Destra di Popolo.net

UN’ESTATE A RATE: SEMPRE PIU’ ITALIANI, PUR DI NON RINUNCIARE ALLE VACANZE ESTIVE, RICHIEDONO PRESTITI

Giugno 16th, 2025 Riccardo Fucile

LE DOMANDE PER IL “BUY NOW PAY LATER” (COMPRA OGGI, PAGA DOMANI), SONO PIÙ CHE RADDOPPIATE RISPETTO ALL’ANNO SCORSO … ALMENO UN QUARTO DEGLI ITALIANI HA PRESO IN CONSIDERAZIONE IL “BNPL” (CON UN IMPORTO FINO A 3MILA EURO, SE DILAZIONATO IN RATE DA 12 MESI) PER PAGARSI LE FERIE

In un’estate italiana che si preannuncia piena di rincari, risale la domanda di credito al consumo. Stando ai dati elaborati per La
Stampa da Experian, azienda data tech leader nelle soluzioni per il settore finanziario, nel mese di maggio è aumentata soprattutto la richiesta di prestiti “personali”: 11,12% in più nell’ultimo mese e 9,67% rispetto a un anno fa. Anche i «prestiti finalizzati», destinati all’acquisto di un determinato bene o servizio, crescono del 5,15% (sebbene in lieve calo rispetto a maggio 2024).
Il vero “boom”, però, riguarda il Bnpl (Buy-now-pay-later) ovvero l’acquisto rateizzato (il più delle volte, a interessi zero). Ebbene, in un anno, il ricorso alla formula «compro ora, pago dopo» è più che raddoppiato: +55% rispetto a maggio 2024 (+7% nell’ultimo mese).
L’analisi del «Rapporto sul credito italiano» di Experian mostra che la domanda di prestiti nell’ultimo mese lievita in tutte le aree della penisola, ma è più solida nelle regioni meridionali e al Nord-Ovest. «Il nostro Osservatorio individua un trend di ripresa netta per il credito al consumo nel mese scorso» sottolinea a La Stampa Giulio Mariani, Director Data di Experian.
Il focus sulle grandi città rileva che la richiesta di «prestiti finalizzati» è più alta a Napoli mentre quella di «personali» a Roma. Rispetto a maggio 2024, però, l’aumento è più marcato a Venezia e Torino. Quanto agli acquisti a rate, salgono più della
media nazionale a Napoli e a Torino (rispettivamente, +56,84% e +56,61% nell’ultimo anno). Venendo all’importo, un italiano chiede un «prestito personale» in media di 9.976 euro, in lieve calo rispetto al passato. Sale, invece, la cifra per i «finalizzati» (+8,28% nel mese di maggio) e si attesta su una media di 1.710 euro: più alta al Nord-Est (1.953 euro) e al Nord-Ovest (1.785).
Tra le principali motivazioni dei «prestiti finalizzati», nell’ultimo mese, predomina l’acquisto di automobili nuove o usate: oltre il 42% del totale delle richieste. Diminuisce, invece, la domanda per gli smartphone. […] Continua l’espansione, come detto, del Bnpl. Secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, nel 2024, il valore complessivo delle transazioni in Italia è salito a 6,8 miliardi di euro (in crescita del 46%)
Un’indagine effettuata a marzo da SWG-Osservatorio Compass del gruppo Mediobanca, rileva che circa il 20% degli italiani ha già usato il Bnpl e la stragrande maggioranza (81%) si dichiara propensa a questa soluzione, soprattutto nelle grandi città e fra i più giovani, per spese superiori a mille euro. Un italiano su quattro lo ha preso in considerazione per prenotare la vacanza di quest’estate (diversi operatori e anche grosse catene alberghiere hanno siglato accordi per offrire questa opzione): disponibilità a un importo fino a 3 mila euro, se dilazionato in rate da 12 mes
Per il 38% degli italiani, infatti, il «compro ora, pago dopo» è un’opportunità per concedersi il “lusso” di un prodotto di fascia alta. Il 62%, però, la vede come una soluzione utile per acquisti necessari. Giudizio che accomuna soprattutto donne, ceti fragili, nuclei con figli minori, Generazione X e Zoomer. Insomma, chi ha lavori saltuari, contratti precari o salari troppo bassi.
I dati di Experian, infatti, segnalano che la rateizzazione è molto amata dalle donne (56,68% del mercato nazionale), al Sud (38,6% del mercato nazionale) e al Nord-Ovest (24,7%). Il 30% dei richiedenti, inoltre, è rappresentato da giovani fra i 18 e i 29 anni ovvero la “Gen Z”, una fascia d’età più “nativa digitale” ma anche con minore potere d’acquisto.
«La crescita del Bnpl riflette l’onda lunga del cambiamento delle abitudini di acquisto partite durante la pandemia», spiega ancora Giulio Mariani di Experian. «È una forma di finanziamento che ha ormai generato diversi miliardi di euro per il mercato del credito italiano. Si tratta per lo più di giovani e
donne, in genere meno valorizzati».
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

IL RAPPORTO DELLA CARITAS INCHIODA IL GOVERNO MELONI: IN ITALIA IL NUMERO DELLE PERSONE ASSISTITE DALLA CARITAS È CRESCIUTO DEL 62,6%: IN ITALIA CI SONO 5,6 MILIONI DI PERSONE IN POVERTÀ ASSOLUTA (QUASI IL 10% DELLA POPOLAZIONE)

Giugno 16th, 2025 Riccardo Fucile

E ANCHE LAVORARE NON BASTA: UNA PERSONA SU QUATTRO, DI QUELLE CHE SI RIVOLGE ALLA CARITAS, APPARTIENE ALLA CATEGORIA “WORKING POOR”: LAVORA, MA LO STIPENDIO NON È SUFFICIENTE PER CAMPARE (IN ITALIA NEGLI ULTIMI 5 ANNI LE RETRIBUZIONI SONO DIMINUITE DEL 4,4%)

