Maggio 31st, 2014 Riccardo Fucile
GRILLO E CASALEGGIO PREMONO PER L’UKIP, LA BASE SI RIBELLA
«Come facciamo a sedere al fianco di quei razzisti?». La riunione convocata in gran fretta
nella sede della Casaleggio associati è appena cominciata.
Uno dei neoeletti alza la mano e spara la domanda più scomoda, più ovvia. In guerra, però, rischiano pure gi ambasciatori.
E infatti il guru lo gela: «Ragazzi, non ci sono alternative. L’Ukip è la nostra grande opportunità . Tratteremo anche con i Verdi, ma sappiate che la loro delegazione tedesca non ci vuole».
Considerando i recenti paralleli con Hitler e i fotomontaggi sul cancello di Auschwitz, non esattamente una sorpresa.
Tutto è già deciso, ma nulla è ufficialmente ancora stabilito.
Deciderà la Rete, ma i vertici lavorano di fatto per non lasciare alternative al Movimento. Gli antieuropeisti britannici, insomma, sono l’asso nella manica di Beppe e Gianroberto.
Assieme ai partito euroscettico tedesco dell’Alternative fuer Deutschland, saldamente collocato alla destra della Merkel.
Eppure i Verdi – con la mediazione di Monica Frassoni – provano a riaprire i giochi, sondando riservatamente i singoli eletti. I neoeletti grillini lo comunicano al guru: «Sono simili a noi, perchè non ragionare anche con loro?».
La maggior parte dei diciassette la pensa così, tocca a Grillo prendere la parola a mezzo Skype. «Hanno scritto una montagna di cazzate, Nigel (ormai lo chiama così, ndr) è una persona di cuore. Nè omofobo, nè razzista ».
Non basta l’intervento del comico, però. Il summit si prolunga.
Mezzo gruppo resta convinto dell’opportunità di percorrere altre strade. Tocca a Casaleggio mediare, rassicurare: «Lo faremo, in Rete decideremo tra almeno tre opzioni. Ricordate però che si tratta di un’unione tattica, conta per ottenere peso e potere in Europa. Con un gruppo di sessanta eurodeputati mostreremo di non essere inconcludenti, come invece ci accusano».
Non ancora soddisfatto, il guru fa addirittura leggere un report che punta a ricostruire l’immagine pubblica del partito di Farage, sfregiata da anni di dichiarazioni xenofobe e razziste.
Quando lasciano il quartier generale pentastellato, gli eurodeputati sono preoccupati. Sanno che qualche ambasciatore della Casaleggio – non Grillo, però – volerà a Bruxelles per sondare i Verdi. Senza troppa convinzione, però.
L’ultima parola spetterà alla Rete, con un referendum non ancora fissato ma che potrebbe tenersi tra il 10 e 12 giugno. Prima, sul blog del Fondatore, gli attivisti saranno bombardati con informazioni rassicuranti sull’Ukip. Il futuro è radioso, sintetizza Claudio Messora: «Hanno detto che ci avrebbero relegato nei cessi, nei cessi metteremo loro.. «.
Nessuna intesa, invece, con la sinistra radicale europea. Così mette subito in chiaro Casaleggio: «Non possiamo connotarci politicamente, non possiamo siglare un patto con la sinistra».
Eppure l’apparentamento con il Gue di Alexis Tsipras – che tiene dentro anche i verdi nordici – in linea di principio sarebbe stata possibile.
Fu proprio Grillo a sbilanciarsi in campagna elettorale: «Tsipras dice le stesse cose che diciamo noi, mi piace». In comune hanno la richiesta di abolizione del fiscal compact, la critica all’austerità , la ristrutturazione del debito pubblico e la sensibilità ambientale.
E qualcuno ora ricorda come lo scorso inverno alcuni dirigenti di Syriza – primo partito in Grecia alle Europee – sondarono informalmente a Roma una pattuglia di deputati del M5S, tra i quali Emanuele Scagliusi. Anche allora non se ne fece nulla.
I conti, comunque, andranno fatti soprattutto con il web. E l’esito del matrimonio con Farage non sembra scontato, almeno a scorrere sul blog perplessità e patemi degli attivisti.
Già in passato, tra l’altro, i militanti sconfessarono i due cofondatori sull’immigrazione. E c’è già chi mette agli atti mille dubbi: «Prima di incontrare l’Ukip, Grillo avrebbe potuto parlarne con noi – frena Mimmo Pisano – altrimenti che razza di votazione è?».
E Sebastiano Barbanti: «Su alcuni punti non ci siamo: energia, ogm, flat tax… Il personaggio è discutibile, ma aspettiamo di vedere cosa avrà da dirci Beppe ».
Se in Europa la trattativa si complica, in Italia, la tensione pare placarsi solo in vista del week end.
Le ferite, gli strappi e la guerriglia intestina ai gruppi di comunicazione promettono di scuotere ancora il Movimento, nonostante gli imminenti ballottaggi (a Livorno una lista civica di sinistra appoggerà a sorpresa i cinquestelle).
Eppure Grillo non sembra intenzionato a partecipare all’incontro congiunto di Camera e Senato, in agenda per la prossima settimana.
Meglio giocare in casa, convocando per giovedì una delegazione di parlamentari nella sede della Casaleggio associati.
Dovrà convincerli che Farage è davvero «spiritoso e non razzista».
Ciriaco e Pucciarelli
(da “La Repubblica”)
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Maggio 31st, 2014 Riccardo Fucile
DECIDERA’ IL BLOG, MA INTANTO AVVERTE: “STATE BUONI…”
Decide la Rete…ma non troppo. Con Nigel Farage, il leader dell’Ukip, o con i Verdi europei?
