Settembre 9th, 2023 Riccardo Fucile
SE AVESSIMO UN GOVERNO NORMALE LA PROVINCIA DI TRENTO SAREBBE GIA’ STATA COMMISSARIATA… L’ORSA IN OGGETTO NON HA MAI DATO PROBLEMI (SE NON VAI A ROMPERE I COGLIONI AI SUOI CUCCIOLI)
Ieri la scoperta de “il Dolomiti” che F36, con ogni probabilità era
stata radiocollarata già da qualche tempo nel silenzio generale (oggi possiamo affermare con certezza che ciò è avvenuto ”nella notte tra il 29 e 30 agosto 2023 l’esemplare F36 è stato catturato, dotato del radiocollare e rilasciato immediatamente”), alla faccia della trasparenza e dell’informazione tanto invocata per avere una corretta gestione del fenomeno grandi carnivori.
Ora emerge che il presidente Fugatti l’ha già condannata a morte. E’ di ieri il decreto ”Autorizzazione al prelievo, quale misura di sottrazione all’ambiente naturale, tramite uccisione dell’esemplare di orso F36”. L’ennesimo atto che sarà sicuramente impugnato e bloccato dai tribunali perché mal congeniato anche solo a una lettura superficiale: infatti lo stesso decreto spiega che si procede per abbattimento perché la Provincia è inadempiente poiché non ha un posto dove metterla in caso di cattura.
Si legge chiaramente che ”il Centro del Casteller, di proprietà della Provincia autonoma di Trento e gestito dalle strutture dipendenti dal Dipartimento protezione civile, foreste e fauna, è dotato, all’interno di un più ampio recinto, di tre spazi, indipendenti ma eventualmente tra loro comunicanti, per la collocazione e la captivazione di orsi, dei quali uno è occupato stabilmente dall’orso M49, uno è occupato temporaneamente dall’orsa JJ4 e il terzo deve essere obbligatoriamente lasciato disponibile per poter consentire la collocazione temporanea dell’orso pericoloso MJ5 per il quale è già stata disposta la rimozione ovvero per la gestione di esemplari di grandi carnivori a seguito di situazioni di emergenza o di esigenze cura e riabilitazione in funzione del successivo rilascio a vita libera”.
Pare, quindi, impossibile che con queste motivazioni si possa procedere all’abbattimento di un esemplare che comunque, prima del falso attacco del 30 luglio, non aveva mai dato segnali di pericolosità.
Ancora più assurda l’ulteriore motivazione che Fugatti adduce nel suo decreto preso atto che F36 non ha mai presentato segnali di ”problematicità” prima dell’incidente avvenuto il 30 luglio: ”Considerato che il grado di pericolosità dell’orso F36 per le persone potrebbe essere ulteriormente confermato, di fatto, solo constatando o meno altri comportamenti pericolosi (ulteriori attacchi con contatto fisico), ma tale approccio non è assolutamente adeguato per garantire, anche in via precauzionale, l’interesse della sicurezza pubblica”.
Una considerazione che, a questo punto, vale per qualsiasi essere vivente. Per aggiungere anche questa considerazione piuttosto paradossale: ”Considerato che rispetto a possibili misure alternative alla rimozione va ricordato che eventuali azioni dirette di dissuasione a carico di F36 risulterebbero tecnicamente inadeguate (oltre che difficilmente praticabili) e non sarebbero soluzioni ugualmente valide a scongiurare il pericolo di aggressione da parte di un orso non confidente”. Quindi di fatto si ribadisce che F36 non ha mai causato problemi prima di questo incidente.
