NEL GOVERNO VOLANO STRACCI E PREFERENZE, NON C’È ACCORDO TRA I PARTITI DELLA MAGGIORANZA SULLA LEGGE ELETTORALE: FDI E NOI MODERATI PRESENTANO UN EMENDAMENTO PER INTRODURRE LE PREFERENZE E I CAPILISTA BLOCCATI, CHE NON È CONDIVISO NÉ DA FOZA ITALIA NÉ DALLA LEGA
A QUESTO PUNTO SI ANDRÀ ALLA PROVA DELL’AULA, DOVE È PREVISTO IL VOTO SEGRETO E IL CENTRODESTRA RISCHIA DI SPACCARSI, A MENO DI INTESE DELL’ULTIMO MINUTO
Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari del centrodestra, Fratelli d’Italia, assieme a Noi
moderati e Udc, presenterà un emendamento alla riforma di legge elettorale per introdurre le preferenze e i capilista bloccati. L’emendamento, al momento, non è stato firmato né da Forza Italia, né dalla Lega.
Al termine di un weekend di telefoni bollenti, dossier comparativi e simulazioni, l’accordo non c’è. Oggi alle 13 a Montecitorio scadrà il termine per la presentazione degli emendamenti al Melonellum. Salvo sorprese in extremis, la proposta di modifica sulle preferenze verrà presentata solo da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc.
Troppo imbarazzante non farlo dopo averlo annunciato in pubblico per mesi. La formula, alla fine, dovrebbe essere “soft”: capolista blindato e crocette sui nomi prestampati. Non ci sarà la firma di Lega e Forza Italia. I due leader, Antonio Tajani e Matteo Salvini, non hanno ancora dato il via libera
Dal pomeriggio partirà una nuova girandola di riunioni nel centrodestra. Ogni partito al proprio interno. L’idea è aprire il confronto ai gruppi di Camera e Senato, stasera via Zoom o domani mattina in presenza.
Del resto, il segretario azzurro Tajani da giorni va dicendo che la «decisione spetta al Parlamento». È un promemoria rivolto agli alleati: nemmeno un’intesa tra i vertici li metterebbe al sicuro davanti al salto nel vuoto del suffragio segreto.
E l’avversione per le preferenze è bipartisan, attraversa tutti i partiti, compreso FdI. I meloniani avrebbero comunque preparato anche un piano B per non lasciare nel testo due liste bloccate e rischiare un ammonimento della Consulta: una modifica per prevedere che il premio di maggioranza venga assegnato “a scorrimento”, ovvero ripartito in modo proporzionale in base ai voti delle singole liste. […]
C’è un altro termine da tenere d’occhio: domani alle 13. I lavori cominceranno con un passaggio cruciale: i relatori di maggioranza dovranno esprimere un parere sugli emendamenti. Sarà il momento dello showdown. Anche Lega e FI dovranno scoprire le carte: favorevoli o contrari.
Poi comincerà la rumba dei voti: prima le pregiudiziali, poi le modifiche. Su tutti i testi che riguardano questioni di coscienza – e la traduzione dei voti in seggi – si potrà chiedere di evitare il voto palese: servono solo venti deputati.
I suffragi segreti saranno un numero difficile da gestire. E nel buio profondo dell’urna possono sfogarsi malcontenti piccoli e grandi. L’inciampo è dietro l’angolo. Magari causato da chi – anche a destra – desidera far saltare del tutto la nuova legge elettorale per tenersi il Rosatellum.
Anche a questo serviranno le riunioni di partito. A sensibilizzare sulla posta in gioco: la tenuta stessa della maggioranza. Lo sanno bene le opposizioni, che si preparano a dare battaglia. Domani alle 9 i gruppi Pd di Camera e Senato si vedranno per fare un punto sulla strategia.
(da agenzie)
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