Giugno 20th, 2010 Riccardo Fucile
LE CRITICHE DI “FREEDOM HOUSE”, ISTITUTO DI RICERCA USA, FONDATO DA ROSSEVELT NEL 1941, CHE SI OCCUPA DELLA PROMOZIONE DELLA DEMOCRAZIA LIBERALE NEL MONDO…I SUOI RAPPORTI SULLA LIBERTA’ NEI VARI PAESI SONO CONSIDERATI IMPORTANTI IN TUTTO IL MONDO….E’ VICINO AL CONGRESSO USA
Nella valutazione del decreto legge sulle intercettazioni, al centro delle polemiche nel
nostro Paese, pesano spesso in Italia le posizioni politiche. Difficile talvolta discernere tra le critiche preconcette, se pur legittime, e quelle che invece emergono dal’esame delle singole norme.
In tal senso riteniamo opportuno dare spazio alle considerazioni di un organismo “super partes” di carattere internazionale.
Parliamo di “Freedom House”, un istituto di ricerca statunitense, finanziato con fondi governativi e con sede a Washington.
Si occupa attivamente della promozione della democrazia liberale nel mondo.
I suoi rapporti sulla libertà nei vari Paesi sono tenuti in grande considerazione e citati spesso dai media di tutto il mondo.
Fondato nel 1941 per riaffermare i valori della democrazia e della libertà di fronte alla minaccia nazista (tra i fondatori anche Eleonor Roosevelt, moglie del presidente), Freedom House ha uffici sparsi in tutto il mondo.
Karin Deutsch Karkekar è la responsabile per le inchieste sulla libertà di stampa nel mondo e ha rilasciato una interessante intervista al quotidiano genovese “Secolo XIX” , in cui conferma che il disegno di legge presentato dal governo italiano è da tempo sotto stretta osservazione.
“Siamo totalmente d’accordo con l’Osce che ha dichiarato la sua contrarietà . E’ inaccettabile impedire ai media di fornire informazioni ai cittadini su inchieste in corso, suscettibili di sfociare in provvedimenti giudiziari. Significa impedire ai giornalisti di svolgere il proprio lavoro, minacciando multe spropositate”. Continua »
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Giugno 19th, 2010 Riccardo Fucile
ENTRA IL PRIMO DEI NON ELETTI , MAURIZIO GRASSANO, COLONNA STORICA DELLA LEGA AD ALESSANDRIA…ERA STATO ARRESTATO PER TRUFFA AI DANNI DEL COMUNE PER UN IMPORTO DI 760.000 EURO…D’ACCORDO COL SUO DATORE DI LAVORO, AVEVA GONFIATO LA SUA BUSTA PAGA PER 5 ANNI, RISCUOTENDO RIMBORSI NON DOVUTI…NELLA LEGA DAL 1980, E’ STATO ESPULSO SOLO DOPO L’ARRESTO
Imbarazzo a Montecitorio, anche se uno più o uno meno, fa poca differenza: entra un
altro indagato, targato Lega.
Maurizio Grassano, già presidente del Consiglio comunale, attualmente sotto processo per truffa aggravata ai danni del Comune, è diventato onorevole. Grazie a Roberto Cota che, presentando la propria candidatura a presidente della Regione e risultando eletto, aveva ben chiaro il rischio che avrebbe corso la Lega.
Il primo dei non eletti nel collegio di Piemonte 2 era infatti il leghista Grassano: dovendosi Cota dimettere, ecco il subentro scontato.
Il processo che lo vede imputato nel frattempo è arrivato alla decima udienza e si avvia alla conclusione.
L’accusa nei suoi confronti è peraltro molto circostanziata: in concorso con il titolare della sua azienda, gonfiando la propria busta paga, fatta arrivare fino a 12.000 euro mensili, avrebbe truffato al Comune 760.000 euro nel periodo tra il 2003 e il 2008, per le assenze dal lavoro dovute a cariche istituzionali.
In pratica, per legge, nei casi di “impegni istituzionali”, l’ente locale rimborsa al datore di lavoro la quota oraria di retribuzione dovuta al dipendente.
Lo stipendio del Grassano all’inizio era “normale”, ma è andato via via decuplicandosi nel tempo, suscitando i primi accertamenti della Guardia di Finanza che avrebbe avuto la prova che questo improviso exploit derivava in realtà da un accordo tra Il Grassano e il suo titolare della Vega, settore verniciatura, che faceva figurare un compenso gonfiato.
Il Comune si era trovato a rimborsare 760.000 euro non dovuti, una cifra enorme per il bilancio comunale. Continua »
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Giugno 16th, 2010 Riccardo Fucile
LA REPUBBLICA DELLE BANANE: L’OSCE CHIEDE DI RITIRARE IL DECRETO INTERCETTAZIONI, FINI VUOLE MODIFICARLO, NAPOLITANO VALUTARLO… BERTOLASO DAL SEMINARIO AL PIEDATERRE… FORMIGONI GUIDA LA RIVOLTA CONTRO TREMONTI…A SILVIO NON RESTA CHE FARE LA CORTE A 7 DEPUTATI E 4 SENATORI DELL’API DI RUTELLI
Un’altra giornata da Repubblica delle banane.
Non era mai successo che la Commissione centrale del Viminale bocciasse una proposta
unanime di tre procure e che decidesse di non concedere il programma di protezione a un pentito che pur ha collaborato con i pm di Firenze e Caltanissetta sulle stragi del 1992-1993.
E’ capitato per Gaspare Spatuzza, lo stragista della cosca di Brancaccio pentitosi nel 2008, definito dalla Dna “collaboratore fondamentale che ha consentito una lettura reale della strage di via d’Amelio”.
Spatuzza tirò in ballo anche Berlusconi e Dell’Utri e forse per questo si è arrivati a questa decisione politica che fa ora di Spatuzza “un morto che cammina”.
Era invece già successo che un organismo internazionale criticasse il nostro Paese perchè non rispetta le convenzioni internazionali: ora è toccato all’Osce, l’Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa, che ha invitato il governo italiano “a rinunciare alla legge sulle intercettazioni o a modificarla secondo gli standard internazionali sulla libertà di espressione”.
L’ennesima figura da cioccolatai per una legge bavaglio che qualcuno vorrebbe pure blindare e che è stata criticata da un organismo che raccoglie 56 Stati.
Tutti prevenuti o imbecilli?
Frattini ha protestato (non contro le intercettazioni, contro la responsabile Ocse, Dunja Mijatovic) per lesa maestà , la Lega ha addirittura chiesto le dimissioni della “bosniaca”.
Come se essere bosniaci fosse un insulto equiparabile a quello di emettere rutti leghisti.
Nel frattempo il governo vuole ad ogni costo approvare il decreto intercettazioni entro luglio e senza modifiche.
Cosa difficile perchè alla Camera, in Commissione Giustizia, i finiani sono ben 5, compresa la presidente Giulia Bongiorno, e non intendono andare di corsa.
Anzi chiedono ulteriori, motivate modifiche.
Berlusconi minaccia elezioni “se non si fa come vuole lui”, ma Farefuturo replica ironicamente “Ma ci facci il piacere…”. Continua »
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Giugno 15th, 2010 Riccardo Fucile
DEBITO ALLE STELLE, IN AUTUNNO ALTRI 5 MILIARDI DI TAGLI…. MENTRE RADIO PADAGNA ESULTA PER IL GOOL DEL PARAGUAY E IL PREMIER PENSA SOLO A COME EVITARE CHE POSSANO USCIRE INTERCETTAZIONI COMPROMETTENTI PER IL GOVERNO, IN SARDEGNA IL PDL PERDE LE ENNESIME ELEZIONI
Il debito pubblico italiano ha raggiunto il record di 1.812 miliardi di euro: l’allarme è stato lanciato ieri dalla Banca d’Italia che ha diffuso il dato di aprile del debito, in crescita di quasi il 3% rispetto alla fine del 2009.
La manovra economica di 25 miliardi, prevista da Tremonti, potrebbe quindi non essere sufficiente: a breve si porrà il problema di aggiungere altri sacchetti di sabbia a protezione dei conti pubblici perchè il debito è salito alle stelle e gli incassi del fisco segnano il passo.
Nei primi quattro mesi del 2010, infatti, le entrate sono diminuite dell’1,8% rispetto all’anno precedente: il prelievo sui lavoratori dipendenti è al solito l’unica certezza, cresciuto del 2,7%.