Quale? Lo lasciamo ricostruire dallo stesso decreto. Due giovani “mentre salivano dal sentiero denominato “Del Mandrel”, percorsi circa 200 metri dal parcheggio posto poco dopo l’imbocco della strada forestale di tipo “B” che porta alla Malga Avalina, si imbattevano in due orsi in fase di riposo, un adulto ed un piccolo, sicuramente una femmina con un piccolo. Gli animali si trovavano in un pianoro, probabilmente un ex carbonaia, tra alcuni abeti radi e stavano dormendo. L’orso adulto accortosi dei due uomini si alzava sulle zampe posteriori per poi scagliarsi contro di loro. Il [uno dei due uomini] che si trovava in posizione più arretrata ripercorreva il sentiero correndo verso valle, mentre il [l’altro dei due uomini] si arrampicava prontamente su una pertica di abete che si trovava all’inizio del pianoro arrivando ad un’altezza di circa 5-6 metri, tenendo tra le mani un bastone da montagna ed usandolo per difendersi dal plantigrado che lo inseguiva sull’albero. In un primo momento l’animale strappava dalle mani il bastone al ragazzo e successivamente lo agganciava per una ghetta e lo scaraventava giù dall’abete. Nella caduta [l’altro dei due uomini] sbatteva rovinosamente con il torace su un masso posto ai piedi dell’albero. Immediatamente si alzava da terra e scappava a valle in direzione della macchina lasciando sul posto alcuni effetti tra cui il bastone ed il cappello”.
Insomma come ricostruito qualche giorno dopo l’incidente mamma orsa con piccolo erano stati svegliati di soprassalto dai due giovani in un luogo comunque in alta quota tra i boschi e il ferito si era ferito nella caduta e non per un’azione diretta dell’orso.
(da Il Dolomite)
argomento: Politica | Commenta »
Settembre 9th, 2023 Riccardo Fucile
INTERVISTA AL GEN. BATTISTI: ECCO COSA ACCADENDO ALLA COMPAGNIA MILITARE PRIVATA RUSSA
Cosa è davvero successo nei cieli russi nel pomeriggio di mercoledì 23 agosto, quando un aereo che trasportava Eugeny Viktorovich Prigozhin e il suo braccio destro – rispettivamente numeri uno e due della compagnia militare privata Wagner – è precipitato? E cosa ne è della società di contractors e dei suoi soldati dopo l’uscita di scena scena del suo fondatore, diventato negli ultimi mesi sempre più ingombrante tanto da arrivare a sfidare il Cremlino con la “marcia su Mosca” del 23 giugno scorso?
Sono alcuni degli interrogativi che si rincorrono nelle ultime settimane. Fanpage.it ha interpellato il generale Giorgio Battisti, già comandante del Corpo d’Armata Italiano di Reazione Rapida della NATO (NRDC-ITA).
Partiamo da venerdì 23 giugno 2023. Migliaia di mercenari Wagner – con alla testa Yevgeny Prigozhin – intraprendono una “marcia su Mosca” e tentano un ammutinamento – o per alcuni analisti un colpo di stato – in Russia. Possiamo affermare che quel giorno ha rappresentato “l’inizio della fine” della compagnia, almeno per come l’avevamo conosciuta fino ad allora?
Dopo il fallito ammutinamento da parte della Wagner la compagnia – con Prigozhin ancora vivo – è stata smembrata in quattro parti: alcuni dei combattenti sono stati integrati e arruolati nelle forze armate regolari russe previo giuramento; una seconda parte è stata spedita in licenza, perché si trattava di elementi ritenuti poco affidabili; una terza parte, la più cospicua, è stata inviata in Bielorussia sotto il controllo del presidente Lukashenko; la quarta parte invece non si è mai mossa da alcuni Paesi africani dove la Wagner era presente da tempo. Lo smembramento si è reso necessario quando Putin ha capito di non potersi più fidare di Prigozhin.
Arriviamo al 23 agosto. Prigozhin muore in un “incidente” aereo avvenuto nell’oblast’ di Tver’ durante un volo fra Mosca e San Pietroburgo.
L’abbattimento di quel volo è avvenuto esattamente due mesi dopo la cosiddetta “marcia su Mosca” e le versioni su quanto accaduto sono prevalentemente due: c’è chi dice che sia stata piazzata una bomba a bordo del velivolo prima del decollo, e chi ritiene che l’aereo sia stato abbattuto da un missile della contraerea russa. Tra l’altro negli ultimi giorni è emersa la notizia secondo cui i servizi d’intelligence ucraini dubiterebbero fortemente che a bordo dell’aereo fosse presente anche Prigozhin. Da parte di Mosca invece hanno confermato la morte del capo della Wagner e del suo vice, responsabile operativo della private military company (PMC).
Dopo la scomparsa di Prigozhin chi comanda nella compagnia Wagner?
È molto difficile rispondere a questa domanda. Lo smembramento della compagnia lascia pensare che ora sia gestita in modo radicalmente diverso e che il governo russo abbia un peso molto maggiore rispetto al passato. In Siria, dove la Wagner era presente dal 2015, già dal 3 luglio di quest’anno secondo fonti arabe la polizia militare russa avrebbe condotto operazioni di repressione per mettere sotto controllo i comandanti delle unità Wagner presenti in quel Paese. Alcuni sono stati fatti rimpatriare e altri sono stati assorbiti dalle forze regolari di Mosca presenti in Siria. In Bielorussia i Wagner sono sotto il controllo di Lukashenko, con il benestare di Putin. L’unico dubbio è capire chi comanda i Wagner in alcuni Paesi africani: penso al Mali, alla Repubblica Centrafricana, alla Libia, al Sudan e alla regione settentrionale del Mozambico. Non sappiamo ancora se anche in questi stati i contractors della Wagner rispondono agli ordini di Mosca, o se mantengono un elevato livello di autonomia operativa nell’ambito di un comando e controllo dello stato maggiore russo. Penso, ad esempio, a lavori di scorta vip, sorveglianza di impianti strategici e addestramento delle forze armate.
Wagner è l’unica compagnia militare privata russa ad essere stata “irregimentata”?
No, è la più grande e famosa, ma ci sono almeno altre quaranta compagnie private in quel Paese e sono state fatte tutte rientrare tutte sotto l’ombrello di controllo del Cremlino. L’intervento di Putin sulla Wagner ha avuto effetti anche su tutte le altre. Insomma, la “marcia su Mosca” ha avuto conseguenze degne di una spy story: la compagnia di Prigozhin è stata smembrata, il suo capo è scomparso e non sappiamo ancora se sia davvero morto in un disastro aereo o se invece sia ancora vivo. Non sappiamo con certezza neppure chi sia stato il mandante dell'”attentato” all’aereo che trasportava l’ex cuoco di Putin. Conosceremo la verità solo tra qualche tempo.
Possiamo dire quindi che la Wagner ha completamente perso la sua autonomia operativa: si è trattato di una sorta di “nazionalizzazione” da parte della Russia?
Sì, il concetto è più o meno quello. Al governo russo stava sfuggendo di mano il controllo della situazione. Se è vero che la “marcia su Mosca” del 23 giugno è stata fermata a circa 350 chilometri dalla capitale, è altrettanto vero che quel “colpo di testa” avrebbe potuto ispirare tentativi di emulazione da parte delle altre quaranta compagnie militari private russe, ad esempio per fare pressioni politiche o militari sul Cremlino: una situazione inaccettabile per Putin, che ha dato “una regolata” a tutti.
Nel mondo c’è una grande proliferazione di compagnie militari private, non solo russe. L’epilogo della vicenda della Wagner deve insegnare qualcosa anche alle forze armate occidentali che si avvalgono dei “servizi” dei contractors?
Le compagnie militari di sicurezza sono nate dopo la fine della guerra fredda e ormai sono migliaia. Ci sono quelle russe, certo, ma non vanno dimenticate quelle statunitensi come la Blackwater, che in Iraq si sono comportate in modo efferato uccidendo civili inermi e che per questo era stata disciolta dal governo USA. Ci sono poi decine di compagnie cinesi che vengono impiegate prevalentemente in Africa a tutela degli interessi di Pechino in quel continente. Insomma, l’epilogo della vicenda Wagner ha acceso l’attenzione sullo modalità operative di queste società private.
Lei ha una solida esperienza all’estero, in particolare in Afghanistan. Ha avuto modo di collaborare con queste società di “sicurezza” private?
