Destra di Popolo.net

CI SIAMO VENDUTI ANCHE LA PIRELLI: LO SHOPPING DI PECHINO CON UN’OPA DA 7 MILIARDI

Marzo 21st, 2015 Riccardo Fucile

CONTINUA LA SVENDITA DEI MAGGIORI MARCHI ITALIANI

La Pirelli sta per diventare cinese.
Un’icona dell’industria italiana nel mondo, l’azienda degli pneumatici nata 142 anni fa nella Milano della rivoluzione industriale, capitale dell’imprenditoria, avrà  presto Chem-China   –   una conglomerata a controllo statale   –   come socio di maggioranza assoluta.
“Entro il weekend si chiude. Ci sono ancora dei passi da fare” ha detto il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, in serata.
Ai giornalisti che chiedevano se Pirelli resterà  italiana ha risposto: “Finchè non ci saranno i comunicati non posso dire nulla”.
I cinesi dal canto loro vogliono il 51% della nuova catena di controllo: “Vogliono consolidare la partecipazione, che non sarà  finanziaria, ma industriale”, spiegano i loro emissari.
E per farlo sono disposti a investire 3,5 miliardi di euro nella catena societaria del gruppo, che sarà  sottoposta al quarto riassetto in quattro anni per fare spazio ai nuovi soci e dar modo ai precedenti di monetizzare parte delle quote.
Un riassetto che prevede l’offerta pubblica di acquisto su Pirelli e il suo probabile ritiro dalla quotazione a Piazza Affari, dopo 93 anni.
In Borsa Pirelli ci potrebbe tornare poi, solo con la parte pneumatici per auto (più redditizia), mentre le gomme per l’industria potrebbe unirsi ad Aeolus Tyre, controllata dei cinesi nel segmento.
I dettagli dell’operazione non sono ancora formalizzati: la convocazione dei cda dei soci della Bicocca è iniziata ieri sera con Nuove Partecipazioni (che raggruppa le quote di Tronchetti e dei sodali italiani), Unicredit e Intesa Sanpaolo. Si prosegue oggi e domani con gli altri soci Rosneft e Camfin, così lunedì l’azione riaprirà  con informazioni ufficiali e simmetriche.
Ma da ieri erano giunte le ammissioni alle voci circolanti da giorni.
Ha rotto il ghiaccio la Consob, che dopo un giovedì di silenzio mentre l’azione Pirelli saliva del 3%, ieri mattina ha chiesto all’azienda un commento: “Ad oggi Pirelli non ha ricevuto alcuna formale comunicazione di un lancio di un’Opa”, è stata la risposta.
Più loquace la risposta alla Commissione fornita da Camfin, holding del 26% dei titoli Pirelli: “Camfin e i suoi soci comunicano che sono in corso trattative con un partner industriale internazionale per un’operazione sulla partecipazione in Pirelli, finalizzata a garantire stabilità , autonomia e continuità  nel percorso di crescita del gruppo, che manterrebbe gli headquarter in Italia”.
Tra gli elementi in limatura, “il trasferimento dell’intera partecipazione Camfin al prezzo di euro 15 per azione a una società  italiana di nuova costituzione, controllata dal partner industriale internazionale con contestuale reinvestimento di Camfin in detta società “, e a seguire “un’offerta pubblica di acquisto sulla totalità  delle azioni Pirelli”.
Un secondo comunicato Camfin specificava, a scanso di cattive sorprese, che “l’Opa verrebbe lanciata sulla totalità  di Pirelli al medesimo prezzo di 15 euro per azione”. A tutti 15 euro, per totali 7 miliardi: ma in due tempi diversi. Prima ai soci Camfin, che avranno 1,9 miliardi e pare ne reinvestiranno una metà  per restare azionisti di peso. Poi il mercato, che ieri tra rotondi scambi anticipava gli sviluppi e ha portato Pirelli, sui massimi dagli anni ’90, a 15,23 euro (+2,2%). Senza la cedola da staccare a giugno siamo già  ai prezzi dell’Opa ventura.
Tra i temi più delicati c’è la tenuta dell’azionariato nostrano. “Ciò che conta è che la centralità  di Pirelli resti in Italia, vedremo   –   ha detto il viceministro dello sviluppo economico, Claudio De Vincenti   –   L’arrivo di capitali esteri in sè è un bene. E il 2015 è iniziato alla grande come mostrano Hitachi e Lucchini”.
Nel rarefarsi degli investimenti nostrani, con la crisi sono finite sotto il controllo estero Parmalat, Edison, Bulgari, Valentino, Alitalia, Ansaldo Sts, Rinascente, Coin. E il denaro cinese ha accumulato quote del 2% di Enel, Eni, Fca, Saipem, Mediobanca, Generali, Telecom, Prysmian, il 35% di Cdp Reti che controlla Terna e Snam, il 40% di Ansaldo Energia.
Per questo saranno importanti, nei patti parasociali in stesura, le prospettive di radicamento della Pirelli “italiana”: a quanto si apprende il management sarà  confermato 5 anni, la sede e le attività  di ricerca & sviluppo resteranno in Italia, e sono ipotizzabili clausole di riacquisto e vendita a tutela dei soci che stanno per diluirsi.
Ma il noto slogan “la potenza è nulla senza controllo” da qui in avanti suonerà  più cinese che altro.

