Giugno 4th, 2013 Riccardo Fucile
ECCO LA LETTERA CON CUI LA GIORNALISTA MOTIVA LA QUERELA… “E’ COME I VECCHI POLITICI CHE DICE DI COMBATTERE, VUOLE UNA STAMPA ASSERVITA”
“Beppe Grillo continua la sua personalissima campagna di demonizzazione dei giornalisti
confondendo e sovrapponendo — non so quanto non volutamente — informazioni che non stanno insieme tra loro.
Per quanto riguarda il mio caso personale ha sostenuto cose non vere: che io sia stata contemporaneamente direttore del Tg3 e collaboratrice dell’Eni.
Sono stata direttore del Tg3 dal 1996 al 1998 mentre la mia collaborazione con l’Eni è cominciata nel 2008 e finita nel maggio del 2012.
Se non mi crede prenda pure le mie dichiarazioni dei redditi e verifichi.
Quanto alla mia collaborazione con l’Eni, è vero sono colpevole: colpevole di aver partecipato alla stesura di un testo teatrale per il Piccolo di Milano andato in scena nell’anniversario della morte di Enrico Mattei.
Il mio coinvolgimento nel testo riguardava l’anlisi della cèlèbre polemica Montanelli=Mattei avvenuta sulle pagine del Corriere della sera.
Sono poi anche colpevole di aver coordinato il comitato scientifico di Oil, una “rivista clandestina sovversiva” su politica estera e petrolio, in collaborazione con due società carbonare, rivoluzionare e sconosciute come Foreign Policy e The Washington Post. La mia attività è stata ufficiale, e dichiarata alle tasse.
In quel periodo non avevo nessun incarico dirigente in nessun altro media.
Se questo significa che sono “pagata dall’Eni” — pratica di corruzione e come tale infamante — Grillo dovra’ dimostrarlo con molto più di queste insinuazioni.
E dovrà dimostrarlo davanti a un giudice.
La triste verità è che l’unica libertà che Grillo sta dimostrando di poter rivendicare a pieno titolo è quella all’insulto e alla diffamazione.
E, che gli piaccia o no, somiglia sempre di più a quei “vecchi politici” che dice di combattere, quelli a cui non piacciono i giornalisti che dicono quello che pensano.”
Lucia Annunziata
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Giugno 3rd, 2013 Riccardo Fucile
“IL CERCHIO MAGICO RINVIA LE RIUNIONI PERCHE’ ANDREBBE SOTTO”… “I CINQUESTELLE SONO DESTINATI ALL’IMPLOSIONE”
Senatore Mastrangeli ha visto: adesso fanno quello per cui lei è stato cacciato dal M5s,
vanno in tv.
«Non fatevi ingannare, Grillo in tv manderà il suo cerchio magico, gli yes men, quelli che non mettono in dubbio nulla. E per comunicare non la realtà ma quello che serve».
Fico ha spiegato a Lucia Annunciata che la differenza è che lei aveva disobbedito alle decisioni della maggioranza...
«E dove siamo, nel Terzo Reich? O forse Fico crede d’essere Himmler? Io ho sempre detto che era importante comunicare fuori quello che facevamo dentro. Adesso se ne sono accorti anche loro. Ma è troppo tardi».
Troppo tardi per cosa?
«La delegazione di 163 parlamentari Cinque stelle è destinata all’implosione. Per tre, quattro motivi che adesso vi spiego».
Chiariamo prima una cosa, lei è dentro o fuori il Movimento?
«Io sono un portavoce Cinque stelle adesso formalmente iscritto al Misto ma siedo ancora nei banchi del mio gruppo. E parlo con tutti, li ascolto, so cosa si muove. Ricordo poi che solo 62 parlamentari su 163 hanno votato la mia espulsione, e la matematica mi dice che non è la maggioranza. Quando hanno passato la parola al web, hanno votato solo il 40% dei cinquantamila aventi diritto. Ancora una volta, non è la maggioranza. Poi, sia chiaro: io ho contribuito a costruire il Movimento e da casa mia non me ne vado. Altri eletti che in questi giorni stanno trovando il coraggio di parlare, dicono questa cosa: non se ne vanno anche se la pensano in maniera diversa da Grillo».
