COME SI SPIEGA LA VICINANZA DI FRATELLI D’ITALIA A CLAUDIA CONTE? IERI, ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DELL’AMANTE (EX?) DEL MINISTRO PIANTEDOSI, AL CIRCOLO CANOTTIERI LAZIO, AVREBBERO DOVUTO PRESENZIARE DUE SOTTOSEGRETARIE DI STATO (LUCIA ALBANO E PAOLA FRASSINETTI), IL PRESIDENTE DELL’ORGANIZZAZIONE GIOVANILE DI FDI, FABIO ROSCANI E IL DIRETTORE DEL GIORNALE DI PARTITO, “IL SECOLO D’ITALIA”, ANTONIO RAPISARDA
I PRIMI TRE ALLA FINE HANNO RINUNCIATO ALL’ULTIMO PER IL CAOS ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE, MA I DUBBI RESTANO: AGLI EVENTI DELLA “MESSALINA DI AQUINO” C’È SEMPRE LA FILA DI MELONIANI. E ANCHE L’INTERVISTA IN CUI RIVELAVA LA RELAZIONE CON PIANTEDOSI FU CONCESSA A MARCO GAETANI, CONDUTTORE DI “RADIO ATREJU”
Donna, tutto si fa per te. Dalla tragicommedia alla parodia. La vicenda Sangiuliano – con Maria Rosaria Boccia al centro della scena – fu trattata come una crisi. Di governo, manco a dirlo. Come la cerimonia del Premio Strega, invece, è trattata la presentazione del libro di Claudia Conte, attrice trentaquattrenne, presentatrice, divulgatrice, influencer e ovviamente adesso anche scrittrice.
Dichiaratasi a suo tempo in relazione col sessantaquattrenne Matteo Piantedosi, il silente ministro dell’Interno, la diva Claudia ieri rifulgeva al Canottieri Lazio, il circolo che nasce per il barcarolo che va controcorrente – e in silenzio – quindi sede più filologicamente esatta per presentare il romanzo, certo pregevole, che si intitola “Dove nascono i silenzi”.
Ieri sera, però, il silenzio lo tenevano solo i libri, impilati sul tavolo. Tutt’intorno l’attesa di quel che la locandina promette: un affollamento istituzionale non proprio bipartisan ma tutto di Fratelli d’Italia a far corona all’autrice […] con un parterre tricolore e festante.
Erano attese, infatti, due sottosegretarie di stato – Lucia Albano all’Economia e Paola Frassinetti all’Istruzione – quindi il presidente di Gioventù Nazionale Fabio Roscani, e, a moderare – qualora divampasse il dibattito – il direttore del Secolo d’Italia Antonio Rapisarda. Mancava solo la fanfara dei bersaglieri, ma alla fine le sottosegretarie e Roscani non sono venuti.
Dietro questi affollamenti c’è una coreografia ancora più interessante del romanzo. Da quando la signora ha raccontato, a fine marzo, di avere (o di avere avuto) una relazione col ministro, ogni sua uscita libraria è diventata un piccolo puntello di legittimazione istituzionale.
Gli esponenti di Fratelli d’Italia, prima di decidere se partecipare, si erano consultati con Giovanni Donzelli che, magnanimo, autorizzava al telefono e via WhatsApp. Ci sono stati scambi di messaggi persino frenetici. Per non dire anche amletici: “Andare? Non andare? Sì, è meglio andare. Molto meglio andare”.
Le due sottosegretarie, alla fine, non sono andate. C’era un voto alla Camera, sì, ma qualcuno ha suggerito: “Attenti a non sfiorare il ridicolo”. Timore non condiviso, qualche mese fa dal leghista Claudio Durigon che aveva presentato il libro a Sperlonga dopo aver chiesto consiglio direttamente al Viminale, che rispondeva con un silenzio scrupolosamente equidistante: né sì né no.
Ed è proprio questa cautela […] che rischia di produrre il suo esatto contrario, ovvero una fila di sottosegretari e membri della maggioranza di centrodestra che si presentano, uno via l’altro, a fare da cornice a un libro sul “silenzio” scritto dalla signora che aveva parlato del ministro, allusiva, persino a Rete 4: “Tutte le domande avranno una risposta”.
Ma poi la signora Conte ha (quasi) smesso di parlare.
La vicenda Sangiuliano fu trattata con gli argomenti della scienza politica; il caso Conte, con gli strumenti della critica letteraria. La differenza, se la si vuole cercare, sta forse nel dicastero: il Viminale maneggia l’ordine pubblico, la Cultura maneggia al massimo i quadri di Antonello da Messina […]. Sarà un caso che la signora Conte ha visto anche confermata una trasmissione alla Radio Rai, che stavano per chiudere. Nello stesso giorno in cui veniva chiusa la trasmissione di Pietrangelo Buttafuoco “Lupus in fabula” su Radio1, e giusto per non essere maliziosi, la morale fa capolino: la favola insegna che…
(da il Foglio)
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