Agosto 6th, 2016 Riccardo Fucile
“NON RIESCE FINORA A MANTENERE LE PROMESSE”
“Cresce la pressione sul sindaco di Roma tra gli slogan del ‘golpe dei rifiuti'”. 
È questo il titolo con cui il Financial Times, in un articolo dal corrispondente a Roma, si sofferma sulle polemiche che stanno investendo la Giunta di Virginia Raggi e, in particolare, l’assessore all’Ambiente Paola Muraro.
Un articolo che nella sua versione cartacea è preceduto da un titolo ancora più evocativo: “La puzza di Roma peggiora”
“I traboccanti bidoni della spazzatura della città diventano l’ultimo punto di esplosione della politica italiana”, è la premessa del foglio della City che ricorda come Raggi ha vinto le Comunali con “la decisiva promessa di pulire Roma”, sia “letteralmente” sia “rimuovendo corruzione e cattiva gestione”.
Ma, osserva il Ft, “a sole sei settimane” dall’insediamento, Raggi “sta lottando per cercare di metter insieme le sue promesse. Non solo è incapace di rendere pulita la città – cosa che forse sarebbe stato eccessivo chiedere – ma è finita nel mirino per aver assunto Paola Muraro”.
Il caso ha indotto i big del Pd “a lanciare l’ultimo assalto totale al sindaco M5S”, sottolinea il quotidiano britannico rimarcando “la ferma” reazione dei pentastellati.
Tuttavia, si legge, il caso dei rifiuti per il M5S “è fondamentale perchè influenza l’atteggiamento degli italiani verso il Movimento” mentre si avvicina “una fase cruciale della politica italiana”, quella del referendum costituzionale. E per molti italiani “Roma è un test per valutare se il M5S è capace o meno di governare il Paese”, conclude il Ft.
(da “Huffingtonpost“)
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Agosto 5th, 2016 Riccardo Fucile
LE CRITICHE ALL’IMPIANTO DI TRATTAMENTO RIFIUTI DI ROCCA CENCIA, MA ERA LEI CHE DOVEVA FARLA FUNZIONARE… I RAPPORTI CON IL RAS DELLE DISCARICHE
Secondo Il Messaggero, l’ultima consulenza dell’assessora con l’Ama è scaduta poco più di un mese fa.
“Le confermo la proroga dell’incarico a far data dal primo gennaio 2016 al 30 giugno 2016“, si legge in una lettera firmata dal direttore delle risorse umane Saverio Lopes.
Il 7 luglio la Muraro verrà nominata assessore e quindi controllore di un’azienda di cui fino a una settimana prima era stata consulente.
Ma le accuse non finiscono qui. Qual è l’oggetto di quella consulenza, del valore di 57.600 euro?
La Muraro è chiamata a vigilare sul funzionamento dell’impianto di trattamento rifiuti di Rocca Cencia.
Lo stesso dove il 25 luglio, nelle vesti di assessore, era andata a svolgere un blitz in diretta Facebook denunciando il cattivo funzionamento della struttura.
La stessa che lei medesima era stata chiamata a far funzionare.
Ma non è tutto. La signora, conosciuta e stimata nel suo ambiente, sembra avere particolare facilità a tessere i rapporti.
E così, tra le sue conoscenze, che ora destano qualche sospetto a piazzale Clodio, c’è anche quella con un altro ras, ma delle discariche, il novantenne Manlio Cerroni.
Nel fascicolo assegnato al pm Alberto Galanti ci sono intrecci, diretti e soprattutto mediati, tra i due. A cominciare dalla affare cassonetti che a Roma, in sostanza, portano tutti al ras dell’immondizia.
Così come la stragrande maggioranza delle inchieste sul ciclo dei rifiuti. Cerroni, plurindagato, è sotto processo per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di immondizia.
Accusa che la Procura gli contesta anche in una delle nuove indagini. L’ultimo anello di congiunzione tra Muraro e il Supremo è lo scontro che lei ha avuto con il presidente dimissionario dell’Ama, Daniele Fortini, sull’utilizzo del tritovagliatore di Rocca Cencia.
