Dicembre 27th, 2024 Riccardo Fucile
LA SPARTIZIONE DI 30 MILIONI DI EURO… IL CASO ROTONDI: E’ DEPUTATO FDI MA E’ CAPO DELLA DC
Sarà pur vero che l’astensionismo dilaga, ma a quanto pare il 2xmille fa sempre più gola: nel 2025 saranno infatti ben 30 i partiti politici in lizza per contendersi la quota Irpef del 730 dei contribuenti italiani. Una vasta offerta che va dal Pd a Fratelli d’Italia, dal Movimento 5 Stelle a Forza Italia, dalla Lega 1 e 2 (quella per Salvini premier e il Carroccio) a Italia dei Valori che fu di Antonio Di Pietro. Eppoi Italia Viva di Renzi, Azione di Calenda, i Verdi, Sinistra Italiana, i Moderati di Lupi, Coraggio Italia del sindaco di Venezia Brugnaro, Radicali, Socialisti e chi più ne ha più ne metta. Compresi gli autonomisti di ogni specie o quasi, dai Valdostani della Stella Alpina, ai Tirolesi del Südtiroler Volkspartei o i trentini di Campobase. E che dire di Sud Chiama Nord di Cateno De Luca, il Movimento Associativo Italiani all’Estero o l’Unione Sudamericana Emigrati Italiani? Tutti pronti a sfidarsi in questa sfida per accaparrarsi gli elettori se non alle urne almeno dal commercialista.
E allora pronti, partenza, via! Con alcune novità rispetto al passato. La prima è la seguente: nella prossima dichiarazione dei redditi gli italiani potranno scegliere anche la DC anche se non proprio quella originale. Gianfranco Rotondi, benchè eletto con Fratelli d’Italia, ha infatti ottenuto l’iscrizione della sua creatura (Democrazia Cristiana con Rotondi) al registro dei partiti che spalanca le porte alle detrazioni fiscali e al 2Xmille. Niente da fare invece per Stefano Bandecchi a cui, da questo punto di vista, il Natale non riserva doni ma solo carbone. Per essere ammessi ai benefici di legge, ossia le detrazioni fiscali e la destinazione del 2xmille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, è necessario infatti un doppio requisito, ossia l’iscrizione al registro dei partiti ma anche la presenza di un rappresentante in Parlamento. Per questo la Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti politici ha rigettato la richiesta di Alternativa Popolare di Bandecchi ma non solo: fuori dai giochi anche i Liberali Democratici Europei (il Libdem di Oscar Giannino e Sandro Gozi), il Patto per l’Autonomia (attivo in Friuli-Venezia Giulia), Rassemblement Valdotaine e il Süd-Tiroler Freiheit, il partito fondato da Eva Klotz nel 2007 al grido “il Sud Tirolo non è Italia”.
Ma il 2025 comunque non delude: i 30 partiti ammessi sono una cifra record se si pensa che nel 2014, il primo anno dopo la legge sulla progressiva abolizione del finanziamento pubblico, i partiti ammessi al nuovo regime erano stati appena 12. L’anno successivo erano già 19, anche se la sperimentazione del 2xmille non aveva dato grandi soddisfazione: in quell’anno fiscale infatti circa 1 milione di contribuenti aveva opzionato uno dei partiti in lizza con il risultato che il due per mille aveva portato in totale nelle loro casse appena 2,7 milioni di euro. Nel 2023 i contribuenti che hanno effettuato la scelta sono saliti a 1,7 milioni (rispetto ai 41 milioni di contribuenti totali): fatto sta che la torta del 2xmille da spartire è salita a quota 24 milioni e il 2025 sarà ancora più ricca anche se le fette, come di consueto, non saranno tutte uguali.
Nel 2023 (redditi 2022) il Pd è stato scelto da circa 530 mila contribuenti per un incasso pari a 8,1 milioni di euro (33,74% del totale delle risorse) seguito da Fratelli d’Italia con 348 mila contributi per un totale di 4,8 milioni di euro, terzo classificato con 1,8 milioni di euro di incasso il Movimento 5 Selle e a seguire tutti gli altri per un totale assegnato di 24 milioni rispetto a un tetto fissato a 25 milioni di euro. In previsione di un ulteriore incremento delle opzioni rispetto alle dichiarazioni dei redditi del 2024, il decreto fiscale approvato recentemente in Parlamento ha incrementato il tetto a circa 30 milioni. Questo dopo il tentativo di mettere le mani anche sull’inoptato che avrebbe fruttato alle casse dei partiti in un colpo oltre 40 milioni di euro. Blitz sfumato per il niet del Quirinale.
(da ilfattoquotidiano.it)
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Dicembre 27th, 2024 Riccardo Fucile
CAMERA E SENATO SEMPRE PIU’ UMILIATI DAL GOVERNO E RESI INUTILI ORPELLI
Ci risiamo, ma non per questo ci si deve rassegnare al peggio. Oggi (venerdì 27 dicembre)
la manovra sarà in aula al Senato e domani (sabato 28 dicembre) sarà approvata con la fiducia. Fine delle discussioni, tutti gli emendamenti spazzati via, proteste scontate delle opposizioni e via così fino al prossimo anno. Eppure, non dovrebbe essere così.
Senza bisogno di scomodare la Magna Charta Libertatum, ovvero la pietra miliare dello Stato di diritto, che imponeva al re di passare dal voto del consiglio dei baroni nel caso di nuove tasse, da che esiste la democrazia parlamentare è la legge di bilancio l’atto più importante che i rappresentanti del popolo sono chiamati a votare. Eppure, da qualche anno, nel nostro Paese è invalsa una prassi deteriore che vede il Parlamento sempre più umiliato dal governo e reso, di fatto, un inutile orpello.
Quest’anno, nella cabala meloniana, ricorre il numero tre: è la terza manovra del governo delle destre, porta in dote 30 miliardi, ma soprattutto sarà affare privato di una trentina di persone, i membri della commissione bilancio di palazzo Madama e i sottosegretari, che se la sbrigheranno in trenta ore. Stop.
È quello che Michele Ainis definisce il monocameralismo alternato. Quest’anno tocca ai senatori ingoiare il boccone senza masticarlo, l’anno prossimo sarà la Camera. Un ramo del Parlamento discute e tratta, l’altro si limita a ratificare. E in più, per sbrigarsi e tacitare ogni eventuale fronda interna, il governo gli appioppa anche la fiducia, che cancella ogni emendamento.
Si può ancora chiamare democrazia parlamentare un sistema che funziona in questo modo? La domanda è aperta. Quello che si deve doverosamente aggiungere in questa sede è che, purtroppo, così fan tutti. Destra e sinistra, europeisti e sovranisti.
Ricordate il Conte 1, maggioranza Lega+Cinquestelle? Ingaggiò un braccio di ferro con la Commissione europea sul deficit, che Bruxelles non voleva al 2,4 per cento del Pil. Tira e molla, finché si arriva al trucco contabile del 2,04 per cento. Si sposta la virgola e il gioco è fatto. Ma ormai siamo arrivati a fine anno e non c’è più tempo di dibattere. La manovra va approvata in ventiquattr’ore e così sia, tra le alte proteste del Pd.
Si replica l’anno dopo, con il Conte numero 2. Pochi giorni per approvare la Finanziaria, stavolta la “scusa” è il Covid, e a protestare è il centrodestra, perché nel frattempo la maggioranza è diventata Pd+Cinquestelle.
Il record, dicono gli archivi, fu però del governo Gentiloni, appena venti giorni per la navetta tra Camera e Senato. Anche quella volta, c’era una buona “scusa”, si doveva andare al voto nel 2018 e occorreva correre per poter sciogliere le Camere.
Come si vede, ogni pretesto è buono, ce n’è sempre una per non dare ai parlamentari tempo e modo di esaminare una legge che, oltretutto, è anche incomprensibile ai comuni mortali, infarcita com’è di commi e rimandi ad altre norme. Un vero obbrobrio linguistico, un oscuro alfabeto per iniziati, che per decifrarlo non basterebbe la stele di Rosetta.
Allora che fare? Luigi Marattin, un deputato dell’opposizione, ieri ha detto che il re è nudo. C’è un monocameralismo di fatto? Allora tanto vale “abolire Camera e Senato, creare un’unica Assemblea nazionale di 600 membri” e non se ne parli più.
Potrebbe anche essere un’idea alla Jonathan Swift. Il celebre scrittore irlandese, di fronte alla terribile carestia dei suoi anni, scrisse un libretto satirico intitolato “Una modesta proposta per impedire che i bambini della povera gente siano di peso per i loro genitori o per il Paese, e per renderli utili alla comunità”. Il suggerimento provocatorio era di darli da mangiare ai ricchi, naturalmente dopo averli ben pasciuti, in questo modo si sarebbe risolto sia il problema della denutrizione dei bambini che della sovrappopolazione irlandese.
Ecco, si potrebbe emendare l’idea di Marattin e suggerire una “modesta proposta” ai nostri legislatori: che la legge di bilancio del prossimo anno, scritta da Giorgetti e Meloni, sia approvata e discussa dal solo Consiglio dei ministri, senza bisogno di passare dall’inutile Parlamento. Senza dubbio un gran risparmio di tempo e di denaro.
(da repubblica.it)
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Dicembre 27th, 2024 Riccardo Fucile
IN ITALIA IL COSTO STIMATO PER CRESCERE UN FIGLIO FINO AI 18 ANNI È DI 175MILA EURO E, SOPRATTUTTO TRA I PIÙ GIOVANI, CRESCE LA VOGLIA DI CONCENTRARSI SOLO SU DI SE’
Due cuori e una bella casa, tanti viaggi e ogni comodità. Di una possibile e tenera prole neanche l’ombra. Le coppie Dink (Dual income, no kids), ovvero le coppie con un doppio stipendio ma senza figli, rappresentano un fenomeno in crescita, specie tra i più giovani. Questo stile di vita, nato negli anni Ottanta, è oggi tornato alla ribalta. La decisione di non avere bambini, almeno temporaneamente, consente a chi si “basta” di godere di una maggiore libertà economica e personale e di dedicarsi a passioni e progetti di carriera.
Secondo gli ultimi dati Istat lo scorso anno si è registrato un calo del 3,4% e, fino a luglio 2024, le nascite sono state 4.600 in meno rispetto allo stesso periodo del 2023. Secondo l’Istituto di statistica il numero medio di figli per donna scende arrivando a 1.21 […] In compenso aumentano le famiglie con un doppio stipendio che scelgono di vivere una vita più “appagante” a livello individuale, concentrandosi sulla relazione a due e sugli obiettivi di carriera.
Non mancano le critiche. Dopo che alcune coppie hanno iniziato a usare le definizioni “doppio reddito, niente figli” su TikTok per ostentare i loro stili di vita fortunati (“dormiamo otto ore intere e a volte di più”; “la nostra casa è pulita e silenziosa”) le vanterie sono state accolte con astio sui vari social. Il Mail Online riferisce di coppie definite “tristi perdenti”, insieme a una litania di accuse rivolte alle persone che non hanno figli: egoisti, materialisti, senza alcun interesse nel futuro e destinati a morire in solitudine
Ma quanto costa mantenere un figlio? In Italia, il costo stimato per crescere un figlio fino ai 18 anni si aggira intorno ai 175.000 euro, al netto delle spese universitarie.
(da agenzie)
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Dicembre 27th, 2024 Riccardo Fucile
IL SITO AZERO “CALIBER”: “SE L’AEREO FOSSE CADUTO NEL MAR CASPIO, TUTTI I TESTIMONI SAREBBERO MORTI E L’AEREO SAREBBE AFFONDATO”
«Doveva andare in pensione tra due mesi, ma non voleva». Si tratta di un espediente
narrativo spesso usato dagli sceneggiatori di Hollywood, ma poi succede anche nella vita reale: il protagonista di un evento drammatico muore eroicamente proprio poco prima della pensione. Ecco, al comandante dell’aereo dell’Azerbaijan Airlines precipitato in Kazakistan, Igor Kshnyakin, […] è andata più o meno così. Al suo fianco aveva un primo ufficiale molto più giovane, Alexander Kalyaninov.
Quando l’Embraer è decollato da Baku hanno pensato che fosse un volo come tanti, ma poi qualcosa è andato storto. Tre tentativi di atterraggio a Grozny, in Cecenia, dove c’era una fitta nebbia, ma anche l’attività della difesa antiaerea russa contro i droni ucraini. «Abbiamo sentito un esplosione, ma proveniva dall’esterno» raccontano i sopravvissuti. Secondo diverse fonti l’aereo è stato colpito dalle schegge di un missile.
Il comandante Kshnyakin e il primo ufficiale Kalyaninov hanno chiesto ai controllori di volo russi di indicare l’aeroporto più vicino dove atterrare. Hanno insistito, disperatamente, ma i russi hanno negato l’autorizzazione.
Per questo il comandante a fine carriera, vicino alla pensione, si è trovato obbligato a una scelta insensata ma obbligata: ha dovuto accettare, di fare una deviazione verso Est, sorvolando il Mar Caspio, e raggiungere un altro Paese, il Kazakistan.
Il sito azero Caliber arrischia un’analisi perfida precisando però che si tratta solo di una ipotesi: «L’equipaggio disorientato dell’aereo, esposto al fuoco della difesa aerea e agli effetti dei sistemi di guerra elettronica, è stato reindirizzato nella città kazaka di Aktau. Si può presumere che questa raccomandazione sia stata data per uno scopo: se l’aereo fosse caduto nel Mar Caspio, tutti i testimoni sarebbero morti e l’aereo sarebbe affondato». Kshnyakin e Kalyaninov però non avevano alternative e secondo diversi testimoni hanno fatto del loro meglio per raggiungere quell’aeroporto.
Sono morti insieme ai passeggeri che erano nella parte anteriore dell’Embraer, ma hanno salvato la vita dei 29 sopravvissuti. Tra i testimoni, tra i passeggeri portati in ospedale, c’è chi sottolinea anche il coraggio degli assistenti di volo. Fino all’ultimo hanno mantenuto la calma, hanno evitato il panico a bordo, come testimoniano i video ripresi dall’interno della cabina.
Dice Subkhonkul Rakhimov, un passeggero russo che si è salvato: «C’è stata una giovane assistente di volo che ha continuato a svolgere perfettamente i suoi compiti in un momento critico, mostrando perseveranza e coraggio. Era la più vicina ai piloti, ha resistito, anche se la situazione era terribile. Fino all’ultimo ha fatto il suo dovere. Al suo comando ho obbedito e mi sono accovacciato. Ha calmato tutti. Probabilmente così ha salvato delle vite».
L’assistente di volo si chiamava Hokuma Aliyeva, il suo cadavere è già stato ritrovato; in Azerbaijan i media parlano di lei come di un’eroina, al pari del comandante e del primo ufficiale. In Russia dopo l’incidente alcune agenzie di stampa hanno provato a far passare la tesi dell’incidente provocato da un birdstrike, vale a dire da qualche volatile.
(da agenzie)
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