Destra di Popolo.net

GIULI L’OSCURO

Ottobre 9th, 2024 Riccardo Fucile

LA DIFFICOLTA’ DI CONTESTARE A QUALCUNO DI DIRE UNA SCIOCCHEZZA QUANDO NON SI CAPISCE UNA MAZZA DI QUELLO CHE HA DETTO

«Di fronte a un cambiamento di paradigma — la quarta rivoluzione epocale, delineante un’ontologia intonata alla rivoluzione permanente dell’infosfera globale — il rischio che si corre è duplice e speculare. L’entusiasmo passivo, che rimuove i pericoli della iper-tecnologizzazione e, per converso, l’apocalittismo difensivo, che rimpiange un’immagine del mondo trascorsa, impugnando un’ideologia della crisi che si percepisce come processo alla tecnica e al futuro, intese come una minaccia. Siamo dunque precipitati nell’epoca delle passioni tristi?».
Di sicuro in quella dell’incomunicabilità, se il nuovo ministro della Cultura decide di presentarsi a una platea scelta di deputati e senatori con un testo che aspetta ancora uno studioso di lingue sumeriche, o un elettricista, in grado di illuminarlo.
Azzardo volesse dire che le nuove tecnologie non vanno né esaltate né demonizzate. Ma allora perché non l’ha detto?
Le ipotesi sono tre.
La prima è che Giuli sia un buontempone e abbia pronunciato quei paroloni al puro scopo di godersi le facce dei parlamentari, per alcuni dei quali già «aò, li mortacci» rappresenta un pensiero complesso.
La seconda è che sia il classico intellettuale italiano — di destra o di sinistra, in questo non ci sono differenze — incapace di distinguere profondità e oscurità.
La terza ipotesi è che Giuli sia un genio e abbia scoperto il modo per scansare le gaffe in cui il suo predecessore era maestro.
Come si fa a capire quando uno dice una sciocchezza, se non si capisce un tubo di quello che ha detto?
(da corriere.it)

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VIKTOR ORBAN INTERVIENE AL PARLAMENTO EUROPEO TRA FISCHI E CONTESTAZIONI: EUROPARLAMENTARI DI SINISTRA TUTTI IN PIEDI A CANTARE “BELLA CIAO”

Ottobre 9th, 2024 Riccardo Fucile

LA SESSIONE PLENARIA ERA DEDICATA ALLA PRESENTAZIONE DEL PROGRAMMA DELL’UNGHERIA… DURO ATTACCO ANCHE DEI POPOLARI: “LEI RAPPRESENTA IL PASSATO CHE NON TORNA, NEI SONDAGGI IN UNGHERIA SIAMO ALLA PARI, SARA’ SCONFITTO”

È stata la presentazione ufficiale del programma di Viktor Orbán, presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea.
E dalla Sinistra al Parlamento europeo (The Left) è arrivata un contestazione chiara: un coro di “Bella ciao” partito subito dopo il primo intervento del premier ungherese, che ha bloccato per pochi minuti i lavori. Gli eurodeputati – nel gruppo c’erano Mimmo Lucano e Ilaria Salis, ma anche gli esponenti del Movimento 5 stelle, e si sono uniti anche dei parlamentari non italiani – si sono alzati in piedi contestando l’intervento di Orbán.
È stata la presidente del Parlamento, la maltese Roberta Metsola (Popolari) a spingere i cori verso la conclusione. Inizialmente sorridente, Metsola ha ripetuto diverse volte: “Non siamo all’Eurovision”, e “sembra più la Casa di carta”, dal nome della celebre serie che ha popolarizzato in Europa il canto partigiano. Dopodiché, mentre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si preparava a iniziare il suo intervento, Metsola ha invitato al silenzio: “Rispettiamo la dignità di quest’Aula”.
Pochi minuti dopo, il capogruppo del M5s Pasquale Tridico ha commentato le parole del leader ungherese: “La propaganda di Orbán è ormai un disco rotto. Nel suo intervento al Parlamento europeo non ha avanzato proposte, soluzioni o ricette per portare fuori l’Unione europea dal pantano in cui attualmente galleggia. Con il governo di Orbán l’Ungheria è diventato il paese più corrotto d’Europa e purtroppo con la sua presidenza dell’Unione europea non si avanzerà su nessun dossier”.
I toni, peraltro, sono stati accesi da entrambe le parti.
Orbán ha chiesto di “accelerare l’adesione” all’Unione europea “dei Balcani occidentali”, a partire “dalla Serbia”. Non ha citato, invece, l’Ucraina. In chiusura, ha detto: “Let’s make Europe great again”, imitando lo slogan di Donald Trump negli Stati Uniti.
Dopo di lui ha parlato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che non ha risparmiato gli attacchi. Prima ha criticato la politica migratoria dell’Ungheria, basata sui respingimenti le frontiere chiuse: “Questo non è combattere l’immigrazione illegale in Europa. Questo non è proteggere la nostra Unione. Questo è solo buttare i problemi oltre la recinzione del tuo vicino”. Poi ha parlato dell’Ucraina e dell’invasione della Russia: “C’è ancora qualcuno che dà la colpa non all’invasore, ma all’invaso. Vorrei chiedergli: hanno mai dato la colpa agli ungheresi per l’invasione sovietica del 1956?”.
Pur non unendosi al coro di contestazione, anche il leader dei popolari Manfred Weber è stato duro contro Orbán nel suo intervento: “La corruzione sta uccidendo il futuro dell’Ungheria. Ne vediamo le conseguenze ogni giorno. Oggi, il partito Tisza (del candidato dei Popolari Peter Magyar, ndr) è a pari merito con Fidesz (il partito di Orbán, ndr) nei sondaggi. E so che vi state innervosendo per questo. Tisza e Peter Magyar la sconfiggeranno in Ungheria. Signor Orban, lei è il passato, Peter Magyar è il futuro”.
(da agenzie)

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URSULA VON DER LEYEN RANDELLA ORBAN, AMICO DI SALVINI E MELONI: “ANCORA INCOLPA KIEV PER LA GUERRA. SAREBBE STATA DATA LA COLPA AGLI UNGHERESI PER L’INVASIONE SOVIETICA DEL 1956?”

Ottobre 9th, 2024 Riccardo Fucile

“BUDAPEST VA IN DIREZIONE CONTRARIA AL MERCATO UE E APRE LE PORTE A RUSSI E CINESI” ,,, “ORBAN SCARICA IL PROBLEMA SUI PAESI VICINI E RILASCIA I TRAFFICANTI CONDANNATI”

“Il mondo è stato testimone delle atrocità russe in Ucraina. Ma c’è ancora chi dà la colpa della guerra non all’invasore ma all’invaso. Non alla voglia di potere di Putin ma di libertà del popolo ucraino. Mi domando: sarebbe stata data la colpa agli ungheresi per l’invasione sovietica del 1956? O ai cechi per l’oppressione nel 1968? O ai lituani per il giro di vite del 1991? Possiamo avere storie e lingue diverse In Europa, ma non c’è lingua in cui pace è sinonimo di resa”. Lo ha detto la presidente della Commissione Europea nell’aula di Strasburgo dopo l’intervento di Viktor Orban.
“Come può essere che il governo ungherese inviti i russi nell’Ue senza ulteriori controlli aggiuntivi? Questo rappresenta un rischio per la sicurezza non solo per l’Ungheria ma per tutti e 27. Come può l’Ungheria consentire a forze di polizia cinesi di operare, questo non significa rafforzare la sovranità europea ma aprire una porta sul retro all’interferenza straniera”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen rivolgendosi a Viktor Orban in Aula all’Eurocamera.
Von der Leyen, ‘Ungheria va in direzione contraria a mercato Ue’ ‘Non si attraggono le imprese europee se si discriminano’
“C’è un governo che nell’Ue va nella direzione opposta al mercato unico. Un governo come può attrarre le imprese l’Ue se discrimina le imprese europee, se le colpisce con ispezioni a sorpresa, aiuta con fondi pubblici solo pochi. E tutto questo mentre il Pil pro-capite dell’Ungheria è stato superato da quelli dei Paesi vicini”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen parlando a Viktor Orban in Aula al Pe.
Von der Leyen agli ungheresi, ‘siamo una sola famiglia’
“Voglio rivolgermi al popolo ungherese. Siamo una sola famiglia. La vostra storia è la nostra storia. Il vostro futuro è il nostro futuro. Dieci milioni di ungheresi sono dieci milioni di buone ragioni per continuare a plasmare il nostro futuro insieme”. Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen a Strasburgo dopo l’intervento di Viktor Orban, pubblicando poi il messaggio su X.
Von der Leyen a Orban, ‘sicurezza? Ungheria rilascia trafficanti’ ‘Non è così che si protegge l’Ue dai migranti irregolari’
“Ho sentito le sue parole durante il fine settimana. Lei ha detto che l’Ungheria sta “proteggendo i suoi confini”, e che “i criminali vengono rinchiusi” in Ungheria. Mi chiedo solo come questa affermazione si concili con il fatto che l’anno scorso le vostre autorità hanno fatto uscire di prigione contrabbandieri e trafficanti condannati prima che scontassero la pena”. Lo ha detto al presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen rivolgendosi in Aula a Viktor Orban. “Questa non è lotta all’immigrazione clandestina in Europa. Questo non è proteggere la nostra Unione. Questo è solo gettare problemi oltre il recinto del vicino”, ha attaccato von der Leyen tra gli applausi dell’Aula.
(da agenzie)

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NOMINE RAI, LA MAGGIORANZA SPACCATA NON VA IN VIGILANZA, SALTA LA PLENARIA

Ottobre 9th, 2024 Riccardo Fucile

IL PD: “MAI SUCCESSO, FATTO GRAVE”

La maggioranza non si è presentata nella riunione plenaria della Commissione di Vigilanza Rai, convocata per decidere la data della votazione sulla presidenza di viale Mazzini, facendo così mancare il numero legale. La seduta è quindi stata annullata.
“È un fatto molto grave. Non è mai successo in precedenza di non procedere ad un atto dovuto”. Lo afferma il capogruppo Pd in Commissione, Stefano Graziano.
“C’è la volontà di bloccare la Vigilanza Rai – prosegue -. Lo avevamo detto, e siamo stati facili profeti, che bisognava prima procedere alla riforma della legge e poi alla nomina del cda”.
Ieri, nel giorno della fumata nera in Parlamento per l’elezione di un giudice costituzionale, il presidente M5S Giuseppe Conte aveva ribadito il no alla presidenza di Simona Agnes, rinsaldando l’asse con le opposizioni.
La presidente della Bicamerale Barbara Floridia ha convocato un ufficio di presidenza in serata per fissare una nuova riunione della commissione.
(da agenzie)

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LA DEFINITIVA PRESA DEL POTERE DI ELLY SCHLEIN: DOPO IL SUCCESSO ALLE EUROPEE, ELLY HA COMINCIATO A VOLARE CON LE SUE ALI SMARCANDOSI SEMPRE DI PIU'”

Ottobre 9th, 2024 Riccardo Fucile

“E’ ASTUTA E SPIETATA, HA FATTO FUORI TUTTI I CAPICORRENTE E PURE I CAPETTI”

Usciamo da Montecitorio e a piedi, andando giù per via degli Uffici del Vicario, sbucando dentro piazza del Pantheon, tra chiacchiere di politica e retroscena spifferati con la solita perfidia, si va in ordine sparso alla presentazione dell’ultimo libro di Dario Franceschini, stavolta un romanzo e non un giallo, dicono pure un bel romanzo (Aqua e Tera per La nave di Teseo, una storia piena di antifascismo ambientata quando la Grande Guerra è appena finita e scoppia l’amore tra due donne del ferrarese, terra di origine dell’autore): certi per pura curiosità letteraria e altri per antica amicizia, ma è chiaro che molti vanno alla libreria Spazio Sette anche e soprattutto per baciare la pantofola all’ultimo grande generale del Pd, che ancora circola liberamente nel regno di Elly
Poco fa, in Transatlantico, la voce anonima di un deputato — «La scongiuro, niente nome e niente cognome: questi sono vendicativi» — mi ricordava che «spietata e dotata di rara astuzia, sempre sfoggiando il suo ipnotico sorriso, la segretaria ha, con metodo, uno dopo l’altro, fatto fuori politicamente tutti i capi del Nazareno, e pure i capetti.
Uno come Enrico Letta, che è stato segretario, ministro e premier, in teoria una risorsa pazzesca per il partito, s’è scocciato e se ne è proprio andato, tornando a fare il cattedratico… Dario? Beh, Dario non lo tocca, non so se per concreto timore o solo per un briciolo di gratitudine…
Anche se la voce che gira, insistente, e penso con un fondo di verità, è che lui stia apparecchiando qualcosa di simile a una fusione tra la sua corrente Dem, non più tanto folta, e quelli di Articolo 1, il gruppetto che va da Speranza a Stumpo, per capirci.
Se ho intuito bene, sarebbe un correntone pensato più per condizionare, che insidiare, con alla guida un ticket composto da Michela Di Biase, la moglie di Dario, ormai pronta per assumere una leadership, e Nardella…».
C’è uno che chiede: «Sì, ma a che ora bisogna stare da Dario?». Gente ansiosa. Si cammina prendendo appunti mentali.
Con una sensazione piuttosto netta: Elly Schlein immagina, nelle dinamiche di potere, nei meccanismi decisionali, un partito simile a Fratelli d’Italia. Certo a sinistra, ma anche lei sola al comando (e, a sua volta, in marcia verso Palazzo Chigi).
Operazione sofisticata, preparata con cura. A giugno — su questo tutti concordano — la mossa chiave: Elly candida un gruppo di notabili e lo imbarca su un charter, destinazione Bruxelles.
A bordo: Nicola Zingaretti (che a Roma avevano soprannominato «anguilla», indovinate perché), Matteo Ricci, Antonio Decaro (che ha accettato di partire, dopo essersi fatto promettere di diventare il successore di Michele Emiliano alla guida della Puglia) e Stefano Bonaccini, il grande sconfitto alla corsa per la poltrona del Nazareno, e perciò eletto presidente del partito, colui che avrebbe dovuto guidare la «minoranza» interna, e che invece, arrivato al Parlamento europeo, si mette comodo e piacionesco, maglione nero a collo alto, mai nemmeno un sospiro critico.
E Andrea Orlando? Ex ministro di quasi tutto, uomo appassionato e di esperienza profonda: quindi, soggetto pericoloso. E infatti le dicevano: Elly, hai visto come ti guarda? Che ne facciamo? A fine agosto, l’ideona di spingerlo nelle sabbie mobili liguri (sondaggi preoccupanti: Marco Bucci, il candidato alla Regione del centrodestra, sembra avanti).
Sistemato anche Orlando, chi resta? Si volta una deputata: «A Provenzano hanno affidato gli Esteri, e sta tutto contento». E Gianni Cuperlo? Con il suo volto ossuto da ufficiale ussaro, mi spiegano che non preoccupa la guardia scelta del Nazareno (Bonafoni, Righi, Taruffi, Furfaro, Alivernini): troppo colto, distaccato, elegante. Piuttosto: detestano Goffredo Bettini. Conosce i potenti. E il potere.
Soprattutto, però, è uno dei pochi che ancora si lascia martellare da passioni politiche primordiali.
Sanguina a tempo pieno. È il suo genio. Il suo carisma (e avere carisma, nell’attuale Pd, è considerata una colpa tremenda). L’ordine, perciò, è: continuare a ignorarlo (infatti poi però lui parla con il suo amico Giuseppe Conte e insomma, avete visto, no?).
Il piano, comunque, è a buon punto. L’altro giorno, con una ruvida e definitiva intervista a Il Fatto, Sandro Ruotolo ha pure chiuso la pratica De Luca, inteso come Enzo De Luca, Granduca di Campania.
«Noi diciamo no al terzo mandato». Quanto invece a Michele Emiliano: il dossier è affidato a Francesco Boccia, capogruppo del Pd al Senato, e fedelissimo della segretaria
«Scusate: ma a che ora inizia da Franceschini?», insiste il tipo inquieto di prima.
Scuote la testa. «No, mi spiace tanto per Dario… io prendo un taxi e vado alla presentazione del libro di Giovanni Grasso, L’amore non lo vede nessuno , all’Auditorium…» (Grasso è il portavoce del presidente della Repubblica Mattarella, e ci siamo capiti).
Intanto, camminando, uno scarabocchio sulla Moleskine: qualcuno che nel Pd si ribella, per caso, c’è? Quasi nessuno.
Tutti sanno che, alle prossime elezioni, sarà Elly a decidere le liste. Segnalato solo un numero a sorpresa di Claudio Mancini, in aula (ma Mancini, se decide, a Roma e nel Lazio un partito può farselo da solo). E l’ostinata posizione pro Ucraina d’un gruppetto di lealtà gentiloniana: Guerini, Gori, Sensi, Madia e Quartapelle.
Qui da Franceschini, intanto, gran platea. Visti Gianni Letta e Casini, Carraro, il sindaco Gualtieri, Bettini, ci sono molti parlamentari dem, c’è Speranza.
Poi compare pure Elly (ufficialmente riconoscente, benedice libro e correntone, e poi s’apparta a lungo — Bum! — con Bettini).
Sala piena. Non si entra. Vabbè. Ci vuole un bel gin tonic.
(da Il Corriere della Sera)

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LA CRISI CLIMATICA PROSCIUGA I FIUMI A UN RITMO SPAVENTOSO E SCATENA INONDAZIONI: L’ALLARME DELL’OMM

Ottobre 9th, 2024 Riccardo Fucile

SE DA UNA PARTE LA SICCITA’ STA PORTANDO AL PROSCIUGAMENTO DEI BACINI IDROGRAFICI, DALL’ALTRA SONO SEMPRE PIU’ FREQUENTI INONDAZIONI CATASTROFICHE

Tra le principali conseguenze del cambiamento climatico vi è la siccità e il nuovo rapporto State of Global Water Resources dell’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) non fa che confermare il trend di una situazione drammatica, che va avanti ormai da diversi anni. Le temperature anomale catalizzate dall’emissione di CO2 (anidride carbonica) e altri gas climalteranti stanno accelerando la fusione dei ghiacciai e facendo crollare le precipitazioni (pioggia e neve) in molte aree del pianeta, riducendo in modo significativo le risorse idriche e la portata dei fiumi. Secondo il nuovo rapporto, nel 2023 oltre il 50 percento dei bacini idrografici della Terra ha presentato condizioni anomale, la maggior parte dei quali ridotti in modo significativo. Alcuni sono stati praticamente prosciugati, mentre altri si sono ingrossati dando vita a pericolose inondazioni.
A esacerbare il problema, che ha un impatto sulla vita di miliardi di persone e sugli animali, sia da allevamento che selvatici, lo scorso anno vi è stata anche la transizione tra l’oscillazione climatica di El Niño (più calda) e La Niña (più fredda). Si tratta dunque di una combinazione tra fattori naturali e alterazioni nei cicli idrogeologici introdotte dalle attività umane, che continuano a pompare in atmosfera gas in grado di modificare correnti e altri fenomeni. Oltre alla siccità, si determina anche un accumulo significativo di energia dovuto al caldo anomalo che poi si scatena attraverso eventi sempre più frequenti e violenti, come le catastrofiche inondazioni. In Italia praticamente ogni anno esondazioni e simili sono responsabili di morti e danni ingenti, a causa del dissesto idrogeologico legato anche alla devastazione dell’ambiente naturale.
Per quanto concerne la siccità, il problema è grave soprattutto nei Paesi già aridi, dove l’accesso all’acqua è sempre più problematico. Basti sapere che recentemente la Namibia ha approvato l’uccisione di oltre 700 animali selvatici tra elefanti, zebre, gnu, ippopotami e altri per sfamare la popolazione a causa dei raccolti distrutti dalla siccità e preservare le poche fonti idriche disponibili da cui si abbeverano anche gli animali, vittime innocenti di questo ciclo innescato dall’avidità umana. Più recentemente anche lo Zimbabwe ha deciso che saranno abbattuti 200 elefanti, con le stesse ragioni della Namibia. I pachidermi, fra l’altro, vivendo gli stessi problemi degli uomini in termini di reperibilità di cibo e acqua si avvicinano sempre di più alle aree urbanizzate, distruggendo raccolti e aumentando il rischio di conflitti. Chiaramente non per colpa loro.
“Riceviamo segnali di pericolo sotto forma di piogge sempre più estreme, inondazioni e siccità che hanno un impatto pesante su vite, ecosistemi ed economie. Lo scioglimento dei ghiacciai minaccia la sicurezza idrica a lungo termine per molti milioni di persone. E tuttavia non stiamo adottando le misure urgenti necessarie”, ha dichiarato Celeste Saulo, segretaria generale dell’OMM. “Come risultato dell’aumento delle temperature, il ciclo idrologico ha accelerato. È anche diventato più irregolare e imprevedibile, e stiamo affrontando crescenti problemi di troppa o troppo poca acqua. Un’atmosfera più calda trattiene più umidità, il che favorisce forti piogge. Un’evaporazione più rapida e l’essiccazione dei terreni peggiorano le condizioni di siccità”, ha chiosato la scienziata.
Si stima che in questo momento oltre 3,6 miliardi di persone, quasi la metà della popolazione mondiale, ha difficoltà ad accedere all’acqua per almeno un mese all’anno. Si stima che questa cifra salirà a 5 miliardi di anni entro il 2050. I ghiacciai nel frattempo continuano a perdere acqua a un ritmo vertiginoso e se questo sta aumentando momentaneamente le risorse idriche in determinate aree del pianeta, in futuro si innescherà il fenomeno opposto determinando aridità dove ora c’è fertilità, lavoro e prosperità. Tra i fiumi più colpiti da una ridotta portata fluviale vi sono stati quelli dell’Amazzonia, il Mississippi, il Gange, il Bramaputra e il Mekong; in generale il ritmo di prosciugamento è il più rapido degli ultimi tre decenni. Le inondazioni più violente nel 2023 sono state invece osservate in Nuova Zelanda, Filippine e Africa orientale. Due facce della stessa medaglia, frutto del cambiamento climatico sempre più impattante e gravoso su vite, economie, agricoltura ed ecosistemi.
L’obiettivo del nuovo rapporto dell’OMM è offrire “un’analisi sistematica e standardizzata delle risorse idriche su scala globale”, con l’obiettivo di creare un set di dati vasto e disponibile per gli scienziati, affinché riescano a perfezionare modelli predittivi e aiutare i decisori politici ad adottare contromisure contro gli effetti della crisi climatica.
(da Fanpage)

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QUALI SONO I LAVORI PIU’ RICHIESTI IN ITALIA E LE UNIVERSITA’ DA SCEGLIERE: L’ANALISI DELL’ESPERTA DI RECRUITING

Ottobre 9th, 2024 Riccardo Fucile

“I SETTORI PIU’ RICHIESTI? TECNOLOGIA, ANALISI DEI DATI ED ECOSOSTENIBILITA'”

“Il mercato del lavoro sta cambiando tantissimo e sta diventando sempre più fluido e in costante evoluzione. Prima erano le aziende che selezionavano, adesso lo fanno i candidati. Sono sempre più richieste le figure che si occupano di tecnologia, analisi dei dati ed ecosostenibilità. Ma centrali sono diventate anche le soft skill”.
A parlare è Veronica Campogiani, Talent Attraction and Academic Partnership Manager The Adecco Group, piattaforma multibrand di consulenza e soluzioni HR per il mondo del lavoro, che ha scattato una fotografia di quelle che sono le figure più richieste a livello occupazionale in questo momento in Italia, spiegando anche quali sono i percorsi formativi e universitari da prediligere per avere maggiori opportunità di inserimento. Ma avvertendo: “Tutto quello che riguarda le tendenze di richiesta del lavoro è in costante evoluzione e tra un anno potrebbe essere superato per l’impatto della tecnologia”.
Dott.ssa Campogiani, quali sono le figure professionali al momento più richieste in Italia?
“Una fotografia statica è difficile farla. Sicuramente, la tecnologia ha impattato molto, per cui tutte quelle figure che si occupano e si occuperanno di fare da mediatore tra l’uomo e la macchina saranno sempre più richieste, così come quelle che si occupano di gestione di dati e data science, che aiutano a far diventare i dati informazioni che vengono poi utilizzate a livello strategico. Legato sempre al mondo dei dati e della tecnologia è tutto il filone IT ma anche della cybersecurity, cioè l’andare a mitigare dei rischi d’attacchi o andarli ad analizzare. C’è poi tutto il mondo dello sviluppo degli algoritmi che permettono il funzionamento dell’industria 5.0 andando a disegnare i meccanismi di funzionamento delle macchine e di come l’uomo può governarle, e anche quello dell’intelligenza artificiale e dell’etica dell’IA”.
A livello di ambiti cosa ci può dire?
“Un ambito che sta registrando una certa crescita, guardando alle proiezioni per il 2025, è il mondo della sanità, impattato dalla tecnologia, per esempio con l’utilizzo di IA. Medici e infermieri avranno bisogno di nuove competenze. C’è poi un tema parallelo, che è quello della società che sta invecchiando, per cui anche il ruolo di questi professionista si sta adattando. Avranno un focus su una fascia di popolazione sempre più adulta per cui saranno importanti, oltre alle conoscenze mediche, scientifiche e tecnologiche, anche skill più relazionali e psicologiche.
C’è il mondo delle vendite, con figure sempre più deputate all’utilizzo dei dati dei clienti per fare previsioni e per migliorare i processi di acquisto. Infine, un ulteriore ambito che sta emergendo e di cui andremo a registrare crescite importanti è quello delle professioni green, complici anche gli obiettivi dell’agenda 2030. Stanno evolvendo queste professioni, con una certa verticalità. Infine, non dimentichiamo il mondo del pubblico: complice il Pnrr, che è stata una spinta verso la digitalizzazione ed la managerializzazione, anche nel mondo pubblico si stanno registrando grandi richieste in termini di nuove assunzioni e a tendere ci sarà una crescita maggiore”.
Quale università scegliere per avere maggiori possibilità occupazionali?
“Abbiamo parlato tanto di ruoli con competenze tecnologie ma che in realtà portano in sé anche l’esigenza di competenze più “soft”. Cosa sta succedendo? Negli ultimi anni, complice questo cambio di paradigma e di mercato, si sta spostando il focus sempre di più, anche nei momenti di ricerca e selezione, quando andiamo a preparare gli annunci e quando andiamo a chiacchierare con i clienti per mettere a fuoco il loro fabbisogno occupazionale, dalle competenze tecniche, che diventano obsolete in poco tempo, a quelle trasversali. Un candidato che è malleabile, che si adatta e che ha capacità di problem solving, è preferibile, sapendo che le competenze tecniche si possono imparare sul campo”.
Come si sta adattando a questo il mondo delle università?
“Anche il mondo dell’università sta cambiando pelle e stanno iniziando a nascere percorsi multidisciplinari che non sono verticali al 100 per cento e che aprono più percorsi. Ad esempio, abbiamo la laurea in Data Science per le scienze sociali, che è un mix tra l’utilizzo dei dati e la parte di gestione HR, mettendo insieme due mondi. Oppure c’è l’indirizzo di lingue straniere con un focus sull’economia per lavorare nel settore import/export. O ancora un percorso di studi in Medicina ma con l’intelligenza artificiale. Quindi ci si sta aprendo ad una commistione di conoscenze per andare in parallelo a stimolare attività legate alle soft skill. Il che è una svolta nel panorama del nostro Paese. Di conseguenza, sono sdoganate anche le carriere più lineari, il che è un bel messaggio di serenità per i giovani, che possono buttarsi a fare esperienze diverse e imparare sempre nuove cose”.
Quali sono le competenze che colpiscono il recruiter?
“C’è un tema di skill digitali, ma vediamo che le nuove generazioni ce l’hanno un po’ innate. L’apertura verso la tecnologia è vista come qualcosa di positivo. Ad esempio, anche il gaming: giocare ai videogiochi, che poteva essere un cliché del neet con accezione negativa, in realtà è importante per lo sviluppo di alcune competenze trasversali. Valorizzate il fatto giocate ai videogame nel cv. Valorizzate ciò che fate fuori dalla scuola e dall’università. Noi vogliamo accompagnare i ragazzi a prendere questa consapevolezza”.
Cosa può dirci di chi invece decide di non intraprendere il percorso universitario?
§”Il mondo dei diplomati – di chi decide di non proseguire con l’università – sta registrando tante opportunità di lavoro nel mondo della manifattura con approccio tecnologico. È questo un ambito, insieme a quello della ristorazione e dell’hospitality, in cui si sta registrando una crescita costante per i ragazzi che poi imparano le cose sul campo. È tutto molto fluido, con una personalizzazione costante e a seconda dell’esigenze si stanno dando risposte fino a qualche anno fa inimmaginabili. Per altro, anche il mondo dei diplomati entra nelle università, magari non subito”.
Come è la situazione a livello geografico?
“Noi siamo un paese di distretti industriali per quanto riguarda l’occupazione e tali restano. Per quanto riguarda lo studio, c’è mobilità cresciuta negli anni ma allargherei l’orizzonte oltre l’Italia. Spesso si intraprende un percorso di studio all’estero e in particolare in Europa. Secondo me, la fuga dei cervelli non è necessarimante un fatto negativo, perché molti tornano. Questo sempre perché si tratta di scelte fluide e non definitive”.
(da Fanpage)

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