qualunque cittadino”
01 gen 2024
Pistolero
L’onorevole FdI Emanuele Pozzolo, fedelissimo di Delmastro, spara per errore un colpo di pistola a Capodanno, ferendo un uomo
01 feb 2024
Cultura a pagamento
Vittorio Sgarbi si dimette da sottosegretario alla Cultura: si era fatto pagare per alcune attività private in ambito culturale, in conflitto di interessi con il ruolo da sottosegretario. Per l’Antitrust è vietato
6 set 2024
Soap estiva
Si dimette il ministro della Cultura Sangiuliano: aveva coinvolto in attività del ministero Maria Rosaria Boccia, con cui aveva una relazione, avviando anche l’iter per una consulenza poi saltata
21 gen 2025
Il torturatore a casa
L’Italia rimpatria in Libia con volo di Stato il generale Almasri, accusato di crimini contro l’umanità dalla Corte penale internazionale. Arrestato in Italia, viene rilasciato perché il ministero non completa l’iter. Nordio lo rivendica: “Il ministro non è un passacarte”
25 feb 2025
Salva-Santa
La Camera boccia la mozione di sfiducia contro la ministra Santanchè, imputata per falso in bilancio e truffa ai danni dello Stato
6 ago 2025
Eterno incompiuto
Il Cipess approva il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto, riesumato per volere di Salvini. Il costo stimato è di oltre 13 miliardi
18 mar 2026
Bisteccheria
Il Fatto rivela che Delmastro, sottosegretario alla Giustizia, fino a pochi mesi prima era socio di fatto di Mauro Caroccia, condannato per essere il prestanome del clan Senese
23 mar 2026
Purghe elettorali
La riforma costituzionale sulla separazione delle carriere è bocciata: 53% no, 47% sì. Meloni avvia un repulisti: si dimettono sia Delmastro sia la “zarina” Giusi Bartolozzi, che aveva gestito il caso Almasri e parlato dei giudici come di “un plotone di esecuzione”. Poi se ne va pure Santanchè
11 apr 2026
Grazia segreta
Il Fatto rivela che, senza darne notizia, il Quirinale ha graziato Nicola Minetti, condannata a 3 anni e 11 mesi per peculato e favoreggiamento della prostituzione. Ministero della Giustizia e Procura generale di Milano hanno dato parere favorevole al provvedimento
14 apr 2026
Bye bye donald
Dopo oltre un anno di “special relationship”, Trump scarica Meloni: “Non sta facendo nulla per ottenere il petrolio (da Hormuz, ndr). Sono scioccato, pensavo avesse coraggio, mi sbagliavo”. È l’inizio della crisi tra i due
14 lug 2026
Botola
Col voto segreto, la maggioranza va sotto alla Camera su un emendamento sulle preferenze voluto da Meloni
5 ago 2026
Schiaffo ai pm
La Camera nega ai pm le chat di Delmastro con Caroccia: affonda l’inchiesta sui clan
(da Il Fatto Quotidiano)
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Settembre 4th, 2026 Riccardo Fucile
LO SCHIAFFO MORALE DEL SINDACO AI SOVRANISTI: “BARI HA COSTRUITO LA PROPRIA FORZA NON SULLA CHIUSURA O SULLA PAURA, MA SULLA CAPACITA’ DI FAR CONVIVERE SENSIBILITA’, CULTURE E VISIONI DEL MONDO ANCHE DISTANTI”
Cara Giorgia, benvenuta a Bari. Vieni nella nostra città per celebrare un passaggio politico che, al di là del giudizio che ci separa, merita il rispetto che si deve a chi guida il governo della Repubblica. Da sindaco, considero la tua presenza un fatto positivo, la conferma della centralità e del ruolo della nostra comunità. Bari, del resto, è una città di mare e di confine, proiettata nel futuro: è un capoluogo che proprio in questo periodo sta lavorando con ambizione alle candidature a Capitale italiana del mare e a Capitale europea del commercio.
