Agosto 3rd, 2016 Riccardo Fucile
“NON ESISTE UN CICLO DI SMALTIMENTO, AZIENDA ANCORA SOGGETTA A INFILTRAZIONI CRIMINALI”
“La dottoressa Paola Muraro in Ama non era semplice consulente, era una persona influente”. Così il presidente di Ama Daniele Fortini in commissione Eco-Mafie confermando la volontà di lasciare Ama “inderogabilmente” giovedì.
Fortini ricorda il “reclutamento di quattro capi impianto” da parte di Ama nel 2010: racconta che tra 10 figure candidate, selezionate da Obiettivo Lavoro su richiesta dell’ex ad Franco Panzironi, la commissione di valutazione (che si “avvale di un esperto selezionatore” poi “condannato nel processo per parentopoli”) ne individua quattro.
L’ultimo ad essere assunto, sottolinea il vertice Ama, “conosce Paola Muraro”, con cui c’è “una consolidata amicizia riconosciuta da entrambe le parti. Si può dire caso fortuito, penso di sì assolutamente”.
Ma poi aggiunge: “E’ elemento dirimente per l’assunzione a tempo indeterminato che la persona dichiari le vicende giudiziarie che potrebbero interessarlo”, di cui, invece, per questa persona “si viene a conoscenza solo dopo l’assunzione”.
“Ci sono solo congetture – aggiunge -, però certamente io penso che se la dottoressa Muraro era amica di questa persona da 15 anni non poteva non sapere che aveva qualche problema giudiziario”.
Poi Fortini racconta un’altra vicenda, “particolarmente scabrosa perchè un innocente è stato arrestato ingiustamente” per un “errore giudiziario”.
Il caso risale al 2008 quando “la procura di Velletri che indagava su un impianto incenerimento di rifiuti di Colleferro si accorge che lì vengono bruciati rifiuti che non dovrebbero” e “ordina arresti”.
Fortini parla di “una intercettazione molto grave di persone con utenza Ama” e getta ombre su un dirigente aziendale.
“Vedere che nel blitz a Rocca Cencia affianco al sindaco di Roma e all’assessore Paola Muraro l’unico dirigente dell’azienda presente era” costui “mi convince ancora di più che giovedì prossimo io inderogabilmente lascerò l’incarico”, dice Fortini. Fortini torna ad avvertire: “Quando affermiamo che l’azienda può essere ancora infiltrata da fenomeni criminali, non lanciamo propaganda”.
Sul tema degli impianti sostiene: “Inevitabilmente se restano gli impianti Tmb come oggi sono configurati e previsti nella pianificazione regionali, come accade in qualunque parte del mondo, si avrà bisogno di discariche e inceneritori. Resta il tema delle discariche e giustamente la Regione Lazio dice a Roma Capitale ‘devi trovare un sito entro settembre'”
A Roma “non esiste un ciclo integrato rifiuti urbani non esiste, non esiste un ciclo e tantomeno è integrato”.
Questo rappresenta “un punto di vulnerabilità molto forte alla possibilità di messa in sicurezza igienica e sanitaria della capitale”. spiega il presidente dimissionario del Consiglio di amministrazione di Ama. Sui rifiuti a Roma c’è un “pericolo di condizionamento dall’esterno dell’attuale amministrazione capitolina”.
“Dotare Roma di impianti moderni per il recupero di materia dalla raccolta differenziata, impianti efficienti, a freddo e senza puzza, e non spreconi e maleodoranti come i tmb, costerebbe “30-35 milioni” ma inviare le stesse quantità a un inceneritore costerebbe “tre volte di più” spiega Fortini.
A Roma “abbiamo bisogno di impianti di compostaggio di prossimità per almeno 200mila tonnellate anni rifiuti urbani generati dalla capitale”, ma “invece abbiamo solo un piccolo impianto a Maccarese da 20 mila tonnellate”.
“Abbiamo progettato un impianto di compostaggio a Rocca Cencia, depositato ad aprile 2015 e oggi ad agosto 2016 in attesa di sapere se è stato autorizzato”.
Intervenendo con gli impianti si otterrebbero “due milioni l’anno di risparmio” se non si trasportano centinaia di migliaia di tonnnellate a distanze siderali”, avverte il presidente ama, infatti oggi i rifiuti li “esportiamo in 62 siti diversi dislocati in 10 regioni e 3 Paesi esteri (Bulgaria, Romania, Portogallo)”.
Gli impianti di trattamento meccanico biologico, “i Tmb, creano rifiuti da rifiuti” e sono “il più grande impedimento all’economia circolare, al creare prodotti da riciclo”.
(da “La Repubblica”)
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Agosto 2nd, 2016 Riccardo Fucile
PERCHE’ HA NOMINATO ASSESSORE UN’EX CONSULENTE AMA RISCHIANDO UN PERICOLOSO CONFLITTO DI INTERESSI?
Con quali motivazioni il sindaco di Roma ha nominato assessore all’Ambiente una ex consulente
ottimamente retribuita dall’Ama per 12 anni fino alle soglie del suo incarico politico, esponendo quella funzione al pericoloso rischio di un conflitto d’interessi?
Quali modalità sono state seguite per la designazione?
Qualcuno ha indicato il nome di Paola Muraro, e in tal caso chi?
Sono le semplici domande che due giorni fa su questo giornale abbiamo rivolto a Virginia Raggi, senza ottenere risposta.
Un fatto curioso, conoscendo la dedizione alla trasparenza e l’ostilità ai conflitti d’interessi, da noi entrambe ampiamente condivise, sempre manifestate dal Movimento 5 Stelle.
Il giallo del dossier: è forse destinato ai magistrati?
29 luglio l’assessora aveva pronunciato una frase sibillina: «Se non mi ero accorta che qualcosa non andava? Ho un mio dossier che tirerò fuori nel momento in cui me lo chiederanno».
Ma quando il nostro Fabrizio Roncone gli domanda che cosa c’è dentro, lei risponde risoluta: «Non glielo dico».
Sono forse notizie riservate destinate ai magistrati? Perchè allora dire pubblicamente «lo tirerò fuori nel momento in cui me lo chiederanno», visto che quel dossier dovrebbe essere già nelle mani dei giudici?
Ma se invece non è così, perchè allora non renderlo pubblico senza indugio, sapendo quali sospetti può evocare la parola dossier?
Magari in diretta streaming, come per le accuse di inefficienza rivolte al presidente dell’Ama?
Tanto rigorosi nel far rispettare le regole interne del Movimento, non hanno proprio niente da dire i membri del direttorio in un caso che proprio con quelle regole cozza in modo lampante?
Sergio Rizzo
(da “il Corriere della Sera”)
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Agosto 2nd, 2016 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE AMA CONTRATTACCA: “IO HO FATTO 14 DENUNCE IN PROCURA, LA MURARO HA TACIUTO PUR SAPENDO DI UNA TRUFFA”… “VOGLIONO FARE GLI INTERESSI DE RE DELLE DISCARICHE CHE MI DISSE: “TANTO VI CACCIANO”
“Perchè il primo blitz viene fatto a Rocca Cencia e non al Salario? Perchè il sindaco e Muraro vanno a Rocca Cencia con la Muraro che dice ‘non c’entro niente, qui ho sempre denunciato che le cose non vannò? A Rocca Cencia c’è un inchiesta che potrebbe riguardarla, al Salario no”.
Il presidente Ama, l’azienda municipalizzata che si occupa dei rifiuti a Roma, Daniele Fortini ad Agorà su Raitre, spara a zero sull’assessore all’Ambiente della giunta Raggi, con cui da giorni è in corso una polemica sulla gestione dell’immondizia nella Capitale.
A un’altra domanda, Fortini, che questa sera sarà sentito dalla Commissione bicamerale Ecomafie, risponde: “Perchè mi spingono ad usare l’impianto a Rocca Cencia di Cerroni? Penso che il sindaco sia estraneo a questi atteggiamenti, penso che in qualche caso sia stata manipolata da iniziative non sue”
“Il golpe c’è, è mirato a rimuovere chi in Ama crea ostacolo a disegni molto evidenti. Quali? Nei due incontri riservati, di cui abbiamo dato conto alla magistratura, che io e l’ingegner Filippi (ex dg Ama, ndr) abbiamo avuto con l’avvocato Manlio Cerroni presso la sede di AssoAmbiente, è stato molto esplicito. Quando noi rivendicavamo l’autonomia di Ama, il diritto di diventare un’impresa protagonista del ciclo dei rifiuti, lui ci rispondeva: ‘Siete degli illusi, tanto vi cacciano'”, ha detto inoltre Fortini, rispondendo alla Muraro che ieri aveva parlato di golpe dei rifiuti in corso difendendosi dalle accuse sui suoi conflitti di interesse.
Paola Muraro, “essendo addetta ai controlli, giustamente scriveva all’azienda dicendo” anche “quello che non va. L’azienda, i dirigenti preposti ai rapporti con lei, le rispondevano di volta in volta cercando le soluzioni. Se però la dottoressa Muraro si accorge che è in corso una truffa fa come ho fatto io: va in Procura e denuncia. Se si accorge che ci sono cose che non vengono risolte, si dimette e se ne va, dopo aver denunciato in Procura. E’ curioso che una persona, un pubblico ufficiale incaricato di pubblico servizio che ha un ruolo importante di controllo, si accorge che c’è una truffa e tace. Dice all’azienda ‘c’è una truffa in corsò e tace?”, prosegue Fortini.
“La Muraro era considerata da Fiscon, da tutti prima. Se era solo una consulente? La responsabile IPPC – International Protocol Pollution Control – è una persona che ha la responsabilità di omologare il buon funzionamento di un impianto rispetto alla qualità di rifiuti in ingresso, al processo produttivo e alla qualità dei rifiuti in uscita – spiega Fortini -. Non è una responsabilità da poco. La consulente in questo caso non è una leggiadra fanciulla che volteggia nella ‘monnezza’ e dispensa buoni consigli. È una responsabilità ambientale” e “per questo viene ben pagata”. Fortini ricorda che da parte sua “sono 14 i fascicoli” portati in Procura. Ci siamo fatti tanti amici in questa città io e l’ingegner Filippi ex direttore generale”.
“Muraro nella diretta streaming durante il blitz in azienda, mi ha chiesto di usare il tritovagliatore di Cerroni, di portare i rifiuti a un impianto abusivo, indagato, per cui vi è una inchiesta che ha per oggetto truffa ai danni di Ama. Io dico che se si vuole andare in quell’impianto perchè lo si ritiene indispensabile (cosa che non è) un’arma c’è: la legge. Può essere requisito in uso dal sindaco: lo togliamo a Cerroni e lo usiamo nell’interesse di Roma. La legge è la 116 del 2014. Portare rifiuti a quell’impianto, senza gara, senza ordinanza, senza un atto legale non è possibile e io non lo farò”.
Per il presidente dell’Ama “è evidente che ci sono più conflitti di interesse della dottoressa Muraro. E’ evidente che c’è un interesse a togliere di mezzo da Ama quelle persone che in questi anni hanno fatto da ostacolo e impedimento alle pratiche illegali. Io credo che questo disegno non debba essere portato a compimento, auguro all’amministrazione di trovare la forza per correggersi”.
E sulla sindaca Raggi Fortini dice: “Credo che sia stata manipolata da iniziative non sue. Chi doveva prendere decisioni non lo ha fatto: le responsabilità sono distribuite su tutti”.
“Mi è stato chiesto di produrre nell’arco di 10 giorni una relazione completa per rispondere su 23 quesiti che il sindaco mi chiedeva. Lo abbiamo fatto con una relazione che ha impegnato 14 dirigenti giorno e notte per arrivare il 4 luglio a presentare una relazione di oltre 700 pagine per spiegare a che punto è la situazione. Questa collaborazione, questo mettersi a disposizione della amministrazione sono stati ripagati da un blitz a Rocca Cencia che io penso sia stato strumentalizzato e da un blitz in azienda. Anzichè essere invitati a discutere ai tavoli su come risolvere i problemi, noi produciamo documenti, informazioni, notizie e la risposta sono blitz intimidatori. È inaccettabile”, ha detto poi fortini riferendosi ai due blitz nell’impianto romano e nella sede della municipalizzata.
