Ottobre 11th, 2024 Riccardo Fucile
DEM IN VISIBILIO IN PENNSYLVANIA: “NON ABBIATE DUBBI SU UNA DONNA LEADER, PENSATE ALLE DONNE DELLA VOSTRA VITA”
Barack Obama ha fatto il suo ingresso ufficiale nel rush finale della campagna presidenziale. Lo ha fatto a Pittsburgh, Pennsylvania, con la folla in delirio, entrando a passo di danza sulle note di “City of blinding lights” degli U2.
Obama in maniche di camicia azzurra, disinvolto, la capacità di parlare anche a braccio e usare la sua capacità affabulatoria per demolire Donald Trump, attaccandolo in quelli considerati dalla base i suoi punti forti.
A cominciare dalla politica migratoria: “In quattro anni – ha detto – aveva promesso la deportazione, aveva promesso di costruire un meraviglioso muro, ma non ha fatto niente. E sapete perché? Perché ha un ‘concetto’ di piano, non un piano, è uno che si riempie di parole. Il suo – ha aggiunto – era rude e terribile, fatto per rendere la gente più arrabbiata e non risolvere il problema”.
“Sapete – ha continuato – cosa avrebbe realmente portato ordine al confine e risolto il problema della nostra immigrazione? L’accordo bipartisan che Kamala Harris aveva sostenuto. Il testo era stato scritto da uno dei Repubblicani più conservatori del Congresso. La stessa legge che Trump ha voluto affondare di proposito, perché pensa di vincere le elezioni con la paura”.
Obama, il diritto all’aborto e le fake news sul clima
Obama ha difeso le donne, celebrato la forza delle “madri coraggiose”, irriso il tycoon sull’aborto (“lui può essere confuso, ma noi no”). Lo ha definito un “milionario di 78 anni che continua a lamentarsi da 9 anni”, uno “che non ha mai cambiato un pannolino”, “mai cambiato una gomma dell’auto”, uno che “farfuglia come Fidel”, e “vuole far pagare alla classe media l’enorme taglio delle tasse per i ricchi amici del suo circolo”.
E la domanda legata alle menzogne lanciate da Trump e dai suoi alleati sugli uragani Helene e Milton, dal mancato aiuto del governo – smentito dagli stessi amministratori Repubblicani – alla teoria complottista secondo cui i Democratici hanno dirottato gli uragani negli Stati repubblicani per influire sul voto. Per la destra il cambiamento climatico non dipende dall’uomo, ma l’uomo è capace di influire sugli uragani.
“Quando è diventato okay tutto questo?”, ha chiesto l’ex presidente.
Kamala veniva definita l’Obama donna, ma l’ex presidente si conferma unico, capace di trascinare, toccando il cuore della gente, come quando ha ricordato la madre che gli ha insegnato la “differenza tra giusto e sbagliato, l’essere responsabile, lavorare duro, trattare gli altri come vorresti che gli altri trattassero te”.
Stati in bilico: il ruolo chiave della classe media in Pennsylvania
Obama si è rivolto sempre alla classe media, in uno Stato dove la middle-class sarà l’elemento chiave per conquistare la vittoria. Per questo ha sottolineato la natura popolare del vice di Harris, Tim Walz, in contrapposizione al milionario viziato Trump.
Tra i sette Stati chiave la Pennsylvania è quello con il più alto numero di grandi elettori in gioco: 19.
La Georgia e il North Carolina ne hanno 16, il Michigan 15, l’Arizona 11, il Wisconsin 10 e il Nevada 6. Per essere eletti servono 270 grandi elettori, più della metà dei 538 previsti. Ogni voto conterà. Ogni parola, anche. Da lui la base Democratica si aspettava l’investitura finale di Harris e l’ha avuta.
Alla convention Democratica di Chicago Obama aveva toccato le stesse corde. “Siamo pronti – aveva detto – per un presidente Kamala Harris. E lei è pronta per il lavoro”. “Kamala – ha detto a Pittsburgh – è preparata come nessun candidato è mai stato”. Ogni passaggio, un applauso. Ogni battuta, le risate della platea.
Obama è tornato anche sull’insurrezione del 6 gennaio 2021. “Se Trump – ha detto – non ha protetto il proprio vice (Mike Pence, ndr), cosa vi fa pensare che gli interessate voi?”.
I neri e le donne: uno dei nodi del voto
Prima di arrivare al comizio, Obama si era fermato a sorpresa in una sede di volontari della campagna Harris, per ringraziarli. Si era rivolto in particolare agli afroamericani, ricordando come dubitare di una donna leader – è questo uno degli elementi di perplessità tra i neri – sia un errore: “Le donne della nostra vita ci hanno sostenuto tutto il tempo. Quando abbiamo problemi e il sistema non ci aiuta, loro sono quelle che vanno là fuori, si mettono in marcia e protestano”.
Nei quarantacinque minuti di comizio il messaggio è stato chiaro. Quando ha salutato la platea, Obama ha invitato ancora una volta ad andare a votare. Gli altoparlanti hanno inondato l’impianto con le note di “Land of hope and dreams”, terra di speranza e di sogni, di Bruce Springsteen.
Adesso la speranza dei Democratici è che Obama riesca a condurre Harris alla vittoria in Pennsylvania e negli altri Stati chiave dove tutto si decide, come fece quattro anni fa con Joe Biden.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Ottobre 11th, 2024 Riccardo Fucile
L’ADDIO POLEMICO: “UNA SEDE ISTITUZIONALE È STATA USATA PER UNA MANIFESTAZIONE PARTITICA”… I DIPENDENTI CHE AVEVANO OSATO CONTESTARE L’EVENTO CON IGNAZIO LA RUSSA E ARIANNA MELONI SONO STATI “SCHEDATI”
La presentazione del libro di Italo Bocchino alla Galleria d’arte moderna continua a far
danni. Dopo le proteste dei lavoratori che chiedevano di annullare l’incontro, segnalati per questo dalla direttrice del Museo al ministero della Cultura, gli scossoni non sono ancora finiti.
L’ultimo “risultato” della gestione di Renata Maria Mazzantini è l’addio alla Gnam di tre membri su 4 del comitato scientifico: Augusto Roca, Stefania Zuliani e Federica Muzzarelli hanno detto addio il 9 ottobre. I primi due erano stati nominati in epoca Franceschini, mentre Muzzarelli era arrivata nel 2023 con l’ex ministro Sangiuliano come rappresentante del Comune di Roma.
Le loro motivazioni: “Alla luce della politica culturale recentemente adottata dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, le cui linee non sono state definite attraverso un sereno confronto con il Comitato Scientifico – scrivono nella lettera presentata alla direttrice – che è chiamato a svolgere ‘funzione consultiva sulle questioni di carattere tecnico-scientifico nelle materie di competenza della Galleria’, diamo le dimissioni dal Comitato Scientifico del Museo”.
Poi la goccia che ha fatto traboccare il vaso: “Tale decisione è maturata anche in considerazione delle ultime vicende conseguenti alla presentazione del libro del direttore del “Secolo d’Italia” tenutasi lo scorso 3 ottobre in Galleria alla presenza del Presidente del Senato Ignazio La Russa.
Una sede istituzionale, e quindi di tutti, è stata usata per una manifestazione di carattere eminentemente partitico senza un adeguato confronto preliminare. Chi ha sempre lavorato per le istituzioni trova difficoltà ad inserirsi in questo nuovo contesto, preferendo fare un passo indietro rispetto all’attuale uso di una delle più prestigiose istituzioni museali italiane, a cui continueremo a guardare con rispetto ed attenzione come studiosi e come cittadini.”
Federica Muzzarelli è professoressa ordinaria di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Bologna, il prof. Augusto Roca insegna Storia dell’architettura alla Sapienza e Stefania Zuliani è professoressa ordinaria di Storia della Critica d’Arte all’Università degli Studi di Salerno.
In quest’ultimo periodo, hanno assistito anche all’allestimento della mostra sull’autore fantasy amato dalla premier Meloni, Tolkien, e se ne vanno prima che arrivi quella sul Futurismo, molto voluta dall’ex ministro Sangiuliano e da Fratelli d’Italia.
(da La Repubblica)
argomento: Politica | Commenta »
Ottobre 11th, 2024 Riccardo Fucile
PER DIVENTARE NOTIZIA UN POVERO DEVE MORIRE DI FAME COLLASSANDO PER STRADA
L’espressione «povero vergognoso» nasce nella Firenze del Quattrocento, quando il santo Antonino Pierozzi fa distribuire in segreto il pane ai nobili decaduti, poco abituati a chiedere l’elemosina.
Ma è nella Torino del Settecento, educata al valore della dignità, che nascono le associazioni di beneficenza per dare sostegno a un tipo particolare di persone in disgrazia. Quelle che, lungi dall’esibire il loro stato come arma di ricatto emotivo, cercano pudicamente di nasconderlo.
Vecchie storie, lette sui libri e sepolte in qualche angolo della memoria, che la cronaca di questi giorni ha fatto tornare a galla.
Prima il signore licenziato a sessant’anni, con compagna e figlia a carico, che bussa a decine di negozi proponendosi come fattorino, cerca addirittura di farsi ricoverare in ospedale per rimediare un pasto caldo e infine crolla svenuto sul marciapiede di un’elegante piazza di Roma.
Poi quella donna di qualche anno più anziana, sorpresa a mangiare prosciutto e formaggio tra gli scaffali di un supermercato nel Mantovano, che si rovescia le tasche per pagare il conto (18 euro) e si imbarazza perché non riesce a saldarlo tutto. Hanno provveduto dei carabinieri meravigliosi, così come la moglie del presidente della Lazio ha offerto un lavoro al signore di Roma.
Ma il pensiero va all’esercito di «poveri vergognosi» di cui quei due sono soltanto l’avamposto, che ogni giorno, infilato l’ultimo cappotto buono, escono di casa per sbarcare il lunario.
E che per diventare una notizia devono morire di fame.
(da corriere.it)
argomento: Politica | Commenta »
Ottobre 11th, 2024 Riccardo Fucile
MA IL PERSONALE DI QUEL SUPERMERCATO NON SI VERGOGNA? UN PO’ DI UMANITA’ MAI? CI VUOLE TANTO A DISTINGUERE UN LADRO SERIALE DA UNA ANZIANA IN DIFFICOLTA’ CHE POTREBBE ESSERE VOSTRA MADRE? STIAMO DIVENTANDO UN PAESE DI MERDA
Aveva rubato per fame, mangiando alcuni prodotti di gastronomia nascosta fra gli scaffali
di un supermercato di Curtatone (nel Mantovano), e i carabinieri hanno deciso di pagarle la spesa di tasca loro: protagonista dell’episodio una 65enne, che ha potuto contare sulla generosità dei carabinieri della stazione di Borgo Virgilio.
La donna era entrata al supermarket nel tardo pomeriggio di martedì 8 ottobre e dopo aver consumato quella cena furtiva aveva prelevato alcuni generi alimentari dalle corsie del supermarket e si era presentata alla cassa: lei sperava evidentemente di essere passata inosservata, ma gli addetti alla vigilanza del punto vendita – seppur imbarazzati e cercando di dimostrare tutta la delicatezza possibile – si sono visti costretti a farle presente che avrebbe dovuto pagare anche i prodotti già consumati.
La 65enne non aveva però abbastanza denaro. Inevitabile quindi la chiamata alle forze dell’ordine, che sono arrivate sul posto poco dopo. A quel punto la donna ha spiegato di essere in gravi difficoltà economiche e che i generi alimentari appena consumati – del valore complessivo di 18 euro – erano il suo unico pasto della giornata.
I due carabinieri, una volta verificate le sue dichiarazioni e fatti gli accertamenti del caso, hanno quindi deciso di farsi personalmente carico del conto, in modo da evitare che la signora venisse denunciata e che l’episodio risultasse sulla sua fedina penale. Un gesto spontaneo che è andato al di là dei doveri istituzionali legati alla divisa, accolto con una sorta di stupita incredulità da parte del personale del supermercato e dalle lacrime di gratitudine della 65enne, la quale ha voluto abbracciare i carabinieri.
Non è peraltro la prima volta che i militari dell’Arma si rendono protagonisti di simili gesti di solidarietà: negli ultimi anni è anzi capitato in più occasioni – e in varie zone d’Italia, da nord a sud – che mettessero mano al portafoglio per evitare denunce ad anziani messi a dura prova dalla crisi economica e restii a chiedere aiuto.
(da La Republica)
argomento: Politica | Commenta »
Ottobre 11th, 2024 Riccardo Fucile
GOVERNO PAROLAIO SERVO DI UNO STATO TERRORISTA: E’ ORA DI IMBARCARE L’AMBASCIATORE DI ISRAELE SUL PRIMO VOLO PER TEL AVIV
Le basi italiane della missione Unifil nel sud del Libano sono state nuovamente prese di mira dall’esercito israeliano. Secondo qualificate fonti di sicurezza che seguono il dossier e sono in contatto con i vertici della missione dell’Onu, l’attacco è avvenuto alla base 1-31 – già colpita nei giorni scorsi – e sono stati abbattuti due muri di demarcazione della base.
Si tratta dunque di un ulteriore attacco rispetto a quello in cui sono rimasti feriti due militari cingalesi, avvenuto nei pressi del quartiere generale della missione Unifil a Naqoura.
“I militari italiani non abbandoneranno la base”, come richiesto da Israele. É quanto ribadito dal contingente italiano dell’Unifil all’Idf dopo l’attacco israeliano che ha preso di mira la base 1-31 nel sud del Libano. Secondo quanto appreso da qualificate fonti di sicurezza che seguono il dossier, la posizione è stata ribadita in un incontro nella notte – autorizzato dai vertici Unifil – tra gli italiani, che gestiscono le basi del settore Ovest fuori dal quartier generale della missione, e gli israeliani proprio nella base che è stata colpita.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »