IL PRESIDENTE BRASILIANO LULA IN TESTA CON IL 40% DELLE INTENZIONI DI VOTO NEI SONDAGGI IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE. FLÁVIO BOLSONARO INSEGUE CON IL 36%
IN CASO DI BALLOTTAGGIO LULA OTTERREBE IL 47% DEI CONSENSI CONTRO IL 45% DEL FIGLIO MAGGIORE DELL’EX PRESIDENTE JAIR BOLSONARO… TRENTA DEPUTATI E UN SENATORE STATUNITENSI HANNO ACCUSATO TRUMP DI INTERFERIRE NELLE ELEZIONI BRASILIANE. DONALD NON E’ UNO SPETTATORE INDIFFERENTE E FA IL TIFO PER BOLSONARO
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva è al 40% delle intenzioni di voto contro il 36% del senatore Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, al primo turno delle elezioni presidenziali in programma tra dieci giorni.
È quanto emerge dall’ultimo sondaggio Datafolha, realizzato il 22 e 23 settembre su 2.002 elettori e commissionato da Folha de S.Paulo e Tv Globo. Al secondo turno Lula è al 47% e Flávio al 45%, una differenza entro il margine di errore di due punti percentuali. Nel primo turno seguono Augusto Cury (5%), Ronaldo Caiado (4%) e Renan Santos (3%), mentre Romeu Zema e Samara sono all’1%. Il 5% dichiara che voterà scheda bianca o nulla e il 2% è indeciso.
Rispetto alla rilevazione della settimana precedente, Lula sale di un punto e Flávio resta stabile al 36%; nel ballottaggio i due passano rispettivamente da 46% a 47% e da 44% a 45%. A dieci giorni dal voto, le due candidature principali spingono per il cosiddetto voto utile al primo turno.
Trenta deputati e un senatore statunitensi, hanno accusato l’amministrazione del presidente Donald Trump di interferire nelle elezioni presidenziali brasiliane di ottobre. In una lettera al segretario di Stato Usa, Marco Rubio, i firmatari chiedono a Washington di impegnarsi a riconoscere ed accettare i risultati del voto.
Nel documento i 31 parlamentari denunciano le pressioni sulle istituzioni brasiliane attraverso dazi, sanzioni contro magistrati e funzionari del governo di Luiz Inácio Lula da Silva e la classificazione del Primeiro Comando da Capital (Pcc) e del Comando Vermelho (Cv) come organizzazioni terroristiche.
Contestano inoltre l’uso di misure economiche e diplomatiche per condizionare il processo giudiziario contro l’ex presidente Jair Bolsonaro (2019-2022) e criticano le sanzioni adottate ai sensi della legge Magnitsky. Secondo i firmatari, le iniziative degli Stati Uniti violano la sovranità brasiliana e mettono a rischio la cooperazione tra i due Paesi.
(da agenzie)
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