Destra di Popolo.net

QUELLA FRONDA NEL PDL CHE CRITICA LA MANOVRA PER FAR FUORI TREMONTI

Agosto 20th, 2011 Riccardo Fucile

ANTONIO MARTINO E GUIDO CROSETTO HANNO RACCOLTO TRENTA DEPUTATI PDL CHE ORA AVRANNO UN “PESO POLITICO” NELLE DECISIONI DEL GOVERNO…ALFANO TRATTA, ALTRIMENTI SALTA IL BANCO, LA LEGA IN CONFUSIONE, BERLUSCONI PENSA ALLA CURA DIMAGRANTE

L’intento ora è dichiarato: incidere sulla manovra in modo da costringere il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, a lasciare il campo.
È il capofila dei frondisti pidiellini a uscire allo scoperto con una dichiarazione senza appello: “La Costituzione è chiara — sono parole di Guido Crosetto, sottosegretario alla Difesa — o un ministro lascia di sua volontà  o il premier può solo assistere impotente: mica può far cadere il governo per liberarsi di Tremonti che non è più in grado di tenere i conti…”.
L’attacco frontale al ministro arriva alla vigilia di un delicato incontro chiarificatore tra il segretario Angelino Alfano e il drappello dei dissenzienti (lunedì a via dell’Umiltà ) che, nel corso di queste turbolente giornate, ha ormai raggiunto quota 30.
Antonio Martino, uno dei padri nobili di questo Pdl, lavora di tessitura dietro le quinte per arrivare a costituire un gruppo nel “cuore” del partito tale da avere “un peso politico quando si tratterà  di prendere decisioni determinanti per il futuro del Paese”.
Martino vuole “contare di più” nel Pdl e le sue opinioni su Tremonti sono note da tempo; con la sua “cocciutaggine e arroganza” il titolare dell’Economia può trascinare il partito verso il minimo storico elettorale.
Santo Versace, un altro berlusconiano doc che si è unito al gruppo, non si nasconde dietro a un dito: “In Parlamento il governo dovrà  correggere il tiro; se la manovra va in porto così, il Pdl prende una mazzata alle prossime elezioni”.
Eccola, quindi, la preoccupazione principe del gruppo frondista.
Anche il Cavaliere, chiuso ad Arcore in questi giorni bollenti per sottoporsi a una cura dimagrante (deve perdere almeno sette chili e disintossicarsi dal cortisone), ha avuto tra le mani dei sondaggi devastanti che lo hanno convinto a scongiurare Alfano di mettercela tutta a tenere insieme il partito “altrimenti c’è solo la crisi e non ce la possiamo permettere”.
I frondisti, però, non molleranno, tanto che ormai l’idea che alla Camera la manovra alla fine passerà  con la fiducia non è più un tabù impronunciabile. Crosetto, però, sulla questione pensioni appare possibilista: “Con la Lega c’è l’obbligo di coalizione: se proprio insiste che le pensioni non si toccano ci fermeremo”.
Versace, invece, non ci sta: “Mi dispiace per Bossi, ma non dobbiamo mollare su un punto così importante”.
Anche perchè “se non tocchiamo le pensioni, saremo costretti a fare una manovra dietro l’altra”.
Dunque, almeno Versace è pronto a sfidare il Senatùr in Parlamento, ma per la Lega la partita pensioni non è affatto riaperta, anzi.
E mentre il governo lavora alle modifiche al testo, ma poco trapela a parte la confusione, Calderoli ha fatto capire che la porta lì resta chiusa: “Non c’è alcuna apertura, le pensioni stanno bene come stanno; lunedì ci vediamo in via Bellerio per individuare e formalizzare le risposte e le proposte che faremo in Parlamento”.
Nel Carroccio si respira la stessa aria del Pdl; il consenso è ai minimi storici. “Non possiamo continuare a farci massacrare — è infatti l’opinione di Flavio Tosi, sindaco di Verona — alla nostra gente sembra che la manovra sia andata a colpire quelli che hanno sempre pagato e le pensioni sono un reddito che fa vivere le famiglie”’.
Distinguo di facciata a parte, le posizioni tra Lega e Pdl restano ancora a distanze siderali.
Un po’ su tutto…

Sara Nicoli
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Berlusconi, Bossi, Costume, economia, emergenza, governo, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

BOSSI SCAPPA NELLA NOTTE, LEGA CONTESTATA

Agosto 19th, 2011 Riccardo Fucile

HOTEL BLINDATO A CALALZO, BOSSI CONTESTATO, LA GENTE PADANA GLI GRIDA “CIALTRONE”….IL SENATUR COSTRETTO A NASCONDERSI PER VEDERE TREMONTI

Dopo due giorni di insulti e proteste, il leader del Carroccio decide di lasciare il Cadore.
“Brutto, brutto, brutto: andiamo via”, si sfoga con pochi intimi all’interno di un hotel Ferrovia blindato.
Il clima è talmente pesante che la cena per il 64esimo compleanno di Tremonti è spostato all’ultimo secondo nella baita a Lorenzago del ministro dell’economia
Umberto Bossi nella notte decide di lasciare l’hotel Ferrovia di Calalzo di Cadore per timore di altre proteste.
Ci sono voluti due giorni di contestazioni dell’ormai ex popolo leghista bellunese e decine di insulti dei passanti, per far comprendere al leader del Carroccio che la base ha superato il limite di sopportazione.
Tornare indietro ora è difficile.
Da contadino della politica quale è, Bossi ha compreso che non più salvarsi dal Titanic: affonderà  insieme a Silvio Berlusconi.
Mercoledì sera ha dovuto cancellare il comizio in piazza per timore delle proteste leghiste, capitanate dal presidente della Provincia di Belluno che si è presentato con la bandiera dell’ente listata a lutto.
Ieri ha ricevuto insulti dalle auto che passavano davanti all’albergo. Si è nascosto per tutto il giorno all’interno insieme a Roberto Calderoli.
E i dieci minuti che è uscito per accogliere l’amico Giulio Tremonti, i tre sono stati costretti a farsi circondare da una decina di uomini della scorta.
Prigionieri a casa loro.
Tanto che ieri sera la tradizionale festa di compleanno del ministro dell’economia all’hotel Ferrovia è stata trasferita all’ultimo minuto (nella speranza di depistare proteste e giornalisti) nella baita di Tremonti a Lorenzago. La stessa baita dove i quattro saggi del centrodestra stilarono il federalismo che fu poi bocciato dagli elettori con il referendum.
La baita è raggiungibile solo attraversando un cancello ovviamente ieri notte sigillato e sotto stretta sorveglianza.
Nascosti nella loro terra, in fuga dagli ex elettori che per venti anni hanno regalato alla Lega la sensazione di potere e immortalità  che adesso comincia a franare.
Alberto da Giussano non può fare nulla, l’inesistente padania comincia a essere ridimensionata agli occhi di Bossi.
Le proteste fanno male. Anche ieri per tutto il giorno è stato un continuo susseguirsi di manifestazioni e contestazioni davanti all’albergo.
Dal sindaco Pdl del Comune di Calalzo al presidente provinciale di Confcommercio, dagli ex leghisti e autonomisti, al Pd ai cittadini.
Qui era impensabile fino a pochi mesi fa che qualcuno potesse criticare il Capo. All’hotel Ferrovia di Gino Mondin era un continuo pellegrinaggio di complimenti, mani da stringere, baci e foto ricordo tutti sorridenti col ministro leghista di turno. Dalle macchine che passavano davanti all’albergo è sempre stato un “viva Bossi, viva la Lega”.
Da due giorni invece la strada è piena di contestatori e manifestanti.
E dalle auto il conducente più delicato gli ha gridato contro “cialtrone”.
Il livello di sopportazione è ampiamente superato, ma la realtà  non ha ancora preso forma nella mente del Carroccio. Il nervosismo è palpabile.
A un giornalista della Rai regionale che lo segue imperterrito persino all’inaugurazione di una piccolissima centrale elettrica, Bossi si mostra molto infastidito. “Vaffanculo, siete anche qui”.
Così, dopo essersi nascosto per tre giorni, Bossi sceglie di scappare.
Lo fa di notte. Mentre cenava nella baita, poco dopo le una di questa mattina, i sei uomini della scorta del leader leghista hanno pagato il conto dell’albergo (che era prenotato per Bossi fino a venerdì),   fatto le valigie, caricato le macchine.
Poi sono andati a prelevare il Capo e lo hanno portato lontano dalle contestazioni. Presumibilmente a Gemonio, a casa sua. Dove almeno una bandiera della Lega rimarrà  alta: quella che ha nel suo giardino.
Calderoli è invece rimasto a dormire in albergo perchè G., il figlio della compagna Gianna Gancia (presidente della Provincia di Cuneo) ha undici anni ed era stanco. Partiranno all’alba, ha fatto sapere il ministro per la semplificazione.
Quando i giornalisti presumibilmente dormono e, soprattutto, i contestatori non saranno tornati qui davanti.
A ripercorrere gli eventi di questi tre giorni appare evidente come la Lega deve fare i conti con una inaspettata realtà : non ha più il polso del territorio.
La base è stanca, non ne può più di leggi ad personam, nuove tasse.
Da mesi gli elettori del Carroccio chiedono a Bossi di staccare la spina al governo e lasciare Berlusconi.
La base lo ha chiesto talmente ad alta voce attraverso i canali consueti, che il Carroccio invece di dialogare con i malpancisti, ha preferisco censurarli chiudendo persino gli interventi liberi a Radio Padania.
Ora è troppo tardi. Berlusconi non si può più scaricare.
Ed è lo stesso Senatùr ad averlo compreso. “Silvio ha vinto grazie a noi e ora noi perdiamo grazie a lui”, si è confidato in uno sprazzo di spietata lucidità .
Il gioco è finito. Le proteste fanno male.
Meglio tornare a casa, durante la notte.
Al buio, di soppiatto, senza farsi vedere da nessuno.

Davide Vecchi
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Bossi, Costume, economia, federalismo, governo, la casta, LegaNord, Politica, radici e valori | 1 Commento »

COMUNI IN RIVOLTA TRA TAGLI E ACCORPAMENTI: SINDACI IN PIAZZA CONTRO LA MANOVRA

Agosto 19th, 2011 Riccardo Fucile

PROTESTA DEI PRIMI CITTADINI, IL 26 DAVANTI A PALAZZO CHIGI E IL 29 A MILANO: “NON E’ IN GIOCO LA NOSTRA POLTRONA, MA LA VITA DEL NOSTRO PAESE”

 La manovra economica del governo è ancora avvolta nell’incertezza, ma i Comuni hanno deciso di non perdere tempo lanciando subito una mobilitazione straordinaria contro i tagli e la sopressione dei municipi inferiori ai mille abitanti.
Il Comitato Direttivo dell’Anci, l’associazione dei comuni italiani, è stato convocato in via straordinaria per giovedì prossimo.
Ufficialmente all’ordine del giorno figurano “le valutazioni e decisioni sugli effetti della manovra finanziaria, sui servizi pubblici locali e sulla spesa per gli investimenti dei comuni”, ma in realtà  la bocciatura delle misure antideficit da parte degli amministratori è già  netta e l’allarme è alle stelle.
“Siamo ad un passaggio decisivo per il futuro delle nostre comunità . Per questo mi rivolgo direttamente a te per chiedere a te ed ai tuoi colleghi amministratori di partecipare ad una grande manifestazione di sindaci e amministratori dei piccoli Comuni che Anci ha indetto per il giorno 29 agosto a Milano”, scrivono il presidente facente funzione dell’Anci, Osvaldo Napoli, e il coordinatore nazionale dei Piccoli Comuni, Mauro Guerra, in un passaggio della lettera inviata ai colleghi per sensibilizzarli alla partecipazione alla manifestazione organizzata a Milano presso l’Auditorium Gaber.
L’evento sarà  “in concomitanza con il dibattito sulla manovra in Commissione al Senato”. “Una grande manifestazione – affermano ancora Napoli e Guerra – contro le norme riguardanti i piccoli Comuni e contro i tagli che colpiranno tutti i Comuni”.
L’appuntamento di Milano non è però l’unico in agenda.
Con una lettera dai toni altrettanto drammatici, l’Anpci, l’associazione dei piccoli comuni d’Italia, ha chiamato infatti a raccolta tutti i suoi iscritti per una grande manifestazione da tenere a Roma venerdì 26 agosto davanti a Palazzo Chigi.
“Se non saremo in tanti, uniti e decisi, questa potrebbe essere la nostra ultima battaglia. Dobbiamo assolutamente vincerla per il bene dei nostri cittadini e dell’Italia stessa. Pertanto ognuno di voi si dia da fare al massimo, senza risparmio di energie”, esorta la presidente Franca Biglio, primo cittadino di Marsaglia, in provincia di Cuneo.
“Ogni sindaco porti con sè la fascia tricolore, il gonfalone e le chiavi del comune per consegnarle ai nostri governanti”, – raccomanda ancora Biglio, chiedendo ai sindaci di “chiudere il municipio il giorno della partenza e sulla porta apporre un cartello con la scritta: ‘La comunità  di … è a lutto per la prematura scomparsa del Comune soppresso da fuoco ritenuto amico. Il Comune resterà  chiuso a tempo indeterminato'”.
“Qui – conclude la presidente dell’Anpci – non è in gioco la nostra poltrona, ma la vita del nostro paese”.
Un’altra manifestazione convocata dalle amministrazioni comunali del Centro Italia è programma poi il 23 settembre a Perugia.