Negli ultimi tempi il debito cresce al ritmo di 7,1 miliardi al mese e pesa ormai per oltre 82.000 euro sulle spalle di ogni famiglia italiana: Bankitalia non esclude per settembre un nuovo intervento correttivo.
Se le cose non cambieranno si parla di altri 5 miliardi (lo 0,3% del Pil) per riportare il deficit 2012 al 3%: in pratica la manovra finirà per arrivare a 30 miliardi di euro di tagli.
Alla luce di tale situazione, è evidente a tutti la priorità che la manovra e i suoi eventuali e auspicabili aggiustamenti costituiscano la priorità dei lavori parlamentari.
Il fatto che Fini abbia ritenuto ieri secondaria la legge sulle intercettazioni rispetto alla manovra ha però suscitato le ire e le preoccupazioni dei notabili del Pdl.
Per i quali senza la “legge bavaglio” gli italiani non potrebbero vivere, quando è invece evidente che non solo al popolo italiano di tale legge non frega nulla, ma che la ritiene a stragrande maggioranza una legge fatta apposta per tutelare gli intrallazzi dei potenti.
Che un premier abbia una urgenza pazzesca per far passare una legge del genere si spiega solo col timore che dall’inchiesta sula cricca dei lavori del G8 stiano per uscire altre intercettazioni compromettenti.
Ma non ci risulta che gli elettori del centrodestra abbiano dato mandato al governo di Silvio Berlsconi di impedire che i cittadini conoscano la verità sugli intrallazzi della Casta.
Altrimenti sarebbe stato scritto sul programma, vero Gasparri?
E l’ennesima minaccia rivolta ieri contro Fini, reo di chiedere un ulteriore approfondimento sulla decreto intercettazioni, così come lo chiedono i cittadini, la magistratura e le forze dell’ordine, in modo da non rischiare che in seguito venga dichiarato incostituzionale, e di voler “allungare i tempi” dell’esame alla Camera, fa riflettere. Continua »
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Giugno 15th, 2010 Riccardo Fucile
“GIURO CHE FARO’ IL PIANO CASA, CHE RENDERO’ EFFICIENTE LA SANITA’, CHE DIMEZZERO’ LE LISTE DI ATTESA, CHE AUMENTERO’ I SERVIZI, CHE DIMINUIRO’ LE TASSE”… DA FORMIGONI ALLA POLVERINI ORA UNA VOCE SOLA: “CON QUESTA MANOVRA METTEREMO LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI”
Si inasprisce lo scontro tra governo ed Enti locali.
Niente autobus nuovi, stop alle metropolitane, meno soldi per le imprese, cantieri fermi:
sono solo talune delle conseguenze della manovra anticrisi che ha portato a 10 miliardi i tagli delle Regioni.
Oggi si riunirà in via straordinaria la Conferenza delle Regioni per dimostrare, dati alla mano, come il giro di vite imposto da Tremonti si tradurrà per il cittadino in meno servizi, meno trasporto pubblico, meno strade, meno edilizia residenziale, meno personale.
Con conseguenze anche per le imprese che dovranno fare i conti con la stretta, perchè incentivi e lavori saranno erogati col contagocce.
Nella Sanità la riduzione drastica del 50% dei lavoratori precari pubblici farà saltare gli equilibri dei Pronto Soccorsi e avrà anche conseguenze sulla spesa sanitaria: o si tagliano i posti letto o si aumentano le tasse.
Altri 3 miliardi sono i tagli ai Comuni che non possono neanche aprire un cantiere per il Patto di stabilità interno.
Anche i sindaci protesteranno giovedi a Roma e l’impressione è che si vada allo scontro, difficili le mediazioni in corso.
Le stesse Regioni accusano il governo di aver tagliato la metà dei loro fondi, ma di aver ridotto le spese ministeriali del solo 10%.
