RIDICOLI. GIORGIA TEME I FRANCHI TIRATORI: LEGA E FORZA ITALIA ALLA FINE HANNO FATTO DIETROFRONT E HANNO ANNUNCIATO IL “SÌ” ALL’EMENDAMENTO DI FDI E DI NOI MODERATI CHE INTRODUCE LE PREFERENZE NELLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, SEPPURE CON UN SISTEMA MISTO (CAPILISTA BLOCCATI, INDICATI DALLE SEGRETERIE DI PARTITO)
LE OPPOSIZIONI CHIEDONO CHE LA VOTAZIONE SIA A SCRUTINIO SEGRETO. MA MELONI REPLICA VIA SOCIAL, MOSTRANDO TUTTO IL SUO NERVOSISMO: “È DOVEROSA UN’OPERAZIONE VERITÀ. OGNUNO SI ASSUMA LA RESPONSABILITÀ DEL PROPRIO VOTO E CI METTA LA FACCIA DAVANTI AGLI ITALIANI” – IN REALTÀ LA DUCETTA SA BENISSIMO CHE TRA I SUOI ALLEATI IN MOLTI NON DIGERISCONO LE PREFERENZE E, CON IL VOTO SEGRETO, POTREBBERO AFFOSSARE IL MELONELLUM
Dietrofront di Forza Italia e Lega su uno dei punti più dibattuti della nuova legge elettorale oggi in aula a Montecitorio. All’assemblea del gruppo convocata in mattinata il presidente dei deputati azzurri Enrico Costa ha annunciato il cambio di orientamento sull’emendamento, proposto da FdI e Noi moderati – poi appoggiato anche da Forza Italia e Lega – per reintrodurre le preferenze, sebbene con un sistema semi-bloccato: capolista indicato dalle segreterie di partito e scelta degli altri candidati attraverso un gioco di crocette che finirebbe per penalizzare l’alternanza di genere.
“A questo punto credo sia doverosa un’operazione verità, per capire se i partiti di opposizione che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani – commenta la premier Giorgia Meloni –
C’è un solo modo per scoprirlo: che l’emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto. Sfido le opposizioni a non chiedere il voto segreto. Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani. Sì alle preferenze. No al voto segreto”.
Una clamorosa retromarcia dei berlusconiani – dopo mesi di tensioni e liti interne alla maggioranza – seguita anche dai leghisti. “In vista dei voti previsti da oggi in aula sulla legge elettorale, la Lega si è riunita per valutare l’emendamento proposto da FdI, Noi Moderati e Udc.
Avendo riscontrato che si prevede un sistema misto che garantisce la governabilità e la possibilità di dare voce ai territori per la scelta dei propri rappresentanti, il partito darà indicazione al proprio gruppo alla Camera di esprimere un voto favorevole all’emendamento in oggetto”, si legge in una nota del partito di Matteo Salvini.
E Roberto Vannacci? L’ex generale non è d’accordo ma voterà l’emendamento di FdI come ha spiegato sui social: “Anche sulle preferenze prevale la politica dell’inciucio: il loro emendamento mantiene i capolista bloccati e lascia il potere nelle segreterie di partito, poi dà un contentino nelle posizioni successive. Noi non siamo d’accordo, vorremmo che tutti i parlamentari fossero eletti con le preferenze. Oggi però voteremo anche questo emendamento, perché è meno peggio, e manterremo il nostro che è per le preferenze pure, per ridare la sovranità al popolo. Vedremo chi crede nella democrazia e lo voterà”.
Le opposizioni hanno formalmente chiesto al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che la proposta di legge sulla riforma elettorale sia votata integralmente a scrutinio segreto. La richiesta, avanzata dai presidenti dei gruppi del Pd, M5S e Avs, Chiara Braga, Riccardo Ricciardi e Luana Zanella, riguarda tutti gli emendamenti, gli articoli e il voto finale.
Il Pd, infatti, ha riunito i suoi deputati alle 9 per chiedere il voto segreto su tutti gli emendamenti per i quali è consentito dal regolamento, incluso quello sulle preferenze. Ciò significa che al riparo dell’urna può succedere di tutto. E se a destra entreranno in azione i franchi tiratori non è scontato che la modifica voluta fortissimamente da Giorgia Meloni infine passerà.
(da Repubblica)
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