NELLA TUSCIA C’E’ PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI
GIULI PREMIA BOLSENA TRA LE CAPITALI D’ARTE: IL CONSIGLIERE DEL MINISTERO E’ PROPRIETARIO DELL’HOTEL DI LUSSO
Bolsena e Civita di Bagnoregio saranno le capitali (o meglio la capitale, è un unico
titolo diviso in due) italiane dell’arte contemporanea 2028. Lo ha annunciato ieri il ministro Alessandro Giuli, durante la cerimonia di proclamazione al ministero della Cultura.
Dopo aver sconfitto Capri, Pozzuoli e addirittura Padova, le due cittadine della Tuscia (3.500 abitanti Bolsena, 3.200 Bagnoregio, di cui Civita è una frazione quasi disabitata) riceveranno 1 milione.
Il merito, secondo quanto ha deciso la giuria, deriva da un programma artistico di alto livello e dalla capacità di dialogare con il paesaggio e lasciare un’eredità. Bisognerà crederci dato che, fin da quando nel 2014 l’allora ministro Franceschini inventò la capitale italiana della cultura – poi sdoppiata da Gennaro Sangiuliano con la sua versione per l’arte contemporanea – questi bandi, che assegnano un milione attraverso la scelta insindacabile di commissioni autonome nominate dal ministero, non prevedono graduatorie, punteggi e criteri verificabili.
Certo è che stavolta nella scelta c’è una coincidenza curiosa, trattandosi di centri così piccoli.
Tra i consiglieri comunali di Bolsena (di opposizione) c’è Francesco Cozza Caposavi Vesmile, ultimo erede di un’antica famiglia nobiliare che nel suo palazzo del XVI secolo, storica residenza di famiglia, ha realizzato un hotel. “Un uomo del Rinascimento dei nostri giorni” lo definiva Forbes Italia nel 2023. Possibile, sta di fatto che Cozza Caposavi è attualmente consigliere del ministero della Cultura per l’integrazione dell’arte contemporanea con il patrimonio storico, incarico rinnovato al rialzo nel giugno scorso a 20mila euro l’anno, sostituendo il precedente, sempre firmato dal ministro Giuli nel dicembre 2024, che era invece a titolo gratuito.
Non ci sono incompatibilità, dato che Cozza Caposavi non è nell’amministrazione di Bolsena e formalmente la commissione scelta dal ministro – per quattro quinti uguale a quella dell’anno prima – è autonoma. Dal ministero sottolineano che il consigliere non ha partecipato né all’ideazione né alla progettazione o alla realizzazione del progetto vincente. Certo come tutti gli albergatori, e come il sindaco di Forza Italia, sarà felice della scelta. Anche Civita peraltro – che il sindaco ha definito ieri “un paesino con quattordici persone residenti” – ha una sua storia nel tracciato politico italiano. Primo centro abitato in Europa a introdurre un biglietto d’ingresso, diede il nome a Civita, l’associazione e poi società voluta da Gianni Letta che, oltre ad aver contribuito a recuperare e promuovere il borgo, è anche diventata negli anni uno dei grandi operatori nella gestione dei servizi museali, quando nel 1993 venne data la gestione ai privati.
Come sempre dopo queste assegnazioni, la politica, secondo i politici, non c’entra nulla. Sono state premiate “l’eccellenza e la spinta innovativa di questi territori” assicura, tra gli altri, il presidente della Commissione cultura della Camera, Federico Mollicone, di Fratelli d’Italia.
(da ilfattoquotidiano.it)
Leave a Reply