CAMPO LARGO O CAMPO “LAVROV”? ANCORA TENSIONE TRA M5S E PD: I DEM SONO FURIBONDI CON CONTE PER LA SUA SORTITA PRO-RUSSIA (“STANNO COSTRUENDO UNA MINACCIA RUSSA PER CONVINCERCI AD ARMARCI FINO AI DENTI”)
SCHLEIN INVITA I SUOI ALLA CALMA E INSISTE SULLA COSTRUZIONE DI UN’ALLEANZA IL PIÙ LARGA POSSIBILE… DA PRODI AL RIFONDAROLO TURIGLIATTO FINO ALLE SPACCATURE DEL CAMPO LARGO, LE LITI SULLA POLITICA ESTERA “CALVARIO” DELLA SINISTRA…
La manifestazione di Pd, M5S e Avs a Padova è saltata. E adesso salta anche quella di Roma. È
vero che questa seconda iniziativa era ancora un’ipotesi, ma l’idea di tenerla la settimana prossima, su cui si stava ragionando in questi giorni, pare proprio sfumata.
Insomma, meglio lasciar perdere, tanto più che di questi tempi le manifestazioni non sembrano portar bene al centrosinistra. Peraltro, sebbene ufficialmente negata da entrambe le parti, tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle c’è una certa tensione. I dem sono ancora risentiti con Giuseppe Conte per il suo exploit sulla Russia a Napoli, anche perché non era in programma parlarne. In compenso il leader M5S avrebbe gradito una smentita di Schlein alle critiche da lei rivolte all’ex premier, ma quella precisazione non è arrivata.
Perciò alla fine della festa l’unica manifestazione del centrosinistra (in versione più allargata, però) che si terrà sicuramente è quella di stasera davanti alla Camera dei deputati. Si tratta della veglia parlamentare organizzata dal segretario di + Europa Riccardo Magi per protestare contro la riforma elettorale del centrodestra.
È un’iniziativa aperta, alla quale sono stati invitati tutti i leader delle opposizioni. Hanno già risposto di sì Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni e il segretario dei socialisti Maraio, oltre che diversi comitati e associazioni dei cosiddetti civici. Poi i 5 Stelle faranno per conto loro, sabato, una manifestazione a Ostia contro il riarmo.
Serpeggia dunque un certo nervosismo nel centrosinistra. E che la situazione sia delicata lo si è potuto constatare pure ieri mattina quando gli esperti del settore di Pd, M5S e Avs si sono riuniti per stabilire una linea comune sulla riforma della legge elettorale.
Non è che si sia registrata tutta questa grande unità di intenti.
Certo oggi, alla fine, le opposizioni si compatteranno, perché non possono dividersi di fronte a quella che ritengono «una battaglia campale», ma non ha fatto certo piacere né al Pd né ai rossoverdi la decisione del partito di Conte di presentare un emendamento sulle preferenze.
Questo continuo smarcarsi del leader del Movimento 5 Stelle, sulla Russia prima, sul delicato tema delle preferenze poi, disturba non poco la dirigenza dem. Di fronte a questo atteggiamento il Pd è a un bivio: o fa finta di niente e segue Conte, attirandosi le critiche di mezzo partito oltre che degli alleati di centro, oppure prende le distanze dall’ex premier, rendendo così evidenti le divisioni.
Schlein però invita i suoi alla calma, meglio lasciar correre e non inasprire ulteriormente la polemica. «In gioco c’è molto perché l’anno prossimo possiamo battere la peggiore destra di sempre», è il ritornello con cui la leader «testardamente unitaria» tenta di sedare gli animi. Del resto, la segretaria del Pd è convinta che alla fine l’unica strada percorribile sia quella da lei tracciata: la costruzione di un’alleanza il più larga possibile. Con anche Matteo Renzi dentro, checché ne dicano i 5 Stelle.
Anche Alessandro Alfieri non ha dubbi: «Conte sbaglia quando dice che non c’è una minaccia russa». Di fronte a questa situazione del centrosinistra, Pina Picerno sembra ben contenta della sua scelta di rottura con i dem. «Non mi pento di essere uscita dal Pd e le cose che sono accadute nel corso dell’ultima settimana rafforzano ancora di più i miei convincimenti».
(da agenzie)
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