Marzo 2nd, 2021 Riccardo Fucile
IL POST SPONSORIZZATO DI UN CENTRO COMMERCIALE ABRUZZESE: SE NON SEI UNA MADRE NIENTE FESTA? … IL POST E’ STATO POI CANCELLATO IN SEGUITO ALLE PROTESTE
Festa della donna in dirittura d’arrivo — manca ormai meno di una settimana — e già si iniziano a vedere i primi auguri…per le mamme.
Perchè solo chi è madre è anche donna, ovviamente, oppure dobbiamo credere che chi ha creato e pubblicato il contenuto abbia fatto confusione con la Festa della mamma.
Questo il messaggio lanciato tramite post sulla pagina del centro commerciale Borgo d’Abruzzo.
Per la giornata internazionale della donna gli auguri si fanno solo e soltanto alle madri intendendo — nemmeno velatamente — che solo loro sono donne. Il post sponsorizzato è stato adocchiato, criticato e prontamente cancellato dopo averci anche investito denaro.
L’Abruzzo e la fissazione con le madri
Facciamo il punto della situazione, ricordando in che regione siamo. In Abruzzo nelle scorse settimane è girata una circolare dell’assessore della sanità leghista Nicoletta Verì e del direttore generale della Sanità Claudio D’Amario che hanno «raccomandato fortemente» che la Ru486 — pillola per l’interruzione farmacologica della gravidanza — debba essere somministrata «in ambito ospedaliero e non presso i consultori familiari».
Donne che devono essere madri, come ricorda prontamente anche il posto sponsorizzato del centro commerciale in questione, facendo gli auguri solamente alle “mamme premurose e indaffarate” oppure alle “mamme dolci ma sempre in movimento”. E le donne che non hanno figli? Per voi niente festa.
Ricapitoliamo, quindi: la pagina in questione ha creato e investito denaro su questo post perchè raggiungesse più audience possibile. Audience che, a quanto pare, non lo ha gradito il palese sottinteso del messaggio. Non potendo recuperare il post e i relativi commenti stiamo supponendo che sia questa la ragione per la quale il centro commerciale ha scelto di cancellare un post sul quale sono stati investiti soldi. Soldi che, stando a come funzionano le sponsorizzate su Facebook, sono stati spesi per ottenere la reputazione di coloro che non considerano le donne che non sono madri meritevoli degli auguri alla Festa della donna. Un errore che costa caro.
(da Giornalettismo)
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Marzo 2nd, 2021 Riccardo Fucile
DOVE SONO QUEI CAZZARI SOVRANISTI CHE VOLEVANO APERTE TUTTE LE SCUOLE? ORA CON DRAGHI STANNO ZITTI
Un febbraio nero per i contagi nel mondo della scuola. Mai così tanti casi nelle scuole di ogni ordine e grado
dell’Emilia-Romagna come nel mese che si è appena concluso. La Regione è in arancione scuro per metà , Bologna sta scivolando verso la zona rossa.
Proprio stamattina la Regione ha diffuso i dati sulla scuola: dagli asili nido alle superiori sono stati in totale 6.080 tra bambini, ragazzi, insegnanti e personale gli emiliano-romagnoli ad aver contratto il virus, rappresenta lo 0,9% rispetto a una popolazione scolastica di oltre 661mila persone. Ma quello che allarma è l’aumento del 70% rispetto alle quattro settimane di gennaio.
Nelle ultime due settimane – dal 15 al 21 e dal 22 al 28 febbraio – c’è un’incidenza superiore ai 350 casi ogni 100mila persone per tutte le fasce d’età dai 6 ai 18 anni, mentre tra i bambini fino ai 5 anni l’incidenza è vicina ai 250 casi.
“Siamo in una situazione inedita, i dati parlano da soli. In un periodo di due settimane abbiamo avuto un picco di contagiati che non ha paragoni con i mesi precedenti. E secondo l’interpretazione unanime degli scienziati, compresi i nostri esperti, tutto questo è dovuto alla maggiore diffusività del virus a causa della predominanza della variante inglese” commenta Raffaele Donini, assessore emiliano-romagnolo alla Salute.
Di fronte alle proteste sulla chiusura delle sucole nelle zone arancione scuro (Bologna e parte della Romagna) Donini replica: “Ecco perchè abbiamo guardato i territori con maggiore incidenza di contagio, insieme ai parametri ospedalieri, e abbiamo condiviso con tutti gli enti locali e le aziende sanitarie delle misure aggiuntive rispetto alla fascia arancione per implementare ulteriori restrizioni che mettessero al riparo la fascia di età scolastica e riducessero la circolazione delle persone”.