Mentre il popolo grillino si interroga sulle alleanze da stringere in Europa, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio non hanno dubbi e diffondono un ‘curriculum’ rassicurante sul primo e delle credenziali non certo positive sui secondi.
I militanti 5 Stelle, che tra il 10 e il 12 giugno dovrebbero esprimersi attraverso il blog, intanto – per farsi un’idea – possono accedere al sito e trovare sulla homepage un post dal titolo: “11 novembre 2011: Farage difende la sovranità del popolo italiano”.
Subito accanto, sulla destra, un trafiletto che avverte: “5 Stelle state buoni: così parla Monica Frassoni”.
Dunque, a seguire, le dichiarazioni del 13 maggio del presidente del partito Verde europeo: “Grillo è autocratico e senza soluzioni. Non mi sembra che finora il MoVimento 5 Stelle abbia portato alcun contributo particolare nella soluzione di alcuna questione. Non vedo — dice Frassoni – un piano dei Cinque Stelle, tranne la protesta, solo indeterminatezza disonesta nei confronti degli elettori”.
Per chi ancora fosse perplesso sulla scelta, il blog fornisce le frasi della leader dei Verdi anche del 17 maggio: “Da Grillo non arriva una proposta per l’Europa ma un vero e proprio delirio. La nostra idea di Europa è di apertura, di felicità , libertà . L’esatto contrario della prospettiva lugubre e violenta che si può ritrovare nelle urla di Grillo”.
A questo punto Grillo non fa alcun commento su Frassoni ma interviene con un corsivo a sostegno del leader britannico: “Il 16 novembre 2011 Nigel Farage, in un discorso al Parlamento Europeo largamente ripreso e diffuso in Italia, ha accusato i burocrati europei di avere rimpiazzato il governo greco con un governo marionetta e di avere sostituito il governo Berlusconi con il governo Monti. Ha terminato il suo discorso chiedendo cosa, in nome di Dio, avesse dato loro il diritto di farlo”.
Quella di oggi è un’operazione del leader grillino che fa il paio con quanto già fatto sapere ieri ai militanti, con poche parole ma chiare e significative: “Farage è spiritoso e non razzista”.
E chissà se da oggi al 10 giugno il comico genovese riuscirà , con un bombardamento via web, a convincere gli iscritti.
Iscritti che intanto si dividono tra Farage e Frassoni tanto che, con il referendum, potrebbero scongiurare un’altra volta i loro leader.
Il bombardamento pro-Farage non arriva solo dalla coppia Grillo-Casaleggio ma anche da alcuni loro fedelissimi, tra questi il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio: “Credo che Farage sia un uomo lungimirante rispetto a tanti altri. Siamo stati contattati da lui lunedì mattina. Sarà il futuro primo ministro inglese e noi stiamo facendo già adesso un’interlocuzione per formare un gruppo parlamentare insieme”. Un gruppo che, spiega, “sarà federativo” e in cui “ognuno avrà la propria libertà di coscienza. Sui punti sui quali concordiamo andremo avanti insieme. Stiamo facendo un gruppo parlamentare per essere l’ago della bilancia del Parlamento europeo”.
E la Rete? La deputata Ferica Daga, grillina ambientalista, ci spera ancora e in un’intervista dice: “Io sono ambientalista, sono per l’energia solare, l’Ukip è per il fossile. Comunque deciderà il blog”.
Ma a chi la pensa come Daga, oggi Grillo ha già risposto: “5 Stelle state buoni”.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 31st, 2014 Riccardo Fucile
I CINQUESTELLE NON HANNO NULLA IN COMUNE CON FARAGE, L’ALLEANZA NATURALE IN EUROPA E’ CON I VERDI
Ci sono tre modi per riaversi da una sconfitta. 
1) Negarla, autoconsolandosi con formulette e scuse da Prima Repubblica (la sostanziale tenuta, lo zoccolo duro, il consolidamento della base, la presenza sul territorio, la stampa cattiva, gli elettori che non hanno capito, il destino cinico e baro).
2) Piangersi addosso, crogiolandosi, arroccandosi e incattivire in un dorato e sdegnoso isolamento dal mondo esterno, visto immancabilmente come ostile e incomunicabile.
3) Analizzare le cause dell’insuccesso, magari con l’aiuto di qualche esperto vero, e ripartire di slancio per rimuoverle, facendo tesoro degli errori e guardando avanti.
Le prime due reazioni non portano lontano: sia i comodi alibi sia le lacrime appannano la vista. Eppure è proprio altalenando fra la prima e la seconda che si muovono i 5Stelle dopo la batosta europea.
E dire che lunedì sia Grillo (con il video autoironico sul Maalox) sia Casaleggio (con la frase: “Dobbiamo sorridere di più”) sembravano aver capito la lezione.
Poi, da martedì, è stato tutto un retrocedere e un avvitarsi in cupe e cacofoniche sedute di autoincoscienza, culminate nell’incredibile incontro fra Grillo e il leader nazionalista, xenofobo e nuclearista britannico Nigel Farage.
Ha un bel dire Beppe che “Nigel è simpatico”: pare che sia pure vero, è un battutista impenitente, veste da dandy e la sua foto giovanile in versione punk fa sbellicare.
Ma allora? De Gasperi ed Einaudi, i più grandi statisti dell’Italia repubblicana, non sprizzavano certo simpatia.
In compenso Berlusconi, il peggiore premier della storia repubblicana e anche monarchica, è a suo modo e in piccole dosi simpatico.
Ma un conto sono i tratti umani, un altro le idee e i programmi politici: non erano stati proprio i 5Stelle a dire che in Europa si sarebbero seduti accanto alle forze più vicine o meno lontane al loro programma?