Per forza, sono numerosissime. Negli ultimi anni i soldati delle PMC erano tanti quanti quelli dell’esercito americano perché le compagnie private hanno maggior libertà di intervento e se subiscono delle vittime non devono renderne conto a nessuno, né all’opinione pubblica né ai familiari dei caduti. Penso quindi che il settore vada regolamentato con attenzione, sebbene sia necessario fare delle distinzioni. Le private military company sono sostanzialmente di quattro tipologie: deployed system contractors; external theater support contractors; internal theater support contractors; deployed securuty contractors. Come è evidente alle società militari private fa capo anche il personale che si occupa della manutenzione degli aerei militari in patria e all’estero. E questo è un problema: quando verranno forniti i caccia F-16 a Kiev, ad esempio, la manutenzione sarà affidata a compagnie private.
C’è il rischio che questi contractors si vendano al “miglior offerente”?
Le Compagnie Militari e di Sicurezza Private (PMSC) sono sotto il controllo dei rispettivi governi secondo normative nazionali. Appare difficile, quindi, che possano comportarsi come compagnie di ventura medioevali e rinascimentali che si “vendevano” al miglior offerente cambiando schieramento conflitto durante. Ciò, anche perché sarebbe difficile trasferire queste formazioni, e relativi mezzi, dal proprio Paese di origine ad un altro senza essere notate.
Indubbiamente l’ammutinamento della Wagner, e il suo conseguente smantellamento, avranno fornito spunti di riflessione per una migliore gestione delle PMSC da parte dei rispettivi governi. Il 17 settembre 2008, a seguito di un’iniziativa avviata dal governo svizzero e dal Comitato Internazionale della Croce Rossa, è stato redatto il Documento di Montreux. Si tratta di un documento volto a promuovere il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani e fornisce ai governi un modello per regolamentare le Compagnie Militari e di Sicurezza Private ogniqualvolta operano in scenari conflittuali. Anche se non è giuridicamente vincolante per i Paesi aderenti, il documento contiene una serie di riferimenti legali a livello internazionale e di buone pratiche per la gestione delle PMSC. Ad oggi hanno aderito all’iniziativa 58 Stati dei 193 riconosciuti dalle Nazioni Unite.
(da Fanpage)
argomento: Politica | Commenta »
Settembre 8th, 2023 Riccardo Fucile
SETTE FERITI, IN AUTO TROVATA ANCHE COCAINA… ATTENDIAMO DICHIARAZIONI DEI GENITORI SUI FIGLI “BRAVI RAGAZZI” CHE HANNO SOLO FATTO “UNA GOLIARDATA” E CHE ORA “TEMONO MINACCE”
A bordo di un’auto hanno esploso ad altezza d’uomo e a più
riprese dei colpi con una carabina ad aria compressa ferendo sette persone e seminando il panico a San Felice Circeo (Latina).
La baby gang è stato poi individuata dai carabinieri di Terracina che dopo un inseguimento ha arrestato due maggiorenni (uno già noto alle forze dell’ordine) e denunciato due minorenni. Un quinto è riuscito a fuggire.
I carabinieri sono intervenuti in seguito a diverse segnalazioni arrivate alla centrale operativa della compagnia di Terracina, comune sul litorale laziale. Le telefonate parlavano di un’auto i cui occupanti avevano esploso, con una carabina ad aria compressa, alcuni colpi contro i passanti e alcuni giovani che si trovavano nei locali della zona, ferendone alcuni anche con importanti lesioni.
Durante la perquisizione della vettura, i militari hanno rinvenuto l’arma, un coltello multiuso, diversi proiettili in metallo e due grammi di cocaina. Tutti i sette feriti, tra cui anche una guardia giurata in servizio, hanno riportato lesioni giudicate guaribili tra i sette e i dieci giorni. I reati contestati ai giovani sono quelli di violenza e lesioni aggravate da motivi abietti e futili mediante l’utilizzo di armi. I due arrestati, su disposizione della Procura di Latina, sono stati posti ai domiciliari, in attesa del rito direttissimo previsto per domani.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Settembre 8th, 2023 Riccardo Fucile
RYANAIR INIZIA A TAGLIARE I VIAGGI VERSO LE ISOLE ITALIANE, E LA RIDUZIONE DELLA DOMANDA PORTERÀ A UN AUMENTO DEL COSTO MEDIO PER GLI UTENTI
L’aveva minacciato e ora lo fa. Ryanair, la più grande low cost d’Europa, inizia a tagliare i voli con le isole italiane dopo l’introduzione della norma che fissa un tetto alle tariffe. Si parte dalla Sardegna, ma presto potrebbe toccare anche alla Sicilia. «Siamo stati costretti a ridurre dell’8% l’operativo invernale per la Sardegna dopo l’introduzione di un decreto del governo italiano che fissa un limite illegale sui prezzi», conferma il vettore che trasporta oltre il 40% dei passeggeri nel Paese.
Sono state cancellate tre rotte nazionali (da Cagliari e Alghero) e sono state ridotte le frequenze su altre sette tratte. Dopo le denunce sull’aumento significativo delle tariffe aeree a luglio il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha prima attivato il garante per la sorveglianza dei prezzi, poi ha convocato le aviolinee, quindi è intervenuto con un dl contro il «caro voli» che fissa un tetto massimo alle tariffe da/per le isole: i biglietti con Sardegna e Sicilia — stabilisce il decreto — non possono costare più del 200% della tariffa media di quel collegamento.
Una mossa che ha fatto arrabbiare le compagnie che ritengono il provvedimento contrario alle regole di mercato. A inizio agosto l’amministratore delegato di Ryanair, Eddie Wilson aveva annunciato il rischio dei tagli. Un mese dopo la conferma.
Ieri i vertici italiani di easyJet, seconda compagnia nel Paese, hanno ribadito a Urso la «propria ferma contrarietà agli indirizzi del decreto: se il contenuto venisse confermato porterebbe a una riduzione della attrattività del mercato italiano per le aviolinee, quindi ad una riduzione dell’offerta e della connettività e a un’inevitabile incremento dei prezzi».
Secondo i vettori la norma non è «migliorabile» e contano su un intervento della Commissione europea che dovrebbe arrivare entro pochi giorni.
(da Il Corriere della Sera)
argomento: Politica | Commenta »
Settembre 8th, 2023 Riccardo Fucile
HA SCELTO IL NUOVO COMMISSARIO STRAORDINARIO PER LA DEPURAZIONE DELLE ACQUE REFLUE, IL MELONIANO 72ENNE, FABIO FATUZZO… LA NOMINA DI FATUZZO HA MANDATO SU TUTTE LE FURIE IL GOVERNATORE SCHIFANI CHE SI E’ DETTO “SBALORDITO”
Per dire quanto la nomina risulti indigesta, è andata di traverso
anche a Renato Schifani. Che pure è siciliano come Fabio Fatuzzo e condivide con il suo partito, cioè Fratelli d’Italia, la giunta della Regione siciliana. Ma si è detto comunque sbalordito per il fatto di passare per quell’incarico da una figura «di altissima competenza a un ex parlamentare senza alcuna preparazione specifica».
Folgorante la sintesi del giornale online Fanpage.it, che ha titolato: “Il governo si prende anche le fogne”. Perché è andata proprio così.
Hanno fatto perfino sloggiare il commissario governativo per gli interventi di depurazione delle acque reflue, il professore di costruzioni idrauliche ingegner Maurizio Giugni nominato a maggio del 2020, per consegnare il suo posto all’ex deputato di An, già finiano prontamente ripassato alla destra con l’attuale ministro Adolfo Urso, e ora meloniano a trazione integrale, Fatuzzo.
Per l’anagrafe, anni 72 suonati. Non bastasse, gli hanno pure affiancato due vice, nelle persone dell’ex assessore della precedente giunta siciliana del Fratello d’Italia Nello Musumeci, Salvatore Cordaro (avvocato), e del dirigente calabrese di Forza Italia Antonino Daffinà (commercialista), trombato fra il 2018 e il 2020 alle elezioni politiche e regionali.
(da L’Espresso)
argomento: Politica | Commenta »
Settembre 8th, 2023 Riccardo Fucile
PENSATE A QUANTO TERRORE AVRA’ AVUTO QUELLA BESTIOLA MENTRE VENIVA MASSACRATA DA UN GRUPPO DI INFAMI
Si dicono “impauriti e minacciati” i 14 giovani ritenuti responsabili della morte di una capretta uccisa a calci ad Anagni, in provincia di Frosinone il 27 agosto. “Ti verremo ad aspettare a scuola” è una delle frasi rivolte ai ragazzi.
I genitori lo hanno segnalato agli avvocati che seguono la vicenda, evidenziando che i figli ora hanno il timore di tornare in classe alla ripresa delle lezioni e chiedono garanzie sulla loro incolumità.
Lo fa sapere l’avvocato Giampiero Vellucci del foro di Frosinone che la prossima settimana assisterà, in una località protetta, all’interrogatorio del Giudice dei Minori di Roma al 17enne di Fiuggi ritenuto il principale indiziato per la morte dell’animale.
Il giovane dovrà spiegare cosa è accaduto durante la festa a cui stava partecipando con i suoi amici. Un video, ripreso con lo smartphone da uno di loro e poi diffuso sul web, mostra il 17enne mentre prende a calci il piccolo ovino incitato dagli amici a proseguire. A carico del giovane e degli altri tredici ragazzi che erano a quella festa c’è un fascicolo d’indagine in cui viene ipotizzato il reato di “maltrattamento d’animale”.
“Ondata d’odio”
“Quest’ondata di odio – evidenzia il difensore – del tutto ingiustificata, sta turbando i ragazzi al punto che alcuni di loro hanno il terrore di tornare a scuola, temendo manifestazioni e rappresaglie’. Il prossimo 24 settembre è prevista una nuova manifestazione degli animalisti a Fiuggi dopo quella di sabato scorso ad Anagni in Piazza Cavour.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Settembre 8th, 2023 Riccardo Fucile
GLI ANIMALISTI PRONTI ALLA GUERRA LEGALE: “I FORESTALI SI RIBELLINO”
Nuova ordinanza di abbattimento da parte del presidente della
Provincia di Trento, Maurizio Fugatti. Il provvedimento stavolta riguarda l’orsa F36, dopo l’esito delle analisi genetiche che hanno individuato nel plantigrado il responsabile della presnuta “aggressione” avvenuta lo scorso 30 luglio in località Mandrel contro due ragazzi. L’orsa F36 sarebbe stata anche responsabile di quello che i tecnici descrivono come «falso attacco», cioè avrebbe avuto un atteggiamento aggressivo, ma tenendosi a distanza, nei confronti di due escursionisti che si trovavano in località Dos del Gal, nel Comune di Sella Giudicarie, lo scorso 6 agosto.
La rivolta degli animalisti
Le associazioni animaliste già promettono battaglia legale, così come avvenuto puntualmente per ogni ordinanza di abbattimento decisa da Fugatti nei confronti degli animali selvatici. La Lav spiega di aver già messo al lavoro i propri legali, con durissime accuse nei confronti del presidente trentino: «Siamo al puro delirio – recita una nota dell’associazione animalista – Fugatti è ormai fuori controllo e sforna condanne a morte di essere viventi come si trattasse di giocare con la Playstation».
Lav e Lndc Animal Protection hanno già dato mandato agli avvocati per depositare un ricorso per fermare l’ordinanza, contro cui «è già stato inviata una diffida». Per salvare F36, gli animalisti sperano che stavolta anche i forestali trentini si ribellino all’ordinanza della Provincia autonoma: «Facciamo appello ai forestali trentini – dice Massimo Vitturi, responsabile Lav animali selvatici – pur se dipendenti della Provincia, e al loro senso di responsabilità, perché non si può condannare un’orsa che si è solo trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato».
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Settembre 8th, 2023 Riccardo Fucile
È UN’ACCESA FAN PUTINIANA E SOVRANISTA, CANDIDATA NEL 2016 ALLE COMUNALI ROMANE CON FDI (PRESE APPENA 200 VOTI), È STATA COLLABORATRICE DELL’ASSOCIAZIONE “LOMBARDIA-RUSSIA”, GUIDATA DAL LEGHISTA GIANLUCA SAVOINI. E HA ACCOMPAGNATO COME TRADUTTRICE MATTEO SALVINI NEI SUOI VIAGGI A MOSCA
Entra al Senato dal primo di novembre Irina Osipova, 35enne russa, risultata idonea al concorso per ‘coadiutore parlamentare’, bandito nel 2019 e terminato lo scorso anno. Nulla di irregolare, sia chiaro, ma il nome della Osipova, 78esima classificata nel ‘concorso per esami, scritti e orali’ di Palazzo Madama salta agli occhi dai tabulati dove ci sono identità e punteggio degli ultimi assunti in Senato, con delicati ruoli di natura amministrativa e contabile, con la responsabilità di consultare le banche dati e ‘classificare’ e archiviare la corrispondenza di Palazzo.
Il curriculum della neo assunta (che vanta doppia cittadinanza, russa e italiana), è noto: classe 1988, nata a Mosca, è figlia di Oleg Osipov, per anni direttore del Centro russo di scienza e cultura di Roma, Irina è un nome conosciuto soprattutto nella capitale, accesa fan putiniana e sovranista, vicina alla destra italiana: ora diventerà impiegata del Senato della Repubblica. Assunzione che lei però non vuole confermare. Contattata dall’Adnkronos, si limita a dire: “Non voglio parlare con i giornalisti”.
Di certo la politica è da sempre la sua passione: appena 28enne, nel 2016, si candidò con Fratelli d’Italia alle comunali di Roma. Ma non andò proprio benissimo, con poco meno di 200 voti raccolti. Sulle sue pagine social del tempo è tutto un inno al putinismo: “Il modello per l’Italia per difendere gli interessi nazionali”, con lo Zar definito “un leader che non ha pari al mondo”. Nel frattempo ha già fondato l’associazione ‘Rim – Giovani Italo-Russi’, nata nel 2012 per riunire “giovani attivi e creativi, che usano principalmente il russo nella loro vita quotidiana”.
Pasionaria instancabile, Irina organizza eventi e va in piazza per dire no alle sanzioni europee alla Russia, scattate dopo l’annessione della Crimea del 2014. Manifestazioni per sostenere la politica russa in Ucraina e attaccare la politica ‘nazista’ di Kiev nelle province russofone. Tra i suoi contatti del tempo Andrea Palmeri, il neofascista lucchese arruolato nelle milizie filorusse del Donbass, ritratto con lei mentre sfoggia una maglietta con su scritto ‘Defend Italia’ con tanto di kalashnikov disegnato.
Sempre in contatto con i sovranisti italiani, la Osipova è stata collaboratrice dal 2014 dell’associazione ‘Lombardia-Russia’, guidata dal leghista Gianluca Savoini, già braccio destro di Matteo Salvini e a lungo suo portavoce. Spesso impegnata nel ruolo di interprete, Osipova ha poi accompagnato lo stesso Salvini nelle sue trasferte in Russia, come testimoniato anche dagli scatti disseminati sui suoi canali social, che la vedono sorridente in mezzo ai vertici leghisti, come quello del dicembre 2014, con lei, Salvini alla sua destra, Savoini a sinistra. Sono gli anni in cui la Lega non nasconde le sue simpatie per Mosca, fino al caso ‘dei 65 milioni di dollari’ dell’hotel Metropol, messo poi a tacere da una archiviazione.
Nella sua pagina Facebook tante le foto postate, a testimonianza di una vicinanza al mondo del nazionalismo russo, che ha sempre sostenuto. Spiccano sui social le immagini con Salvini ritratto nella piazza Rossa con la maglietta raffigurante il volto di Putin e scatti come quello che vede la Osipova in compagnia di Yan Petrovsky, leader del gruppo neonazista russo, affiliato alla Wagner, ‘Rusich’, quel Petrovsky arrestato nelle scorse settimane in Finlandia, con l’accusa di crimini di guerra.
Di lei per un po’ si perdono le tracce. C’è il tempo però -è il luglio del 2019- di smentire al Corriere della Sera le voci di una sua vicinanza ai servizi russi di cui il quotidiano di Via Solferino le chiede conto, ricordando il discusso ruolo del padre Oleg: “Io agente del Kgb? Stereotipi: una donna russa che parla di politica dev’essere per forza una spia. Nell’inchiesta sui mercenari io non sono mai stata indagata e non sono mai stata nel Donbass, in Ucraina. Inoltre, mio papà dopo 8 anni e mezzo ha concluso la sua missione e il primo giugno è tornato a Mosca”.
Dopo l’uscita del bando di Palazzo Madama, pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 80 dell’8 ottobre 2019, la giovane russa inizia a preparare il concorso, una tour di force, tra scritti e orali, con la sua ultima prova sostenuta a luglio del 2022, il 5 del mese, nella sessione pomeridiana, a distanza di tre anni dal bando, con ritardi legati anche alla stagione del covid. Osipova non demorde, supera tutte le insidie, la prova preliminare, quella dattilografica, infine le prove orali e tecniche, rispondendo anche a “10 quesiti inerenti la storia d’Italia dal 1861 ad oggi”, a “10 quesiti riguardanti la Costituzione Italiana” e traducendo “in italiano, senza l’ausilio del vocabolario, uno o più testi in lingua inglese”, come recita il regolamento.
Ora Irina Osipova sta per prendere servizio in Senato, grazie alla vittoria al concorso che l’ha vista primeggiare, superando la concorrenza di ben 12mila candidati. Una delle persone “oggettivamente selezionate”, come sottolinea chi ha avuto modo di esaminare i candidati a Palazzo Madama. “Hanno superato tutti un concorso di alto livello, con prove davvero difficili”, aggiungono dalla Commissione che ha promosso la russa Osipova e gli altri 123 colleghi ‘coadiutori’.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Settembre 8th, 2023 Riccardo Fucile
IL LEGALE DELLA PRESUNTA VITTIMA CHIEDE ALLA PROCURA DI MILANO DI ESTRARRE I DATI DAL TELEFONINO DEL GIOVANE. MA SERVE L’AUTORIZZAZIONE DEL SENATO… IL PADRE DELLA RAGAZZA: “SE NON TEME NULLA, IL PRESIDENTE DOVREBBE INVITARE LA GIUNTA A DARE L’OK”
Per capire cosa è accaduto a casa del Presidente del Senato la
notte il 19 maggio vanno acquisite le chat e i messaggi tra Ignazio La Russa e suo figlio Leonardo, accusato di aver violentato lì una ragazza incontrata in discoteca a Milano. Con un’istanza, il legale della ragazza invita la Procura di Milano a estrarre i dati dal telefonino del giovane e a depositarli nell’inchiesta, ma questo può avvenire solo con l’autorizzazione del Senato.«Se non teme nulla, il presidente La Russa non dovrebbe avere problemi a invitare la giunta a dare l’autorizzazione in modo da dissolvere i dubbi», afferma il padre della ragazza mentre è cominciata l’estrazione di chat, sms, video e ogni altro dato attraverso parole chiave alla presenza dei legali di La Russa jr e di Tommy Gilardoni, il dj 24 enne suo amico e anche lui indagato.
Al momento il pm Rosaria Stagnaro, l’aggiunto Letizia Mannella e il Procuratore Marcello Viola hanno deciso di escludere l’esame dei messaggi tra il ragazzo e il padre perché protetti dall’immunità parlamentare del senatore La Russa.
La Procura valuterà la possibilità di chiedere l’autorizzazione al Senato, se necessario. Quando più di un mese dopo la presunta violenza la ragazza fece denuncia, Ignazio La Russa disse di avere «a lungo interrogato» Leonardo giungendo alla «certezza» che non aveva «compiuto alcun atto penalmente rilevante»
Una «sua idea derivata da una conversazione con suo figlio», afferma il padre della presunta vittima chiedendo di verificare se ci sono state altre conversazioni e invitando «da padre a padre» il presidente a «collaborare affinché possa essere ricostruita la vicenda ed emerga la verità».
(da Corriere della Sera)
argomento: Politica | Commenta »