Agosto 7th, 2018 Riccardo Fucile
INSULTI CONTRO IL MINISTRO IN CITTA’ PER UNA RIUNIONE DOPO LE TRAGEDIE DEI SEDICI BRACCIANTI MORTI
Sul palazzo di fronte alla prefettura di Foggia è comparsa una scritta ingiuriosa nei confronti
del ministro dell’Interno Matteo Salvini che è arrivato nella cittadina nel primo pomeriggio per un vertice proprio in prefettura, dopo gli incidenti stradali avvenuti sabato scorso e ieri, 6 agosto, nel Foggiano, nei quali sono morti complessivamente 16 braccianti agricoli, tutti migranti che erano stipati in furgoncini.
La scritta riprende alcune dichiarazioni che il ministro dell’Interno aveva fatto in campagna elettorale: “Qui su questo palco non c’è nè Batman nè Superman, ma con noi al Governo ci saranno meno sbarchi e più espulsioni”, aveva detto.
E da qui la frase, in dialetto, impressa di fronte alla prefettura: Non sono Goldrake, non sono Batman. So nu chine d m**rd”.
Il ministro dell’Interno sarà in città per presiedere il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Alla quale parteciperanno i rappresentanti delle forze di polizia e delle autorità locali e servirà per fare il punto della situazione dopo i due incidenti degli ultimi giorni.
(da agenzie)
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Agosto 7th, 2018 Riccardo Fucile
LA PAGA DI UN BRACCIANTE E’ TRA 20 E 30 EURO AL GIORNO PER 8-12 ORE DI LAVORO… E I MIGRANTI PER IL VIAGGIO SUI FURGONI PAGANO 5-10 EURO… LA PAGA E’ LA META’ DI QUELLA LEGALE
Dopo la mattanza dei braccianti africani, il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, agita la clava dei “controlli a tappeto” sulle aziende agricole.
È lo stesso che qualche settimana fa annunciava di volere cambiare la legge dello Stato contro il caporalato in vigore dal 3 novembre 2016: “Invece di semplificare, complica”, è stato il suo ragionamento.
Da Cgil e Libera, l’invito a migliorarla, quella legge. E i numeri parlano.
Quelli dell’ultimo rapporto sulle agromafie dell’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai, la sigla di categoria del più grande sindacato italiano, in particolare. Eccoli.
L’orario medio va da 8 a 12 ore di lavoro al giorno. Nessuna tutela e nessun diritto garantito dai contratti e dalla legge trovano applicazione.
Con la paga media “che si aggira tra i 20 e i 30 euro al giorno”, dicono il segretario generale Cgil Puglia, Pino Gesmundo, e quello della Flai, Antonio Gagliardi.
Un lavoro a cottimo che, per il singolo bracciante vale, un compenso di tre o quattro euro per ogni cassone di pomodori: più o meno 375 chili di prodotto.
“È un salario inferiore di circa il 50 per cento rispetto a quanto previsto dai contratti. E i lavoratori sotto caporale — rimarcano i due segretari — devono pagare anche il trasporto a secondo della distanza, cinque euro in media”.
Ma quanto vale quel cassone per l’azienda agricola che lo rivende alle industrie di trasformazione?
“Mediamente tra i 28 e i 30 euro, al netto dello scarto di prodotto”, risponde il segretario della Cgil di Foggia, Daniele Calamita. Il calcolo è presto fatto.
Sui piazzali delle industrie, il cassone viene venduto a un prezzo che oscilla fra i sei e i nove centesimi al chilo: moltiplicato per 375, il risultato varia da 22,50 a 33,75 euro.
Per il caporale, invece, l’incasso può toccare anche i 100mila euro nel giro di tre mesi. A dirlo a Repubblica era stata la segretaria nazionale di Flai Cgil, Ivana Galli. “Due rapidi conti: hanno dei pullmini da 15 a 30 posti, fanno quattro o cinque viaggi al giorno tra andata e ritorno, 15 euro a persona trasportata, per tre mesi. Quindi, 15 per 15 per 5 per 90 fa 100mila euro in tre mesi”.
Un affare, il caporalato. Con un danno economico “tra i 3,4 e i 3,6 miliardi”, nel complesso. Parola di Galli.
Numeri dietro i quali c’è il racket delle mafie pugliesi, secondo sindacati e Regione Puglia. Una delle ragioni per cui la legge regionale, che — fra l’altro — puntava a sottrarre il trasporto dei braccianti ai caporali, con un servizio pubblico, non ha funzionato.
L’ha spiegato il governatore della Puglia, Michele Emiliano, dopo la strage di lunedì 6 agosto: “Le risorse per garantire un trasporto più sicuro dei lavoratori dell’agricoltura ci sono, le ha stanziate proprio la Regione. Ma per predisporre un servizio di trasporto pubblico è necessaria la collaborazione delle aziende agricole. Con la massima trasparenza, devono farne richiesta comunicando numero di lavoratori, orari di lavoro, tragitti di percorrenza. Questo non avviene mai, non è mai avvenuto sino ad oggi”, ha ammesso il presidente.
Perchè? “Molte aziende agricole della provincia di Foggia sono soggette al racket mafioso dei caporali che, in caso di predisposizione di mezzi di trasporto da parte delle aziende con il finanziamento pubblico, impediscono a queste ultime di trovare la manodopera, indispensabile per non perdere il prodotto al momento della maturazione”.
(da “La Repubblica”)
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Agosto 7th, 2018 Riccardo Fucile
RICCARDO MUCI HA 31 ANNI, LA SECONDA ESPLOSIONE LO HA INVESTITO ALLA SCHIENA: “RIFAREI LA STESSA COSA”… LA VISITA IN OSPEDALE DEL PREMIER CONTE
“L’esplosione mi ha travolto, letteralmente. Se ho avuto paura? La paura è un sentimento
normale, è giusto che ci sia in ognuno di noi. E’ il comprendere la paura che ci permette di tornare a casa. Non siamo dei Rambo ma siamo innanzituttto degli esseri umani. In quel momento non mi sono lasciato trascinare dalle emozioni. Il mio primo pensiero è stato quello di capire l’entità del danno e mettere in salvo quante più persone possibili”.
Riccardo Muci, 31 anni, è il poliziotto eroe che tra i primi è intervenuto a Borgo Panigale, sotto il ponte dell’autostrada, dopo che un’autocisterna è esplosa sul raccordo.
L’uomo giusto al momento giusto: l’agente del commissariato Santa Viola è sceso dalla volante per allontanare gli altri automobilisti e bloccare il traffico.
In questo modo ha salvato delle vite, mettendo al riparo tutti prima che il gas contenuto nell’autocisterna esplodesse come una bombola. Ha lavorato finchè il dolore non l’ha costretto a fermarsi.
Perchè la palla di fuoco ha travolto anche lui. Adesso è ricoverato al reparto grandi ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena. Il premier Conte lo ha incontrato per ringraziarlo.
“Io sono Riccardo, sono un poliziotto e cerco di fare bene il mio lavoro”, risponde quando gli si chiede se si sente un eroe.
Originario di Copertino, da tre anni a Bologna dopo una parentesi a Milano, stamattina quando si è svegliato ha pensato: “Mi è andata bene. Certo, non l’ho detto proprio in questi termini…”.
Poi torna a quei momenti: “Dopo l’esplosione sono fuggito incitando le altre persone a seguirmi, allontanandomi dalla zona. Appena arivato alla mia macchina, il mio collega mi ha buttato dell’acqua fresca addosso in attesa dei soccorsi. Finchè ho retto il dolore ho dato una mano ai carabinieri per i soccorsi, poi il dolore e le ferite mi hanno sovrastato e mi sono dovuto fermare. Sarà una convalescenza molto lunga, non me la sanno ancora quantificare. Ma se mi dovessi ritrovare in una circostanza analoga interverrei comuqnue”.
Ora ha ustioni di secondo grado. Il calore che lo ha investito è sato così forte da sciogliere la maglietta ignifuga che indossava, che si è fusa con la sua pelle.
Il premier Giuseppe Conte è andato a incontrarlo: “Era emozionato, si è congratulato per quanto accaduto e poi abbiamo avuto una conversazione privata.
Per il poliziotto i medici stanno valutando la possibilità di un intervento chirurgico. Ma Riccardo sta reagendo col sorriso sulle labbra: pollici alzati e sguardo fiero, come nello scatto che in queste ore sta facendo il giro d’Italia.
Conte è poi andato all’ospedale di Bologna, dove sono ricoverati gli altri feriti, circa 100, tra i quali anche 11 carabinieri. Anche loro si sono precipitati in strada, in borghese, e armati solo di palette hanno bloccato il traffico vicino al ponte, lo stesso che poi è crollato.
(da agenzie)
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Agosto 7th, 2018 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA DEL PROCURATORE DI FOGGIA: “SONO DOVUTO INTERVENIRE PER FARLI RICOVERARE, QUESTO SCEMPIO DEVE FINIRE”
“Questa povera gente ha avuto problemi anche per trovare posto in ospedale. Sono dovuto intervenire personalmente per far sì che venissero trovati posti sia a Foggia che in altri ospedali della provincia”.
Lo racconta all’Ansa il procuratore della Repubblica di Foggia Ludovico Vaccaro, che parlando dei feriti degli incidenti stradali che hanno provocato la morte di 12 braccianti agricoli immigrati, pone l’accento su un problema sul quale è dovuto intervenire personalmente per evitare una situazione a dir poco incresciosa.
“Io credo – ha aggiunto Vaccaro – che ci sia bisogno di interventi straordinari per risolvere una situazione divenuta tragica, insostenibile. Non è possibile assistere ad uno scempio del genere, sulla pelle di povere persone che vengono qui con la speranza di poter migliorare le loro condizioni di vita”.
La procura, ha precisato infine Vaccaro, indagherà per verificare se i 12 braccianti agricoli fossero nelle mani dei caporali.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 7th, 2018 Riccardo Fucile
IL REGISTA DI PUMMARO’, IL FILM CHE SVELO’ IL CAPORALATO: “NON E’ UNA QUESTIONE RAZZIALE, E’ UNA QUESTIONE SOCIALE”
Fece un film “Pummarò” quando i caporali li conoscevano in pochi e fu anche criticato. 
Oggi a voce alta parla di martiri, davanti all’ennesima strage di braccianti stranieri in Puglia.
Michele Placido, uomo del Sud, attore e regista di Ascoli Satriano, dove sabato c’è stato il primo incidente costato la vita a quattro braccianti. Ieri 12.
“Sono 16 martiri del nostro Paese – dice in un’intervista al Corriere della sera – Sono anni che denuncio le condizioni di queste persone, ma attenzione: non facciamone una questione razziale. E’ una questione sociale, sindacale. Di lavoro, insomma”.
Placido fa sapere che andrà al funerale delle vittime e dice a Conte: “Presidente, venga a vedere bene che cosa succede. Un appello a non spegnere subito i riflettori, “ricordandoli anche nel lavoro che hanno fatto: grazie a loro mangeremo scatole intere di pomodori”.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 7th, 2018 Riccardo Fucile
LA PARTECIPATA DEL COMUNE DI GENOVA COSTRETTA A RISCRIVERE IL BANDO CHE DISCRIMINAVA DOPO LA SENTENZA DELLA MAGISTRATURA
Sarà annullato e riscritto da Aster il bando di per l’assunzione di giardinieri, contestato dal Tribunale di Torino perchè non ammetteva la partecipazione di cittadini extracomunitari.
