TUTTE LE STRADE PORTANO A MOSCA: IL 60ENNE ARRESTATO IN POLONIA CON L’ACCUSA DI AVERE ORDITO UN ATTENTATO AL PREMIER TUSK E AL MINISTRO DELLA DIFESA KOSINIAK-KAMYSZ SAREBBE VICINO AD “AMBIENTI RUSSI”, ALL’ESTREMA DESTRA E ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA LOCALE
NON È ESCLUSO CHE CI SIA UN COLLEGAMENTO CON LO SCANDALO “ZONDACRYPTO”, LA PIATTAFORMA DI CRIPTOVALUTE NELLA BUFERA PER RICICLAGGIO E CORRUZIONE E IN CONTATTO CON IL PIS, IL PARTITO SOVRANISTA DELL’EX PREMIER MORAWIECKI
Ieri mattina la Polonia si è svegliata con un inquietante flash d’agenzia. La polizia ha
raccolto prove concrete di un possibile attentato al premier Donald Tusk e al suo vice, il ministro della Difesa Wladislaw Kosiniak-Kamysz. Nel pomeriggio, è arrivata la notizia di un arresto. […] Non ci sono notizie ufficiali sulla matrice dello sventato attentato.
Alcuni media parlano di una pista nera. Ma secondo una fonte polacca interpellata da Repubblica l’arresto potrebbe essere anche legato alla criminalità organizzata, a un grosso scandalo che ha lambito esponenti del vecchio governo sovranista e ad «ambienti russi».
Il portavoce del premier, Adam Szlapka, ha puntualizzato che «questo allarme è stato più inquietante di altri arrivati in passato. Le autorità sono al lavoro e stanno indagando», ha spiegato a Tvn24. Secondo indiscrezioni, l’attentatore era al corrente dei luoghi dove Tusk e Kosiniak-Kamysz si sarebbero recati nel prossimo futuro: conosceva nei dettagli l’agenda del premier e del suo vice.
Il quotidiano polacco Gazeta Wyborcza, che cita anonimamente l’entourage di Tusk, colloca l’attentatore in “ambienti di estrema destra” e precisa che è polacco. Sul profilo web della sua organizzazione nera si legge che l’obiettivo dei suoi militanti è «combattere i globalisti e la comunità ebraica».
Una fonte polacca a conoscenza del dossier sentita da Repubblica racconta anche che alle autorità sarebbe arrivata una mail «molto credibile da parte di una persona che, con ogni probabilità, vorrebbe diventare un collaboratore di giustizia.
È stato lui a fornire le informazioni sul tentato attentato a Tusk e Kosiniak-Kamysz». La fonte parla di una «vicenda legata alla criminalità organizzata» ma anche di «legami con ambienti russi».
E «non è escluso», aggiunge, che «ci sia un collegamento con lo scandalo Zondacrypto», la piattaforma in criptovalute ed ex sponsor del Comitato olimpico che è finita nella bufera per riciclaggio e corruzione e su cui è in corso un’ampia indagine della magistratura polacca.
Il suo fondatore è sparito già nel 2022 in circostanze misteriose, di seguito Zondacrypto era entrata in contatto con alcuni politici del Pis, il partito sovranista dell’ex governo guidato da Mateusz Morawiecki.
E avrebbe anche sponsorizzato alcune attività del Pis, ad esempio la fondazione dell’ex ministro della Giustizia Zbigniew Ziobro ma anche la conferenza delle destre globali Cpac-Rzeszow, avvenuta durante l’ultima campagna elettorale per le presidenziali.
L’allarme per un possibile attentato contro il premier Tusk e il suo ministro della Difesa arriva in un momento di grande tensione e di accresciute misure di sicurezza, sia in Polonia che in Europa. Da un lato c’è un nuovo allarme per possibili attentati russi a top manager ed esponenti di spicco europei del settore della difesa, di cui ha dato conto il Financial Times.
Il Cremlino avrebbe ordinato un’espansione delle attività di sabotaggio e degli attacchi “ibridi” in tutto il continente. In sostanza, i Ceo e altri dipendenti di alto livello delle aziende militari sarebbero obiettivi possibili degli agenti del Cremlino. Nel mirino ci sarebbero anche i dirigenti di aziende più piccole, soprattutto quelle impegnate nella produzione di droni o dei loro componenti.
Così il servizio di intelligence interna tedesco, BfV, ha intensificato notevolmente i contatti con il «personale e i dirigenti» delle aziende tedesche del settore della difesa, arrivando a raccomandare di ricorrere a squadre private di protezione […] in Germania erano emersi già nei mesi scorsi piani concreti di Mosca per assassinare l’amministratore delegato di Rheinmetall, Armin Papperger, e il capo di Donaustahl, Stefan Thumann.
la Polonia è scossa anche da un altro fenomeno inquietante, gli attacchi armati nelle scuole. Giovedì a Leszczydól-Nowiny una donna è morta e due insegnanti sono stati feriti da un quindicenne armato di coltello. Il giorno prima un 19enne aveva colpito nove persone con un’arma da taglio in una scuola a Ostroleka.
(da agenzie)
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