Maggio 24th, 2022 Riccardo Fucile
FDI 22,6%, PD 21,8%, LEGA 15%, M5S 12,8%, FORZA ITALIA 8%, AZIONE 5%
Torna l’appuntamento con i sondaggi Swg diffusi da La7. Le rilevazioni stimano le percentuali dei singoli partiti come se si votasse nello stesso giorno. E, in base ai dati, si registra il primato di Fratelli d’Italia, seguita da Partito Democratico e Lega.
Ma meglio vedere la situazione nel dettaglio per capire come si sono evolute le cose nel range temporale di una settimana.
Nel confronto tra il 16 maggio ed il 23 maggio Fratelli d’Italia perde lo 0,3%. Il partito guidato da Georgia Meloni, in base alle stime sugli orientamenti di voto, continua ad essere in testa con una percentuale del 22,6%.
Al secondo posto c’è, invece, il Partito Democratico. Il Pd fa segnare una crescita dello 0,5% e mantiene la seconda posizione con il 21,8%.
Sul gradino più basso del podio c’è, invece, la Lega che perde lo 0,6% rispetto ad una settimana prima e si assesta al 15%.
Piccoli passi in avanti, invece, per il Movimento 5 Stelle che guadagna lo 0,2% e ottiene un virtuale 12,8%.
Al quinto posto c’è, invece, Forza Italia che migliora dello 0,4% e tocca quota 8%.
Subito dopo, invece, c’è Azione +Europa che perde qualcosa (-0,2%) e adesso avrebbe il 5%. Poi la lunga fila di partiti che, al momento, che non supererebbe il 3%.
Italexit con Paragone cresce dello 0,2% e raggiunge il 2,6%. Questo porta a stare sopra ad Italia Viva che, invece, si mantiene stabile al 2,5%, un passetto davanti a Mdp Articolo 1 a cui si riconosce un 2,4%.
Stessa percentuale dei Verdi che, invece, perdono lo 0,1%.
C’è il segno meno anche davanti alla variazione dello 0,2% di Sinistra Italiana che avrebbe il 2,1%.
Segue stabile Alternativa (1%) e altre liste all’1,9% (+0,1%). In base a quanto si legge nei dati c’è un 37% del campione che non si esprime.
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2022 Riccardo Fucile
LO SCONTRO TRA I MINISTRI DRAGHIANI E L’ALA SALVINIANA GUIDATA DA LICIA RONZULLI CONTINUA SUL DDL CONCORRENZA… L’IPOTESI DI UNA LISTA UNICA CON LA LEGA? FINISCE CHE LA MELONI DA SOLA PRENDE PIU’ VOTI DEI DUE CAZZARI UNITI
Si aspetta delle scuse, vuole un chiarimento. Ora è Berlusconi a
pretendere che la Gelmini faccia un passo indietro riguardo gli attacchi lanciati sulla guerra. Domenica aveva ipotizzato di sfiduciarla’, di rendere pubblica la distanza con il responsabile degli Affari regionali. Durante un pranzo a Napoli con i capigruppo, i big azzurri e diversi dirigenti locali di Forza Italia era andato giù durissimo. «Vuole uscire dal partito? Così si mette fuori da FI ma anche dal governo», il ragionamento.
Sono intervenuti tutti i dirigenti per invitarlo a non alzare polveroni e così a rispondere agli affondi del ministro ci hanno pensato il coordinatore Tajani e i presidenti dei gruppi di Camera e Senato, Barelli e Bernini.
Ma il caso è lungi dall’essere chiuso, anche se si è deciso di abbassare i toni. Il ministro è concentrato nella sua attività di governo, sta preparando la Conferenza Stato-Regioni e l’approdo nell’Aula della Camera della legge a sostegno dei comuni montani.
Ma dietro le quinte va in scena un altro braccio di ferro. Sul ddl concorrenza si stanno replicando le fibrillazioni sulla riforma del catasto con i vertici che hanno rimproverato in passato i governisti di non rappresentare al meglio le istanze di Forza Italia.
I ministri insistono affinché si raggiunga subito un accordo e che non ci siano ritardi rispetto alle scadenze fissate dal presidente del Consiglio per non perdere i fondi del Pnrr. Ma FI e Lega tengono il punto: «Nessun ordine da Bruxelles e Draghi eviti diktat”
Insomma, il clima è da campagna elettorale con il centrodestra di governo che teme di lasciare spazio a Fratelli d’Italia nelle urne. Berlusconi e Salvini sono intenzionati a spegnere il fuoco delle polemiche con l’esecutivo ma spingono affinché si scavalli la data del 12 giugno sui nodi in Parlamento per non pagare pegno alle amministrative.
Non è un caso che Salvini ieri al Consiglio federale della Lega abbia chiesto a tutti, governatori inclusi, di metterci la faccia sui referendum sulla giustizia e sulle comunali.
E che il Cavaliere si sia irritato non solo per l’attacco della Gelmini sulla linea riguardo la guerra in Ucraina ma per il fatto che l’affondo è arrivato proprio durante la kermesse di Napoli con l’obiettivo di danneggiare la sua immagine e il rilancio del partito.
Da qui la tentazione di sfiduciarla con la tesi che non rappresenta più il partito che l’ha portata al governo. «Gli italiani non capiscono queste liti. Un conto è polemizzare sulla Lombardia, un altro è accusarmi di ambiguità», il refrain. «Quelle di Gelmini sono state dichiarazioni intempestive», rilancia Barelli.
«Nessun Vietnam, nessun caos in Fi», osserva Tajani che annuncia l’arrivo di due o tre parlamentari. «Tutti tornino a lavorare sul territorio. Basta con pretestuose polemiche», l’invito di Cattaneo.
Il rischio però è che dopo le amministrative si arrivi ad una vera e propria spaccatura.
Sullo sfondo c’è sempre l’ipotesi che il Cavaliere e l’ex ministro dell’Interno diano vita ad una lista unica alle Politiche, ma in ogni caso dopo l’estate si scatenerà la battaglia sulle candidature.
Improbabile che si possano rivedere scene tipo Che fai mi cacci? di finiana memoria ma il tam tam nel partito azzurro è che ci sarà un vero e proprio repulisti, con Gelmini difficilmente ricandidata.
La linea rossa è quella del sostegno aperto al fondatore del partito, chi la oltrepassa la tesi dei berlusconiani – è da considerarsi fuori.
Perché dall’altra parte della barricata per il momento c’è la Meloni che questa la preoccupazione che cresce con l’avvicinarsi del 12 giugno potrebbe fare un exploit e massimizzare il consenso che emerge dai sondaggi.
Sarà proprio dopo le amministrative che nel centrodestra si giocherà la vera partita e la prova del nove sarà il caso Sicilia, con la Meloni che insiste sulla riconferma di Musumeci.
Non c’è solo la distanza tra Salvini e Meloni, ma anche tra quest’ ultima e il Cavaliere. Perché il presidente azzurro ritiene al pari del Capitano leghista che non possa essere la presidente di Fdi ad andare a palazzo Chigi.
Il vero nodo dunque è la leadership, da qui l’obiettivo di Salvini da una parte e di Berlusconi dall’altra di evitare dissensi interni. Il segretario del partito di via Bellerio ieri è stato chiaro con i suoi: «Ci giochiamo tutto, ora è il momento di lavorare compatti».
(da “il Messaggero”)
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Maggio 24th, 2022 Riccardo Fucile
CALENDA LA VORREBBE IN AZIONE
La ministra degli Affari Regionali Mariastella Gelmini è ai ferri corti con Silvio Berlusconi. E, di riflesso, con il suo partito.
Dopo le uscite del Cavaliere sulla guerra tra Russia e Ucraina, Gelmini è uscita allo scoperto ricordando che «è finito il tempo di Pratica di Mare» (ovvero il luogo in cui Berlusconi e Putin si incontravano) e per questo è stata pubblicamente richiamata dal coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani.
Ora, spiega Repubblica in un retroscena firmato da Emanuele Lauria, ha deciso di far calmare le acque: «Voglio occuparmi solo dei dossier di governo, sto preparando l’informativa di mercoledì (domani, ndr) sulle fonti rinnovabili».
Oggi, spiega il quotidiano, Gelmini è un corpo estraneo in Forza Italia. E le tocca anche litigare a distanza con Matteo Salvini, che nei giorni scorsi le aveva chiesto di evitare di contestare Berlusconi.
In questo scontro c’è la metafora di quello che sta accadendo, visto che tanti forzisti come lei temono la fusione tra Lega e Forza Italia o la lista unica elettorale che metterebbe in molti davanti a un bivio.
Lei fa sapere ai suoi di non avere piani B, mentre Carlo Calenda la accoglierebbe a braccia aperte. Ora c’è il voto sul Ddl Concorrenza con la spina delle norme sui balneari. Se anche qui Forza Italia si appiattirà sulla linea della Lega potrebbe arrivare presto il momento dell’addio al partito.
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2022 Riccardo Fucile
IL RACCONTO DI POVERNYS ZHYVYM SULL’EROICO VIAGGIO DEI PILOTI PER PORTARE RIFORNIMENTI E ARMI
Missioni segrete di elicotteri all’acciaieria Azovstal. Con piloti che
volavano radente al terreno, raggiungevano i combattenti e scaricavano armi, munizioni e rifornimenti.
Le ha rivelate il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky nei giorni scorsi, sostenendo anche che il 90% dei piloti non tornava indietro.
E oggi ne parla in un’intervista rilasciata a Repubblica Taras Chmut, direttore della Ong Povernys Zhyvym, ovvero “Torna a casa vivo”. «Fornivamo il materiale su specifica richiesta degli assediati, che comunicavano con noi online. Era trasportato via elicottero dall’aviazione militare. Piccoli droni, sistemi di sorveglianza, visori termici, radio – è il tipo di rifornimenti nel quale siamo specializzati ed è quello che i combattenti ci chiedevano. Purtroppo alcuni elicotteri sono stati abbattuti e i piloti sono morti. A volte al ritorno riuscivano a evacuare i feriti che erano dentro l’acciaieria», esordisce Chmut nel colloquio con Daniele Raineri.
Chmut fa sapere che le missioni sono coperte da segreto ma loro ne hanno effettuate quattro: tutte hanno raggiunto l’obiettivo ma altri piloti sono stati meno fortunati.
«Quanto materiale abbiamo portato a Mariupol? Decine di droni quadricotteri (usati dal reggimento Azov per vedere i movimenti dei russi attorno all’acciaieria, guidare il tiro dei mortai e riprendere le imboscate dall’alto), decine di visori termici per vedere di notte, molte decine di sistemi radio di comunicazione e mirini termici, e anche accumulatori per l’energia elettrica. Dipendeva come ho detto dallo spazio sull’elicottero e purtroppo non era possibile caricare più roba».
Aggiunge che attualmente aiutano anche gli ucraini impegnati in azioni di guerriglia contro i russi nei territori occupati.
Poi svela chi li finanzia: «Non riceviamo donazioni dai governi, le riceviamo dalla gente che vuole sostenere la nostra causa. In alto sulla lista dei donatori ci sono Regno Unito, i Paesi baltici, la Polonia, la Repubblica ceca, i Paesi Bassi, la Svezia, la Norvegia e l’Italia».
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2022 Riccardo Fucile
SAREBBE ORA, I 300 MILIARDI SERVONO A SFAMARE IL POPOLO UCRAINO
La Ue valuta la confisca dei beni russi congelati in Europa. Lo ha fatto sapere il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis al suo arrivo alla riunione dell’Ecofin a Bruxelles. «Abbiamo una task force al lavoro proprio per identificare e congelare i beni delle persone russe sanzionate e se ci sono le basi legali, che dipendono dalle leggi dello Stato in cui sono conservati i beni in questione, si potrebbe procedere con la confisca per metterli a disposizione dell’Ucraina», ha detto Dombrovskis. «Ci sono circa 300 miliardi di euro nei Paesi alleati e potrebbero essere una base solida per la ricostruzione», ha spiegato la ministra delle Finanze lituana, Gintare Skaiste.
«Sarebbe una decisione importante perché la Russia deve pagare e pensiamo che i beni congelati della Banca centrale russa possano essere trattati come risarcimenti di guerra», ha aggiunto.
«Devono essere considerati come risarcimento ai danni causati dalla guerra, non li useremmo per noi», ha precisato la ministra. Nel frattempo quattro paesi Ue – Lituania, Estonia, Lettonia e Slovacchia – hanno preparato un documento comune per chiedere a Bruxelles di trovare una via per utilizzare i fondi della Banca Centrale russa congelati per avviare la ricostruzione dell’Ucraina.
Nei giorni scorsi il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha chiesto di «firmare un accordo multilaterale e a creare un meccanismo attraverso il quale chiunque abbia sofferto delle azioni della Russia potrà ricevere un risarcimento per tutte le sue perdite». Zelensky ha detto che «in base a tale accordo, i fondi e le proprietà russe sotto la giurisdizione dei Paesi alleati devono essere sequestrati e congelati, e quindi confiscati e trasferiti a un fondo appositamente creato dal quale tutte le vittime dell’aggressione russa potranno ricevere un risarcimento adeguato».
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2022 Riccardo Fucile
COSI’ I LADRONI RUSSI RUBANO 400.000 TONNELLATE DI GRANO UCRAINO… INVECE CHE FARE CHIACCHIERE BLOCCATELE E SEQUESTRATELE: SE NON SI FERMANO, AFFONDATELE
Una serie di nuove foto satellitari pubblicate dalla Cnn mostrano il
saccheggio del grano ucraino da parte dei russi.