(da “La Repubblica”)
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Agosto 2nd, 2016 Riccardo Fucile
ALTRO CHE 76 EURO LORDI AL GIORNO, SONO ALMENO 250 (E SULLA BASE DICHIARATA DA LEI STESSA)
Paola Muraro dice di essersi fatta i conti in tasca, ma secondo alcuni iscritti al blog di Beppe Grillo,
e anche secondo l’Huffpost, i conti non tornano.
L’assessore capitolino all’Ambiente mette nero su bianco in un post di aver incassato dall’Ama (l’azienda che si occupa dei rifiuti a Roma) 76 euro lordi al giorno per dodici anni, dal 2004 al 2016, periodo in cui ha svolto l’incarico di consulente per la municipalizzata su cui adesso ha competenze politiche.
Tra i commenti che appaiono sul blog c’è quello di Giovanni F.: “Cara cittadina, non per contraddirla, ma i conti sul suo compenso non è che tornino tanto. Non so le aliquote e le trattenute, ma mi sembrano un po’ pochini”.
Alessandro L. aggiunge: “Sono perplesso sui 76 euro al giorno, non riesco a capire come abbia fatto il calcolo”.
Ecco Gian Paolo che trae le sue conclusioni: “Saranno 76 euro all’ora, non al giorno! 76 euro al giorno li guadagnavo io, prima che mi licenziassero, e sono stato sempre un morto di fame. In 12 anni manco mi sognavo di diventare milionario. Boh! Comunque, viva il MoVimento!”.
Ma come mai i conti non tornano?
Andiamo con ordine. Il caso è stato sollevato da Sergio Rizzo del Corriere della Sera, che ha parlato di entrate lorde pari a un milione e 136 mila euro in dodici anni. Mettendo da parte le accuse di conflitto di interessi che le opposizioni rivolgono al neo assessore, passiamo invece alle cifre.
Sul blog del leader del Movimento 5 Stelle, Paola Muraro si difende ma ammette comunque di aver svolto consulenze per l’Ama.
Quindi, riguardo ai compensi, sottolinea: “Hanno scritto anche del milione di euro per le mie consulenze in 12 (dodici) anni (dal 2004 al 2016). Mi faccio i conti in tasca: corrisponde a una media di 90.880 euro l’anno al lordo di tasse, previdenza, assicurazioni e spese per lo svolgimento dell’incarico. Considerando le ore prestate per la mia attività professionale si ottiene un compenso lordo pari a 76 euro al giorno. Vi sembra una cifra folle? E’ folle la strumentalizzazione che ne fanno!”.
Calcolatrice alla mano ecco i conti:
Paola Muraro, secondo quanto scrive il Corsera, ha percepito in tutto dall’Ama un milione e 136 mila euro lordi. Se dividiamo questa cifra per i dodici anni (2004-2016) in cui l’assessore è stata consulente per l’azienda municipalizzata otteniamo un compenso lordo pari a 94.666 euro l’anno. E già qui c’è la prima incongruenza, poichè nel blog l’assessore parla di un compenso lordo pari a 90.880 euro l’anno
Dando comunque per buoni i 90.880 euro lordi l’anno e tralasciando quindi la differenza di 4 mila euro, i conti non tornano comunque.
L’assessore all’Ambiente dice di aver incassato 76 euro lordi al giorno, ma 90.880 diviso 365 giorni fa 248.98 euro lordi al giorno.
Se invece consideriamo i 94.666 euro lordi l’anno il guadagno sale ancora poichè si arriverebbe a 259 euro lordi.
Quindi, come è stata calcolata la cifra di 76 euro lordi al giorno? A questa domanda l’assessore all’Ambiente dovrebbe rispondere per fornire un chiarimento agli iscritti al blog, ma soprattutto ai cittadini.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 2nd, 2016 Riccardo Fucile
E’ LA SECONDA LITE CON L’AZIENDA DEI RIFIUTI ROMANA DOPO QUELLA DA 200.000 EURO
Non solo i 200 mila euro per il brevetto sulla Frazione organica stabilizzata depositato nel 2011 e per il quale non esisterebbe una singola lettera d’incarico dall’Ama, ma anche 30 mila euro per due pratiche seguite per conto dell’azienda.
È il secondo contenzioso aperto da Paola Muraro, assessora all’Ambiente della giunta guidata da Virginia Raggi, proprio con l’Ama, dopo l’ultimo contratto scaduto il 30 giugno scorso.
Dalla municipalizzata come consulente lei aveva già ricevuto 115 mila euro previsti da contratto, altri 165 mila aggiuntivi per il suo ruolo nell’arbitrato con il ras dei rifiuti romani Manlio Cerroni.
Per quei 200 mila euro all’Ama era arrivata anche una diffida per conto dalla Muraro dallo studio Palladino & Partners lo scorso 26 maggio: l’offerta della controparte è di 30 mila euro, somma che però lei ha ritenuto insufficiente.
Insomma, nel contenzioso puramente economico tra l’assessora e la municipalizzata guidata da Daniele Fortini, lei vorrebbe chiudere la partita con i 290 mila euro già incassati per l’ultimo anno di contratto e la consulenza sull’arbitrato con Cerroni, più altri 230 mila ancora da ottenere.
Tutti elementi che restano sullo sfondo dello scontro tra la giunta 5 stelle della Capitale e l’Ama, tra Muraro e Fortini, e dell’indagine aperta in Procura sulla qualità dei rifiuti dopo il trattamento nella Capitale.
E a certificare la corrispondenza tra quanto previsto dalla legge e quanto usciva soprattutto dall’impianto Ama di Rocca Cencia per anni è stata proprio Paola Muraro, le cui dichiarazioni dei redditi fino al 2008 sarebbero state acquisite dagli inquirenti. Intanto ieri il Noe dei carabinieri ha eseguito ulteriori acquisizioni di documenti in Regione e nell’ex Provincia sulle certificazioni firmate dall’attuale esponente della giunta Raggi quando lavorava per Ama.
E oggi alle 20 Fortini sarà sentito dalla Commissione bicamerale Ecomafie: il numero uno di Ama parlerà anche del vicepresidente della stessa commissione, il pentastellato Stefano Vignaroli, a cui nella primavera 2014 diede gli elementi per una interrogazione da presentare in Parlamento sull’arbitrato Ama-Cerroni. Interrogazione che però non arriverà mai.
L’assessora prepara la controffensiva con un dossier, dove attaccherà la gestione Fortini, compresi i 945 mila euro di compensi pagati all’avvocato Gianluigi Pellegrino che rappresentò Ama in quell’arbitrato.
Domani mattina l’ufficio di Presidenza della Commissione deciderà quando sentire Muraro. E ancora ieri i senatori Idv Alessandra Bencini, Francesco Molinari e Maurizio Romani hanno presentato una interrogazione urgente ai Ministri dell’Ambiente e della Salute, parlando di “evidente conflitto di interessi” tra la nomina ad assessore del Comune di Roma, e la consulenza durata 12 anni in Ama e quella dal 2010 al 2012 alla società Bioman Spa.
La Bioman è l’azienda del Friuli che dovrà trattare i rifiuti organici della Capitale se non verrà attivato l’impianto di compostaggio Ama di Rocca Cencia, con un bando già vinto e la Muraro consulente.
«La consulenza è rivolta allo sviluppo delle procedure sulla qualità della gestione, di cui la dottoressa Muraro è esperta» secondo Fabio Piovesan, ad Bioman.
(da “La Repubblica”)
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Agosto 1st, 2016 Riccardo Fucile
L’ASSESSORA M5S E’ STATA CONSULENTE AL TEMPO STESSO DELL’AZIENDA RIFIUTI E DELLA SOCIETA’ CHE VINSE L’APPALTO DA 39 MILIONI PER SMALTIRLI IN FRIULI
Ci sono i camion che, colmi di rifiuti organici, da quattro anni fanno la spola tra gli impianti
inservibili di Roma e il Friuli Venezia Giulia.
