Settembre 21st, 2008 Riccardo Fucile
TUTTI MOBILITATI CONTRO MASSAGGI, ZOCCOLI RUMOROSI, GIARDINIERI, CASTELLI DI SABBIA, SIGARETTE IN SPIAGGIA… TANTO RUMORE PER NULLA… ALLA FINE POCHE SANZIONI E TANTE CHIACCHIERE
A seguire certi telegiornali, in piena calura, sembrava che questa appena trascorsa,
dovesse essere l’estate dei divieti. Persino autorevoli opinionisti italiani e la stampa anglosassone avevano stigmatizzato il “vietato divertirsi” in Italia, a causa dei tanti impedimenti con cui molti sindaci avevano lastricato le nostre spiagge.
Chi ci prendeva in giro, chi era d’accordo su un giro di vite, chi rivendicava il proprio diritto, almeno d’estate, a divertirsi senza troppi legacci.
Ogni giorno spuntava una nuova iniziativa, alcune veramente assurde cui si stentava a credere, ma che diventava oggetto di diatribe infinite tra i pro e i contro. Alla fine un rendiconto forse gli Italiani meritavano di averlo, ma con le prime piogge nessuno si è ricordato di farlo. Lo facciamo noi, premettendo che è stata la solita estate italiana… quella degli annunci roboanti, a cui non fanno seguito spesso i fatti concreti, come ci hanno abituati i politici, insomma, tanto per capirci.
I vari cartelli ” vietato fumare sul bagnasciuga”, “al bando gli zoccoli in città “, “proibiti i castelli di sabbia in spiaggia” tanto reclamizzati, non hanno prodotti sanzioni di sorta. Continua »
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Settembre 20th, 2008 Riccardo Fucile
UN CITTADINO DI BAVENO CONDANNATO A 1 MESE DI RECLUSIONE E 10.000 EURO DI MULTA PER AVER COSTRUITO IN GIARDINO UNA GRIGLIA DA BARBECUE… NELLO STESSO COMUNE INVECE AUTORIZZATO DALLA REGIONE UN ORRENDO SVINCOLO STRADALE A DUE PIANI CON LE FONDAZIONI NEL LAGO MAGGIORE “PER L’ELEGANZA DELLA BICROMIA DEI PILASTRI”…
Non sappiamo quanti Italiani venerino i Santi, ma certamente non sono una minoranza quelli che credono ai “santi in paradiso” e alla loro importanza terrena.
Certamente ne aveva pochi di santi in paradiso, un cittadino di Baveno, bella località sul lago Maggiore, che è stato condannato da un giudice del tribunale di Verbania a 1 mese di reclusione e a 10mila euro di ammenda, per aver costruito nel proprio giardino una griglia da barbecue senza autorizzazione regionale, trovandosi l’abusivo manufatto a meno di 300 metri dalla riva del lago, ovvero all’interno di quella che la legge definisce “fascia di rispetto”.
Vittima di un vicino vegetariano o del profumo del fritto misto non si sa, resta il fatto che nel Paese dove violentatori, rapinatori e finanche assassini riescono a farla franca e sono in libera circolazione per mille cavilli giuridici, questo povero cristo, non avendo saputo resistere all’idea di cuocere i salamini in compagnia di amici, è stato “individuato e punito severamente” per il vile reato nel giardino di casa. Continua »
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Settembre 19th, 2008 Riccardo Fucile
SE FINI HA I SUOI “FINI”, LA CLASSE DIRIGENTE DI AN NON E’ DA MENO: COLONNELLI VOTATI A UNA VITA DA MEDIOCRI MEDIANI… NE SPARLANO AL BAR MA POI PER UN POSTO CHE CONTA SI GENUFLETTONO… IL RUOLO DI “VASCA DI DECANTAZIONE” DELLE FINTE MINORANZE INTERNE… VIETATO DISCUTERE, DECIDE (MALE) UNO PER TUTTI
Per una volta spenderò due parole a favore di Gianfranco Fini, non stupitevi: essendo
quasi suo coetaneo e avendone seguito la “coerente” carriera politica, già al tempo della sua elezione per grazia ricevuta ( da Almirante), era evidente anche a un cieco dove volesse arrivare e dove lo indirizzasse la sua ambizione.
Se diventò a suo tempo segretario giovanile dell’allora F.d.G. fu semplicemente perchè, pur arrivando quinto nella rosa di nomi votati dalla base giovanile, Almirante lo impose come segretario di quella che fu peraltro una gestione pessima, ma funzionale a determinate impostazioni.
Non mi scandalizzai allora, non mi scandalizzo certo ora che ha organizzato più visite in sinagoga che congressi interni, che si è scoperto più antifascista che anti-casta.