Sono oltre 5,6 milioni i poveri assoluti in Italia. Lo si legge nel terzo report statistico nazionale 2025 di Caritas Italia. “Istat – si legge nel report – rileva che quasi un residente su dieci vive in uno stato di povertà assoluta (il 9,7% della popolazione). Oggi si contano complessivamente 5 milioni e 694 mila poveri assoluti, per un totale di 2 milioni e 217 mila famiglie, che non dispongono delle risorse necessarie per una vita dignitosa, impossibilitati cioè ad accedere a un paniere di beni e servizi essenziali, quali ad esempio alimentazione adeguata, abbigliamento, abitazione”.
Per quanto riguarda il contesto europeo si evidenzia che “il 21% della popolazione vive in una condizione di rischio povertà o esclusione sociale; si tratta di oltre 93 milioni di individui – più di un europeo su cinque- che sperimentano condizioni di grave deprivazione materiale/sociale o che sono penalizzati sul fronte del reddito o da una condizione di bassa intensità lavorativa. L’Italia è il settimo Paese per incidenza di persone a rischio povertà o esclusione sociale (al 23,1%, in aumento rispetto al 22,8% del 2023): solo Bulgaria, Romania, Grecia, Spagna, Lettonia e Lituania registrano valori più alti”.
Negli ultimi 10 anni l’incremento delle persone assistite da Caritas è stato del 62,6%. Lo si legge nel report di Caritas Italiana. “I territori con l’aumento più marcato delle richieste di aiuto – si sottolinea – sono quelli del Nord Italia (+77%), seguiti da quelli del Mezzogiorno (+64,7%). Tali trend, evidenziano l’effetto cumulativo delle molteplici crisi che hanno attraversato il Paese negli ultimi anni: dalla crisi finanziaria del 2008, a quella del debito sovrano, fino alla pandemia da Covid-19 e alle
recenti tensioni internazionali”. Rispetto al 2023 “il numero degli assistiti è aumentato del 3%”. Complessivamente “nel 2024 – si legge ancora nel report – le persone accolte e sostenute dai Centri di Ascolto e servizi informatizzati della rete Caritas in Italia sono state 277.775.
Si tratta di un numero che corrisponde ad altrettanti nuclei familiari, poiché l’intervento degli operatori e dei volontari mira sempre a rispondere ai bisogni dell’intera famiglia. Le informazioni provengono da 3.341 servizi, attivi in 204 diocesi (pari al 92,7% delle diocesi italiane) e distribuiti in tutte le 16 regioni ecclesiastiche, rappresentando circa la metà delle strutture promosse e/o gestite dalle Caritas diocesane e parrocchiali. L’aiuto della rete ha raggiunto circa il 6 per mille dei nuclei familiari residenti in Italia e circa il 12% delle famiglie in povertà assoluta”.
“L’età media – si legge nel report – delle persone accompagnate è 47,8 anni, in aumento rispetto al passato. Sebbene le statistiche ufficiali mostrino una situazione in cui gli anziani risultano meno colpiti dalla povertà rispetto alle fasce più giovani della popolazione, i dati raccolti dalla rete Caritas evidenziano una costante crescita della componente anziana tra le richieste di aiuto: se nel 2015, infatti, gli ultrasessantacinquenni rappresentavano appena il 7,7% oggi la loro incidenza è praticamente raddoppiata raggiungendo il 14,3%. Rimangono invece pressoché stabili e strutturali le difficoltà delle famiglie con figli che costituiscono circa i due terzi degli assistiti (63,4%), molti dei quali con figli minori”.
DISUGUAGLIANZA ECONOMICA
Povertà: Caritas, cresce emergenza casa, è crisi strutturale e trasversaleL’emergenza casa rappresenta uno dei pilastri delle nuove vulnerabilità. Lo rileva il report 2025 di Caritas Italiana.
“Il problema abitativo in Italia rappresenta una delle sfide sociali più urgenti e trasversali del nostro tempo – si legge -. Non si tratta più di un’emergenza temporanea, bensì di una crisi strutturale con radici economiche, sociali e urbanistiche profonde. Continuare a trattarla come una situazione contingente impedisce l’elaborazione di strategie di lungo periodo e soluzioni sistemiche. Non riguarda soltanto le situazioni estreme come quella delle persone senza dimora, ma coinvolge un numero crescente di famiglie che incontrano difficoltà nel trovare o mantenere un alloggio dignitoso e accessibile.
Secondo Istat, nel 2024 il 5,6% della popolazione italiana vive in condizioni di grave deprivazione abitativa1 e 5,1% è in sovraccarico rispetto ai costi abitativi, ovvero la quota di reddito spesa per la casa risulta eccessiva”. Tra le persone seguite nel 2024 dalla rete Caritas, “il 33% manifesta almeno una forma di disagio abitativo”. In particolare “il 22,7% vive una grave forma di grave esclusione abitativa (persone senza casa, senza tetto, in condizione di insicurezza abitativa, in condizioni abitative inadeguate, persone sotto sfratto, persone accolte presso dormitori, servizi di accoglienza, alloggi temporanei), mentre il 10,3% presenta difficoltà legate alla gestione o al mantenimento dell’alloggio (per lo più rispetto al pagamento di bollette e affitti).
Particolarmente significativo è il dato secondo cui, tra le persone in povertà assistite da Caritas, il tasso di sovraccarico dei costi abitativi è quasi doppio rispetto alla media nazionale riportata da Istat, segnalando un livello di vulnerabilità ben più accentuato nelle fasce più fragili della popolazione”. Per quanto riguarda il profilo delle persone in difficoltà in relazione all’emergenza casa Caritas rileva che questo problema risulta
più diffuso “tra le donne rispetto agli uomini”.
Quasi 1 persona su 4 accompagnata da Caritas Italiana appartiene al mondo dei ‘working poor’. Lo rileva il terzo report statistico nazionale 2025 di Caritas Italiana. “Un fattore che accomuna la gran parte delle persone accompagnate riguarda la fragilità occupazionale – si legge -, che si esprime per lo più in condizioni di disoccupazione (47,9%) e di ‘lavoro povero’ (23,5%).
Non è solo dunque la mancanza di un impiego che spinge a chiedere aiuto: di fatto quasi un beneficiario su quattro rientra nella categoria del working poor, con punte che superano il 30% nella fascia tra i 35-54 anni. Quindici anni fa i disoccupati rappresentavano i due terzi dell’utenza e gli occupati appena il 15%; questo descrive con chiarezza quanto sia mutato il profilo dell’utenza Caritas nel corso degli ultimi tre lustri, riflettendo al contempo una profonda trasformazione del fenomeno stesso della povertà”.
“Nonostante la Costituzione Italiana riconosca la tutela della salute come diritto fondamentale e il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) abbia un’impronta universalistica, ancora oggi molti cittadini incontrano ostacoli nell’accesso alle cure”. Lo si legge nel report 2025 di Caritas Italiana sulla povertà. “Nel 2024 – si legge ancora – secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, il 9,9% della popolazione, circa 6 milioni di persone, ha dovuto rinunciare a prestazioni sanitarie ritenute necessarie (visite specialistiche, esami diagnostici come radiografie, ecografie, risonanze magnetiche, ecc.).
Le principali cause sono riconducibili a due fattori: da un lato le lunghe liste d’attesa, dall’altro i costi che molte famiglie non riescono a sostenere. Il fenomeno appare in crescita rispetto al 2023 e al periodo pre-pandemico, a causa del peggioramento delle condizioni di accesso e delle difficoltà nella prenotazione”. “Tra le persone che si rivolgono alla rete Caritas, già segnate da fragilità economiche e sociali, la situazione appare ancora più critica.
I dati raccolti nel 2024 mostrano infatti che il 15,7% degli assistiti vive una condizione di vulnerabilità sanitaria, spesso legata a patologie gravi e alla mancanza di una risposta adeguata da parte del sistema pubblico2. Molti di questi soggetti chiedono esplicitamente aiuto alla rete Caritas, che diventa per loro un punto di riferimento e un presidio alternativo di ascolto e supporto.
Altri, invece, non formulano richieste specifiche: ciò lascia presumere che il fenomeno delle rinunce sia ampiamente sottostimato, soprattutto tra i più marginalizzati, che spesso sfuggono ai circuiti statistici e sanitari formali”. Per quanto riguarda la tipologia di interventi di Caritas in ambito sanitario il 57,2% ha riguardato i farmaci. Il 28,9% di interventi, invece, ha riguardato le visite mediche.
“Tra il 2019 e il 2024 le retribuzioni reali in Italia sono diminuite del 4,4%; dal 2008 al 2024, la perdita complessiva del potere d’acquisto dei salari è stata dell’8,7%, dato peggiore tra tutti i Paesi del G20 (fonte: ILO)”. Lo si legge nel report 2025 di Caritas Italiana sulla povertà
“L’istruzione – rileva il report – si conferma ancora un importante fattore protettivo: la povertà assoluta colpisce il 13% delle famiglie con bassi titoli di studio, mentre scende al 4,6% tra quelle in cui almeno un membro possiede un diploma. Al contrario, il lavoro smette di rappresentare un’efficace barriera: il 16,5% degli operai o figure assimilate sperimenta condizioni di povertà assoluta e complessivamente il 21% dei lavoratori ha un reddito troppo basso per vivere in modo adeguato.
Pesante nel corso degli anni l’effetto del “caro vita” che ha progressivamente eroso il potere d’acquisto delle famiglie, rendendo sempre più difficile il far fronte alle spese quotidiane. Anche se l’inflazione nel 2024 ha rallentato la propria crescita (+1%) rispetto al 2022 e 2023 (rispettivamente +8,1% e +5,7%), questo non si è tradotto in una diminuzione dei costi ma, al contrario, in una crescita più contenuta, innestatasi su livelli generali di prezzi divenuti insostenibile per molti nuclei familiari”.
Nel 2024, in Italia, è cresciuto il numero di persone in uno stato di povertà cronica. Lo rileva il report Caritas Italiana 2025. In particolare la percentuale è del 26,7% rispetto al 25,5% del 2023. Per quanto riguarda le persone assistite da Caritas delle 277.775 il 56,2% è di nazionalità straniera, il 42,1% di nazionalità italiana.
Tra gli italiani assistiti – rileva il report – “1 su 4 è anziano”, il 14,3%. Quasi il doppio rispetto al 2015 quando la percentuale di persone anziane era pari al 7,7%. Per quanto riguarda invece gli assistiti stranieri il report evidenzia la “singolare la crescita
delle persone provenienti dal Perù: passati dalla 7° alla 2° posizione”.

