ADDII, ESPOSTI, SCONFITTE: IL PARTITO DI VANNACCI E’ GIA’ IN CRISI (E SECONDO SWG CALA NEI SONDAGGI)
PROSEGUE L’EMORRAGIA DI MILITANTI CHE SE NE VANNO
Gli addii
Uno degli addii è stato quello di Luca Belotti, prima tra An, Pdl e Fli. Ha restituito la tessera: «Purtroppo avevo visto male». Luca Sforzini, presidente del Centro studi Rinascimento nazionale, è stato espulso. Aveva accusato alcuni dirigenti di voler «legittimare e sdoganare i peggiori mostri del ’900» e si era accapigliato con Roberto Jonghi Lavarini, il barone nero milanese («Nazista autentico» secondo Sforzini). Dopo l’espulsione: «Vannacci preferisce cornacchie nere a grilli parlanti». Mentre lui ha prescritto «Imodium per tutti».
Gli esposti
Poi ci sono i due esposti di un sindacato alla procura militare di Roma. Uno sugli incarichi di partito ai militari in servizio. E uno addirittura sulla violazione della legge Scelba che vieta la riorganizzazione del partito fascista. Ma non ci sono notizie di indagini. La partita più importante però si è giocata in Calabria. Che doveva essere la Sassonia di Futuro Nazionale. L’uomo di Vannacci Domenico Giannetta ha sfiorato l’11% ma il centrodestra senza di lui ha vinto lo stesso. Non vedo l’effetto Vannacci» ha constatato Stefania Craxi.
La sezione 643
In ultimo c’è la sezione 643 del partito, quella di Sassari. Erano in 500, hanno restituito la tessera per andare con il partito di Marco Rizzo Italia Domani. «Vannacci ha costruito più una caserma che un partito politico» dice l’ex consigliere regionale Marcello Orrù. A lasciare anche dieci circoli nel cuneese, il 465 di Latina e il 167 di Benevento. Tutti quanti, circa 700 tesserati, passati con Rizzo. «Per me è molto più importante vincere per governare che vincere per non governare», ha detto Giorgia Meloni. Chissà se al generale sono fischiate le orecchie.
(da agenzie)
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