GIOCHI OLIMPICI MILANO CORTINA, COSI’ AGIRANNO GLI UOMINI DELLA MILIZIA SOVRANISTA DELL’ICE IN ITALIA
LA SALA OPERATIVA SARA’ AL CONSOLATO DI MILANO…UN GOVERNO SENZA SPINA DORSALE SERVO DEGLI AMERICANI: FATEVI LANCIARE ANCHE QUALCHE PACCHETTO DI CAMEL
Sarà l’His, il braccio investigativo degli uomini dell’Ice, a lavorare nella sala operativa del consolato Usa a Milano, in occasione dei giochi olimpici invernali Milano Cortina che si svolgeranno a febbraio. Durante tutto l’evento – per supportare i dettagli della sicurezza diplomatica e non per condurre operazioni di controllo dell’immigrazione – entreranno in campo per gli Stati Uniti gli uomini dell’His (Homeland security investigations).
L’Ice non avrà una funzione di ordine pubblico in strada: il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha incontrato l’ambasciatore Usa, Tilman J.
a Meloni
Anche solo ventilare questa possibilità, cioè che uomini dell’Ice affianchino le nostre forze di polizia, è indice, come ha notato Avs, di una perdita di sovranità sul nostro territorio. E questa è la questione principale, senza però dimenticare i metodi feroci, spietati e largamente illegali dell’Ice, contestati anche all’interno degli Stati
Uniti. Dopo l’assassinio di Renée Nicole Good, è recente quello di Alex Pretty, un infermiere attivo nel campo della terapia intensiva e definito invece da Donald Trump un “terrorista”. Tutte le immagini documentano che Pretty non aveva nessuna intenzione aggressiva. Buttato a terra da quelli dell’Ice, prima è stato colpito dai gas lacrimogeni e poi freddato con dieci colpi di pistola.
La violenza dell’Ice è tale che diversi Stati Nordamericani, a cominciare dal Minnesota, dove sono avvenuti gli omicidi di Pretty e della Good, hanno chiesto che l’Ice si “levi letteralmente dai coglioni”, come avevamo scritto in un nostro precedente articolo.
L’Italia è suddita degli Usa dalla fine della Seconda guerra mondiale, basi americane anche nucleari sono in Italia e militari americani godono di una sorta di immunità anche quando commettono, volontariamente o per un eccesso di disinvoltura, reati di diritto comune. Non è stato mai perseguito e condannato il pilota americano “Rambo”, Richard J. Ashby, che volendo fare il fenomeno e volando a bassissima quota in territorio alpino aveva reciso le funi di una funivia provocando la morte di 20 persone. Se ne è tornato negli States e chi s’è visto s’è visto.
Non sono stati mai processati né tantomeno perseguiti i militari americani di base, soprattutto a Napoli, che periodicamente stuprano le donne del capoluogo campano.
Ed è anche inaccettabile che ci si accorga oggi e solo oggi delle violenze dell’Ice perché sono stati minacciati dei giornalisti italiani. Le violenze dell’Ice c’eran
state già prima e ci saranno anche dopo tanto che qualcuno l’ha paragonata alla Gestapo, col timore che voglia indurre i suoi metodi razzisti (ma questo è fare un torto ai nazisti) anche in Italia.
Ma in questa occasione, anche solo suggerendo la presenza dell’Ice a Milano per collaborare con le nostre forze di polizia, si è superato ogni limite di decenza. È dalla fine della Seconda guerra mondiale che l’Italia, con l’eccezione di Andreotti quando era ministro degli Esteri e per un breve periodo e molto limitatamente di Craxi, è suddita degli yankee.
Col governo Meloni, dati i legami della premier non solo con gli Usa ma anche personali con Donald Trump, questo soccombismo ha raggiunto e superato i limiti che abbiamo cercato di documentare. In Italia gli Stati Uniti non hanno bisogno di nessun regime change, il regime che c’è attualmente gli basta e anche gli avanza (è stata la Meloni a definire l’aggressione al Venezuela “legittima”) ma mentre gli stessi americani denunciano le violenze dell’Ice (per cui negli Stati Uniti è in atto una quasi guerra civile con milioni di cittadini americani, bianchi, non solo neri o afro) da noi non si fa un plissé, a meno che non colpiscano giornalisti italiani. Ma solo questo fatto ci dice che noi siamo sudditi degli americani più degli stessi americani.
Massimo Fini
(da il Fatto Quotidiano)
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