(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

SULLA BASE DI COSA GIGI BUFFON DICE CHE GATTUSO È “LA MIGLIORE SCELTA POSSIBILE” PER LA NAZIONALE? DOPO I FALLIMENTI IN TANTI CLUB?

Giugno 16th, 2025 Riccardo Fucile

PREVALE L’AMICHETTISMO, LA RETE DI RELAZIONI E QUESTO È UN PROBLEMA CHE RIGUARDA ANCHE GLI ALTRI CAMPIONI DEL MONDO DEL 2006 CHE SI CIMENTANO COME ALLENATORI SENZA VINCERE MAI, IN PRIMIS PIRLO E CANNAVARO

Il presidente della Figc Gabriele Gravina ha scelto Gennaro Gattuso come nuovo ct della Nazionale italiana. Era stato fatto presente che poteva esserci un Mancini-bis, ma a quanto pare il capo delegazione Gigi Buffon ha minacciato le dimissioni in caso di ritorno del Mancio. È quanto scrive il quotidiano La Sicilia.
Infatti, secondo quanto riportato dal quotidiano La Sicilia: Una parte consistente dello spogliatoio – incluso alcuni dei senatori – aveva espresso il desiderio di rivedere Roberto Mancini sulla panchina azzurra, individuandolo come unica figura in grado di ricostruire autorità e coesione dopo il declino degli ultimi mesi.
Ma il ritorno di Mancini è stato bloccato da Gigi Buffon. L’ex portiere, oggi capodelegazione con poteri di fatto crescenti, ha posto un veto netto, arrivando – secondo più fonti – a minacciare le dimissioni in caso di reintegro dell’ex ct campione d’Europa.
E la Federazione, invece di comporre le fratture, ha scelto di seguirlo. Resta ora da capire chi si assumerà la responsabilità di questo azzardo. Non a caso in maniera del tutto irrituale è stato Buffon ad annunciare l’arrivo di Gattuso sulla panchina della Nazionale. Prosegue il quotidiano: E sullo sfondo, ancora una volta, la figura di Gabriele Gravina.
§È lui il regista silenzioso di un puzzle senza logica, l’artefice di una gestione che da anni si regge su equilibrismi, nomine personali e cortocircuiti tra politica e sport. La Nazionale, anziché essere ricostruita su basi solide, viene affidata a un compromesso tra ex compagni e vecchie conoscenze, in un clima da ultima Repubblica del calcio. E l’Italia rischia di pagarne, ancora una volta, il prezzo più alto.

(da Dagoreport)

argomento: Politica | Commenta »

“CONTE DOVREBBE SCUSARSI PER AVERMI FATTO SPIARE”: LUCA CASARINI, CAPOMISSIONE DELLA ONG MEDITERRANEA, ATTACCA L’EX PREMIER CHE, NEL 2019, AUTORIZZÒ I SERVIZI SEGRETI A INTERCETTARE IL SUO TELEFONO, CINQUE ANNI PRIMA CHE VENISSE UTILIZZATO IL SOFTWARE GRAPHITE DI PARAGON, CON IL VIA LIBERA DEL GOVERNO MELONI

Giugno 16th, 2025 Riccardo Fucile

“CONTE DOVREBBE DIRE ‘HO FATTO UNA CAVOLATA, INVECE HA PENSATO DI GIUSTIFICARSI: ‘AH IO HO SPIATO CASARINI, NON I GIORNALISTI’”… “HA LA CODA DI PAGLIA. MI RICORDO BENE: A DEFINIRCI I ‘TAXI DEL MARE’ E’ STATO DI MAIO”

