LEGA, I RIBELLI VERSO PONTIDA: “SALVINI CAMBI O CONGRESSO”
IL CONTO ALLA ROVESCIA E’ COMINCIATO
Se Matteo Salvini continuerà a far finta di nulla, il prossimo 20 settembre sul pratone di Pontida
la cosiddetta “asse del Nord” chiederà il congresso della Lega. È questo il passo successivo a cui lavorano governatori, dirigenti e vecchia guardia nordista dopo l’affondo di Attilio Fontana. Il quale ha rotto gli argini ieri in un’intervista al Corriere della Sera: «Non escludo nulla, nemmeno un passo indietro» di Salvini. […]
Fontana non è solo. Con sfumature diverse, il fronte comprende Massimiliano Fedriga, Luca Zaia, Maurizio Fugatti, i protagonisti della foto del pranzo di Mestre a novembre dello scorso anno, l’inizio di una fronda coordinata. E poi il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, segretario della Lega Lombarda, già uscito allo scoperto chiedendo una «squadra» alla guida del partito e un ritorno alle origini.
Allo studio c’è il progetto di un’associazione che dovrebbe raccogliere i malpancisti, riaprire il confronto nel territorio e costruire una guida più collegiale. Il problema, per i nordisti, non è più soltanto la linea politica. È la sopravvivenza stessa della Lega, vittima dell’ascesa di Futuro nazionale di Roberto Vannacci. Federalismo, autonomia, economia liberale e anche diritti civili sono i temi da recuperare, nella loro visione.
Salvini, invece, sembra arroccarsi.
Dopo aver predicato per tutta l’estate unità e fine delle polemiche, il segretario non replica direttamente a Fontana. Nessuna apertura o segnale di volersi mettere in discussione. I suoi fedelissimi ieri hanno scelto i social per far circolare una vecchia clip: il congresso federale dell’anno scorso a Firenze, con Salvini rieletto alla guida per acclamazione.
Il messaggio è fin troppo chiaro: il (fu?) “Capitano” è stato scelto dal partito e la sua legittimità non è in discussione. Da via Bellerio fanno filtrare messaggi nella chat del Consiglio federale critici con l’uscita di Fontana, della serie: non si esce sui giornali per criticare il partito, ma ci si deve impegnare sui territori.
È la linea che difendono i fedelissimi Andrea Crippa, Luca Toccalini, Silvia Sardone, Claudio Borghi, Stefano Candiani, Giulio Centemero, Igor Iezzi, commissario del vecchio guscio della Lega Nord, definisce «irrispettoso» chiedere un passo indietro a un segretario votato dai militanti. La base, dicono, è stufa delle polemiche di pochi.
Ma proprio il richiamo alla base rischia di diventare un boomerang. Perché è lì che i nordisti vogliono portare la contesa, sul pratone che negli ultimi anni si è sempre più rimpicciolito per nascondere il flop di presenze. E dove alcune sezioni lombarde stanno persino valutando la diserzione.
Giancarlo Giorgetti continua a tacere, ma resta in contatto con Fontana; l’altro capogruppo Riccardo Molinari è in mezzo al guado, indeciso sul da farsi. Il conto alla rovescia, però, è già cominciato.
(da Repubblica)
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