argomento: Berlusconi, Bossi, Comune, denuncia, economia, governo, Politica, radici e valori | Commenta »

IL GOVERNO PUNTA A UN NUOVO SCUDO FISCALE: EVASORI PREMIATI, GLI ONESTI PAGANO TUTTO

Agosto 18th, 2011 Riccardo Fucile

ALTRO CHE TASSAZIONE BIS SUI CAPITALI ILLECITI RIENTRATI, SI VA VERSO UN NUOVO CONDONO… UNA MANOVRA CHE RIVELA TUTTE LE CONTRADDIZIONI E GLI INTERESSI DELLA CASTA

Dicono che che una nuova tassa sui capitali scudati sarebbe “suscettibile di obiezioni sotto il profilo costituzionale” e di “difficile realizzazione pratica”.
Così, secondo indiscrezioni filtrate stamane, il governo si appresta a soffocare nella culla l’idea di far pagare i furbi, invece dei contribuenti leali.
Sarebbe stata una rivoluzione, invece si torna al vecchio, con una nuova edizione del provvedimento tremontiano già  varato nel 2009-2010 e nel 2002-2003, questa volta con un’aliquota maggiore del 5% applicato l’ultima volta.
La doccia gelata arriva dopo un paio di giornate in segno nettamente contrario, durante le quali la proposta di un nuovo prelievo sui capitali rientrati aveva fatto breccia anche nella maggioranza di centrodestra senza che emergessero ostacoli tecnici e giuridici insormontabili.
Certo, imporre una nuova tassa a chi due anni fa aveva “patteggiato” con il fisco un’imposta leggera sarebbe una forzatura.
Giustificata, però, dal momento di emergenza e da alcuni provvedimenti drastici già  adottati dal governo nella manovra bis, come il congelamento della liquidazione dei dipendenti pubblici, il contributo di solidarietà , la Robin Hood Tax.
Se si parlasse di incostituzionalità  in termini stringenti, probabilmente lo sarebbero di più i provvedimenti che riguardano i prelievi solo a certe fasce di reddito dichiarato e il congelamento per due anni della liquidazione maturata.
Vediamo di far parlare i dati.
Servivano 21 miliardi subito e il governo ha pensato di trovarli così: 8,5 di tagli ai ministeri, 10,5 di tagli a regioni ed enti locali, 1 miliardo dalle rendite tassate al 20%, 1 miliardo dai contributi sui redditi oltre i 90.000 euro.
In pratica su 21 miliardi ben 19 provengono da ministeri ed enti locali, il che tradotto dal politichese vuol dire un aumento delle tasse locali, in nome del federalismo patacca con cui i leghisti stanno rincoglionendo da due anni molti italiani.
Oppure niente tasse locali ma nemmeno più servizi, così si fermano metro, bus. ospedali, asili e compagnia cantando.
Non solo, ma serviranno altri 27 miliardi a breve e allora dove si troveranno?
Tagli alla assistenza, alle detrazioni familiari, alle pensioni di invalidtà , di reversibilità , alla sanità  per raccattare 8 miliardi.
Sul resto è buio.
Si parla giustamente di “macelleria sociale” perchè alla fine il cittadino sarà  massacrato dalle tasse locali, oltre al contributo di solidarietà  che dovrà  pagare il cittadino che denuncia oltre 90.000 euro di reddito.
Ma anche qua siamo all’assurdo: su 100 miliardi scudati e rientrati, lo Stato dagli evasori miliardari ha incassato solo il 5%, quando in altri Paesi europei si è applicata un’aliquota del 30-40%.
Si sarebbero incassati a suo tempo altri 25-35 miliardi in più e la manovra odierna non avrebbe quasi avuto ragione di esistere.
Aggiungiamo un dato conosciuto a pochi: in Italia abbiano 24.000 consiglieri di amministrazione in 7.000 enti statali censiti, tutti posti riservati a politici trombati e manutengoli vari: costo annuale 7 miliardi.
Bastava una legge che eliminasse questa corte dei miracolati o imponesse loro di prestare servizio gratuito ed ecco altri 7 miliardi a disposizione.
Due provvedimenti talmenti logici che avrebbero potuto essere portati a termine da tempo e oggi avremmo già  dai 32 ai 42 miliardi in cassa e non saremmo costretti a fare gli accattoni per racimolare le briciole tra chi ha magari ha un reale bisogno di assistenza.
Per non parlare dei 120 miliardi di evasione fiscale annua, dei 60 miliardi dei costi della corruzione in italia, dei 170 miliardi che lo Stato destina a spese improduttive, ovvero beni e servizi che si potrebbero tagliare di almeno un 10%.
Invece sono ancora a parlare di aumentare l’Iva di un punto, così poi decollano i prezzi, o a pensare a come fregarsi   per due anni la liquidazione maturata.
O alle uscite da lazzaretto di Bossi che promette “vi raddoppierò lo stipendio mettendovi in busta paga la liquidazione”: peccato che il tutto si risolverebbe con un misero aumento del 7% sullo stipendio mensile, altro che raddoppio.
O quando annuncia battaglia “le pensioni non si toccano”: infatti sono sempre le stesse, mentre i beni di consumo e di prima necessità  crescono, ma lui ha piazzato il figlio in Regione a 12.000 euro al mese, sai che gliene frega.
D’altronde quando a presentare alla stampa una manovra delicata e di questo impegno vedi sedersi accanto al premier italiano tale Calderoli, ti rendi plasticamente conto a che punto di degrado sia arrivato il nostro Paese.

argomento: Berlusconi, Bossi, Costume, denuncia, economia, emergenza, federalismo, governo, Lavoro, LegaNord, Politica, radici e valori | Commenta »

BOSSI SE LA FA SOTTO E ANNULLA IL COMIZIO: IL BLUFF PADANO ORMAI GENERA LE PROTESTE DELLA BASE LEGHISTA

Agosto 17th, 2011 Riccardo Fucile

NIENTE DISCORSO PUBBLICO A CALALZO DI CADORE DOVE E’ TRADIZIONE CHE IL SENATUR TENGA UN COMIZIO PRIMA DI PARTECIPARE ALLA CENA PER IL COMPLEANNO DI TREMONTI… ERA PREVISTA UNA CONTESTAZIONE ORGANIZZATA DAL PRESIDENTE LEGHISTA DELLA PROVINCIA DI BELLUNO CONTRO I TAGLI VARATI DAL GOVERNO

La Lega costretta a cancellare il comizio di Umberto Bossi per evitare le proteste non del Pd o del Movimento 5 stelle, ma dei suoi elettori.
La base del Carroccio è talmente esasperata che ormai il partito è costretto a nascondere il Senatùr.
E l’incontro non era previsto in una città  ostile, ma in un paese da sempre rifugio della Lega per le vacanze: Calalzo di Cadore.
Qui Bossi e Roberto Calderoli vengono due volte l’anno.
I primi di gennaio per l’ormai famosa cena degli ossi e a metà  agosto per il compleanno di Giulio Tremonti che qui trascorre le sue vacanze estive — ha una casa a Lorenzago — e il 18 festeggia con i due amici leghisti e pochi altri intimi, con una cena all’hotel Ferrovia gestito dal Gino Mondin.
La festa è sempre stata preceduta, il giorno prima, da un comizio di Bossi.
Ma stamani è stato annullato: un gruppo di uomini del Carroccio, capitanati dal presidente della Provincia di Belluno, Gianpaolo Bottacin, hanno annunciato che sarebbero venuti a chiedere conto dei tagli.
A loro si è accodato il Partito Democratico, così stamani Mondin, organizzatore del comizio, ha deciso di annullare l’incontro dopo aver chiamato anche Calderoli.
Ma il risultato è stato l’opposto: invece di fermare la protesta la ha alimentata.
E a metà  pomeriggio si è trovato all’ingresso dell’albergo Bottacin con la bandiera della provincia listata a lutto.
Bottacin si è seduto sui tavoli all’esterno e si è messo ad aspettare Bossi e Calderoli che arriveranno a fine pomeriggio da Ponte di Legno.
“Non è una protesta”, ci tiene a dire Bottacin, “ma una semplice richiesta di chiarimento: i tagli della manovra mi costringono a chiudere la Provincia. Da Belluno mandiamo a Roma ogni anno 800 milioni di euro, ce ne arrivano indietro 25 circa e io solo di costo del personale ho 10,5 milioni di spese, il nostro territorio è colpito da seimila frane delle novemila che ogni anno si registrano in Veneto, poi dobbiamo spalare la neve, ci sono le scuole. Insomma la cancellino loro perchè altrimenti devono mettermi in condizione di gestire il territorio”.
Bottacin è un leghista della prima ora.
Finora ha tentato di risolvere i problemi parlando direttamente con Calderoli e Tremonti.
Poi ha preso carta e penna e scritto anche al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.
Che gli ha risposto. “Ma non può fare un decreto, deve agire il governo e questi qui invece continuano a tagliare”.
E così ha deciso di venire a protestare di persona.
“Voglio dire ai nostri ministri che così non si può andare avanti”, dice scuotendo la testa, mostrando delusione per il suo partito. “Io devo rispondere prima di tutto ai cittadini che mi hanno votato, a loro devo rendere conto, soltanto dopo mi preoccupo del colore di chi è che fa gli errori a Roma”.
Da un sacchetto di plastica tira fuori un libro rilegato. Titolo: Tirate al petto.
Lo mostra. “L’ho ricevuto pochi giorni fa, è un libro che il presidente della Provincia di Cosenza ha inviato a tutti i presidenti di Provincia italiani, ed è completamente pagato dal suo ente. Capisce? E io non ho i soldi per riparare le strade. Degli 800 milioni che ogni anno mandiamo a Roma magari alcuni sono stati regalati a Cosenza e li hanno spesi per questo. Non esiste, non esiste”.
I malpancisti leghisti aumentano ogni giorno.
E per quanto Bossi si ostini a dire che nel partito non ci sono spaccature è la base a mostrare sempre più evidenti segni di staccamento dai vertici.
Basti pensare allo scorso fine settimana, quando Bossi non si è presentato a Ponte di Legno fino a lunedì e dalle strade sono stati cancellati gli slogan che inneggiavano al Capo e che erano qui da dieci anni, lungo i tornanti del Tonale ad accompagnare chi saliva verso i rifugi montani.
E ora arrivano persino all’hotel Ferrovia, ritiro storico dei leader del Carroccio. Gino Mondin, il proprietario, fuori dall’albergo ha appeso due cartelli: “Albergatore armato”.
Per tenere lontano gli scocciatori certo, che nessuno avrebbe immaginato sarebbero stati leghisti.
A protestare arriverà  a Calalzo anche il Partito Democratico.
E’ stata creata una pagina facebook “comitato accoglienza Bossi Calderoli Tremonti” per pubblicizzarle la manifestazione: domani alle 17.30 e fino alle 23 circa trenta persone si presenteranno a volantinare contro i tagli alla Provincia.
Ma l’opposizione è stata battuta dalla Lega che a protestare è venuta oggi.
E Bottacin non ha intenzione di mollare. “A Bossi e Calderoli io dirò una cosa semplice: o ci date la possibilità  di rispettare i cittadini fornendogli i servizi per cui pagano profumatamente Roma, oppure è inutile tenere aperta la provincia. Io sono pronto a dimettermi subito e devono farlo anche i tre ministri veneti, compreso Galan che il territorio lo dovrebbe conoscere piuttosto bene visto il suo passato, e i quattro deputati eletti a Belluno, a partire da Paniz che al governo si è ambientato e sembra sappia far valere le proprie idee quando vuole, e tutti i bellunesi che hanno incarichi negli enti. Così possiamo dare un bel segnale. Noi aiuti dallo Stato non ne riceviamo”.
E a Bossi che due giorni fa aveva semplificato dicendo che anche “i nostri amministratori son diventati terroni, aspettano i soldi”, Bottacin risponde chiaro: “Siamo noi che mandiamo i soldi a loro, qui non arriva niente. Se potessimo andremmo in Svizzera”.
Non oltre confine, certo, ma un anno fa la Provincia aveva chiesto di poter indire un referendum per passare al Trentino Alto Adige e diventare come le province di Bolzano e Trento.
“A Roma ce l’hanno bocciato, capito? Io devo dare delle risposte ai miei elettori quindi o mi mettono in condizione di poter almeno coprire le buche delle strade oppure la Provincia devo chiuderla o la aboliscano subito loro; aboliscano tutte le province ma basta scherzare con la gente, così non si può andare avanti”.
A sentirlo parlare sembra un esponente dell’opposizione.
Tanta la rabbia, la delusione, l’indignazione.
Nella Lega di territorio che si vanta di essere l’unico partito realmente presente e con un legame profondo con la base, un presidente di Provincia del Carroccio che parla in toni così critici nei confronti dei suoi ministri di riferimento non si era mai visto prima.
Finora dal via Bellerio le voci negative sono sempre state azzittite, cancellate, commissariate. Questa volta invece è Bossi che è costretto a difendersi.
E a Calalzo di Cadore, tra i leghisti, c’è già  chi fotografa lo stato del partito con la solita delicatezza padana: “Ormai non possiamo neanche più esporlo come facevano con Breznev“.

Davide Vecchi
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: Bossi, Costume, economia, governo, LegaNord, Politica, radici e valori | Commenta »

LA LEGA SI SPUTTANA E SALVA VERDINI: I PATACCARI PADANI SI SONO GIA’ RIMANGIATI LA LINEA “PAPA”, RITORNA QUELLA DEI PAPPONI

Agosto 3rd, 2011 Riccardo Fucile

LA CAMERA NEGA L’AUTORIZZAZIONE A POTER UTILIZZARE LE CONVERSAZIONI TRA VERDINI E IL COSTRUTTORE FUSI, INTERCETTATE DAGLI INQUIRENTI…IL COORDINATORE DEL PDL CON LA SOLITA MODESTIA: “NON MI DISTRUGGE NESSUNO”… CONCESSA QUELLA PER MILANESE SU SUA RICHIESTA

Via libera della Camera all’autorizzazione all’apertura delle cassette di sicurezza e ai tabulati telefonici del deputato Pdl Marco Milanese.
Disco rosso, con il voto del centrodestra, per il coordinatore del Pdl Denis Verdini chiamato in causa nell’inchiesta per il G8. I pm non potranno utilizzare le conversazioni (una del 26 maggio 2009 e due del 17 giugno 2009), tra il coordinatore del Pdl e l’imprenditore Carlo Fusi.
Milanese.
Per l’ex consigliere politico del ministro Giulio Tremonti erano arrivate due richieste dai pm napoletani nell’ambito dell’indagine sulla P4 per la quale è stato chiesto anche l’arresto del parlamentare.
A favore dell’autorizzazione all’uso dei tabulati si sono espressi 538 deputati mentre in   28 si sono opposti.
A favore dell’apertura delle cassette, invece, i sì sono stati 545 e i no 23.
Milanese, presente in Aula, si difende: “Sono schiacciato dal vento della calunnia, io sono innocente e nessuno di questi fatti è vero e ho un solo modo per dimostrarlo al più presto, di liberami dall’onta che mi sovrasta: che le indagini proseguano e vadano a compimento nel più breve tempo possibile”.
Semivuoti i banchi del governo, occupati solo dalle ministre Pdl (Carfagna, Prestigiacomo, Meloni) e dai   ministri Romani e Rotondi.
Verdini.
Poco dopo la Camera ha respinto, con il voto dei deputati della maggioranza di centrodestra, la richiesta dei magistrati che indagano sugli appalti per la ricostruzione post terremoto in Abruzzo di poter utilizzare le intercettazioni nei confronti del coordinatore del Pdl Denis Verdini.
I voti a favore sono stati 301 e 278 quelli contrari (Verdini non ha votato), vanificando la mobilitazione dell’opposizione e in particolare del Pd, presente in Aula quasi al completo.
“Io sono abbastanza forte e non mi distrugge nessuno – dice Verdini   – ma bisogna preoccuparsi del futuro, perchè è da tempo che con questo sistema di intercettazioni viene sputtanata troppa gente…”.
Secco Antonio Di Pietro: “Votare ‘no’   significa far passare un principio assolutamente aberrante: chiunque parlerà  con un parlamentare non potrà  mai essere ‘controllato'”.
Da segnalare il ritorno all’ovile della Lega che è passata dalla linea dell’arresto per Papa allo scodinzolare di nuovo al Pdl, impedendo ai magistrati che indagano sulla P4, di poter utiizzare le intercettazioni che riportano le affermazioni di Verdini.

argomento: Berlusconi, Bossi, Costume, denuncia, emergenza, Giustizia, governo, la casta, LegaNord, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

IL PREMIER COMMMISSARIA TREMONTI: “PRENDO IO IN MANO LA SITUAZIONE”

Agosto 2nd, 2011 Riccardo Fucile

BERLUSCONI RISPONDERA’ IN PARLAMENTO SULLA CRISI DEI MERCATI….TREMONTI E BOSSI FURIBONDI: “UN SUICIDIO POLITICO”… SACCONI POSSIBILE SOSTITUTO PER L’ECONOMIA

Alla fine, obtorto collo, il Cavaliere si è convinto a tornare in Parlamento prima delle ferie. “Perchè Tremonti è talmente debole – ha spiegato motivando il suo cambio di linea – che sono costretto a prendere io stesso la situazione in mano”.
Sono stati i “giovani turchi” del Pdl – Alfano, Romani, Fitto, Sacconi, Frattini – a prevalere, a convincerlo che non era nemmeno pensabile che il governo stesse zitto mentre l’Italia è vittima di una gigantesca ondata di sfiducia.
Un immobilismo che avrebbe dato ulteriori motivazioni a chi lavora per un governo tecnico che scalzi il centrodestra.
Alfano & Co. si sono imposti anche contro il parere di quanti, come Letta e Bonaiuti, temevano (temono) un terribile “effetto boomerang” contro il premier se, nonostante l’intervento di Berlusconi, la Borsa continuerà  a scendere e lo spread con i Bund tedeschi frantumerà  nuovi record dopo quello di ieri (354 punti, mai successo prima d’ora).
“A quel punto – ragiona sconsolato uno che ha lavorato fino all’ultimo perchè il premier restasse ad Arcore – sarà  come se Berlusconi si fosse disegnato da solo un bersaglio sulla schiena”.
Ma il più contrario di tutti al dibattito parlamentare era proprio Giulio Tremonti. All’ora di colazione ieri a via Bellerio il ministro dell’Economia è in riunione con Umberto Bossi e Roberto Calderoli.
Quello stesso Calderoli che, un paio d’ore prima, ha dichiarato in tv che “Berlusconi alle Camere adesso sarebbe poco credibile”.
Quando le agenzie battono la notizia che il premier ha deciso di intervenire, i tre si guardano increduli.
Nessuno li ha avvisati, nessuno si è soprattutto premurato di avvertire Tremonti.
Berlusconi, come dice un suo collaboratore, sta scrivendo addirittura un “discorso sullo stato dell’Unione” e non ne informa prima il titolare dell’Economia.
Partono immediate le telefonate ad Arcore. Bossi è lapidario: “Silvio, stai facendo una cazzata”.
Tremonti è gelido: “Così diventa un suicidio politico, ti stai mettendo da solo la testa nel cappio. E se le cose vanno male sui mercati a chi daranno la colpa? Indovina un po’?”.
Niente da fare, la decisione è presa.
Compresa quella di sbloccare investimenti al Cipe per sette miliardi di euro.
Un’altra scelta che Tremonti non avrebbe condiviso.
Così nel governo, in questa tempesta finanziaria, si va affacciando un nuovo equilibrio. La debolezza di Tremonti ha ieri incoraggiato Berlusconi a seguire la strada del “ci metto la faccia io”, anche se non sono previsti annunci clamorosi o nuovi tagli.
Di fatto si tratta di un commissariamento “soft” del ministro dell’Economia, preparato e incoraggiato da tutti i ministri del Pdl, che mandano avanti il premier a sostenere l’impatto mediatico dell’operazione.
E già  s’intravede il possibile sostituto, l’uomo che in queste ore sta emergendo come protagonista sia con le parti sociali che sui giornali: Maurizio Sacconi.
Forte dei suoi rapporti con il Vaticano e della rete costruita con Cisl, Uil e Confindustria, il ministro del Lavoro è il vero regista dell’operazione.
Non si tratta di cacciare Tremonti, ma di operare come se non ci fosse più. “Se poi vorrà  andarsene – spiega uno dei “congiurati” – sarà  stata una scelta sua, nessuno glielo chiederà . Ma si è visto che non è lui il garante della stabilità , visto che la sua presenza al governo non scongiura affatto l’attacco speculativo contro l’Italia”.
Il discorso del premier in Parlamento.
Ci stanno lavorando in molti, ma il premier ha già  anticipato in via riservata che “non c’è da aspettarsi grandi annunci”.
Anche perchè il capo del governo continua a non dirsi “preoccupato”, nonostante quello che sta accadendo in Borsa.
Dirà  quindi che “i fondamentali del paese – dall’export agli ordinativi industriali, dalla patrimonializzazione delle banche all’occupazione giovanile – sono tutti positivi.
E comunque migliori rispetto a molti altri paesi europei”.
Quanto al famoso taglio delle province, invocato da più parti, per Berlusconi si tratta di un falso problema: “I servizi li dovremmo comunque spostare alle regioni e i risparmi sarebbero insignificanti”.

Francesco Bei
(da “La Repubblica“)

argomento: Berlusconi, Bossi, Costume, denuncia, economia, emergenza, governo, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

BOSSI, L’ARCITALIANO: IL VERO CONCENTRATO DEI VIZI TIPICI DEGLI ITALIANI

Agosto 1st, 2011 Riccardo Fucile

IL PARTITO COME FEUDO PERSONALE, IL FIGLIO INDICATO COME EREDE, IL “TENGO FAMIGLIA”, IL CONTRIBUTO DI 800.000 EURO DI ROMA LADRONA ALLA SCUOLA DELLA MOGLIE…VOLTAGABBANA E TRASFORMISTA, SESSISTA E SCURRILE, ORMAI STA BENE ALLA GELATERIA GIOLITTI A MANGIARSI LA COPPA OLIMPICA

Stando a un recente sondaggio, la quasi totalità  dei “padani”, per l’esattezza il 95%, non vuole più Umberto Bossi come leader.
Un “fora dei ball!” in percentuale bulgara, che però a dire il vero non sorprende troppo.
Il partito gli sta sfuggendo di mano, se non gli è già  sfuggito, in quella di Roberto Maroni, bravo ministro dell’Interno così come a suo tempo è stato un buon ministro del Lavoro
Cosa ha provocato l’improvvisa perdita di peso e autorità  di Umberto Bossi? L’età ?
In definitiva ha “solo” 70 anni, cioè quasi cinque meno di Silvio Berlusconi, che è primo ministro e campione di bunga bunga.
La salute non più ottima dopo il famoso ictus? La salute non è ottima, ma non ci sono peggioramenti ulteriori.
La recente operazione alla cataratta?
Ma si tratta di una operazione ormai quasi di routine, priva di conseguenze di peso.
E allora? Di che si tratta?
Il problema è che, da sempre, più che “padano” Umberto Bossi pare proprio un italiano.
Anzi, un Arcitaliano, e con la A maiuscola.
Nel senso che lui è un concentrato dei vizi tipici che di norma si attribuiscono agli italiani e che hanno spinto per esempio Giuliano Ferrara a chiamare auto ironicamente proprio L’Arcitaliano la sua rubrica sul settimanale Panorama.
E’ infatti da arcitaliano pretendere di considerare un possedimento personale il proprio partito, una “cosa nostra”, un feudo personale da gestire a bacchetta più di quanto Silvio Berlusconi faccia con quello di cui è padrone lui, il Popolo delle Libertà  (Pdl).
L’ultima impresa di Bossi che ha sconcertato un po’ tutti, è stata l’imposizione dell’onorevole Reguzzoni come capo gruppo alla Camera, minacciando di sfracelli perfino Roberto Maroni che preferiva invece un altro.
Tempo fa Bossi ha fatto addirittura intendere di considerare uno dei propri figli, Renzo, come potenziale successore al comando della Lega; non avendo la sfacciataggine di ungerlo delfino, l’ha semi ucciso col ridicolo di chiamarlo trota.
Sarà  anche un trota, il giovin figliuolo Renzo, sta di fatto però che non è normale portarsi appresso un trota appena ventenne a tutte le riunioni con il capo del governo, come avviene regolarmente quando il padre (ex) padrone della Lega viene convocato dal caro Silvio in villa ad Arcore o a palazzo a Roma.
Chiaro come il sole che a queste riunione politiche, a volte addirittura “strategiche”, un ventenne, fatto eleggere da papà  nel consiglio regionale della Lombardia, ci va più in veste di delfino, sia pure non dichiarato, che di trota, sia pure dichiarata.
Si vede che come spesso accade all’ultimo nato Renzo è il preferito dei quattro figli del senatùr. Gli altri tre sono Riccardo, Eridanio, Roberto Libertà .
Ma fosse pure vero che il buon Renzo non è l’erede designato, resta il fatto incontrovertibile che papà  Umberto più di una volta nei suoi comizi al popolo leghista ha gridato che “la lotta per la libertà  della Padania continuerà , dopo di me ci sono i miei figli”. Investitura non solo per Renzo, dunque, ma anche per il resto della prole, nel più classico e italianissimo “tengo famiglia”.
E il “tengo famiglia” di Bossi non è affare da poco.
Sua moglie Manuela Marrone nel 1998, fiutato il vento, ha pensato bene di fondare in cooperativa a Varese la scuola privata Bosina, conosciuta anche come la Libera Scuola dei Popoli Padani, che — come si legge nel suo sito — è una scuola materna, elementare e secondaria improntata alla scoperta della cultura locale, alle radici e al territorio attraverso “narrazioni popolari, leggende, fiabe e filastrocche strettamente legate alle tradizioni locali”.
Tra una fiaba e l’altra la scuola della signora Marrone in Bossi, in pensione da quando aveva appena 39 anni, vale a dire dal 1992, ha intascato dallo Stato italiano 800mila euro per spese di «ampliamento e ristrutturazione» della Scuola (privata) Bosina di Varese, il cui presidente è Dario Galli, presidente della Provincia di Varese con un posto anche nel consiglio di amministrazione di Finmeccanica.
Nota bene: la Bosina non ha beneficiato di fondi comunali o regionali, bensì direttamente di fondi statali, cioè dell’odiato Stato italiano, fondi decisi con un provvedimento del governo, del quale fa parte Bossi, marito della comproprietaria.
Si tratta della cosiddetta “legge mancia”, che distribuisce quattrini a pioggia senza troppa trasparenza.
Le attitudini familistiche arcitaliane di Umberto Bossi hanno cominciato a venire alla luce nel 2004 con le assunzioni al Parlamento europeo sia del suo primogenito, Riccardo, allora 24enne figlio della prima moglie Gigliola Guidali, che del proprio fratello Franco: il primo come assistente portaborse dell’eurodeputato Matteo Salvini e il secondo, diploma di terza media, con la stessa qualifica per l’europarlamentare Francesco Speroni.
Da notare che per i portaborse ogni deputato europeo riceveva 12.750 euro al mese.
In quanto a linea politica, quella del senatùr ha sempre oscillato tra il voltagabbanismo, il trasformismo e una allegra confusione.
Per quanto riguarda il voltagabbanismo, basta ricordarne l’esordio sul palcoscenico nazionale con la discesa in campo di Berlusconi, alla cui affermazione come primo ministro la Lega contribuì in modo determinante, ottenendo nel co testo anche la carica di presidente della Camera per Irene Pivetti, oggi più nota alle cronache come catwoman. Il successivo passaggio nelle braccia, in realtà  un po’ fredde, della sinistra è stato seguito dall’abbandono del flirt con Massimo D’Alema al ritorno al nido di Berlusconi, e dal definire quest’ultimo “il mafioso Berluskaz” a diventarne il più importante alleato di governo, che ha puntellato in tutte le occasioni, anche le più scivolose.
Poi c’è il passaggio dalle accuse contro la Chiesa e i suoi “vescovoni” al diventarne un alfiere baldanzoso, “diga contro l’invasione islamica”, al punto che la Lega intende chiedere l’esposizione del crocifisso nelle aule dei consigli e delle giunte regionali e nelle aule dello stesso parlamento a Roma.
Riguardo il trasformismo, basta ricordare che all’epoca di Mani Pulite il senatùr era il fan più scatenato dell’allora pubblico ministero Antonio Di Pietro e della sua distribuzione di manette a pioggia.
Quando arrestarono Enzo Carra, all’epoca portavoce del segretario della Democrazia Cristiana Arnaldo Forlani, trascinato in tribunale con la catena degli schiavettoni che gli serravano i polsi, Bossi e un codazzo di leghisti urlanti corsero a palazzo di Giustizia per abbracciare Di Pietro e gridargli in coro “Bravo! Avanti così!”.
Quando nei giorni scorsi c’era da decidere il sì o il no all’arresto del deputato Alfonso Papa, il senatùr ha traccheggiato oscillando paurosamente a lungo tra il “Deve andare in galera!” e il suo contrario, fino a cozzare contro i defelissimi di Maroni decisi almeno su Papa a non fare sconti a nessuno.
Riguardo l’allegra confusione, basti pensare che la linea politica di Bossi è passata dal:
1) voler dividere l’Italia “in tre macroregioni, Padania, Etruria e Meridione”, secondo la visione del professor Gianfranco Miglio, al “modello catalano”, senza peraltro mai precisarlo, per imitare le autonomie della Catalogna nel contesto della Spagna;
2) promettere “faremo come Braveheart”, il campione del nazionalismo scozzese reso famoso negli anni ’90 da un filmone, per puntare sulla “devolution” della Padania così come la Scozia nel 1997 s’era guadagnata la sua, al minacciare più volte la secessione evocando “i milioni di fucili già  pronti. Il tutto per infine aggrapparsi a un federalismo regionalista che, diventato legge, nessuno sa quali costi e quali conseguenze potrà  avere.
Insomma, se Giuliano Ferrara — passato dal partito comunista a quello socialista per finire ministro, “consigliori” e cantore laudatore di Berlusconi — si è guadagnato il titolo di campione dei voltagabbana e si è autodefinito più o meno ironicamente L’Arcitaliano, Umberto Bossi non è certo da meno.
Oltretutto, a differenza di un Ferrara, il senatùr ama ancora esibirsi in pubblico in “canotta”, fare gestacci come quello del dito medio, delle corna e del “tiè!” del gesto dell’ombrello, ha un linguaggio sessista e scurrile a volte più volgare che popolare o popolano e si vanta di avere un debole per le bellone.
Ovvio che prima o poi perfino i leghisti, che tra i loro dirigenti hanno non pochi onesti e capaci, se ne sarebbero non solo accorti, ma anche stufati che il loro campione padano fosse in realtà  un Arcitaliano anche se amava ripetere che col tricolore si sarebbe pulito il sedere.
A dire il vero, per capire l’arcitalianità  del senatùr basterebbe vederlo seduto ai tavolini della famosa gelateria Giolitti, al numero civico 40 di via Uffici del Vicario, vicino piazza Monte Citorio, cioè nei pressi della camera dei deputati, quando si gode con tutta calma un bel gelatone e il traffico della non larga strada del centro romano resta strozzato dalla sua auto blu e annessa scorta.
Mister “la Lega ce l’ha duro” — un ossimoro, essendo la parola Lega di genere femminile! — va matto in particolare per la coppa Olimpica, che inventata in occasione dei Giochi del 1960 ha una forma che vuole ricordare una fiamma olimpica) e per la torta Giolitti, un semifreddo al torrone ricoperto di cioccolato.
Ma col caldo estivo si concede volentieri anche un Brivido, composto da granita al caffè, granella di amaretto, liquore e panna.
Quello fattogli arrivare in piena estate da Maroni e dalla base leghista è però un brivido di tutt’altro genere.

