NESSUNO VUOL FARE PIU’ IL POLIZIOTTO O IL CARABINIERE: “IL PROBLEMA SONO I SALARI”
NEGLI ULTIMI 20 ANNI IL NUMERO DI POTENZIALI PARTECIPANTI AI CONCORSI E’ CALATO DI 700.000 UNITA’
Nel 2025 il concorso per agenti di polizia ha avuto 46 mila domande per 4.617 posti. Alle prove si sono presentati in meno di ventimila. Un rapporto molto inferiore rispetto a 25 anni fa, quando al concorso per 780 posti arrivarono quasi 400 mila domande. «Negli ultimi vent’anni, il numero di potenziali partecipanti ai concorsi nelle forze dell’ordine è calato di 700 mila unità», è il calcolo fatto dalla Guardia di Finanza a Repubblica.
Il calo delle vocazioni
C’è un calo delle vocazioni abbastanza evidente tra polizia e carabinieri. La riduzione delle domande presentate negli ultimi vent’anni ai concorsi per diplomati varia tra il 60 e il 70%, nell’Arma si attesta al 70%. La Gdf solo il 10. A presentarsi alle prove è il 40-50% delle domande iniziali. I correttivi li ha indicati il capo della Polizia Vittorio Pisani al congresso del sindacato Siap: «Presentazione dei benefici, differenziazione delle diverse tipologie di poliziotto, configurare un impiego diverso rispetto a quello operativo, prevedere un concorso a territorialità diversificata, un programma di ristrutturazione degli alloggi collettivi».
I salari
Ma i sindacati puntano anche su altri problemi. «C’è un’enorme questione di salari (1500 euro senza alloggio garantito in molte parti d’Italia) e c’è un enorme problema di mobilità», dice Pietro Colapietro, del Silp Cgil. «E francamente non aiuta a coltivare la passione per questo mestiere il continuo tirare per la giacchetta le uniformi. Da troppo tempo le forze dell’ordine sono al centro di un’attenzione mediatica indesiderata che snatura la sua missione».
Mentre c’è un dato in controtendenza: «L’aumento costante del personale femminile è frutto di importanti interventi concorsuali che hanno portato a circa il 60% in più di donne arruolate negli ultimi vent’anni — dicono al Comando generale — l’importante è far conoscere le opportunità che la professione riserva. Presentiamo l’Arma con un registro di linguaggio più adatto ai giovani, valorizzando i social e il web».
Il poliziotto
Alessandra Ziniti su Repubblica intervista anche il poliziotto Gianluca Cioè. «Fino a qualche anno fa, pur nelle difficoltà, la linea di demarcazione mi sembrava più sfumata. Intendo: la linea tra il poter fare e il non poter fare. Adesso purtroppo è nitidissima, la vediamo ogni giorno: io, mia moglie, i nostri due figli che hanno diciott’anni. La linea sembra una livella, o l’asticella del salto in alto. Prendi la rincorsa, provi a saltare ma sai che puoi restare sotto». Il 52enne vice sovrintendente in servizio dal 1994 ha 2 mila euro di stipendio dopo 32 anni di servizio.
«Io poliziotto con uno stipendio di poco più di quello che sono oggi 1.200 euro al mese; la mia fidanzata appena assunta come maestra delle scuole elementari». E ancora: «L’acquisto di una nuova macchina ha richiesto una programmazione di anni di anticipo. Riuscire ad andare una settimana al mare significa – quando è possibile, non sempre – mettere da parte i soldi tipo salvadanaio. La spesa al supermercato è un’operazione delicata: sai dove puoi arrivare e che se vai oltre poi a fine mese sei in affanno. Ecco la vita senza eccessi e senza serenità. Ma è un valore che mia moglie ed io cerchiamo di trasmettere ai nostri due figli appena maggiorenni».
(da agenzie)
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