Aprile 3rd, 2014 Riccardo Fucile
E CASALEGGIO METTE LE MANO AVANTI: “DOSSIERAGGIO NEI MIEI CONFRONTI”
Paranoia,, timori di fughe di notizie e dossier.
Il Movimento 5 stelle comincia la campagna elettorale per le Europee in preda a una sorte di sindrome da accerchiamento, denunciando complotti e temendo ritorsioni.
A sostenerlo sono prima di tutto i due leader, Casaleggio e Grillo che a distanza di poche ore rendono pubbliche le loro preoccupazioni.
Il primo in ordine di tempo è stato il guru pentastellato, che ieri ha affidato al blog dell’amico Grillo il suo sfogo: “In questo periodo – scrive Casaleggio – giustappunto prima delle elezioni, so di dossier in preparazione su di me, sulla mia famiglia e sulla mia società , come già accadde l’anno scorso”.
Aggiungendo la sua intenzione di voler rilasciare interviste mirate per fugare ogni possibile dubbio: “Voglio anticiparli — dice — nelle prossime settimane rilascerò alcune interviste a giornalisti indipendenti (sì, esistono anche se sono una percentuale infinitesimale) e non risponderò a nessuna domanda pubblica tesa a screditarmi. Invito i professionisti del fango a non perdere il loro tempo e di non farlo perdere a me con delle querele. Alla Camera di commercio di Milano sono acquisibili i bilanci pubblici della mia società ”,
Ieri Casaleggio oggi Beppe Grillo: anche il leader M5s usa il blog per denunciare. Questa volta il nodo è, secondo il comico, un tentativo di sabotaggio del suo tour ‘Te la do io l’Europa’: “In alcune località del centro Italia – spiega direttamente Grillo sul blog – hanno appiccicato un adesivo falso sopra i manifesti del tour di Beppe Grillo “Te la do io l’Europa” in cui si dichiara che la data ad Ancona il 5 aprile è stata annullata in sostegno di una fantomatica “mobilitazione anticarceraria”.
Notizia falsa visto che la data – conferma Grillo – non ha subito alcun annullamento: “Nonostante i tentativi di sabotaggio lo spettacolo del 5 aprile ad Ancona al Pala Rossini si farà . Vi aspetto”.
(da “Huffingtonpost“)
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Aprile 3rd, 2014 Riccardo Fucile
“SE PERDIAMO LE EUROPEE VADO A CASA”: BRAVO, MA PRIMA CHIEDI IL PERMESSO ALL’AMBASCIATA AMERICANA
Giura che se non vincerà le Europee si farà da parte, si dice ottimista sul risultato, cerca il voto dei
delusi e delle potenziali schede bianche, punzecchia il ribelle Pizzarotti.
Così Beppe Grillo intervistato da Repubblica dopo la prima tappa del suo tour teatrale a Catania: “Stavolta – dice – bisogna che la gente capisca che dobbiamo fare un culo cosi’ a tutti. Perchè su una cosa non ho dubbi: o vinciamo, o stavolta davvero me ne vado a casa. E non scherzo”.
Grillo dice di avere la ricetta per vincere: “Noi dobbiamo mobilitare anche quella gente che va ai seggi solo per votare bianca o annullare il voto. Lo sapete quanti sono? Pare che siano due milioni! Ma capite che ci sono due milioni di persone che escono di casa non per votare qualcuno, ma per scegliere bianca o nulla?”.
Il leader M5s è ‘ottimista’ sui risultati che i Cinque Stelle otterranno a maggio; “è come l’ultima volta”, afferma riferendosi al successo registrato alle scorse politiche “Naturalmente il tipo di elezione è diversa, ma l’aria è quella”.
“Dobbiamo mandarli via davvero, stavolta. E possiamo farcela. Ma bisogna che la gente capisca che lo facciamo per loro. Che è là – in Europa – che si decide tutto”.
E sulle tensioni con il sindaco di Parma Federico Pizzarotti dice: “è uno che ha bisogno di visibilità “.
“Pizzarotti può dire quello che vuole, non è che la mia parola vale qualcosa. Io esprimo un parere, sono solo una voce”.
Sembra vero…
(da “Huffingtonpost”)
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Aprile 1st, 2014 Riccardo Fucile
DURO AFFONDO DEL SINDACO DI PARMA: “ABBIAMO CANDIDATO GENTE CHE NON ABBIAMO MAI VISTO”… “E’ CADUTO L’ATTIVISMO CHE ERA ALLA BASE DEL MOVIMENTO””
Le modalità di selezione dei candidati alle europee decise da Beppe Grillo e da Gianroberto
Casaleggio hanno fatto storcere il naso a tanti, anche all’interno del Movimento 5 stelle.
Uno su tutti, il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. “Abbiamo candidato gente che noi non abbiamo mai visto. Con la prima selezione dei candidati fatta ieri tramite il blog di Beppe Grillo viene fatto cadere l’attivismo che è una delle basi del movimento”, ha tuonato il primo cittadino.
“È un dato di fatto che in tutti i territori sia candidata gente che noi non abbiamo mai visto” ha spiegato Pizzarotti, a margine di una conferenza stampa a Bologna.
Questo “non è un valore aggiunto o un valore negativo”, ma è un dato di fatto: i candidati “non si sono spesi per il territorio” e non si può sapere “quali competenze possano esprimere rispetto ai temi che si vogliono portare avanti” in vista delle europee.
Posizioni che, dopo le parole dello stesso Pizzarotti lo scorso weekend (“Grillo capo politico? Serve una linea, come la si costruisce è un’altra cosa), hanno fatto breccia anche tra i suoi consiglieri comunali.
“Chiunque può essere iscritto al blog da anni e non aver mai alzato il sedere dal divano in questi anni, potrebbe non aver mai partecipato a nessuna iniziativa e noi lo mandiamo in Europa?”, è sbottato su Facebook Alex Mallozzi.
Il suo collega Marco Bosi gli ha fatto eco dal suo blog personale: “Quando ho avuto accesso al portale per valutare i candidati sono rimasto sbalordito: 33 solo nella provincia di Parma, molti dei quali non hanno mai partecipato alle attività del MU di Parma o di quelli della provincia. È questo il Movimento 5 Stelle che vogliamo?”.
Fabrizio Savani, un altro dei Pizzarotti boys, ha rilanciato le sue parole su Facebook e su Twitter.
Più sfumata ma altrettanto eloquente la posizione di Chiara Gianferrari: “Il mio consiglio per un candidato con preparazione di spessore, e radicale fedeltà ai valori M5S? Peppe Carpentieri”.
Endorsement pesante, visto che proprio Carpetieri è l’autore di un post divenuto molto popolare tra gli attivisti, con il quale critica ‘dall’interno’ il modus operandi di Grillo e Casaleggio, concludendo: “Caro Beppe quando deciderai di rinunciare a certi atteggiamenti e faremo nascere il movimento di cui abbiamo bisogno, fammelo sapere, e andremo tutti insieme, da pari, a mostrare la straordinaria opportunità di una nuova società , più equa, più giusta, più bella, più sostenibile e mostrare come noi nel M5S siamo coerenti con quello che promettiamo”.
Da Roma si associa il deputato Cristian Iannuzzi. Che sferra un attacco frontale alla gestione delle parlamentarie europee: “In queste condizioni, io personalmente non me la sento di partecipare al voto. Sarebbe come giocare alla lotteria, e io mi sono sempre schierato convintamente contro il gioco d’azzardo”.
(da “Huffingtonpost“)
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Marzo 31st, 2014 Riccardo Fucile
“SONO PIU’ I CANDIDATI CHE GLI ATTIVISTI CHE VEDIAMO SUL TERRITORIO”
I numeri sono impressionanti. 750 nel Lazio, 674 in Lombardia, 491 in Sicilia, 332 in Emilia Romagna, 262 in Piemonte.
Circa 4000 “attivisti certificati” ambiscono a un posto in lista con il Movimento 5 stelle in vista delle prossime europee.
“Sono più i candidati che gli attivisti che vediamo sul territorio”, ironizza un parlamentare.
Qualcosa in più di una battuta. La pasionaria Roberta Lombardi lo dice a chiare lettere. “Tranne una quarantina di persone – scrive su Facebook – gli altri non si sono mai visti nè conosciuti”
Un censimento completo è assai complicato, ma dovrebbe aggirarsi intorno ai 4000 il lunghissimo elenco di aspiranti eurodeputati.
Che si sono ritrovati in lista avvisati da una mail a votazioni già aperte.
Niente campagna elettorale, niente pianificazione di qualche idea per l’Europa che potesse essere messa a disposizione del corpo elettorale per un voto consapevole.
Così sono fiorite strane tabelle programmatiche fatte in fretta e furia, e video di autocandidatura nei quali si spiega che “donando un rene a mia sorella ho scoperto quei valori di altruismo e bontà che poi ho ritrovato nel Grillo pensiero”.
Molte le candidature discusse.
Su tutte quella di Matteo Ponzano, storico vj de La cosa. Anche lui si è presentato con un video: “Vado in mezzo alla gente, non ho paura di farlo. Io stesso adesso non ho un mestiere, ma i soldi non sono così importanti, oltre una certa soglia servono solo a comprare i Suv. Vedete? La felpa che ho addosso non è nemmeno di marca, è del mercato”.
Molti forum stellati hanno biasimato Ponzano, tacciato di voler sfruttare il traino della sua popolarità .
Stessa accusa rivolta a Daniele Martinelli, silurato dal gruppo comunicazione della Camera dopo un’incredibile serie di gaffe e ora assiduo ospite dei salotti televisivi. Ponzano corre a Milano, Martinelli in provincia di Bergamo.
In Emilia Romagna si è presentato Dario Pattacini, già candidato sindaco per l’Idv, balzato agli onori della cronaca per la concessione di interviste televisive in cambio di esborsi di denaro, oggi spesso impegnato con Nicola Virzì (alias Nick il Nero, stretto collaboratore di Claudio Messora), nella realizzazione di video per il blog di Grillo.
Nel Lazio spunta il nome di Leonardo Metalli, giornalista Rai, storico supporter del Movimento, autore de “L’urlo della rete”, il primo inno del popolo di Grillo, poi sostituito da Ognuno vale uno.
Curiosa la presenza in lista di Attilio Anitori. Concorrerà per rappresentare le 5 stelle a Strasburgo, mentre a Roma la sorella, Fabiola, senatrice, ha sbattuto la porta e si è andata a sedere tra i banchi del gruppo misto di Palazzo Madama.
Nutrita la lista dei collaboratori parlamentari in cerca di un posto al sole, che deluderanno il deputato Walter Rizzetto, autore di un (profetico?) tweet in mattinata.
Tenteranno di fare il grande salto (tra gli altri) Fabio Massimo Castaldo, ombra di Paola Taverna al Senato, Vincenzo Gulisano, che supporta il lavoro del questore del Senato Laura Bottici, Alessandro Marchi, che collabora con la senatrice Elisa Bulgarelli, il critico Lorenzo Andraghetti, assistente di Paolo Bernini, Ivan Pastore, che coadiuva l’onorevole Sebastiano Barbanti, Emanuele Menicocci, che nel Cv di candidatura candidamente afferma di essere “assistente parlamentare della Cittadina 5 stelle in Senato Elena Fattori”.
Stasera solo in cinque avranno un posto in lista assicurato. Solo i primi per ogni circoscrizione elettorale. I migliori secondi si sfideranno in una sorta di secondo turno. Che vinca il migliore.
Si fa per dire.
(da “Huffingtonpost“)
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Marzo 30th, 2014 Riccardo Fucile
STELLA CADENTE: PER IL TOUR DEL SANTONE ANCORA DISPONIBILI MOLTI BIGLIETTI… A CATANIA SPETTACOLO SPOSTATO A UN TEATRO PIU’ PICCOLO
Mentre il Beppe Grillo «politico» lancia bordate di fuoco contro la presidente della Camera
Laura Boldrini, rea di aver applicato l’ormai celebre «tagliola», prosegue, come comico, ad essere protagonista di spettacoli.
Certo, la formula «dal palcoscenico alle urne» non è nuova, come non è nuovo lo sfruttare in politica una notorietà acquisita altrove.
Ma di certo lo scapigliato genovese sta dando una versione tutta sua di questa formula.
Con alterne fortune: al suo tour per l’Italia, ormai alle porte, non mancano certo gli spettatori, ma, al momento, Beppe Grillo è ben lontano da quel «sold out» sogno di tutti i big dello spettacolo.
Il tour ha un nome antico e celebre: «Te la do io l’Europa» e ricalca il titolo di un programma televisivo condotto dal giovane Beppe Grillo, andato in onda su Raiuno da marzo ad aprile del 1981: «Te la do io l’America», seguito, un paio di anni dopo, da «Te lo do io il Brasile».
Altri tempi, quando Grillo frequentava Enzo Trapani invece di Casaleggio.
Il nuovo «Te la do io l’Europa» è sulla rampa di lancio, con l’esordio fissato per martedì primo aprile a Catania.
E proprio in Sicilia è arrivato il primo inciampo. infatti lo spettacolo, in un primo momento annunciato al Palacatania, una struttura imponente in grado di ospitare cinquemila persone, è stato spostato nel più piccolo Teatro Metropolitan, con una capacità di 1780 posti e dove, ieri sera, erano ancora disponibili diversi biglietti.
Un avviso sui siti di acquisto online avvertiva gli spettatori: «A causa di esigenze tecniche lo spettacolo è stato spostato al Teatro Metropolitan. I biglietti già acquistati in prevendita restano validi e non sono rimborsabili; potranno essere ritirati con la nuova assegnazione direttamente presentandosi al botteghino il giorno dello spettacolo, da un’ora prima dell’inizio».
I prezzi non sono popolarissimi… poltronissima I Settore euro 33, II Settore euro 26, III Settore euro 20. Ma, diciamolo, nemmeno inavvicinabili.
Il tour prosegue a il tre aprile al Palapartenope di Napoli, il cinque al Palarossini di Ancona e via via attraverso Milano, Bologna, Padova, Firenze fino al «gran finale» di Roma, il 14 aprile, al Palalottomatica.
I biglietti, per il momento, non sembrano essere un problema, tranne a Milano, dove, al Linear4ciack, non ci sono posti disponibili, ma si invita a riprovare.
La presentazione del tour parla di un mostro che si aggira per l’Europa…
«Si chiama euro. Chi lo ha frequentato è finito spesso in miseria. Interi Stati sono diventati debitori di una banca, la Bce. Se non paghi, al posto del mafioso, arriva la Troika, che è molto peggio».
E ancora: «L’Europa politica si è trasformata in un incubo finanziario. Le nostre vite, dal mutuo della casa, alla caccia al cormorano, sono decise altrove da funzionari sconosciuti. Un’Europa surreale, comica, insostenibile che nessuno ha mai raccontato».
E che naturalmente racconterà Beppe Grillo, a trenta euro a biglietto.
Ma qualche ammiratore del Beppe nazionale alza le spalle e dichiara che non andrà allo spettacolo: «È un comizio a pagamento».
Antonio Angeli
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Marzo 27th, 2014 Riccardo Fucile
NEL MIRINO LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL CAPOGRUPPO GRILLINO: CHIESTE SPIEGAZIONI SU 8.000 EURO DI “GESTIONE ESTRANEA AL GRUPPO” E SU 4.000 DI TFR
La Corte dei conti della Sicilia indaga sulla campagna elettorale del deputato regionale
Giancarlo Cancelleri.
E’ quanto emerge dal provvedimento con il quale i giudici contabili hanno rilevato delle anomalie nei resoconti del 2013.
In particolare, i magistrati contabili chiedono “chiarimenti in ordine al rimborso di fondi per la campagna elettorale di Rosario Cammarata (mandatario del deputato Cancelleri ndr) per un importo di 8.730 euro in quanto gestione estranea all’attività del gruppo parlamentare, nonchè in ordine all’emissione di un assegno non datato alla Point service per un importo di 136 euro”.
I giudici infine chiedono chiarimenti su oltre 4 mila euro quale accantonamento Tfr per i dipendenti esterni.
“Chiariremo tutto alla Corte dei conti”, ha commentato il deputato M5s all’Ars Giancarlo Cancelleri. “Gli ottomila euro per la campagna elettorale sono soldi raccolti dai cittadini, tutti rendicontati e rendicontabili. Li ha versati il mio mandatario sul mio conto corrente”.
Ma non solo.
La Corte dei Conti chiede al Movimento cinque stelle dei chiarimenti sulla missione dei grillini dello scorso giugno.
Si tratta di un importo complessivo di 6.927 euro. Secondo i giudici contabili “bisogna precisare la motivazione del viaggio in relazione ai compiti svolti, all’interno del gruppo parlamentare, dai singoli partecipanti alla missione”.
Non solo, i giudici ci sono anche delle ‘anomalì sui 2.674 euro spesi dal M5S per l’acquisto di libri e riviste “trattandosi di merce per la quale non è previsto il rilascio dello scontrino fiscale da parte del venditore, occorre allegare copia dei contratti di abbonamento alle testate giornalistiche, ovvero copia dei contratti di somminsitrazione stipulati con i fornitori”.
Per quanto riguarda la somma contestata per un viaggio a Bruxelles di alcuni deputati, Cancelleri parla di un “viaggio fatto per parlare di fondi europei”.
La somma contestata è quasi settemila euro.
(Agenzie)
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Marzo 26th, 2014 Riccardo Fucile
PER LE NORME VIGENTI A STRASBURGO IMPOSSIBILE LA MULTA DI 250.000 EURO
Carta straccia, nessun valore, non applicabile. A leggere le norme che regolano la vita del Parlamento europeo, il codice di comportamento per i venturi eurodeputati a 5 stelle non ha alcuna validità .
Beppe Grillo infatti ha stabilito una serie di stringenti regole che i neo eletti dovranno impegnarsi a rispettare.
Si va da una penale di 250mila euro per coloro che 500 attivisti prima e un voto sul blog poi riterranno “gravemente inadempienti”, al divieto di “associarsi ad altri gruppi politici”, salvo una ipotetica nuova formazione benedetta dall’ex comico e ratificata dalla rete.
Si passa poi per l’obbligo di dimissioni in caso di “sfiducia” e per quello dell’assunzione di due collaboratori parlamentari da una rosa individuata dal leader e da Gianroberto Casaleggio.
Un elenco che cozza vistosamente con le regole che disciplinano la vita dei parlamentari europei, approvato nel lontano 28 settembre del 2005 e in vigore dall’inizio dell’attuale legislatura, apertasi nel 2009.
L’articolo 2 di quello che tecnicamente è lo “Statuto dei deputati del Parlamento europeo” recita: “I deputati sono liberi e indipendenti. Qualsiasi accordo sulle dimissioni dal mandato prima della scadenza o al termine della legislatura è nullo”. Punto. Nessuna clausola che potrebbe aprire a interpretazioni di sorta, nessun cavillo al quale appellarsi.
Il “contratto privato” stipulato tra Grillo e i suoi candidati diventerà inapplicabile nel momento stesso della loro elezione.
Il leader stellato parla di clausole specifiche da sottoscrivere: “Ciascun candidato del MoVimento 5 Stelle al Parlamento europeo – si legge – prima delle votazioni per le liste elettorali, dovrà sottoscrivere formalmente l’impegno al rispetto del presente codice di comportamento, con assunzione di specifico impegno a dimettersi da deputato sia in caso di condanna penale sia nell’ipotesi in cui venisse ritenuto gravemente inadempiente al rispetto del codice di comportamento e, in difetto, a versare l’importo di € 250.000 al Comitato Promotore Elezioni Europee MoVimento 5 Stelle che lo devolverà ad ente benefico”.
Uno “specifico impegno” che – se non bastasse il secondo articolo dello statuto – cozza fragorosamente anche con il terzo.
Che, oltre a specificare che il voto degli eurodeputati è “individuale e personale”, stabilisce a chiare lettere che “non possono essere vincolati da istruzioni nè ricevere mandato imperativo. Qualsiasi accordo sulle modalità di esercizio del mandato è nullo”.
“Quella economica è una clausola fideiussoria che non è assolutamente applicabile a norme vigenti – spiega Gianni Pittella, che a Strasburgo ricopre la carica di vicepresidente – Affinchè i vincoli che Grillo farà firmare diventino operativi, i suoi eletti dovranno modificare l’attuale statuto, ma ad oggi su di esso c’è una larghissima condivisione”.
Insomma: per riscuotere la tassa non basterà una firma su una carta privata tra il leader e i suoi candidati.
Pittella sottolinea anche che “le nostre regole prescrivono una totale libertà di vincoli di mandato”, tali per cui “il leader del M5s può chiedere il rispetto di determinati impegni, ma non può pretendere alcunchè qualora uno dei suoi si comporti in maniera difforme dai precetti da lui indicati”.
C’è di più. Perchè anche nello specifico dello staff dei parlamentari, lo statuto di Strasburgo impedisce l’imposizione da parte della diarchia genoan-milanese di due collaboratori a testa sul fronte comunicazione (pagati dalle istituzioni europee, ovviamente).
Basta scorrere fino all’articolo 21 per leggere che “i deputati hanno diritto ad essere assistiti da collaboratori personali da loro liberamente scelti”.
Il Movimento si difende dicendo che non si tratta di imposizioni, ma di libere scelte personali di adesione a un codice interno. Tutto vero. Peccato che quel codice sia considerato “fuorilegge” proprio dal Parlamento europeo.
“Non mi risultano casi di partiti o movimenti con un codice in così palese votazione dello statuto, ma non posso escluderlo, non ho i precedenti sotto mano – chiosa Pittella – Certo è che, qualora venisse imposto, Strasburgo opererà per garantire il rispetto delle proprie regole. E chiunque le violasse verrà sanzionato”.
(da “Huffingtonpost“)
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Marzo 26th, 2014 Riccardo Fucile
GRILLO: “LA TV E’ MORTA, MAI IN TV”, MA UNO STUDIO RIVELA CHE I GRILLINI IN RAI SONO PIU’ PRESENTI DI PD E FORZA ITALIA
C’era un volta la tv brutta e cattiva, terreno di gioco e di potere dei partiti tradizionali. Era il
tempo dei talk show da evitare come la peste, dei media tradizionali da demonizzare, dei comizi da tenere in piazza e trasmettere magari sul blog.
Era il tempo in cui era in voga un adagio: «I grillini non vanno in tv, sono in tv», in quanto dettano l’agenda, fanno in modo che di loro si parli sempre e comunque.
Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti.
La resistenza a oltranza nei confronti dei salotti televisivi, con tanto di furia di Beppe Grillo contro i ribelli – «il talk show uccide, digli di smettere», diceva prendendo spunto dal caso di Federica Salsi – si è gradualmente ammorbidita, fino alla fine dell’embargo, sia pure spesso con forme di distinzione come l’utilizzo dello studio «esterno».
I parlamentari di M5S hanno iniziato a sperimentare le telecamere, a comparire a Porta a Porta a partire dall’intervista «chiusa» di Vito Crimi nell’aprile 2013, per poi diventare attori protagonisti di Servizio Pubblico, In mezz’ora, Virus o Otto e Mezzo, solo per citarne alcuni.
Lo stesso fondatore negli ultimi giorni si è concesso due interviste, una su carta stampata su Repubblica, la seconda in tv, a Bersaglio mobile con Enrico Mentana.
I tempi, insomma, cambiano.
E complice la vicinanza con le Europee si riaprono i canali di comunicazione più tradizionali.
Una correzione di rotta fotografata in maniera chiara dalla rilevazione mensile del Centro di ascolto dell’Informazione radiotelevisiva, letta su Radio Radicale dal direttore Gianni Betto.
Il monitoraggio relativo al periodo 22 febbraio-22 marzo sull’informazione del servizio pubblico radiotelevisivo svela un dato a sorpresa.
I grillini, in forma diretta o indiretta, sono adesso i nuovi prezzemolini del tubo catodico: conquistano, infatti, la palma dei più presenti nei tg Rai e sono vicinissimi al Pd nella classifica delle presenze nei talk show
I dati parlano chiaro.
La visibilità di M5S nei telegiornali Rai è al 22,3%, a fronte del 16,9 del Pd, del 14,2 dei membri del governo, ministri e sottosegretari, del 14,1 di Forza Italia, del 7,3 del solo Renzi, del 4,7 di Ncd, del 2,9 del presidente della Camera, del 2,8 Fratelli d’Italia e del 2,6 della Lega.
La presenza del Movimento 5 Stelle nei Tg Rai varia non di molto da testata a testa: sul Tg1 è al 22,7%, sul Tg2 al 21, sul Tg3 al 22,6%.
Un risultato e un primato che colpisce e assume il sapore del paradosso se si pensa che soltanto due mesi fa, sul blog di Grillo compariva un post dal titolo: «Telegiornali Rai al servizio dei partiti»
Se dai tg si passa ad analizzare il dato relativo alle trasmissioni Rai il dato cambia di poco.
In testa a questa classifica c’è il Pd al 24,2%. Il Movimento 5 Stelle tallona, però, gli esponenti di Via del Nazareno a breve distanza, con un ottimo 22%
In terza posizione c’è Forza Italia al 15,5. Poi a seguire i membri del governo al 9%, il presidente del Consiglio al 6% e Ncd al 4,4.
Come dire che il bavaglio a lungo denunciato dal movimento pentastellato sembra ormai essere stato definitivamente sostituito da un microfono.
E chissà che di questo passo Grillo non finisca per ritrovarsi seduto nel salotto del suo nemico giurato Fabio Fazio.
Una comparsata che potrebbe perlomeno rompere la monotonia degli inviti a senso unico, visto che a Che tempo che fa nelle ultime tre settimane sono stati ospiti in sequenza Matteo Renzi, Pier Luigi Bersani e Walter Veltroni.
Una vera e propria trasformazione dello show di prima serata di Rai Tre in una succursale di YouDem Tv.
Fabrizio De Feo
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Marzo 23rd, 2014 Riccardo Fucile
BLOG, MOVIMENTO E CASALEGGIO: UN AFFARE PER CHI?
Nell’intervista concessa a Mentana, Grillo afferma che “Casaleggio è il braccio destro fondamentale per un’avventura che comincia ad avere i suoi costi: il ruolo di Casaleggio nel M5S? Senza di lui non c’era il Movimento, è un organizzatore straordinario”.
Si occupa, tra le altre cose, “della gestione della comunicazione”.
Su presunti guadagni della Casaleggio associati rispetto al blog di Grillo e al M5S, “l’anno scorso — chiarisce il leader M5S – Casaleggio è andato in rosso, mentre il mio 740 è a zero perchè da 3,5 anni non faccio spettacoli”.
Il tour di Grillo partirà a breve e “ora voglio vedere se la gente è disposta a pagare il mio biglietto”.
Quanto al blog, “io la pubblicità non l’ho mai voluta”, assicura, spiegando però che gestire un server con un tale numero di accessi è oneroso, dunque il blog “a un certo punto era sotto”.
Il blog di Grillo è di Grillo, gestito da una società per l’alto numero accessi — puntualizza poi — i post li scriviamo in due, io e Casaleggio. Adesso non posso reggere un movimento da solo, senza soldi”, aggiunge poi. “Ma niente soldi pubblici”, ribadisce.
QUELLO CHE MENTANA NON HA CHIESTO E CHE NON SI CAPISCE
Non si capisce perchè Grillo/Casaleggio ancora non abbiano pubblicato
1 – Una fattura del noleggio server
2 – I bonifici provenienti Google e Amazon. (Dei suoi bilanci non sappiamo che farci, vogliamo vedere le fatture e i bonifici originali.)
Non si capisce come faccia Casaleggio da un punto di vista logico, amministrativo e fiscale a coprire le perdite di un sito non di sua proprietà .
Non si capisce come faccia Casaleggio a vendere attraverso il sito di Grillo i libri pubblicati dalla sua casa editrice, a pubblicizzare i suoi siti e le sue attività senza un contratto, senza dare qualcosa in cambio ad una persona come Grillo patologicamente tirchia.
Non si capisce perchè tale Emanuele Bottaro sia ancora il formale intestatario del sito di Grillo, un sito non suo che realizza 600mila contatti al giorno.
Non si capisce come sia possibile che il sito sia di Grillo, risulti intestato a Bottaro ma sul sito ci sia la partita iva di Casaleggio.
Non si capisce come faccia Grillo a dichiarare “ho un reddito zero” visto che come minimo è proprietario di diversi immobili che risultavano affittati.
Soprattutto non si capisce perchè se con il sito ci rimettono, invece di veicolare le loro notizie attraverso Facebook e altri siti gratuiti, facciano di tutto per dirottare la gente sul loro sito appesantendo il consumo di banda e i costi.
Potremmo continuare.
Sono tante le cose che non si capiscono.
BALLE SPAZIALI
Intervista a Mentana – Grillo: “Il sito è in perdita. Le spese le copre Casaleggio. Il server costa 250.000 euro l’anno. Abbiamo 600.000 ingressi al giorno.”
Qualcosa non torna.
Qual’è il server che costa 250.000 euro l’anno?
Casaleggio ci può mostrare le fatture?
600.000 “ingressi” al giorno sono 18 milioni al mese. Con un tale numero di utenti, usando il parametro di Casaleggio (“un blog con 100.000 visitatori guadagna 75mila dollari”) significa che un blog con 18 milioni di utenti guadagna 9.786.933 euro al mese di sola pubblicità .
Per rimetterci con un sito che realizza quei contatti mensili ti devi impegnare molto.
O Casaleggio è un incapace totale e non quel genio del web che dice di essere o qualcosa non torna.
Quello che costa non è il server ma il traffico sulla rete del server ma se hai molto traffico significa che hai molti utenti, se hai molti visitatori cresce in proporzione il fatturato.
Tutto è proporzionato. I data center che forniscono i server fanno i loro prezzi in base alle leggi di mercato e al fatturato ipotetico che realizzerà l’utilizzatore del server.
Se così non fosse nessuno si potrebbe permettere di noleggiare un server, lavorerebbero tutti in perdita e i data center fallirebbero.
Per dirla alla Casaleggio: chi ha incassato i 9.786.933 euro che , secondo il guru, dovrebbe rendere al mese il blog che gestisce per conto di Grillo?
Domande che Mentana si è ben guardato dal fare nell’intervista “gentilmente concessa” da Grillo…
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