Quello pentastellato è semplice e scarno, sette punti appena: nemmeno una virgola in comune con quello dell’Ukip, che vuole cacciare dal Regno Unito tutti i cittadini nati altrove (Italia compresa).
In compenso moltissimi punti in comune con i Verdi, sia per le politiche ambientali ed energetiche, sia per un’Europa intesa come comunità dei cittadini e non come casta delle lobby finanziarie.
Se proprio Grillo voleva levarsi lo sfizio di farsi un bicchierino con Farage, cosa fatta capo ha (anche se quel pranzo ha sconcertato i suoi elettori che, proprio perchè non sono “nè di destra nè di sinistra”, non hanno nulla a che fare con xenofobia e nazionalismo; in compenso ha fatto felici gli avversari che non vedevano l’ora di dipingerlo come il nuovo Hitler).
Ora però segua le regole del suo movimento e ascolti gli eletti ed elettori, che vedono la sola ipotesi Farage come il fumo negli occhi (anche se l’Ukip fosse solo un taxi).
Non occorre neppure consultare la Rete per capire che la proposta indecente verrebbe bocciata, con numeri ben più schiaccianti di quelli che smentirono G&C sul reato di clandestinità e sull’incontro con Renzi.
Un buon punto di ripartenza è il documento dello staff Comunicazione che, accanto a bizzarrie pittoresche (il trench scuro e i boccoli di Casaleggio che fan perdere voti), contiene analisi serie e impietose della sconfitta.
Ed è pure la smentita della leggenda nera che vuole tutti i “grillini” teleguidati dal Capo e dal Guru.
Ieri, sul sito del Fatto, la co-presidente dei Verdi Europei Monica Frassoni ha invitato i 5Stelle al dialogo e non ha escluso di accoglierli nel gruppo parlamentare. Grillo la conosce bene: nel 2007 fu proprio lei ad aprirgli per la prima volta le porte dell’Europarlamento.
Il posto giusto per i 5S è accanto agli ambientalisti, che potrebbero rivelarsi molto utili nelle battaglie contro le mille Ilva (ben appoggiate da destra e sinistra) e contro quel mostro che è il Tav Torino-Lione (sostenuto da destra e sinistra, in cambio di cosa magari un giorno lo scoprirà qualche pm), oltrechè contro l’Europa dei banchieri & affaristi (amici di destra e sinistra). L’importante è aprire gli occhi, evitando che Grillo diventi un grillotalpa.
Marco Travaglio
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Maggio 30th, 2014 Riccardo Fucile
DALL’IMMIGRAZIONE ALLE SPESE MILITARI: I DUE PARTITI HANNO IDEE RADICALMENTE DIVERSE SU DIFESA, AMBIENTE E WELFARE
Dopo le numerose proteste dei militanti, oggi Beppe Grillo ha difeso il suo tentativo di
alleanza con il partito di estrema destra Ukip (Uk Independence Party) attraverso un post sul suo blog.
Nella circostanza, il leader M5S ha sottolineato le convergenze tra il partito britannico e il Movimento, come la lotta all’euro e all’Unione Europea di oggi (dalla Germania alla troika), il sostegno alla democrazia diretta, il ripudio della guerra e di ogni razzismo (almeno in linea teorica, perchè diversi esponenti dell’Ukip, tra cui lo stesso Farage, negli ultimi anni si sono distinti per alcune frasi da molti definite xenofobe). Anche altri esponenti del Movimento 5 Stelle, come Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio, hanno difeso Farage, esortando i militanti a non seguire “la stampa di regime”.
Tuttavia, al di là delle polemiche su ultradestra e fascismo, il Movimento 5 Stelle, che a livello nazionale ha sempre esecrato ogni alleanza, sta cercando di unirsi a un partito che ha posizioni molto diverse, a tratti radicalmente opposte, come su immigrazione, difesa ed energia.
Vediamo come, nel dettaglio.
Immigrazione.
La posizione dell’Ukip, seppur ufficialmente antirazzista (in pratica un po’ meno, a sentire alcune dichiarazioni dei suoi esponenti), è stata sempre netta: riduzione del numero degli immigrati sul suolo britannico mediante uno stop agli ingressi di cinque anni e misure molto drastiche sull’espulsione degli immigrati irregolari.
Su questo tema, il Movimento 5 Stelle è stato sempre piuttosto vago, almeno fino a qualche mese fa, quando c’è stato un durissimo scontro interno tra i fondatori Grillo e Casaleggio (a favore del reato di clandestinità ) e i parlamentari (che hanno votato per abolirlo). Alla fine i due leader sono stati sconfessati dagli stessi militanti, che online hanno votato a favore della cancellazione del reato.
Difesa.
E’ uno dei punti più controversi, nonostante il post rassicurante dell’ex comico di oggi. Il Movimento 5 Stelle si è sempre battuto, strenuamente, per tagli radicali alla Difesa italiana, in primis al programma F35, per cui ha chiesto la revoca totale. Nonostante il suo viscerale anti-interventismo, l’Ukip, come scritto nel suo manifesto 2013, ha proposto invece un aumento delle spese militari in Uk del 40 per cento, delle forze militari del 25 per cento e l’acquisto di 50 aerei da guerra e tre nuove portaerei.
Ambiente ed energia.
Uno dei punti cruciali del programma del M5S è il ricorso, assoluto, all’energia pulita. Addirittura, durante il suo ultimo comizio a Milano, Grillo ha annunciato che, in caso di governo pentastellato, il Movimento avvierebbe riforme per far sì che l’energia italiana sia prodotta interamente da fonti pulite e rinnovabili entro il 2020 (obiettivo francamente molto difficile, dal momento che la stessa Germania, che ha già avviato un programma simile, non riuscirà nell’intento prima del 2026).
L’Ukip, al contrario, non vuole investire nelle rinnovabili, ha chiesto il divieto di installazione delle “disgustose” pale eoliche, nega il cambiamento climatico – tanto che anni fa invocava il divie
Una scomoda verità – e ha una politica di sostegno per il carbone e l’energia nucleare. Che, negli obiettivi di Farage, dovrebbe fornire il 50% dell’energia totale.
Europa.
Entrambi i partiti hanno posizioni molto critiche sull’Unione Europea attuale. Ma anche su questo tema non mancano le divergenze.
L’Ukip, partito di un paese che non ha l’euro come valuta, chiede da tempo addirittura l’uscita dall’Unione Europea.
Il Movimento 5 Stelle ha sì chiesto un referendum per uscire dall’euro (di difficilissima attuazione, comunque, perchè non contemplato dalla Costituzione), ma, almeno sinora, non ha mai detto di voler abbandonare l’Ue.
L’Ukip, inoltre, non si riconosce assolutamente nè nella Convenzione di Ginevra sui rifugiati, nè nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Fisco e welfare.
Se il Movimento 5 Stelle ha una posizione molto statalista su diversi punti e propone il reddito di cittadinanza, l’Ukip ha una linea opposta: Farage vuole tagliare radicalmente le tasse (al 31 per cento dagli 11mila euro in su di reddito), rivoluzionare e frammentare il sistema sanitario nazionale “per ridurre gli sprechi” e vuole tagliare la spesa pubblica addirittura ai livelli del 1997, sacrificando così due milioni di lavoratori pubblici.
Antonello Guerrera
(da “La Repubblica”)
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Maggio 30th, 2014 Riccardo Fucile
IL BLOG SOMMERSO DI CRITICHE SULLA POTENZIALE ALLEANZA, ARRIVANO PROTESTE DA ITALIANI IN GRAN BRETAGNA….MOLTI VEDREBBERO BENE UN’INTESA CON I VERDI
La crepa è visibile. E la questione Farage rischia di creare una frattura non ricomponibile tra Beppe Grillo e i militanti a Cinque Stelle.
Perchè, semplicemente, nell’animo degli elettori grillini “uno vale uno” è un principio non derogabile. E perchè tra le “Cinque Stelle” – intese come programma politico del MoVimento – non compaiono nè il razzismo nè le posizioni a dir poco retrograde su donne e omosessuali incarnate dal leader dell’UPIK.
Basta aprire il “blog di Beppe” e le pagine social del MoVimento: contenitori di critiche e di richieste di fare un passo indietro.
Certo, in tanti giustificano la fuga in avanti del capo politico del MoVimento. Ma lo scontro è acceso.
“Farage è un’estremista di destra. Il capo di persone che hanno tutto fuori che il cervello. Mi spiace, ma cadere così in basso non me lo sarei mai aspettato”, scrive Enrico P. da Amsterdam.
Servono a poco le chiarificazioni di Grillo.
Servono a poco i post in difesa della sua scelta, la pubblicazione dello statuto dell’Upik.
Perchè, oltre al contenuto, qui è in discussione la forma attraverso cui è stata presa questa decisione.
Un commento tra i tanti: “Mi associo a quelli che richiedono che siano gli iscritti, attraverso votazione on line sul portale del Movimento, a decidere se ed in quale gruppo inserirsi nel Parlamento Europeo”, scrive Roberto Arnoldi.
Parole chiare a difesa del principio sul quale è fondata tutta l’azione politica e l’esistenza stessa del MoVimento. Perchè “qualsiasi decisione unilaterale violerebbe il principio fondante dello “ognuno vale uno” e della Democrazia Diretta”, ancora Roberto Arnoldi.
Ancora: “È difficile immaginare qualcosa di più antidemocratico e scorretto. Dovevate dirlo prima che volevate associarvi all’UKIP. Avreste preso qualche milione di voti in meno, tra cui il mio, ma almeno sareste stati onesti e fedeli ai principi del Movimento. Continuate così, che alle prossime politiche anzichè l’IVA prenderete un prefisso telefonico”, il commento di Marco M..
E non manca chi scrive a Grillo direttamente dall’Inghilterra.
Testimonianze in presa diretta della vera natura dell’Ukip. Alessandro Cappellotto scrive: “Caro Beppe, come qualcun altro che ha commentato questa notizia, vivo anch’io in Inghilterra da molti anni. Mi spiace, ma credo che tu debba veramente venire qui e passare un po’ di tempo per capire chi cosa è l’UKIP: stai prendendo la strada sbagliata”.
Ancora da Londra il commento di Met Rom: “Ormai diamo proprio di testa: io ci vivo in Inghilterra e so bene chi è Farage e soprattutto con chi si accompagna: razzisti, bigotti, pro nucleare, contro l’energia rinnovabile, uomini forti della City”.
Poi, chi dopo aver partecipato alla campagna elettorale, si sente semplicemente preso in giro: “La prossima volta dovete dirlo dal palco con chi avete intenzione di allearvi nel post-voto così gli elettori saranno in grado di scegliere se votarvi o no”, l’invettiva di Pasquale Corvino.
Non manca chi cerca di fare un passo in avanti. Suggerendo – proprio sulla base del programma politico del MoVimento – di cercare alleanze con altri gruppi del Parlamento Europeo. In tanti insistono sul tema dell’ambiente.
“Il punto delle rinnovabili è centrale. Ripartiamo da lì e cerchiamo un’alleanza con i Verdi”. Posizione molto condivisa.
Da Iacopo Bartolini, per esempio: “Andare con i Verdi è la scelta naturale. Anche perchè se ci alleiamo con l’estrema destra, io lascio tutto”.
E perchè “la politica energetica dell’UKIP a sostegno del carbone e del nucleare mi lascia molto perplesso”.
Una discussione animata, che non accenna a concludersi. Anche perchè si tratta di un’occasione per risolvere la questione identitaria all’interno del MoVimento: “Non vedo l’ora che ci sia un voto sul sito, cosi ci contiamo e capiamo una volta per tutte che valori ed idee abbiamo”.
Carmine Saviano
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Maggio 30th, 2014 Riccardo Fucile
UN’AUTOCRITICA A FASI ALTERNE: LA COMUNICAZIONE RESTA IL TALLLONE D’ACHILLE DEI CINQUESTELLE
Il risultato delle elezioni europee ha fatto scoprire al Movimento 5 Stelle una dimensione
inedita: la sconfitta.
Di fronte a una novità , stanno reagendo esattamente come tutti quelli che ci sono passati prima di loro. Scontri, psicodrammi, autoanalisi.
Elaborare una delusione, anche in politica, non è mai stato facile. Ingrediente primo dovrebbe essere una seria autocritica, che però al momento si palesa a fasi alterne.
C’era nel video di Grillo in cui prendeva un Maalox, non c’è nel mirror climbing del “tutto sommato abbiamo vinto”, “è colpa di giornalisti e pensionati”.
O, peggio ancora, nella teoria dei brogli e del complotto.
È vero, come scriveva ieri Di Battista, che in Italia quasi 6 milioni di voti alle Europee sono “un trionfo” per un movimento giovane e anomalo. Il problema è che, dopo mesi di “vinciamo noi”, sarebbe parso deludente anche un 28%.
La comunicazione resta un tallone d’Achille per M5S ed è proprio questo aspetto a rivelarsi nuovamente critico nella elaborazione della sconfitta.
È di ieri la faida tra i “responsabili della comunicazione” e il tandem Grillo-Casaleggio.
Primo aspetto: Biondo, Messora e Casalino hanno fatto molti errori, ma a metterli lì sono stati proprio Grillo e (più che altro) Casaleggio.
In un primo momento c’era pure Martinelli, che durò meno di Tabarez al Milan e fu cacciato dai deputati stessi del Movimento (oggi Martinelli sverna a Matrix ed è bravissimo a desertificare il consenso. Persino più di Becchi).
Secondo aspetto: i responsabili della comunicazione, nel merito, hanno ragione.
Nel dossier scrivono: “Abbiamo trasmesso energia distruttiva”; “L’hashtag #vinciamonoi scelta paradossale con effetto perverso”; “Parlamentari percepiti come saccenti”; “Bisogna prendersi le piazze mediatiche degli altri”. Condivisibile anche Silvia Virgulti, Tv-coach esterna allo staff che — riferiscono fonti parlamentari — ha criticato la comunicazione “negativa” di Grillo e il messaggio “inquietante e non rassicurante” di Casaleggio.
La Virgulti ha ragione anche quando afferma che i voti sarebbero stati molti di meno se i parlamentari più bravi non fossero andati in piazze e tivù.
Casaleggio e Grillo non hanno gradito, ed è un eufemismo, sia per il contenuto (e qui hanno torto) sia per il modo (e qui non hanno torto).
La disillusione ha sdoganato il protagonismo a tutti i costi, tramutando chiunque in eroe che conosce la cura.
Se poi Biondo e Casalino paiono avere le idee chiare, non le hanno sempre avute in passato, ora mandando parlamentari allo sbaraglio mediatico (Carla Ruocco a Otto e mezzo) e ora impedendogli di frequentare determinati talk-show.
Quel dossier doveva restare interno, ma è diventato una mannaia pubblica che erotizza gli avversari. E se i responsabili della comunicazione sbagliano la comunicazione, ricevendo strali anzitutto da chi gli ha dato quel ruolo, il cortocircuito è totale.
Nel delirio generale è rispuntata fuori anche Roberta Lombardi.
Ieri, dopo aver tuonato per la millesima volta contro i dissidenti brutti, sporchi e cattivi, ha oltrepassato la leggenda: “Sui palchi o in tv ci vanno Di Battista, Morra, Di Maio o la sottoscritta semplicemente perchè siamo più bravi”.
Lombardi ha citato nomi effettivamente bravi, eccezion fatta chiaramente per il suo: se tutti i parlamentari fossero come lei, M5S prenderebbe il 2%.
A inizio legislatura ha fatto più danni della grandine e la sua boria esibita in streaming resterà negli annali, eppure non l’ha ancora capito: qualcuno abbia il buon cuore di dirglielo (magari la Virgulti).
Il Movimento 5 Stelle è in difficoltà ed è naturale. Tutto è risolvibile, tranne forse una cosa: l’alleanza con un figuro improponibile come Farage.
Un’idea poco meno che allucinante. Per ora Grillo parla solo di “sondare il terreno”, ma con uno come Farage ci si dovrebbe fermare assai prima: cosa vuoi sondare con uno come Farage? La deputata 5 Stelle Giulia Sarti, che forse adesso verrà inserita tra i “dissidenti” dalle talebane-tafazzi tipo Lombardi, ha detto: “Appena ho saputo dell’incontro, ho pensato: perchè l’Ukip? La sua campagna elettorale l’ho schifata più ancora di quella della Le Pen. Poi se il Movimento facesse un gruppo con l’Ukip, saremmo anche costretti, noi qui in Italia, a votare contro le loro posizioni in Europa, ad esempio sull’immigrazione. M5S non ha nulla in comune con Farage”.