L’impianto è della Colari, azienda di Cerroni, ed è inattivo da marzo. L’assessore dichiara che sarebbe necessario riaprirlo.
Poi, però, si scopre che lo stabilimento è al centro di un’inchiesta della direzione distrettuale antimafia. Indagini che sono collegate a un’altra vicenda che coinvolge gli impianti di Trattamento meccanico biologico capitolini, due dei quali di proprietà dell’Ama e controllati proprio dall’assessore quando lavorava come consulente per la municipalizzata.
Il sospetto degli inquirenti è che i Tmb abbiano smaltito meno rispetto a quanto stabilito nel contratto di servizio.
Un rallentamento che potrebbe avere avuto come conseguenza dirottare la spazzatura nel tritovagliatore.
Inoltre, c’è un altro filo rosso che sembra legare Muraro al Supremo, ed è sempre riguardo ai Tmb romani e alla società che li ha costruiti, la Sorain Cecchini, ditta sempre riconducibile a Cerroni.
L’azienda compare nell’elenco dei soci di Atia-Iswa Italia, associazione che riunisce i tecnici gestori dei rifiuti e di cui il neo assessore è stato presidente – ora uscente – dal 2014.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2016 Riccardo Fucile
NUOVI LEGAMI CON IL GIRO DI ALEMANNO E CANTONE APRE UN FASCICOLO
All’interno della giunta di Virginia Raggi almeno due assessori hanno manifestato alla sindaca e ai
loro colleghi forti dubbi sulla (non) gestione politica della vicenda-Muraro, arrivando a chiederle di valutare l’opportunità di una «exit strategy» prima che ulteriori imbarazzanti rivelazioni o – peggio – un avviso di garanzia la obblighino alla capitolazione.
La domanda, sia pure posta in maniera cortese e collaborativa, testimonia l’agitazione sulla vicenda delle consulenze con l’Ama (1,1 milioni di euro in 12 anni) di Paola Muraro, assessora all’ambiente, e il suo potenziale conflitto d’interessi.
Anche il direttorio ne ha chiesto conto alla Raggi, sebbene la scelta della Muraro non sia stata della sindaca.
Nella riunione a casa di Alessandro Di Battista, avvenuta l’altra sera, sono arrivati a rimproverarle anche errori di comunicazione, mettendo in discussione alcuni dei collaboratori più vicini.
Nel direttorio temono che uno stillicidio possa diventare insostenibile per il Movimento; e difendono per ora la Muraro, ma il problema è appunto quel «per ora». Fiducia a tempo.
La sindaca ribadisce il sostegno alla Muraro. Ma nel suo entourage la preoccupazione è forte. La Raggi rischia di vedersi accollata una dèbà¢cle politica sulla Muraro che non è dipesa da lei, a parte l’infausta scelta di non coinvolgere subito il prefetto ai primi ritardi con cui i camion arrivavano agli impianti di trattamento rifiuti.
È stato un classico dei due anni e mezzo della gestione Marino: per fargli pagare la volontà di rompere il monopolio romano nello smaltimento, casualmente, quasi sempre di venerdì pomeriggio, si rallentava allo spasmo l’ingresso dei camion in impianto.
Marino di solito convocava il prefetto lunedì, assieme a Daniele Fortini e all’assessora Estella Marino, e la questione si sbloccava, in qualche modo.
La Raggi non l’ha fatto, lasciando che la Muraro suggerisse di usare il tritovagliatore (di Cerroni) di Rocca Cencia, che però è sotto indagine.
Fatto sta che la crisi ora comincia a esser messa sul suo conto, spietatamente, proprio dal direttorio e dagli altri gruppi del M5S che l’hanno accerchiata fin da subito.
Così nel giro della sindaca (che ieri non poteva che rispondere «direi di sì» alla domanda se riconferma la fiducia alla Muraro) fervono in queste ore richieste di consigli su come gestire i prossimi giorni. In attesa di capire se lo stillicidio continuerà .