Se avessi avuto stima dell’uomo sarei rimasto nel partito, non avendone mai e sottolineo mai avuta, ho fatto quello che Matteoli ha consigliato in questi giorno a chi non vuole essere “antifascista”, ovvero me ne sono andato prima che mi chiedessero il Dna. Continua »
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Settembre 19th, 2008 Riccardo Fucile
NON C’E’ SOLO IL CASO ALITALIA… ANCHE LA FIAT CON 5.000 DIPENDENTI… I DATI INPS PARLANO DI UN AUMENTO DEL 15,41% DELLA CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA… COINVOLTE DECINE DI IMPORTANTI AZIENDE
Sosteneva giustamente il ministro Brunetta pochi giorni fa: ” Ci sono figli e figliastri: in Italia decine di migliaia di lavoratori stanno andando in cassa integrazione e nessuno ne parla. E’ ingiusto e scandaloso. Alitalia avrà ammortizzatori sociali più ricchi e anche la cassa integrazione sarà più ricca di un’azienda media qualsiasi”.
Se, in effetti, Alitalia catalizza le attenzioni, in tutta Italia si sta moltiplicando il ricorso alla cassa integrazione. Segnale di un Paese che è ancora lontano dalla ripresa.
I dati Inps relativi alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria del periodo gennaio-giugno 2008 indicano una crescita significativa rispetto al 2007.
L’aumento avviene dopo due anni di calo costante nell’utilizzo della cig. L’inversione di tendenza è significativa per la cassa integrazione ordinaria, cresciuta del 15,41%, con un totale di 25,7 milioni di ore.
Quella straordinaria registra un + 1,59% per 53 milioni di ore. I settori che stanno peggio sono il commercio (+ 122,4%), il legno (+ 111,6%), l’estrazione di minerali (+ 79,62%). Continua »
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Settembre 19th, 2008 Riccardo Fucile
L’ONU MANDA PRODI IN AFRICA PER “OCCUPARSI DEL MIGLIORAMENTO DEL FINANZIAMENTO DELLE OPERAZIONI DI PACE GESTITE DALL’UNIONE AFRICANA SOTTO IL MANDATO DELLE NAZIONI UNITE”… UN INCARICO VAGO, COME LA SUA PERSONA…SPERIAMO NON FACCIA DANNI IN QUELLE SEI SETTIMANE
Altro che cimitero degli elefanti: quando a sinistra un leader perde il bastone di
comando, non rischierà più di finire i suoi giorni in Siberia, ma non si può dire che goda di ottima salute.
Dopo la mission del Fassino in Tibet, di cui si conoscevano solo, come segnali di vita, i comunicati stampa della parrocchia che periodicamente lui sfornava, ora tocca a Romano Prodi fare le valigie, dopo aver annunciato “urbi et orbi” che avrebbe fatto solo il nonno.
Probabilmente il nipotino si è rotto le balle e ha fatto una telefonata, invece che al telefono Azzurro, alla sede dell’Onu e ha detto in romagnolo ” Volete per pietà trovare un’occupazione temporanea al nonno Romano, che qua non se ne può più di sentire i suoi farfugliamenti incomprensibili?”.
Come dire di no a un bimbo, avranno pensato all’Onu e, gira che ti rigira, pensa che ti scervelli, alla fine hanno trovato dove sistemarlo, il più lontano possibile da casa.
Per sei settimane inviato nel Continente nero, paraponziponzipò, con un’essenziale missione così definita: presidente di una commissione “incaricata di occuparsi del miglioramento del finanziamento delle operazioni di pace gestite dall’Unione africana sotto l’egida delle Nazioni Unite”. Continua »
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Settembre 18th, 2008 Riccardo Fucile
NON CI SI LIMITI ALLA POLEMICA SULL’ANTIFASCISMO… SI RITORNI A DISCUTERE DI POLITICA NELLE SEZIONI… BASTA CON CAPI, CAPETTI E CAPORALI DI GIORNATA… HA RAGIONE VENEZIANI: FINI CON LA DESTRA NON C’ENTRA PIU’ NULLA… UNA DESTRA VERA NON HA SUBALTERNITA’ NE’ VERSO LA SINISTRA NE’ VERSO IL CENTRO… CONTANO LE IDEE NON LE POLTRONE
Anche una rappresentazione teatrale o lirica con un rigido copione cui attenersi può riservare dei fuori programma. Mai sottovalutare gli umori della platea: ne sanno qualcosa illustri e osannati cantanti lirici, cui il loggione della Scala non risparmiò sonore contestazioni. Spesso il dissenso arriva dai più modesti, da coloro che strappano un biglietto a basso costo, mentre i notabili vicini al palco abbozzano un timido applauso di convenienza. Non a caso c’e’ chi ha il posto in prima fila da conservare in abbonamento perenne e chi si accosta alla musica per amore e passione del suono e della vocalità spirituale che esterna.