Regioni come Lombardia, Lazio e Piemonte rischiano di perdere molti soldi: Formigoni dovrà rinunciare a 600 milioni di euro solo di trasporto pubblico, tanto che il governatore è sbottato: “questa manovra è squilibrata e spazza via il federalismo fiscale”. Continua »
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Giugno 10th, 2010 Riccardo Fucile
“MI HA DELUSO: SI PRESENTA IN EUROPA COME SE IL CAPO FOSSE LUI, VUOL FARMI CADERE, MA NON FINIRA’ COSI'”….IL PREMIER NON SI FIDA PIU’ DI NESSUNO, FINI INCONTRA TREMONTI E POI ATTACCA IL FEDERALISMO SENZA COSTI CERTI, NAPOLITANO VALUTA… SIAMO SICURI CHE ALLA CAMERA IL DECRETO PASSERA’ COSI’?
Tanto per cambiare, questa mattina, poche ore fa, il Governo è finito sotto alla Camera
su due emendamenti presentati dal Pd, relativi alla governance della Sanità : assenti ben 75 deputati del Pdl e 11 della Lega, tra dormiglioni, latitanti e “missionari” permanenti.
Contemporaneamente al Senato va in onda la sceneggiata sull’ennesimo voto di fiducia relativo alle intercettazioni, tra bavagli, urla, espulsioni.
Ormai i lavori parlamentari appartengono alla epopea del Far West, tra agguati, prove di forza, imboscate, proclami, sfide: fa specie che chi conta in teoria su più pistoleri, alla fine finisca spesso impallinato dai disertori.
Il “dietro le quinte” spesso rivela profonde spaccature tra parenti serpenti e presunti amici pronti a colpire alle spalle.
Significativo lo sfogo del premier che ieri è sbottato con un esponente del Pdl, a proposito di Tremonti: “Ormai lo considero un nemico, al confronto Fini è un galantuomo: ha fatto una manovra regressiva, facendomi perdere la faccia davanti agli italiani. Si presenta in Europa come se il Capo fosse lui, mi ha deluso, non mi vuole dare ascolto. Vuol farmi cadere, ma non finirà così, qualcuno dovrà pagare”.
Per il premier, Tremonti vuole accelerare, dietro le quinte, la sua caduta per arrivare a un governo tecnico.
Stranamente questa volta la sua analisi collima con quanto Gianfranco Fini ha sostenuto un paio di sere fa a una cena di Farefuturo: “Lui crede che sia io a organizzare complotti alle sue spalle, ma si sbaglia di grosso, sono altri a farlo”. Fini ritiene che dietro Tremonti ci sia la Lega che ha cercato di far saltare il banco: “questa manovra è stata scritta da Tremonti, Bossi e Calderoli: Silvio l’ha solo subita”. Continua »
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Giugno 9th, 2010 Riccardo Fucile
UN INTERESSANTE STUDIO DEL PROF. VERZICHELLI: ENTRANO IN PARLAMENTO A 40-50 ANNI E RIMANGONO CON CARICHE POLITICHE FINO A 65 ANNI…LA MEDIA DI PERMANENZA ALLA CAMERA E’ DI 12 ANNI, POI PROSEGUONO SPESSO IN REGIONI E COMUNI…IL CETO POLITICO E’ INVECCHIATO RISPETTO ALLA PRIMA REPUBBLICA
Rinnovamento della classe dirigente, questo sconosciuto: è quanto emerge dal libro “Vivere di politica, come (non) cambiano le carriere politiche in Italia”, pubblicato da Il Mulino e scritto da Luca Verzichelli, docente di Analisi delle Politiche pubbliche all’università di Siena.
Lo studio prende in esame il complesso delle carriere, considerando tutti gli incarichi di un certo rilievo che gli uomini di partito possono rivestire, da quelli locali a quelli nazionali, passando da comuni, province, regioni fino a raggiungere il Parlamento.
Spiega l’autore che “facendo una proiezione grossolana, la tendenza è ad entrare alla Camera o al Senato tra i 40 e in 50 anni e rimanere nel giro politico almeno fino ai 65 anni”.
In pratica i membri della Casta li manteniamo in media 25 anni, alla faccia del rinnovamento.
Solo limitatamente al Parlamento “nel complesso, la carriera politica ha una durata simile a quella della prima Repubblica: considerando coloro che escono non per scelta propria, ma per mancata ricandidatura o per mancata rielezione, la media complessiva di durata è di 2,3 mandati”.
Tradotto in anni, si parla di 12 in media. Continua »
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Giugno 8th, 2010 Riccardo Fucile
DAL 2007, PER IL MANCATO COLLEGAMENTO DELLE SLOT AI TERMINALI DEL MINISTERO, 10 CONCESSIONARIE SONO STATE CONDANNATE DALLA CORTE DEI CONTI A PAGARE 98 MILIARDI….DIETRO LE SOCIETA’ GLI INTERESSI DELLA POLITICA CHE HA PIU’ VOLTE CERCATO DI INSABBIARE..SAREBBE BASTATO RISCUOTERE UN 25% E NON CI SAREBBE STATA NESSUNA MANOVRA
Ritorniamo su una vicenda che abbiamo trattato a lungo e nei dettagli, ricordando il merito del quotidiano “il Secolo XIX” e del suo giornalista Marco Menduni nell’aver sollevato a suo tempo il coperchio, con una inchiesta precisa e documentata, su uno dei più grossi scandali del dopoguerra.
Tutto inizia nel maggio 2007, quando il Gat, il Gruppo antifrodi tecnologiche della GdF chiude gli accertamenti sulle storture e le anomalie del grande business dell slot machine, le macchinette infernali che iniziavano a riempire i bar del nostro Paese.
I finanzieri mandano il rapporto alla Corte dei Conti: le dieci società che avevano ricevuto la concessione di Stato per le slot, tra tasse evase, contratti non rispettati, penali, multe e interessi, devono allo Stato la bellezza di 98 miliardi di euro.
In pratica il sistema di controllo telematico delle giocate e delle imposte dovute ha fatto cilecca per anni.
Anni nel corso dei quali non sono stati versati i corrispettivi dovuti allo Stato mentre i concessionari hanno intascato miliardi a palate.
Nel silenzio generale dei media (salvo “Striscia la notizia”), l’inchiesta del “Secolo XIX” va avanti e il 4 dicembre 2008 inizia il processo.
I difensori delle concessionarie contestano la competenza della Corte dei Conti e si rivolgono in Cassazione: un anno fa la Cassazione decide che il processo può invece andare avanti e inizierà a ottobre 2010. Continua »
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Giugno 6th, 2010 Riccardo Fucile
OLTRE A 3,5 MILIONI DI STATALI CHE NON VEDRANNO UN EURO IN PIU’ FINO AL 2014, LA MANOVRA PREVEDE IL TAGLIO DEL 50% DEI CONTRATTI DEI PRECARI… VI SONO ANCHE 38.000 LAVORATORI IMPIEGATI NELLA SANITA’ E NELL’ASSISTENZA…A RISCHIO PRONTO SOCCORSO, ASILI NIDO E ANZIANI
Se è ormai chiaro a tutti che, con il blocco del rinnovo dei contratti, ben 3.5 milioni di
statali e dipendenti pubblici non vedranno un euro in più fino al 2014, non è ancora noto a molti che la manovra del governo farà sì che circa 90.000 precari, a partire dal 2011, resteranno senza stipendio a casa.
Basta leggere l’art. 9, comma 28 del decreto: le amministrazioni dello Stato dal 2011 possono avvalersi di personale a tempo determinato, convenzionato o con contratti di collaborazione continuata solo nel limite del 50% della spesa sostenuta per le stesse finalità nell’anno 2009.
Non si tratta però solo delle Amministrazioni locali, ma anche di enti pubblici, enti di ricerca, Università , Regioni e Servizio sanitario nazionale, oltre a Comuni e Province.
Il 2011 sarà un anno nero per i lavoratori precari e flessibili, co.co.co. e co.co.pro., esclusi dal rinnovo dei contratti pubblici.
In totale i lavoratori precari del settore pubblico sono circa 220.000: di questi , circa 90.000 rischiano il posto.
Circa 45.000 sono contratti a tempo determinato, gli altri sono contratti flessibili.
Il problema grave è che il taglio riguarderà 38.000 lavoratori impiegati nella sanità e nell’assistenza alla persona, con ricadute pesante sui servizi ai cittadini.
La prospettiva è infatti quella di ritrovarsi con i servizi erogati da Regioni e Comuni in assoluta carenza di personale: pronto soccorso sguarniti, liste di attesa negli ospedali che si allungano, asili nido con personale insufficiente, anziani senza assistenza domiciliare. Continua »
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