Parole condivisibili e inattaccabili. Da scolpire sulla pietra.
Chissà se Grillo e Casaleggio, per una volta, ammetteranno in tempo lo sbaglio.
Andrea Scanzi
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Maggio 30th, 2014 Riccardo Fucile
INTERVISTATO DAL “TELEGRAPH” GRILLO INSISTE SULL’ALLEANZA CON IL DISCUSSO LEADER FARAGE: “POSIZIONI VICINE SU IMMIGRAZIONE E DEMOCRAZIA DIRETTA”
Beppe Grillo detta al britannico Telegraph le sue riflessioni su Nigel Farage, leader dell’Ukip incontrato ieri a Bruxelles per sondare una possibile alleanza tra euroscettici all’Europarlamento di Strasburgo.
Mossa, quel faccia a faccia, che ha fatto lievitare ulteriormente la tensione all’interno del Movimento 5 Stelle, già vicina al livello di guardia dopo la diffusione di un documento riservato dell’ufficio comunicazione del movimento contenente una dura analisi degli errori commessi nell’ultima campagna elettorale.
Il “comico” Grillo non può che apprezzare in Farage il “senso dello humor e dell’ironia”, riporta il Telegraph.
Ma per Beppe, soprattutto, Nigel non è razzista. E con l’Ukip, afferma ancora il leader M5s, esistono punti in comune sul tema dell’immigrazione. “Farage non è come viene descritto – le parole di Grillo -, così come io non sono il fascista e il nazista descritto dai giornali italiani. Vuole controllare i flussi migratori in Europa così come lo vogliamo noi”.
E, a riprova di quanto sia ingiusta la patente di “razzista” affibiata al leader di Ukip, Grillo ricorda che Farage ha scelto di non stringere alleanze con la Lega Nord.
Grillo comunque precisa che ancora non esiste alcun accordo tra M5s e Ukip. “Ho incontrato Farage per conoscerlo. Era necessario un incontro faccia a faccia” spiega, aggiungendo che Farage gli è piaciuto. Ma ora la parola passa ai sostenitori di M5S, che attraverso la rete rifletteranno sull’esistenza di ogni possibile denominatore con la formazione inglese e decideranno se e quali posizioni in comune il movimento ha con l’Ukip.
“Non cambieremo il nostro programma, non cambieremo le nostre idee, ma se parliamo di concetti come quello della democrazia diretta allora abbiamo qualcosa in comune”.
Nell’intervista Grillo ricorda anche che il movimento è tenuto a cercarsi dei partner nel parlamento europeo: “Con 17 parlamentari, se formi un gruppo autonomo, sei tagliato fuori”. Dopo l’incontro tra Farage e Grillo mercoledì a Bruxelles, l’Ukip ha rilasciato una dichiarazione per precisare che, in un potenziale nuovo gruppo, i partiti potrebbero fare campagna e votare come meglio credono pur restando nel quadro di un accordo di massima.
Per contro, a dimostrazione che i malumori non sono affatto rientrati, tra qualche ora sarà resa pubblica la petizione di un gruppo di attivisti M5s di Bari, sottoposta da ieri al vaglio e alla firma dei militanti, che alla luce del risultato deludente delle Europee chiede a Grillo di fare un passo indietro.
Nella petizione si fa notare che “una delle frasi più ricorrenti sentite in questa campagna elettorale è stata ‘il Movimento mi piace, ma Grillo mi fa paura’, oppure ‘ma Grillo non propone nulla’, o ancora ‘Grillo e’ stato vago nelle risposte, ha gridato un’ora e non ha detto niente'”.
Esprimendo stima per il leader, “che ha rivoluzionato il sistema socio-politico italiano, costringendo tutti ad inseguire milioni di italiani su temi come onestà e coerenza”, la petizione si richiama proprio al valore della coerenza quando dice che “Grillo dovrebbe, alla luce di questi risultati, alla luce delle sue dichiarazioni di qualche mese fa e quindi in virtù della coerenza che da sempre contraddistingue il M5S, fare un passo quantomeno di lato”.
Perchè “Grillo è diventato un boomerang per il Movimento. Chi apprezza i Cinque Stelle li apprezza a prescindere da Grillo, chi odia o non apprezza Grillo lo fa a prescindere dai Cinque Stelle. La sua risonanza mediatica ha toccato evidentemente il massimo della sua efficacia, e ora è diventata stagnante. Si è trasformata in un repellente di consenso che non permette alla gente di avvicinarsi al M5S per approfondirne la vera natura”.
“Caro Beppe – conclude il documento -, se ami davvero questo movimento, se tieni al futuro di questa Nazione, rimetti ai cittadini la decisione sul ruolo che da oggi dovrai ricoprire”.
Mentre dovrebbe essere un “parlamentare” il “volto mediatico stabile” del Movimento. “La popolarità e la credibilità dei vari Di Maio, Di Battista, Sarti, Taverna, Ruocco, Morra, Di Stefano, Castelli hanno ormai quasi eguagliato popolarità e credibilità di Grillo. Bisogna sfruttare questa possibilità “.
(da “La Repubbica“)
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Maggio 30th, 2014 Riccardo Fucile
A RISCHIO L’INTESA CON FARAGE, RISSA ALL’ASSEMBLEA DEI DEPUTATI
Il virus della disgregazione si è impossessato del Movimento cinque stelle.
Non è più un duello tra falchi e colombe, ormai è una guerra tra bande. Un dossier molto critico con i vertici dei Cinquestelle travolge lo staff della comunicazione della Camera, mentre gli ortodossi si spaccano in assemblea.
E la furia di Gianroberto Casaleggio è incontenibile: «Ora basta con i sabotatori. Ora basta con queste follie». E così tutto torna in discussione, dall’unità dei gruppi all’intesa con l’Ukip.
Manca soprattutto un timoniere.
Rinchiuso nella villa di Marina di Bibbona, Beppe Grillo prova a metabolizzare la sconfitta elettorale.
Il guru, invece, si barrica sconvolto nel suo studio della Casaleggio associati. Quando lo informano che lo staff della comunicazione ha presentato ai deputati un documento che sconfessa tutte le scelte degli ultimi mesi, Casaleggio sbotta.
In quel testo – al paragrafo “Non siamo da governo” – si offre una fotografia imbarazzante dei parlamentari del Movimento: «Non sono ancora percepiti come affidabili. Si ritengono poco concreti e la battaglia sul 138 l’hanno capita ben poche persone. Mancano di umiltà e a volte sono percepiti come saccenti. Se non si ha una soluzione a un problema, non lo si può denunciare». Desolante, appunto.
Non è tutto. Nel report si critica apertamente anche la linea del guru, convinto di dover limitare le presenze pentastellate sul piccolo schermo: «Se si decide di voler raggiungere il 51% – scrive invece lo staff della Camera – allora bisogna adeguare il messaggio e far ricorso a strumenti appropriati (tv in prima istanza)».
Per disintegrare definitivamente la linea dei due cofondatori, la comunicazione di Montecitorio giudica «paradossale» lo sbandierato «vinciamo noi» di Grillo: «Una vittoria percepita come sicura potrebbe aver demotivato qualcuno dei nostri che non è andato a votare».
Ciliegina sulla torta, un parallelo da brivido: «Gli italiani hanno dimostrato di aver bisogno di affidarsi a un uomo forte, fattore che ciclicamente torna nella storia, da Mussolini a Berlusconi. Renzi ha saputo trasmettere serenità ».
«Sono pazzi», urla Casaleggio. A caldo, insieme a Grillo, valuta addirittura un reset degli assetti della comunicazione della Camera.
E in un baleno finisce sul banco degli imputati il capo della comunicazione Nicola Biondo che, già in passato, si è scontrato con lo staff del Senato.
Non a caso, da Palazzo Madama Claudio Messora fa sapere: «Noi della comunicazione del Senato apprendiamo con stupore dell’esistenza di questo documento, che non abbiamo visionato, getta ombre irragionevoli sulle figure di Grillo e Casaleggio e ci sembra molto lontano dalla realtà ».
Tutti contro tutti, insomma.
Grillo, basito, osserva l’harakiri del Movimento.
Su Facebook si fa sentire solo per replicare a chi, come Tommaso Currò, aveva sollecitato un suo passo indietro: «C’è chi ha chiesto le mie “dimissioni” (non si sa da cosa). Il tempo è dalla nostra parte».
Eppure, il comico è costretto a fare i conti con un’altra mina che rischia di esplodergli tra le mani: la collocazione dei grillini tra i banchi dell’Europarlamento.
Tanti, tantissimi pentastellati rabbrividiscono pensando a un’intesa con la destra euroscettica britannica di Nigel Farage .
A pianificare la trattativa continentale è proprio Messora, mentre a Montecitorio molti deputati contestano l’alleanza con l’Ukip.
Ecco allora che i veleni si sprigionano veloci, fino a immaginare addirittura uno sgambetto studiato dallo staff della comunicazione di Montecitorio.
Di certo c’è che Casaleggio è preoccupato: «Non possiamo far saltare l’intesa, perderemmo la faccia».
Non a caso, il guru ha convocato gli eurodeputati a cinquestelle.
Si vedranno già oggi a Milano e il cofondatore cercherà di superare le resistenze dei neoeletti. Non è affatto detto che riesca nell’impresa, però, perchè i Verdi europei – al di là delle dichiarazioni pubbliche – hanno avviato una mediazione sotterranea con i grillini approdati a Bruxelles.
Come se non bastasse, tutti i rancori del Movimento trovano sfogo a sera in un infinito summit tra deputati.
Tutti, o quasi, si scagliano contro la comunicazione, contestano le strategie parlamentari. Finisce nel tritacarne anche la “tv coach” Silvia Virgulti.
La colpa? Aver sottolineato l’effetto boomerang del cappellino indossato da Casaleggio a “In mezz’ora”, bollando il fotogramma come «inquietante e non rassicurante ».
Una sortita «villana», la boccia Walter Rizzetto. In un attimo, parte il processo.
L’incontro si trasforma in uno sfogatoio. Luigi Di Maio, tra gli “ortodossi” messi sotto accusa, dà uno sguardo alla riunione e subito se ne va dopo aver fiutato l’aria.
Alessandro Di Battista ammette «alcuni errori », mentre un moderato come Massimo Artini non risparmia i decibel: «Dobbiamo cambiare la comunicazione e abbassare i toni».
«Vogliamo continuare a far finta di nulla o diciamo che qualcosa non funziona? – domanda Mimmo Pisano – Signori, siamo calati di quattro punti. Dovevamo crescere, abbiamo perso».
L’ira contro il cerchio magico si salda ai dubbi sul futuro.
«Non abbiamo realizzato le nostre promesse – si accende Rizzetto – non abbiamo portato a casa nulla. Ma siamo stati bravissimi ad arrampicarci sui tetti… ».
Per ordine del capogruppo – così giura lo staff – i cronisti vengono tenuti a un paio di rampe di scale di distanza.
Eppure, gli spettri continuano a circondare i falchi. L’effetto è paradossale.
Un deputato chiede a un dipendente del gruppo di avvicinarsi a uno scantinato buio a due passi dalla sala.
Dentro c’è solo il quadro elettrico, nessun giornalista. Ma una voce ribadisce: «Eppure ho sentito un rumore…». «Il problema — gli risponde un altro — non sono i rumori che arrivano da fuori, ma che qui non c’è più una guida».
Tommaso Ciriaco
(da “La Repubblica”)
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Maggio 30th, 2014 Riccardo Fucile
LE TESI DEI POPULISTI DELL’UKIP DI FARAGE CHE ORA I MILITANTI GRILLINI DOVRANNO CONDIVIDERE
Siete d’accordo con questa affermazione? «Non vorrei dei romeni come vicini di casa». E con
questa? «Gli omosessuali sono dei pervertiti». E con questa? «Non dovremmo dare aiuti economici ai paesi del bongo bongo».
Se siete elettori di Beppe Grillo e rispondete di sì a tutte e tre le domande, la possibile alleanza a Strasburgo del Movimento 5 Stelle con l’Ukip, il partito populista che ha vinto le europee in Gran Bretagna, non deve turbarvi.
Altrimenti potreste avere qualche preoccupazione.
E ne avreste ancora di più ascoltando quello che dice di Farage e del suo partito chi li conosce da vicino.
Come il primo ministro e leader conservatore David Cameron, secondo cui l’Ukip è un partito di «picchiatelli, gente stramba e razzisti mascherati».
O come l’ex-ministro laburista Barbara Roche, che ha coniato un termine apposta: «Euracism».
O come Alan Skudd, che ha fondato l’Ukip nel 1993 ma se n’è andato sostenendo che è diventato «un partito anti-Islam, antiimmigrati e razzista».
Tale è anche l’opinione (sondaggio di Yougov) del 27% dei britannici, che lo considerano «un movimento razzista» (per il 35 per cento «non è razzista, ma attira le simpatie di molti razzisti»).
Farage assicura: «L’Ukip non tollera il razzismo». Coloro che espongono idee razziste o contrarie alle posizioni del partito vengono espulsi.
«In ogni partito c’è qualche pazzo», minimizza. Ma nel suo ce ne sono parecchi.
E le loro intemperanze, chiamiamole così, non si limitano al razzismo, come si evince da un mini “alfabeto dell’Ukip”, tratto dalle dichiarazioni più scandalose di militanti oltre che dal programma del partito.
ANIMALI
«Certi omosessuali preferiscono fare sesso con gli animali» (Julia Gasper si è dimessa)
BAMBINI
«I musulmani si moltiplicano dieci volte più veloci di noi, un giorno non riusciremo più a resistere alle loro richieste» (Lord Pearson)
CAMMELLI
«I musulmani fanno sesso anche con i cammelli» (Maggie Chapman)
DISOCCUPATI
«E’ pericoloso permettere di votare a chi è senza lavoro, perchè finisce per decidere come usare denaro altrui» (Alexander Swann-ha lasciato il partito considerandolo troppo anti-immigrati)
ELTON JOHN
«Mi rifiuto di definire gay quei pervertiti come Elton John, invece di permettergli di sposarsi dovrebbero tornare a chiudersi nell’armadio» (Dave Small-espulso)
FUMO
«L’Ukip è contrario al divieto di fumo» (programma del partito)
GAY
«Quello che mi disgusta degli omosessuali è la loro pretesa di essere considerati normali» (Douglas Denny)
HITLER
«E’ stata la Polonia a incitare la Germania a invaderla nella seconda guerra mondiale e Churchill ammirava Hitler» (Hugh Williams)
ISTINTO
«Certe persone hanno una tendenza naturale ad essere soggiogate fin dalla nascita» (David Griffith — riferito ai neri)
MOGLI
«Non è possibile che un uomo stupri la propria moglie, una volta che una donna accetta, accetta» (Demetri Marchessini)
MOSCHEE
«Bisognerebbe vietare di costruire moschee nel nostro paese» (Gerard Batten)
NERI
«Il comico nero Lenny Henry dovrebbe emigrare in un paese nero, non deve vivere con i bianchi» (William Henwood-si è dimesso)
OLIMPIADI
«A Londra nel 2012 i polacchi hanno fatto un buon bottino, si sono portati a casa bronzo, argento, oro, tutto quello su cui potevano mettere le mani » (Paul Estwood, alla cena di gala del congresso del partito).
PEDOFILIA
«Il legame tra omosessualità e pedofilia è così evidente che non vale neanche la pena di discuterne» (Julia Gasper-si è dimessa)
PUTIN
«Ammiro Putin come leader politico» (Nigel Farage)
RISERVE
«Anche gli indiani d’America non davano importanza all’immigrazione e poi sono finiti a vivere nelle riserve» (volantino elettorale dell’Ukip)
SCUOLA
«Lo studente Nigel Farage professa idee razziste e neo-fasciste ed è stato visto cantare canzoni che inneggiano a Hitler» (rapporto del 1981 della scuola frequentata dal futuro leader dell’Ukip)
SVILUPPO
«La Gran Bretagna non dovrebbe dare aiuti economici alle terre del bongo bongo» (Geoffrey Bloom)
TRENO
«Non mi piace quando in treno sento parlare solo lingue straniere intorno a me» (Nigel Farage)
VICINI
«Non vorrei avere dei rumeni come vicini di casa» (Nigel Farage)
VOLPE
«L’Ukip è contrario al bando alla caccia alla volpe» (dal programma del partito)
WELFARE
«Il nostro paese è diventato un immondezzaio pieno di scrocconi stranieri che vengono qui a farsi mantenere» (Dave Small-espulso)
Enrico Franceschini
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