Ottobre 9th, 2010 Riccardo Fucile
QUATTRO ALPINI DELLA JULIA UCCISI IN UNA IMBOSCATA DAI TALEBANI: LE VITTIME ITALIANE SALGONO A 34 IN SEI ANNI…I LINCE NON OFFRONO ADEGUATA PROTEZIONE… UN QUALSIASI PREMIER OCCIDENTALE AVREBBE INTERROTTO I SUOI IMPEGNI, RIENTRANDO IN ITALIA, SILVIO PREFERISCE RIMANERE A MOSCA A FARE FESTA CON PUTIN
Un’esplosione e uno scontro a fuoco.
E’ stato un attacco “combinato” quello che oggi, in Afghanistan, ha ucciso quattro alpini del
settimo reggimento di Belluno, arrivato in Afghanistan due mesi fa.
Un loro commilitone è rimasto ferito in modo grave, «ma è cosciente e non è in pericolo di vita», assicurano al comando del contingente italiano.
Dal 2004, quando è cominciata la missione Isaf, le vittime italiane salgono così a 34.
I fatti si sono verificati alle 9.45 locali, nel distretto di Gulistan, a circa 200 chilometri a est di Farah, al confine con l’Helmand.
I militari italiani, a bordo di blindati Lince, stavano svolgendo un servizio di scorta a un convoglio di 70 camion civili che rientravano verso ovest dopo aver trasportato materiali per l’allestimento della base operativa avanzata di Gulistan, denominata “Ice”.
All’improvviso l’esplosione, violentissima.
Uno “Ied”, vale a dire un ordigno rudimentale di grande potenza, è esploso al passaggio di un blindato, distruggendolo.
Per quattro dei cinque alpini a bordo non c’è stato niente da fare.
Nell’attacco hanno perso la vita Sebastiano Ville ( 27 anni, di Francofonte, nel Siracusano), Marco Pedone (23 anni, della provincia di Lecce), Gianmarco Manca (32enne di Alghero) e Francesco Vannozzi (26 anni, di Pisa).
Dopo lo scoppio è seguito un violento scontro a fuoco, al termine del quale i militari italiani, come riferiscono al comando di Herat, hanno «messo in fuga gli aggressori».
Il convoglio era già stato attaccato ieri con armi leggere.
Le vittime erano a bordo di un blindato «Lince», considerato ormai non più all’altezza della situazione.
Il Lince è stato in passato capace di resistere alle cariche esplosive degli Ied, gli ordigni improvvisati e messi insieme con materiale bellico di vario genere, ma di recente i miliziani hanno perfezionato i loro attacchi, usando cariche esplosive sempre più potenti e tali da rendere necessaria una maggiore protezione.
È chiusa nel dolore la famiglia del caporalmaggiore Francesco Vannozzi che vive in una villetta a San Giovanni alla Vela, una frazione di Vico Pisano (Pisa). In casa, assieme alla mamma Lia, ci sono alcuni militari che le sono vicini in questo momento.
“Francesco era un ragazzo straordinario” – ha detto un parente giunto all’abitazione dei Vannozzi
Francesco Vannozzi aveva sul suo profilo di Facebook la foto con la divisa militare. E la citazione: “Io non credo nel paradiso, credo nel dolore, credo nella paura, credo nella morte”.
Era invece orfano di padre Gianmarco Manca, 32 anni; la madre Pierina Cuccuru e la sorella Antonella vivono ad Alghero.
Sul suo profilo di Facebook il 15 agosto scriveva: “Inizia una nuova avventura. Ciao Italia ci si vede presto”.
E come motto sul suo profilo aveva scelto “E’ meglio morire in piedi che vivere una vita strisciando”.
Era partito lo scorso 16 agosto per la sua prima missione in Afghanistan il caporalmaggiore Marco Pedone, il più giovane dei quattro.
La notizia è stata comunicata in tarda mattinata alla madre Assuntina da alcuni ufficiali dell’esercito che l’hanno raggiunta nella villetta di famiglia a Patù (Lecce).
Al padre, bidello in una scuola di Maglie, la notizia è stata data poco fa. Il sindaco di Patù ha annunciato la proclamazione del lutto cittadino per la giornata dei funerali.
Dopo sette anni di ferma volontaria il primo caporal maggiore degli Alpini, Sebastiano Ville, sarebbe diventato effettivo nel dicembre prossimo.
Le condizioni dei familiari di Sebastiano Ville sono drammatiche dal punto di vista psicologico, hanno avuto bisogno di assumere dei sedativi.
“Oltre al dolore c’è anche la rabbia di avere appreso la notizia da alcuni giornalisti e questo li ha sconvolti ancora di più”, ha riferito un parente.
Mentre da tutto il mondo istituzionale arrivano messaggi di cordoglio, fa riflettere la posizione del premier che esprime solidarietà alle famiglie, ma non intende rientrare in Italia da Mosca, dove è arrivato venerdi sera per una visita privata di piacere a Putin, prima della data prevista di domenica sera.
E’ stato detto sui media che il premier sarebbe andato a festeggiare il compleanno di Putin: ricordiamo solo che Putin ha compiuto gli anni il giorno prima, ovvero giovedì.
Che poi non si ritenga doveroso rientrare subito in Italia, di fronte a questa tragedia, preferendo fare bisbocce e festicciole con Putin, ci genera solo il voltastomaco.
Questa “fintadestra” ormai non solo pensa a come sfuggire ai processi, ma evidentemente anche alle proprie responsabilità e ai riferimenti valoriali.
Noi preferiamo abbracciare i figli del nostro popolo, piuttosto che Putin (o Gheddafi).
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Ottobre 9th, 2010 Riccardo Fucile
INTERVIENE ALL’ASSEMBLEA DELL’OSCE A PALERMO: “PIU’ LIBERTA’ DI INFORMAZIONE PER LA LOTTA CONTRO IL CRIMINE”…. “SI DEVE PASSARE DALLA GENERICA INDIGNAZIONE AL CONCRETO CORAGGIO CIVILE”… L’IMPORTANZA DI INTERNET E DEI SOCIAL NETWORK
Nel suo intervento all’Assemblea dell’Osce, in corso a Palermo, il presidente della
Camera Gianfranco Fini ha sostenuto che è il Parlamento a «dovere mettere a disposizione le risorse tecniche necessarie alle forze dell’ordine e alla magistratura che devono confrontarsi con la sofisticata tecnologia ormai nelle mani della mafia e della malavita».
«Si devono promuovere interventi legislativi e iniziative di carattere formativo e culturale – ha detto Fini – per ridurre la propensione delle persone, in specie dei giovani, ad alimentare la domanda dei mercati di beni illeciti, come ad esempio le sostanze stupefacenti»
Fini ha poi argomentato che «la lotta alla criminalità organizzata richiede la mobilitazione degli organi di informazione, presupposto importante per la mobilitazione dell’opinione pubblica che deve passare dalla generica indignazione morale al concreto coraggio civile».
«Per potere realizzare questi obiettivi – ha aggiunto Fini – occorre rafforzare gli spazi di libertà e di pluralismo della stampa e in generale dell’informazione. Un grande aiuto può giungere da Internet che attraverso lo sviluppo dei social network può rafforzare e rendere più coesa la reazione dell’opinione pubblica, agevolando forme di effettivo controllo da parte dei cittadini capaci di impedire o di ridurre le aree grigie che potrebbero consentire infiltrazioni alle forze criminali».
Per Fini, inoltre, «Kofi Annan, allora segretario dell’Onu, definì la Convenzione di Palermo per la lotta alla criminalità una risposta globale a una sfida globale. Occorre allora che la Convenzione e i tre protocolli allegati siano ratificati integralmente da tutti gli stati membri dell’Osce”.
“Senz’altro il più è stato fatto – ha osservato il presidente della Camera – ma ci sono ancora delle eccezioni che rischiano di alimentare zone d’inefficienza nella cooperazione internazionale, soprattutto nello scambio delle informazioni».
«In questa legislatura – ha sottolineato Fini – l’Italia ha fatto ulteriori passi in avanti. La Camera e il Senato hanno infatti ratificato l’anno scorso la Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla corruzione e quest’anno la Convenzione del Consiglio d’Europa per la lotta alla tratta degli esseri umani».
Ma l’invito del Presidente della Camera è di andare ancora più avanti sulla strada della legalità e della difesa dei cittadini, assicurando a magistratura e forze dell’ordine un sostegno adeguato nella lotta alle organizzazioni criminali.
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Ottobre 6th, 2010 Riccardo Fucile
SOLO IN MINIMA PARTE I SOSTENITORI DI FUTURO E LIBERTA’ PROVENGONO DA AN, MOLTI SONO I PIDIELLINI DELUSI DAL PREMIER… LO VOTEREBBERO ANCHE ELETTORI DI ORIGINE UDC E DI CENTROSINISTRA…. PREVALENZA DI GIOVANI E DI ELETTORI CON UN BUON LIVELLO DI ISTRUZIONE
La nuova forza politica creata da Gianfranco Fini ha, sulla carta, ampie potenzialità per il
futuro.
Interrogati sulla possibilità di dare, nel caso di eventuali elezioni anticipate, un voto al nuovo partito, gli elettori mostrano di concedere al presidente della Camera un consenso oscillante attorno al 7%.
E’ quanto emerge da un’analisi di Renato Mannheimer, condotta per il Corriere della Sera e che si riferisce alla fotografia di un fenomeno non ancora radicatosi nel territorio, privo quindi della forma partito e di minime strutture.
In ogni caso in attesa di riflessi mediatici, come quelli derivanti dalla celebrazione di un congresso costitutivo, dalla indicazione delle idee forza e delle prospettive di alleanze.
In attesa di definire la cornice in cui andrà ad operare e collocarsi nella scena politica italiana.
Per un verso si tratta dei (residui) voti appartenenti una volta ad An.
Come si sa, successivamente alla confluenza nel Pdl, buona parte – anzi, la maggioranza – dei seguaci di Fini è passata a sostenere Berlusconi.
Ma una componente minoritaria è rimasta con l’ex leader.
Ciò avviene, in particolare, nelle regioni meridionali ove risiede in larga misura la base attuale del partito.
Anche grazie al fatto che da qui vengono i principali «colonnelli» di Futuro e libertà , come Italo Bocchino e Fabio Granata.
Ma gran parte di quel 7% che costituisce il seguito accreditato a Fli non proviene da An.
Si tratta, invece, di elettori delusi dall’azione politica di Berlusconi o già da tempo avversi a quest’ultima.
Per lo più si trovano tra l’elettorato attuale del Pdl, ma una quota proviene anche dall’Udc e dai partiti del centrosinistra.
Ancora, dichiarano di avere trovato una «nuova possibilità » nella proposta di Fini molti elettori fino a ieri tentati dall’astensione.
Sul piano socio-anagrafico, la composizione dell’elettorato potenziale di Fini è molto varia.
Vi si riscontra però, a differenza di quello che accade per altre forze politiche, un’accentuazione nella presenza di giovani e di possessori di titoli di studio più elevati.
Ma occorre sottolineare che i consensi di cui sopra debbono necessariamente essere considerati virtuali, poichè stimati sulla base di sondaggi di opinione.
Di fronte ad elezioni «vere» e, specialmente, ad una vera campagna elettorale, la situazione potrebbe cambiare notevolmente.
E non è detto in peggio, anche perchè le potenzialità dell’area finiana possono anche raddoppiare a medio-lungo termine, qualora si accentuasse il distacco dell’elettorato di centrodestra nei confronti del premier.
Un altro elemento a favore porebbe essere costituito dal numero in costante aumento dei rappresentanti negli enti locali che passano con “Futuro e Libertà ” che non solo legittimano la svolta di fronte all’opinione pubblica, ma portano con sè anche i consensi dei politici locali.
E’ opinione diffusa che Fini abbia retto bene la compagna di dossieraggio ispirata dai berlusconiani e ora possa giocarsela sui temi politici a lui cari.
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Ottobre 5th, 2010 Riccardo Fucile
AVVIATO OGGI IL PERCORSO CHE PORTERA’ ALLA NASCITA DEL PARTITO….INDICATE DA FINI LE PROSSIME TAPPE… UN MANIFESTO VALORIALE E PROGRAMMATICO DA PRESENTARE A PERUGIA IL 6-7 NOVEMBRE…L’ ASSEMBLEA COSTITUTIVA A MILANO A GENNAIO
Una maxi ressa di fotografi, giornalisti e tv davanti la sede di Farefuturo, in via del
Seminario, ha accolto Gianfranco Fini.
Al suo arrivo nell’edificio che sta proprio davanti a Palazzo San Macuto, Fini ha dovuto fronteggiare, protetto dalle forze dell’ordine, un vero e proprio assalto dei mezzi di comunicazione che hanno tentato di avere una sua dichiarazione.
Quindi con l’arrivo del presidente della Camera e del capogruppo alla Camera di Fli Italo Bocchino e degli altri esponenti della formazione finiana ha preso il via la riunione del comitato promotore del nuovo soggetto politico.
«Non sappiamo cosa c’è dietro l’angolo. Io auspico che il governo arrivi a fine legislatura, ma dobbiamo tenerci pronti ad eventuali sorprese».
È quanto ha detto Gianfranco Fini durante la riunione a FareFuturo per avviare il percorso che porterà alla nascita del partito Futuro e Libertà .
Per Fini, «far nascere un nuovo soggetto politico è ineludibile».
E ha aggiunto: «Ci accingiamo non a fare An in piccolo, ma un Pdl in grande».
Futuro e libertà per l’Italia non dovrà essere un partito pesante, strutturato ma «un movimento di opinione», e soprattutto «non dovrà essere percorso da gelosie, personalismi perchè siamo tutti sulla stessa barca».
Fini, parlando al comitato promotore di Fli, guarda avanti e promette: «Dobbiamo lavorare bene sul percorso e sulle modalità : non voglio ricommettere gli errori che ho fatto in passato. Se la logica fosse quella di colonnelli e soldati – sottolinea – rischieremmo di replicare gli errori che c’erano in An». Poi assicura che sul «territorio c’è molta curiosità e molta gente che vuole aderire. Questo è un aspetto non contestabile: dobbiamo far nascere« il nuovo partito».
Gianfranco Fini ha parlato ai parlamentari di Futuro e libertà per l’Italia riuniti per creare il comitato dei promotori del nuovo soggetto politico nella sede di FareFuturo.
Il presidente della Camera ha indicato le prossime tre tappe che porteranno alla nascita del nuovo soggetto politico:
«Occorre dar vita a un manifesto valoriale e programmatico da presentare a Perugia. Lì saranno rappresentati tutti i soggetti che ruotano attorno a Fli. In quell’occasione spiegheremo l’identità di Futuro e libertà . Intanto, dal territorio, deve partire una campagna di adesione al manifesto».
Poi la terza tappa, una sorta di atto conclusivo-congressuale a Milano, a metà gennaio: «Mi piace giocare in trasferta…»
Fini ha inoltre sottolineato al necessità , in vista degli appuntamenti futuri del movimento, di non parlare delle singole associazioni che lo compongono ma di fare riferimento sempre e solo a Fli, sia per quanto riguarda intanto l’appuntamento di inizio novembre a Perugia, sia per quello fissato a Milano a metà gennaio.
Intanto, non dovrebbe esserci guerra per il rinnovo dei presidenti delle commissioni permanenti a Montecitorio il prossimo 13 ottobre.
Nel Pdl sarebbe prevalso l’orientamento alla riconferma anche per i due presidenti del Fli, Giulia Bongiorno alla commissione Giustizia e Silvano Moffa alla commissione Lavoro.
Tornando a Fli, Fini affiderà la guida del partito a qualcun altro (si parla di Urso o Bocchino) pronto però a spendersi in prima persona dopo un eventuale scioglimento anticipato delle Camere.
Mercoledì, poi, trenta intellettuali di area «futurista», assieme alle associazioni Forum delle idee, Farefuturo e Libertiamo, si riuniranno per preparare una prima bozza del manifesto programmatico, che sarà presentato nella sua forma completa alla convention nazionale di Generazione Italia, il 6 e 7 novembre a Perugia.
Sullo sfondo l’incombere delle elezioni anticipate e il precario equilibrio con Berlusconi e il suo governo.
Per questo i finiani si organizzano: in Piemonte 38 amministratori locali del Pdl si sono schierati con Futuro e Libertà , in Abruzzo i finiani hanno costituito il loro gruppo nell’ambito del consiglio regionale.
Mentre in tutta Italia fervono riunioni organizzative.
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Ottobre 5th, 2010 Riccardo Fucile
PAOLO ROMANI, IL SUCCESSORE DI SCAJOLA, E’ DEFINITO “L’ANTENNISTA” DI SILVIO: DAL FALLIMENTO DI LOMBARDIA 7, DOVE AVEVA LANCIATO LA TRANS E CHIUSA CON 12 MILIARDI DI DEBITI, AL LUNGO SODALIZIO CON BERLUSCONI …. LE TELECOMUNICAZIONI IN MANO A UN UOMO CRESCIUTO ALL’OMBRA DI MEDIASET
Dopo cinque lunghi mesi di interim, il ministero per lo Sviluppo economico è stato affidato, nonostante le perplessità del Quirinale, a Paolo Romani, una vita trascorsa nell’ambito delle telecomunicazioni.
Definito “l’antennista” di Silvio, proprio per la vicinanza al premier quando era ancora semplice proprietario di Telemilano.
Il capo dello Stato avrebbe voluto evitare una nomina che avrebbe facilmente dato adito a critiche feroci e a ipotesi di “conflitto di interessi”, solo parzialmente superate dal fatto che Romani editore non è più.
L’amore tra Paolo Romani e la Tv nasce 37 anni fa: nel 1976, l’attuale ministro, quasi trentenne, con un diploma di maturità in tasca, fu tra i pionieri delle Tv private: con Marco Taradash impiantò in un capannone Telelivorno. Poi i successivi passaggi a Videolina con Nichji Grauso, a Rete A con Alberto Peruzzo, a Telelombardia con Salvatore Ligresti.
Fino all’approdo a Lombardia 7 dove sfonda, lanciando sul piccolo schermo Maurizia Paradiso, cui affida la conduzione di “Vizi privati” , trasmissione notturna con i primi streaptease.
Il rapporto si interuppe a seguito di una scazzottata tra Romani e Maurizia, con relativa esplosione di una tetta finta della Paradiso.
In quegli anni Romani si imbatte in Silvio Berlusconi, allora editore di TeleMilano, la mamma di Canale 5, e da quel periodo il binomio diventa indissolubile,
Nel 1994 Romani viene eletto deputato e vende Lombardia 7 che nel 1999 però fallisce con 12 miliardi di debiti e relative indagini della magistratura. Romani dovrà pagare un ingente risarcimento al curatore fallimentare.
Nel frattempo diventa coordinatore di Forza Italia a Milano e presidente della Commissione Trasporti dela Camera: mentre è in carica, nel gennaio 2005 perde 11 punti della patente a punti che aveva contribuito a far approvare perchè passa col rosso a un incrocio.
Poi ancora sottosegretario alle Comunicazioni, voiceministro e ora ministro. Andrà a controllare il dicastero che in pratica ha in mano la partita delle telecomunicazioni: dalle frequenze del digitale terrestre alla battaglia di Sky, alla possibile alineazione della linea Telecom che fa gola alle Tv private.
L’opposizone parla di Romani come di braccio armato di Mediaset nelle istituzioni e di trionfo del conflitto di interesse.
Il suo curriculum non depone certo a favore di una scelta “terza” ed equidistante: l’ennesimo scivolone di cattivo gusto che il governo avrebbe potuto risparmiare all’elettore di centrodestra, sempre più di fronte a un governo “ad personam”.
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Ottobre 4th, 2010 Riccardo Fucile
PRESTO NUOVE ADESIONI IN PARLAMENTO… GIA’ COSTITUITI 120 CIRCOLI IN LOMBARDIA, 102 IN LAZIO, 100 IN PUGLIA: MASSICCIA ADESIONE DI GIOVANI….BRACCIO DI FERRO CON I CAPORALI DI GIORNATA EX AN SU UN PATRIMONIO DI 380 MILIONI…. IL FUTURO PARTITO E’ QUOTATO ATTUALMENTE TRA IL 7% E L’8%…L’ASSEMBLEA COSTITUENTE A GENNAIO A MILANO
Il partito deve ancora nascere ma vanta già falchi e colombe.
Gianfranco Fini non vuole correre rischi e il patto tra le due ali di Futuro e libertà pretende che sia siglato sotto i suoi occhi.
Appuntamento martedì alle 12 alla presidenza di Montecitorio.
Giusto un paio d’ore prima del vertice che segnerà , nella sede di FareFuturo, l’atto di nascita del nuovo soggetto politico, quando saranno per la prima volta attorno a un tavolo, i 35 deputati, dieci senatori e quattro eurodeputati che hanno sposato la causa del leader.
Poco prima, però, si replicherà negli appartamenti del presidente della Camera quanto avvenuto in un pranzo top secret della settimana scorsa.
Con Fini si ritroveranno Bocchino, Briguglio e Granata, ritenuti le teste d’ariete di Fli, ma anche i cosiddetti moderati Viespoli (capogruppo al Senato), Moffa, Menia e poi il viceministro Urso e Della Vedova.
Anime dalla sensibilità diversa sulla linea da tenere nei confronti del governo.
Ecco perchè Fini li vuole tutti e otto (con l’aggiunto di un paio) nel comitato esecutivo, sorta di direzione che avrà in Adolfo Urso il coordinatore.
Tutti gli altri, deputati, senatori ed europarlamentari, formeranno già da martedì il comitato costituente. In attesa dei nuovi arrivi.
“Le uscite dal Pdl proseguiranno, arriverà qualche altro senatore, presto saremo determinanti anche lì” prevede Bocchino.
E il pensiero corre ai “quattro mori”, i sardi pdl vicini a Beppe Pisanu.
Ma è alla Camera che i finiani lavorano a spron battuto.
Pressing costante su Isabella Bertolini, per esempio. E su una Deborah Bergamini che, dopo lo strappo con Verdini in Toscana, confessa di restare dov’è per ora “solo per il rapporto personale con il presidente Berlusconi”.
Fli si prepara al lancio del “partito leggero”.
Il modello che prende quota è quello della “public company”.
Nel senso che – in attesa della chiusura della contesa sull’ingente patrimonio finanziario di An – sta per partire l’operazione micro sostentamento, stile sms da 1 euro da lanciare tra simpatizzanti e militanti.
Deputati e senatori si stanno già autotassando per le iniziative sul territorio.
Ma i riflettori sono tutti puntati sul patrimonio da 76,9 milioni di euro e 70 immobili (per un valore di 300 milioni) nelle disponibilità della fondazione An, finora congelato dalla disputa giudiziaria in corso.
Mercoledì prossimo si riunirà il comitato di garanti di An, chiamato a sovrintendere alla spartizione ereditaria del patrimonio tra l’area Gasparri-La Russa, quella di Alemanno e di Fli. Una separazione poco consensuale che, in termini finanziari, sarà seconda solo a quella tra Berlusconi e Veronica Lario.
I finiani chiederanno che si proceda, ma Gasparri fa già sapere che non se ne parla. Intenzionato, tanto lui quando il coordinatore Pdl La Russa, a impedire il flusso di denaro e immobili a beneficio del nemico Gianfranco, per dar man forte alla costruzione del nuovo partito.
Sarà battaglia anche su quello.
Gli intellettuali della galassia finiana, da Alessandro Campi a Sofia Ventura, passando per il direttore di FareFuturo Filippo Rossi, sono invece al lavoro sul “Manifesto per l’Italia” che verrà presentato alla kermesse di Generazione Italia in programma a Perugia il 6 e 7 novembre, vero trampolino di lancio del partito.
Linee guida, il discorso del presidente della Camera a Mirabello, “ma useremo anche la rete, il nostro network molto attivo su Internet tra FareFuturo e GI, per raccogliere proposte e idee dei nostri iscritti” spiega Benedetto Della Vedova.
Dopo Perugia il partito viaggerà veloce più che mai, nessuno si nasconde tra i big finiani che le elezioni possono essere alle porte.
E allora l’Assemblea costituente si terrà a gennaio, come spiega Italo Bocchino, subito dopo le festività .
Location non casuale: Milano.
Storicamente culla dei movimenti e dei partiti italiani, ma anche sede ideale per dare carattere nazionale a un partito che invece nasce con forti radicamenti nel Mezzogiorno.
In Sicilia, il maggior numero di consiglieri locali.
Ma in Lombardia il record di circoli di Generazione Italia (120), seguita dai 102 del Lazio e 100 della Puglia, come rivela il presidente di GI, il 28enne Gianmario Mariniello, di Aversa, pupillo di Bocchino, vero uomo macchina dell’organizzazione.
Già 500 circoli in tutta Italia, 15 mila gli iscritti dichiarati.
È lui, consigliere comunale della sua città , ex dirigente nazionale di Azione giovani, che sta che mobilitando il mondo under 35. “La soddisfazione più grande è l’adesione massiccia di giovani ex Pdl” racconta.
Per il congresso di fondazione, quello vero, bisognerà attendere febbraio-marzo.
“Sarà di sicuro nei primi mesi del 2011 – racconta Roberto Menia – ma un’eventuale accelerazione dipenderà dell’evoluzione del quadro politico”.
Congresso preelettorale, alla vigilia delle amministrative di marzo, se non delle politiche. Milano, Torino, Napoli, Bologna sono solo alcune delle grandi città in cui si andrà al rinnovo di sindaci e giunte.
Collocazione ancora tutta da definire in una tornata in cui sarà obbligatorio schierarsi da una parte o dall’altra.
L’ultimo sondaggio recapitato da Crespi ai dirigenti di Fli attesta un 7,5% che stuzzica ambizioni da corsa in solitaria.
Per adesso, solo il sogno di pochi.
Fini, Casini e Rutelli in realtà non si perdono di vista.
L’unica cosa certa, che il presidente della Camera ha ripetuto ai suoi anche dopo il dibattito sulla fiducia, è che non lascerà la presidenza. “Anche perchè non assumerà subito la guida del partito” ragiona Briguglio.
“Lo farà solo un minuto dopo che saranno indette eventuali elezioni politiche in primavera” chiosa Menia.
A quel punto, gli toccherà prendere in mano le redini del suo nuovo partito.
Carmelo Lo Papa
(da “la Repubblica”)
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Ottobre 4th, 2010 Riccardo Fucile
PER IL 70,9% IL PROBLEMA DEL LAVORO E’ UNA PRIORITA’, PER IL 59,7% LO E’ IL SUD, PER IL 55,2% L’AMBIENTE E LA QUALITA’ DELLA VITA, PER IL 48,8% LE TASSE, PER IL 35,4% LA SICUREZZA, SOLO PER IL 24,6% L’IMMIGRAZIONE
I cittadini italiani si sono mostrati tiepidi rispetto al discorso del premier alla Camera e al
Senato.
E’ certo che l’andamento ondivago degli ultimi mesi non ha favorito il giudizio della popolazione nei confronti della politica.
Appena il 50% lo ha ritenuto convincente. Per il 51,6% degli intervistati è stato efficace mentre il 52,8% lo ha ‘bollato’ come ‘equilibrato’. Solo il 45,4% degli italiani pensa che sia stato rassicurante.
Ma quali sono i temi che gli italiani vorrebbero al centro dell’attenzione delle attività del governo?
Per piu’ di 7 cittadini su 10 la preoccupazione principale è rappresentata dal lavoro che si conferma il problema principale da Nord a Sud.
E’ il Mezzogiorno d’Italia invece il ‘tema’ sorpresa di questo sondaggio, occupando il secondo posto fra le aspettative dei cittadini che lo indicano con il 59,7% come una delle principali priorità di cui il governo dovrebbe occuparsi.
L’altra sorpresa è la voce che si piazza al terzo posto con il 55,2% e cioè l’ambiente e la qualità della vita. E’ forse la prima volta che una tematica di questo tipo si piazza cosi’ alta nei sondaggi.
Sotto il 50% (48,8%) è la percentuale di cittadini preoccupata dalle tasse.
Al 35,4% c’è la sicurezza che, insieme al 24,6% dell’immigrazione, rappresenta una quota di preoccupazione bassa.
Per il 31,1% dei cittadini è invece prioritario intervenire sulla giustizia.
E’ dunque importante comprendere la sintesi che l’opinione pubblica si è fatta, valutando come il discorso di Berlusconi rappresenti una chiusura della fase conflittuale della politica degli ultimi mesi che per il 51,2% è stata vinta dai finiani.
I berluscones ottengono invece il 28,8%.
Gli anti-berlusconiani si devono invece accontentare del 12,6% dell’opinione pubblica.
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Ottobre 3rd, 2010 Riccardo Fucile
IL CORSIVO DI FILIPPO ROSSI SU “FAREFUTUROWEB”: AGLI INSOFFERENTI VERSO UNA DESTRA PERENNEMENTE CON LA BAVA ALLA BOCCA, SCIATTA, VOLGARE E AL SERVIZIO DEL SIGNOROTTO DI TURNO, L’INVITO A SCENDERE IN CAMPO PER COSTRUIRE UNA DESTRA DEGNA, REPUBBLICANA SOCIALE ED EUROPEA
Se ci siete battete un colpo.
Adesso, perchè altrimenti potrebbe essere troppo tardi. 
Se ci siete, vi prego, battete un colpo.
Voi, proprio voi che avete un’idea della politica diversa da quella che è andata in onda in questi ultimi anni.
Voi, proprio voi che avete sognato una destra diversa dal populismo, dal leaderismo, dal fancazzismo barzellettaro modello billionaire.
Se ci siete battete un colpo, perchè potrebbe essere un’occasione storica (e unica) per costruire finalmente una destra degna della sua storia: moderata? liberale? europea? laica? normale? montanelliana? longanesiana? non ideologica? anti totalitaria? tollerante? Chiamatela come vi pare.
Sicuramente una destra senza bava alla bocca, una destra che sa discutere senza faccia luciferina.
Una destra centrale e democratica, costituzionale e istituzionale. Garbata, perchè no. E anche tradizionale. E morale.
Perchè, davvero, non si capisce cosa c’entrano valori come decoro, fiducia, legalità , onestà , socialità , sincerità con una destra che si mette a servizio del signorotto di turno.
E cosa c’entrano valori “tradizionali” come la bontà e la nobiltà di cuore, la pietà e la temperanza con una destra caciarona e sciatta, sbracata e volgare?
E cosa c’entra, anche, l’idea futuristica e dannunziana di una rivolta generazionale con un potere occupato (e bloccato) da ultrasettantenni?
Se ci siete, battete un colpo. Fatevi vivi. Entrate in campo.
Dove siete non importa: conosciamo la vostra insofferenza per quel sta succedendo; capiamo i vostri silenzi sconfortati, la vostra impotenza.
Battete un colpo per evitare che, ancora una volta, questa destra normale e maggioritaria, questa destra senza paure, si debba vergognare di una classe dirigente che agisce “in nome e per conto” senza averne nessuna legittimità .
Di una classe dirigente (?) che vive e prospera grazie al “signorsì”.
Di una classe politica che accetta che una scuola pubblica, statale (do you remember il “senso dello stato”?), venga marchiata a fuoco con i simboli di un partito che magia pane e secessione.
Una classe politica che fa spallucce di fronte alle offese, alla volgarità ridanciana e cafona.
Di fronte alla bestemmia fatta istituzione.
Battete un colpo adesso, per evitare che ancora una volta questa destra profonda debba scegliere tra due alternative: quella di starsene a casa per impotenza o quella di essere schiacciata a sinistra per la disperazione.
Perchè, quando la puzza è troppo forte, turarsi il naso è inutile.
Filippo Rossi
(da Farefuturoweb)
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Ottobre 3rd, 2010 Riccardo Fucile
DAL BLOG DI SINISTRA “NUOVALIBERTALIA” UN ARTICOLO E UN’ANALISI SU DI NOI
Berlusconi contro Fini.
Il Giornale, Libero, gran parte della Rai, Mediaset contro il mondo libero.
Ma anche un pezzo di rete, la guerra dei blog.
E qui il confronto si fa ancora più impietoso.
I due blog che più di tutti si sono interessati alla vicenda della casa di Montecarlo sono state sulle opposte fazioni Daw e Destradipopolo.net.
E qui si nota la differenza che c’è tra un blog amatoriale, magari carino dal punto estetico (almeno una volta) ma gestito da un ragazzino che dimostra mentalmente anche meno degli anni che ha e un blog fatto con serietà , competenza, stile.
Da una parte rutti, scoreggie, accuse, insinuazioni, fotomontaggi di dubbio gusto, petulanze e flatulenze varie, dall’altra articoli rigorosi, seri, scritti in uno stile godibile, leggibile, elegante.
Da una parte un povero idiota che si nasconde dietro uno pseudonimo, e i suoi pochi sodali, ormai considerati da chi conosce bene la blogosfera italiana, una sorta di circo Barnum, dall’altra la serietà , la professionalità ma soprattutto l’onestà intellettuale di Riccardo Fucile.
Da una parte titoli come “Elisabetto faccelo vedere”, “Finito, la carta intestata: nessun mistero” e altri cori da ultras berlusconiano , ossessionato da Fini: avrà “scritto” o meglio farfugliato , scopiazzando da Libero e da il Giornale, almeno 100 post sul tema negli ultimi 2 mesi, anche 5-6 al giorno, manco stesse commentando in diretta lo sbarco sulla Luna.
Dall’altra una ricostruzione certosina e minuziosa della faccenda, forse non “imparziale” ma che almeno può sembrarlo e soprattutto che può sembrare verosimile e soprattutto non sembra scritta da un bambino di seconda elementare, un po’ ritardato pure.
Articoli, quelli di Destra di Popolo, che al confronto con la stupidità di certi minus habens banani, convinti che la partita la stia vincendo il nano, quando in realtà si trova con le spalle al muro, tanto sono stupidi, finisca come finisca questa faccenda, sembrano pure grande giornalismo.
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argomento: Berlusconi, Costume, destra, destradipopolo | 1 Commento »