«Sono bipartisan, democratico, mi faccio spiare da tutti». Luca Casarini è il capomissione della ong Mediterranea, che con la sua nave fa i salvataggi in mare. Ha da poco saputo che Giuseppe Conte da premier è stato il primo ad autorizzare i servizi segreti a intercettare il suo telefono, prima che venisse utilizzato il software Graphite, della società israeliana Paragon, con il via libera di questo governo.
Non riesce a digerirlo: «Conte dovrebbe dire: scusate tanto ho fatto una cavolata, però adesso discutiamo dell’invadenza dei Servizi, del decreto Sicurezza. Invece ha pensato di giustificarsi: “Ah io ho spiato Casarini non i giornalisti”».
Le storie di spionaggio di Casarini e degli attivisti della ong le ha ricostruite il Copasir. E lui ha fatto suoi quei documenti: «Era dicembre del 2019 (governo «giallorosso», ndr) quando Conte ha firmato l’autorizzazione. La nostra nave Mare Jonio aveva cominciato a operare da ottobre del 2018 e già da quel momento eravamo finiti nel mirino, con Salvini ministro dell’Interno che fece un decreto “ad navem”, contro di noi».
Conte aveva ammesso di aver autorizzato da premier le intercettazioni di Casarini e di Beppe Caccia, negando di aver mai dato il via libera verso giornalisti come Francesco Cancellato: «Alla base c’era il clima sulla gestione dei flussi» migratori e indagini, anche della Procura, per chiarire se i salvataggi «avvenissero o meno in piena conformità con i regolamenti e i trattati internazionali».
Ammissioni al centro anche di uno scontro con la vicepresidente dem del Parlamento Ue Pina Picierno. Ma nei
documenti del Copasir c’è scritto anche altro, continua Casarini: «Il 5 settembre 2024 Alfredo Mantovano ha autorizzato i servizi segreti a usare gli spyware di Paragon. È stata Meta ad avvisarmi, il 31 gennaio del 2025».
È stato molto turbato Casarini da quello spionaggio. «Con Paragon si può fare tutto, il telefono è totalmente in mano loro. E hanno anche la possibilità di mettere nel tuo telefono quello che vogliono».
E, appunto, adesso ha potuto fare i conti facilmente: «Grazie al Copasir ho scoperto che mi spiano da 5 anni, cosa vogliono trovare ancora? Si sono trincerati dicendo: “Già la magistratura stava indagando”. Ma i dossier dei servizi segreti, per legge, non possono essere usati dalla magistratura. E mi chiedo: allora perché fate i dossier? A che servono?».
Casarini ha alle spalle un passato turbolento nei movimenti antagonisti, adesso però si è avvicinato alla Chiesa ed era molto vicino a papa Francesco. «Non faccio nulla di male. Anzi sì: disobbedisco alle leggi che vogliono che non si soccorra la gente in mare o che si diano i soldi ai lager in Libia».
Si sente orfano, in queste ore: «Ci vorrebbe un’opposizione degna di questo nome per prendere posizione contro l’abuso dei Servizi, di cui la destra sta ampliando i poteri. Ci vorrebbe un dibattito. Ma l’opposizione ha la coda di paglia».
Vorrebbe cancellare questo episodio di Conte: «Vorrei andare da lui e dirgli, dai prendiamoci un caffè, guardiamo avanti, dobbiamo discutere sul ruolo dei servizi in questo Paese. Invece ho paura che dentro ci sia un po’ di rivendicazione. Mi ricordo bene: a definirci i “taxi del mare” non è stata la Meloni, bensì Luigi Di Maio».
(da Corriere della Sera)

argomento: Politica | Commenta »

FINALMENTE L’AVVOCATA NATOLI SI DIMETTE DAL CSM: DA CONSIGLIERE IN QUOTA FDI AIUTO’ UNA GIUDICE SOTTO PROCESSO

Giugno 16th, 2025 Riccardo Fucile

LA “PROTETTA” DI LA RUSSA ERA SOSPESA DFALLO STIPENDIO DA SETTEMBRE 2024

Si è dimessa Rosanna Natoli, avvocata che a settembre era stata sospesa dal Consiglio superiore della magistratura a seguito di un’indagine per rivelazione di segreto d’ufficio nei suoi confronti. La legale, che notoriamente ha un rapporto di amicizia con il presidente del Senato Ignazio La Russa, era stata eletta dal Parlamento al Csm come componente laica in quota di Fratelli d’Italia. Faceva parte della Sezione disciplinare, quella che si occupa degli illeciti commessi dai magistrati in ambito deontologico.
A luglio 2024 era emerso che Natoli aveva incontrato in privato Maria Fascetta Sivillo, giudice che doveva apparire proprio davanti Sezione disciplinare, e l’aveva aiutata con la sua strategia difensiva. L’avvocato di Fascetto Sivillo, Carlo Taormina, aveva consegnato una registrazione dell’incontro alla Sezione disciplinare del Csm: era stata la giudice a effettuarla, di nascosto. Immediatamente il vicepresidente del Csm aveva rimandato la questione alla Procura di Roma, e Natoli si era dimessa dalla Sezione disciplinare, ma non dal Consiglio superiore della magistratura.
Era partita un’indagine per abuso d’ufficio e per rivelazione di segreto d’ufficio. Questa era poi stata spostata a Catania, e l’ipotesi di abuso d’ufficio era saltata perché la riforma Nordio
aveva cancellato il reato. Nel frattempo, a settembre, Natoli era stata sospesa dalla carica senza stipendio, ma non si era dimessa. Un ricorso al Tar non era servito: anche il tribunale amministrativo aveva confermato la sospensione. Sabato, dopo mesi, la lettera di dimissioni è arrivata. È circolata l’ipotesi, senza conferme ufficiali, che l’avvocata sperasse che l’indagine a suo carico fosse archiviata velocemente; cosa che, in ogni caso, non è avvenuta.
Natoli ha annunciato le sue dimissioni con una lettera al presidente del Senato La Russa e al presidente della Camera Fontana. Il testo è stato anticipato da Il Dubbio. La legale ha parlato di una scelta “obbligata e non frutto della mia libera volontà”, ma determinata dalla “situazione in cui mi ritrovo a distanza di quasi un anno dalla sospensione”, per la quale “non sono prevedibili imminenti soluzioni giudiziarie”.
Il problema per Natoli è che, nonostante sia sospesa, fa tecnicamente ancora parte del Csm e quindi non può neanche praticare come avvocata. In sostanza, è rimasta senza stipendio. E, come ha affermato lei, è stata privata “di uno dei diritti costituzionalmente garantiti: il diritto al lavoro”. Questo starebbe non solo avendo “intuibili conseguenze economiche”, ma anche danneggiando “la mia immagine di professionista, la mia dignità personale”, con un “grave danno all’equilibrio psico-fisico mio e della mia famiglia”. L’accusa è che averla sospesa senza averle permesso, nel frattempo, di fare l’avvocata, “di fatto equivale a un provvedimento espulsivo, in quanto mi costringe ad assumere l’odierna decisione di dimettermi, non potendo più attendere i tempi dell’iter giudiziario”
Le dimissioni non vanno comunque prese come un’ammissione
di colpevolezza, specifica l’avvocata: “Sono certa che dimostrerò la mia estraneità ai fatti e, conseguenzialmente, l’illegittimità della mia sospensione ed indiretta espulsione dal Consiglio superiore della magistratura”. Ora toccherà al Parlamento scegliere un altro componente laico per il Csm. Per eleggerlo serve una maggioranza dei tre quinti, quindi potrebbe servire un compromesso tra la maggioranza e parte dell’opposizione (più facile che ci si arrivi con le forze centriste, come Italia viva e Azione). Un profilo probabilmente diverso da quello di Natoli, che invece come detto aveva stretti rapporti con Ignazio La Russa e Fratelli d’Italia. Alle elezioni del 2022 era stata anche candidata con il partito di Giorgia Meloni.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

“ZECCHE, ACQUA LURIDA E FECI NELLE STANZE”: LA DENUNCIA DEI DETENUTI DEL CARCERE DI VIGEVANO

Giugno 16th, 2025 Riccardo Fucile

IL RECLAMO DI 50 DETENUTI ARRIVA IN PARLAMENTO… NESSUNA OBBLIGA NORDIO E DELMASTRO A STARE AL GOVERNO: SE DEI PROBLEMI DEL LORO MINISTERO NON GLIENE FREGA NULLA POSSONO ANCHE TOGLIERE IL DISTURBO

“I detenuti sono costretti a tagliarsi per essere visitati, bisogna gridare mezz’ora e fare rumore” perché non c’è nessuno e nessuno sente se si ha bisogno. “Dobbiamo sperare di non avere un infarto. Se no, sicuro moriamo”. Sono queste alcune delle segnalazioni contenute nella lettera di reclamo che Fanpage.it ha potuto visionare, firmata da 50 detenuti della 5ª sezione della Casa di Reclusione di Vigevano per segnalare una serie di presunti soprusi subiti all’interno dell’Istituto che, però, ora finiscono in Parlamento.
Questo perché “la lettera è stata aperta e letta dalla Direzione del carcere, nonostante fosse indirizzata a me e al Magistrato di Sorveglianza. In più, a seguito della lettera i firmatari sono stati convocati uno a uno dalla Comandante di Reparto in quello che appare come un tentativo intimidatorio e ritorsivo, in violazione dei diritti di libertà d’espressione, riservatezza e tutela contro trattamenti vessatori”, ha spiegato a Fanpage.it Guendalina Chiesi, avvocato e vicepresidente dell’Associazione Quei Bravi
Ragazzi Family che hanno segnalato i fatti e che, mercoledì 11 giugno, hanno sporto denuncia presso la Procura di Pavia contro il carcere per denunciare “le gravi violazioni dei diritti fondamentali dei 50 detenuti” e, contestualmente, presentare un’Istanza urgente per ispezione igienico-sanitaria indirizzata al Magistrato di Sorveglianza di Pavia per verificare la situazione all’interno della 5ª sezione.
Tali azioni hanno portato a un intervento degli operatori sanitari dell’ASL. “Nonostante alcuni miglioramenti, permane un clima di forte tensione e preoccupazione. Questo perché venerdì 13 giugno si è tenuta una riunione con 11 detenuti, durante la quale – secondo quanto appreso – sarebbero stati rivolti messaggi e atteggiamenti descritti come intimidatori, con accenni di possibili trasferimenti punitivi”, ha fatto sapere ancora a Fanpage.it l’Associazione Quei Bravi Ragazzi Family. “Per questo richiediamo l’allontanamento della direttrice Rosalia Marino e la comandante Melania Manini non dei detenuti che hanno avuto il coraggio di denunciare e dovrebbero essere protetti”.
“Chiediamo con urgenza l’intervento delle autorità competenti, del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e del Ministero della Giustizia”, ha concluso a Fanpage.it Nadia Di Rocco, presidente dell’Associazione. “Non si può tollerare che in uno Stato di diritto chi denuncia venga intimidito. La dignità, la salute e la sicurezza dei detenuti devono essere garantite sempre, non solo dopo l’intervento delle associazioni e dei legali”.
Così, la questione, alla fine, finirà in Parlamento grazie all’Onorevole Marco Lacarra, Deputato alla Camera del Partito
Democratico, che nei prossimi giorni ha confermato a Fanpage.it l’intenzione di presentare un’interrogazione parlamentare sulle condizioni dei detenuti della 5° sezione di Vigevano. “Se non si può manifestare senza temere ritorsioni, come si può pensare di compiere un percorso di reintroduzione sociale?”, ha commentato sul caso l’Onorevole a Fanpage.it. “Servono condizioni di civiltà e di rispetto dell’umanità”.
In seguito alle azioni intraprese dall’avvocato Guendalina Chiesi e dall’Associazione Quei Bravi Ragazzi Family, il carcere di Vigevano è stato obbligato a consegnare la lettera di reclamo redatta dai detenuti. Nel documento, che Fanpage.it ha potuto visionare, emerge un lungo elenco di presunti soprusi e vessazioni che i detenuti avrebbero subito all’interno dell’Istituto che, secondo loro, “esercita un regolamento da Regime”.
“Le celle sono piene di zecche nei materassi e nei vestiti sporchi di sangue, se piove entra acqua dalle finestre e si allaga tutto e d’inverno spesso manca l’acqua calda”, sono alcune delle situazioni di disagio divenute ormai insostenibili segnalate dai detenuti all’interno della lettera. Tra le problematiche più urgenti, la mancanza di misure igieniche: “Le docce non vengono mai disinfettate, i soffioni sono tubi di ferro come gli abbeveratoi degli animali, e gli scarichi sono sempre intasati”. In più, “i bidoni dell’immondizia all’interno della sezione sono senza coperchi e con il caldo” emanano un “odore insostenibile”. Ancora: “Per pulire non abbiamo il mocio, ci danno soltanto uno straccio di 30 centimetri per corridoi di 80 metri”, aggiungono i detenuti. “Ovviamente dopo 10 metri lo straccio è da buttare” e non si può pulire.
Tra le altre mancanze, l’impossibilità di poter svolgere attività. “Non possiamo fare colloqui con educatori, psicologi o psichiatri, non ci sono dottori”, e in più “le pastiglie delle terapie” vengono date direttamente in mano, già scartate, e spesso “sono sbagliate”. Anche le “telefonate agli avvocati sono bloccate” e questo “ci toglie il diritto alla difesa”. E insieme alle attività, mancherebbero anche gli oggetti di prima necessità. “Nella sala non abbiamo tavoli, sedie e ventilatori e tv, andiamo lì come bestie in un recinto senza poter far nulla. Non possiamo neanche avere una sveglia, come nei lager”, hanno scritto ancora i detenuti. “Non possiamo avere un pc per lo studio e non possiamo svolgere attività artistiche o artigianali come invece sarebbe previsto dal regolamento. Come possiamo fare un percorso di reinserimento se non abbiamo nulla da fare tutto il giorno, se non ci viene concesso nulla e veniamo istigati continuamente? Vogliamo solo scontare la pena con dignità”.
Fortunatamente, le denuncia e l’istanza presentate dall’avvocato Chiesi ha portato ad alcuni miglioramenti dovuti all’intervento degli operatori sanitari dell’ASL. Tra l’altro a “una somministrazione regolare dei farmaci che avviene ora con l’involucro nel rispetto della trasparenza e della dignità individuale”, ha fatto sapere l’Associazione Quei Bravi Ragazzi Family. “In più, sono stati introdotti tavoli, sgabelli, i sanitari in alcune celle che ne erano sprovviste, e persino un tavolo da ping pong, segno che i problemi strutturali denunciati erano reali e rimediabili”.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

