Febbraio 5th, 2026 Riccardo Fucile
C’È LA POSSIBILITÀ DI FERMO PREVENTIVO, MA SOLO PER 12 ORE, E I PM POTRANNO DISPORRE IL RILASCIO IMMEDIATO… SALTANO LA CAUZIONE PER GLI ORGANIZZATORI DEI CORTEI E LA “NORMA ALMASRI”
Il Consiglio dei ministri ha varato il nuovo decreto Sicurezza, con al suo interno diverse misure fortemente discusse: il fermo preventivo per i manifestanti sospetti, lo scudo penale, stretta su espulsioni dei migranti e il divieto di porto e vendita di coltelli ai minori.
Insieme al decreto che entrerà in vigore subito, nel pacchetto sicurezza appena approvato c’è anche il disegno di legge con norme in materia di ricongiungimenti familiari, sgomberi Il governo aveva annunciato il provvedimento negli scorsi giorni ma dopo i fatti di Torino ha accelerato i lavori per l’approvazione. Tuttavia, le interlocuzioni col Colle hanno costretto Chigi ad apportare correzioni su alcune norme, tra cui il fermo preventivo e lo scudo penale, e ad eliminarne di altre, come la cauzione per gli organizzatori dei cortei e la cosiddetta “norma Almasri” sull’espulsione i soggetti pericolosi nel loro Paese d’origine. Vediamo nel dettaglio tutte le novità.
Come funzionerà il fermo preventivo introdotto dal governo
Il fermo preventivo ci sarà, ma sarà diverso da come il governo, in primis Matteo Salvini, se l’era immaginato. Innanzitutto non sarà di 24 ore ma di 12 e si limiterà a situazioni in cui ci siano forti indizi a carico del manifestante: ad esempio, il possesso di armi o se la persone ha già dei precedenti. Il testo introduce “la possibilità per gli ufficiali e gli agenti di polizia, nel corso di specifici servizi di polizia disposti in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperte al pubblico, di accompagnare nei propri uffici, e ivi trattenere per non oltre 12 ore per i conseguenti accertamenti di polizia, persone per le quali (…) sussista il fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione e per la sicurezza e l’incolumità pubbliche”, si legge all’articolo 7 della bozza del decreto.
Non si potrà esser fermati dunque, per il semplice sospetto di essere pericolosi, ma serviranno elementi oggettivi, in particolare “specifiche e concrete circostanze di tempo e di luogo, sulla base di elementi di fatto, anche desunti dal possesso di armi, strumenti atti ad offendere, dall’uso di petardi, caschi o strumenti che rendono difficoltoso il riconoscimento della persona o dalla rilevanza di precedenti penali o di segnalazioni di polizia per reati commessi con violenza alle persone o sulle cose in occasione di pubbliche manifestazioni nel corso degli ultimi 5 anni”. In ogni caso la misura andrà immediatamente comunicata all’autorità giudiziaria che dovrà decidere se sussistono le condizioni per il fermo o meno. “Sono una dozzina le fattispecie di reato per cui scatta il divieto:
Scudo penale esteso a tutti
Anche per quanto riguarda lo scudo penale ci sono state delle limature rispetto alla versione pensata dalla maggioranza. La norma che elimina l’automatismo legato all’iscrizione nel registro degli indagati nei casi di legittima difesa o dove sussista un’evidente causa di giustificabilità, non riguarderà solo gli agenti nell’esercizio delle loro funzioni ma tutti i cittadini. Il Quirinale infatti, ha chiesto di estendere lo scudo in virtù del principio secondo cui “tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge” ed evitare così trattamenti privilegiati nei confronti di singole categorie, come appunto, le forze dell’ordine. Anche qui comunque, l’ultima parola spetterà al giudice.