Andrea Greco
(da “La Repubblica”)

argomento: economia | Commenta »

LE BALLE DI RENZI: A GENNAIO CALA LA PRODUZIONE INDUSTRIALE DELLO 0,7%

Marzo 10th, 2015 Riccardo Fucile

LA RIPRESA SI ALLONTANA, IL DATO METTE A RISCHIO LA RIPRESA DEL PIL: -2,2% RISPETTO ALL’ANNO PRIMA

La ripresa è più lontana.
La produzione industriale a gennaio è tornata a calare registrando una contrazione dello 0,7% su dicembre e del 2,2% rispetto a gennaio 2014.
E’ quanto rileva l’Istat registrando nuovi segni meno dopo il risultato positivo di dicembre. Tutti i comparti contribuiscono alla flessione tendenziale: si tratta di un dato in qualche modo preoccupante, perchè l’andamento dell’industria è direttamente correlato a quello dell’economia del Paese.
Le fasi di contrazione della produzione hanno inciso con i periodi di recessione, mentre quelle di espansione si sono tradotte nei momenti di ripresa.
Tra i pochi dati positivi l’Istat sottolinea la crescita del 35,9% della produzione di autoveicoli a gennaio rispetto all’anno precedente: si tratta dal quarto aumento consecutivo a due cifre per il settore.
Nel dettaglio, l’indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali positive nei comparti dell’energia (+0,5%) e dei beni di consumo (+0,1%); diminuiscono invece i beni strumentali (-1,8%) e i beni intermedi (-0,2%).
In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a gennaio 2015, flessioni in tutti i comparti; diminuiscono i beni intermedi (-2,8%), l’energia (-2,7%), i beni di consumo (-2,0%) e, in misura meno rilevante, i beni strumentali (-0,9%).
Per quanto riguarda i settori di attività  economica, a gennaio 2015, i comparti che registrano i maggiori aumenti tendenziali sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+16,1%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+4,3%) e delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+4,3%).
Le diminuzioni maggiori si registrano nei comparti della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-8,1%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-5,7%) e della fabbricazione di macchine e attrezzature (-5%).

(da “La Repubblica”)

argomento: economia | Commenta »

OGGI IL BAZOOKA DI DRAGHI SPARA, ATENE MORIBONDA

Marzo 9th, 2015 Riccardo Fucile

L’EUROPA BOCCIA ANCORA LA GRECIA

Da oggi Francoforte, per rilanciare la crescita, inizierà  una maxi iniezione di liquidità  nell’eurozona rastrellando titoli, in gran parte di Stato, a un ritmo di 60 miliardi di euro al mese.
L’intenzione è di continuare almeno fino alla fine di settembre 2016 o comunque fino a quando l’inflazione invertirà  la rotta e si riavvicinerà  all’obiettivo del 2%. L’arsenale messo in campo da Mario Draghi per raggiungere l’obiettivo ha un potenziale di 1.140 miliardi di euro.
L’Italia dal Qe, secondo la Cgia di Mestre, dovrebbe ricevere fino a 150 miliardi di euro.
Ma il bazooka della Bce comincia a sparare colpi mentre la Grecia — il malato più grave della Ue sotto costante e tutt’altro che amichevole ‘osservazione’ — è sempre più stretta all’angolo.
Oggi l’Eurogruppo a Bruxelles valuterà  il pacchetto di riforme che Atene ha inviato prima del week end all’Unione.
Ma ieri il presidente dello stesso Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem — che si è detto pronto continuare dopo 2 anni di incarico a capo dei ministeri economici Ue — ha anticipato che la “lista” dei provvedimenti è “lontana dall’essere completa”, che la sua attuazione richiederà  “tempi lunghi” e che a marzo non è prevista nessuna tranche di aiuti.
Si annuncia dunque un nuovo flop per la riunione dei ministri delle Finanze, alla quale il greco Yanis Varoufakis dovrebbe portare la richiesta esplicita di allontanare definitivamente la Troika da Atene, dando a dei “team tecnici” basati a Bruxelles il compito di valutare le riforme greche prima di ciascuna riunione europea.
La tensione rimane alta, alimentata, come più volte è successo in questi giorni, da incomprensioni e correzioni di tiro.
L’ultima, dello stesso Varoufakis, sull’ipotesi di un referendum che un pò tutti pensavano sulla permanenza nell’euro e che invece il ministro intendeva sulle misure che l’esecutivo di Atene intende mettere in campo.
L’alternativa — avrebbe lasciato intendere     – sarebbero nuove elezioni.
E che le trattative e i contatti siano frenetici e che vadano dai livelli tecnici a quelli politici più alti, lo dimostrano le telefonate che il premier Alexis Tsipras ha fatto ieri: la prima al presidente della Bce Mario Draghi e la seconda a quello francese Francois Hollande.
A Draghi Tsipras (che aveva parlato di cappio al collo greco messo dalla Bce) avrebbe confermato il rispetto per l’indipendenza dell’Eurotower, raccomandandosi però che questa non soccomba alle pressioni politiche.
Con Hollande avrebbe invece manifestato la volontà  di sempre maggiore collaborazione e l’intenzione di incontrasi a Parigi in tempi stretti.
La lista di riforme che Atene ha inviato all’Eurogruppo e che dovrebbe essere esaminata oggi, comprende l’istituzione di “un consiglio di bilancio” indipendente per monitorare la spesa del governo, la sua politica di bilancio e quindi valutare se gli obiettivi vengono raggiunti; migliorie sul fronte della predisposizione del bilancio; la messa a punto di uno schema per la lotta all’evasione dell’Iva; un nuovo piano e leggi più dure per riscuotere le tasse non pagate da contribuenti e imprese; un nuovo piano per emettere licenze alle aziende di gioco d’azzardo online; la riduzione della burocrazia e iniziative per affrontare la crisi umanitaria con l’introduzione di buoni pasto, misure per garantire energia elettrica e assistenza abitativa.
Costo complessivo: 200,29 milioni di euro.

Stefano Citati
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: economia | Commenta »

IL NAZARENO RISORGE IN BORSA: SERRA E DORIS SOCI IN AFFARI

Marzo 6th, 2015 Riccardo Fucile

MEDIOLANUM PIAZZERA’ AI CLIENTI IL FONDO ALGEBRIS DEL FINANZIERE RENZIANO

Il nuovo patto del Nazareno? È finanziario.
A stringerlo con il giglio magico renziano non è stavolta Silvio Berlusconi ma il suo amico (nonchè socio in Fininvest) Ennio Doris.
Il patron di Mediolanum ha infatti organizzato la mega convention del suo gruppo all’Adriatic Arena di Pesaro: in mezzo alla platea di 4.500 family banker provenienti da tutta Italia sono spuntati anche alcuni prestigiosi ospiti.
Come Oscar Farinetti, mister Eataly assai vicino al premier, e soprattutto il finanziere Davide Serra arrivato da Londra con tanto di stampelle dopo un brutto incidente sugli sci che nei giorni scorsi gli ha imposto di rimandare l’audizione in Consob sulle ipotesi di insider trading legate alla riforma delle Popolari
La presenza del fondatore di Algebris non è però casuale perchè Serra e Doris — a quest’ultimo il fisco ha contestato 500 milioni di euro a fine 2014 tra imposte non versate e sanzioni — hanno deciso di fare affari insieme.
Banca Mediolanum ha infatti avviato una collaborazione con Algebris per la distribuzione ai clienti di un fondo che investe in azioni e obbligazioni denominato “Financial Income Strategy”.
L’annuncio è stato dato ieri proprio dal palco della convention da Massimo Doris, vicepresidente del gruppo e figlio di Ennio.
Una “partnership strategica”, l’ha definita Serra che non ha voluto far commenti su altri temi come le Popolari e si è limitato a ricordare che di Mediolanum si era occupato ai tempi della quotazione in Borsa del gruppo milanese, quando lavorava per Morgan Stanley
Quanto a Doris jr, ha tenuto a precisare che la decisione di avere Algebris come partner per uno dei nuovi fondi da proporre ai clienti “è una scelta tecnica, non per la visibilità  di Davide Serra”.
Nè quindi per i rapporti fra il finanziere e il presidente del Consiglio.
Rapporti che continuano a far discutere.
Secondo un articolo apparso sul Messaggero, Serra ha deciso di rilanciare su Banca Etruria. Dopo una prima lettera inviata all’istituto aretino all’inizio di febbraio e dopo il commissariamento della banca deciso da Bankitalia l’11 febbraio, il patron del fondo Algebris è tornato alla carica con un’altra lettera, datata 19 febbraio, indirizzata ai due commissari Riccardo Sora e Antonio Pironti e, per conoscenza a via Nazionale. Nella missiva — secondo quanto scrive il quotidiano romano — il finanziere ha formulato “una proposta di cooperazione, risanamento e rilancio di Banca Etruria”.
La proposta avrebbe una portata più ampia di quella precedente con cui si era fatto avanti per acquisire i cosiddetti non performing loans (npl), ovvero le sofferenze. Serra è infatti disposto a farsi carico di 20 dipendenti dell’istituto basandoli ad Arezzo e di 40 di Etruria Informatica.
E sarebbe infine pronto a reclutare partner che possano ricapitalizzare l’Etruria facendola uscire dalle secche. Non solo.
Invece di attendere come accade in questi casi, che i commissari completino l’indagine prima di farsi avanti con un’offerta, Serra si è dunque mosso solo otto giorni dopo l’avvio della gestione straordinaria
La notizia ha riacceso subito le polemiche sul fronte politico: “Scopriamo che Serra avrebbe già  sottoposto ai commissari di Bankitalia che governano Popolare dell’Etruria una proposta di cooperazione, risanamento e rilancio. E questo avviene insolitamente prima ancora che sia stata completata dai commissari un’indagine sulla reale situazione della banca e quindi al buio, a meno che non si disponga di altre informazioni”, ha sottolineato il capogruppo di Sel in commissione Finanze a Montecitorio, Giovanni Paglia.
Aggiungendo che “Consob, Bankitalia e Tesoro non possono restare inerti in un quadro simile, pena la perdita di credibilità  del Paese, e per questo chiederemo – conclude Paglia – che la commissione Finanze di Montecitorio abbia da loro un supplemento di informazioni e valutazioni”.
Intanto, sul palco dell’evento di Mediolanum ieri è salito un altro supporter renziano della prima ora, Oscar Farinetti, che ha addirittura tenuto una lezione per motivare la rete di vendita.
Dietro il patron di Eataly veniva proiettato a caratteri cubitali lo slogan della convention, anch’esso molto renziano: “Io cambio”.
Il Nazareno è vivo e lotta insieme a Doris.