Le immagini di Maxar Technologies scattate il 19 e il 21 maggio sul porto di Sebastopoli mostrano le navi Matros Pozynich e Matros Koshka attraccate di fianco ad alcuni silos di grano, da cui riversavano il materiale nelle stive.
Secondo il sito di tracciamento navale MarineTraffic.com entrambe le navi hanno nel frattempo lasciato il porto. La Matros Pozynich sta navigando nel Mar Egeo, sostenendo di essere diretta a Beirut. Mentre la Matros Koshka si trova ancora nel Mar Nero e non è possibile ad ora valutare dove sia diretta.
La Cnn specifica che è difficile sapere con certezza se la nave sia stata caricata con grano rubato. Ma la Crimea annessa alla Russia ne produce poco mentre le regioni ucraine di Cherson e Zaporizhzhia sono ricche di culture, soprattutto a nord.
Funzionari ucraini e fonti industriali hanno riferito alla Cnn che le forze russe nelle aree occupate hanno svuotato diversi silos e trasportato il grano a sud.
Nei giorni scorsi il ministro degli Esteri ucraino Kuleba ha chiesto di aprire rotte per il trasporto del grano. E ha denunciato il blocco, da parte di Mosca, dei porti ucraini, via principale per l’esportazione di cibo dal Paese. Kuleba chiede al Cremlino la fine del blocco e il ritorno a un export «libero e completo».
Nel frattempo, Kiev sarebbe riuscita a stabilire due «rotte terrestri alternative» con l’obiettivo di «consegnare le esportazioni di cibo e salvare l’Africa e altre regioni dalla carestia», aggiunge il ministro.
Prima della guerra le forniture di grano dalla Russia e dall’Ucraina rappresentavano quasi il 30% del commercio mondiale. Kiev è il quarto esportatore mondiale di mais e il quinto di grano. Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, che aiuta a combattere l’insicurezza alimentare globale, acquista circa la metà del suo grano dall’Ucraina ogni anno. E ha avvertito delle terribili conseguenze se i porti ucraini non verranno aperti.
Le navi hanno una capacità di 30 mila tonnellate e all’inizio di questo mese il ministero della Difesa ucraino ha stimato che circa 400 mila tonnellate sono state rubate e portate fuori dall’Ucraina dall’invasione russa.
Mykola Solsky, ministro ucraino per la politica agraria e l’alimentazione, ha affermato che il grano ucraino viene sistematicamente «inviato in modo organizzato in direzione della Crimea. Si tratta di un grande affare controllato da persone di altissimo livello».
La Comunità dei Capi Economisti del World Economic Forum prevede un aumento dei prezzi del grano di oltre il 40% quest’anno. Inoltre, con i prezzi degli oli vegetali, dei cereali e della carne che raggiungeranno «livelli mai così alti», la guerra in Ucraina «metterà a dura prova la fame nel mondo. Si prevede una crisi legata al costo della vita», si legge in una nota.
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2022 Riccardo Fucile
“I RAZZISTI SONO OVUNQUE, MA SIAMO NEL 2022″… CON I RAZZISTI NON SI DISCUTE PIU’
“Sei venuto col gommone”, “Ti rimandiamo a casa tua”, e altri insulti a sfondo razzista: Amin Jebali, lo steward 22enne bersagliato dalla curva della Lazio durante la partita contro il Verona, ha deciso di denunciare il sedicente tifoso biancoazzurro che lo ha filmato con lo smartphone mentre dava sfogo a tutta la sua xenofobia.
“È successo principalmente quando sono passati i giocatori della Lazio a fine partita per salutare i tifosi, alzo gli occhi verso i distinti e questo qua mi inizia a insultare. Io mi sono detto “ma ce l’ha con me?”, stavo lì cercando di capire e vedo che mi fa con la mano “vieni qua”, e mi inizia a sputare”, ha raccontato la vittima a Radio Capital.
“Io ho cercato di stare tranquillo, di non guardarlo – ha aggiunto Amin – ma dopo un po’ non ce la facevo più e ho reagito a quel modo. Mi hanno chiesto se volessi fare una denuncia, sono andato alla polizia di stato, ho fatto una relazione e andrò a fare una denuncia. C’è nome e cognome della persona che ha condiviso e questa cosa la renderò nota alle forze dell’ordine. Allo stadio ci sono le telecamere che riprendono tutti in entrata e in uscita, e anche dentro lo stadio”.
Nessuno dei calciatori né dei dirigenti gli ha espresso vicinanza. “Mia madre si è dispiaciuta per il fatto che esistano ancora queste situazioni nel 2020. Capita anche a lei. Li trovi in tutti i posti i razzisti, non è una cosa che capita solo allo stadio”.
