URSO BARCOLLA MA NON MOLLA. IL MINISTRO DEL MADE IN ITALY, CHE È RIUSCITO A INIMICARSI DA CONFINDUSTRIA ALLE CATEGORIE DA SEMPRE VICINE ALLA DESTRA (VEDI TASSISTI E BENZINAI), È CRITICATISSIMO E TRABALLANTE DA TEMPO, EPPURE MANTIENE LA POLTRONA
RONCONE: “HA UN CERTO MESTIERE POLITICO. E SA QUANDO È NECESSARIO AFFIDARSI ALLA ‘TANATOSI’, O IMMOBILITÀ TONICA: LA STRATEGIA DIFENSIVA IN CUI GLI ANIMALI SI FINGONO MORTI PER SFUGGIRE AI PREDATORI. E LUI, INFATTI, LÌ STA. FERMO, RIGIDO”
Il ministro Urso? Salta. Presto. Prestissimo. Cioè, forse. Può darsi. Dipendesse dalla Meloni. La Meloni è molto delusa. Ma no? Ma sì! Solo che. Cosa? Sono saltati già troppi tappi a Palazzo Chigi. Hai presente la Santanché? Dimessa. E Sangiuliano? Dimesso.
E lasciamo stare la meravigliosa batteria pasticciona al ministero della Giustizia, composta da Nordio, Delmastro e dalla mitica Bartolozzi.
Quindi Urso salta o no? Boh. Chissà. Magari resiste. Resiste? In effetti – da mesi sprofondato dentro questo sulfureo chiacchiericcio – il ministro Adolfo Urso resta in bilico, barcolla però non molla.
Del resto: quando nell’ottobre del 2022, la sua vecchia amica Giorgia formò il nuovo esecutivo, Urso era tra i più autorevoli esponenti di Fratelli d’Italia. E, non a caso, gli fu assegnato uno dei ministeri di maggior peso: quello dello Sviluppo Economico
Urso arrivò baldanzoso e, pieno di buoni propositi, decise subito di ribattezzare il suo dicastero: «Ci chiameremo ministero delle Imprese e del Made in Italy». Parlò di “Stato stratega”. Voleva coniugare politica industriale e interessi nazionali. L’idea poteva avere un qualche fascino, solo che non ha funzionato. Nemmeno un po’.
Giancarlo Giorgetti, responsabile dell’Economia, quando viene interpellato sull’argomento, sbuffa, s’allenta la cravatta, se ne va. La Confindustria non è più tenera. Non solo: Urso è riuscito a inimicarsi pure alcune categorie da sempre vicine al centrodestra (dai leggendari tassisti ai benzinai).
Qualche Fratello “coltello” soffia perfido e ricorda i dossier più imbarazzanti: dalla siderurgia, con la spinosa questione ex Ilva, al settore dell’automotive, il cui destino è sempre più incerto. Urso, va detto, incassa con un certo mestiere politico.
Quello, giunto a 68 anni, ce l’ha: Fronte della Gioventù, Msi, An, PdL, FdI. Ha visto tanto, ha imparato tanto. E sa quando è necessario affidarsi alla “tanatosi”, o immobilità tonica: la strategia difensiva in cui gli animali si fingono morti per sfuggire ai predatori. E lui, infatti, lì sta. Fermo, rigido. Ministro, tutto bene?
Fabrizio Roncone
per Corriere della Sera”
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