Si parla di 30-40 frondisti, scissionisti, eletti che guardano con favore all’ipotesi di un intergruppo con cui votare insieme ad altre forze politiche su alcuni temi. Concorda con questi numeri?
«Ma sono molti di più. Adesso posso rivelare un retroscena che vi piacerà molto: prima del famoso confronto con Bersani, quello andato in streaming, erano almeno 60-70 i parlamentari che erano d’accordo per dialogare con la parte sana del Pd. Sono certo che sono aumentati. Giovedì è stato rinviata la riunione comune di deputati e senatori perchè il cerchio magico ha capito che sarebbe stato la minoranza e che quella riunione sarebbe finita male. Ecco perchè l’hanno cancellata».
Quindi c’è una bella fetta di voi disposta ad allearsi?
«Di chiacchiere a volte si può morire. Se otto milioni di italiani ti votano e raggiungi il 25 per cento, è chiaro che gli elettori vogliono mandarti a governare. Lo dicono i numeri. Grillo e Casaleggio hanno detto di no a questa assunzione di responsabilità . Guardate che è frustrante stare lì a presentare disegni di legge e sapere che tanto non cambieranno nulla quando invece abbiamo avuto l’occasione unica di cambiare veramente. Certo, non da soli. Ma chi se ne frega….».
Altri espulsi come lei, Tavolazzi in Romagna, Venturino in Sicilia, stanno creando movimenti. Sarà questa l’evoluzione dei Cinque stelle?
«Non credo. Io, come altri, lavoriamo per un M5S che dialoga e si allea con altre forze politiche per cambiare le cose».
Prefigura una specie di golpe interno?
«Accadrà , è nelle cose. Per almeno quattro motivi: la batosta elettorale; la necessità di essere pragmatici e far vedere fuori che facciamo qualcosa di concreto; l’impossibilità di esprimere il proprio pensiero; nessuno, pochi, restituiranno i soldi. Non a caso Grillo ha detto l’altro giorno che verrà a prenderli per cacciarli uno per uno»
Che dice? Non restituite metà dello stipendio?
«Lei ha avuto la prova che questo è accaduto? No, perchè non è accaduto. Le aggiungo che alcuni senatori hanno già speso gli stipendi, qualcuno li ha impegnati per i prossimi anni».
Che ne pensa della violenza verbale di Grillo? Contro voi, i giornalisti, Rodotà , la Gabanelli
«Questo è un brutto vizio di Beppe, i post con le black list che scatenano e armano i linciaggi della Rete e poi delle persone. Lo ha fatto anche con me dopo il voto al presidente Grasso. Sono un ex poliziotto e chiesi l’aiuto della Digos».
Claudia Fusani
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Giugno 3rd, 2013 Riccardo Fucile
LA GIORNALISTA CANDIDATA ALLE QUIRINARIE E’ FINITA NEL MIRINO DOPO AVER CHIESTO I CONTI DEL BLOG DI GRILLO E CHI NE INCASSA GLI UTILI
«Sono abituata a ricevere insulti. Sono estranea a questo rumore di fondo. E continuo a fare
la giornalista».
Le saette dei grillini non sembrano minimamente sfiorare Milena Gabanelli.
Eppure Beppe Grillo l’ha messa nel mirino. Da settimane.
L’ultima volta dal palco siciliano di Mascalucia, piccolo centro alle porte di Catania.
Il leader del Movimento cinque stelle ha demolito le due figure esaltate ai tempi delle Quirinarie: «Gabanelli e Rodotà si sono rivoltati contro!».
Li ha rinnegati, in piazza, tra gli applausi.
L’anima di Report si gode una domenica di riposo dopo le fatiche televisive.