Scelte di visione che avrebbero reso orgoglioso Pinuccio Tatarella, indimenticato padre della destra di governo e visionario della nostra terra, che vedeva proprio in Bari una grande capitale levantina affacciata sul Mediterraneo. La nostra città infatti ha costruito la propria forza non sulla chiusura o sulla paura, ma sulla capacità storica di governare le complessità e far convivere sensibilità, culture e visioni del mondo anche profondamente distanti. Le nostre storie personali e ideologiche sono diverse, molto diverse. Tuttavia c’è un tratto che ci accomuna, e che appartiene a una nobile stagione della politica che si fondava su un elemento imprescindibile: la militanza.
Entrambi siamo cresciuti nelle sezioni, nelle piazze, a contatto diretto con la gente; entrambi abbiamo “attaccato i manifesti”, come si dice dalle mie parti, e cercato il consenso quando le nostre idee erano nettamente minoritarie e le stanze del potere apparivano lontanissime. C’era allora la consapevolezza che la politica fosse passione organizzata, e non propaganda o effimera comunicazione digitale. Questa comune radice, pur all’interno di un’alternativa politica e culturale radicale, merita profondo rispetto.
Oggi Bari mostrerà la sua naturale vivacità. Ci sarà chi verrà per ascoltarti con convinzione, ci sarà chi eserciterà il diritto civile di contestare le tue scelte, ci saranno migliaia di persone arrivate semplicemente per un grande concerto, tanti atleti che rientrano nei propri Paesi dopo la straordinaria esperienza dei Giochi del Mediterraneo e chi si ritroverà in città per il Falestin festival con spazi dedicati al dialogo e alla cultura palestinese.
Un’amministrazione debole o timorosa considererebbe questo incrocio di manifestazioni come un problema da gestire con preoccupazione, io lo considero l’essenza stessa della democrazia. La vera accoglienza non è una generica cortesia riservata agli amici, perché ospitare chi condivide le nostre idee è un esercizio banale. La maturità di una grande comunità si misura invece nella capacità di garantire agibilità e rispetto a chi sostiene posizioni che non condividiamo, senza chiedere alla città di nascondere le proprie convinzioni o di rinunciare al confronto.
Con la Prefettura e le forze dell’ordine abbiamo lavorato per garantire che tutto si svolga con equilibrio e rigore, ma la tenuta democratica non si delega solo all’ordine pubblico: appartiene al senso civico di una comunità. C’è un limite sottile, ma fondamentale, che distingue la passione democratica dalla sterile intemperanza, ed è il fatto che il dissenso vive di idee e di rispetto, mai di provocazioni. La maturità della nostra comunità sta proprio nella capacità di affermare le proprie ragioni con la forza della civiltà, senza mai scivolare in atteggiamenti che non appartengono alla storia di questa città.
Tu sarai a Bari nel tuo ruolo di Presidente del Consiglio, su quelle stesse banchine che nell’agosto del 1991 videro la città stringersi attorno all’umanità approdata con la nave Vlora, interpretando quel bisogno di futuro che arrivava da un mare che per noi non ha mai diviso, ma sempre unito. Questa è la Bari che ti accoglierà, senza camuffarsi o mettere tra parentesi la propria storia e il proprio orientamento. L’orgoglio di Bari sta proprio nel dimostrare che il pluralismo non è un rischio, ma una prova di forza istituzionale, e al contempo il compito della politica non è omologare i pensieri, ma garantire a ogni cittadino la piena dignità della propria voce. Ti ringrazio ancora per aver scelto Bari e ti rinnovo il benvenuto nella nostra città, in attesa di ritrovarci presto alla inaugurazione della Fiera del Levante.
(da agenzie)
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Settembre 4th, 2026 Riccardo Fucile
LUI ALLA “STAMPA” NON NEGA: “SONO AL LAVORO PER PREPARARE IL TELEGIORNALE DE LA7, DUNQUE SONO QUI. E QUESTI NON SONO ARGOMENTI DI CUI SI PARLA COSÌ TANTO PER CONVERSARE…”… L’IPOTESI È STATA ACCOLTA MALISSIMO DALLA CRICCA DI CRIPPA, CON BATTUTINE DEL TIPO
Senza voler scomodare Don Basilio del Barbiere di Siviglia e sostituendo le chiacchiere alle
calunnie, si potrebbe dire che un venticello bello forte ha colto Enrico Mentana trasportandolo lontano dai Telegiornali de La7 per condurlo nei pressi di quelli Mediaset.
Mentana è un uomo di grande avvedutezza e di gran talento giornalistico. Da anni i social rimandano, a torto o a ragione, notizie di un suo malessere a sentirsi in un gruppo di lavoro mono-orientato che oramai gli starebbe stretto. Al Festival della tv di Dogliani parlò della tv di Cairo come di una rete “anti-Meloni” tout court e la definì “la nuova Rai3”, arrivando a sostenere che tutti i programmi de La7 sono contro il governo.
Queste uscite sono molto piaciute in casa Mediaset che si sarebbe fatta aventi allo scopo di perfezionare l’operazione restyling iniziata col botto grazie all’ingresso di Bianca Berlinguer.
Ed è proprio alla corte del fu Biscione che si sarebbe alimentata l’idea di strappare Mentana alla concorrenza per farne il direttore di tutte le News, addirittura un passo sopra al direttore generale dell’informazione Mediaset, Mauro Crippa. Quest’ultimo molto amato in azienda ma in uscita per questioni anagrafiche e dunque, consenziente.
A Mentana in tanti avevano pensato e sarebbe strano il contrario. Per lui si ipotizzava una rete all news che però non avrebbe avuto spazi grazie alle altre tre che ci sono e non fanno ascolti pazzeschi. Dunque di suo arrivo a Sky sempre in qualità di capo delle news e infine Mediaset, un ritorno a casa […]. I giovani Berlusconi sognano una tv più liberal e meno populista, più Berlinguer e meno Giordano-del Debbio, meno urli e più savoir faire. I populismi sono certamente ascensori privilegiati del consenso ma non soddisfano appieno tutto quello che Pier Silvio e Marina Berlusconi vedono per la loro tv ideale, una tv più accattivante per il ceto medio, sempre riferendosi alle news e agli approfondimenti di carattere politico e non ai programmi di intrattenimento che sono altra cosa.
Una tv non troppo schierata a senso unico. Mentana risponderebbe perfettamente all’identikit.
Raggiunto al telefono, molto cortesemente come è suo costume, risponde ma nega un qualsiasi coinvolgimento nella manovra, come se giustamente dovesse arrivare quasi a sua insaputa. «Sono al lavoro per preparare il telegiornale de La7, dunque sono qui. E questi non sono argomenti di cui si parla così tanto per conversare». Saluti e punto.
(da La Stampa)
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Settembre 4th, 2026 Riccardo Fucile
UN BEL PROBLEMA ANCHE PER GIORGIA MELONI, CHE SI AVVICINA ALLE ELEZIONI DEL 2027 CON GLI ITALIANI PIU’ POVERI E INCAZZATI
“I prezzi dei carburanti stanno salendo ancora. Siamo molto lontani dai picchi del 2022, ma andiamo in quella direzione. Vedo uno scenario difficile nei prossimi mesi perchè se manca il gas del Qatar e l’Asia comincia ricomincia a comprare gas, avremo problemi sia sul gas sia sull’elettricità. Perciò bollette più salate, inflazione che sale e i carburanti che vanno verso 2,5 euro al litro.
Il grande vantaggio che abbiamo è che siamo stati temprati dalla violenza del 2022-23, che comunque rimane ancora lontano. Ci stiamo riavvicinando a quei massimi in termini nominali, ma vista la gravità della crisi questo è ancora niente”. Così, conversando con Adnkronos sull’ulteriore rialzo dei prezzi dei carburanti alla pompa, l’economista Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia.
Per Tabarelli l’aspetto che “preoccupa è che non c’è qualcosa che faccia pensare diversamente, perché stanno salendo i prezzi del petrolio, del gasolio, manca capacità di raffinazione. Il petrolio in questo momento è a 97. Ma mi preoccupa molto più il gas del petrolio, perché gli automobilisti possono rallentare, mentre l’aumento del costo del gas è una tendenza un po’ più pericolosa e preoccupante”.
(da agenzie)
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