Camilla Conti
(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: economia | Commenta »

LE NAVI ITALIANE IN LIBIA PER DIFENDERE LE PIATTAFORME ENERGETICHE

Marzo 1st, 2015 Riccardo Fucile

TRE LE NAVI IMPEGNATE PER PROTEGGERE L’IMPIANTO DI SABRATHA

Se non è un piano di intervento militare gli assomiglia molto. Le manovre navali nel Mediterraneo svelate ieri vengono confermate dai vertici dell’esercito.
Le navi sono tre, potrebbero arrivare a quattro.
Formalmente parlano di operazioni di addestramento il generale Claudio Graziano, subentrato ieri come capo di Stato Maggiore della Difesa all’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e Pierpaolo Ribuffo, comandante del Gruppo navale impegnato in «Mare Aperto», l’esercitazione che prende il via dopo lo stop di Mare Nostrum.
La coincidenza con la crisi libica è però troppo evidente per rimanere sullo sfondo.
Niente illusioni ammette il ministro della Difesa Roberta Pinotti, «il periodo che abbiamo di fronte non sarà  dei più facili».
Posizionamento strategico
Motivo per cui sia Graziano che Ribuffo ammettono come le attività  addestrative svolgano «certamente anche un ruolo di sicurezza, deterrenza» e di «dissuasione». Attività  che non escludono il dovere «di intervenire – precisa Binelli Mantelli – di fronte a violazioni del diritto internazionale».
La linea lungo la quale si muoveranno le navi è un posizionamento strategico a ridosso dalle acque internazionali.
Nessuno ormai nasconde il rischio che il caos in Libia possa inghiottire gli interessi italiani.
A partire dalla piattaforma offshore di Sabratha, a 80 chilometri dalle spiagge libiche.
È la struttura da difendere a ogni costo, con priorità  altissima: se venisse colpita staccherebbe il rifornimento al terminal di Mellitah, che triangola con il gasdotto dell’Eni Greenstream, collegato alla Sicilia.
Il personale posto a guardia potrebbe non bastare in caso di attacco, come è avvenuto a metà  febbraio ai giacimenti di Mesla e di el-Sarir, vicino a Tobruk.
Fortunatamente le attività  Eni sono in prevalenza concentrate nelle regioni occidentali, meno esposte per ora alla furia jihadista.
Precauzioni difensive
La situazione incontrollata suggerisce però precauzioni difensive definibili, appunto, «dissuasive».
D’altronde, che l’opzione militare non sia un tabù lo attestano le parole di Pinotti, per la quale nella risposta alle crisi internazionali «la componente militare deve sapersi combinare» con le vie diplomatiche, economiche e di intelligence.
E anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, pur sottolineando la contrarietà  a interventi esterni, avverte l’«urgenza di raggiungere risultati», per mettere al riparo l’Italia dalle mire terroristiche.
L’elenco dei target di difesa aerea e antisommergibile è ampio, ammettono dalla Difesa, il che spiega il coinvolgimento degli incursori del Comsubin partiti da La Spezia – vera e propria unità  di anti-terrorismo – di marò del San Marco e di elicotteri imbarcati ieri.
Un dispiegamento massiccio da impiegare in caso di necessità .
È in questo scenario che si collocano le ricostruzioni delle ultime ore sulla nave San Giorgio che nel cuore della notte carica forze speciali e mezzi a La Spezia, per poi dirigersi alla base di Augusta da dove assieme al cacciatorpediniere Duilio e alla fregata Bergamini salpati da Taranto punterà  a lambire le acque libiche.

Ilario Lombardo
(da “La Stampa”)

argomento: economia | Commenta »

INTERVISTA ALL’ECONOMISTA GROS: “SPREAD BASSO? FRUTTO DEL LAVORO DI MONTI E LETTA”

Febbraio 27th, 2015 Riccardo Fucile

“RENZI HA CONTRIBUITO BEN POCO”

“Renzi raccoglie i frutti del lavoro ‘sporco’ di Monti e Letta. La ripresa? È ancora lontana. E comunque l’azione del governo ha contribuito poco o pochissimo”.
Daniel Gros, direttore del Centro Studi Ceps di Bruxelles è abituato a parlare chiaro. E anche di fronte alla accoppiata, apparente, di buone notizie piovute oggi sulla nostra economia — lo spread sceso sotto quota 100 punti e i primi segnali di crescita certificati dall’Istat per il primo trimestre – invita alla prudenza.
Lo spread è tornato sotto quota 100, significa che il Paese è giudicato più affidabile dal mercato?
“Di certo non siamo più nel 2011, ma il differenziale così basso non è una specificità  italiana. Il calo dello spread è generalizzato in tutti i Paesi periferici dell’Europa, non solo in Italia. E dipende prevalentemente non dalle performance dei singoli Paesi. Negli ultimi tempi, ad esempio, molto si deve al programma di Quantitative Easing che la Bce lancerà  a marzo”.
Però l’Istat proprio oggi certifica una inversione di tendenza, con il pil in crescita nel primo trimestre. È iniziata finalmente la ripresa?
“Non penso che questa fase di stagnazione sia finita. Quella che è cambiata è la costellazione intorno. Con il deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro, il calo del prezzo del petrolio e i bassi tassi d’interesse. Meglio di così, per l’Italia, era davvero difficile che potesse andare”.
Non crede che abbia contribuito neanche un po’ la cosiddetta “Agenda Renzi”?
“Io penso ancora poco. Anzi, tra poco e pochissimo. Unico elemento concreto fino ad ora è stata la riforma del Lavoro, che però essendo appena stata approvata deve ancora mostrare i propri effetti. Aiuterà  senz’altro a far crescere l’economia, ma nei prossimi anni.
Eppure il governo ha scommesso molto sugli 80 euro. Possibile che non abbia aiutato in qualche modo?
“Secondo quasi tutti gli studi l’intervento sugli 80 euro è stato un buco nell’acqua. Penso invece che Renzi raccolga ora i frutti di quanto seminato da Monti e Letta, che hanno fatto il lavoro sporco e difficile”.
Mercoledì la Commissione ha promosso la nostra legge di stabilità , riconoscendo quella flessibilità  che il governo si era preso in autunno. Ha fatto bene Bruxelles ad adottare questa linea morbida?
“Secondo me l’Italia avrebbe potuto fare di più. Di fatto, quell’aggiustamento che era stato richiesto all’inizio lo ha fatto il tasso di interesse che riduce le spese che il Paese deve sostenere rimborsando il proprio debito. Il problema vero è che non è stata fatta sul serio la Spending Review. Non si può pensare ad alcuna manovra di alleggerimento fiscale senza la revisione della spesa”.

(da “Huffingtonpost“)

argomento: economia | Commenta »

IL FINANZIERE SERRA PUNTA SULL’ETRURIA

Febbraio 27th, 2015 Riccardo Fucile

L’AMICO DI RENZI, TRAMITE IL FONDO ALGEBRIS, VUOLE COMPRARSI I CREDITI DELLA BANCA POPOLARE

Dalle Popolari, al business delle sofferenze bancarie passando per la cosiddetta bad bank.
Laddove c’è un provvedimento approvato o messo in cantiere da Matteo Renzi su questioni che riguardano da vicino il mondo della finanza ecco che spunta il fondatore di Algebris, Davide Serra, a fare business cavalcando la furia rottamatrice del premier. Coincidenze, sicuramente. Che però hanno fatto discutere.
Soprattutto per i movimenti anomali dei titoli delle banche Popolari su cui hanno acceso i riflettori sia la Consob sia la Procura di Roma.
All’inizio di febbraio lo stesso Renzi era stato molto chiaro nel salotto a Porta a Porta: “Se qualcuno, chiunque sia, ha utilizzato informazioni riservate, sono il primo a chiedere le indagini più rigorose e chi ha fatto il furbo deve pagare fino all’ultimo giorno”, aveva detto a Bruno Vespa.
Parole che sono suonate a molti osservatori come una presa di distanza dalle mosse del suo finanziatore di campagne elettorali.
Serra ha precisato che Algebris non ha mai effettuato investimenti nella Popolare dell’Etruria e che l’unica operazione, per altro in perdita, è stata in quel periodo la dismissione di 5,2 milioni di azioni del Banco Popolare.
L’affare potrebbe, però, essere un altro.
Secondo quanto scritto ieri dal quotidiano MF-Milano Finanza, tra i fondi che si sono affacciati per acquisire asset, e nel caso specifico non performing loan (crediti dalla riscossione incerta), della Popolare dell’Etruria commissariata l’11 febbraio, c’è anche Algebris Npl Fund 1.
Ovvero il fondo di Serra riservato a investitori istituzionali lanciato a ottobre 2014 che si era posto come obiettivo di raccolta 400 milioni di euro e ne ha invece raccolti 440. Al business delle sofferenze bancarie è inoltre connesso il progetto di bad bank al vaglio del governo la cui novità  principale sarà  proprio l’introduzione di strumenti atti a facilitare l’escussione della garanzia immobiliare alle famiglie in difficoltà  nel pagare le rate del mutuo.
Il finanziere ha spesso avuto un ottimo fiuto.
Prendiamo Mps, nel cui capitale potrebbe entrare a luglio il Tesoro se non si farà  avanti un nuovo partner finanziario portando in dote la liquidità  necessaria per rimborsare gli interessi sui Monti bond.
Ad aprile 2014 in un’intervista a Radio 24, Serra illustra la sua tesi sull’istituto senese: “Altro che aumento da tre miliardi, per il Monte dei Paschi ne servono almeno il doppio”, dice puntando il dito sui tassi di copertura delle sofferenze e crediti incagliati in vista degli stress test europei che qualche mese dopo avrebbero bocciato proprio Mps e Carige.
Dando pienamente ragione a Serra che su Siena aveva visto giusto considerando anche che il Monte è dovuto tornare a chiedere altri soldi al mercato con il nuovo aumento di capitale da varare entro giugno).
Qualche settimana prima di intervenire in radio il finanziere aveva comunicato alla Consob la sua decisione di vendere allo scoperto l’1 per cento del capitale del Monte “perchè il prezzo attuale non ha senso, è altissimo rispetto ad altre banche”.
Non solo. A fine ottobre dell’anno scorso un articolo del Sole 24 Ore citava Algebris tra gli investitori attivi sulla due diligence (esame preventivo) del pacchetto di 1,2 miliardi di crediti dubbi del Monte dei Paschi.
Non sempre però Serra ha puntato sul cavallo giusto.
In un suo ritratto apparso mercoledì scorso sul Blog di Beppe Grillo si ripercorre la carriera del finanziere, comprese le scommesse sbagliate.
Fra cui quella su Lehman Brothers: “Nel giugno 2008, Serra si spese su giornali e tv a favore del management della banca, e in particolare di Richard Fuld, capo azienda di Lehman, dopo aver investito nella banca svariate decine di milioni di dollari. Di nuovo una tempistica eccellente visto il fallimento di Lehman pochi mesi dopo“, scrive l’anonimo autore del profilo sul blog grillino.
Siamo andati a verificare ed effettivamente nell’estate del 2008 Algebris era diventato azionista di Lehman Brothers.
Il fondo aveva investito nella banca d’investimento americana poco meno di 90 milioni di dollari.
Secondo quanto emerge da un documento depositato presso la Sec (la Consob Usa), nel corso del secondo trimestre del 2008 il fondo britannico guidato da Serra aveva comprato 4,4 milioni di azioni ordinarie pari a circa lo 0,8 per cento del capitale del gruppo guidato dada Fuld, già  in forte difficoltà  a causa della crisi dei mutui subprime.
Il 15 settembre dello stesso anno il colosso americano fa il crac che sconvolgerà  l’economia di tutto il mondo.

Marco Franchi
(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: economia | Commenta »

LIBIA, LE IMPRESE ITALIANE PAGANO IL CONTO: IN FUMO 3 MILIARDI DI EXPORT

Febbraio 18th, 2015 Riccardo Fucile

RESTANO IN FUNZIONE I POZZI PETROLEFERI DELL’ENI… MOLTE AZIENDE COSTRETTE A SOSPENDERE COMMESSE E CANTIERI

«Se questi tre non tornano subito, giuro che vado a prenderli io».
È angosciato Dino Piacentini, 57 anni, presidente dell’azienda di costruzioni fondata dal padre Stefano nel 1949 a Palagano nell’Appennino modenese che oggi fattura per il 70% all’estero.
«Ci sono ancora tre italiani in cantiere che cercano in qualche modo di portare avanti il lavoro. Abbiamo avuto già  tre rapiti l’anno scorso, miracolosamente riportati a casa: gli abitanti di al-Zwara dove stiamo ristrutturando e ampliando il porto, unica speranza per un futuro migliore della città , ci chiedono di restare, ma per noi è troppo, troppo rischioso ».
La commessa era di 40 milioni. I lavori, cominciati a novembre 2013 nel breve momento in cui sembrava ripristinata in Libia una parvenza di sviluppo, dovevano finire nell’ottobre 2015.
«Invece, chissà . Intanto questo guaio e altri problemi minori ci hanno fatto ridurre il fatturato a 90 milioni nel 2014 da 126 del 2013», dice Piacentini che è anche presidente dell’Aniem, l’associazione delle imprese edili manifatturiere aderente a Confimi.
I tre dipendenti di Piacentini non sono gli ultimi italiani che malgrado tutto continuano a lavorare nell’inferno libico.
«Una quarantina di connazionali, per lo più piccoli imprenditori, tiene fede ai suoi impegni nella manutenzione degli oleodotti, nell’impiantistica elettrica, in altri servizi », rivela Gianfranco Damiano, presidente della Camera di commercio italo-libica, il cui ufficio a Tripoli è peraltro tenuto ancora aperto dal segretario libico Nadim Elghalali.
«Sono le retroguardie del centinaio di piccole imprese presenti in Libia, quelle che tutte insieme hanno garantito al nostro Paese quasi 3 miliardi di export nel 2014. Lavorano nella zona sud, lontano dagli scontri, ma se la guerra si allargherà  resteranno bloccati».
La dislocazione territoriale favorisce anche l’Eni, i cui pozzi sono per lo più nell’ovest del Paese e tuttora funzionanti (con personale quasi tutto libico): i giacimenti offshore Bahr Essalam (che attraverso la piattaforma di Sabratha fornisce gas al centro di trattamento di Mellitah e di qui al gasdotto Greenstream per l’Italia) e Bouri (petrolio).
Operativi restano anche i campi nel deserto di Wafa (gas e petrolio) ed Elephant (greggio).
È chiuso solo il campo petrolifero di Abu Attifel in Cirenaica.
Se il gas sembra regolare, l’import italiano di greggio dalla Libia è sceso dai 14 milioni di tonnellate del 2012 agli 8 del 2014 e ai 4 del 2014, anche se l’Eni assicura che il suo livello produttivo è vicino al potenziale.
Quanto al valore, è crollato (anche per il fattore prezzo) dagli 8 miliardi del 2013 a meno di cinque
L’Italia è il primo partner commerciale della Libia: il maggior acquirente delle sue esportazioni e il maggior fornitore per le sue importazioni, «costituite per poco meno della metà  dai prodotti della raffinazione lavorati sulla base dello stesso greggio che loro esportano», precisa Alessandro Terzulli, capo economista della Sace, la società  pubblica di finanziamento e assicurazione dell’export.
«Ma ora tutto questo si sta sfaldando. Gli stessi prodotti raffinati rallentano vistosamente, e per l’industria manifatturiera già  i dati dei primi 11 mesi del 2014 erano pesanti: — 33% per le forniture di meccanica strumentale sullo stesso periodo dell’anno precedente, — 58% per i mezzi di trasporto, — 35% per i metalli. Insomma un calo generalizzato che sembra il preludio alla paralisi totale degli scambi, così come del resto dell’economia libica».
Eppure la transizione post-Gheddafi sembrava inizialmente un punto di lancio verso traguardi da Paese industrializzato.
Imponente era lo sforzo infrastrutturale. Il governo Monti aveva perfino confermato all’inizio del 2012 il controverso accordo firmato a Bengasi da Berlusconi con il colonnello nel 2008, in virtù del quale l’Italia avrebbe finanziato grandi opere per 5 miliardi in vent’anni, purchè realizzate da imprese italiane.
Emblema di questo piano di sviluppo era l’autostrada costiera, 1.700 chilometri dall’Egitto alla Tunisia, il cammino che oggi invece percorrono le milizie dell’Is. Titolare della commessa è tuttora il consorzio guidato da Salini-Impregilo con Condotte, Pizzarotti e la Cmc di Ravenna.
Tutto fermo: alla Salini si limitano a riferire che le aree “cantierabili” del primo lotto da Ras Ejdyer ad Emssad dove sono appena iniziati gli sbancamenti -400 chilometri con 12 ponti, 8 aree di servizio, 6 zone parking, un ordine da 944,5 milioni — sono sorvegliate da guardie libiche.
Ma ovviamente non si sa nulla del futuro. Così come non si sa come finirà  il mega auditorium di Tripoli progettato da Zaha Hadid, 258 milioni di commessa sulla carta, o l’appalto da 57 milioni per l’aeroporto di Al Kufra, altre due gare vinte da Salini. Rimasti incompiuti, come la transizione libica.

Eugenio Occorsio
(da “La Repubblica“)

argomento: economia | Commenta »

IN UN ANNO CON RENZI FALLITE 15.000 IMPRESE, DAL 2008 PERSO UN MILIONE DI OCCUPATI

Febbraio 16th, 2015 Riccardo Fucile

NEL 2014 RECORD DI CHIUSURE AZIENDALE, SONO 82.000 DALL’INIZIO DELLA CRISI…AUMENTO DEL 10,7% RISPETTO AL 2013

Dall’inizio della crisi, nel 2008, oltre 82mila imprese italiane sono fallite.
Di queste, 15mila solo l’anno scorso.
Si tratta del dato peggiore da oltre un decennio e superiore del 10,7% rispetto al 2013. Per di più, sommando le procedure concorsuali non fallimentari e le liquidazione volontarie, il dato sale a 104mila. I numeri arrivano dall’osservatorio del Cerved su fallimenti, procedure concorsuali e chiusure, in base al quale 4.479 aziende, il 7% in più in confronto con l’anno precedente, sono state dichiarate fallite nel solo quarto trimestre 2014.
E’ il massimo osservato in un singolo trimestre dall’inizio della serie storica, nel 2001.
L’unico fronte positivo è quello delle liquidazioni volontarie, in calo per la prima volta da quattro anni: nel 2014 sono 86mila, il 5,3% in meno rispetto alle 91mila del 2013.
A livello geografico, la diminuzione è particolarmente visibile nel Centro-Sud dove le società  liquidate sono scese del 16,1% attestandosi a circa 10mila, mentre al Centro il calo è del 12%.
Per quanto riguarda i posti di lavoro persi, la serie storica dei dati “mostra chiaramente come i costi occupazionali siano stati elevatissimi, fino a raggiungere il picco nel 2013 quando 176mila lavoratori hanno perso il posto”.
Il dato 2014, in questo senso, rappresenta un miglioramento visto che i posti sono calati “solo” di 175mila unità .
Ma solo perchè si è ridotta la dimensione media delle imprese che hanno portato i libri in tribunale.
In ogni caso si tratta di un numero più che doppio rispetto ai 74mila contratti “cancellati” nel 2008.
A livello geografico l’area più colpita l’anno scorso è stata il Nord Ovest, con oltre 59mila impieghi persi (314mila tra 2008 e 2014), di cui 40mila solo in Lombardia (220 mila nei sei anni di crisi).
Dal punto di vista settoriale, le aziende del terziario risultano quelle più coinvolte, con 29mila posti persi nei servizi non finanziari e 27mila nella distribuzione.
In ambito manifatturiero è stato particolarmente colpito il sistema moda, con un’emorragia occupazionale di 9mila posti.

(da “il Fatto Quotidiano“)

argomento: economia | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.099)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (550)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Aprile 2026
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  
    « Mar    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    •  DOPO IL SILURAMENTO DI “BEATROCE” VENEZI, ADESSO TRABALLA ANCHE COLABIANCHI: I LAVORATORI DEL TEATRO HANNO MESSO NEL MIRINO IL SOVRINTENDENTE CHE NON VUOLE RINUNCIARE ALL’INCARICO
    • L’ATTENTATO SUBITO NON HA AIUTATO TRUMP NEI SONDAGGI: IL CONSENSO DEL PRESIDENTE AMERICANO CONTINUA A CALARE: SOLO IL 34% DEGLI AMERICANI APPROVA IL SUO OPERATO. A META’ APRILE IL DATO ERA AL 36%
    • TEMPI SEMPRE PIU’ CUPI PER L’EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI.LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO
    • “NON ABBIAMO MAI AVUTO CONTATTI CON LA SIGNORA NICOLE MINETTI”: DALL’OSPEDALE DI PADOVA NEGANO DI AVER MAI AVUTO IN CURA IL FIGLIO ADOTTIVO DELL’EX IGIENISTA DENTALE
    • AVVISATE SALVINI, CHE IERI E’ ANDATO A TROVARE NATHAN TREVALLION E CATHERINE BIRMINGHAM, GENITORI DELLA FAMIGLIA DEL BOSCO: SECONDO LA PSICOLOGA CHE LI HA INCONTRATI, LA COPPIA È “INADEGUATA”: “HANNO TRATTI DI PERSONALITÀ CHE POTREBBERO INCIDERE SULLE CAPACITÀ GENITORIALI, TUTTI E TRE I LORO FIGLI, SONO IMMATURI”
    • LO SCENARIO HORROR DELL’UFFICIO PARLAMENTARE DI BILANCIO: “LA CRESCITA DEL PIL NEL 2026 SARÀ DELO 0,5%, LE NOSTRE PREVISIONI SUL PIL SONO PIÙ CAUTE DI QUELLE DEL GOVERNO”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA