Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile
IL SOLITO VOCABOLARIO: “PORTALI A CASA TUA I REJETTI” … MAI CHE PORTINO A CASA LORO UN SENZATETTO ITALIANO, QUESTI CAZZARI
“Ora hai ottenuto la popolarità che volevi. Quando ti rapineranno ricordati il tuo post e ricordati che per colpa del tuo buonismo forse una persona perderà il posto di lavoro”. “Sei ridicolo”. “Radical chic del c…, portali a casa tua i reietti”.
Sono i soliti demenziali commenti al post su Facebook con cui Raffaele Ariano, il passeggero del treno Milano-Cremona, ha denunciato l’annuncio nel quale una voce femminile (poi identificata da Trenord in quella del capotreno) diceva: “Molestatori e zingari scendete dal treno, avete rotto”.
In molti hanno lodato il coraggio di Ariano, ricercatore dell’università Vita-Salute San Raffaele, e non manca chi lo ringrazia “a nome di tutti gli italiani per bene”.
Ma in tanti, invece, hanno scelto di difendere l’annuncio: “Propongo una medaglia per il capotreno”. I commenti al post sono migliaia, assumendo un tono via via più rabbioso.
Sono decine quelli di chi si scaglia contro l’autore della denuncia, augurandogli persino di essere rapinato e molestato.
Consapevole e colpito dalla valanga di critiche, Ariano, intervistato da Radio Capital ha commentato: “Stanno venendo a commentare sulla mia pagina persone che non conosco. Gli autori di questi commenti fanno parte della nuova Italia salviniana e sappiamo bene in che modo si esprime e con quali criteri ragiona. Non sono commenti incoraggianti, proprio per questo vanno denunciati episodi del genere”.
Ma va anche segnalato che per molti l’assegnista di ricerca del San Raffaele è visto da chi ne condivide la denuncia come un rappresentante “dell’Italia civile che resiste”. “Tutta la mia stima – scrive qualcuno – Lascia perdere la feccia gialloverde, la parte buona di questo Paese è dalla tua parte”. E ancora: “Infinita tristezza di fronte a certi commenti. Grazie, Raffaele, per aver preso posizione!”.
O ancora: “Hai fatto bene e hai tutto il mio sostegno”. E, infine: ” La capotreno è giustamente da licenziare. Certi commenti, se proprio vuole, li fa a casa sua e non nell’esercizio delle sue funzioni. E grazie, Raffaele. Voci come la sua sono importanti. Civiltà non l’è (ancora) morta”.
(da “La Repubblica“)
argomento: Razzismo | Commenta »
Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile
I FATIDICI 40 MILIONI RISPARMIATI CON I VITALIZI SONO STATI GETTATI NEL CESSO CON IL PASSIVO DI UN MESE DI ALITALIA, MA QUESTO DI MAIO NON LO DICE
Il fuoricorso italiano più famoso e di successo, in un’intervista al TG1 sulle coperture per il
reddito di cittadinanza e la Flat Tax (che unico caso nell’Universo e nella logica umana in Italia avrà aliquote multiple) rispondeva con una sublime dimaialata: abbiamo tagliato i vitalizi.
E’ oltremodo avvilente dover constatare quotidianamene che ai danni della Legge Basaglia si sono aggiunti quelli delle molteplici riforme della scuola dell’obbligo.
Per cui ormai l’artimetica è diventata un’opinione, peraltro sottoposta al voto sulla piattaforma Russò.
Ma noi che purtroppo siamo legati ad un passato dove le tabelline si imparavano in prima elementare e non al dodicesimo anno fuoricorso a Giurisprudenza avremmo qualche pacata considerazione da condividere con i lettori sani di mente.
I vitalizi degli ex parlamentari consentono risparmi per 40 milioni di euro, a detta degli esegeti gialloverdi, ma ancora tutti da verificare.
Tuttavia prendendo per buona la stima, non si recuperano nemmeno i 49 milioni che i compagni di merende padane hanno fatto sparire.
Ma di questa incresciosa sottrazione al limite Giggino può affermare di non avere colpa. Si limita a fare spallucce, tanto la setta degli honesti è onesta solo quando fa comodo. Con gli amici si chiudono occhi e bocca.
Però sull’Ilva il dossier è in mano proprio al Mancato Giurista di Pomigliano che in 5 anni di attività parlamentare non è riuscito a studiarlo per sua stessa ammissione. L’Ilva brucia cassa per oltre un milione di euro al giorno, quindi da quando è entrato in carica il governo è costata il doppio dei risparmi sui vitalizi.
Ma se fosse finita qui ci sarebbe da recitare un Te Deum. Invece manca all’appello la patata bollente Alitalia.
Siccome le clientele grulline romane hanno bisogno di pastura abbondante invece di chiuderla i gialloverde la tengono in vita al costo di oltre un milione al giorno. Quindi i fatidici 40 milioni sono stati gettati nel cesso in poco più di un mese.
Ma anche ammettendo che ILVA e Alitalia sparissero per incanto, il governo giggioleghista al momento paga in interessi quasi 66 miliardi di euro all’anno che diviso per 365 giorni fa circa 180 milioni (incluse domeniche e feste comandate). Quindi i 40 milioni dei vitalizi sono bastati per pagare gli interessi per una manciata di ore dal momento in cui sono stati aboliti.
Insomma in barba alla Legge Basaglia, ci dispiace informare il pubblico che per i sogni grillini non sono disponibili neanche le briciole o il pulviscolo cosmico.
Peraltro tra Fornero, flat tax, reddito di cittadinanza e grandi opere l’universo onirico costa, secondo varie stime, circa 100 miliardi all’anno.
Non volendo rovinare la digestione agli adepti, lascio loro alle prese con i conti per verificare quanti minuti di REM durano 40 milioni.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: economia | Commenta »
Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile
E LA CAUSA PER DANNI SULLO SFONDO
Nicola Lillo sulla Stampa di oggi immagina tre scenari possibili per una chiusura del dossier ILVA, che si trova ancora sul tavolo del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio.
Si va dall’ipotesi di chiusura di un accordo con ArcelorMittal al ministero con meno esuberi fino alla causa per danni in caso di annullamento della gara:
Scenario 1
L’ipotesi più lineare è quella che tra Arcelor Mittal, sindacati e governo si arrivi a un accordo sul numero degli esuberi. Questo per ora, al netto dell’annullamento della gara, è il problema più spinoso.
L’azienda infatti si era detta disponibile (secondo l’ultimo accordo siglato con il precedente governo) ad assumere 10 mila lavoratori, sui 14 mila totali. Gli altri sarebbero stati impiegati per la riqualificazione ambientale.
I sindacati e il governo però chiedono molto di più e nelle prossime settimane si capirà se un accordo tra le parti è possibile. In questo caso la multinazionale prenderebbe da metà settembre la guida totale dell’acciaieria, come previsto dal contratto già siglato.
Scenario 2
Una seconda ipotesi — meno probabile però — è che non venga trovata l’intesa sul numero di dipendenti da assumere. In questo caso, come previsto dal contratto, Arcelor Mittal potrà comunque prendere le redini dell’Ilva dal 15 settembre, senza alcun impedimento e sempre che il ministro non intervenga per fermare tutto, annullando la gara pubblica. Quest’ultima è l’ipotesi più pericolosa.
Scenario 3
Se infatti il ministro per lo Sviluppo Economico, dopo il parere dell’Avvocatura di Stato atteso entro fine mese, decidesse di ripartire dall’inizio, servirebbero almeno 30 milioni al mese per tenere ancora in vita l’acciaieria. L’azienda commissariata ha infatti ossigeno in cassa solo fino alla metà di settembre. Per fare un’altra gara servirebbe almeno un anno e mezzo, di conseguenza il governo dovrebbe garantire almeno 500 milioni di euro. A questa spesa però se ne sommerebbe un’altra molto più impegnativa. Far saltare la gara infatti indurrebbe Arcelor Mittal a intentare una causa legale miliardaria per inadempimento contrattuale. Il danno sarebbe economico, oltrechè d’immagine. Quale altro importante investitore infatti penserebbe di fare un investimento così pericoloso? L’azienda, spiegano fonti che seguono la trattativa, sarebbe così paralizzata.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile
L’EX PREMIER VUOLE ESSERE ASCOLTATO DALLA PROCURA DI ROMA: “E SE I MAGISTRATI SCOPRISSERO CHE IN ITALIA CI SONO STRUTTURE PER META’ PRIVATE E PER META’ POLITICHE CHE ATTACCANO IL PRESIDENTE CON FAKE NEWS ?”
“Presto toccherà di nuovo a noi”. Matteo Renzi apprare a sorpresa in una diretta Facebook da
Palazzo Giustiniani (“l’ultima diretta prima delle vacanze”), poche ore dopo la conferenza stampa di Giuseppe Conte.
Punzecchia l’attuale premier dicendo che è “più slogan che sostanza”. Attacca la maggioranza su vaccini e decreto Dignità (lo chiama “decreto disoccupazione”).
Ma soprattutto evoca una fine rapida per il governo: “A settembre o ottobre vedrete che si sarà da divertirsi”. Parla di due inchieste giudiziarie: quella sui fondi della Lega, condannata al sequestro di 49 milioni di euro per la vicenda legata ai rimborsi elettorali.
Ma soprattutto si dilunga sull’inchiesta della procura di Roma per l’attacco troll al capo dello Stato. Un’indagine che riguarda il tweetstorm #Mattarelladimettiti, ma anche un’offensiva Facebook come raccontato oggi da Repubblica.
E a proposito dell’inchiesta romana, ricorda: “Ho chiesto al procuratore Pignatone di essere ascoltato come testimone perchè credo che su questa storia delle fake news si giochi il futuro dello Stato democratico”. Altro che “bolla di sapone. E ancora: “Occhio ragazzi! Si arriva a pensare che ci sia una influenza russa nel referendum sulla Brexit e nel referendum costituzionale del 2016. Il referendum lo avremmo perso lo stesso, non cerco altre strane ragioni. Ma è tutt’altro che una bolla di sapone e ce la ritroveremo a settembre”.
Poi pronuncia una frase sbillina: “Nella notte dello scontro tra il Presidente della Repubblica e il Movimento 5 Stelle, Di Maio decide di chiedere l’impeachment per Sergio Mattarella, per alto tradimento”, osserva.
“Una idiozia pura. In quel momento parte una campagna contro Mattarella, con un hashtag #Mattarelladimettiti, e con la creazione di profili falsi sui social. Cioè un soggetto a metà tra una società privata e un movimento politico, chissà , produce dei profili falsi. Il punto è: e se la Procura che ha aperto l’indagine scoprisse che ci son in questo Paese strutture che decidono di mettere in piedi un attacco al Presidente della Repubblica tramite profili falsi e fake news?”.
Poi torna sull’inchiesta contro la Lega: “Salvini, il lanciatore di uova, ha detto una cosa passata quasi nel silenzio: ha detto che i magistrati di Genova devono stare attenti perchè rischiano di sprecare denaro pubblico. Ma perchè ce l’ha con i magistrati di Genova? Perchè sono quelli che stanno indagando sui 49 milioni. Ma lo spreco di denaro pubblico lo ha fatto la Lega, è la Lega che deve restituire 49 milioni di denaro pubblico. C’è una sentenza della Cassazione che dice che la Lega deve restituire i soldi”.
Poi abbandona le questioni giudiziarie per attaccare il governo sull’economia, e le promesse da campagna elettorale: “Adesso siamo alla verità : vi ricordate le grande promesse elettorali? Flat tax, reddito di cittadinanza….Di che cosa stiamo parlando? Fino ad ora non è stato fatto niente. Bisogna essere credibili in Europa, bisogna essere forti. Su Le Monde – a pagina due – ci sono le proposte di Di Maio e Salvini. Se dici quelle cose è normale che sui mercati si balla”.
Di qui la conclusione: “Alla ripresa avremo tante cose da fare, le faremo col sorriso e la consapevolezza che il governo del nostro Paese è un governo che si occupa più di spot che di sostanza e che presto toccherà di nuovo a noi”.
(da agenzie)
argomento: Renzi | Commenta »
Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile
IL MINISTRO DEGLI ESTERI RICORDA I 132 MINATORI ITALIANI MORTI NEL 1956 A MARCINELLE
“Non dimentichiamo che Marcinelle è una tragedia dell’immigrazione, soprattutto ora che tanti vengono in Europa. Non sottostimiamo la difficoltà di gestire un tale fenomeno ma non dimentichiamo che i nostri padri e nonni erano migranti”.
Lo ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero intervenendo alle celebrazioni del 62mo anniversario dell’incidente nella miniera di carbone di Marcinelle, dove persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani. Un messaggio, quello del ministro, che sembra rivolto alla linea intransigente anti immigrati del vicepremier leghista Matteo Salvini.
“Siamo stati una nazione di emigranti – ha sottolineato Moavero – siamo andati stranieri nel mondo cercando lavoro” e bisogna ricordarlo “quando vediamo arrivare in Europa i migranti della nostra travagliata epoca”.
“La tragedia di Marcinelle rappresenta prima di tutto la memoria del nostro Paese, del ricordo di tante persone che lasciavano l’Italia per andare a trovare un lavoro fuori”, ha detto Moavero a margine delle celebrazioni.
“Noi dobbiamo essere fieri di aver costruito un Paese che è riuscito a dare per tante generazioni lavoro in Italia senza più doverlo abbandonare. Oggi che siamo nei postumi della crisi economica, e che siamo di fronte alle sfide della migrazione, non dobbiamo dimenticare queste tragedie del passato che fanno parte di noi stessi, di quello che siamo stati e di quello che siamo”.
Sono stati tanti gli italiani “che lasciarono le terre natie cercando all’estero un futuro migliore per sè e per i propri figli, spesso affrontando viaggi incerti e pericolosi, condizioni impervie di vita” ricorda il ministro.
“Siamo stati, fino ai primi anni Sessanta del Ventesimo secolo, appena ieri, una nazione di emigranti nel mondo – sottolinea ancora Moavero -. Anche in Europa, siamo andati stranieri, in paesi stranieri, cercando lavoro. Partivamo, sovente con grandi disagi, alla volta di quegli stessi Stati europei (Belgio, Francia, Germania e altri) nei quali adesso possiamo andare a lavorare: cittadini dell’Unione Europea, fra altri cittadini della medesima Unione Europea, con analoghi diritti e doveri”.
“La libertà di circolazione dei lavoratori – insiste il ministro – rappresenta un oggettivo, nodale risultato positivo dell’integrazione del ‘vecchio continente’. Fu difficile trovare uno spazio, in tessuti sociali diversi dal nostro, fra non poche ostilità e anche prove di solidarietà : ma fu possibile per tanti, tantissimi”.
“Gli italiani emigrati e i loro discendenti – continua – hanno saputo inserirsi, a pieno titolo, con valore e vigore, nelle realtà estere in cui si erano recati”.
Sono trascorsi 62 anni da quel disastro, la mattina dell’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio, scoppiò un incendio causato dalla combustione d’olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica.
L’incendio provocò la morte di 262 persone delle 275 presenti. Di questi 136 erano emigrati italiani, 95 belghe, 8 polacche, 6 greche, 5 tedesche, 5 francesi, 3 ungheresi, una inglese, una olandese, una russa e una ucraina. In virtù di questa ricorrenza l’8 agosto è stata proclamata la ‘Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo’.
(da agenzie)
argomento: radici e valori | Commenta »
Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile
PENSIONI QUOTA CENTO, DISPONIBILI APPENA 4 MILIARDI, RIGUARDERA’ POCHI … INTROITI CONDONO FISCALE, PREVISTI SOLO 3,5 MILIARDI… REDDITO CITTADINANZA, SOLO RIFORMA CENTRI IMPIEGO, NESSUN BENEFICIATO… FLAT TAX SOLO PER LIBERI PROFESSIONISTI
Oggi nuovo vertice (allargato) di governo sulla legge di Bilancio. Una riunione per mettere a
punto i temi principali di un lavoro che verrà poi chiuso dopo la pausa estiva, e dare vita al provvedimento che dovrebbe contenere – sia pure in forma molto embrionale – i tre punti di fondo del programma di governo giallo-verde.
Ovvero, flat tax (ma solo per i liberi professionisti), reddito di cittadinanza (ma solo per avviare il sistema di monitoraggio e di pagamento dell’assegno attraverso i centri per l’impiego), e la modifica (molto modesta) della legge Fornero sulle pensioni. Come ha detto a Radio 24 il vicepremier e ministro di Lavoro e Sviluppo economico Luigi Di Maio, «mettiamo sul tavolo il reddito di cittadinanza, la flat tax e poi la Legge Fornero. Ieri intanto è stata depositata la proposta di legge per il taglio delle pensioni d’oro. Credo sarà approvata per settembre-ottobre e daremo soldi ai pensionati al minimo».
Al vertice e al Consiglio dei ministri in programma per la serata per la Lega ci sarà il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, e non Matteo Salvini. Ci sarà anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria, che suggerirà come ha fatto in queste settimane cautela e prudenza.
Pensioni d’oro e Lega
Uno dei passaggi per intervenire sulle regole previdenziali ed innalzare – si vedrà di quanto e per quanti pensionati – l’assegno minimo, oggi intorno ai 450 euro lordi, è il taglio delle cosiddette «pensioni d’oro». Il piano è quello di imporre a una platea di circa 100 mila persone – che godono di un reddito previdenziale complessivo superiore ai 4000 euro mensili netti – il ricalcolo contributivo. La norma verrà inserita in un collegato che marcerà parallelamente alla legge di Bilancio. Sembrava una materia cara solo ai Cinque Stelle, ma intanto ieri la Lega ha presentato al Senato una proposta di legge che, dice il presidente dei deputati della Lega Riccardo Molinari, «prevede il ricalcolo sul retributivo delle pensioni e dei vitalizi per la parte eccedente gli 80 mila euro l’anno lordi».
Quota 100 al via
Oggi si parlerà anche di come mettere in moto il meccanismo per rendere più facile l’uscita anticipata verso il pensionamento. I soldi a disposizioni sono tuttavia pochi: si parla di 4 miliardi, che saranno inseriti nella legge di Bilancio. Risorse modeste che limiteranno la platea di chi potrà smettere di lavorare, con 64 anni di età e una soglia minima di anni di contribuzione previdenziale. Si potranno conteggiare soltanto due anni di contributi figurativi.
Condono e flat tax”
Da gennaio del 2019 dovrebbe partire la sanatoria per le cartelle fiscali. La cosiddetta «pace fiscale» potrebbe essere inserita anche nel decreto fiscale collegato che dovrebbe anche quest’anno accompagnare la legge di Bilancio. Si stanno ancora studiando i dettagli anche per evitare, viene riferito, che si sovrapponga alla rottamazione delle cartelle ancora in corso. Il gettito atteso è di 3,5 miliardi.
La flat tax invece partirebbe dai professionisti: un ddl già presentato dalla Lega estende il regime minimo-forfettario del 15% a tutte le partite Iva con un volume d’affari tra i 65 mila e i 100 mila euro.
Il caso Piano Periferie
Intanto, esplode il caso del Piano Periferie. Varato due anni fa dai governi Renzi e Gentiloni – ma mai partito nonostante i 2 miliardi stanziati – il piano per riqualificare le periferie urbane sarà rinviato per altri due anni, fino al 2020.
Un rinvio che ha il sapore del bacio della morte per il provvedimento, visto che i soldi risparmiati saranno destinati a investimenti degli Enti locali. Contro questa decisione protesta però il presidente dell’Anci, il sindaco di Bari Antonio Decaro: su questa misura erano già state firmate dai Comuni 120 convenzioni, e i sindaci «potrebbero diffidare la presidenza del Consiglio ad adempiere a quanto deciso e sottoscritto dal governo. Davvero non vorremmo essere costretti ad arrivare a tanto. Ma pretendiamo chiarezza».
(da “La Stampa“)
argomento: governo | Commenta »
Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile
CONFERENZA STAMPA DI CONTE: SU MANOVRA, TAV, TAP, RAI, CONSOB, IRAN TUTTO RINVIATO ALL’AUTUNNO
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa fa un ‘elenco’ degli interventi che il governo dovrà fare a partire da settembre.
Si tratta di un’impressionante serie di “valuteremo”, “vedremo”, “faremo una sintesi” su quasi tutti i dossier principali, dalla manovra a Tap, Tav, Alitalia, Consob, Rai, migranti e via dicendo.
Manovra economica
“La ragione dell’incontro di oggi è oggettiva: mettere a punto una manovra che sia seria, rigorosa, coraggiosa. Sarà accompagnata da riforme strutturali, in cui noi riponiamo molta fiducia perchè siamo convinti che la leva per la crescita economica e lo sviluppo sociale saranno le riforme”, ha detto da Palazzo Chigi. Tra i tasselli importanti della manovra la riforma fiscale e il reddito di cittadinanza.
Il codice degli appalti e la semplificazione
“A settembre avremo una proposta di riforma del codice degli appalti seria che possa sbloccare il quadro normativo e dare maggiore certezza giuridica per rilanciare gli appalti. E poi, lo dico anche alla luce della mia competenza, semplificazione normativa e burocratica, perchè ritengo che il Paese sia imbrigliato da vincoli, lacci e lacciuoli”, ha affermato il presidente del Consiglio.
Tav: “A breve decideremo”
Il futuro della Torino Lione sarà stabilito a breve: “La Tav è un argomento all’ordine del giorno nell’agenda del governo: è alla nostra attenzione e come anticipato da Toninelli stiamo esaminando tutti gli aspetti in termini di costi e benefici, con l’impegno a una revisione integrale su questo punto. Capisco che vogliate ogni giorno risposte ‘Tav sì o no’ e i ministri esprimono le loro posizioni. Ma all’esito di questa verifica, trarremo le nostre decisioni. La sintesi la faremo tra un pò in termini risolutivi, in Consiglio dei ministri”, ha affermato.
Tap
Il governo sarà “vigile e valuterà tutte le istanze” sul gasdotto Tap e “alla fine ci sarà una sintesi politica che spetta al consiglio dei ministri con i suoi ministri”. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio, Giusepepe Conte, rispondendo ai cronisti a palazzo Chigi. “Ci sono preoccupazioni diffuse”, ma “dobbiamo fare valutazioni rispetto a un progetto in corso di realizzazione, faremo una verifica presso tutti i ministeri competenti della procedura fin qui seguita. Vogliamo accertarsi che sia stata corretta”, ha aggiunto ricordando gli incontri avuti nei giorni scorsi con i parlamentari e le autorità locali.
Migranti
“Il fatto di Foggia non significa che mancano i flussi. Anzi, significa che dobbiamo lavorare contro il lavoro nero”. “Noi dobbiamo regolamentare il fenomeno su base strutturale, di concerto con tutti i Paesi europei. Il Trattato di Dublino era insufficiente, la gestione era legata al solo paese di approdo. Invece oggi tutti i Paesi occidentali europei devono affrontare il tema con regolamentazione e gestione dei flussi europei”, ha aggiunto Conte. “Affronteremo il problema dei flussi in un’ottica complessiva, vogliamo coinvolgere anche gli altri Paesi europei perchè non è solo un problema italiano”.
“In un’intervista alla tv ceca ho lanciato un appello al premier Babis, chiedendogli se mostrerà come atto simbolico di accogliere un solo migrante. Lì ora si è aperto un dibattito. Cercherò di convincerlo a farlo, lo incontrerò qui a fine agosto o inizio settembre”.
Rai
“Rai: come se ne esce? Il presidente del Consiglio non ha una formula da offrire: valuteremo. Ma anche cambiare in questo momento, se il cda non dovesse ritenere, tra tutte persone assolutamente qualificate, di individuare una figura da indicare come presidente, non è facile: non si può costringere qualcuno alle dimissioni. E’ una situazione delicata, valuteremo nel modo migliore, senza forzature. Auspichiamo una soluzione con tranquillità e nel rispetto delle prerogative, auspicando un dialogo tra forze politiche”.
Consob
Con la Consob “abbiamo avviato una interlocuzione” per verificare la valutazione della commissione sulla eventuale incompatibilità del presidente Mario Nava e “attendiamo di raccogliere le risposte e poi valuteremo”. Così il presidente del consiglio, giuseppe conte, che interpellato sulla vicenda ha sottolineato che la Consob è un’autorità indipendente e dunque “qualsiasi confronto deve seguire binari appropriati”. Conte ha comunque sottolineato che “il presidente del consiglio deve essere informato sulle verifiche delle compatibilità “.
Alitalia
“Su Alitalia Toninelli ha già anticipato il suo proponimento di conservare in qualche modo una compagnia di bandiera, anche per quel che comporta. Bisogna misurarsi con le possibilità concrete. Ci stiamo lavorando, Toninelli sta cercando di costruire le premesse per arrivare a questo risultato, poi però dovremo verificare che sia un percorso realizzabile e dovremo confrontarci con la realtà di mercato, con gli investitori disponibili a perseguire questo obiettivo”.
Iran
“Sull’Iran non ho assunto con Trump una posizione specifica ma ho detto che siamo disponibili a valutare la necessità di atteggiamenti più rigorosi, se l’accordo si rivelasse inefficace, aspetteremo di avere elementi per valutare le dovute conseguenze, anche con gli altri Paesi dell’Ue” dice Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Iniziative di questo tipo le vorremmo valutare con i partner europei”, sottolinea.
Giustizia: “Velocizzare i processi civili”
Il governo spingerà “sull’acceleratore per i processi civili”, perchè è “inaccettabile che il sistema giustizia offra risposte che arrivano dopo anni, e non solo”. Il problema, ha affermato Conte “non è solo la sentenza ma anche il recupero del credito”, “lavoriamo alacremente per riformare il processo esecutivo”.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: governo | Commenta »
Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile
SU TAV E PROFUGHI MOLTO DISTANTE DA DI MAIO: “GOVERNO NATO DA UN CONTRATTO, NON DA UNA ALLEANZA”
“Siamo forze politiche ben distinte e alternative”. E’ il presidente della Camera Roberto Fico a
tracciare una linea identitaria tra il Movimento 5 Stelle e la Lega.
Sui migranti, sulle grandi opere come la Tav, sulla legge Mancino, sulla legge sul caporalato. E’ la terza carica dello Stato (non per la prima volta) a far sentire più forte la voce del Movimento.
Questa volta lo fa con un’intervista a Repubblica, nella quale sottolinea — come punto cardine — che “la Lega conosce la nostra storia, noi la loro. Siamo forze politiche ben distinte e alternative”.
Una premessa che lo porta a mettere in chiaro che non c’è nessuna possibilità di correre insieme alle Europee e fa emergere la sfida tutta interna alla maggioranza per far emergere le diverse sensibilità anche nell’azione di governo, scenario che d’altra parte emergerà in questi mesi di elaborazione della legge di bilancio.
Tav, migranti, caporalato, legge Mancino. Sono questi i temi su cui Fico marca la differenza tra le due forze politiche di maggioranza.
Il presidente della Camera, alla domanda sul nodo dell’alta velocità piemontese risponde così: “Quella contro la Torino-Lione è una lotta cui ho partecipato dal 2005. C’è stato un grande lavoro con il movimento no Tav”.
“Una battaglia” su cui si giocano le origini del Movimento stesso, il consenso — come ha ricordato anche Alessandro Di Battista — e “che non si può dimenticare”.
Fico parla della genesi del governo in cui sono confluite due forze politiche distanti, ma unite nell’azione di un esecutivo nato “non da un’alleanza ma da un contratto. Con temi che potevano essere avvicinati di due programmi molto diversi”. I temi “qualificanti” dei due partiti restano “flat tax e reddito di cittadinanza“.
L’altro grande tema, su cui lo stesso Fico si è già esposto più volte, è quello dei migranti e del loro sfruttamento: “C’è da parte del governo e delle forze politiche la consapevolezza che queste situazioni — dice in riferimento anche alla morte dei braccianti nel foggiano — vanno affrontate in modo strutturale, perchè le condizioni disumane in cui vivono queste persone non sono degne di un Paese civile”.
A proposito dell’ondata migratoria, il modello proposto da Fico è quello del Canada. “Le vie legali di accesso sono coerenti al cento per cento con la lotta alla tratta degli esseri umani. Un’immigrazione controllata, sostenibile, come avviene in Canada, può portare benefici per tutti. Dove questo non avviene, dove non si integra, crescono lo scontro sociale e la paura“.
Sulla Libia non ha dubbi, lì c’è un problema “strutturale di diritti umani — prosegue — La prima cosa che dobbiamo chiedere è che i centri che accolgono i migranti lavorino sotto l’egida delle organizzazioni internazionali. E che non ce ne siano di illegali”. Sulle motovedette per il controllo delle coste senza porre condizioni risponde che “passerà del tempo” prima che arrivino e “ci sarà da lavorare, anche a livello europeo, per la stabilizzazione” della zona.
Quanto alla legge sul caporalato, “nella scorsa legislatura è stata approvata una legge importante” dice in riferimento al provvedimento firmato dall’ex ministro dell’Agricoltura e attuale segretario del Pd Maurizio Martina. Una legge che “può essere rafforzata e migliorata, ma il principio deve essere quello di combattere lo sfruttamento”.
Un’altra presa di distanza dalla linea leghista arriva sulle parole pronunciate nei gironi scorsi dal ministro Fontana, che ha proposto di abolire la legge Mancino contro l’ideologia nazifascista e le discriminazioni razziali: “Da terza carica dello Stato di una Repubblica nata sulla lotta al nazifascismo, ho già detto che quella legge va mantenuta“. Anzi va “ampliata. Non c’è discussione su questo”.
Infine la Rai e lo stallo sulla nomina del presidente. Premesso che “la Vigilanza è un organo autonomo, la mia sarebbe un’ingerenza”, quello che pensa però “è che la Rai debba avere subito un presidente ed essere messa in grado di lavorare per il bene dei cittadini che pagano il canone. C’è molto da fare, a partire dalla riforma delle news“. E sul nodo della legittimità del ruolo di Marcello Foa, uomo fortemente voluto dalla Lega ma non confermato dal voto in Commissione di Vigilanza, Fico ha le idee chiare: “Servono un nuovo voto e un presidente a tutti gli effetti”, aggiunge.
Infine i vitalizi, l’argomento su cui Fico sta lavorando a tempo pieno da quando è stato eletto alla presidenza di Montecitorio. “Mi auguro — dice — che il Senato segua l’esempio della Camera, che (lo ha detto anche il Consiglio di Stato) ha scelto la strada corretta, quella di una delibera in ufficio di presidenza, come per queste materie avviene dal 1956”. Non teme ricorsi, conclude Fico, “ma so che arriveranno”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: governo | Commenta »
Agosto 8th, 2018 Riccardo Fucile
IL GOVERNATORE DEL PIEMONTE PUNTA SULL’EUROPA PER EVITARE LO STOP AI CANTIERI
Il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani ha visitato oggi i cantieri della Tav. Lo fa come esponente dell’istituzione che finanzia il 40 per cento dell’opera e come vicepresidente del partito di Silvio Berlusconi: lo dimostra il fatto che ad accompagnarlo ci sia il forzista Alberto Cirio, anche egli nel doppio ruolo di deputato a Bruxelles e rampante esponente di Forza Italia, a detta ancora di molti in corsa per le regionali del prossimo anno.
Con lui, prima alla galleria di Chiomonte poi a quella di Saint Martin la Porte, c’e’ anche il presidente della Regione Sergio Chiamparino, che da settimane ribatte numero su numero alle dichiarazione del ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli e ha annunciato una contro analisi costi e benefici (“perchè quella del governo sarà di parte” è la convinzione di Piazza Castello).
Analisi che Chiamparino intende presentare agli Stati generale delle infrastrutture piemontesi già convocati per il 28 settembre.
In questo momento sembrano davvero l’Europa (e la Francia) gli alleati più solidi di chi vuole la Tav. E sul fronte politico quell’alleanza si fonda al momento solo tra gli ex alleati del patto del Nazareno.
Sono proprio Forza Italia e il Pd – forse Chiamparino ancora più del Pd- ad aver fatto della difesa della Tav – messa in dubbio dal governo giallo-verde – una bandiera dentro e fuori dai parlamenti.
Petizioni degli azzurri a Bruxelles, mozioni dei dem a Roma, convegni e sciopero annunciati per mobilitare la società civile. Perchè, almeno nel nord Italia, la difesa della Torino-Lione raccoglie il consenso del mondo produttivo e dei sindacati (con l’eccezione della Cgil di Torino) che si sono riuniti la settimana scorsa a Torino per dire che senza la Torino-Lione il Piemonte e l’Itaia muoiono.
E c’è chi legge in questo dinamismo bi-partisan uno sforzo per far nascere una sorta di partito di Tav, anche se sia da Forza Italia che tra i democratici si escludono accordi elettorali in questa direzione per le Regionali.
Ma il voto è tra un anno e le carte possono ancora cambiare molte volte. Soprattutto se il governo dovesse decidere alla fine di stoppare i cantieri mettendo in seria difficoltà l’alleanza tra i berluscones e il Carroccio, almeno in questo parte d’Italia
(da agenzie)
argomento: Parlamento | Commenta »