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MOAVERO: “SIAMO ANDATI STRANIERI NEL MONDO, RICORDIAMOLO QUANDO VEDIAMO I MIGRANTI DI OGGI”

Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile

IL MINISTRO DEGLI ESTERI RICORDA I 132 MINATORI ITALIANI MORTI NEL 1956 A MARCINELLE

“Non dimentichiamo che Marcinelle è una tragedia dell’immigrazione, soprattutto ora che tanti vengono in Europa. Non sottostimiamo la difficoltà  di gestire un tale fenomeno ma non dimentichiamo che i nostri padri e nonni erano migranti”.
Lo ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero intervenendo alle celebrazioni del 62mo anniversario dell’incidente nella miniera di carbone di Marcinelle, dove persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani. Un messaggio, quello del ministro, che sembra rivolto alla linea intransigente anti immigrati del vicepremier leghista Matteo Salvini.
“Siamo stati una nazione di emigranti – ha sottolineato Moavero – siamo andati stranieri nel mondo cercando lavoro” e bisogna ricordarlo “quando vediamo arrivare in Europa i migranti della nostra travagliata epoca”.
“La tragedia di Marcinelle rappresenta prima di tutto la memoria del nostro Paese, del ricordo di tante persone che lasciavano l’Italia per andare a trovare un lavoro fuori”, ha detto Moavero a margine delle celebrazioni.
“Noi dobbiamo essere fieri di aver costruito un Paese che è riuscito a dare per tante generazioni lavoro in Italia senza più doverlo abbandonare. Oggi che siamo nei postumi della crisi economica, e che siamo di fronte alle sfide della migrazione, non dobbiamo dimenticare queste tragedie del passato che fanno parte di noi stessi, di quello che siamo stati e di quello che siamo”.
Sono stati tanti gli italiani “che lasciarono le terre natie cercando all’estero un futuro migliore per sè e per i propri figli, spesso affrontando viaggi incerti e pericolosi, condizioni impervie di vita” ricorda il ministro.
“Siamo stati, fino ai primi anni Sessanta del Ventesimo secolo, appena ieri, una nazione di emigranti nel mondo – sottolinea ancora Moavero -. Anche in Europa, siamo andati stranieri, in paesi stranieri, cercando lavoro. Partivamo, sovente con grandi disagi, alla volta di quegli stessi Stati europei (Belgio, Francia, Germania e altri) nei quali adesso possiamo andare a lavorare: cittadini dell’Unione Europea, fra altri cittadini della medesima Unione Europea, con analoghi diritti e doveri”.
“La libertà  di circolazione dei lavoratori – insiste il ministro – rappresenta un oggettivo, nodale risultato positivo dell’integrazione del ‘vecchio continente’. Fu difficile trovare uno spazio, in tessuti sociali diversi dal nostro, fra non poche ostilità  e anche prove di solidarietà : ma fu possibile per tanti, tantissimi”.
“Gli italiani emigrati e i loro discendenti – continua – hanno saputo inserirsi, a pieno titolo, con valore e vigore, nelle realtà  estere in cui si erano recati”.
Sono trascorsi 62 anni da quel disastro, la mattina dell’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio, scoppiò un incendio causato dalla combustione d’olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica.
L’incendio provocò la morte di 262 persone delle 275 presenti. Di questi 136 erano emigrati italiani, 95 belghe, 8 polacche, 6 greche, 5 tedesche, 5 francesi, 3 ungheresi, una inglese, una olandese, una russa e una ucraina. In virtù di questa ricorrenza l’8 agosto è stata proclamata la ‘Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo’.

(da agenzie)

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GOVERNO, ADDIO PROMESSE ELETTORALI, ECCO IL PIANO PER LA FINANZIARIA

Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile

PENSIONI QUOTA CENTO, DISPONIBILI APPENA 4 MILIARDI, RIGUARDERA’ POCHI … INTROITI CONDONO FISCALE, PREVISTI SOLO 3,5 MILIARDI… REDDITO CITTADINANZA, SOLO RIFORMA CENTRI IMPIEGO, NESSUN BENEFICIATO… FLAT TAX SOLO PER LIBERI PROFESSIONISTI

