Luglio 23rd, 2026 Riccardo Fucile
ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO
L’irresistibile ascesa del fenomeno Vannacci sarà la pietra tombale del melonismo-after-referendum?
Se la “sporca dozzina” di Futuro Nazionale, dall’attuale 7,3%, raggiungesse in autunno il 10%, come vari analisti prevedono, sperare di “neutralizzarlo” con l’appello al voto utile sembra ormai una pia illusione.
Con la Lega aggrappata come un naufrago al 6%, Forza Italia galleggiante all’8% e i Fratelli d’Italia crollati al 25%, senza un’alleanza con il Generale, Giorgia Meloni rischia di perdere le prossime elezioni: per intascare il premio di maggioranza, la coalizione deve infatti raggiungere il 42%.
Provare a coinvolgere Futuro Nazionale scendendo a patti con Vannacci è un percorso irto di ostacoli, a partire dalle posizioni diverse e contrarie all’interno della maggioranza.
Se Salvini, nonostante il “tradimento” di Vannacci, che ha usato la Lega come un taxi per dar vita al suo partito, non è più capace di intendere e di volere sul Carroccio diventato un catorcio, diversa e contraria è la posizione dell’altro alleato del governo, nonché membro del Partito Popolare Europeo, Forza Italia.
Sia in versione Marina sia in modalità Tajani, il partito fondato dal Cavaliere è all’80% contro l’ingresso nella coalizione di un tipino che indossa come collana l’ascia bipenne della formazione neofascista Ordine Nuovo e che ha sbertucciato Forza Italia, accusandolo di essere un partito “eterodiretto dal denaro e dall’editoria”.
“Marina Berlusconi non ci vuole in coalizione?”, ha ghignato l’ex parà della Folgore, “Per conto di chi parla, lo fa in quanto presidente di Mondadori? Non mi risulta sia segretario nazionale di Forza Italia. E io comunque non ho bisogno di stampare altri libri”.
Gli ha risposto per le rime l’autorevole forzista Francesco Paolo Sisto, già avvocato del Cavaliere e attuale viceministro della Giustizia: “Meglio con Calenda che con Vannacci”. E ha invitato i deputati forzisti che si sentono attratti dalle posizioni di Vannacci, a “passare il Rubicone”. Cioè a togliersi dai piedi e accomodarsi altrove.
Da Forza Italia, il cui presidente Tajani ricopre anche la carica di vice presidente del Partito Popolare Europeo, all’Unione Europea, il passo è breve.
L’avversità (eufemismo) da parte del presidente dell’esecutivo europeo, Ursula von der Leyen, che ha ricostruito totalmente il suo rapporto con il cancelliere tedesco Frederich Merz, ambedue rappresentanti del PPE, avrebbe conseguenze catastrofiche per Meloni & camerati.
Anche alla luce del buon rapporto in corso tra Meloni e Merz, dopo lo sciagurato coitus interruptus con Trump, come prenderebbe il cancelliere tedesco lo sbarco nella maggioranza di un Vannacci, che fa parte del gruppo sovranista Europa delle Nazioni Sovrane (ESN), dove fa bisboccia con i post-nazi di Afd, il nemico più intimo del governo di Berlino?
Allo stesso tempo la presenza di Vannacci e della sua “feccia” spaventa non solo gli elettori moderati ma rischia di trafiggere il vertice di Fratelli d’Italia. Il primo ad alzare i tacchi sarebbe di certo il co-fondatore del partito e ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Correva il 17 agosto 2023, quando le agenzie lanciarono la seguente “Nota ufficiale del Ministero della Difesa” titolata: “Quelle del Generale Vannacci sono farneticazioni personali”.
Svolgimento: ‘’Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, appena ha appreso dagli organi di stampa il contenuto del libro scritto e autoprodotto del Generale dell’Esercito Roberto Vannacci, non più Comandante della Brigata Folgore da tempo e oggi alla guida dell’Istituto Geografico Militare, ha dichiarato:
“Non vanno, in alcun modo, utilizzate le farneticazioni personali di un Generale, ancorché in servizio, per polemizzare con la Difesa e le Forze Armate. Il Generale Vannacci ha espresso opinioni personali che screditano l’Esercito, la Difesa e la Costituzione repubblicana. Per questo sarà avviato dalla Difesa l’esame disciplinare previsto”.
Il 18 agosto, 24 ore dopo la “Nota ufficiale del Ministero della Difesa”, Roberto Vannacci viene destituito: dal 20 agosto non sarà più comandante dell’Istituto Geografico Militare e sarà trasferito in forza extra organica al Comfoter di Firenze.
Una “cacciata” che l’ex addetto militare all’ambasciata di Mosca aveva messo in conto: “Se metterò a rischio la carriera l’avrò fatto per una giusta causa, la libertà di espressione”.
E Crosetto replica con un’altra, lunga ‘’Nota del ministero della Difesa’’: “Scopro, in questi giorni, che in merito al caso che si è aperto sul libro autoprodotto e scritto dal Generale Roberto Vannacci, “Il mondo al contrario”, troppe persone stanno rilasciando, a destra e a sinistra, commenti a ruota libera, senza conoscere i veri termini della questione”.
“Non cito i diversi, sedicenti autorevoli, commentatori cui rivolgo queste parole perché la loro pochezza morale e intellettuale non merita citazioni ad personam.
Mi limito a ricordare che non c’entra nulla tirare in ballo i concetti di “politicamente scorretto” o di “politicamente corretto”, perché sono sempre stato, in tutta la mia vita personale, intellettuale e politica, “politicamente scorretto”.
Crosetto aggiunge: “In questa vicenda parliamo di un militare che è soggetto a regole chiare, come mantenere stretto riserbo su ciò fa in servizio. Altro concetto che mi permetto di definire “l’istituzionalmente corretto” e che nulla ha a che fare con le idee e le convinzioni delle persone, militari o meno’’.
‘’Ciò detto, voglio inoltre ribadire che nessuno, tantomeno il Generale Vannacci, è stato “punito” o sacrificato. Come sempre ho fatto, in tutte le fasi della mia vita e, a maggior ragione, nella mia attività di Ministro della Difesa, sono e resto un garantista, ligio alle leggi e alla Costituzione. Ecco perché, proprio in base a questo principio ho chiesto l’avvio, come da prassi, della verifica dei fatti’’.
“Mi permetto di dolermi di quanto trovo davvero drammatico e cioè che, soprattutto chi si definisce ‘di destra’ e si riempie la bocca dei concetti di Patria, Onore, Tradizione e Orgoglio nazionale, dimostri di non conoscere, o conoscere davvero poco, cosa vuol dire avere senso dello Stato, delle Istituzioni, rispetto delle leggi italiane e della Costituzione repubblicana’’.
Conclude il titolare del dicastero della Difesa: “Voglio rassicurare tutti i miei critici, soprattutto quelli “di destra”: io riesco a fare bene le due cose insieme, rispettare le leggi e la Costituzione e non essere “appiattito” su alcun “pensiero unico”. Ma, almeno per me, lo Stato e le Istituzioni vengono prima di ogni cosa”.
Chissà se domani, per Giorgia Meloni, un Vannacci val bene pur di restare al potere
(da Dagoreport)
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 23rd, 2026 Riccardo Fucile
LO HA RIVELATO IL GENERALE AMERICANO JOHN CAINE: “L’UCRAINA HA RAFFORZATO SIGNIFICATIVAMENTE IL PROPRIO SISTEMA DI DIFESA AEREA A PIÙ LIVELLI NEGLI ULTIMI ANNI, GRAZIE AL SUPPORTO DI NUMEROSI PARTNER”
Il generale John Caine, presidente del Joint Chiefs of Staff statunitense, ha dichiarato che un
caccia F-16 ucraino ha recentemente abbattuto un aereo da combattimento russo, nella prima vittoria in un combattimento aereo nota per questo tipo di velivolo in servizio nell’esercito ucraino.
Caine ha parlato durante un’audizione, tenutasi ieri, davanti alla Commissione per gli stanziamenti del Senato statunitense. Il generale John Caine ha affermato che un F-16 ucraino ha recentemente abbattuto un aereo da combattimento russo in un duello aereo.
Ha aggiunto di ritenere che l’Ucraina abbia rafforzato significativamente il proprio sistema di difesa aerea a più livelli negli ultimi anni, grazie al supporto di numerosi partner.
Caine ha inoltre elogiato le notevoli prestazioni dell’industria della difesa ucraina. Ha affermato che l’Ucraina sta ampliando le proprie capacità militari, dai sistemi terra-aria alle capacità aria-aria. Come già riportato da Ukrinform, l’8 luglio l’Aeronautica militare ucraina aveva annunciato di aver distrutto un altro caccia russo Su-35.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 22nd, 2026 Riccardo Fucile
E TIRA UNA FRECCIATINA A NORDIO SULLA GRAZIA: “NON È UNO STRUMENTO GIURISDIZIONALE, È UN PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO AFFIDATO ESCLUSIVAMENTE AL CAPO DELLO STATO” … SISTO, VISTO IL SUO PASSATO, È MOLTO VICINO ALLA FAMIGLIA BERLUSCONI: LE SUE DICHIARAZIONI ARRIVANO 2 GIORNI DOPO LA LETTERA DEI CAPIGRUPPO DI FORZA ITALIA, ENRICO COSTA E STEFANIA CRAXI, A “REPUBBLICA” (“NON SI RIFORMA LA GIUSTIZIA CON IL POPULISMO”), CHE AVEVA L’IMPRIMATUR DI MARINA
“Il caso Roggero merita rispetto ed equilibrio, non la leggerezza degli slogan. Le sentenze vanno lette e comprese prima di essere trasformate in strumenti di propaganda.
La vicenda giudiziaria presenta caratteristiche precise, che i giudici hanno ricostruito distinguendo tra l’aggressione subita e la successiva reazione. E’ proprio questa distinzione a rendere possibile un confronto serio sul tema della legittima difesa”, ha detto a “Omnibus”, su La7, il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sist
“Per Forza Italia resta fermo un principio: chi entra in casa altrui, magari armato, per commettere un reato gravissimo deve sapere che si assume una ‘responsabilita’ colpevole’ e non puo’ pretendere, dopo tale scellerata scelta, di essere risarcito a causa della reazione dell’aggredito. Naturalmente questo non comporta la modifica dei presupposti della legittima difesa, ne’ rende lecita qualsiasi reazione. Non si possono cancellare principi fondamentali quali la proporzionalita’ tra azione e reazione e l’attualita’ del pericolo, che garantiscono l’equilibrio della scelta di non punire chi reagisce. Le riforme scritte sull’onda dell’emotivita’ ed in fretta corrono il rischio di essere cieche”, ha concluso.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 22nd, 2026 Riccardo Fucile
IL FORZISTA STEFANO BENIGNI SU UNA EVENTUALE SOSTITUZIONE DI FI IN MAGGIORANZA CON VANNACCI, RISPONDE: “CON LA NUOVA LEGGE NO, MA CON IL ROSATELLUM TUTTO È POSSIBILE. NON LO ESCLUDO”… IN LEGA AVVISANO: “O CEDIAMO O MELONI SE NE VA AL VOTO DA SOLA. O CON VANNACCI”… SALVINI APRE PERCHÉ NELLA SUA TESTA “ABBIAMO ZAIA, DURIGON, FEDRIGA. LE PREFERENZE CI AIUTANO”
Le preferenze sono la sua libbra di carne e Tajani deve dargli in pegno Forza Italia, il suo
anello. Meloni vuole le preferenze, le vuole al Senato in Commissione, con voto palese. Gli alleati adesso la chiamano “la testona”.
Dice a Tajani, a pranzo, a Chigi, insieme a Salvini e Lupi, durante un vertice, che è drammatico per la richiesta dei sauditi, per la guerra, per i conti che non tornano: “Le preferenze sono una questione di lealtà.
Bisogna votarle. Io non torno indietro”. Gli comunica che intende ripresentare l’emendamento al Senato e poi mettere la fiducia alla Camera. Tajani attonito prova a spiegarle che si rischia di andare sotto, ancora, che già una volta abbiamo perso, “pensaci”. Si diffonde la voce che Tajani ha capitolato, che ha detto “sì” e che, ad Arcore, Marina e Pier Silvio Berlusconi sono infuriati. In Lega avvisano: “O cediamo o Meloni se ne va al voto da sola. O con Vannacci”. C’è profumo di sostituzione etnica, di Tajani remigrato.
Stefano Benigni, che per conto di Forza Italia ha scritto la legge elettorale, alla domanda “ma Meloni vi vuole sostituire con Vannacci?”, risponde: “Con la nuova legge no, ma con il Rosatellum tutto è possibile. Non lo escludo”.
Meloni ci vuole riprovare al Senato, vuole ripresentare quell’emendamento sciagurato, saltato per un solo voto, perché intende fare l’intera campagna elettorale, presentarsi come “la presidente che ha restituito le preferenze”, o forse perché c’è Vannacci, che sulle preferenze continua a sfidarla, o forse, ancora, per avere un motivo per rompere…
In Aula si votano le pre-intese sull’autonomia e la Lega si presenta compatta, con tutti i ministri. Si presenta anche Giorgetti, che il giorno dell’imbarazzo stava alla Camera, malgrado fosse in missione. Si aggirava a perlustrare convinto che tanto l’emendamento non sarebbe passato e che i voti sarebbero stati più di uno, e invece mancava il suo voto.
Solo dei quotidiani gentili gli hanno risparmiato l’onta, chiesto: “Caro ministro, ma lei, alla Camera, che ci faceva? Ma caro ministro, ma con tutti i luoghi possibili, proprio alla Camera doveva passare?”. Raccontano che per convincere Meloni le abbiano ricordato: “Hai visto? L’altra volta mancava perfino Giorgetti. Pensa cosa può accadere se ci riproviamo”.
Solo che con Meloni l’effetto è contrario. La sfida accende i suoi generali, accende i Donzelli, dirigenti che avrebbero potuto avere ministeri e che invece hanno preferito rimanere deputati, prenderle e darle in Aula.
Ogni volta che gli domandano perché rischiare ancora, e sulle preferenze, perché? Donzelli replica: “O si ha coraggio o altrimenti avremmo scelto di fare un concorso da funzionari”. Ci credono, non c’è dubbio, e non solo perché per Meloni è un modo per fare correre, per mettere in competizione dirigenti, energie nuove. C’è calcolo. A sinistra, solo il Pd ha le preferenze, il M5s non le ha, Avs ha un voto d’opinione. Dice Meloni agli alleati: “Fidatevi”.
In Senato è semplice: si vota in commissione Affari Costituzionali, e chi avrà il coraggio, con voto palese, di votare contro Meloni? Solo che la legge ritorna poi alla Camera. La soluzione è mettere la fiducia, ma spiega Benigni: “Alla fine ci sarà il voto segreto. Chi garantisce che non ci possa essere un agguato? Anche l’altra volta c’era l’accordo fra leader, ma l’Aula è un’altra cosa.
Ci sono le preoccupazioni delle donne, ci sono gli uomini che hanno paura di essere scavalcati da consiglieri regionali con più consensi”. Da Londra, Maurizio Gasparri riconosce: “Se si decide di riaprire la questione preferenze, è chiaro che c’è un rischio”. Il partito reagisce. Passa il racconto che Tajani ha ceduto, che Meloni abbia chiesto “prova di lealtà”. Si parla di frizioni anche con Stefania Craxi, che rappresenta la famiglia. Tajani ne esce indebolito.
Nella nota ufficiale di Chigi non c’è menzione della legge elettorale, ma si parla di energia, della possibilità di accedere alla Nec, la clausola di salvaguardia nazionale, che permette di usare fondi europei. Sono 14 miliardi, ma servirà il voto del Parlamento. E’ lo stesso che ha votato contro le preferenze? Sono risorse ma sono già l’illusione di una finanziaria da Bengodi, 14 miliardi da spendere per il caro energia, pensioni e chissà cosa altro… E’ il malloppo che vuole usare Salvini, il Salvini che dice sì alle preferenze perché nella sua testa “abbiamo Zaia, Durigon, Fedriga. Le preferenze ci aiutano”.
Resta Forza Italia sempre più isolata. C’è fra Lega e FdI una corrispondenza di amorose pene, cappi, sono d’accordo sulla legittima difesa da estendere, e su quest’ultima proposta della Lega, rilanciata: la cauzione per chi manifesta. Sono prove di governo blu-verde-nero. Meloni ha risposto a chi la sollecitava a dare una risposta a Vannacci. Ha preso le distanze ma ha chiesto alla sinistra di fare altrettanto quando “si delegittimano le forze dell’ordine”.
(da Il Foglio)
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 22nd, 2026 Riccardo Fucile
ERA STATA TRA I PRIMI AD ARRIVARE SUL LUOGO DEL CROLLO INSIEME CON IL SUO CONDUTTORE VIGILE DEL FUOCO
È stata tra i primi ad arrivare sul luogo del crollo del ponte Morandi insieme con il suo conduttore, Rocco Tufarelli, contribuendo a cercare dispersi tra tonnellate di cemento e lamiere. Zoe, la cagnolina specializzata in Urban Search and Rescue in forze nei vigili del fuoco, è morta.
A darne notizia è stato Tufarelli, che con Zoe aveva un rapporto simbiotico: “Ciao piccola, sei stata un regalo, mi hai dato tanto come collega e tanto come compagna di mille passeggiate e avventure – è il triste messaggio d’addio sui social – ti sei addormentata con tutto il branco vicino, non è bastato per combattere la tua patologia. Fai buon viaggio».
Zoe era una labrador color miele del Nucleo Cinofilo dei Vigili del Fuoco della Liguria.
Il 14 agosto del 2018, giorno in cui è crollato il ponte Morandi, erano passati solo tre mesi dall’esame per ottenere la certificazione come cane da ricerca. Il crollo è stato per lei la prima prova in uno scenario reale: si era ferita a un polpastrello tra i detriti, ma dopo essere stata medicata era tornata nell’alveo del torrente, imbracata, per riprendere le ricerche.
Se n’è andata meno di una settimana dopo la sentenza di primo grado sul crollo, che ha condannato a 12 anni di carcere l’ex ad di Autostrade Giovanni Castellucci.
(da Genova24)
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 22nd, 2026 Riccardo Fucile
“QUESTA SEDICENTE DESTRA, INVECE DI FAR RISPETTARE LE LEGGI, ACCAREZZA IL PELO AI FUORILEGGE, DAGLI EVASORI FISCALI AI MEDICI NOVAX AI GIUSTIZIERI DAL GRILLETTO FACILE”
Indro Montanelli era ferocemente, ostinatamente contrario alla pena di morte, pur sapendo
che i lettori del suo Giornale erano in maggioranza favorevoli. Lui che vedeva nei lettori i suoi veri e soli padroni, su questa e altre questioni di principio remava controcorrente, in spregio al “senso comune” di quella che allora si chiamava “maggioranza silenziosa”.
E stiamo parlando degli anni Settanta, gli anni delle violenze rosse e nere, di Vallanzasca e dell’Anonima Sequestri, quando c’era un morto al giorno e Indro stesso era stato gambizzato da un commando delle Br. Rifiutava la logica della vendetta, dell’occhio per occhio, forse perché l’aveva vista all’opera su larga scala negli anni del fascismo (a cui peraltro aveva aderito lui stesso in gioventù).
Il fatto è che Montanelli aveva una personalità da leader, non da follower. Odiava la sinistra movimentista ed eversiva, ma non gli piaceva nemmeno la destra che si infila nelle anse intestinali degli elettori e ne asseconda le peristalsi, con l’unico effetto di ingorgare le cloache. La destra che invece di far rispettare le leggi accarezza il pelo ai fuorilegge, dagli evasori fiscali ai medici novax ai giustizieri dal grilletto facile.
Da buon liberal-conservatore, memore della lezione di Tocqueville, Indro era convinto che il potere del popolo andasse limitato, specialmente su materie delicate come la giustizia e i diritti civili.
Temeva la dittatura delle maggioranze, soprattutto delle maggioranze fracassone e sguaiate, pronte a farsi abbindolare dal primo pifferaio o gladiatore dí passaggio, o a trasformare un assassino in eroe. Di sicuro non avrebbe cavalcato un caso come quello del gioielliere che riempie le cronache in questi giorni, anche a rischio di perdere lettori.
E mai e poi mai avrebbe pubblicato i sondaggi che vedono prevalere gli invasati della difesa sempre legittima e ultra legittima da spaghetti western. Dato che noi tutti, credo, vogliamo vivere in un’Italia civile e europea e non nel Nicaragua di Ortega, forse dovremmo cominciare a prendere esempio da Montanelli.
Riccardo Chiaberge
(da Dagoreport)
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 22nd, 2026 Riccardo Fucile
“LA SALUTE DEI CITTADINI NON E’ MERCE DI SCAMBIO ELETTORALE”
È attualmente in uno stallo politico la proposta di legge che potrebbe riaprire le porte degli ospedali a medici, infermieri e operatori sanitari radiati, cioè espulsi definitivamente dal proprio ordine professionale, durante l’emergenza Covid. La norma, proposta attraverso l’introduzione dell’articolo 7-bis all’interno del disegno di legge sulle professioni sanitarie (Atto Camera 2700), a firma delle deputate di Fratelli d’Italia Alice Buonguerrieri, Imma Vietri e Maddalena Morgante, consentirebbe a chi è stato radiato dall’albo per fatti “non dolosi”, legati al periodo pandemico, di chiedere la reiscrizione entro 60 giorni dall’approvazione della legge, anche in presenza di un ricorso legale ancora pendente. Tra le condizioni fisse figurano la riabilitazione giuridica in caso di condanne penali e l’esclusione di qualsiasi risarcimento economico per il periodo di sospensione.
La proposta ha scatenato un’immediata bufera politica: tutti i partiti di opposizione (PD, M5S, AVS, Italia Viva, Azione e +Europa) hanno siglato una nota congiunta parlando di una “vergogna senza precedenti” e di un “colpo di spugna” che offende la memoria delle vittime e il sacrificio del personale sanitario che ha lottato in prima linea nei mesi più bui dell’emergenza.
A dare voce al dolore e all’indignazione di tante famiglie è stata anche l’attivista Giulia Fossati Scalora, che nel 2020 ha perso il fidanzato Giacomo, scomparso a causa del Covid a soli 24 anni dopo oltre due mesi di terapia intensiva. Sui suoi canali social, Fossati ha pubblicato un video diventato subito virale in cui ha affidato un messaggio durissimo alle istituzioni: “Nel 2020 li abbiamo chiamati eroi, li abbiamo applauditi dai balconi e promesso che non ce ne saremmo mai dimenticati. Ma la memoria pretende coerenza. Come si può dire grazie a chi non si è tirato indietro e poi dire a chi ha rifiutato la scienza che può semplicemente tornare al suo posto? La medicina non si basa sul consenso elettorale o sui sondaggi. Con questa decisione avete protetto guru e cospirazionisti, dimenticando chi per l’Italia ha dato la vita solo per una manciata di voti”.
Ne abbiamo parlato direttamente con lei, che ai microfoni di Fanpage.it ha approfondito le ragioni della sua protesta e le sue preoccupazioni per il futuro della sanità pubblica.
“Non si scende a compromessi con le false credenze solo per due voti in più”
“È molto strano che la politica si inserisca in decisioni che non le corrispondono, ma che dovrebbero spettare all’organismo più alto dei medici”, ha dichiarato, denunciando l’ingerenza delle decisioni politiche sulle competenze degli Ordini dei medici: “Ciò che ha stabilito l’Ordine non può essere ribaltato da una politica che dimostra di essere lontana da quelle idee medico-scientifiche che dovrebbero essere portate avanti nel Ventunesimo secolo. Non ci si può permettere di scendere a compromessi con delle false credenze solo per avere due o tre voti in più: è rischioso, dannoso e a tratti rischia di essere persino mortale”.
Spostando poi l’attenzione sui doveri professionali di chi lavora nelle strutture sanitarie, ha sottolineato la profonda differenza tra chi era stato temporaneamente sospeso e chi è stato definitivamente radiato dall’albo: “I medici radiati sono stati radiati perché hanno fatto qualcosa di grave. Chi non si è vaccinato era stato sospeso, si tratta di posizioni totalmente diverse. Se tu inizi a fare un lavoro, dentro quel lavoro hai delle responsabilità enormi e devi seguirne le regole, esattamente come in qualsiasi altra professione. Se sei un medico che va in giro a diffondere teorie pericolose sul Covid o su altre malattie, il rischio per la salute di tutti è altissimo”.
Soffermandosi poi sull’analisi tecnica del testo dell’emendamento, Fossati ha voluto evidenziare le criticità e la pericolosa ambiguità della norma: “L’emendamento non è scritto per niente bene: parla di fatti ‘non dolosi’ o non troppo gravi, per dirla con parole semplici, ma non chiarisce minimamente cosa si intenda per ‘non troppo grave‘ né chi e in base a cosa debba deciderlo quando una persona viene riammessa. Quando una legge lascia questo margine di libera e arbitraria interpretazione non produce mai un beneficio per i cittadini, ma crea soltanto un rischio enorme e un precedente pericolosissimo”.
Nei confronti dell’impatto che questa norma potrebbe avere sul sistema sanitario nazionale e sulla considerazione verso chi lavora negli ospedali, ha poi concluso: “In generale vediamo come viene trattata la sanità pubblica in Italia, ormai al limite. Oltretutto, dopo quello che abbiamo passato e dopo aver visto le difficoltà durante la pandemia, questo non ha portato a scelte politiche successive per investire di più o per seguire l’iter della sanità in maniera decisiva. Questo emendamento è un ennesimo passo contro quella categoria: è come dire ‘Sì, siete stati bravi, ma forse non eravate davvero quegli eroi che abbiamo descritto‘, o semplicemente ce ne si è dimenticati perché conviene andare a beccare il consenso elettorale No Vax. Ma la legge per come è scritta lascia libera interpretazione, e quando una norma lascia libera interpretazione non produce mai un beneficio, ma crea un precedente pericoloso”.
Maggioranza divisa e ddl fuori dall’ordine del giorno: cosa succede ora
Nelle ultime ore, come anticipato, il provvedimento ha intanto subìto una battuta d’arresto. La maggioranza ha infatti deciso di prendere tempo: il disegno di legge sulle professioni sanitarie, in cui è confluita la norma sul reintegro, è uscito dall’ordine del giorno della Commissione Affari Sociali della Camera, dove questa settimana era invece atteso il voto sul mandato al relatore.
Lo slittamento dei lavori riflette le spaccature interne al centrodestra e le forti tensioni emerse tra il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, e il sottosegretario Marcello Gemmato. Un primo chiarimento sulla sorte del provvedimento è atteso dall’Ufficio di presidenza della Commissione, chiamato a valutare se e quando ricalendarizzare il testo. Qualora il ddl dovesse comunque approdare in Aula senza modifiche, per cancellare la norma sul reintegro sarebbe necessario presentare un emendamento soppressivo.
(da Fanpage)
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 22nd, 2026 Riccardo Fucile
LA FRANCIA E’ IL PRIMO PAESE EUROPEO AD ADOTTARE UNA LEGGE DI QUESTO TIPO. IL CAPO DELL’ELISEO DICE DI VOLER COSTRUIRE UNA “COALIZIONE DI VOLENTEROSI” PER PROTEGGERE I BAMBINI
«Il cervello dei nostri bambini e dei nostri adolescenti non è in vendita, né alle piattaforme
americane né agli algoritmi cinesi». Emmanuel Macron aveva annunciato così, in un video diffuso proprio sui social network, la decisione di ricorrere alla procedura accelerata per far approvare la legge che vieta l’accesso alle piattaforme ai minori di 15 anni.Il capo dello Stato l’aveva presentata come una delle riforme più importanti del suo secondo mandato all’Eliseo e addirittura come una «questione di civiltà». La Francia è da oggi il primo paese europeo a introdurre un divieto così netto. Dopo un accordo bipartisan, la legge è stata approvata dal Senato e poi dai deputati dell’Assemblée Nationale, con 279 voti favorevoli e solo 81 contrari. […]
L’obiettivo del governo di Parigi è rendere il divieto operativo dal primo settembre per tutti i nuovi profili, con un meccanismo obbligatorio di verifica dell’età durante la registrazione. Per gli account già esistenti è previsto un periodo transitorio di quattro mesi, durante il quale dovranno essere sottoposti al controllo.
«Durante questo periodo andremo a chiudere gli account già attivi degli under 15», aveva spiegato Macron, che vuole costruire anche a livello internazionale una “coalizione di Volenterosi” per proteggere bambini e adolescenti.
Alla base della stretta ci sono vari studi scientifici e un rapporto consegnato all’Eliseo sui rischi legati all’uso intensivo di TikTok, Snapchat e Instagram. Secondo gli esperti, gli algoritmi sono progettati per trattenere il più a lungo possibile l’attenzione degli utenti, compresi quelli più giovani più esposti al cyberbullismo e a contenuti violenti.
Il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni prevede alcune eccezioni, come per alcune piattaforme educative e scientifiche. La legge estende anche ai licei il divieto di utilizzare il telefono cellulare, già previsto, almeno sulla carta, nelle scuole medie. Il governo assicura che il nuovo sistema sarà operativo già alla ripresa dell’anno scolastico.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Luglio 22nd, 2026 Riccardo Fucile
LOOMER HA AMMESSO DI AVER SBAGLIATO NELLE SUE PRECEDENTI VALUTAZIONI: “HO SPERIMENTATO IL MIO PRIMO RAID IN UCRAINA E PER LORO È COSÌ TUTTI I GIORNI. DICEVO SPESSO CHE NON ME NE IMPORTAVA NULLA. COL SENNO DI POI, NON È STATO AFFATTO CARINO DA PARTE MIA”
“Ho sperimentato il mio primo raid in Ucraina e per loro è così tutti i giorni. Mi sento davvero una merda per aver sminuito la sofferenza degli ucraini negli ultimi cinque anni. Dicevo spesso che non me ne importava nulla. Col senno di poi, non è stato affatto carino da parte mia”. In una visita a Kiev Laura Loomer, la cospirazionista di destra e alleata di Donald Trump, ammette su X di aver sbagliato nelle sue precedenti valutazioni.
Nel mea culpa spiega che “siamo stati così tanto oggetto di propaganda da parte della Russia che non ce ne rendiamo nemmeno conto. Le sirene di allarme potrebbero essere nel futuro dell’America se non iniziamo a chiedere” ai nostri leader di sconfiggere il comunismo. In un secondo post, Loomer ringrazia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che l’ha ricevuta in Ucraina.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »