“’UNO VALE UNO’ È STATO IL FONDAMENTO DELLA CRETINOCRAZIA”. FRANCESCO MERLO FA A PEZZI LO SLOGAN GRILLINO: “CONTINUA A PERSEGUITARCI NELLE VARIE FORME DI POPULISMO: IL POPOLO CONTRO L’ÉLITE, IL WEB CONTRO L’UNIVERSITÀ, LA PROMOZIONE DEI PROFESSORI-PAPERINI, QUELLI DELLE SCIE CHIMICHE, DEI MICROCHIP SOTTO LA PELLE, E ‘IL TUMORE SI CURA CON IL LIMONE E LA CACCA DI CAPRA’”
“DOBBIAMO A ‘UNO VALE UNO’ ANCHE GIUSEPPE CONTE, CHE PURE RINNEGA L’INCONSISTENZA CHE L’HA PRODOTTO. CI CREDO CHE SENTA DI VALERE MOLTO PIÙ DI UNO, ADESSO CHE, ACQUATTATO NELLA SINISTRA PACIFISTA, SI CONTRAPPONE AL PD DI ELLY SCHLEIN, E SEMPRE PIÙ IN POLITICA ESTERA SI AVVICINA A SALVINI E VANNACCI, ASPIRANTE LEADER DEL FUTURO BLOCCO DEI PARTITI FILORUSSI”
Ho visto nascere i grillini, «uno vale uno» non è stata l’esaltazione dell’uguaglianza, ma la cancellazione delle competenze e del merito, l’idea strampalata ed eversiva che i deputati dovessero essere scelti per sorteggio invece che con elezioni.
Più dannoso dello stesso vaffa, quello slogan legittimò Di Maio, Toninelli, Di Battista, Fofò DJ Bonafede, Virginia Raggi e gli altri ex squinternati d’assalto, non solo “i diciannovisti” del vaffa-day, ma tutte le impalpabili emanazioni della piattaforma Rousseau, i reclutati in rete da Grillo e Casaleggio, più numerosi e più fake delle loro fake news.
Uno vale uno è stato il fondamento della cretinocrazia che continua a perseguitarci nelle varie forme di populismo: il popolo contro l’élite, il web contro l’università, la promozione dei professori-paperini, quelli delle scie chimiche, dei microchip sotto la pelle, e «il tumore si cura con il limone e la cacca di capra» e «l’Aids è la più grande bufala del secolo».
Dobbiamo a «uno vale uno» anche Giuseppe Conte, che pure rinnega l’inconsistenza che l’ha prodotto. Grigio e sconosciuto professore con il curriculum gonfiato, era «il premier uno vale uno» di Salvini e Di Maio, il vice dei suoi vice.Ci credo che Conte senta di valere molto più di uno, adesso che, acquattato nella sinistra pacifista, si contrappone al Pd di Elly Schlein, e sempre più in politica estera si avvicina a Salvini e Vannacci, aspirante leader del futuro blocco dei partirti filorussi.
(da Repubblica)
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