“Per incrementare le tutele per i cittadini e anche per le Forze di polizia, il pubblico ministero, quando appare evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione (ad esempio: legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi, stato di necessità), procede all’annotazione preliminare, in separato modello – da introdursi con apposito decreto del ministro della giustizia del nome della persona cui è attribuito il fatto, disciplinando l’attività di indagine”, si legge all’articolo 12 e 13 della bozza. “Sono assicurate le garanzie difensive oggi conseguenti all’iscrizione nel predetto registro”.
Scatta il divieto sui coltelli
Col decreto arrivano i nuovi limiti per la vendita di armi bianche, in particolare strumenti da punta e taglio, ai minori. Sarà vietato tenere o vendere armi da taglio e sono previste pesanti sanzioni per chi non rispetta il divieto, con multe da 500 a 3mila euro, aumentate fino a 12mila in caso di reiterazione e la sospensione o revoca della licenza per i venditori (inclusi i negozi online). Si prevede inoltre, l’obbligo per l’esercente di tenere un registro elettronico per inserire quotidianamente le singole operazioni di vendita, pena sanzioni amministrative da 2mila a 10mila euro.
Piazze vietate ai condannati per terrorismo o lesioni ad agenti
Il dl introduce anche il divieto di partecipazione a riunioni o ad assembramenti in luogo pubblico per chi è stato condannato da un giudice per una serie di delitti (attentato per finalità terroristiche o di eversione, devastazione e saccheggio, lesioni contro agenti delle forze dell’ordine, sanitari o arbitri). Secondo quanto si apprende, per verificare che il divieto venga rispettato, il questore potrò prescrivere al condannato di comparire personalmente una o più volte, negli orari indicati, nell’ufficio o comando di polizia competente nel corso della giornata in cui si svolgono le manifestazioni. Inoltre, ono previste pene da 4 mesi a un anno per la violazione del divieto.
La stretta sui ricongiungimenti familiari
Espulsioni più facili e veloci e spazio anche alla stretta sui ricongiungimenti familiari dei migranti. Quest’ultima però non è contenuta all’interno del decreto, ma nel disegno di legge previsto all’interno del pacchetto sicurezza. La misura era stata più volte annunciata dalla Lega, che punta a “rendere possibile l’arrivo in Italia solo dei parenti stretti” dei migranti minori “con nuovi criteri per quanto riguarda il reddito per preservare il welfare sociale a carico dei Comuni”.
La norma sugli sgomberi di tutti gli immobili
Una parte del dossier sicurezza è dedicata anche alla questione sgomberi. Il ddl estende le procedure introdotte nel 2025 per le occupazioni relative alle prime case a tutti gli immobili. Anche le seconde case occupate abusivamente dunque, saranno soggette a sgomberi immediati.
Salta la cauzione per gli organizzatori dei cortei
Salta, come preannunciato, la cauzione per chi organizza cortei. La misura pensata come una garanzia di possibili danni causati nel corso di una manifestazione e rilanciata dalla Lega si è scontrata con i paletti del Colle. L’idea di una cauzione
infatti risulterebbe incostituzionale perché in contrasto con la libertà di riunione sancita dalla Carta.
Fuori anche la norma salva Almasri
Fuori anche la cosiddetta “norma Almasri”, che prevedeva l’espulsione di persone pericolose verso il loro Paese di origine. La misura aveva fatto infuriare le opposizioni, che ci avevano visto una sorta di salvacondotto per il governo per sanare vicende simili a quella del torturatore libico Almasri, arrestato in Italia ma poi scarcerato e rimpatriato su un volo di Stato. Anche in questo caso però, la norma è stata bocciata in quanto in conflitto con i trattati internazionali.
