AVANTI, C’E’ POSTO: NELLA LISTA DEI POSSIBILI FEDERATORI DEL CENTROSINISTRA SI AGGIUNGE IL GOVERNATORE DELLA PUGLIA ANTONIO DECARO. DOPO LE IPOTESI MANFREDI E SALIS (NON IN BUONI RAPPORTI CON IL M5S), SPUNTA L’IDEA DELL’EUROPARLAMENTARE PUGLIESE DEI DEM, APPREZZATO DA CONTE, PER EVITARE LE PRIMARIE
TRA LE ALTRE PISTE C’E’ QUELLA CHE PORTA AL SINDACO DI ROMA GUALTIERI (MA LUI SI DICE NON INTERESSATO) E UN’ALTRA CHE TIRA IN BALLO PIERLUIGI BERSANI
Avanti c’è posto: ogni giorno il toto federatore del centrosinistra si arricchisce di un
nome nuovo. L’ultimo in ordine di tempo è quello di Antonio Decaro. C’è addirittura chi lo chiama «la carta coperta» di quanti nel Pd vorrebbero che Conte e Schlein facessero un passo indietro.
Apprezzato presidente della Regione Puglia, eurodeputato con più di 500 mila voti (primo nel Pd davanti alla segretaria), amatissimo sindaco di Bari, Decaro è in buoni rapporti con Conte. Rapporti che si sono cementati all’epoca della pandemia del Covid, quando l’allora premier, per fronteggiare l’emergenza, si rivolse ai sindaci e ai presidenti delle Regioni. Correva l’anno 2020, Decaro oltre a essere primo cittadino di Bari era presidente dell’Anci e diede apporto e supporto a Conte.
C’è un altro sindaco di cui, a settimane alterne, spunta il nome. È Roberto Gualtieri, che di Conte è stato ministro dell’Economia. Anche lui si dice non interessato: «Faccio il sindaco di Roma e, come ho detto molte volte, intendo ricandidarmi per altri cinque anni, per proseguire la trasformazione della città che abbiamo avviato», ha spiegato.
Quindi ha tenuto a precisare: «Naturalmente mi sta a cuore che il centrosinistra si presenti alle prossime elezioni con una proposta forte e credibile e sono fiducioso che ciò accadrà. Ma il punto non è soltanto la leadership, sono soprattutto il programma e la visione del Paese».
Altro nome altro sindaco. Anzi altra sindaca: Silvia Salis. La prima cittadina di Genova ha in uscita a ottobre un libro, È già domani.
Ed è stata sufficiente questa notizia per ricamare sul suo futuro. È popolarissima: anche il sondaggio di Nando Pagnoncelli pubblicato dal Corriere la dà come la personalità del centrosinistra più apprezzata. E, al contrario dei suoi colleghi maschi, preferisce la franchezza e non dice no all’ipotesi. Se la chiamassero ci farebbe un pensierino, ha confessato qualche tempo fa. Però parte con due penalità. La prima, non è in buoni rapporti con Conte.
La seconda, è donna, e con i maggiorenti del centrosinistra, cui spetterebbe il compito di trovare il federatore (o la federatrice), questo non rappresenta certo un vantaggio. Infine, c’è sempre Pier Luigi Bersani. Qualcuno lo vuole federatore, qualche altro presidente della Repubblica, e viene considerato da tutti il prototipo dell’usato sicuro, benché non sia riuscito a fare il premier perché perse le elezioni del 2013, nonostante il centrosinistra quell’anno fosse dato per vincente.
(da Corriere della Sera)
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