MELONIANI CON I SOLDI (PUBBLICI): PREMIATA DITTA PORRO-DEL DEBBIO
IL CONDUTTORE DI QUATRTA REPUBBLICA DA OTTENUTO 50.000 EURO DA ENAV E AFFIDAMENTI DA REGIONE LAZIO E LIGURIA… IL VOLTO DI DRITTO E ROVESCIO HA VINTO UN APPALTO DI 100.000 EURO CON SPORT E SALUTE
Di sera presentatori e cantori del governo Meloni, di mattina imprenditori con società che prendono appalti anche con enti pubblici. Non mancano contratti per migliaia di euro. Da società, come Sport e Salute, alle autorità portuali, fino alle Regioni: tutti legati comunque alla medesima area politica venerata nei talk show di cui sono i mattatori.
Porro e Del Debbio sono i volti più noti e influenti del melonismo televisivo. I megafoni mediatici della destra: in televisione, sui giornali. E ovviamente sui social. «Giorgia Meloni profuma di popolo. Quello che per molti a sinistra è un puzzo, per noi è un profumo», ha detto, dal palco di Atreju nel 2024, Paolo Del Debbio, presentatore di Diritto e rovescio su Rete4. Il principale esempio del retequattrismo, modello di informazione sovranista. Più di recente Nicola Porro, conduttore di Quarta Repubblica, ha messo nero su bianco sui social: «Bollo auto, addio a una tassa odiosa». Un claim che sarebbe stato perfetto per il sito di Fratelli d’Italia. Del resto il pensiero di Porro è noto: «Che piaccia o no Giorgia Meloni oggi è uno dei leader più influenti in Europa». Non a caso la presidente del Consiglio preferisce i loro salotti televisivi per le interviste. Trova un ambiente accogliente, disposto ad amplificare gli slogan. Ma, appunto, non c’è solo l’attività giornalistica, protesa verso il centrodestra.
Del Debbio, Porro, così come molti altri volti mediatici della destra, hanno le loro società che li porta ad avere rapporti con enti statali, che talvolta elargiscono compensi. Ricalcando quanto già raccontato su Daniele Piervincenzi, nuovo co-conduttore di Report, e socio della Outcast srls, beneficiaria di due affidamenti di 47mila euro totali dal Cnel di Renato Brunetta.
Affari in famiglia
Nicola Porro è probabilmente uno dei nomi più noti nel giornalismo di area meloniana. Vicedirettore de Il Giornale e conduttore della trasmissione Quarto grado su Rete4, nonché della striscia quotidiana di approfondimento 10 minuti, Porro ha sempre amato definirsi un «liberale di destra», affermando in uno dei suoi libri che «le disuguaglianze fanno bene».
Il giornalista risulta titolare di due società: una è Liberiliberi srl, in cui ricopre la carica di presidente del cda, mentre l’altra è la Lunifin srl, sempre società a responsabilità limitata. Porro è socio unico, la carica di presidente del cda è ricoperta dalla moglie, Allegra Galimberti.
La società di famiglia, con sede a Milano, è la vera gallina dalle uova d’oro, edita il sito web ufficiale del conduttore, Nicolaporro.it: il bilancio del 2025 riporta ricavi per 2,7 milioni di euro. Numeri che hanno di poco migliorato quelli già importanti del 2024, quando i ricavi ammontavano a 2,6 milioni di euro. Notevoli gli utili: 946mila euro per lo scorso anno, in quello precedente addirittura 988mila euro. La capacità di macinare utenti è alla base dei numeri importanti della Lunifin. Qualche introito, poi, arriva anche grazie a rapporti con enti pubblici.
L’ultimo in ordine cronologico risale al febbraio 2026, l’agenzia regionale per la promozione turistica della Liguria ha dato un affidamento diretto da 5mila euro alla Lunifin per una campagna promozionale della regione, presieduta oggi da Marco Bucci.
I rapporti con le amministrazioni di centrodestra sono ottimi. Lo scorso anno la regione Lazio di Francesco Rocca ha assegnato un appalto, sempre da 5mila euro, per la campagna di comunicazione Ancora oggi sui servizi sanitari regionali. In precedenza, nel 2025, la società si era aggiudicata un affidamento da 50mila euro da parte dell’Enav, società pubblica che dipende dal ministero dell’Economia e delle finanze ed è sottoposta alla vigilanza del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. La somma è stata elargita per l’evento, del luglio 2025, «La Ripartenza. Liberi di Pensare», ideato da Nicola Porro. La stessa Enav aveva assegnato, nel 2023, un altro appalto, più piccolo, da 4.500 euro. L’anno precedente anche la Sace, il gruppo assicurativo-finanziario, controllato dal Mef, aveva fatto una campagna pubblicitaria da 8mila euro sul sito di Porro.
C’è poi il capitolo delle autorità portuali. A febbraio 2026 la società di Porro ha ottenuto 5mila euro dall’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale (che già nel 2024 aveva dato la stessa somma), guidata da Annalisa Tardino, già eurodeputata della Lega e molto vicina al ministro Salvini. Il leader leghista l’ha infatti indicata alla guida dell’ente che Autorità di sistema portuale (Adsp) del mare di Sicilia occidentale che gestisce e coordina e promuove i porti di Palermo, Termini Imerese, Trapani, Porto Empedocle, Gela e Sciacca.
Affidamenti di simile importo sono arrivati da altre Adsp, in Liguria come nel Lazio. Intrecci tra pubblico e privato, tra informazione e politica. Porro, contattato da Domani, ci ha inoltrato la risposta di Lunifin srl: «Lunifin, editore della testata nicolaporro.it e organizzatrice de La Ripartenza, conta circa 140 tra inserzionisti pubblicitari e sponsor, privati e pubblici. I rapporti con gli enti citati sono contratti di pubblicità e sponsorizzazione, dello stesso tipo che quegli enti stipulano con numerose altre testate, compresa, ci risulta, Domani, e rappresentano una frazione del fatturato di Lunifin». Tuttavia, aggiungiamo noi, c’è una netta differenza: Domani è una Fondazione che non distribuisce utili, Porro unico socio che incassa tutto, oltre ai lauti stipendi di Mediaset e dagli Angelucci, che insieme arrivano a poco meno di un milione di euro.
Dunque, aggiunge la nota di Lunifin «sia il giornale sia La Ripartenza hanno raccolto pubblicità e sponsorizzazioni, anche da soggetti vigilati, con governi e amministrazioni di ogni colore, e non soltanto negli ultimi quattro anni. Non esiste alcun conflitto di interessi con l’attività televisiva di Porro. La raccolta pubblicitaria di Lunifin non ha alcuna relazione con le trasmissioni prodotte da Rti, società diversa, con una propria struttura editoriale indipendente».
Diritto e rovescio
Ma la questione non riguarda solo e soltanto Porro. Anche Paolo Del Debbio è uno dei nomi che si divide tra televisione pro-Meloni e attività private che vivono anche di fondi stanziati da enti controllati dalla politica. Già assistente dell’ex ad di Fininvest Fedele Confalonieri, Del Debbio, su Rete4 volto di Diritto e rovescio, è attualmente proprietario della società milanese Lumiere, che si occupa di campagne marketing.
Il bilancio del 2025 dice che l’azienda del giornalista ha un valore totale di produzione di non molto superiore ai 100mila euro, lo scorso anno ha chiuso con ricavi per 112mila euro e addirittura con una perdita di circa 26mila euro. Ma il vero affare Del Debbio l’ha fatto con un’altra sua società, ora in liquidazione, cancellata dal 2025. Si tratta di Idea workshop srl, con sede a Milano. L’azienda era attiva nel campo della comunicazione. Domani ha scoperto che nel 2023 Idea workshop ha ottenuto ben 100mila euro da Sport e Salute spa, l’azienda pubblica che come socio unico ha il ministero dell’Economia e delle finanze, nata su idea di Giancarlo Giorgetti ai tempi del primo governo Conte.
Il motivo dell’appalto? Servizi di «consulenza per la strategia e la creatività delle campagne online e offline». La gara risale al novembre 2022, alla precedente gestione di Sport e salute, quando l’amministratore delegato era Vito Cozzoli, mentre nel ruolo di direttore generale figurava Diego Nepi, attuale ad della spa, considerata la cassaforte dello sport. Del Debbio era stato scelto dunque per rilanciare l’immagine della società. Contattato da Domani, il giornalista ha detto: «Non vedo alcun tipo di conflitto di interesse. Meloni non c’entra. Si trattava di un lavoro di tre anni fa, richiesto a questa mia società che ora non esiste più. E poi nei miei talk c’è la stessa percentuale di ospiti della maggioranza e di quelli di opposizione. Tutti i leader, dal centrodestra fino ad Avs, si complimentano per l’equilibrio. Io ho fatto un tipo di televisione un po’ mirata, ma sono passati 25 anni. Vi è andata male».
Quel che è certo è che Porro e Del Debbio non sono i soli a mescolare la loro attività giornalistica, presentata come imparziale a difesa dell’esecutivo, con attività che gli garantiscono introiti da enti gestiti dalle stesse forze politiche venerate nei salotti dei loro talk show. (1-continua)
(da EditorialeDomani)
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