Oggi nuovo vertice (allargato) di governo sulla legge di Bilancio. Una riunione per mettere a punto i temi principali di un lavoro che verrà  poi chiuso dopo la pausa estiva, e dare vita al provvedimento che dovrebbe contenere – sia pure in forma molto embrionale – i tre punti di fondo del programma di governo giallo-verde.
Ovvero, flat tax (ma solo per i liberi professionisti), reddito di cittadinanza (ma solo per avviare il sistema di monitoraggio e di pagamento dell’assegno attraverso i centri per l’impiego), e la modifica (molto modesta) della legge Fornero sulle pensioni. Come ha detto a Radio 24 il vicepremier e ministro di Lavoro e Sviluppo economico Luigi Di Maio, «mettiamo sul tavolo il reddito di cittadinanza, la flat tax e poi la Legge Fornero. Ieri intanto è stata depositata la proposta di legge per il taglio delle pensioni d’oro. Credo sarà  approvata per settembre-ottobre e daremo soldi ai pensionati al minimo».
Al vertice e al Consiglio dei ministri in programma per la serata per la Lega ci sarà  il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, e non Matteo Salvini. Ci sarà  anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria, che suggerirà  come ha fatto in queste settimane cautela e prudenza.
Pensioni d’oro e Lega
Uno dei passaggi per intervenire sulle regole previdenziali ed innalzare – si vedrà  di quanto e per quanti pensionati – l’assegno minimo, oggi intorno ai 450 euro lordi, è il taglio delle cosiddette «pensioni d’oro». Il piano è quello di imporre a una platea di circa 100 mila persone – che godono di un reddito previdenziale complessivo superiore ai 4000 euro mensili netti – il ricalcolo contributivo. La norma verrà  inserita in un collegato che marcerà  parallelamente alla legge di Bilancio. Sembrava una materia cara solo ai Cinque Stelle, ma intanto ieri la Lega ha presentato al Senato una proposta di legge che, dice il presidente dei deputati della Lega Riccardo Molinari, «prevede il ricalcolo sul retributivo delle pensioni e dei vitalizi per la parte eccedente gli 80 mila euro l’anno lordi».
Quota 100 al via
Oggi si parlerà  anche di come mettere in moto il meccanismo per rendere più facile l’uscita anticipata verso il pensionamento. I soldi a disposizioni sono tuttavia pochi: si parla di 4 miliardi, che saranno inseriti nella legge di Bilancio. Risorse modeste che limiteranno la platea di chi potrà  smettere di lavorare, con 64 anni di età  e una soglia minima di anni di contribuzione previdenziale. Si potranno conteggiare soltanto due anni di contributi figurativi.
Condono e flat tax”
Da gennaio del 2019 dovrebbe partire la sanatoria per le cartelle fiscali. La cosiddetta «pace fiscale» potrebbe essere inserita anche nel decreto fiscale collegato che dovrebbe anche quest’anno accompagnare la legge di Bilancio. Si stanno ancora studiando i dettagli anche per evitare, viene riferito, che si sovrapponga alla rottamazione delle cartelle ancora in corso. Il gettito atteso è di 3,5 miliardi.
La flat tax invece partirebbe dai professionisti: un ddl già  presentato dalla Lega estende il regime minimo-forfettario del 15% a tutte le partite Iva con un volume d’affari tra i 65 mila e i 100 mila euro.
Il caso Piano Periferie
Intanto, esplode il caso del Piano Periferie. Varato due anni fa dai governi Renzi e Gentiloni – ma mai partito nonostante i 2 miliardi stanziati – il piano per riqualificare le periferie urbane sarà  rinviato per altri due anni, fino al 2020.
Un rinvio che ha il sapore del bacio della morte per il provvedimento, visto che i soldi risparmiati saranno destinati a investimenti degli Enti locali. Contro questa decisione protesta però il presidente dell’Anci, il sindaco di Bari Antonio Decaro: su questa misura erano già  state firmate dai Comuni 120 convenzioni, e i sindaci «potrebbero diffidare la presidenza del Consiglio ad adempiere a quanto deciso e sottoscritto dal governo. Davvero non vorremmo essere costretti ad arrivare a tanto. Ma pretendiamo chiarezza».

(da “La Stampa“)

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SIAMO ANCORA ALL’ELENCO DELLE COSE DA FARE

Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile

CONFERENZA STAMPA DI CONTE: SU MANOVRA, TAV, TAP, RAI, CONSOB, IRAN TUTTO RINVIATO ALL’AUTUNNO

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa fa un ‘elenco’ degli interventi che il governo dovrà  fare a partire da settembre.
Si tratta di un’impressionante serie di “valuteremo”, “vedremo”, “faremo una sintesi” su quasi tutti i dossier principali, dalla manovra a Tap, Tav, Alitalia, Consob, Rai, migranti e via dicendo.
Manovra economica
“La ragione dell’incontro di oggi è oggettiva: mettere a punto una manovra che sia seria, rigorosa, coraggiosa. Sarà  accompagnata da riforme strutturali, in cui noi riponiamo molta fiducia perchè siamo convinti che la leva per la crescita economica e lo sviluppo sociale saranno le riforme”, ha detto da Palazzo Chigi. Tra i tasselli importanti della manovra la riforma fiscale e il reddito di cittadinanza.
Il codice degli appalti e la semplificazione
“A settembre avremo una proposta di riforma del codice degli appalti seria che possa sbloccare il quadro normativo e dare maggiore certezza giuridica per rilanciare gli appalti. E poi, lo dico anche alla luce della mia competenza, semplificazione normativa e burocratica, perchè ritengo che il Paese sia imbrigliato da vincoli, lacci e lacciuoli”, ha affermato il presidente del Consiglio.
Tav: “A breve decideremo”
Il futuro della Torino Lione sarà  stabilito a breve: “La Tav è un argomento all’ordine del giorno nell’agenda del governo: è alla nostra attenzione e come anticipato da Toninelli stiamo esaminando tutti gli aspetti in termini di costi e benefici, con l’impegno a una revisione integrale su questo punto. Capisco che vogliate ogni giorno risposte ‘Tav sì o no’ e i ministri esprimono le loro posizioni. Ma all’esito di questa verifica, trarremo le nostre decisioni. La sintesi la faremo tra un pò in termini risolutivi, in Consiglio dei ministri”, ha affermato.
Tap
Il governo sarà  “vigile e valuterà  tutte le istanze” sul gasdotto Tap e “alla fine ci sarà  una sintesi politica che spetta al consiglio dei ministri con i suoi ministri”. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio, Giusepepe Conte, rispondendo ai cronisti a palazzo Chigi. “Ci sono preoccupazioni diffuse”, ma “dobbiamo fare valutazioni rispetto a un progetto in corso di realizzazione, faremo una verifica presso tutti i ministeri competenti della procedura fin qui seguita. Vogliamo accertarsi che sia stata corretta”, ha aggiunto ricordando gli incontri avuti nei giorni scorsi con i parlamentari e le autorità  locali.
Migranti
“Il fatto di Foggia non significa che mancano i flussi. Anzi, significa che dobbiamo lavorare contro il lavoro nero”. “Noi dobbiamo regolamentare il fenomeno su base strutturale, di concerto con tutti i Paesi europei. Il Trattato di Dublino era insufficiente, la gestione era legata al solo paese di approdo. Invece oggi tutti i Paesi occidentali europei devono affrontare il tema con regolamentazione e gestione dei flussi europei”, ha aggiunto Conte. “Affronteremo il problema dei flussi in un’ottica complessiva, vogliamo coinvolgere anche gli altri Paesi europei perchè non è solo un problema italiano”.
“In un’intervista alla tv ceca ho lanciato un appello al premier Babis, chiedendogli se mostrerà  come atto simbolico di accogliere un solo migrante. Lì ora si è aperto un dibattito. Cercherò di convincerlo a farlo, lo incontrerò qui a fine agosto o inizio settembre”.
Rai
“Rai: come se ne esce? Il presidente del Consiglio non ha una formula da offrire: valuteremo. Ma anche cambiare in questo momento, se il cda non dovesse ritenere, tra tutte persone assolutamente qualificate, di individuare una figura da indicare come presidente, non è facile: non si può costringere qualcuno alle dimissioni. E’ una situazione delicata, valuteremo nel modo migliore, senza forzature. Auspichiamo una soluzione con tranquillità  e nel rispetto delle prerogative, auspicando un dialogo tra forze politiche”.
Consob
Con la Consob “abbiamo avviato una interlocuzione” per verificare la valutazione della commissione sulla eventuale incompatibilità  del presidente Mario Nava e “attendiamo di raccogliere le risposte e poi valuteremo”. Così il presidente del consiglio, giuseppe conte, che interpellato sulla vicenda ha sottolineato che la Consob è un’autorità  indipendente e dunque “qualsiasi confronto deve seguire binari appropriati”. Conte ha comunque sottolineato che “il presidente del consiglio deve essere informato sulle verifiche delle compatibilità “.
Alitalia
“Su Alitalia Toninelli ha già  anticipato il suo proponimento di conservare in qualche modo una compagnia di bandiera, anche per quel che comporta. Bisogna misurarsi con le possibilità  concrete. Ci stiamo lavorando, Toninelli sta cercando di costruire le premesse per arrivare a questo risultato, poi però dovremo verificare che sia un percorso realizzabile e dovremo confrontarci con la realtà  di mercato, con gli investitori disponibili a perseguire questo obiettivo”.
Iran
“Sull’Iran non ho assunto con Trump una posizione specifica ma ho detto che siamo disponibili a valutare la necessità  di atteggiamenti più rigorosi, se l’accordo si rivelasse inefficace, aspetteremo di avere elementi per valutare le dovute conseguenze, anche con gli altri Paesi dell’Ue” dice Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Iniziative di questo tipo le vorremmo valutare con i partner europei”, sottolinea.
Giustizia: “Velocizzare i processi civili”
Il governo spingerà  “sull’acceleratore per i processi civili”, perchè è “inaccettabile che il sistema giustizia offra risposte che arrivano dopo anni, e non solo”. Il problema, ha affermato Conte “non è solo la sentenza ma anche il recupero del credito”, “lavoriamo alacremente per riformare il processo esecutivo”.

(da “Huffingtonpost”)

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FICO SMARCA IL M5S DA SALVINI: “SIAMO UNA FORZA DISTINTA E ALTERNATIVA ALLA LEGA”

Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile

SU TAV E PROFUGHI MOLTO DISTANTE DA DI MAIO: “GOVERNO NATO DA UN CONTRATTO, NON DA UNA ALLEANZA”

“Siamo forze politiche ben distinte e alternative”. E’ il presidente della Camera Roberto Fico a tracciare una linea identitaria tra il Movimento 5 Stelle e la Lega.
Sui migranti, sulle grandi opere come la Tav, sulla legge Mancino, sulla legge sul caporalato. E’ la terza carica dello Stato (non per la prima volta) a far sentire più forte la voce del Movimento.
Questa volta lo fa con un’intervista a Repubblica, nella quale sottolinea — come punto cardine — che “la Lega conosce la nostra storia, noi la loro. Siamo forze politiche ben distinte e alternative”.
Una premessa che lo porta a mettere in chiaro che non c’è nessuna possibilità  di correre insieme alle Europee e fa emergere la sfida tutta interna alla maggioranza per far emergere le diverse sensibilità  anche nell’azione di governo, scenario che d’altra parte emergerà  in questi mesi di elaborazione della legge di bilancio.
Tav, migranti, caporalato, legge Mancino. Sono questi i temi su cui Fico marca la differenza tra le due forze politiche di maggioranza.
Il presidente della Camera, alla domanda sul nodo dell’alta velocità  piemontese risponde così: “Quella contro la Torino-Lione è una lotta cui ho partecipato dal 2005. C’è stato un grande lavoro con il movimento no Tav”.
“Una battaglia” su cui si giocano le origini del Movimento stesso, il consenso   — come ha ricordato anche Alessandro Di Battista — e “che non si può dimenticare”.
Fico parla della genesi del governo in cui sono confluite due forze politiche distanti, ma unite nell’azione di un esecutivo nato “non da un’alleanza ma da un contratto. Con temi che potevano essere avvicinati di due programmi molto diversi”. I temi “qualificanti” dei due partiti restano “flat tax e reddito di cittadinanza“.
L’altro grande tema, su cui lo stesso Fico si è già  esposto più volte, è quello dei migranti e del loro sfruttamento: “C’è da parte del governo e delle forze politiche la consapevolezza che queste situazioni — dice in riferimento anche alla morte dei braccianti nel foggiano — vanno affrontate in modo strutturale, perchè le condizioni disumane in cui vivono queste persone non sono degne di un Paese civile”.
A proposito dell’ondata migratoria, il modello proposto da Fico è quello del Canada. “Le vie legali di accesso sono coerenti al cento per cento con la lotta alla tratta degli esseri umani. Un’immigrazione controllata, sostenibile, come avviene in Canada, può portare benefici per tutti. Dove questo non avviene, dove non si integra, crescono lo scontro sociale e la paura“.
Sulla Libia non ha dubbi, lì c’è un problema “strutturale di diritti umani — prosegue — La prima cosa che dobbiamo chiedere è che i centri che accolgono i migranti lavorino sotto l’egida delle organizzazioni internazionali. E che non ce ne siano di illegali”. Sulle motovedette per il controllo delle coste senza porre condizioni risponde che “passerà  del tempo” prima che arrivino e “ci sarà  da lavorare, anche a livello europeo, per la stabilizzazione” della zona.
Quanto alla legge sul caporalato, “nella scorsa legislatura è stata approvata una legge importante” dice in riferimento al provvedimento firmato dall’ex ministro dell’Agricoltura e attuale segretario del Pd Maurizio Martina. Una legge che “può essere rafforzata e migliorata, ma il principio deve essere quello di combattere lo sfruttamento”.
Un’altra presa di distanza dalla linea leghista arriva sulle parole pronunciate nei gironi scorsi dal ministro Fontana, che ha proposto di abolire la legge Mancino contro l’ideologia nazifascista e le discriminazioni razziali: “Da terza carica dello Stato di una Repubblica nata sulla lotta al nazifascismo, ho già  detto che quella legge va mantenuta“. Anzi va “ampliata. Non c’è discussione su questo”.
Infine la Rai e lo stallo sulla nomina del presidente. Premesso che “la Vigilanza è un organo autonomo, la mia sarebbe un’ingerenza”, quello che pensa però “è che la Rai debba avere subito un presidente ed essere messa in grado di lavorare per il bene dei cittadini che pagano il canone. C’è molto da fare, a partire dalla riforma delle news“. E sul nodo della legittimità  del ruolo di Marcello Foa, uomo fortemente voluto dalla Lega ma non confermato dal voto in Commissione di Vigilanza, Fico ha le idee chiare: “Servono un nuovo voto e un presidente a tutti gli effetti”, aggiunge.
Infine i vitalizi, l’argomento su cui Fico sta lavorando a tempo pieno da quando è stato eletto alla presidenza di Montecitorio. “Mi auguro — dice — che il Senato segua l’esempio della Camera, che (lo ha detto anche il Consiglio di Stato) ha scelto la strada corretta, quella di una delibera in ufficio di presidenza, come per queste materie avviene dal 1956”. Non teme ricorsi, conclude Fico, “ma so che arriveranno”.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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TAJANI E CHIAMPARINO INSIEME AL CANTIERE TAV: SFIDA BIPARTISAN AL GOVERNO

Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile

IL GOVERNATORE DEL PIEMONTE PUNTA SULL’EUROPA PER EVITARE LO STOP AI CANTIERI

Il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani ha visitato oggi i cantieri della Tav. Lo fa come esponente dell’istituzione che finanzia il 40 per cento dell’opera e come vicepresidente del partito di Silvio Berlusconi: lo dimostra il fatto che ad accompagnarlo ci sia il forzista Alberto Cirio, anche egli nel doppio ruolo di deputato a Bruxelles e rampante esponente di Forza Italia, a detta ancora di molti in corsa per le regionali del prossimo anno.
Con lui, prima alla galleria di Chiomonte poi a quella di Saint Martin la Porte, c’e’ anche il presidente della Regione Sergio Chiamparino, che da settimane ribatte numero su numero alle dichiarazione del ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli e   ha annunciato una contro analisi costi e benefici (“perchè quella del governo sarà  di parte” è la convinzione di Piazza Castello).
Analisi che Chiamparino intende presentare agli Stati generale delle infrastrutture piemontesi già  convocati per il 28 settembre.
In questo momento sembrano davvero l’Europa (e la Francia) gli alleati più solidi di chi vuole la Tav. E sul fronte politico quell’alleanza si fonda al momento solo tra gli ex alleati del patto del Nazareno.
Sono proprio Forza Italia e il Pd – forse Chiamparino ancora più del Pd- ad aver fatto della difesa della Tav – messa in dubbio dal governo giallo-verde – una bandiera dentro e fuori dai   parlamenti.
Petizioni degli azzurri a Bruxelles, mozioni dei dem a Roma, convegni e sciopero annunciati per mobilitare la società  civile. Perchè, almeno nel nord Italia, la difesa della Torino-Lione raccoglie il consenso del mondo produttivo e dei sindacati (con l’eccezione della Cgil di Torino) che si sono riuniti la settimana scorsa a Torino per dire che senza la Torino-Lione il Piemonte e l’Itaia muoiono.
E c’è chi legge in questo dinamismo bi-partisan uno sforzo per far nascere una sorta di partito di Tav, anche se sia da Forza Italia che tra i democratici si escludono accordi elettorali in questa direzione per le Regionali.
Ma il voto è tra un anno e le carte possono ancora cambiare molte volte. Soprattutto se il governo dovesse decidere alla fine di stoppare i cantieri mettendo in seria difficoltà  l’alleanza tra i berluscones e il Carroccio, almeno in questo parte d’Italia

(da agenzie)

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AMNESTY INTERNATIONAL ACCUSA ITALIA, MALTA E L’EUROPA: “COLLUSI CON LA LIBIA”

Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile

“PREOCCUPATI SOLO DI RESPINGERE ESSERI UMANI PIUTTOSTO CHE SALVARE VITE”… IN DUE MESI 721 MORTI IN MARE, AUMENTATI DA 4.400 A 10.000 GLI INTERNATI NEI LAGER LIBICI

Amnesty International accusa l’Italia, Malta e l’Europa di essere “collusi con i libici” e di usare come “moneta di scambio le vite dei migranti”.
‘Tra il diavolo e il mare blu profondo. I fallimenti dell’Europa su rifugiati e migranti nel Mediterraneo centrale’ è il titolo di un rapporto di 27 pagine in cui Amnesty sostiene che soltanto fra giugno e luglio siano morte più di 721 persone in mare, mette in evidenza le nuove politiche italiane che hanno lasciato le persone bloccate in mare per giorni e analizza come i paesi dell’Unione europea stiano cospirando per contenere rifugiati e migranti in Libia, dove sono esposti a torture e abusi.
“Nonostante il calo del numero di persone che cerca di attraversare il Mediterraneo negli ultimi mesi, il numero dei morti in mare è salito. La responsabilità  per il numero crescente di vittime ricade sui governi europei che sono più preoccupati di tenere le persone fuori piuttosto che salvare vite umane”, ha affermato Matteo de Bellis, ricercatore di Amnesty esperto di asilo e migrazione.
“Le politiche europee hanno autorizzato la Guardia costiera libica a intercettare le persone in mare, tolto la priorità  ai salvataggi e ostacolato il lavoro vitale delle Ong di salvataggio. Il recente aumento di le morti in mare non è solo una tragedia: è una vergogna”.
Sono più che raddoppiati, dai 4.400 di marzo ai 10.000 di fine luglio (compresi 2.000 fra donne e bambini), gli internati nei centri libici.
“Virtualmente – scrive Amnesty – sono tutte persone intercettate in mare e riportate in Libia dalla Guardia costiera libica che è equipaggiata, addestrata e supportata da governi europei”.Per questo, secondo l’Ong, “i governi europei sono collusi con le autorità  libiche per contenere in Libia i rifugiati e i migranti, a dispetto degli orribili abusi che rischiano per mano della Guardia costiera libica e nei centri di detenzione in Libia. I piani di espandere questa politica di esternalizzazione nella regione sono profondamente preoccupanti”, afferma de Bellis.
Durante lo scorso anno, i governi europei non sono riusciti a raggiungere un accordo su riforme cruciali per il sistema di Dublino, che avrebbero potuto aiutare a evitare qualsiasi controversia sullo sbarco in Europa delle persone salvate in mare.
“In risposta a ciò, l’Italia ha cominciato a negare l’ingresso nei suoi porti alle navi che trasportavano persone salvate”.
Questa nuova politica si rivolge alle navi delle Ong, alle navi mercantili e persino alle navi della marina straniera. Ritardi non necessari nello sbarco costringono le persone che necessitano di assistenza urgente – compresi i feriti, le donne incinte, i sopravvissuti alla tortura, le persone traumatizzate da naufragi e minori non accompagnati – a rimanere in mare per diversi giorni.
“Nel suo insensibile rifiuto di permettere ai rifugiati e ai migranti di sbarcare nei suoi porti, l’Italia sta usando vite umane come merce di contrattazione. Le persone disperate sono state lasciate bloccate in mare con insufficiente cibo, acqua e riparo, mentre l’Italia cerca di aumentare la pressione politica per condivisione della responsabilità  in altri stati europei”, ha affermato ancora Matteo de Bellis. “Inoltre, le autorità  italiane e maltesi hanno denigrato, intimidito e criminalizzato le Ong che cercano di salvare vite in mare, rifiutando alle loro barche il permesso di sbarcare e le ha anche confiscate”.
“L’Italia e gli stati e le istituzioni europei devono agire con urgenza per dare la priorità  al salvataggio in mare, e assicurare che i soccorsi siano sbarcati tempestivamente in paesi in cui non lo saranno esposti a gravi abusi e dove possono chiedere asilo”.
Il rapporto descrive anche i casi recenti in cui sono state violate le leggi internazionali segnalati. Questo include un incidente il 16-17 luglio, quando l’Ong Proactiva ha trovato una donna ancora viva e due corpi su un relitto che affondava dopo l’intervento della Guardia costiera libica e il respingimento verso la Libia di 101 persone dalla nave commerciale italiana Asso Ventotto il 30 luglio. “Questi gravi incidenti devono essere tempestivamente e adeguatamente investigati”, ha concluso Matteo de Bellis.

(da agenzie)

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MUTILAVANO MIGRANTI E POVERI CRISTI PER TRUFFARE LE ASSICURAZIONI: ORRORE IN SICILIA, MORTO UN GIOVANE TUNISINO

Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile

ORGANIZZAZIONI CRIMINALI ITALIANE SPEZZAVANO GAMBE E BRACCIA DI PERSONE CON PROBLEMI ECONOMICI PUR DI SPILLARE SOLDI ALLE ASSICURAZIONI

Una storia agghiacciante. Due cosche che mutilavano braccia e gambe a migranti e altre vittime compiacenti per truffare le assicurazioni: la Polizia ha fermato 11 persone nell’ambito di un’operazione che ha sgominato “due pericolosissime organizzazioni criminali dedite alle frodi assicurative”.
Coinvolto anche un infermiere dell’ospedale Civico di Palermo. “Le due associazioni criminali disarticolate dalla Polizia con le indagini dirette dalla Procura di Palermo hanno evidenziato la particolare cruenza degli adepti delle due organizzazioni che scagliavano pesanti dischi di ghisa come quelli utilizzati nelle palestre sugli arti delle vittime, in modo da procurare delle fratture che spesso menomavano le parti coinvolte costringendole anche per lunghi periodi all’uso di stampelle e a volte alla sedia a rotelle”, ha spiegato la Questura
Le indagini hanno permesso di ricostruire anche la triste vicenda di un cittadino tunisino, trovato morto su una strada alla periferia di Palermo, nel gennaio del 2017.
Il decesso, in un primo momento considerato conseguenza di un sinistro stradale, in realtà  era stato determinato dalle fratture multiple provocate da appartenenti ad una delle due associazioni criminali coinvolte nelle truffe proprio per inscenare un finto incidente.
E non solo: le vittime compiacenti delle due organizzazioni venivano reclutate in luoghi frequentati da soggetti ai margini della società , tra cui tossicodipendenti, persone con deficit mentali o affetti da dipendenza da alcol, e con grandi difficoltà  economiche, attratti dalle promesse di facili e cospicui guadagni, ma in realtà  mai corrisposti.
A volte i criminali in maniera rudimentale somministravano alle vittime dosi di anestetico procurate anche da una delle persone fermate – un’infermiera in servizio presso l’ospedale Civico di Palermo – al fine di attenuarne le grida di dolore.

(da Globalist)

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ORRORE IN FAMIGLIA A TORINO: “VIOLENTATA DA MIO FIGLIO, DIPENDENTE DAL CRACK”

Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile

CRIMINE IN FAMIGLIA ITALIANA, SALVINI PUO’ RISPARMIARE UN POST…
“SEQUESTRATA PER ORE” LA DENUNCIA DELLA DONNA

Era nell’androne del palazzo, accovacciata ai piedi delle scale, con i vestiti strappati. «Signora che cosa l’è successo? Siamo qui per aiutarla», le hanno detto i poliziotti delle volanti, mandati in quella zona della periferia Nord della città  per una presunta lite in famiglia. No, niente di tutto questo. Nessuna lite.
Ben altro orrore è emerso dalle sue parole miste a lacrime. «Mio figlio mi ha violentata per ore. È un tossicodipendente da anni. Si fa di crack tutto il giorno. Vive di allucinazioni. Adesso sta dormendo nella sua stanza. Solo adesso sono riuscita a liberarmi e a chiedere aiuto».
Il figlio, trentenne è stato arrestato con l’accusa di abuso sessuale. Ora si trova in carcere, sottoposto a misura cautelare, in attesa delle analisi del Dna effettuate sia sui campioni biologici isolati sui vestiti e sia su quelli recuperati nel corso della visita medica a cui è stata sottoposta la donna, poco più che cinquantenne, negli ambulatori del Sant’Anna.

(da agenzie)

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“ZINGARI E MOLESTATORI SCENDETE DAL TRENO, AVETE ROTTO”: L’ANNUNCIO DEMENZIALE SUL TRENO MILANO-CREMONA

Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile

TRENORD HA APERTO UN’INCHIESTA INTERNA, SI PENSA SIA STATA LA CAPOTRENO… IL PASSEGGERO CHE HA DENUNCIATO L’ACCADUTO: “COLPA DEL CLIMA CHE SI E’ CREATO NEL PAESE”

“I passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori. Scendete perchè avete rotto. E nemmeno agli zingari: scendete alla prossima fermata, perchè avete rotto i c…”.
È il messaggio, lanciato da una voce femminile attraverso gli altoparlanti di bordo che i passeggeri del regionale ‘2653’, in partenza alle 12.20 da Milano per Cremona e Mantova, hanno udito con un certo sconcerto.
Uno di loro ha mandato una segnalazione tempestiva e specifica che ha innescato un’inchiesta da parte di Trenord, come racconta La Provincia di Cremona. “Ringraziamo il cliente per la pronta segnalazione – scrive l’azienda dei trasporti in una nota – Quanto riportato è grave e inqualificabile, adotteremo i provvedimenti necessari”.
Fatto un rapido incrocio di dati, l’ipotesi più probabile è che sia stata la capotreno a diffondere il messaggio, anche se l’azienda non esclude ancora del tutto che un passeggero possa aver manomesso il dispositivo da cui si lanciano gli avvisi in carrozzaIl passeggero che ha deciso di non lasciare perdere la questione è Raffaele Ariano, un ricercatore dell’Università  Vita-Salute San Raffaele che in un post scritto subito dopo esser sceso dal treno a Cremona descrive l’accaduto e si chiede se si possa fare qualcosa: “C’è qualche ente/associazione a cui abbia senso denunciare la cosa? Sono abbastanza convinto che questo comportamento sia sanzionabile. Il controllore di un treno, ad esempio, è un pubblico ufficiale”.
Ariano, intervistato da Repubblica, spiega di essersi sentito “in dovere di denunciare la cosa perchè ho la netta sensazione che comportamenti del genere siano ormai stati sdoganati dal clima che si è creato nel nostro Paese. Sui social mi hanno anche consigliato di denunciare l’accaduto in questura, ma io non voglio che la persona che ha fatto l’annuncio venga licenziata. Non chiedo la testa di nessuno, ma una netta presa di posizione da parte di Trenord, in modo che passi il messaggio che certi atteggiamenti non sono tollerabili”.
Il ricercatore spiega anche di “esser stato pendolare per anni su quella tratta e ci sono da sempre persone che chiedono l’elemosina. Ma reazioni di quel tipo non ce n’erano mai state”.

(da agenzie)

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