NAUFRAGIO NEL MEDITERRANEO, MORTO UN BAMBINO, ALTRI TRE MINORI E TRE ADULTI DISPERSI, 28 SALVATI DAI PATRIOTI EUROPEI DI SEA-WATCH, DUE LE VITTIME ACCERTATE
UN GOMMONE SGONFIO ALLA DERIVA E ALTRI NAUFRAGHI IN BALIA DELLE ONDE AGGRAPPATI A UNA PIATTAFORMA PETROLIFERA SALVATI DALLA ONG
Sono le 4:42 del mattino italiane quando la nave Aurora dell’ong Sea-Watch avvista un gommone sgonfio e alla deriva, in balia delle onde del Mediterraneo centrale. A bordo ci sono cinque persone e due corpi senza vita: una delle vittime è un bambino.
L’equipaggio soccorre i superstiti, imbarca le salme e parte alla volta della piattaforma petrolifera Hasdrubal, al largo della Tunisia. Ventitré migranti l’hanno raggiunta a nuoto e poi, arrampicandosi su una scaletta a pioli mangiata dalla ruggine, sono saliti al piano inferiore dell’impianto, dove hanno trovato riparo. Però ci sono sei dispersi e tra di loro si contano altri tre minori. Sea-Watch arriva alla piattaforma che è ancora notte, li fa salire a bordo, distribuisce i giubbotti di salvataggio e fa rotta verso Lampedusa. Due donne raccontano di aver perso i loro figli tra le onde.
Aurora è approdata sull’isola siciliana nel tardo pomeriggio: “i 28 sopravvissuti al naufragio sono tutti arrivati al sicuro a Lampedusa, e i due corpi senza vita sono stati consegnati all’autorità”.
L’operazione di soccorso di Sea-Watch
“L’acqua sta entrando nella barca e rischiano di affondare”. La segnalazione è partita alle 16:42 italiane da Alarm Phone, una rete che gestisce una linea telefonica di emergenza per le persone che attraversano il Mediterraneo: raccoglie le richieste di aiuto e trasmette le segnalazioni alle autorità e alle navi presenti nella zona.
Aurora era già in mare. Si tratta di una delle imbarcazioni veloci impiegate da Sea-Watch per le operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. Questo mezzo opera direttamente da Lampedusa ed è in grado di raggiungere una velocità di circa 25 nodi.
I numeri del naufragio: superstiti, vittime e dispersi
Il naufragio ha coinvolto 36 persone in totale, almeno in base alle testimonianze delle persone che sono salite a bordo di Aurora. Dopo aver prelevato i cinque superstiti e i due cadaveri dal gommone, Aurora ha raggiunto Hasdrubal con l’autorizzazione del centro tunisino di coordinamento dei soccorsi marittimi, l’MRCC. Lì ha recuperato altri ventitré migranti, però sei risultano ancora dispersi. Tra i ventotto superstiti ci sono cinque donne e un bambino molto piccolo, indicato da Sea-Watch come un neonato.
L’Ong dice a Fanpage.it che tra di loro ci sono persone di origine eritrea, etiope, nigeriana e pakistana. La nave è approdata sull’isola siciliana nel tardo pomeriggio.
“I 28 sopravvissuti al naufragio”, ha annunciato l’Ong alle 18:54 del 29 settembre, “sono tutti arrivati al sicuro a Lampedusa, e i due corpi senza vita sono stati consegnati alle autorità. Noi continuiamo con la nostra ricostruzione di questa tragedia, alla ricerca di risposte”.
(da Fanpage)
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