Il pubblico di AN ha assistito in silenzio e composto a tante stecche, a tanti cambi di tonalità inadeguati, a un “regime totalitario” che ha impedito ogni dibattito interno sulla linea da seguire, persino privato di un Congresso a scadenza statutaria. Continua »
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Settembre 18th, 2008 Riccardo Fucile
UN GIORNALISTA DEL MANIFESTO RACCONTA CHE, MENTRE CENAVA CON LA FIDANZATA IN UNA TRATTORIA A ROMA, HA VISTO ENTRARE ALCUNI RAGAZZI E RAGAZZE DI AZIONE GIOVANI, REDUCI DA ATREJU… VALENTINA, MOSSA DA SPIRITO ANTIFASCISTA, HA LASCIATO LA CENA A META’ PER NON FARSI CONTAMINARE E LUI L’HA SEGUITA… NON CI SONO PIU’ GLI EROI DELLA “RESISTENZA”…
Non poteva tenere per sè un tale segreto, doveva renderne partecipe i lettori: presa
carta e penna, Alberto Piccinini, giornalista del “Manifesto”, ha buttato giù l’articolo della “liberazione”, intesa non come il giornale concorrente vicino a Rifondazione e neanche come l’apologia del periodo caro a Gianfri Fini, ma semplicemente come liberarsi da un peso che gravava in modo immane sul suo stomaco. Non a caso la vicenda, infatti, ha inizio e fine in una trattoria romana, dove il nostro giornalista stava cenando sabato sera con la fidanzata Valentina.
Probabilmente erano intenti a terminare la prima portata, quando la loro intimità rivoluzionaria è stata turbata dall’ingresso in sala di un gruppetto di ragazze e ragazzi di Azione Giovani, reduci dalla vicina festa di Atreju, che si sono seduti ad un tavolo libero per terminare la serata in allegria. Racconta l’arguta penna del Manifesto che alla vista del raid gastronomico fascista, la prode Valentina, presa da convulsioni di classe, si è alzata dal tavolo e ha fatto l’atto di andarsene, ritenendo l’aria ormai sufficientemente contaminata. Continua »
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Settembre 17th, 2008 Riccardo Fucile
IL NEOSINDACO SI E’ TROVATO DI FRONTE A DIPENDENTI ADDETTI ALLA POTATURA MA SOLO “IN ORIZZONTALE”, A OPERAI “CHE NON POSSONO FLETTERSI”, A ELETTRICISTI CHE POSSONO CAMBIARE SOLO LE LAMPADINE AD ALTEZZA D’UOMO, A DIPENDENTI CHE ANDAVANO IN COMUNE IN COSTUME DA BAGNO E A CHI PER FARE PIPI DEVE ANDARE A CASA, PUR ESSENDOCI 15 BAGNI…
Poi dicono che certe cose accadono solo nel profondo Sud. Stavolta una vicenda che ha risvolti davvero umoristici su come funzionano certi uffici pubblici ci viene da Ventimiglia, città ligure dell’estremo ponente, terra di confine con la Costa Azzurra.
Quando si è insediato, il neosindaco del PdL, Gaetano Scullino, ci ha messo un po’ per capacitarsi su dove fosse capitato. Quasi stentava a credere che fosse realtà e non vivesse la trama di un film comico. Che accadeva, infatti, tra i dipendenti pubblici del suo Comune?
Intanto dei cinque giardinieri “potatori” in carico al Comune, uno ” deve evitare le scale fisse e mobili”, un secondo ” è idoneo alla potatura preferibilmente in orizzontale” e un terzo non può tollerare ” vibrazioni ripetute alla mano”. A lavorare quindi restano in due, essendo gli alberi verticali e provocando cesoie, seghetti e falciatrici sequenze di vibrazioni.
Tanto recitava il certificato medico del dottor Roberto Tonet, medico del lavoro del comune di Ventimiglia che ora sostiene “di non ricordare” di avere rilasciato certificati con quella motivazione. Continua »
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Settembre 17th, 2008 Riccardo Fucile
CONTINUA IL GIOCO DEL CERINO… MA SI STANNO BRUCIANDO IN CREDIBILITA’ UN PO’ TUTTI… IL GOVERNO DOVEVA RIMANERE ALLA FINESTRA, NON FARSI COINVOLGERE IN UN AFFARE POCO CHIARO… MA CHE COMPAGNIA IMMAGINE DELL’ ITALIA, FACEVA PENA… DIFENDIAMO IL TRICOLORE PER LE ALETTE DI UN AEREO E POI ABBIAMO AL GOVERNO CHI MINACCIA LA SECESSIONE… MA NON SIAMO RIDICOLI SU…
Proviamo a dare un’immagine che resti alla base del nostro futuro ragionamento.
Immaginate un grande bar- pasticceria di una città italiana: c’è chi si sorseggia un caffè al banco, con relativi addetti; c’è il reparto sala da the con servizio al tavolo e c’è il reparto pasticceria con chi vende bignè e cavolini.
Ora poniamo che da anni questo locale sommi perdite colossali perchè il reparto bar e la sala da the non li frequenta quasi nessuno ( ma il personale chiede aumenti in continuazione), mentre fa cassa, ma non a sufficienza, il reparto pasticcini. Il proprietario ( pubblico) se ne frega fino al limite del fallimento, perchè qualcuno ogni anno ripiana il deficit, solo per il gusto di vedere il bar aperto. Arrivati al redde rationem, il “governo” pubblico del bar che fa?
Non cede l’intero bar- pasticceria a un possibile acquirente ( anche perchè vallo a trovare…), ma cede la parte migliore in attivo ( il reparto pasticceria) a un insieme di “filantropi” che sperano di fare un affare e comunque vanno sul sicuro, mentre la parte in passivo va a carico dello Stato ovvero del contribuente. Continua »
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