“Non è la prima volta che mi capitano questi episodi di razzismo – ha aggiunto parlando con Fanpage – non dovrebbe esserlo, ma purtroppo se sei nero o vieni da un altro paese è normale. Ho deciso di denunciare non solo per me, ma per tutti. Non bisogna far passare nulla, invece di andare avanti sembra di retrocedere. Siamo nel 2022, non nel 1940”.
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2022 Riccardo Fucile
CINQUE VIGLIACCHI CONTRO UN RAGAZZINO CON PROBLEMI FISICI E VISIVI… PULIZIA ETICA CONTRO LA FECCIA E CAMPI DI LAVORO
Lo hanno costretto a consegnargli una sigaretta, poi – dopo essersi
assicurati con una perquisizione che fosse davvero l’unica che aveva con sé – lo hanno coperto di insulti e sputi, in cinque contro uno.
La vittima è un ragazzino disabile di 15 anni, con problemi fisici e visivi. Secondo quanto riferisce La Nazione
Tornato a casa in lacrime e sotto choc per quanto accaduto, avrebbe raccontato tutto alla madre, poi corsa dai carabinieri per esporre denuncia. “Non è la prima volta che succede”, avrebbe riferito la donna.
Per cercare di proteggerlo, i genitori avrebbero iscritto il figlio a un istituto privato in un quartiere diverso, ma a quanto pare non è bastato ad evitargli atti di bullismo simili. Si era fermato su un muretto nella zona dell’Oltrarno nei pressi di Piazza dei Nerli stanco dopo una passeggiata, è stato notato dalla “banda” di coetanei che lo hanno subito preso di mira cercando di estorcergli sigarette che non aveva.
“Lo chiamano ‘storpio’ e ‘ritardato’”, denuncia la madre, che è parsa avere contezza di chi fossero i bulli in questione, presumibilmente gli stessi che avevano infastidito il ragazzino già in precedenza.
La vicenda richiama quanto accaduto a Pietrasanta (Lucca) appena lo scorso 9 maggio, quando sei persone – cinque delle quali minorenni – accerchiarono un 29enne migrante del Gambia affetto da disabilità psichica. Tutti sono stati denunciati per lesioni aggravate dai motivi abietti e dall’odio razziale: lo avrebbero anche discriminato per il colore della pelle, come si evince dalle immagini, registrate per poi vantarsi sui social della violenza perpetrata al parco.
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2022 Riccardo Fucile
“OLTRAGGIO ALLA CORTE? NO, IO VI DISPREZZO”… “NON HO PAURA DI QUESTO SISTEMA, NE’ DI VOI NE’ DEL NONNO DEL BUNKER”
Nessuna sorpresa per Alexei Navalny, che aveva fatto ricorso in appello contro la condanna in primo grado a nove anni di carcere per “appropriazione indebita” e oltraggio alla Corte. Lo ha reso noto su Twitter Oleg Kozlovsky, ricercatore per la Russia di Amnesty International. La decisione del Tribunale d’appello di Mosca appariva scontata vista la superficialità con la quale era stato condotto il processo di primo grado con cui a marzo era stato condannato il principale oppositore politico del presidente russo Vladimir Putin.
Navalny sconterà la pena nella colonia penale IK-6 nella città di Melekhovo, una struttura famosa per una lunga serie di abusi, torture e misteriosi decessi dei detenuti. L’oppositore l’aveva definita un luogo “dove ai detenuti vengono strappate le unghie”.
“Putin può spezzare molte vite, ma prima o poi sarà sconfitto sia in questa che nell’altra stupida guerra che sta conducendo”, ha detto oggi in aula, aggiungendo: “Non mi sembra che l’accusa di insultare la corte sia appropriata, sarebbe meglio una accusa di disprezzo della corte. Disprezzo il vostro sistema e la vostra autorità. Non ho paura di questo sistema, né di voi né del nonno del bunker. E invito tutti a non avere paura. Il vostro sistema si basa sulla paura. Temervi è un crimine contro il vostro futuro e i vostri figli. Negli ultimi anni, nessuno ha ucciso più russi di Putin. Tutti i vostri processi sono privi di significato. Volete fermare il progresso della Russia? Subirete una sconfitta storica in questa stupida guerra che avete iniziato. Non ha scopo né significato. Sono sicuramente pronto a restare in prigione per testimoniare a tutti che la gente sta morendo”. Gli avvocati di Navalny hanno immediatamente dichiarato che presenteranno un ulteriore ricorso contro la sentenza.
(da agenzie)
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