IL CARO BOLLETTE CI LASCERA’ AL FREDDO? A CAUSA DEI RINCARI ENERGETICI PROVOCATI DALLA FOLLE GUERRA DI TRUMP QUASI 50 MILIONI DI CITTADINI EUROPEI NON SONO IN GRADO DI RISCALDARE ADEGUATAMENTE LE PROPRIE ABITAZIONI. E CON L’ARRIVO DELL’INVERNO LE COSE NON POTRANNO CHE PEGGIORARE
LA LETTERINA DEL COMMISSARIO EUROPEO ALL’ENERGIA DAN JORGENESN AGLI STATI MEMBRI PER RIDURRE I CONSUMI DI GAS – IL CONFLITTO VOLUTO DA DONALD È GIÀ COSTATO PIÙ DI 100 MILIARDI AI CITTADINI E ALLE IMPRESE EUROPEE…
«Non c’è dubbio che ci stiamo avvicinando a un inverno che si preannuncia difficile. Non
prevediamo problemi di sicurezza dell’approvvigionamento, ma prevediamo prezzi molto elevati». È la fotografia scattata dal commissario Ue all’Energia Dan Jørgensen a margine del Consiglio informale Energia che si è tenuto a Dublino.
Accanto a lui il direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’Energia Fatih Birol, che ha assicurato che l’Aie è pronta ad agire sulle riserve di petrolio «se i nostri Paesi membri saranno d’accordo».
Birol ha ricordato che «le riserve rilasciate finora rappresentano appena il 20% del nostro totale complessivo. L’80% è ancora a nostra disposizione». Il commissario Jørgensen ha detto che Bruxelles sta valutando cosa fare «per sostenere la disponibilità e l’accessibilità economica dei carburanti per il trasporto».
Jørgensen ha indicato invece la possibilità di rinviare l’applicazione del regolamento sulle emissioni di metano, la cui applicazione agli importatori di greggio, gas naturale e carbone dovrebbe scattare da gennaio 2027. E ha esortato i governi «a utilizzare la flessibilità fiscale prevista per gli investimenti nell’energia pulita».
Jørgensen ha ricordato che dall’inizio della guerra all’Iran l’Ue ha già pagato «oltre 100 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili senza aver ricevuto nemmeno una molecola di energia in più». La ricetta del commissario è ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e sostituirle con «energia prodotta localmente, con elettroni verdi».
Il problema del prezzo si scarica su «quasi 50 milioni di persone» che non sono in grado di riscaldare «adeguatamente» le proprie abitazioni, ha sottolineato Jørgensen. Di qui l’invito ad agire «perché questo livello di crisi non deve diventare la nuova normalità».
(da agenzie)
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