Ci sono due gare bandite da Ama e vinte, nel 2013 e nel 2016, con un ribasso minimo prima da un gruppo di imprese del Nord e poi dalla sola Bioman.
E infine, a chiudere il cerchio, c’è l’attuale assessora all’Ambiente della giunta capitolina a 5 Stelle in veste di doppio consulente: tra il 2010 e il 2012, senza rinunciare al ricco contratto stipulato con la municipalizzata del Campidoglio, Paola Muraro ha lavorato proprio per la Bioman.
È la società per azioni di Mirano che per smaltire la frazione “umida” della spazzatura dei romani si è aggiudicata appalti per 39 milioni di euro.
Come recita il suo curriculum, l’ex superconsulente che ieri ha ricevuto un nuovo incoraggiamento dalla sindaca Virginia Raggi (“sta lavorando bene”) nell’arco di tre anni si è occupata per l’azienda dell’attività di “autocontrollo, redazione e attuazione di un programma gestione qualità ” per gli impianti di compostaggio.
Inoltre, ha offerto la sua “assistenza tecnico-amministrativa per la predisposizione di atti autorizzativi e la collaborazione nella preparazione di documenti gestionali”. Tutto il necessario, insomma, per presentarsi con le credenziali in ordine quando si deve partecipare a una gara pubblica come quelle di Ama.
La prima la Bioman se l’è aggiudicata nel giugno del 2013 assieme a Sesa spa e Ing. Am srl.
L’associazione di imprese in quell’occasione riusciva a sorpassare l’unica concorrente e ad assicurarsi tre dei quattro lotti in palio.
Due riguardano Rocca Cencia, la stessa struttura di cui l’assessora Muraro si è occupata per Ama fino al 30 giugno scorso. L’affare, un colpo da 21 milioni di euro per due anni di “trasporto e recupero di rifiuti organici”, si concretizzava per lo stop imposto all’impianto di compostaggio di Maccarese da una serie di lavori di ristrutturazione.
Nel 2016, invece, la Bioman ha deciso di correre da sola ed è stata l’unica azienda a presentare offerte per i 10 lotti in cui è stato risuddiviso il servizio.
Così, lo scorso 25 maggio, sono state firmate le carte di un secondo affidamento da 18 milioni. Questa volta la criticità per cui i rifiuti di Roma sono stati trasportati al Nord è rappresentata da Rocca Cencia.
Già il 18 giugno, ancora prima di essere nominata assessora, Paola Muraro affidava alla pagina del Movimento 5 Stelle di Roma un post sul progetto dell’ecodistretto di Rocca Cencia, già presentato nel 2015 in Regione e capace di compostare fino a 50mila tonnellate all’anno di “umido”: “Non ho mai partecipato alla sua progettazione, in quanto ho sempre manifestato forti perplessità sulla sua effettiva realizzazione in una località già caratterizzata dalla presenza di altri impianti”.
Cosa fare allora con l’umido non trattato? Nel breve, in attesa di nuove strutture, Ama si dovrà affidare al bando vinto da Bioman.
La società a cui Paola Muraro ha offerto la sua consulenza dal 2010 al 2012.
(da “La Repubblica”)
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Luglio 30th, 2016 Riccardo Fucile
FORTINI: “ERA PAGATA COME DIRIGENTE E CONOSCEVA BENE I CAPI-IMPIANTO SCELTI DALL’EX AD COINVOLTO IN MAFIA CAPITALE”
«L’Italia è piena di persone che hanno fiducia nella magistratura il giorno dopo che hanno ricevuto un avviso di garanzia. Ma la fiducia bisogna averla prima, come dicono Davigo e Cantone. Io in Procura ci sono andato prima».
Daniele Fortini, presidente e amministratore delegato dimissionario di Ama, l’azienda capitolina dei rifiuti, in Procura ci è andato 14 volte dal suo insediamento, nel gennaio 2014, per presentare altrettanti esposti.
L’inchiesta in corso sul tritovagliatore di Manlio Cerroni a Rocca Cencia parte da una sua denuncia del maggio 2015.
Presidente, ce l’ha forse con l’assessora grillina all’Ambiente Paola Muraro?
«Rispondo semplicemente a gratuite aggressioni».
Ma l’assessora, che ha lavorato 12 anni per la stessa Ama che adesso attacca, sostiene di non avere alcuna responsabilità in quanto semplice consulente.
«È difficile sostenere questa tesi. La sua retribuzione era equiparata a quella di un importante dirigente e aveva incarichi di grande responsabilità : era addetta al controllo ambientale dei quattro impianti Ama, compreso il tmb di Rocca Cencia dove ha effettuato il blitz, concludendo che l’impianto è in condizioni vergognose. Muraro inoltre conosceva i capi impianto, prima che li assumesse l’ex ad Franco Panzironi, arrestato per Mafia capitale, attraverso la selezione di quella stessa commissione di cui alcuni componenti sono stati condannati nel processo Parentopoli».
Vari rumors dicono che stia per diventare direttore generale un vostro dirigente, Alessandro Muzi, che è stato direttore impianti, compreso quello di Rocca Cencia, dal 2009 al 2011
«Io non lo so, ma l’ingegner Muzi ha già firmato un accordo di risoluzione del rapporto di lavoro con Ama e il 31 dicembre prossimo sarà il suo ultimo giorno di lavoro».
Perchè?
«Perchè non ha più un suo ruolo nella macrostruttura aziendale ».
Presidente, perchè è andato in procura a denunciare il tritovagliatore di Cerroni, il ras dell’immondizia?
«Perchè l’ordinanza del 31 dicembre 2010 dell’allora governatrice del Lazio Renata Polverini per superare l’emergenza ordinava alla società “E. Giovi”, gestore della discarica di Malagrotta, di realizzare entro e non oltre 6 mesi un tritovagliatore presso Malagrotta. Allora, perchè il tritovagliatore è stato realizzato dal consorzio Colari e in zona Rocca Cencia? ».
Per questo da cinque mesi non porta più rifiuti al tritovagliatore di Cerroni?
«Perchè abbiamo cercato e finalmente ottenuto sostegno dagli impianti regionali e nel frattempo aggiudicato la gara europea al consorzio tedesco Enki, per portare 160mila tonnellate di rifiuti all’anno in Germania, risparmiando milioni di euro. E poi bisogna considerare un’altra cosa ».
Cioè?
«In autunno è prevista una visita della commissione ispettiva dell’Unione europea per verificare che la Regione Lazio, ancora in procedura di infrazione, abbia dato seguito alle richieste Ue. La commissione non potrà considerare la presenza del tritovagliatore come una risposta adeguata per trattare i rifiuti».
Perchè?
«Il tritavagliatore non è un impianto di trattamento e recupero dei rifiuti come il tmb perchè è una macchina che semplicemente separa rifiuti umidi da quelli secchi. Per questo il tritovagliatore di Cerroni non è e non potrà mai essere contenuto nel piano regionale rifiuti, come invece sosteneva l’assessora Muraro che mi chiedeva di utilizzarlo».
Ci spieghi meglio la differenza tra tmb e tritovagliatore.
«Nel tmb ci sono 28 giorni di stabilizzazione. Quello del tritovagliatore è un pretrattamento, una frullata di due minuti per ogni tonnellata. Secondo la legge italiana il tritovagliatore permette di cambiare i codici europei».
Sarebbe a dire?
«Che il rifiuto indifferenziato entra con un codice, 20.03.01, ed esce con un altro, 19.12.12».
Che significa?
«Che con il nuovo codice i rifiuti diventano speciali e possono essere avviati a recupero o a trattamento in altre regioni».
Ma anche Ama la prossima settimana farà partire il proprio tritovagliatore mobile.
«È vero. Ma quello di Ama è mobile, appunto, attivato solo per campagne semestrali».
Roma può farcela senza una discarica?
«Nel piano industriale di Ama non è prevista. Ma la Regione ha chiesto a Roma Capitale di localizzarne una di servizio entro settembre ».
Cecilia Gentile
(da “La Repubblica”)
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Luglio 30th, 2016 Riccardo Fucile
UN MILIONE DI EURO DALL’AMA IN 12 ANNI ALLA CONSULENTE MURARO, NEOASSESSORE CINQUESTELLE
Una vagonata di soldi. Oltre un milione di euro in dodici anni. 
È questo il compenso ricevuto da Paola Muraro dall’Ama, l’azienda per la gestione e lo smaltimento di rifiuti di Roma, prima che Virginia Raggi la nominasse alla guida dell’assessorato che proprio sull’Ama ha competenze.
Scrive Sergio Rizzo sul Corriere della Sera:
Chiunque, in una storia del genere, vedrebbe l’ombra di un macroscopico conflitto d’interessi. Una superconsulente che ha condiviso per un tempo tanto lungo responsabilità aziendali importanti proprio nel periodo più disastroso per l’Ama si ritrova ora ad avere pieni poteri sulla stessa azienda. Difficile da considerare opportuna, una scelta del genere. Sarebbe quindi il caso di vederlo, quel dossier che Paola Muraro ha annunciato oggi di avere nei cassetti: per vedere se contiene elementi capaci almeno di dissipare quelle foschie.
Ma sarebbe anche doveroso, in ossequio ai sacrosanti principi di trasparenza propri del Movimento, conoscere le motivazioni dell’incarico e in che modo è arrivata a ricoprirlo. Ha superato una selezione?
O è stata indicata invece da qualcuno?
E chi, eventualmente?
(da “Huffingtonpost“)
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Luglio 28th, 2016 Riccardo Fucile
LEI SE LA PRENDE CON LA GESTIONE DELL’AMA
Tra le 200 e 300 tonnellate di rifiuti a terra presenti ‘a macchia di leopardo’ in tutta la Capitale.
È la fotografia scattata da Ama che inserisce questa stima nel piano operativo inviato ieri al Campidoglio e all’assessore all’Ambiente Paola Muraro.
“In alcune postazioni di cassonetti l’accumulo di rifiuti a terra è stimato in circa 2-300 tonnellate presenti “a macchia di leopardo” sul territorio cittadino” si legge nel documento, in cui si dice che l’iniziativa messa in campo, con la normalizzazione del conferimento dei rifiuti negli impianti Tmb e la copertura ed il completamento dei servizi come da Contratto “si completerà entro il 20 agosto” concludono da Ama.
Il sindaco di Roma Virginia Raggi chiama in causa le precedenti gestioni di Ama, di fronte alla crescente emergenza rifiuti. “Siamo già prendendo dei provvedimenti perchè è evidente che la responsabilità della gestione dei rifiuti, dello spazzamento delle strade è di chi ha governato Ama fino ad oggi”, ha detto commentando la situazione della capitale.
“Noi stiamo iniziando a prendere adesso in mano la situazione – ha spiegato – e faremo tutto quanto possibile per far tornare Roma una città pulita”.
ul fronte governativo il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti ha lanciato un attacco al primo cittadino di Roma: “Io credo che il sindaco Raggi debba spiegare ai cittadini romani ma anche al ministero come intende gestire il ciclo completo dei rifiuti. Sinceramente io non l’ho ancora capito e questo mi preoccupa”, ha spiegato. “Chiaramente – ha detto – la risposta nel medio periodo non possono essere le discariche. Le discariche sono quanto di più ambientalmente scorretto e ci espongono a sanzioni Ue”.
“Vorrei sapere, e lo dico da ministro -ha detto – come intende risolvere il problema dei rifiuti a Roma. Un problema ormai visibile per chi gira per la città . Vorrei conoscere il piano nel breve periodo, e il piano nel lungo periodo. Perchè credo che questo stia diventando un problema per tutta l’Italia. Perchè parliamo della capitale e quello che capita a Roma è un problema di tutti gli italiani”.
“Le mie porte – ha concluso – sono sempre aperte, per qualsiasi confronto, lo rinnovo al sindaco Raggi”.
(da “Huffingtonpost“)
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