Rispetto al totale dei positivi in età scolastica dal 14 settembre, data del primo giorno di apertura degli istituti, la diffusione maggiore si registra nelle scuole primarie (5.682 casi) e in quelle superiori (5.456 contagi) – in Dad da novembre al 18 gennaio – a seguire le secondarie di I grado (4.441 positivi), i servizi educativi 0-3 anni (1.919 casi) e infine le scuole per l’infanzia (699 contagi).
Tra gli insegnanti, il luogo dove ci sono stati più contagi sono le primarie (975 casi), a seguire le superiori (654 positivi), poi gli asili nido (623 contagi), le medie (485 casi) e le materne (306 positivi).
Cifre che si fanno ancora più significative – si legge nella nota della Regione – se si prende in esame il periodo dal 14 al 28 febbraio: 3.233 casi tra gli studenti (suddivisi tra 1.008 nelle primarie, 939 nelle secondarie di II grado, 723 nelle secondarie di I grado, 389 nei servizi 0-3 e 174 nelle scuole dell’infanzia) e 483 tra gli insegnanti (di cui 155 nelle primarie di I grado, 104 nei servizi 0-3 anni, 93 nelle secondarie di II grado, 69 nelle scuole per l’infanzia e 62 nelle secondarie di I grado).
Scuola contagi: i focolai
I focolai nati specificatamente in ambito scolastico, dal 7 gennaio all’1 marzo, sono stati in totale 408, e hanno coinvolto complessivamente 2.314 persone tra allievi, insegnanti e personale: 125 nelle scuole elementari, con 763 casi, 83 nelle scuole medie, che hanno comportato 474 positivi, sempre 83 anche alle superiori, dove si sono registrati 400 casi, 76 alle materne, per un totale di 435 contagi, 31 negli asili nido, relativi a 203 casi, e 10 in altri istituti di vario genere, per 39 casi complessivi.
(da agenzie)
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Marzo 2nd, 2021 Riccardo Fucile
GUAI A RENDERE L’ITALIA PIU’ CIVILE, POI CHI VOTEREBBE PER I SOVRANISTI?
La leader di Fratelli d’Italia si è scagliata contro la ‘Settimana di azione contro il razzismo’ organizzata dalla Presidenza del Consiglio, perchè qualunque iniziativa che miri a rendere l’Italia un paese più civile fa ribollire il sangue ai Fratelli d’Italia.
“Apprendiamo oggi dal quotidiano ‘La Verità ‘ che la presidenza del Consiglio – attraverso l’Unar – ha pubblicato il decreto per spendere ben 350mila euro per la ‘Settimana di azione contro il razzismo’” scrive in un livoroso post Giorgia Meloni.
“Mentre le imprese chiudono, le famiglie sono in ginocchio e i ristori non arrivano, le priorità di chi è a Palazzo Chigi sono sempre le stesse. Tutto cambia per non cambiare nulla”, conclude Meloni.
Infatti ei non cambia mai.
(da agenzie)
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Marzo 2nd, 2021 Riccardo Fucile
ARCURI NON ANDAVA BENE PERCHE’ SPROVVISTO DI UNIFORME E CODICI NATO…MA CHE FINE HANNO FATTO I RISTORI E IL RECOVERY FUND? DRAGHI “SE LO RISCRIVE DA SOLO” CON TRE ILLUSTRI SCONOSCIUTI MAI VISTI IN PARLAMENTO
Mancava giusto un bel generale, per far capire anche ai più duri di cervice il senso dell’Operazione Draghi. 
E il generale, anzi supergenerale Figliuolo, è puntualmente arrivato subito dopo il superbanchiere, i supertecnici e il superpoliziotto Gabrielli.
Il generalissimo si occuperà di vaccini e di tutti gli altri acquisti anti-Covid al posto di Arcuri (troppo efficiente e soprattutto sprovvisto di uniformi, stivaloni, mostrine e codici Nato).
Il poliziottissimo controllerà i servizi segreti dopo averli guidati al Sisde e all’Aisi, con la stessa logica che fa dell’avvocato di B. il sottosegretario alla Giustizia.
Naturalmente il dittatore era Conte, che affidava le forniture a un manager pubblico esperto del ramo e il controllo degli 007 all’autorità politica.
Ora, con la giunta bancario-tecnico-poliziesco-militare, basteranno un presentat’arm, un fianco destr, un avanti marsch, un “fermo o sparo!” e un paio di missili terra-aria con le colonne sonore di Full Metal Jacket e 007-Dalla Russia con Sputnik per far piovere una marea di vaccini e piegare alla resa i cattivoni di Big Pharma.
L’esultanza di Lega, FI, Iv e financo FdI — è sacrosanta: erano loro, con giornali e talk al seguito, a chiedere la testa di Arcuri, pur non sospettando di essere scavalcati a destra con l’avvento di un militare. Troppa grazia.
Resta da capire che ci stiano a fare lì M5S, Pd e LeU, che avevano chiesto la conferma di Arcuri per l’ottima partenza delle vaccinazioni (fino al taglio delle dosi) e ieri hanno appreso dai tg che era saltato.
Come già sui ministeri-chiave e sul cambio della guardia alla Protezione civile, noto a Lega e FI ma non a loro, relegati al ruolo di spettatori e donatori di sangue.
Per l’angolo del buonumore, ci sovviene il monito di Mattarella: “Non si cambiano i generali in piena guerra”, intesi come Conte, Speranza, Gualtieri, Arcuri, Borrelli &C. Non n’è rimasto neppure uno, a parte Speranza, che apprende dalle agenzie la decimazione dei suoi bracci operativi.
Ma in fondo di “generali” prima non ce n’erano: adesso sì. Intanto, mentre ci distraggono con le grandi manovre in alta uniforme, i 32 miliardi dei Ristori attendono il decreto da due mesi.
Le task force, onta e disdoro di Conte, diventano orgoglio e vanto di Draghi, che ne ha fatte 8 in una settimana (ne ha una pure Brunetta).
E il Recovery Plan? A novembre era già “in ritardo” sul 30 aprile e il tiranno Conte voleva “accentrarlo bypassando il Parlamento” fra gli alti lai dei partiti e dei Cassese.
Ora Repubblica informa che Draghi “ha fretta” e “se lo riscrive da solo”, con l’ausilio di tali “Franco, Giavazzi e D’Alberti”, mai visti nè sentiti in Parlamento.
È, citiamo sempre Rep, il “ritorno della Costituzione”, che avanza a passo di marcia. Anzi, marcetta.
Marco Travaglio
(da il Fatto Quotidiano)
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Marzo 2nd, 2021 Riccardo Fucile
SE LO AVESSE FATTO CONTE AVRESTE SENTITO I SOVRANISTI STARNAZZARE AL GRIDO DI “SI TOGLIE IL FUTURO AI NOSTRI FIGLI”
Scuole chiuse in zona rossa e facoltà nelle altre regioni di chiudere gli istituti se, a livello locale, si raggiungono 250 casi ogni 100mila abitanti. È la linea decisa nella cabina di regia a Palazzo Chigi in vista del nuovo dpcm sul Covid, a quanto si apprende da diverse fonti di governo.
Questa soluzione recepisce in sostanza le indicazioni del Cts sulle scuole e porta alla chiusura anche delle elementari e delle medie, con il ritorno alla didattica a distanza, nelle aree rosse e ad alto contagio.
Alla riunione di stamattina a Palazzo Chigi hanno preso parte i ministri Roberto Speranza, Maria Stella Gelmini, Daniele Franco, Patrizio Bianchi, Giancarlo Giorgetti, Dario Franceschini, Stefano Patuanelli, Elena Bonetti. Presenti il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro e il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli.
Alle 12 è prevista una riunione dei ministri Roberto Speranza e Maria Stella Gelmini con le Regioni. In giornata Mario Draghi firmerà il Dpcm, ma non terrà nessuna conferenza stampa in merito: Palazzo Chigi, a quanto si apprende, si limiterà a diffondere una nota sulle misure anti-Covid adottate.
(da agenzie)
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Marzo 2nd, 2021 Riccardo Fucile
DA SAN PAOLO A MILANO MALPENSA, PASSANDO PER MADRID E CON TAPPA FINALE A VARESE: RICOSTRUITO IL PERCORSO DEL PRIMO CASO
Tre barriere l’Italia ha eretto per fermare la variante brasiliana. E tre barriere lei ha superato, atterrando
all’aeroporto di Milano Malpensa il 17 gennaio.
E’ il primo caso scoperto da noi e arriva il giorno dopo il blocco dei voli dal paese sudamericano deciso dal Ministero della Salute.
Una ricerca di un gruppo di scienziati italiani, dell’ospedale di Varese, dell’università dell’Insubria e di quella di Pisa, ricostruisce oggi il suo percorso. La pubblica la rivista Infectious Emerging Diseases, edita dai Centers for Disease Control (Cdc) americani.
All’aeroporto di San Paolo, il 16 gennaio, si presenta una famiglia formata da un uomo di 33 anni, la moglie di 38 e la figlia di 7. “Avevano fatto il tampone molecolare prima del volo ed era negativo” spiega Fabrizio Maggi, professore all’università dell’Insubria e direttore del laboratorio di microbiologia dell’ospedale di Varese. “Non è strano e non dipende da un errore del test. Il virus non può essere rilevato i primi giorni dopo il contagio”.
Prima barriera saltata. La variante brasiliana sale a bordo dell’aereo. In Italia non possono atterrare i voli diretti dal Brasile, ma uno scalo a Madrid permette alla famiglia di cambiare velivolo e planare senza restrizioni a Milano.
Così il blocco dei collegamenti aerei — la seconda barriera — viene agilmente superato. La variante brasiliana ora è in Italia.
Dovrebbe scattare quindi la quarantena in ogni caso. E lo fa anche. Peccato che abiti a Varese e da Malpensa non abbia altro modo di raggiungere casa se non in treno.
Su consiglio del medico di famiglia, e come previsto per i viaggiatori provenienti da paesi a rischio, l’uomo a Varese si sottopone a tampone. E’ positivo, come la moglie. Ha anche una carica virale alta, ma resta fortunatamente senza sintomi.
La loro provenienza, però, fa scattare un campanello d’allarme fra le autorità sanitarie di Varese, che decidono di indagare la natura di quel virus.
“Abbiamo sequenziato il genoma della proteina spike e abbiamo trovato le caratteristiche tipiche della variante brasiliana” conferma Maggi. Mutazione nella posizione 501: responsabile della maggiore contagiosità . E mutazione nella posizione 484: responsabile di una certa abilità nello sfuggire al sistema immunitario. La variante sembra essere nata a Manaus, in Amazzonia. Ma la famiglia atterrata a Varese non ha mai messo piede fuori San Paolo. Segno che quel ceppo è ormai diffuso in tutto il paese sudamericano.
La storia si ripete, questa volta con la variante del Sudafrica.
Qualche giorno dopo il volo da San Paolo, un altro viaggiatore partito dal Malawi e atterrato a Malpensa si ritrova positivo. “Anche questa volta, vista la provenienza, abbiamo preso il tampone e abbiamo proceduto al sequenziamento” racconta Maggi. Variante sudafricana, anche lei con le due mutazioni 501 e 484. Anche lei arrivata indisturbata nonostante le precauzioni prese a livello istituzionale.
La stessa Gran Bretagna, tanto abile nell’individuare nuove varianti, non sempre è stata impeccabile nel tracciamento. Accade all’aeroporto di Londra il 10 febbraio. I viaggiatori provenienti dal Brasile si sottopongono tutti al tampone al loro arrivo. In tre vengono trovati positivi, ma uno nel compilare il modulo con i propri dati non lascia tutti i recapiti corretti. Non verrà più ritrovato. Il virus di Manaus si è ritagliato un altro sentiero in Gran Bretagna, che lo ha portato chissà dove. Del caso si è occupato il British Medical Journal.
Da Varese, i tre casi italiani identificati dopo i loro viaggi non sembrano aver causato altri contagi. “Non ne abbiamo notizia” conferma Maggi. E’ possibile che i ceppi brasiliano e sudafricano siano incapaci delle fiammate della variante inglese.
“La sudafricana sembra effettivamente meno presente da noi, ma la brasiliana ha causato dei focolai in Umbria con contagi anche sostenuti” precisa però il virologo di Varese. In Lombardia, almeno partendo dai risultati del laboratorio di Maggi, sembra che la prevalenza del ceppo britannico sia al 30%, e abbia tutte le intenzioni di continuare a crescere.
Alla variante inglese sono forse associati anche alcuni casi di reinfezione: persone guarite e poi infettate di nuovo dal coronavirus. “Abbiamo un paio di casi confermati in laboratorio” conferma Maggi. “Sono persone contagiate da due ceppi differenti”. Trovarle non è facile: bisogna sequenziare sia il primo tampone positivo che il più recente. La buona notizia, spiega il professore di Varese, “è che al secondo contagio il virus viene eliminato molto rapidamente, nel giro di pochi giorni se non di poche ore”.
(da “La Repubblica”)
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Marzo 1st, 2021 Riccardo Fucile
LA PROCURA: “NON C’E’ UN QUADRO PROBATORIO ASSODATO, MA E’ PLAUSIBILE”: QUINDI CHIUNQUE UN DOMANI PUO’ ESSERE DENUNCIATO SENZA PROVE, E’ IL FONDAMENTO DEL DIRITTO, CERTO… “NESSUN TRASBORDO IN CAMBIO DI SOLDI, SOLO UNA REGOLARE FATTURA PER SERVIZI PORTUALI TRA ARMATORI”
Un accordo di natura commerciale tra le società armatrici», finalizzato al trasbordo di un gruppo di migranti bloccati per 37 giorni sul cargo bestiame Maersk Etienne.
È questa l’accusa mossa dalla procura di Ragusa alla società armatrice della nave “Mare Jonio”, adoperata da “Mediterranea Saving Humans”.
I reati contestati sono quelli di «favoreggiamento dell’immigrazione clandestina — si legge in una nota della procura siciliana — e di violazione alle norme del Codice della Navigazione».
Il procuratore Francesco D’Anna ha voluto precisare che non vi sono inchieste sulla gestione delle Ong nei soccorsi in mare, ma «soltanto su un episodio in cui sono coinvolte due società commerciali».
I fatti oggetto dell’inchiesta risalgono allo sbarco dei 27 migranti avvenuto il 12 settembre scorso nel porto di Pozzallo.
Gli stranieri erano stati trasbordati il giorno precedente dalla Maersk Etienne, di proprietà della più importante compagnia di navigazione mercantile del mondo. Il giorno dopo il trasbordo, l’Alto commissariato Onu per i rifugiati si complimentò con il governo italiano, in particolare con il ministero dell’Interno, per avere contribuito a interrompere il più lungo e drammatico stop mai registrato a causa del rifiuto maltese di accogliere i profughi.
Nella dichiarazione dei vertici di Unhcr-Acnur si parlava di «fondamentale intesa con il governo italiano, nella totale assenza dell’Europa».
Secondo la procura di Ragusa, invece, si sarebbe trattata di un’operazione non autorizzata. Tuttavia proprio la Procura nel decreto di perquisizione non parla di quadro probatorio assodato ma, sulla base degli elementi raccolti, ritiene «plausibile» la condotta illecita della compagine armatoriale, «essendovi motivo di ritenere» che nei giorni precedenti al trasbordo Caccia e Casarini avessero concordato con i manager della compagnia danese l’intervento della Mare Jonio.
A quanto trapela da diverse fonti vicine all’inchiesta, un mese dopo il trasbordo l’armatore “Idra”, proprietario di Mare Jonio, ha fatturato alcuni servizi portuali per la Maersk, che con regolare bonifico ha versato circa 100mila euro.
Secondo la difesa si è trattato di attività professionale rientrante tra le prestazioni che il personale professionale alle dipendenze di “Idra” (marinai e tecnici) svolge per conto dell’armatore, che poi riversa gli introiti nel finanziamento del soccorso in mare.
Per la procura, invece, quella cifra è la prova della “gratitudine” di Maersk, che non è stata indagata.
Sempre nel decreto di perquisizione tra l’altro si legge che da Amsterdam uno dei manager della più importante compagnia di navigazione mercantile del mondo informava Caccia di avere ricevuto i complimenti di altri importanti armatori europei, preoccupati dallo scaricabarile tra Paesi (Malta e Italia) che più volte aveva provocato il blocco delle navi in mare dopo i salvataggi di naufraghi.
Una posizione, quella di Maersk, che faceva preannunciare «il proprio sostegno politico e materiale» alle organizzazioni umanitarie nel Mediterraneo, «come se l’iniziativa di Mare Jonio — aggiunge la Procura —, avesse coraggiosamente inaugurato una nuova fase».
(da Avvenire)
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Marzo 1st, 2021 Riccardo Fucile
UN RECUPERO DI 6 PUNTI PERCENTUALI PER IL M5S A SCAPITO DI PD, MA ANCHE DI LEGA, FORZA ITALIA E FDI
L’ipotesi di un M5s guidato da Giuseppe Conte sembra piacere agli italiani: il Movimento infatti, secondo
un sondaggio Swg, tornerebbe al 22% per cento salendo di 6,2 punti in una settimana.
Sempre stando al gradimento, la Lega scenderebbe al 22,3% (-1,1%) il Pd andrebbe al 14,2% dei consensi (meno 4,3); Fratelli d’Italia al 16,1% (meno 0,9); Forza Italia al 6,1% (meno 0,8)
Il 35 per cento degli intervistati preferisce non esprimersi.
In pratica l’alleanza M5S-PD-Leu arriverebbe al 40%, quella Lega-Fdi-FI al 44%, riducendo la forbice di 4-5 punti, con l’incognita dei partiti minori
(da agenzie)
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Marzo 1st, 2021 Riccardo Fucile
POSSIBILE INCONTRO GRILLO.CASALEGGIO IN SETTIMANA… GLI ESPULSI POTREBBERO ESSERE “GRAZIATI”
Una settimana per sciogliere la riserva. Giuseppe Conte ha chiesto del tempo per studiare le carte e capire quale sarà il suo ruolo all’interno del Movimento 5 Stelle.
Ma soprattutto vanno chiariti i rapporti con Davide Casaleggio, la cui assenza ieri durante il vertice all’hotel Forum è stata notata. Tanto che ora, fonti interne, parlano di un possibile incontro in settimana tra il figlio del co-fondatore e Beppe Grillo.
Intanto non è passato inosservato neanche il post pubblicato sul blog delle Stelle, firmato dall’Associazione Rousseau presieduta dallo stesso Casaleggio, in cui vengono date indicazioni per le candidature, o meglio sui documenti da produrre ai fini della candidatura all’organismo collegiale.
Specificando poi che le candidature non sono ancora state aperte e che ulteriori dettagli sull’apertura delle candidature saranno forniti prossimamente
Si tratta comunque di una fuga in avanti, considerato che ancora non sono stati illustrati i contorni entro cui muoversi. Contorni che dovrebbero essere l’oggetto dell’incontro tra Casaleggio e Grillo. Qui è in ballo il nuovo assetto del Movimento e il presidente dell’Associazione Rousseau si è messo a capo di tutti coloro che non vedono di buon occhio l’archiviazione dell’organo collegiale pochi giorni dopo averne dato il via libera con un voto online.
L’idea del capo unico, cioè Conte, sarebbe comunque stata esclusa. Piuttosto l’ex premier dovrebbe rivestire il ruolo di capo segreteria. E la segreteria sarebbe l’organo collegiale. Tuttavia tra le ipotesi più accreditate c’era quella di far votare in blocco i componenti scelti direttamente da Conte.
Ipotesi non gradita a Casaleggio che oggi per spazzare via ogni dubbio ha lanciato un post per aprire la strada alle autocandidature. Se così sarà lo scenario cambia e l’ex premier avrà meno possibilità di manovra.
Inoltre da avvocato quale è, sta passando al vaglio anche le cause giudiziarie, in particolare l’ultima presentata dagli espulsi che hanno votato ‘no’ a Draghi.
La situazione è ingarbugliata a un punto tale che la nuova forma che prenderà il mondo pentastellato dipenderà anche dall’aspetto giuridico.
Non si esclude infatti che nel “progetto di rifondazione”, immaginato dall’ex premier, possa nascere una nuova associazione, totalmente ripulita in modo tale che ci possa essere un nuovo Statuto senza il peso delle beghe legali del passato.
Ma nello stesso tempo si sta valutando anche un’altra ipotesi. I 15 senatori e i 21 deputati cacciati dai gruppi parlamentari per non aver votato la fiducia al nuovo governo potrebbero essere riammessi, con un atto di clemenza che potrebbe contraddistinguere il nuovo corso ‘contiano’ del Movimento.
Da Statuto toccherebbe al Garante Beppe Grillo decidere, consapevole del fatto che se gli espulsi, tra cui Barbara Lezzi e Nicola Morra, dovessero chiedere i danni al Movimento con ogni probabilità vincerebbero la causa.
Da tutto ciò Conte vuole restare alla larga. Immagina un partito molto più snello e con molti meno paletti nel rispetto della Costituzione, dal momento che il voto dei parlamentari non è vincolato all’indicazione che dà il gruppo.
Quindi l’ex premier non ha alcuna voglia di chiedere ai deputati e ai senatori ciò che la legge non prevede. Così come non intende “stare lì con calcolatrice”, come spiega uno dei presenti all’incontro di ieri, a verificare se sono stati versati e rendicontati i rimborsi.
In prospetti, nel progetto di un nuovo partito progressista, anche il limite dei due mandati potrebbe svanire. Ma ancora è presto per parlarne. Intanto Conte chiede garanzie e bisognerà vedere se M5s sarà in grado di fornirgliele.
(da “Huffingtonpost”)
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