Pino Nicotri
(da “Blitz quotidiano“)

argomento: Bossi, Costume, la casta, LegaNord, Politica, radici e valori | Commenta »

ANCHE I PADANI ORA SCARICANO LE SEDI PATACCA DI MONZA

Agosto 1st, 2011 Riccardo Fucile

IL SINDACO SI GIUSTIFICA: “PENSATE CHE IO SIA COSI’ IMPORTANTE DA IMPORLE?”…SCETTICI GLI INDUSTRIALI DELLA BRIANZA, CITTADINI DIVISI TRA GLI INDIGNATI E GLI INDIFFERENTI

Chi pensasse a una Monza preoccupata per la lettera del presidente Napolitano, si sbaglierebbe di grosso.
Nessuno ha paura di perdere i ministeri per il semplice fatto che nessuno pensa che i ministeri ci siano davvero.
La cittadinanza pare comunque essersi divisa in due partiti: gli indignati e gli indifferenti. I primi sono quelli che sabato hanno protestato gridando che «la Villa Reale è di tutti»; perfino il consorzio che gestisce Parco e Villa è furibondo per essere stato messo di fronte al fatto compiuto.
I secondi, gli indifferenti, sono la stragrande maggioranza dei cittadini.
Per dire: tra gli indifferenti c’è anche la famosa «parte produttiva del Paese», la categoria che a sentire Bossi aveva più di ogni altra necessità  di questo decentramento.
La reazione degli imprenditori è stata talmente fredda che all’inaugurazione l’Associazione Industriali di Monza e Brianza (la più antica d’Italia) non è neppure stata invitata.
«Sicuramente – ci dice il presidente degli industriali di Monza, Renato Cerioli – c’è stato un problema di informazione. Questi uffici non si capisce cosa siano e a cosa servano. Per questo la loro apertura è stata accolta con diffidenza dagli imprenditori. Per ora c’è il timore che servano solo ad aumentare la spesa pubblica, in un periodo in cui ci sarebbe da tagliare».
Ma allora chi li ha voluti questi uffici a Monza?
A Roma qualche parlamentare di centrodestra cerca di prendere le distanze e insinua: è un’iniziativa della Lega per aiutare il suo sindaco, Marco Mariani, in vista delle elezioni comunali dell’anno prossimo.
Mariani sorride: «Ma davvero voi pensate che io sia così importante? Così potente da convincere il Consiglio dei ministri a emanare un decreto con il quale apre a Monza gli uffici di tre ministeri? Andiamo… Oltretutto faccio presente che sabato i ministri presenti erano quattro, e due – Tremonti e la Brambilla – sono del Pdl, non della Lega».
La lettera del Capo dello Stato non inquieta il sindaco Mariani.
«Il Presidente ha tutto il sacrosanto diritto di chiedere spiegazioni. Ma mi sento di tranquillizzarlo perchè non c’è stato un trasferimento di ministeri, bensì la semplice apertura di uffici distaccati. Come mi risulta ce ne siano altri: La Russa non ha forse detto che ne ha uno a Milano?».
Il sindaco prende ad esempio Paesi come la Francia («Lo Stato centralista per eccellenza») e la Gran Bretagna «che da tempo hanno uffici decentrati sul territorio» e nega il pericolo di un effetto contagio: «Ma va! Non è che ciascuno adesso possa aprire una sede dove vuole. È una cosa controllata dal Consiglio dei ministri!».
Eppure l’effetto contagio è proprio quello che preoccupa Napolitano.
«Il Presidente ha ragione – dice Giuseppe Civati, monzese, consigliere regionale e ormai uno dei volti nuovi del Pd a livello nazionale -. Ci sono già  le prime autocandidature: Milano vuole il ministero del Lavoro, a Bologna chiedono l’Istruzione, a Catanzaro sono pronti per il Turismo… Anche Cota a Torino e Gobbo a Venezia ne reclamano qualcuno, mentre a Parma per il momento si accontenterebbero di un’agenzia».
Secondo Civati questa storia «è al tempo stesso una farsa e un dramma».
E spiega: «Una farsa perchè non si capisce a che cosa possa servire uno sportello sul territorio per la Semplificazione e le Riforme: se lo vede un cittadino che entra e chiede due etti di federalismo? E un dramma per come è ridotto il senso dello Stato».
Difficile, se non impossibile, trovare a Monza entusiasti convinti.
Il presidente della Provincia Dario Allevi, Pdl, non nasconde le ragioni dei perplessi: «In effetti l’inaugurazione è stata organizzata un po’ troppo in fretta, lasciando spazio a diversi dubbi e interrogativi. Ora spetta ai ministri dare un senso a questi uffici decentrati. Se saranno davvero uno sportello utile ai cittadini, benissimo. Altrimenti resteranno una cornice senza contenuti».
E per dare un’idea di quanto a Monza siano caldi sulla questione, così ci ha risposto il sindaco quando gli abbiamo chiesto se gli uffici inaugurati sabato fossero già  chiusi: «Credo di sì. Ma non dipende da me…».
Per la cronaca: sono già  chiusi. Riapriranno a settembre.
Forse.

Michele Brambilla
(da “La Stampa“)

argomento: Berlusconi, Bossi, Costume, denuncia, governo, LegaNord, Napolitano, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.221)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.581)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.528)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.784)
    • governo (5.799)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.411)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.660)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.682)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (452)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Giugno 2026 (123)
    • Maggio 2026 (402)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (652)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (457)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (632)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (157)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Giugno 2026
    L M M G V S D
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    2930  
    « Mag    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • IL CONSIGLIERE DEL CREMLINO: “PUTIN SA CHE NON PUO’ SCHIACCIARE L’UCRAINA. VUOLE IL DONBASS IN CAMBIO DELLA PACE”
    • AMENDOLARA, MIGLIAIA AL CORTEO CGIL CONTRO IL CAPORALATO
    • LE ULTIME VIOLENZE DEGLI ESTREMISTI ISRAELIANI AI DANNI DEI PALESTINESI IN CISGIORDANIA SONO COMPIUTE DA UN GRUPPO DI PERSONE A BORDO DI PICK-UP, VESTITI DI NERO, IL VOLTO NASCOSTO SOTTO I PASSAMONTAGNA: DANNEGGIANO COSE, LANCIANO PIETRE, RUBANO BESTIAME, APPICCANO INCENDI
    • UN GIOVANE SU DUE RINUNCEREBBE A UN LAVORO STABILE E BEN PAGATO SE COSTRETTO AD ACCETTARE UN AMBIENTE PERCEPITO COME “TOSSICO”
    • CENTRODESTRA IN TILT SOTTO LA MADONNINA. LA LEGA VUOLE ACCELERARE SULLA SCELTA DEL CANDIDATO SINDACO A MILANO PER IL 2027 E HA PROPOSTO LE PRIMARIE ENTRO L’ESTATE. MA I FRATELLINI D’ITALIA FRENANO: “SAREMO PRONTI A SETTEMBRE”
    • IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA, HA DISPOSTO UN’INDAGINE INTERNA SUL CASO DEL SENATORE DI FORZA ITALIA, FRANCESCO SILVESTRO, ACCUSATO DI VIOLENZA SESSUALE DA UN’IMPRENDITRICE, CHE IL 25 FEBBRAIO 2025 EBBE UN INCONTRO NEL SUO UFFICIO
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA