IL CARDINALE MATTEO ZUPPI, PRESIDENTE DEI VESCOVI ITALIANI, NON LE MANDA A DIRE ALLA DUCETTA: “LE SCUOLE DEVONO ESSERE LUOGHI IN CUI NESSUNO SI SENTA ESCLUSO. NON POSSIAMO ACCETTARE CHE IL LUOGO DI NASCITA DETERMINI LE OPPORTUNITÀ DI APPRENDIMENTO”
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«All’inizio dell’anno scolastico non auguriamo soltanto buoni risultati. Auguriamo alle nostre scuole di essere comunità capaci di generare fiducia, passione e responsabilità, luoghi in cui nessuno si senta escluso».
Così il cardinale Matteo Zuppi, presidente dei vescovi italiani, ha fatto ieri aprendo il Consiglio episcopale permanente a Roma, gli auguri agli studenti: ha ricordato le sfide educative di questo momento: l’inclusività ma anche la tecnologia dilagante («le scuole siano laboratori di umanità in cui la tecnologia sia al servizio della persona e non la persona al servizio della tecnologia»). A tutti, studenti e insegnanti ha augurato «di custodire il tempo lento dell’ascolto, dello studio, della meraviglia, del confronto vero, senza i quali nessuna libertà interiore può crescere. La scuola non è uno spazio da attraversare in fretta: è, ancora oggi, un cantiere decisivo del nostro futuro comune».
Tre i temi trattati dal cardinale nel suo discorso sull’educazione: «In questi giorni le scuole hanno riaperto i cancelli: tornano domande che riguardano tutti, non solo chi insegna o studia. La questione educativa non è un tema tra gli altri, né si riduce a programmi e metodologie.
Tocca il cuore della nostra convivenza. Educare significa accompagnare una persona a diventare libera, capace di cercare la verità, di riconoscere il bene, di entrare in relazione con gli altri e di assumere responsabilmente il proprio posto nel mondo. I recenti episodi di violenza ci interrogano profondamente e devono spingerci a una presenza rinnovata nel mondo educativo», ha detto citando la «Magnifica Humanitas» in cui Leone XIV ha indicato quelle educative come «sfide non più rinviabili».
(da agenzie)
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