Il nuovo bando di selezione, che dovrebbe essere pubblicato a settembre, prevederà quindi la possibilità che, oltre ai cittadini italiani e comunitari, partecipino “tutti i cittadini di Paesi terzi in possesso di un titolo di soggiorno che consenta l’accesso al lavoro”, come stabilito dal giudice nell’ordinanza del 18 maggio, con la quale la prima sezione civile del Tribunale di Torino aveva accolto il ricorso presentato dall’Associazione studi giuridici sull’immigrazione, contro il bando per giardinieri pubblicato da Aster a ottobre.
L’azienda di manutenzioni del Comune ha rinunciato, quindi, a presentare appello contro l’ordinanza e ha deciso di riscrivere il bando adeguandosi alle indicazioni del Tribunale.
E, siccome nel frattempo il fabbisogno di giardinieri è aumentato, perchè quest’anno sono previsti altri pensionamenti, le assunzioni dovrebbero passare dalle 10 previste l’anno scorso a 14. Ma, anche se la selezione sarà avviata in autunno, non è detto che le assunzioni avvengano tutte entro quest’anno.
Un’altra brutta figura del Comune leghista.
(da agenzie)
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Agosto 7th, 2018 Riccardo Fucile
LA VIGILANZA INVIA UNA LETTERA AL CDA PER SBLOCCARE L’IMPASSE
“Per quanto mi riguarda il Cda è pienamente operativo. Bisogna eleggere il presidente della
Rai, la legge dice che serve un’intesa tra i gruppi e fino a quando non c’è questa intesa non c’è un presidente”.
Così Luigi Di Maio torna a parlare dei vertici di Viale Mazzini, a margine dei lavori del Senato per le votazioni sul decreto dignità .
Intanto si è appena conclusa la riunione della Commissione di vigilanza Rai, che ha invitato il Cda a scegliere un presidente: “Questa mattina l’ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza sulla Rai ha deciso all’unanimità di inviare una lettera al CdA della RAI affinchè domani si pronunci sulla scelta di un nuovo Presidente dopo la bocciatura parlamentare di Marcello Foa – annuncia il capogruppo Pd in commissione Davide Faraone – Mi sembra un atto importante a cui mi auguro il Cda voglia dare una risposta urgente. È assolutamente necessario che il servizio pubblico completi il suo organigramma dopo che il Parlamento, attraverso il voto della Vigilanza, ha bocciato Foa. Il Cda ne prenda atto e sblocchi una situazione non più sostenibile”.
(da agenzie)
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Agosto 7th, 2018 Riccardo Fucile
SALVINI ALLE CORDE, MARTEDI’ UFFICIO DI PRESIDENZA DELLA VIGILANZA
Matteo Salvini prova a tenere il punto su Marcello Foa. Questo trapela in serata da ambienti vicini al ministro dell’Interno a dispetto dei pareri legali e giuridici che fioccano e vanno tutti in una direzione: contro la permanenza di Foa ai vertici della radio televisione italiana.
L’ultimo è quello a disposizione di Fnsi, Usigrai e Odg che oggi ne hanno inviato una copia all’amministratore delegato Rai, al Cda, ai presidenti delle Camere e all’ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza Rai: “Il CdA della Rai – affermano in una nota congiunta- non può operare senza un Presidente la cui nomina sia efficace per effetto del parere favorevole della Commissione di Vigilanza”.
Eppure il Cda è convocato per mercoledì pomeriggio. All’ordine del giorno non ci sono le nomine dei direttori ma la proroga degli highlights delle partite di calcio e l’approvazione dei contratti della nuova stagione della soap opera “Un posto al sole” ma per la consigliera Rita Borioni, quota Pd, il problema resta: “In mancanza di un presidente confermato il Cda non è nel pieno dei poteri. Non va preso sottogamba il tema che anche decisioni come quelle che dobbiamo prendere mercoledì potrebbero essere esposte a ricorsi. Resto dell’opinione che dovremmo riunirci per esprimere un nuovo presidente, è una necessità assoluta, la legge ce lo impone”.
Eppure non sembra questa l’intenzione del governo. Oggi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, Lega, ha spiegato che Foa presiederà il Cda perchè è “il consigliere anziano e fino a quando non ci sarà un presidente si andrà avanti così. Io spero sempre nel pentimento di Berlusconi”.
Ma la posizione di Forza Italia, espressa nei comunicati sostanzialmente identici dei membri della Vigilanza Andrea Ruggeri, Patrizia Marrocco e Alessandra Gallone, non è cambiata. “Non ci sono tempi supplementari o una gara di ritorno, non ci pentiremo mai per aver rispettato le leggi e le procedure”, sono le parole di Marrocco.
Ma se il governo è immobile, a muoversi oggi son state le istituzioni.
Il pesante pressing del Pd sui presidenti delle Camere e sul presidente della Vigilanza ha raccolto i primi frutti. Elisabetta Casellati e Roberto Fico hanno ricevuto i capigruppo dem al Senato.
Un incontro lungo, durato un’ora circa, dal quale Andrea Marcucci e Graziano Delrio escono soddisfatti. “Gli abbiamo chiesto di intervenire a difesa del Parlamento e delle nostre prerogative”, ha detto Marcucci.
Mentre Delrio ha insistito perchè venga individuato un nuovo presidente. Non una parola trapela dalla seconda e terza carica dello Stato se non un ascolto attento sulla vicenda.
Dopo una settimana dal voto che ha affossato Foa, inoltre, si è mosso anche il presidente della Vigilanza Alberto Barachini (Fi) convocando per domani mattina alle 8.30 un ufficio di presidenza.
Si farà il punto sulla situazione e sulla disponibilità del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, azionista di maggioranza, ad essere ascoltato come chiesto dall’opposizione.
Per Michele Anzaldi (Pd), che da subito aveva chiesto una riconvocazione della Commissione, si tratta comunque di una mossa tardiva: “Le Camere stanno per chiudere l’attività per la pausa estiva, ammesso che il Cda esprima un nuovo presidente, chi tornerebbe a Roma a ratificarlo?”.
M5s vorrebbe una rapida soluzione della vicenda tanto che qualcuno si spinge a ipotizzare una convocazione di Vigilanza e Cda subito dopo ferragosto. “Se dobbiamo prendere un aereo e venire a votare un nuovo presidente in piena estate, verremo…”, dice il senatore di Fi Maurizio Gasparri.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 7th, 2018 Riccardo Fucile
ARRESTATO IL MARITO PER OMICIDIO, IN UN PRIMO TEMPO SI ERA IPOTIZZATO IL DECESSO DOPO UN FURTO IN CASA
Non era morta per lo spavento dei ladri, e nemmeno un malore: l’aveva uccisa il marito. I
carabinieri della compagnia di Alba sono arrivati a questa conclusione dopo mesi di indagini.
Roberta Perosino, 54 anni, dipendente della Ferrero di Alba, era stata trovata morta nella sua casa di Govone, frazione Canove, la mattina del 26 giugno.
Era stato il marito, Arturo Moramarco, a dare l’allarme quando era rientrato in casa poco dopo le 8. Ora però gli investigatori lo accusano di averla uccisa
Quando i carabinieri erano arrivati a casa quella mattina avevano trovato le finestre aperte e avevano supposto che i presunti ladri potessero essere scappati per quella strada.
Ma troppe cose non tornavano: perchè i ladri non avevano portato via niente? E poi c’era quel corpo sistemato in una posizione che lasciava pensare ad un malore ma che aveva comunque fatto suonare un campanello d’allarme nella testa degli investigatori. L’autopsia e e le indagini per raccontano tutta un’altra storia.
Ad uccidere la donna, che aveva un figlio di 24 anni ed era molto conosciuta in Ferrero, è stata uccisa dall’uomo con cui condivideva la vita.
Moramarco ora si trova in carcere su ordine di custodia cautelare emesso dal gip di Asti.
(da agenzie)
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