Ieri, mentre l’Autorità Anticorruzione di Raffale Cantone apriva un’istruttoria sugli appalti Ama, siamo stati in grado di ricostruire un’altra grossa tegola che può abbattersi sull’assessora.
Ha raccontato Daniele Fortini (ormai ex presidente Ama) in commissione ecomafie, il 2 agosto, che l’inizio del rapporto tra Ama e Muraro (nel 2004) si deve a una «segnalazione» arrivata nientemeno che da un maresciallo del Noe, il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri.
Un tassello che si aggiunge al ruolo dell’influente marito della Muraro, colonnello dei carabinieri al reparto centrale.
Si arricchisce poi di nuovi particolari la frequentazione del giro panzironiano da parte della Muraro.
A saldare la futura assessora e Franco Panzironi (uomo di Alemanno all’Ama, condannato in primo grado a 5 anni) fu Damiano Lipani.
Altro personaggio chiave nella mappa dei poteri romani: rampante avvocato amministrativista legato alla destra, ha accolto nel suo studio Antonio Catricalà , grand commis di fiducia berlusconiana, poi sottosegretario a Palazzo Chigi con Monti e viceministro con Letta.
Nell’èra Alemanno-Panzironi, l’avvocato Lipani divenne superconsulente giuridico dell’Ama, con un contratto da 300 mila euro l’anno.
In una telefonata intercettata nell’inchiesta Mafia Capitale, si complimentava con Panzironi per il ruolo da «regista» nella nomina di Giovanni Fiscon a direttore generale di Ama. Fiscon era vicino di stanza della Muraro in azienda, prima di essere arrestato nell’ambito di Mafia Capitale.
Ieri la procura di Roma ne ha chiesto il rinvio a giudizio per un appalto pilotato in materia di gestione di rifiuti.
Jacopo Iacoboni
Giuseppe Salvaggiulo
(da “La Stampa”)
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Agosto 5th, 2016 Riccardo Fucile
NESSUN RILIEVO PENALE, MA LA PROVA DEL RUOLO CHIAVE DELL’ASSESSORA CINQUESTELLE IN AMA
Buzzi chiama l’assessora all’Ambiente di Roma, allora solo consulente della azienda rifiuti, Paola Muraro.
A registrare la telefonata, che spunta tra le carte di Mafia Capitale e che rivela un inedito rapporto diretto con il ras delle coop Salvatore Buzzi, sono i carabinieri del secondo reparto del Ros.
È il tardo pomeriggio del 20 settembre del 2013 e il ras delle coop ha bisogno di sapere se una pratica di una sua coop è a posto.
“Salvatore Buzzi chiamava Paola Muraro di Ama spa – scrivono i magistrati nell’ordinanza di 88mila pagine sugli intrecci del “Mondo di Mezzo” – la quale gli riferiva che la richiesta di chiarimenti era stata inviata dal Cns di Bologna, ed entro il giorno dopo, alle 12, sarebbero dovuti arrivare i chiarimenti, dal momento che la busta “B” sarebbe stata aperta alle ore 13. Buzzi confermava dicendo che avrebbe avvisato subito”.
Così tre minuti dopo, chiusa la telefonata con la Muraro invia 2 sms per rassicurare: uno al suo collaboratore Lucci, l’altro a uno dei big di Legacoop Lazio, Salvatore Forlenza.
Il “chiarimento” dato serve per poter partecipare a una gara d’appalto da 21,5 milioni, per la raccolta dei rifiuti, indetta da Ama e alla quale partecipò il consorzio bolognese Cns di cui Buzzi era consigliere.
Ma lui aveva anche un interesse diretto: una volta aggiudicato l’appalto, la gestione dei servizi sarebbe andata alle sigle del suo circuito.
Per conoscere i dettagli dell’aggiudicazione e informarsi sullo stato della pratica, ma soprattutto per ribattere in tempo ai chiarimenti chiesti da Ama, Buzzi chiama direttamente proprio Paola Muraro, che non si sottrae e pare fornire le informazioni richieste.
Nulla di penalmente rilevante, ma è un dato che l’assessora, per conoscere e fornire dettagli non di sua stretta competenza, in Ama fosse molto più di una consulente.
(da agenzie)
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Agosto 4th, 2016 Riccardo Fucile
DURE CRITICHE ALLA SINDACO SULLA GESTIONE DEL CASO RIFIUTI
“Inizi difficili per la nuova sindaca di Roma” Virginia Raggi: questo il titolo di un articolo pubblicato oggi dal quotidiano francese le Monde.
Per il quotidiano francese “la luna di miele di Virginia Raggi con la città è stata breve: lo slancio della novità ha rapidamente ceduto il passo alle difficoltà “, a cominciare dal “problema della gestione dei rifiuti”.
La descrizione del grande quotidiano parigino è impietosa: “Vecchi frigoriferi e altri rifiuti, sacchi della spazzatura, si accumulano sui marciapiede della città , dalla periferia di Tor Bella Monaca fino a quartieri chic dei Parioli e dei Prati”.
“Virginia Raggi – continua Le Monde – ha sempre affermato che per risolvere la questione le serve tempo. Ha annunciato che la situazione dovrebbe tornare normale entro il 20 agosto. Ma nell’attesa la questione dei rifiuti comincia a offuscare la sua immagine”.
E lo spettro della crisi “di qualche anno fa a Napoli comincia a planare su Roma”.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 4th, 2016 Riccardo Fucile
E’ GIA’ POLEMICA SU SOLIDORO, COMMERCIALISTA MILANESE: E’ ARRIVATO SOLO IL SUO CURRICULUM
Il curriculum di Alessandro Solidoro, torinese, classe 1961, è l’unico arrivato al vaglio della
commissione capitolina Ambiente.
Sarà lui a sostituire Daniele Fortini, in rotta di collisione con l’assessore all’ambiente Paola Muraro, al posto di amministratore unico di Ama, la municipalizzata dei rifiuti a Roma.
Il nome, scelto dai 5Stelle, è quello dell’ufficiale in congendo dell’esercito e attualmente presidente dell’Ordine dei commercialisti di Milano.
Più che un tecnico, Solidoro è un esperto di crisi aziendali.
Bocconiano come l’assessore al Bilancio, Marcello Minenna, è nato a Torino nel 1961, è padre di quattro figli ed è considerato vicino all’Opus Dei.
E’ titolare di un prestigioso studio di commercialista, in via Borgogna a Milano, con incarichi e clienti prestigiosi; ufficio che si trova a dieci minuti a piedi dalla sede della Casaleggio Associati. Pare sia solo una casualità , perchè chi ha partecipato alla scelta giura che il quartier generale milanese non c’entra nulla.
Sul suo sito, Solidoro vanta «una solida e articolata esperienza nella gestione della crisi d’impresa» e parla soprattutto di «consulenza e assistenza nella gestione delle procedure connesse al dissesto finanziario e all’insolvenza, coordinando le operazioni di ristrutturazione e consolidamento dei debiti, nonchè i processi di riorganizzazione delle imprese in difficoltà finanziarie».
Realtà , insomma, simili ad Ama. Ad affiancarlo ci potrebbe essere un “direttorio” composto da tre dirigenti interni dell’azienda romana dei rifiuti.
Sulla sua nomina già ci sono polemiche. Il parere, non vincolante della commissione Ambiente, su Solidoro è arrivato dopo circa un’ora di scintille tra Movimento 5 Stelle e l’opposizione, con un acceso dibattito sull’unico curriculum arrivato sul tavolo della commissione che si è concluso con 7 voti favorevoli (quelli di M5s) e 4 contrari (Fi, Fdi e i 2 Pd).
Le opposizioni vanno all’attacco: “Avete scelto un esperto fallimenti per dismettere Ama?”. Il capogruppo di Forza Italia, Davide Bordoni, non usa mezzi termini: “Io mi sarei voluto astenere nell’idea di dare comunque una chance a questa persona, però sono costretto a votare contro perchè non ho avuto risposte sul tema della procedura seguita per la selezione di questa figura e sul curriculum unico che ci troviamo sul tavolo, perchè mi sarei aspettato una rosa di professionisti tra i quali scegliere”.
Più duro Andrea de Priamo, consigliere di Fratelli d’Italia: “Ci state promuovendo una persona esperta di fallimenti, lo fate perchè volete dismettere Ama? Oppure per risanare anche il milione di euro pagati in consulenze alla vostra assessora all’Ambiente, Paola Muraro?”.
Valeria Baglio, consigliere del Pd, commenta che quello di Solidoro “è un profilo molto elevato ma non vedo un’esperienza specifica sui rifiuti. Mi chiedo quale piano industriale vorrà attuare, quella della sua liquidazione?”.
Risponde il presidente della commissione Ambiente, Daniele Diaco (m5s): “Ama di fatto è già fallita con 600 milioni di euro di buco, e questa è la motivazione per prendere una persona esperta di aziende in crisi. I romani, infatti, ci hanno voluto qui per risanarla, e il curriculum unico che vi è stato sottoposto è dovuto all’efficienza del M5s nel rispondere all’esigenza dei cittadini”, spiegando che all’amministratore unico “verrà affiancato un direttore generale esperto nei temi specifici e nella gestione del ciclo dei rifiuti. Alla sua selezione si arriverà al più presto.”
(da “La Repubblica”)
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Agosto 3rd, 2016 Riccardo Fucile
LE LINEE GUIDA PRESENTATE IN CONSIGLIO COMUNALE SONO STATE IN PARTE COPIATE DA MATERIALI GIA’ PRESENTI SUL WEB
«Roma Capitale è portatrice di una visione biocentrica che si oppone all’antropocentrismo specista che nella cultura occidentale ha trovato la sua massima espressione».
Siamo alle prime righe del punto 4 («Tutela diritti degli animali e biodiversità ») del capitolo 6 delle Linee programmatiche 2016-2021 per il Governo di Roma Capitale.
È il programma con cui Virginia Raggi si è presentata lunedì al consiglio comunale di Roma, testo di cui hanno dato conto tutti i mezzi di informazione.
Se negli anni Novanta eserciti di musicologi e periti di ogni tipo si divisero sull’ipotesi che la star planetaria Michael Jackson avesse copiato la sua «Will You Be There» dalla decisamente meno nota «I cigni di Balaka» del nostro Al Bano, sulla «visione biocentrica opposta all’antropocentrismo» del programma della Raggi dovrebbero esserci molti meno dubbi.
Basta leggere alcune righe del documento finale di una vecchia conferenza programmatica della Federazione dei Verdi (proprio loro, il partito che fu di Pecoraro Scanio) facilmente scaricabile al link www.verdi.it/download/animali.pdf.
In particolare queste: «Siamo portatori di una visione del mondo biocentrica che si oppone all’antropocentrismo che nella cultura occidentale ha trovato la massima espressione (…). Oggi, alla difesa di questi diritti (…) si aggiunge la lotta con lo specismo».
Le prime righe sono di fatto uguali. Mentre lo «specismo» del vecchio documento dei Verdi si trasforma, nella versione Raggi, nell’aggettivo «specista» appiccicato all’«antropocentrismo» (presente, ovviamente, anche nel testo dei Verdi).
Copiati integralmente o in parte
Con un’abbondante dose di generosità si potrebbe sostenere che è tutto un caso. Oppure che gli estensori del programma di Raggi si siano «ispirati» al vecchio documento dei Verdi, confinato in un sito web che nessuno monitora da secoli.
Ma l’abbondante dose di generosità svanisce di fronte alla scoperta che il signor Tommaso Martelli, già candidato al consiglio comunale di Roma con la Lista Marchini, ha fatto quarantott’ore fa.
Martelli, reduce da una campagna elettorale quasi integralmente concentrata sull’abbandono dell’Ospedale Forlanini, è anche uno di quegli esperti di comunicazione che mescola i tic del ragazzino «smanettone» a un’adulta competenza sulle nuove tecnologie.
Non appena le linee programmatiche della Raggi sono state caricate sul sito del Comune di Roma, gli è venuta l’idea di prendere i brani più «tecnici» e infilarli nella stringa di ricerca di Google.
Che cosa ha scoperto? Semplice. Che dei brani interi del programma illustrato dalla Raggi sono stati copiati da documenti già presenti sul web. Integralmente o in parte. Un po’ lo stesso scivolone in cui è caduta Melania Trump, sorpresa a saccheggiare un vecchio discorso di Michelle Obama
A pagina 26, il punto 8.2.1 del capitolo dedicato a «Roma Semplice» contiene la stessa identica ricetta a cui arrivarono gli «Stati generali dell’informazione» contenuta in un recente articolo-manifesto facilmente consultabile sul sito dell’Agenda digitale al link http://www.agendadigitale.eu/smart-cities-communities/l-innovazione-delle-citta-passa-da-questi-punti-ecco-una-proposta-per-i-neo-sindaci_2339.htm.
Un cambio qua, qualche correzione là e il gioco è fatto.
Il capitolo sulla «Smart City»
Il link dell’Agenda digitale dev’essere piaciuto assai all’estensore materiale del programma della sindaca di Roma.
Tanto che anche il punto 8.2.2 delle linee guida di Raggi è identico – tranne tre parole, «nel suo ambito» – al testo presente sul web («L’amministrazione è chiamata, nel suo ambito, alla definizione di una politica industriale del territorio, individuando i settori strategici sui quali realizzare specifiche azioni di abilitazione»).
Mentre pezzi del capitolo sulla «Smart city» sono stati «presi in prestito» da articoli, saggi o proposte già presenti sulla Rete e l’incipit del capitolo sullo sport risulta copiato dall’articolo 1 di un recente protocollo d’intesa sottoscritto dall’Anci e dal Coni. Anche in questo caso, con qualche piccolo aggiustamento.
Ma i piccoli aggiustamenti sono sempre troppo piccoli rispetto alla grandezza della Rete.
Di citazioni, brani copiati, spunti presi in prestito nel programma di Raggi ce ne sono altri e sono facilmente individuabili grazie a Google.
Perchè la Rete sa essere una risorsa. Ma la Rete, come dice Grillo, «non perdona». Mai.
Tommaso Labate
(da “il Corriere della Sera”)
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Agosto 3rd, 2016 Riccardo Fucile
SUL CASO MURARO SI CERCA FAR QUADRATO, MA CRESCONO I DUBBI
I contatti e i confronti ai vertici del Movimento 5 Stelle si susseguono frenetici.
La linea ufficiale è di difesa di Virginia Raggi e di Paola Muraro. Almeno per ora e salvo fatti (o documenti) nuovi.
Se resa dei conti interna ci sarà , e qualcuno sta già affilando le unghie, è solo rimandata di qualche settimana. Settembre non sarà un mese tranquillo.
Chi è stato costretto suo malgrado ad accettare scelte non condivise e ha optato per un tattico passo indietro (la deputata Roberta Lombardi a metà luglio ha lasciato il mini-direttorio romano in aperto, anche se non dichiarato, dissenso), vede ora profilarsi, forse ben prima del previsto, un’occasione per far pesare rilievi e osservazioni fin qui snobbate.
In Campidoglio si fa quadrato (martedì sera si è tenuta una riunione proprio del mini-direttorio) mentre Beppe Grillo si tiene lontano pur facendosi aggiornare costantemente.
E a Milano, dalle parti della Casaleggio Associati si cerca di ostentare tranquillità , anche se la preoccupazione per quanto rimbalza sui giornali va crescendo di giorno in giorno.
E il dibattito in Rete, l’agorà grillina, ne è il fedele termometro. Gli stessi membri del direttorio si tengono in stretto contatto, pronti ad intervenire in maniera decisa qualora il livello di guardia dovesse essere superato.
La difesa dell’amministrazione romana
Non può sfuggire che, in una giornata in cui la polvere del caso rifiuti continua a rimanere alta, l’unico esponente pentastellato di un certo rilievo che mette il naso fuori per sostenere le ragioni della sindaca di Roma e della sua assessora all’Ecologia è l’ex candidato sindaco di Bologna Massimo Bugani (uno dei tre soci, con Davide Casaleggio e David Borrelli dell’associazione Rousseau).
«Non si capisce il clamore sollevato. Paola Muraro ha messo la sua professionalità al servizio di una società – spiega in un video postato sul suo profilo Facebook–. Perchè ci si accanisce contro di lei e non si parla dei tanti assessori che in tutta Italia si sono comportati nello stesso modo?».
La difesa dell’amministrazione romana fa leva su un concetto caro al Movimento. «Noi siamo quelli che quando uno dei nostri sbaglia lo buttiamo fuori. Se il M5S e Raggi dovessero riscontrare qualcosa di sbagliato sono sicuro che interverranno».
La fronda interna
Il merito della vicenda non viene toccato. Ma è lì che si concentra la fronda interna. Perchè alcune spiegazioni fornite dalla stessa Muraro hanno destato perplessità anche tra gli attivisti romani.
A cominciare dalle consulenze per l’Ama. L’assessora sul blog di Grillo ha fatto di conto e cercato di dimostrare che il suo compenso per il lavoro prestato per la municipalizzata dal 2004 al 2016 era modesto («una media di 90.880 euro l’anno al lordo di tasse, previdenza, assicurazioni e spese per lo svolgimento dell’incarico. Un compenso lordo pari a 76 euro al giorno»).
L’onda di ritorno, a scorrere i post pubblicati sulla pagina elettronica del leader, non è stata positiva: molti hanno contestato le cifre fornite.«I conti facciamoli bene – ha scritto Fabio B. – perchè poi ci sputtanano alla velocità della luce».
Una preoccupazione che ritorna in diversi interventi, in mezzo ad incitamenti e a manifestazioni di fiducia nell’onestà anzitutto della sindaca.
La punta dell’iceberg
Ma nelle contrapposizioni interne del Movimento il «caso Muraro» rischia di essere solo la punta dell’iceberg. L’armistizio firmato nei giorni della formazione della giunta guidata da Virginia Raggi tiene a fatica.
Nel pieno della bufera non è interesse di nessuno, nemmeno dei critici (come la senatrice Paola Taverna), fornire altri argomenti alle opposizioni che vogliono prendersi la rivincita dopo la bruciante sconfitta elettorale di giugno.
La tenuta di Roma ha una valenza che va al di là delle sorti delle singole persone.
E tuttavia, a settembre un chiarimento, se non proprio una resa dei conti, sulle nomine fatte il mese scorso, dentro e fuori la giunta capitolina, sarà ineludibile.
Cesare Zapperi
(da “il Corriere della Sera”)
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Agosto 3rd, 2016 Riccardo Fucile
DA VIGNAROLI AL GIRO ALEMANNO… CON MARITO COLONNELLO DEI CARABINIERI
Virginia Raggi non ha scelto Paola Muraro, questo è un dato di fatto. 
Gliel’hanno piazzata due sponsor politici del Movimento cinque stelle nella spartizione delle cariche interne alla giunta, Stefano Vignaroli, in primis, e Paola Taverna; la quale negli ultimi tempi dice troppo spesso in giro – anche al ristorante dove sono soliti andare, dietro Montecitorio – «Virginia deve fare come diciamo noi», frase pronunciata sfoggiando il suo gusto per la battuta in romanesco.
Il primo sponsor della Muraro è dunque il cinque stelle che più s’è occupato di rifiuti, un deputato cresciuto peraltro a pochi chilometri dalla discarica di Malagrotta, a Roma.
Vignaroli ha combattuto per anni contro discarica e inceneritori; già è curioso, dunque, che si affidi a un’esperta che è pro-inceneritori.
Muraro è diventata una delle consigliere di Vignaroli fin dalla fine del 2013. A mettere in contatto, involontariamente, i due è stata una deputata del Pd, Laura Puppato, che è amica della Muraro.
Da allora Vignaroli – che non è uno specialista in senso tecnico, diciamo così – s’è sempre più affidato alla consulente di lungo corso dell’Ama (e di altre aziende).
E qui dobbiamo chiederci: la storia è soltanto Vignaroli e Taverna che portano la Muraro alla Raggi (cosa in effetti avvenuta), o è anche la Muraro che, per se stessa e i suoi mondi, si conquista la fiducia di Vignaroli, facendo da trait d’union di fatto tra Movimento e mondo delle imprese romane (municipalizzate o private) e dei tecnici sugli inceneritori?
A Roma la partita dei rifiuti è ghiottissima, e totalmente trasversale.
Vi hanno partecipato nel corso degli anni le gestioni Pd, e quella Alemanno, nessuno di loro può dirsi puro politicamente. Ma, pur cambiando le stagioni politiche, i soggetti (gli attori reali) del sottopotere romano sono rimasti altri, gli stessi: le imprese e i tecnici, o gli alti burocrati.
Uno di questi era Giovanni Fiscon, direttore generale e braccio destro di Franco Panzironi all’Ama – l’azienda municipale dell’ambiente. Fiscon era vicino di stanza della Muraro quando lei era consulente sui Tmb, gli impianti per il trattamento meccanico della spazzatura.
Un mondo che torna, quello alemanniano, un po’ troppo spesso dalle parti della giunta Raggi per non indicare qualche legame assai resistente al tempo e al mutar del vento. Un terzo ambiente che in qualche modo emerge studiando il caso-Muraro è quello dei carabinieri: il marito, Gianfranco Lusito, ex comandante provinciale dei carabinieri di Treviso (Muraro è di origini venete, rovigina, per l’esattezza), è oggi colonnello con incarico direttivo a Roma, dov’è andato a fare il capo dell’Ufficio addestramento delle scuole dell’Arma.
Il Messaggero ha scritto, fino a ieri sera non smentito, anche di un pranzo al circolo ufficiali, frequentato dalla coppia, al quale parteciparono Fiscon e il prefetto, allora commissario dei rifiuti, Goffredo Sottile.
Entrambi, Fiscon e Sottile, furono definiti dal Corriere «il cerchio magico di Cerroni», e indagati in vicende legate a Mafia Capitale.
Certo è Vignaroli che va con la Muraro, non ancora assessora, a incontrare un emissario della Colari, l’azienda di Cerroni, poco prima delle ultime elezioni comunali, per scongiurare una prima emergenza di rifiuti.
Incontro al quale, al di là di ogni altra considerazione, non aveva un titolo formale per accedere, e che lo pone in conflitto con il lavoro nella bicamerale sui rifiuti: ragione per la quale oggi il Pd chiede le sue dimissioni dalla Commissione.
Ma poi Vignaroli, dotato di una sua schietta simpatia e capacità di persuasione, fu anche quello che convinse Beppe Grillo a fare nel 2014 l’iniziativa di scendere in visita alla discarica di Malagrotta.
È lo stesso Grillo che adesso, ci raccontano, comincia a essere arrabbiato per la piega che sta prendendo la vicenda rifiuti romana.
Vignaroli è poi entrato stabilmente nella cordata Di Maio, quella della scalata a Gianroberto Casaleggio, fin da quando, nel 2014, riuscì grazie all’appoggio di Di Maio, e al sostegno e i voti anche del Pd, non solo a entrare nella Commissione parlamentare sugli illeciti nel ciclo dei rifiuti, ma a diventarne il vicepresidente.
Erano i tempi, ormai lontani, del dialogo Di Maio-Renzi.
Jacopo Iacoboni
(da “La Stampa”)
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