CASO MINETTI, LE CHAT E GLI AUDIO: TUTTI I 9 RACCONTI DI GRACIELA AL “FATTO” PRIMA DEL DIETROFRONT
IL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO PUBBLICA MESSAGGI E TELEFONATE REGISTRATE
Graciela De Los Santos Torres avrebbe ritrattato con una dichiarazione giurata
davanti a un notaio in Uruguay. Lo scrivono alcuni quotidiani: la donna sosterrebbe di non sapere nulla del ruolo di Nicole Minetti in giri di prostituzione nel ranch di Giuseppe Cipriani e di essere stata travisata. Ma nessun travisamento c’è stato. Ecco perché, prima di farlo nella causa civile preannunciata, riportiamo qui di seguito le trascrizioni testuali di alcuni dei contatti intercorsi con lei, omettend
quel che riguarda il minore che abbiamo sempre tutelato e i nomi di terze persone pure citate dalla donna. In corsivo alcune note che spiegano come abbiamo riscontrato il suo racconto. Il Fatto contatta Graciela dopo aver ricevuto da un giornalista uruguaiano alcuni messaggi audio in cui la donna raccontava quello che succedeva nel ranch di Cipriani, dove aveva lavorato, prima che venisse concessa la grazia a Minetti. Racconti che poi ha ripetuto anche a noi tra il 22 aprile e il 13 maggio. Cose analoghe ha in seguito riferito anche al Corriere della Sera e alla trasmissione della tv uruguaiana Sin Piedad . Di tutto il materiale utilizzato Il Fatto possiede le registrazioni audio e gli screenshot originali.
Thomas: “Buongiorno. Sono un giornalista italiano e sto ricostruendo le attività di Giuseppe Cipriani in Uruguay… Quando possiamo parlare?”.
Graciela: “Ciao, come stai… Potrebbe chiamarmi alle 10?”.
La donna inizia a inviare fotografie aeree e planimetrie della tenuta, accompagnandole con questi messaggi.
G.: “Al piano di sopra, alcune ragazze che vengono a trovarla alloggiano vicino a quelle finestre, e l’area adibita a tale scopo è stata ristrutturata, creando una stanza, un bagno e uno spogliatoio per le ospiti”.
G.: “La freccia verde indica la piscina, mentre quella rosa l’ingresso alla fattoria”.
G. : “Al piano di sopra, quella finestra è la stanza di Giuseppe. Al piano di sotto, quella porta conduce alla spa e al salone di parrucchiere. Tutto è sempre nascosto sotto quegli alberi; è impossibile per loro scattare foto aeree”
G.: “È come la casa di Playboy, c’erano feste, le ragazze, molte cose… droghe.
Portano molte ragazze dal Brasile, dall’hotel… che sono modelle. Vengono pagate… le pagano per l’accompagnamento”.
Thomas: “E le ragazze come arrivavano, con l’aereo?”.
G.: “Con il suo aereo… si procurano anche le ragazze da un bordello di qui chiamato White, sono degli argentini, e sono loro che procurano le ragazze”.
G.: “La tenuta Gin Tonic ha come una tenuta campestre e lì ci sono diverse casette dove vanno le ragazze. Ad esempio, Samir è un argentino che gli procura le ragazze e le fornisce agli imprenditori con cui Giuseppe vuole fare affari o con cui vuole avere rapporti commerciali. Samir chiede cinque ragazze. (…) È un esempio e l’ho sentito e so che… Insomma, deve trovare cinque ragazze per domani. Samir arriva con cinque imprenditori”.
Di un tal Semair o Samari hanno parlato gli autisti interpellati sul posto dall’inviato del
Antonio Massari quando hanno confermato di aver portato escort dal White a Gin Tonic, definendolo “persona molto legata al White”.
G.: “S. è un argentino che gli procura le ragazze e le fornisce agli imprenditori con cui Giuseppe vuole fare affari… S. chiede cinque ragazze. Chiama A. A. è il braccio destro di Giuseppe. A. deve procurare cinque ragazze per S. perché lui arriva con cinque imprenditori… Poi arrivano dal Brasile… Fanno incontri con imprenditori brasiliani. Lì trovano altre cinque ragazze. Che lì salgono sull’aereo con Giuseppe. Giuseppe passa da Rio e le porta sul suo aereo”.
G.: “Se ne sono già andate le ragazze prostitute uruguaiane, argentine, che sono le
più economiche, nel pomeriggio arrivano le brasiliane, che sono le modelle d’élite… Domani arrivano le brasiliane, poi arrivano le italiane ed è così, ti abitui e le accogli. È quello che ti tocca”.
G. : “S. gli presenta… poi c’è la brasiliana, che porta due ragazze, le porta a Giuseppe… Si organizzano, non è che cenano e si alzano prima… Lui gliel’ha presentata a quell’uomo e lui se n’è andato con lei. Cioè, se ne vanno durante la festa e dopo la festa”.
G.: “Puoi vedere quella argentina; copierò le foto di C. dove si incontrano in Spagna. Le mandano in tutto il mondo come prostitute VIP”.
G.: “La 3, Nicole e una dominicana al Gin Tonic, quel posto è dove si chiudono le porte, si spengono le luci e comincia la ‘festa sessuale’”.
G.: “La ragazza argentina [Omissis] veniva pagata per accompagnare C. (imprenditore italiano di cui Il Fatto ha verificato la presenza a Punta del Este, ndr). Era obbligatorio bere tutti i giorni e non indossare mai lo stesso vestito due volte. Entro le 21:00 (d’estate), dovevano essere pronte, truccate e vestite per la cena”.
IL RUOLO DI MINETTI
22/4/26 – Telefonata
Thomas.: “Sai se lei ha un ruolo di manager per le minorenni?”.
G.: “Sì, ovvio. Lei sa tutto… lei era alle feste, vedeva tutto”. G.: “E Nicole sa tutto. È lei la maitresse. È la padrona”.
Thomas.: “E Nicole, c’entra con l’organizzazione, è la maitresse anche oggi secondo te?”.
G.: “Sì, lei c’entra con tutto, tutto… guarda le ragazze. Le ragazze devono fare esercizio, hanno la loro parrucchiera… Io… stiamo parlando di come era l’organizzazione fino a un anno fa. Io parlo di un anno fa. Nicole guarda le ragazze: questa mi piace, questa non mi piace…”.
24/4/26 Chat WhatsApp
G.: “Lei è sempre la stessa. È oscura e continua ad essere una Madamma”.
G.: “Noi a volte tra di noi la chiamavamo ‘la deputata porno’, perché lei sì che è super protetta da qualcosa… Nicole è cattiva. Ci trattava malissimo”.
G.: “Anche Nicole è presente, ok? e si vedono e sono tutte lì, tutte insieme”.
8/5/26 – Chat WhatsApp
G.: “Le tende sono chiuse e c’è un camino davanti al divano (…) proprio come quello delle foto che mi hai mandato, dove c’è Nicole. Max faceva il DJ ad alcune feste private con delle ragazze”.
LE MOLESTIE SESSUALI
G.: “Io me ne sono andata perché Giuseppe non conosce il ‘no’. Dovevi stare attenta a lui. Non era lo stesso di quando lavoravo con lui più di 20 anni fa. Ora è una cosa tipo… una depravazione. Tutto, tutto è una depravazione”.
G.: “Lì è dove diventa tutto buio… la volta in cui mi mandavano a prendere i bicchieri eccetera, la festa è lì, mi dicevano ‘Non guardare e basta’”.
5 e 8/5/ 2026 Chat WA
G.: “(Giuseppe, ndr) Ha cercato di baciarmi e un giorno mi ha chiesto un massaggio erotico (gli ho risposto che non facevo quel tipo di massaggio…). E l’ultimo giorno ha cercato di baciarmi di nuovo e voleva che lo toccassi. Mi sono rifiutata e la cosa non gli è piaciuta per niente. Il giorno dopo, A. mi ha detto che non avevano più bisogno di me…”.
Lo stesso giorno, alle 15:12, Graciela inoltra al cronista lo screenshot del messaggio inviato ad A. (la factotum della villa) il giorno del suo allontanamento:
“Io non faccio quel tipo di massaggio e Giuseppe mi ha insinuato molte volte di fargli un massaggio sensuale”.
Questo è un riscontro documentale sulle molestie denunciate dalla donna alla propria responsabile.
G.: “Mi obbligava a guardarlo negli occhi mentre gli facevo il massaggio. Ha cercato di baciarmi circa 3 volte e voleva che gli facessi massaggi erotici. È stato un calvario per quasi 1 anno”.
LE FOTO E L’AUTORIZZAZIONE
24 e 25/4/26 – Chat
Thomas: “Ma tu che sei stata lì tanto tempo parlavi con le ragazze? Non hai messaggi, audio o altro con loro in cui si sfogavano o dicevano qualcosa che oggi possa essere utile per provare tutto questo ‘bordello’ nascosto dagli alberi?”
G.: “Vi mando dei messaggi, che potrebbero non essere comprensibili, ma per dimostrare che ho lavorato e che sono rimasta in contatto con tutte le escort di cui mi sono presa cura, come se fossi la loro madre”.
La donna invia screenshot delle conversazioni con ragazze ospiti della tenuta.
G.: “Buongiorno, credo di essere stata molto utile per l’articolo e per l’indagine che state conducendo. Lo Stato, la procura e chiunque altro debba mettersi al lavoro. Ho rischiato la mia vita e fornito informazioni sufficienti, ma non sono un’investigatrice, non sono una giornalista, sono semplicemente una donna che ha lavorato come massaggiatrice per 32 anni. Si tratta solo di collegare i punti e vedere se è utile o meno, se trovano somiglianze nei metodi usati da Cipriani, Epstein e Madame Minetti”. Il giornalista invia in chat il Pdf del primo articolo pubblicato dal Fatto quotidiano sui festini alla tenuta, in cui i racconti di Graciela compaiono in forma anonima.
G.: “Eccellente. Se ritenete necessaria la mia dichiarazione, per non lasciarvi soli, sono disposta a rilasciare un’intervista; tutto ciò di cui ho bisogno è la garanzia che il mio nome non verrà comunicato a loro o ai loro avvocati”.
9 e 10/5/26 – Cha
Thomas: “Allora, mi autorizzi a dire al direttore che faremo l’intervista con nome e cognome ma con l’accordo che prima di pubblicare avrai tempo per leggere tutto e non verrà modificato dopo?”.
G.: “Sì”.
T.: “Sto scrivendo. Scegli delle belle foto, se ne hai nella tenuta bene, sennò foto di te che ti rappresentano”
G.: “Se dovessi farmi una foto adesso, sembrerei invecchiata di 100 anni con tutto questo, quindi cercherò una foto vecchia”.
Alle 00:44 e alle 00:45, Graciela invia spontaneamente due sue fotografie in chat.
LA RITRATTAZIONE NOTTURNA
Il giornalista alle 20:29 invia il file word con la bozza finale dell’intervista pregandola di leggerla e segnalare modifiche. Graziela risponde: “Lo farò più tardi stasera”. Risposta: “Devo chiudere il giornale tra un’ora, per questo te lo chiedo”.
G. alle 22:36: “Eliminate il requisito del passaporto; mi causerà solo ulteriori problemi”.
Il giornalista spiega di averlo già eliminato e invia la versione definitiva. Segue il silenzio e il giornale va in stampa.
Solo alle 23:15 ora italiana
Graciela scrive: “Ci sono cose che non dovrebbero essere in quell’articolo. Hai il mio consenso per dire che Nicole non ha cambiato vita, è vero, [omissis], ma la parte sull’immigrazione e sul mio passaporto non dovrebbe essere inclusa. L’articolo dovrebbe parlare di un altro caso di molestie sessuali, punto e basta”.
Alle ore 23 e 57, Graciela ritira per la prima volta il consenso alla pubblicazione.
G.: “Non voglio che l’articolo venga pubblicato in questo modo perché alcune cose sono superflue e mi addossa tutta la responsabilità. Non autorizzo e non voglio che includiate informazioni non vere, soprattutto quelle sull’immigrazione. Io non vi ho
abbandonato, e ora voi state facendo lo stesso rivelando informazioni che potrebbero solo danneggiarmi”.
L’11 maggio l’intervista è in edicola. Graciela è spaventata e chiede aiuto a lasciare il Paese.
G.: “Il viaggio serve anche per farmi uscire di qui!! Sta per esplodere tutto e io rimarrò bloccata qui. Eduardo mi ha detto che il ministro manderà qualcuno a proteggermi, ma ho ancora paura… La mia vita è finita”.
La notizia è stata confermata all’inviato del Fatto in Uruguay da fonti locali: Eduardo è il giornalista che chiede al ministro dell’Interno, suo amico, di occuparsi dell’incolumità di Graciela. Il ministro chiede alla polizia di Maldonado di attivarsi, ma la donna rifiuta la protezione. Dal 13 maggio non la sentiremo più.
(da Il Fatto Quotidiano)
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