La linea va e viene, ma il concetto resta immutabile: «Grillo dica quello che ritiene nei suoi comizi. Ognuno è libero di dire ciò che vuole, non mi presto a polemiche che giudico inutili».
La giornalista considera il pressing dei politici fisiologica conseguenza di chi fa il proprio mestiere: «Si scatenano reazioni, è normale».
Così normale, assicura, che il cronista non deve cadere nel botta e risposta: «Il commento alla reazione del politico non è compito mio».
Però il leader dei Cinquestelle picchia duro.
«E io non ho commenti da fare. Non è la prima volta che mi accade. I politici se la prendono spesso con i giornalisti».
Grillo insiste, vi indica da un palco. Fa i nomi.
«I politici parlano davanti alle platee. Grillo dica quello che ritiene nei suoi comizi, faccia quel che vuole».
E un giornalista come si regola? Dopo averla candidata al Quirinale, Grillo continua ad attaccarla.
«Come ho già avuto modo di dire, ognuno fa il proprio mestiere. Io faccio quello di giornalista. E continuo a farlo».
Nonostante gli insulti della politica? Ormai accade sempre più spesso.
«Sono abituata a ricevere insulti. Uno fa il proprio mestiere. Se si scatenano reazioni, va bene: è ovvio che succeda. Ma il commento della reazione non è compito mio».
Si sente minacciata?
«Non mi sento minacciata».
E va avanti.
«Si, certo».
Ha avuto modo di sentire Grillo, ultimamente?
«No».
È assolutamente serafica.
«Ma per carità … sono estranea a questo rumore di fondo. Non mi tocca. Faccio il mio lavoro. E i comizi sono fatti così».
Tommaso Ciriaco
(da “La Repubblica“)
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Giugno 2nd, 2013 Riccardo Fucile
ALLUCINANTE PROGETTO DI LEGGE CHE CONDONA LE COSTRUZIONI ABUSIVE PURCHE’ SIA STATO FATTO QUALCHE TAPPULLO CHE LE GARANTISCA DAL DISSESTO IDROGEOLOGICO…COME SE LA LEGALITA’ FOSSE UN OPTIONAL
Potrebbe chiamarsi non-condono.
Il M5S ha presentato il testo di un disegno di legge su “Riabilitazione degli edifici realizzati entro il 30 Settembre 2004 con sospensione dei procedimenti amministrativi e giurisdizionali anche nelle aree soggette a vincolo paesistico”.
Tradotto: condono edilizio.
Il testo è stato illustrato a Ischia nel corso del forum “rivalutazione del patrimonio immobiliare esistente e la risposta 5 stelle all’abusivismo edilizio”.
Da parte loro i grillini non lo chiamano condono edilizio e si affrettano a dichiarare che sono sempre stati contro quel provvedimento.
Spiegano i grillini, infatti, che le sanzioni per i lavori effettuati saranno revocate solo a condizione “che sia stata accertata l’esecuzione di opere di prevenzione del rischio sismico, idrogeologico e messa in sicurezza”.
Una legge che se approvata, concludono i grillini, potrebbe contrastare la crisi economica e tutelare i livelli di occupazione “attraverso il rilancio dell’attività edilizia legale mediante un modello di sviluppo ecosostenibile per utilizzare al meglio le risorse naturali e paesaggistiche e per salvaguardare l’ecosistema”.
Una proposta che ha lasciato allibiti i militanti sul web: in pratica si può costruire abusivamente purchè, nell’ambito delle opere, si provveda a eseguire anche qualche tappullo che prevenga il rischio idrogeologico e sismico.
Un atto illecito viene quindi condonato se l’interessato ha edificato una struttura non autorizzata e che magari deturpa l’ambiente purchè sia solida e non crolli per frane.
Ciò al fine “di rilanciare l’attività edilizia”, come se la legalità fosse un optional e chi costruisce seguendo invece le norme vigenti fosse un imbecille.
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Giugno 2nd, 2013 Riccardo Fucile
CENTINAIA DI MESSAGGI CONTRO IL LEADER DEL M5S: “UNA BATTUTA VA BENE, DIECI FANNO MALE”… IL M5S CROLLA A FROSINONE DAL 24,6% AL 5,2%
«Gli esperimenti potete farli lì: la differenziata e i pannelli solari. Potete cambiare
veramente un senso di civiltà ». Beppe Grillo, stavolta, «scivola» sul web.
Fa battute ironiche sulla Ciociaria in un ristorante da Figline Valdarno (Firenze) e scatena una vera e propria «rivolta» in Ciociaria.
IL VIDEO DI RISPOSTA
Centinaia i messaggi su Facebook, dopo un editoriale al vetriolo di Alessio Porcu, direttore di Teleuniverso (emittente che trasmette dalla provincia di Frosinone, la prima per ascolti nel Lazio a febbraio e marzo).
Il video della risposta a Grillo è stato postato da un telespettatore e in appena 48 ore ha scatenato l’ira dei ciociari nella «Rete», con oltre mille condivisioni e centinaia di messaggi, quasi tutti contro il leader del M5S.
IL CASO
Tutto è cominciato quando il M5S di Figline Valdarno ha postato un video da 1’03 che in Ciociaria è stato «scoperto»solo in questi giorni.
Grillo è seduto ad un tavolo di ristorante, a tarda ora, con le guance rossicce.
«Cari elettori di Ferretino (storpiando il nome del comune di Ferentino), Atina e…», attacca Grillo.
Le persone che sono dietro la telecamera già ridono a crepapelle e una voce di donna ironizza «e… soreta», mentre è Torrice il terzo Comune dove i 5Stelle corrono per le elezioni amministrative.
Grillo continua così tra «Siete in provincia di Frosinone, città che ho sempre nel cuore. Quando i miei figli mi dicono dove vai, voglio andare a Frosinone».
E ancora, tra un dilagare di risate. «Sentite gente che ride ma è una cosa seria», prosegue il comico. Che poi spiega «gli esperimenti li potete fare lì», «il virus parte da lì». E aggiunge: «Se comincia da lì in provincia di Frosinone, capite che il Movimento si allarga anche in Mongolia. Vi abbraccio e spero di venirvi a trovare fisicamente. Adesso sono nel ciberspazio».
REAZIONI
Tantissime le reazioni.
Il senatore ciociaro Marino Mastrangeli, 42 anni, di Cassino, espulso dal M5S dopo alcune apparizioni in tv e ora al Gruppo Misto, non risparmia critiche.
«Lo scherzo — dice – è bello se dura poco… Beppe era ripreso e lo sapeva, ha scherzato troppo. Così non va bene. È stato inopportuno, ha davvero esagerato. Una battuta va bene, dieci in successione fanno male».
Secondo Mastrangeli comunque «i problemi della Ciociaria sono altri e quanto accaduto, alla fine, è irrilevante. C’e’ l’emergenza lavoro che si sta aggravando sempre di più e quella ambientale da affrontare subito e con la massima decisione». Per Mastrangeli «quanto detto da Grillo nel video è irrilevante anche rispetto alla scelta politica di andare a fare una delle quattro opposizioni al Governo Letta. Abbiamo avuto la possibilità di essere determinanti e il M5S doveva andare a governare il Paese. E’ stato — conclude – un errore gravissimo».
Dice il direttore del Tg di Teleuniverso, Alessio Porcu: «Ciò che è inaccettabile — afferma – è la superficialità dimostrata da Grillo nel rivolgersi ad un territorio dove la crisi industriale in poco tempo ha fatto sì che tremila persone, nella sola città di Frosinone, ogni giorno riescano a mangiare soltanto grazie alla Caritas: ci ha suggerito di fare la raccolta differenziata e mettere i pannelli solari, ignorando che l’impianto per i rifiuti, che ora vuole realizzare a Parma, noi invece lo abbiamo già da 15 anni. Un leader che rappresenta il 25% degli italiani — conclude Porcu – non può permettersi queste approssimazioni».
BOOM E FLOP
Il M5S in provincia di Frosinone, alle scorse politiche, ha ottenuto il 24,65% dei consensi eleggendo un deputato, Luca Frusone, 28 anni, studente universitario residente ad Alatri, e il senatore Marino Mastrangeli.
Alle Comunali di fine maggio il Movimento di Grillo è invece andato malissimo proprio Ferentino, dove il candidato grillino, Corrado Caiti, ha raccolto appena il 5,25%.
Ma anche negli altri due centri della Ciociaria – Atina e Torrice – dove i grillini hanno schierato un proprio candidato a sindaco, il risultato è stato assai deludente.
A Torrice il crollo è stato verticale passando dal 23% delle Politiche al 4,8, mentre ad Atina dal 23% è sceso all’ 8,6% delle Comunali.
Antonio Mariozzi
(da “il Corriere della Sera“)
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Giugno 2nd, 2013 Riccardo Fucile
LO SMENTISCE IL BLOG DI GRILLO: ECCO IL TESTO DEL PROVVEDIMENTO… VOLETE UN CANDIDATO CHE MENTE COME PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI?
Roberto Fico ha imparato bene dal corso di Grillo-Casaleggio, mente (sapendo di mentire)
con naturalezza (mentre l’Annunziata non lo sbugiarda).
Nega che il senatore del M5S (Mastrangeli) sia stato espulso perchè andava in Televisione…
A smentire Fico c’è lo stesso blog di Grillo, uncio organo ufficiale del M5S, dove si legge:
“Tutti i parlamentari del MoVimento 5 Stelle hanno sottoscritto pubblicamente prima delle elezioni il “Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento”.
La sua sottoscrizione era necessaria per candidarsi, un impegno preso senza costrizione verso il M5S e gli elettori.
In caso di sue violazioni il gruppo parlamentare può avviare la procedura di:
Espulsione dal gruppo parlamentare del M5S:
I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza.
L’espulsione dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch’essa a maggioranza..
Il senatore Marino Mastrangeli ha violato numerose volte la regola “Evitare la partecipazione ai talk show televisivi” senza sentire alcun coordinarmento con i gruppi parlamentari e danneggiando così l’immagine del M5S con valutazioni del tutto personali.
Per questo i gruppi parlamentari riuniti del Movimento 5 Stelle Camera e Senato hanno deliberato a maggioranza, ai sensi del Codice di Comportamento di proporre l’espulsione dal gruppo parlamentare del Senato di Marino Mastrangeli per palese violazione delle norme di comportamento sottoscritte dallo stesso prima della sua candidatura.
In particolare Marino Mastrangeli ha ripetutamente partecipato a numerosi talk show, benchè l’intero gruppo lo avesse più volte invitato a desistere, anche in contemporanea allo svolgimento dei lavori del gruppo.
L’espulsione di Mastrangeli va ora ratificata dagli iscritti al portale al 31 dicembre 2013 con documento digitalizzato.
Gli utenti abilitati possono votare qui durante la giornata di oggi 30 aprile 2013 dalle 11 alle 17.”
Ora, uno che mente con tanta naturalezza, può essere il Presidente della Commissione di Vigilanza sulla RAI?
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Giugno 2nd, 2013 Riccardo Fucile
I MAESTRINI DALLA PENNA AZZURRA (PRESTATA DA SILVIO) CASALEGGIO E GRILLO MOSTRANO A “POCHI ELETTI” SPEZZONI DI INTERVISTE INDICANDO GLI ERRORI
Arrivano alla spicciolata, a piedi, dalla metro fino agli uffici della Casaleggio associati, nel cuore di Milano, a pochi metri dal Teatro alla Scala.
Il plotoncino di parlamentari Cinque Stelle – con il capogruppo Vito Crimi in avanscoperta, davanti agli altri di una manciata di minuti – si presenta con trolley e giacche.
Un mix di deputati e senatori, tutti indicati come fedelissimi: Roberto Fico, Laura Castelli, Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Paola Taverna, Giovanni Endrizzi, Laura Bottici, Paola Carinelli.
Ad attenderli, oltre alla stampa, negli uffici due «tutor» d’eccezione: Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo.
L’incontro – durato circa due ore e trenta minuti – è stato fissato per mettere a punto nuove strategie.
COMUNICAZIONE
«È stata una proficua chiacchierata», spiega Di Battista. «Siamo in Parlamento da soli tre mesi, è evidente che dobbiamo migliorare dal punto di vista della comunicazione». «Abbiamo contro il sistema mediatico», continua il deputato, «e vogliamo fare in modo che si parli meno di stupidaggini e di più delle nostre scelte parlamentari».
Il corso era stato oggetto giovedì in assemblea plenaria di alcune critiche per le modalità scelte (secondo alcuni parlamentari il progetto non era stato preventivamente comunicato e non era stato stabilito un criterio per la scelta dei primi partecipanti). «Abbiamo sentito Grillo e ci ha tenuto a sottolineare che si tratta di un parere tecnico», ammette un eletto.
«Probabilmente hanno deciso di partire da persone che, per via di diverse esperienze, sono un filo più avanti a livello comunicativo», analizza Di Battista.
LEZIONE
Venerdì però per i Cinque Stelle è stata una lezione alla Paperissima.
Casaleggio e Grillo – come anticipato nei giorni scorsi – hanno messo al centro dell’attenzione il sistema radiotelevisivo, facendo rivedere a deputati e senatori anche spezzoni di interviste, rimarcando gli errori commessi e dispensando suggerimenti su come evitarli.
Qualcuno ha ipotizzato che il gruppo presente venerdì fosse il gruppo scelto per comparire sul piccolo schermo, ma l’idea è stata respinta da Crimi.
«No», ha detto il capogruppo uscente rispondendo a una precisa domanda. E aggiunge sulla probabile svolta televisiva: «Il talk show è un pollaio solitamente», mentre ci sono aperture per incontri «dove c’è il contradditorio, magari due persone dove c’è un confronto e non ci sono 15 persone» che parlano.
CAMBIAMENTO
Per i Cinque Stelle, però, non si profila solo un cambiamento «televisivo»: è allo studio anche l’idea di una piccola rivoluzione «social».
Oltre al portale per far interagire direttamente parlamentari e militanti, potrebbe nascere un secondo sito ad hoc, dove far confluire i commenti, ma anche le proposte, gli interventi in Aula di deputati e senatori, riducendo così l’effetto-boomerang dei social media.
SOCIAL
Un progetto in controtendenza rispetto alle inclinazioni del leader: proprio venerdì è emerso a State of the Net, la conferenza sullo stato della Rete in Italia il fatto che Grillo è il primo «brand» con cui gli utenti italiani di Facebook hanno interagito nei primi quattro mesi del 2013.
La pagina Facebook del leader ha infatti registrato 14,3 milioni di interazioni (engagement) con gli utenti, doppiando i principali competitor.
Finito il corso, escono prima gli allievi, poi, a pochi minuti di distanza, i due maestri.
Emanuele Buzzi
(da “il Corriere della Sera“)
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Giugno 2nd, 2013 Riccardo Fucile
INCONTRO TRA DUE SETTIMANE, INVITATO L’EX CANDIDATO AL QUIRINALE
La guerra di nervi è ormai cronica. 
E i “ribelli” vogliono accelerare per dare uno strattone al Movimento.
Tra due settimane, infatti, nascerà ufficialmente il primo intergruppo con Pd e Sel. A fare da “padrino” al battesimo dell’iniziativa potrebbe essere Stefano Rodotà .
Ormai quindi è solo questione di tempo. Ma la frattura nel Movimento ci sarà . E sarà dolorosa. Per aprire un varco serve però un grimaldello.
L’idea dei dissidenti è appunto quella di edificare un ponte di dialogo. Sui temi concreti e nonostante Grillo.
All’intergruppo sta lavorando anche il deputato di Sel Giulio Marcon: «Hanno aderito in ottanta, trenta sono grillini. A breve lo ufficializzeremo ».
I convocati si confronteranno sulla “Pace e sul disarmo”. È solo un inizio, ma sta già provocando un terremoto.
Non tutti i cinquestelle che ne fanno parte, naturalmente, sono malpancisti.
Nè l’obiettivo va oltre il pacifismo e la battaglia parlamentare della mozione sugli F35.
Ma la macchina è partita e lo schema può replicarsi all’infinito: «Io aderirò — spiega ad esempio Adriano Zaccagnini — Il nostro spirito, fin dall’inizio, è stato quello di lavorare su temi comuni. Altri possibili intergruppi? Sulla legge elettorale, sulla revisione del sistema bancario. E poi ancora, sulle carceri e sull’idea di unaamnistia per i reati di droga o politici ».
E sulla Tav, naturalmente.
Identificata la minaccia, il quartier generale di Grillo ha già attivato la procedura d’emergenza. L’assemblea grillina potrebbe “vietare” l’adesione ad altri intergruppi.
Le “scomuniche” sono pronte, così come l’elenco dei ribelli.
Ma la speranza è che siano i dissidenti a togliere il disturbo.
Il problema è che il malumore quasi tracima.
I numeri più accreditati parlano di una trentina di deputati e una quindicina di senatori.
Da Turco a Tacconi, Pisano e Rizzetto, fino ai senatori Bocchino e Campanella.
Zaccagnini non pensa che il confronto attivato in nome degli intergruppi sia incompatibile con il M5S.
E, comunque, «accetto il rischio, lo metto in conto. Può essere che Grillo non sia d’accordo, che vogliano mantenere compatto il gruppo. Ma non ha senso, perchè io voglio lavorare per il bene del Paese».
Come lui, si moltiplicano i distinguo.
Sentite Lorenzo Battista: «Il post di Grillo? Non capisco perchè la stampa gli dia eco. Le cose che dice lui non sono la posizione del M5S».
E ancora, sul “rischio intergruppo”: «Basta con la storia delle espulsioni! ».
Tommaso Currò, altro dissidente di primo piano, si infuria in Transatlantico: «Io non me ne vado. Il movimento non ha una paternità . È di chi lo vive!».
Già la prossima settimana i “pontieri” di Pd e Sel potrebbero incontrarsi con i dissidenti, riservatamente.
Anche Pippo Civati tesse la tela e potrebbe andare a Bologna per incontrare — così spiega — Stefano Rodotà .
Il giurista, inoltre, potrebbe essere anche ospite d’onore della conferenza stampa che ufficializzerà l’intergruppo sulla pace, fra due settimane.
«Vogliamo invitarlo spiega Marcon — e vogliamo continuarea collaborare con il movimento. Come abbiamo fatto finora ».
Altri malpancisti riversano il disagio su Facebook.
Scrive Walter Rizzetto: «La cosa più interessante di oggi è la non replica di Rodotà . Comunque vada, stima».
E Currò: «Troppo spesso ho dovuto mordermi la lingua».
Ma il più amaro di tutti è il senatore Fabrizio Bocchino: «Oggi, se incontrassi Rodotà per strada, forse non avrei neanche il coraggio di guardarlo in faccia».
Tommaso Ciriaco
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Giugno 1st, 2013 Riccardo Fucile
“PIU’ COLPEVOLI DEI LORO PADRONI, GLI FAREMO UN CULO COSI'”… MINACCE AI GORNALISTI RAI E A CHI “SI E’ RIVOLTATO CONTRO” … RODOTA’ COLPEVOLE DI NON ESSERE AL SERVIZIO DI BERLUSCONI COME LUI
La Rai nel mirino di Beppe Grillo. Non è la prima volta che il leader del M5S critica la tv pubblica sul suo blog, ma oggi minaccia direttamente i giornalisti che lavorano nella televisione di stato, definendoli più colpevoli dei loro padroni.
“Rai1, Rai2 e Rai3 sono occupate dai partiti – scrive Grillo sul suo sito – Non è una notizia. Non è una novità . Il vero scandalo è che questo non dà più scandalo. Si dà ormai per scontato che plotoni di addetti stampa raccontino le balle dei partiti senza vergogna pagati dal canone, dalla pubblicità e dalle tasse. Molti giornalisti della Rai dovranno in futuro rendere conto della loro omertà , dei loro attacchi telecomandati, dei loro silenzi. Sono responsabili più dei loro padroni, di chi li ha assunti, di chi gli telefona (ma sovente non è neppure necessario) per dettargli palinsesto, contenuti e persino le parole e le pause”.
Poi, aggiunge: “Non ci sono più le veline, si è passati direttamente alla dettatura. Scandalo nello scandalo, la Rai è un pozzo senza fondo. In un’Italia che non ha più neppure gli occhi per piangere ha perso 200 milioni nel 2012. Il direttore generale Gubitosi e la presidente Tarantola rimangono imperterriti ai loro posti e dai consiglieri di amministrazione non un fiato. Cosa fanno dalla mattina alla sera questi signori ben pagati dagli italiani? Una Rai lottizzata. Un non luogo dell’informazione che fa rimpiangere persino l’era socialista, quando di tre assunti uno era democristiano, l’altro socialista e il terzo bravo. Ora il terzo viene spartito tra Sel e Lega. Quando c’è un colpo di Stato, la prima cosa messa in atto è il controllo dei mezzi di informazione”.
Dato che lui non è interessato alle poltrone rivendica per il Movimento la presidenza della Commissione di Vigilanza Rai: “Tre commissioni sono ancora senza presidente – ricorda – Giunta per le elezioni (bloccata in attesa di una persona gradita a Berlusconi), Copasir e Vigilanza Rai”
Più tardi, nel corso di un’iniziativa elettorale nel Catanese, a Mascalucia, Grillo in pieno delirio urla sul palco: “Non ce l’ho con i giornalisti, ma io non dimentico niente” e un giorno “faremo un c… così all’informazione collusa“.
Il leader dei 5 Stelle annuncia che “faremo i conti con i Floris e i Ballarò…”.
Ma anche con i “Rodotà e la Gabanelli, quelli che “ci si sono rivoltati contro”.
Ai presenti che lo hanno applaudito, Grillo concede una battuta: “Loro le mani loro non le battono, le baciano…”.
Si sofferma poi ancora su Rodotà e chiarisce: “Non ce l’ho con lui, ma vuole fare una sinistra con i rossi, gli arancioni… Noi abbiamo la nostra natura siamo sopra”.
Certo lui è al servizio di Berlusconi…molto sopra.
Poi cerca di spiegare il motivo del suo no all’ex segretario Pd per la formazione di un governo con il sostegno del M5S e qui torna davvero un comico: “Bersani non voleva governare con noi voleva i nostri voti per governare senza di noi”
“Non ci hanno dato nessuna carica, nessuna presidenza di una commissione speciale. Nè il Copasir, nè la Vigilanza Rai. Voi pensate che la daranno a noi? Ci andrei io…”.
Giusto perchè non ci tiene alla poltrona…
Ritorna anche sul tema delle diarie: gli esponenti 5 Stelle “sbaglieranno, ma sono persone perbene” e “i soldi li restituiranno – ha detto – o li caccio a calci….”.
Evviva la democrazia diretta…
“La prossima volta – ha aggiunto – ci saranno in campo soltanto 5 Stelle e Berlusconi, ve lo metto per iscritto…”.
Bene, a quel punto potrà ritirarsi e far vincere il suo mandante, insomma…
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