PARANOIA ISRAELE, UN PAESE BUNKER: OGNI ABITAZIONE HA IL SUO MAMAD, IL RIFUGIO IN CUI NASCONDERSI QUANDO LE SIRENE SEGNALANO UN RAZZO IN ARRIVO

Giugno 16th, 2025 Riccardo Fucile

AD ASHKELON, ASHDOD E NELLE CITTÀ VICINE ALLA STRISCIA, CI SONO SOLO 22 SECONDI DAL SUONO DELLA SIRENA PER RAGGIUNGERLO… A TEL AVIV IL TEMPO DI REAZIONE È DI CIRCA UN MINUTO E MEZZO… IL MEGA BUNKER BLINDATO CHE DOVREBBE OSPITARE IL GOVERNO IN CASO DI GUERRA TOTALE CON L’IRAN SI CHIAMA NATIONAL MANAGEMENT CENTER: COSTRUITO SULLE COLLINE DI GERUSALEMME, È IMPERMEABILE A QUALSIASI ATTACCO CON QUALSIASI ARMA CONOSCIUTA, ANCHE NUCLEARE

Dalle colline di Gerusalemme ai sotterranei delle abitazioni private, Israele ha costruito nel tempo una rete di rifugi destinata a garantire la sopravvivenza del governo, delle forze armate e della popolazione in caso di conflitto prolungato.
Con la crescente tensione con l’Iran e lo spettro di un’escalation regionale, strutture come il National Management Center – un bunker blindato costato centinaia di milioni di euro – tornano al centro dell’attenzione. Ma la guerra, in Israele, non si combatte solo nei centri di comando: anche i civili si preparano ogni giorno all’eventualità di un attacco.
Si chiama National management center e potrebbe essere il luogo dal quale Israele condurrà la guerra all’Iran se questa si dovesse protrarre per tempo. I servizi interni israeliani, lo Shin Bet […] riaprirono ad agosto dell’anno scorso il bunker sotto una collina a Gerusalemme che potrebbe ospitare i vertici del governo se il conflitto con Teheran dovesse prolungarsi.
Del bunker, per ovvie ragioni di sicurezza, si sa poco. [Sarebbe stato ideato almeno venti anni fa per le esigenze belliche e di difesa israeliane, visto che il gotha del paese (presidente, premier, governo, ministeri e parlamento) è tutto a Gerusalemme, mentre Tel Aviv ospita solo il quartier generale dell’esercito con il ministero relativo.
Sotto il quale, la Kirya, insiste un altro bunker. Nel paese infatti, sono diverse le strutture, pubbliche o private, che a diversi livelli e in diverse forme, servono da rifugio per civili, politici e militari in caso di attacco. Che da queste parti non mancano mai. Senza contare i rifugi costruiti sotto gli ospedali per ospitare pazienti, medici e infermieri durante i conflitti.
Il National Management Center è stato costruito sulle colline di Gerusalemme al costo di centinaia di milioni di euro dopo la fine della seconda guerra del Libano nel 2006. La sua posizione precisa e la sua profondità sono sconosciuti.
Può contenere centinaia di persone ed è destinato al governo e ad altri enti civili essenziali. Fu riaperto in occasione del Covid, per permettere al premier Netanyahu di guidare la guerra contro la pandemia. Ma in molti fecero notare che la struttura militare, seppur costruita con criteri antisismici, impermeabile a qualsiasi attacco con qualsiasi arma conosciuta, anche nucleare, difficilmente sarebbe stata indenne dal contagio del virus.
All’interno del National management center, c’è tutto quello che serve, in termini tecnologici e logistici, per portare avanti una guerra. È collegato, in maniera virtuale, con le altre strutture sotterranee del paese, soprattutto con la Fortezza di Sion, il bunker multipiano costruito nel 2018 sotto la Kirya. Questi fu realizzato raddoppiando uno precedente, la Fossa, realizzato nel 1966.
La fortezza fu realizzata nel momento in cui la minaccia che l’Iran potesse dotarsi di un’arma nucleare, era maggiore. Anche l’aumento degli arsenali missilistici di Hezbollah e di Hamas, con l’aiuto di Teheran, spinsero Israele a migliorare la struttura. Che funse da centro di comando per la guerra con Hamas ne
maggio del 2021, dove lavoravano, 24 ore su 24, circa 400 militari, più i graduati, gli uomini dell’intelligence sia Mossad che Shin Bet, polizia e funzionari governativi della difesa e degli esteri.
Nella struttura a più livelli, c’è di tutto, anche una palestra, una sinagoga, una cucina, sale da pranzo e una camera da letto per gli ospiti con una fila di orologi che segnano gli orari di città di tutto il mondo, tra i quali Teheran.
C’è anche una sala con cibo e bevande analcoliche, l’unico posto dove i soldati possono usare i loro cellulari. Un piano è occupato dall’alto comando dell’esercito, inclusa una camera da letto privata per il capo di stato maggiore con arredi semplici.
La struttura, ovviamente, non ha finestre, ma molte pareti sono decorate con immagini di Israele e una frase del padre della patria, David Ben Gurion che recita: “Nelle mani di questo esercito, è affidata la sicurezza del popolo e della patria”.
«Ricordiamo a tutti coloro che ne avessero bisogno che il miklat del nostro palazzo, al civico 3, è a disposizione di chiunque».
Questo messaggio è stato inviato da Ronen, proprietario di un appartamento a Gerusalemme, agli abitanti della sua strada. Nei giorni precedenti, Ronen aveva chiesto al suo inquilino di liberare lo spazio sotto il palazzo – il miklat, ovvero il bunker – da biciclette e bottiglie di vino importato, per renderlo disponibile in caso di emergenza
Messaggi come quello di Ronen si stanno diffondendo rapidamente attraverso le chat di quartiere, tra amici e conoscenti. Molti cittadini stanno localizzando i rifugi più vicini alle proprie abitazioni e preparando borse con provviste e beni essenziali. In diversi casi, anche le stanze bunker all’interno
degli appartamenti sono state messe a disposizione di amici e vicini.
Le abitazioni di nuova costruzione in Israele includono generalmente una “safe room”, chiamata mamad: si tratta di una stanza con mura e porta blindate, chiusure rinforzate, finestre piombate, sistemi di filtraggio dell’aria e split per aria condizionata e riscaldamento.
Spesso destinata a magazzino o stanza per gli ospiti in tempo di pace, diventa rifugio in caso di attacco. In molte abitazioni in affitto a Gerusalemme, questa stanza è stata usata ripetutamente: dal 7 ottobre, durante gli attacchi provenienti dall’Iran nell’aprile e nell’ottobre precedenti, e in occasione dei lanci di missili dallo Yemen.
All’interno di queste stanze spesso si trovano maschere antigas, scorte d’acqua, documenti, oggetti di valore e un cambio di abiti.
In Israele, lo Stato ha investito molto nella costruzione dei miklat. Tuttavia, non tutte le abitazioni sono dotate di una propria stanza protetta: alcune sono considerate relativamente sicure per via della distanza dalla Striscia, altre sono troppo piccole o troppo vecchie. Per questo, chi acquista o affitta casa si informa sempre su dove si trovi il miklat più vicino.
Questi rifugi si trovano generalmente nei parchi pubblici, nei sotterranei dei palazzi, negli alberghi, nelle palestre, nei campi sportivi, persino nelle piscine. Sono sempre indicati da cartelli
ben visibili, come quelli che segnalano le aree di evacuazione in caso di tsunami o terremoto.
Miklat si trovano anche negli aeroporti, nei supermercati e negli ospedali. È capitato, ad esempio, di doversi rifugiare nel miklat di un negozio Ikea, condividendo lo spazio con persone di diversa provenienza, religione e lingua – anche cittadini arabi. In quel caso, la porta era sorvegliata da due guardie armate, poiché le sirene non segnalano soltanto i razzi in arrivo, ma anche eventuali infiltrazioni di miliziani, come accaduto a Gaza.
La procedura in caso di allarme è ormai rituale: prima un messaggio sull’app della protezione civile israeliana (Home Front Command) o sull’app Red Alert avvisa di restare vicino a un rifugio – novità introdotta di recente. Poi arriva l’allerta per l’impatto imminente, che precede la sirena di pochi minuti. A quel punto si sente il boato (segno che il razzo è stato intercettato) e si attende almeno dieci minuti, per evitare di essere colpiti da frammenti o provocare incendi.
Ad Ashkelon, Ashdod e nelle città vicine alla Striscia, ci sono solo 22 secondi dal suono della sirena per raggiungere un miklat: ventidue secondi che possono decidere tra la vita e la
morte. Il sistema Iron Dome è molto efficace – con una percentuale di intercettazione del 95% – ma, come ricordano le stesse autorità militari, qualche razzo riesce comunque a colpire. A Tel Aviv il tempo di reazione è di circa un minuto e mezzo; a Gerusalemme qualche secondo in più.
(da La Stampa)

argomento: Politica | Commenta »

“NON ABBIAMO NIENTE CONTRO I MATRIMONI, MA NON CI PIACE L’ARROGANZA DI BEZOS CHE PENSA DI POTER COMPRARE TUTTO, ANCHE VENEZIA”

Giugno 16th, 2025 Riccardo Fucile

SI RAFFORZA LA PIATTAFORMA “NO SPACE FOR BEZOS”, CREATA PER OPPORSI ALLE IMMINENTI NOZZE IN LAGUNA TRA IL PROPRIETARIO DI AMAZON E LA SUA COMPAGNA LAUREN SÁNCHEZ: “BEZOS È UNO DEI PADRONI DEL MONDO, SIMBOLO DEL CAPITALISMO DIGITALE, DELLO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO, DELL’ELUSIONE E DELL’EVASIONE FISCALE” … ZAIA: “NON CAPISCO QUESTA PROTESTA PER 200 PERSONE, QUANDO IN CERTI GIORNI A VENEZIA ARRIVANO FINO A 150 MILA TURISTI” ( A ZAIA PIACCIONO SOLO QUELLI CHE PORTANO MILIONI)

«Non abbiamo niente contro i matrimoni, Ma non ci piace l’arroganza di questo miliardario che pensa di poter comprare tutto con i suoi soldi, anche Venezia. E nemmeno l’arroganza del sindaco, che gli ha messo a disposizione la Chiesa dell’Abbazia della Misericordia senza vergogna, visto che è uno spazio che si è autoassegnato da imprenditore a una delle sue società, con conflitto di interessi spaventoso», spiega Tommaso Cacciari, attivista della neonata piattaforma «No Space for Bezos», creata con lo scopo di opporsi attraverso azioni
dimostrative non violente alle imminenti nozze tra il proprietario di Amazon e la sua compagna Lauren Sánchez, ex giornalista e pilota di elicotteri, fondatrice della compagnia Black Ops Aviation.
E peccato se la futura Mrs Bezos avrà qualche impiccio durante la maratona di cambio d’abiti (27 in 72 ore, probabilmente per accontentare tutti gli stilisti più importanti del globo terracqueo) programmata dal 26 al 28 giugno nella città lagunare Patrimonio dell’Unesco, alla presenza di 200 very important people come Oprah Winfrey, Mick Jagger, Lady Gaga, Eva Longoria, Katy Perry, Ivanka Trump e il clan Kardashian.
«Ci daremo appuntamento il 28 per una protesta colorata e pacifica. Impediremo l’accesso alla chiesa via mare con gonfiabili e barche, via terra con i nostri corpi. E non avremo problemi a violare la zona rossa, se mai ci fosse», annuncia Alice Bazzoli del Laboratorio occupato Morion che aderisce a «No Space for Bezos».
Cacciari, alle spalle 12 anni di proteste contro le grandi navi, fa anzi notare l’autogol del sindaco Luigi Brugnaro: «Ha messo a disposizione una chiesa geograficamente situata nel cuore della città, all’incrocio tra cinque canali. Se anche dovessero istituire una zona rossa, noi avremmo comunque libero accesso a 200 metri di distanza».
L’«Anpi 7 Martiri» di Venezia ha aderito alla mobilitazione. Come pure il «Comitato No Grandi Navi – Laguna Bene Comune». Uno dei portavoce, Stefano Micheletti, spiega perché è stato naturale dare supporto: «Il tema, qui, non è il matrimonio di un vip […Il punto è che Jeff Bezos è uno dei padroni del mondo, simbolo del capitalismo digitale, dello sfruttamento del
lavoro, dell’elusione e dell’evasione fiscale, che peraltro accomuna le compagnie crocieristiche contro le quali ci battiamo, che hanno la sede nei paradisi fiscali. Ci sentiamo vicini a chi si è indignato per questa svendita della città».
Eppure c’è chi è contento. Per esempio gli hotel designati ad accogliere gli ospiti . O i tassisti, che pare raddoppieranno le tariffe. Oppure gli artigiani del vetro e della pasticceria coinvolti dall’agenzia di wedding planner Lanza e Baucina. Aderiscono pure il Centro sociale Rivolta e gli ambientalisti di Extinction Rebellion, davanti allo sgomento del governatore veneto Luca Zaia. Dice al Corriere: «Io non capisco questa protesta per 200 persone, quando in certi giorni a Venezia arrivano fino a 150 mila turisti. Ma che messaggio di ospitalità diamo come città, regione, Paese? E poi, perché Bezos no e Marco Rossi sì? Solo perché è ricco?».
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

“SENZA LE BOMBE DI PROFONDITÀ AMERICANE, ISRAELE PUÒ SOLO FRENARE MA NON INTERROMPERE LA CORSA NUCLEARE DELL’IRAN”

Giugno 16th, 2025 Riccardo Fucile

L’AMBASCIATORE MASSOLO: “TRUMP NON VUOLE TROVARSI DI NUOVO IMPELAGATO IN MEDIO ORIENTE PER QUANTO NETANYAHU PROVI A COINVOLGERLO. L’IRAN SA DAL CANTO SUO DI NON POTER ALLARGARE LA GUERRA AGLI STATI UNITI: . GLI RESTANO PERÒ I MISSILI PER FIACCARE LE CITTÀ ISRAELIANE E PER COLPIRE I POZZI SAUDITI SOVVERTENDO I MERCATI

La scommessa di Netanyahu. Attaccare l’Iran indebolito per compromettere la sua marcia verso l’arma nucleare. Ma anche per disarmarlo, per renderlo irrilevante negli equilibri mediorientali. Per ottenere con le armi ciò che non si consegue con i negoziati. La stessa tattica impiegata a Gaza. Con in più la speranza che il regime vacilli. Israele ha il diritto di difendersi: il nucleare iraniano è una minaccia esistenziale.
La tentazione della soluzione radicale è comprensibile. Se di successo, sarebbe un’operazione di segno positivo per l’Occidente e i suoi alleati.
Riaprirebbe la via degli accordi di Abramo. Lo accredita il favore di Washington — preoccupata solo di sottolineare l’unilateralità dell’attacco israeliano per evitare partecipazioni
dirette — quello degli europei, il silenzio dei sauditi e delle monarchie del Golfo. Bene anche per noi unirci al consenso filoccidentale. L’Iran non è Gaza. È la fonte stessa dell’instabilità.
La posta in gioco tuttavia è troppo rilevante per non valutare anche i rischi di un fallimento. Non riguardano tanto le possibili reazioni della Cina e del cosiddetto asse del male: Pechino compra petrolio iraniano, ma è troppo interessata al rapporto con Washington; Mosca troppo impegnata in Ucraina e con gli americani; Pyongyang troppo compiaciuta di non aver ceduto il suo deterrente nucleare.
Non vale la pena sbracciarsi per Teheran: la globalizzazione del conflitto non è alle viste. I rischi stanno piuttosto nelle capacità israeliane e nelle reazioni iraniane. Senza le bombe di profondità americane, Israele può solo frenare ma non interrompere la corsa nucleare dell’Iran. Mentre Trump non vuole trovarsi di nuovo impelagato in Medio Oriente per quanto Netanyahu provi a coinvolgerlo.
E un nemico soltanto ferito è pericoloso. L’Iran sa dal canto suo di non poter allargare la guerra agli Stati Uniti: sarebbe persa in partenza […] Gli restano però i missili per fiaccare le città israeliane e per colpire i pozzi sauditi sovvertendo i mercati. E soprattutto a medio termine l’opzione di accelerare sull’arricchimento per diventare una potenza nucleare.
Giampiero Massolo
per il “Corriere della Sera”

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.648)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (97)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Giugno 2025
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    30  
    « Mag   Lug »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • NICOLA COLABIANCHI, IL SOVRINTENDENTE DELLA FENICE, IN QUOTA FRATELLI D’ITALIA, CHE HA NOMINATO BEATRICE VENEZI DIRETTRICE MUSICALE DEL TEATRONE, ED E’ STATO RIBATTEZZATO “FENTANYL”: NON VEDE E NON SENTE; PURTROPPO OGNI TANTO PARLA. NON POTENDO CAMBIARE SOVRINTENDENTE, CAMBIATEGLI ALMENO SOPRANNOME: DA FENTANYL A VINAVIL
    • FUORI UN ALTRO TAJANEO? GLI EX DIRIGENTI FORZISTI PUGLIESI SCRIVONO A MARINA BERLUSCONI E A MULÈ PER CHIEDERE LA TESTA DI MAURO D’ATTIS, SEGRETARIO REGIONALE DEL PARTITO E MOLTO VICINO AD ANTONIO TAJANI: “SE LUI VA VIA, NOI RIENTRIAMO”
    • PROPAGANDA RUSSA, IL CASO DELL’ AI E DEI “GIORN ALISTI FANTASMA” PER INFILTRARE I MEDIA IN ARGENTINA E IN AFRICA
    • LO SBATTONO IN GALERA TRE MESI PER SPACCIO, MA QUELLA IN FRIGO NON ERA DROGA, MA FARINA DI GRANO
    • SONDAGGIO EMG: CENTRODESTRA IN CRISI E PERDE CONSENSI, CRESCE IL PARTITO DI VANNACCI
    • PUTIN È FINITO NEL PANTANO, IN RUSSIA CRESCE LA SFIDUCIA NELLO ZAR. I SONDAGGISTI HANNO REGISTRATO UN BRUSCO CALO DELLA FIDUCIA VERSO IL PRESIDENTE: MENO CINQUE PUNTI IN UNA SOLA SETTIMANA. PESA L’INCAPACITÀ DELLA FU ARMATA ROSSA (OGGI ARMATA LESSA) DI AVANZARE IN UCRAINA
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA