POLIZIOTTI INFEDELI VENDEVANO DATI SU CALCIATORI E CANTANTI AD AGENZIE PRIVATE, 30 MISURE CAUTELARI
I RISULTATI DELL’INDAGINE DELLA PROCURA DI NAPOLI DIRETTA DAL PROCURATORE GRATTERI: COMPUTER E PASSWORD PER ESFILTARE INFORMAZIONI, MIGLIAIA DI PARTI OFFESE
“Poliziotti infedeli si sono venduti e per soldi, con un tariffario, usavano computer e password per esfiltrare dati su imprenditori, personaggi dello spettacolo, cantati e calciatori famosi e hanno ceduto queste informazioni”. È stato rubato dalle banche
dati e poi venduto a dieci agenzie di investigazioni private oltre un milione di informazioni. Con migliaia di parti offese. Gli indagati destinatari di misure sono 30, 4 in carcere, 6 ai domiciliari, 19 con obbligo di dimora.
È questo il cuore dell’indagine tra Napoli, Roma, Ferrara, Belluno e Bolzano, coordinata dalla Procura di Napoli diretta dal procuratore Nicola Gratteri, in coordinamento con la Procura nazionale antimafia diretta da Giovanni Melillo con il pm Antonello Ardituro e con scambio di informazioni con la Procura di Milano per il caso Equalize.
Si tratta di una una vasta operazione di polizia giudiziaria condotta dalla polizia postale e dalla squadra mobile di Napoli diretta da Mario Grassia, nei confronti di una organizzazione criminale dedita all’accesso abusivo ai sistemi informatici, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. “Il mercato delle informazioni è ancora vivissimo”, sottolinea il pm Vincenzo Piscitelli, titolare del fascicolo con il pm Claudio Onorati.La polizia parte dagli accessi anomali eseguiti nei terminali da due agenti di polizia, nessuno dei quali autorizzato, spiega il capo della squadra mobile Mario Grassia: uno ne aveva effettuati 600mila, l’altro oltre 130mila. Le “tariffe” erano dai 6 ai 25 euro per ciascun accesso. Sottolinea il procuratore Gratteri: “Se un privato vuole conoscere notizie su un cantante, un calciatore, magari perché c’è un contenzioso in atto, le informazioni per me sono preziose. Hanno un costo, un valore, e vengono vendute. Siamo riusciti a sequestrare un server che convogliava questi dati. Le agenzie si rivolgono illecitamente a auesti soggetti e le vendono”.“È un vanto per la Procura di Napoli aver istituto un pool per i reati cyber – sottolinea il procuratore Gratteri – lunedì pomeriggio sono stato a Cesena dove ho parlato con i nuovi ispettori specializzati solo in indagini informatiche. Ringrazio il capo della polizia per aver creato questa nuova scuola”.
(da Repubblica)
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