(da Fanpage)
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Febbraio 5th, 2026 Riccardo Fucile
LA BOCCIATURA DELL’EMENDAMENTO POTREBBE ESSERE PER SASSO E ZIELLO LA SCUSA PER ROMPERE CON LA LEGA E BUTTARSI FRA LE BRACCIA DI QUELLA CHEERLEADER PUTINIANA DI VANNACCI
I deputati leghisti Edoardo Ziello e Roberto Sasso, ritenuti vicini a Roberto Vannacci, e Emanuele
Pozzolo (ex FdI già passato tra le file di Futuro Nazionale) hanno sottoscritto un emendamento al decreto Ucraina che chiede “la soppressione totale dell’impegno da parte del governo dell’autorizzazione all’invio di nuove forniture e equipaggiamenti militari a favore delle autorità governative di Kiev”.
Lo annuncia, interpellato dall’ANSA, Ziello. A chi gli chiede cosa accadrà se la maggioranza boccerà tale emendamento, risponde: “Prenderemo atto. Poi io faccio una valutazione per me. Pozzolo è già nel misto, vediamo” anche “Sasso eventualmente cosa farà”.
Sasso e Ziello erano i due deputati che a metà gennaio, in Aula, già votarono contro la risoluzione di maggioranza sull’Ucraina. Alla domanda se passerà con Vannacci lasciando la Lega, Ziello ribatte con una citazione letteraria: “Del doman non v’è certezza”.
“Nello stesso momento in cui Rizzo celebra il congresso di Dsp con Lavrov e l’ambasciatore russo nasce il partito di Vannacci che contesta alla Lega il sostegno all’Ucraina. Non credo sia una bizzarra coincidenza. Siamo sicuri si chiami ‘cosa
nera’ e non ‘cosa russa’?”. Lo scrive sui social Marco Lombardo senatore di Azione.
(da agenzie)
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Febbraio 5th, 2026 Riccardo Fucile
SORGI: “SE VANNACCI MANTIENE ANCORA IL SUO MEZZO MILIONE DI VOTI RACCOLTI ALLE EUROPEE (MA È LECITO DUBITARNE), VALE PIÙ O MENO IL 2 PER CENTO. CHE SOMMATO AL 3-3,5 ATTRIBUITO DAI SONDAGGI A CALENDA, ALTRO POSSIBILE ALLEATO DEL CENTRODESTRA, FA UN 5-5,5. QUEL CHE PUÒ BASTARE A DETERMINARE UN PAREGGIO TRA LE COALIZIONI”
Nella storia recente (Seconda-Terza Repubblica) ci sono due tipi di scissione. Uno, per intendersi, è quello del 2017 di Speranza e Bersani dal Pd. Scissione destinata a fondare un partito, o un partitino come “Articolo 1”, a restare comunque nell’area del partito-padre o madre, a siglare poco dopo una ricomposizione, e nel frattempo a raggiungere un accordo onorevole sulle liste elettorali del 2018.
In un certo senso era simile a questo modello anche la scissione di Renzi da cui nacque “Italia viva” (2019), solo che in quel caso c’era un tacito accordo di non riunificazione e l’alleanza è rimasta all’interno della coalizione di centrosinistra […] Esiste inoltre un terzo tipo di scissione, modello Fini-Futuro e Libertà del 2010, aggravata da una rottura e da una successiva incompatibilità personale […] Di lì in poi Fini si spostò progressivamente verso il centro e uscì dalla politica attiva.
È ancora presto per dire a quale tipo di scissione appartenga quella di Vannacci. Dipenderà dai suoi rapporti con il centrodestra, e in particolare dalla decisione di Meloni se tenerlo dentro o fuori la coalizione.
Quanto alla sua relazione personale con Salvini, il leader della Lega che lo aveva innalzato al ruolo di vicesegretario, sembra averla presa proprio male. E d’altra parte Vannacci aveva giurato davanti al popolo di Pontida, e “da uomo d’onore”, che non se ne sarebbe mai andato. per decidere alla premier basterebbe una piccola articolazione della nuova legge elettorale, una soglia di sbarramento più alta, un meccanismo di recupero del miglior perdente più ostico, per imporre l’isolamento politico e rendere la vita più difficile al generale.
Il quale, se mantiene ancora il suo mezzo milione di voti raccolti alle Europee (ma è lecito dubitarne), vale più o meno il 2 per cento. Che sommato al 3-3,5 attribuito dai sondaggi a Calenda, altro possibile, ma non ancora scontato alleato del centro destra, fa un 5-5,5.
Quel che può bastare a determinare un quasi pareggio tra le coalizioni e a mettere a rischio, seppure per pochi voti, per il centrodestra l’assegnazione del premio di maggioranza.
(da La stampa?
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Febbraio 5th, 2026 Riccardo Fucile
GLI ITALIANI SEMBRANO AVERE MOLTA PIÙ FIDUCIA SUL FUTURO DELL’UE RISPETTO A QUELLO DELL’ITALIA: IL 52% CREDE CHE LE COSE STIANO ANDANDO NELLA GIUSTA DIREZIONE IN EUROPA, MENTRE SOLO IL 43% LO PENSA DELL’ITALIA. FATE LEGGERE I RISULTATI DI QUESTA RICERCA A VANNACCI CHE UN GIORNO SI’ E L’ALTRO PURE BOMBARDA L’EUROPA
Sorpresa: gli italiani sono più europeisti. Seconda sorpresa: lo sono diventati durante il governo di
Giorgia Meloni, in un’epoca in cui prevale la retorica del “ritrovato orgoglio italiano”. Terza sorpresa: tra i cittadini europei, gli italiani sono di gran lunga quelli più intimoriti dalle minacce che incombono sul Vecchio Continente, siano esse la guerra in Ucraina, i cyberattacchi, il terrorismo, ma anche la dipendenza energetica e quella militare da altri Paesi.
Il quadro emerge dalla rilevazione periodica di Eurobarometro, il sondaggio diffuso dal Parlamento europeo, che ha scattato una fotografia per certi versi inedita: il 52% degli italiani è convinto che l’appartenenza all’Unione europea sia un fattore positivo.
Per capire l’eccezionalità del dato (che resta comunque inferiore alla media Ue, 62%) non basta guardare quest’ultima fotografia, secondo la quale più della metà dei cittadini è contento di far parte dell’Ue. Bisogna scorrere tutto il film e ricostruire l’evoluzione di questo sentimento per scoprire che negli ultimi anni le rilevazioni di Eurobarometro non avevano mai registrato un dato così alto.
Per trovare un valore vicino, seppur inferiore, a quello appena registrato bisogna risalire al 2007: all’epoca gli italiani erano divisi sulla stessa domanda: 50% e 50%). Dopodiché, nel periodo successivo, gli euroentusiasti sono sempre stati in minoranza, con un picco negativo nella seconda metà del 2016 (33%), l’anno della Brexit e dei flussi migratori record in Italia. Nel 2024 il dato era fermo al 45%, sette punti in meno rispetto all’ultima rilevazione, segno che il “salto” è avvenuto nell’ultimo anno.
Difficile trovare una ragione precisa dietro questo trend, che trova conferma anche in un altro quesito posto dal sondaggio: «In generale, per lei l’Ue evoca un’immagine…». Più della metà degli intervistati (il 51%) ha risposto “positiva”, segnando un’inversione di rotta rispetto agli ultimi anni. Fatta eccezione per un picco estemporaneo registrato alla fine del 2021 (54%), in occasione del lancio del Recovery Fund, il dato si è sempre assestato a livelli bassi, con picchi negativi alla
fine del 2013 (solo il 26% aveva un’immagine positiva dell’Ue) e alla fine del 2018 (30%) durante il governo gialloverde.
In generale, il 55% degli intervistati sarebbe “più preoccupato” se il proprio Paese non fosse più membro dell’Unione. Gli italiani sembrano avere molta più fiducia sul futuro dell’Ue rispetto a quello dell’Italia: il 64% è ottimista sull’avvenire del nostro Paese e il 34% è pessimista, mentre sull’Ue gli ottimisti sono il 67% e i pessimisti solo il 29%.
Secondo gli italiani, l’Ue dovrebbe focalizzarsi di più sulla Difesa (che figura al primo posto nella classifica delle priorità), sull’economia e sulla competitività. In ogni caso, il 52% crede che le cose stiano andando nella giusta direzione in Europa, mentre solo il 43% lo pensa dell’Italia
(da La Stampa)
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Febbraio 5th, 2026 Riccardo Fucile
SCOMPARE PURE LA CAUZIONE, CHIESTA DA SALVINI, PER CHI ORGANIZZA CORTEI E MANIFESTAZIONI … I DUBBI ANCHE DEL PRESIDENTE DEL SENATO LA RUSSA: “NO A MISURE CHE POSSONO APPARIRE DA STATO DI POLIZIA”
L’unico che ha voglia di scherzare è Matteo Piantedosi. È davanti alla sala del governo di Palazzo Madama. «Ministro, davvero arrivano leggi così liberticide?». «Ma no, stia tranquillo – sorride – soltanto a piccole dosi…».
Di queste norme contestate, due ore dopo, discutono al Quirinale Sergio Mattarella e Alfredo Mantovano. Come quasi sempre, restando sul merito giuridico e costituzionale. Il Capo dello Stato insiste su due aspetti non irrilevanti: lo scudo penale valga per tutti i cittadini, il fermo preventivo sia circoscritto in modo solido e con il coinvolgimento di un magistrato. A sera, le luci di Palazzo Chigi restano accese: riunione fiume, l’ennesima, per tradurre le sollecitazioni in commi e articoli.
È il governo a dover decidere quanto accogliere, quanto rischiare. Senza le modifiche richieste, il Quirinale bloccherebbe il decreto. A Giorgia Meloni spetta la scelta politica. E d’altra parte, le indicazioni del Colle non sono dettagli: condensano la differenza tra un autentico strappo costituzionale e regole comunque in equilibrio (precario) attorno alla lettera della Carta.
Il nodo forse più delicato è quello del fermo preventivo. Mattarella invita subito a togliere dal tavolo l’ipotesi di bloccare un manifestante soltanto perché sospetto, o per precedenti: non sarebbe costituzionalmente sostenibile. Servono fondate e motivate ragioni. Ad esempio, il possesso di armi o altri oggetti atti al travisamento.
Ma non basta. Il Colle chiede che sia coinvolto un magistrato, affinché la responsabilità sia condivisa e non solo in capo alle forze dell’ordine. Il pm sarà avvisato, propone l’esecutivo, ma non dovrà confermare tutte le misure (né, d’altra parte, avrebbe il tempo di farlo). Il compromesso potrebbe essere quello che la Procura possa almeno intervenire “in modalità interdittiva”: in altri termini, una volta ricevuta la comunicazione e analizzata la ragione del fermo (come e in che modo, non sembra chiaro, né facilmente praticabile) potrebbe decretare l’immediata fine della misura o comunque prima dello scadere delle dodici ore.
Ma il Capo dello Stato chiede anche altro. Subordina il via libera al cosiddetto scudo penale al fatto che valga per tutti i cittadini e non solo per gli agenti. È un problema di rispetto della Carta. Pur di portare a casa il risultato, il governo accetta.
L’obiettivo è un doppio registro, uno soltanto per gli indagati. Di fatto, una legittima difesa rafforzata, che è poi lo slogan che Meloni e Salvini vogliono spendere nella futura battaglia per l’egemonia della destra.
Sono forzature. Il Colle incassa le correzioni, o almeno: così sembra a sera, in attesa di capire come sarà la bozza finale del testo destinato al consiglio dei ministri di stasera.
Mattarella, dopo aver ricevuto l’altro ieri pure Matteo Salvini, ottiene un altro risultato: scompare la cauzione per chi organizza cortei e manifestazioni. Qualche nodo, comunque, resta.
C’è chi, e non sono pochi neanche nel centrodestra e ai vertici delle forze di polizia, nutre dubbi su alcuni specifici punti. Uno è Ignazio La Russa, che prima di essere presidente del Senato e attento alla sensibilità del Colle, è avvocato e, da giovane, militante in anni caldissimi e di piombo.
Prima del confronto tra Mattarella e Mantovano gli chiediamo delle misure e del rischio che siano restrittive di alcune libertà: «Possono apparire misure da Stato di polizia, ma va anche detto che il fermo preventivo era possibile negli anni Settanta, quando la Costituzione era questa, e durava assai di più. Lì era contro le Br e il terrorismo, oggi per un altro tipo di minaccia. Per me, comunque, dovrebbero prevedere un fermo di ventiquattro ore, ma con la possibilità per il giudice di esprimersi sulla validità del fermo.
(da agenzie)
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Febbraio 5th, 2026 Riccardo Fucile
SULLO SFONDO IL SOSTEGNO DI BANNON
Fino a qualche settimana fa qualsiasi analista e sondaggista avrebbe affermato con una certa
sicumera che in Italia non c’era spazio per una forza politica di estrema destra, a destra del governo. Oggi non siamo più tanti sicuri: un partito con leader Roberto Vannacci è dato nei sondaggi attorno al 4%, con spazio di crescita pescando voti tra il bacino di consensi di Fratelli d’Italia, Lega, ma potenzialmente anche dal Movimento 5 Stelle.
Nazioni Sovrane, il gruppo dei tedeschi di Alternative für Deutschland.
L’accordo con AfD non darebbe a Vannacci solo una casa all’Europarlamento e una famiglia continentale, ma soprattutto il sostegno della destra MAGA statunitense, pronta a investire nell’estrema destra euroscettica e filorussa, come dimostra l’apertura di credito agli estremisti tedeschi invitati alla Casa Bianca e sponsorizzati da Elon Musk.
Non è dunque un caso che Vannacci si sia distinto in queste ultime settimane su due parole d’ordine: la prima è farla finita con gli aiuti europei a Kiev (“Il sostegno all’Ucraina prolunga la guerra”, ha ribadito solo tre giorni fa) e la seconda è la remigrazione, che sta unendo l’estrema destra di tutta Europa che sogna di fare come Trump.
Su questo terreno non c’è solo la scelta di ospitare alla Camera il comitato guidato da CasaPound “Remigrazione e Riconquista” per tramite di Domenico Furgiuele, uno dei o tre deputati pronti a seguire Vannacci. È già in calendario al Teatro Verdi di Montecatini il prossimo 15 marzo l’evento “Il mondo al contrario II: Remigrazione”: biglietto d’ingresso 25 euro. Sarà interessante vedere chi sarà in prima fila e sul palco per il nuovo libro di Vannacci. Tra i movimenti continentali del Generale vale la pena segnalare la trasferta a Mendrisio, in Canton Ticino in Svizzera, dove è stato ospite degli ultra sovranisti dell’UDC: ad aspettarlo centinaia di contestatori, tra polemiche e momenti di tensione.
Il solito Steve Bannon di recente ha usato parole molto dure contro Giorgia Meloni, spiegando che una volta la premier “era fantastica” ma che ora è diventata “una globalista”. E non è escluso che potrebbe puntare delle fiches non solo sulla Lega,
ma anche sulla creatura di Vannacci. La destra MAGA potrebbe così influenzare il governo Meloni anche dell’esterno, agitando lo spauracchio di una forza politica di una certa rilevanza fuori dal recinto del centrodestra.
In questi giorni si è tornato a parlare in Italia di Steve Bannon, per i suoi stretti rapporti con Epstein e per come spesso e volentieri conversava con il magnate della necessità di sostenere in Italia la Lega di Matteo Salvini. Secondo La Stampa proprio il braccio destro dello stratega della destra USA, Benjamin Harnwell, avrebbe avuto contatti con l’uomo di Vannacci per il Sud Giulio Curatella. Insomma, non ci dovremmo stupire di vedere l’ex parà presto in trasferta negli States.
Le organizzazione neofasciste italiane come CasaPound non sono mai riuscite a entrare davvero nel gioco elettorale, ma oggi qualcosa potrebbe cambiare grazie a un leader con una grande visibilità e con un’altra storia, dietro cui accodarsi garantendo in cambio manovalanza e un certo radicamento sul territorio. Sul carro del Generale sono già saliti alcuni vecchi arnesi del neofascismo italiano come Mario Borghezio e il barone nero Jonghi Lavarini (tra i protagonisti dell’inchiesta Lobby Nera). Inserendosi in una trama di alleanze atlantiche ed europee, Futuro Nazionale potrebbe dare nuovamente respiro a un ambiente annichilito dal successo di Giorgia Meloni, che fino ad oggi sembrava non aver lasciato spazio alla sua destra. I fascisti sognano poltrone e riscatto, pronti a intrupparsi dietro il politico-influencer.
(da agenzie)
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Febbraio 5th, 2026 Riccardo Fucile
IL FISIOTERAPISTA, 28 ANNI, DISPONE DI UN CONTRATTO DI LAVORO STABILE E DI OTTIME REFERENZE
Trovare un appartamento in affitto a Pavia si sta rivelando un’impresa quasi impossibile per Oleg Romaniuc, 28 anni, cieco e accompagnato dal suo cane guida. «Quando i proprietari scoprono che con me vivrebbe anche Rudolph, il mio
labrador addestrato, fanno subito un passo indietro», racconta il giovane a La Provincia Pavese. E questo accade nonostante Oleg offra tutte le garanzie economiche richieste.
A 19 anni, Oleg ha perso la vista a causa di una leucemia. Dall’Ucraina è arrivato in Italia otto anni fa proprio per curarsi. Al Policlinico San Matteo di Pavia ha ricevuto un trapianto di midollo che gli ha salvato la vita. Da allora non ha più lasciato la città, dove vive insieme alla madre. Qui ha completato gli studi universitari e oggi lavora come fisioterapista libero professionista.
Il cane guida
Fondamentale nel suo percorso di autonomia è stato Rudolph, cane guida che lo accompagna da quattro anni in ogni aspetto della quotidianità: dall’università al lavoro, fino alle visite in ospedale. «Non stiamo parlando di un animale come gli altri – spiega Oleg – ma di un labrador selezionato e addestrato fin da cucciolo per muoversi in ambienti complessi senza creare problemi. Se non glielo chiedo io, può restare fermo nello stesso punto per ore».
Eppure, proprio la presenza del cane sembra rappresentare l’ostacolo principale. «Le agenzie immobiliari ormai mi conoscono tutte. Gli agenti si mostrano comprensivi, spesso si affezionano alla mia storia e a Rudolph, ma poi i proprietari rifiutano perché non accettano animali», racconta. In alcuni casi, Oleg sospetta addirittura una discriminazione: «Mi dicono che l’appartamento è già occupato. Poi faccio chiamare dalla mia fidanzata e improvvisamente risulta libero».
I «no» dei proprietari
Tra le motivazioni più frequenti, il timore che il cane possa rovinare una casa appena ristrutturata. Altri proprietari, invece, ammettono di temere le tutele legate alla sua invalidità, considerate un ostacolo nel caso volessero interrompere il contratto. «Da quando siamo in Italia abbiamo sempre pagato l’affitto regolarmente – sottolinea il 28enne – ho un lavoro, posso permettermi una casa e ho tutte le garanzie necessarie». La sua richiesta è semplice: «Ho il diritto di trovare un posto dove stare».
(da agenzie)
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Febbraio 5th, 2026 Riccardo Fucile
NELLA LEGA SONO TRE I DEPUTATI VICINI A VANNACCI, MA NESSUNO PER ORA HA FORMALIZZATO L’ADDIO
Mollato in blocco dai giornali di destra (non solo quelli del gruppo Angelucci, che lo dipingono come
un disertore), con le pressioni montanti nel centrodestra perché spengano i riflettori anche le trasmissioni sovraniste targate Mediaset, e neanche a dirlo la Rai, che mezzo resta a Roberto Vannacci per fare proseliti e ingrossare le fila del suo partito neonato? Per ora si offrono gli influencer. «Sogno un tridente Adinolfi-Vannacci-Corona», va dicendo da qualche giorno Mario Adinolfi, tirando in ballo Fabrizio Corona, che pure ha ventilato una sua discesa in campo tramite il suo Falsissimo (ma visto il carattere del personaggio, difficilmente farebbe da secondo al generale). Lo stesso Adinolfi pubblica su Instagram un manifesto di questo tridente immaginario, con Corona e Vannacci, tutti in preghiera sotto un crocifisso, una colomba-Spirito santo e le bandiere americane. Titolo: «Difensori della cristianità e dei valori morali». Pare interessato pure Simone Ruzzi, in arte Cicalone, lo youtuber delle ronde anti-borseggio nel metrò di Roma, coccolato a destra, ma corteggiato sottotraccia pure dai 5 Stelle. «Vannacci? Disponibile a collaborare – diceva ieri al Foglio – Candidarmi? Mi servono garanzie».
Intanto l’ex incursore cerca truppe parlamentari. Per ora l’unico ad associarsi al suo Futuro nazionale è stato Emanuele Pozzolo, il deputato pistolero espulso da FdI, certo che «Vannacci sarà il de Gaulle italiano». Nel tam tam impazzito di Montecitorio, c’è chi fa questa ipotesi: «Sapete chi sarà il prossimo? Aboubakar Soumahoro». L’ex rossoverde al telefono non risponde.
Nella Lega, sono tre i deputati vicini a Vannacci. Nessuno però ha formalizzato l’addio, tanto che dai vertici è arrivato l’aut aut: decidete. Edoardo Ziello ieri pomeriggio rispondeva così: «Perché dovrei lasciare il gruppo della Lega?». Però aggiunge sibillino: «Del doman non v’è certezza». Rossano Sasso si sbilancia di più: «Potrei lasciare la Lega e andare nel gruppo misto. Deciderò a breve, venerdì torno in Puglia e sentirò i miei amici e la mia famiglia». Sasso conferma le chiamate da Salvini: «Ci siamo sentiti». Domenico Furgiuele pare invece frenare: «Non sono vannacciano, sono leghista». Indica pure la spilletta di Alberto da Giussano, prima di mostrarsi infastidito per la calca di cronisti interessati alle sue sorti. «Non fate questo codazzo, sennò sembra davvero che sono una persona seria». E come dargli torto.
(da Repubblica)
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Febbraio 5th, 2026 Riccardo Fucile
GIA’ CHE CI SEI PREPARA PURE LE SCHEDE FALSIFICATE, UNICO MODO PER MANTENERE I GANGSTER AL POTERE NEGLI USA
L’ideologo dell’estrema destra Usa Steve Bannon ha espresso il suo sostegno alla spinta di Donald Trump per “nazionalizzare” le elezioni, invitando il presidente a schierare agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) e truppe militari nei seggi elettorali per impedire ai non cittadini di votare, richiamandosi a una teoria cospirativa — infondata — su presunti brogli elettorali diffusi nelle elezioni del 2020.
“A novembre faremo circondare i seggi dall’Ice. Non resteremo qui a permettervi di rubare di nuovo il Paese”, ha detto Bannon nel suo podcast. “Potete lamentarvi, piangere e fare tutti i capricci che volete, ma non permetteremo mai più che un’elezione venga rubata”, ha aggiunto l’ex stratega della Casa Bianca.
(da agenzie)
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