Febbraio 1st, 2014 Riccardo Fucile
DI FRONTE ALLA REAZIONE POPOLARE CERCA DI SALVARSI DALLA DENUNCIA: INVITA A QUERELARE I VIOLENTI FACENDO FINTA DI NON SAPERE CHE E’ RESPONSABILE ANCHE IL TITOLARE DEL BLOG CHE NON CANCELLA LE INGIURIE
«Prendiamo le distanze dalle offese sessiste dal post di Grillo. I messaggi sono stati scritti nella notte quanto non era possibile operare alcun controllo: i messaggi sono stati cancellati».
È quanto afferma lo staff comunicazione del M5S in merito ai commenti sessisti contro la presidente della Camera Laura Boldrini ad un post di Beppe Grillo sul suo profilo Facebook.
«Chi ha scritto le minacce può essere querelato tranquillamente – aggiungono i membri dello staff comunicazione “cinque stelle” – La rete è libera e deve rimanere libera ma ognuno si assume le proprie responsabilità . Chi dice che queste sono le minacce dei “grillini”, dice una cosa priva di senso.”.
Intervento immediato e tempestivo? Solo alle 19.15 di stasera, di fronte all’indignazione di migliaia di italiani, di destra e di sinistra, il titolare del blog è intervenuto, facendo sparire tutto.
Per molto meno blog non protetti da poteri forti sono stati oscurati senza neanche l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
Grillo invita a querelare i singolo commentatori violenti? Da paraculo fa finta di non sapere che il titolare del blog è responsabile dei commenti che ospita quanto chi posta insulti.
E quando si arriva a 1.531 “mi piace”, 552 commenti, 434 condivisioni non esiste che “non fosse possibile operare controlli”: ma chi vogliono prendere per il culo?
Ora aspettiamo che l’autorità giudiziaria faccia il suo dovere, identificando e denunciando gli autori delle minacce.
E accertando dopo quante ore sono stati cancellati post e commenti.
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Febbraio 1st, 2014 Riccardo Fucile
VALANGA DI INSULTI E INVITI ALLO STUPRO: BRAVO BEPPE, LA PROSSIMA VOLTA CHE NE DICI DI PORRE LA STESSA DOMANDA PER TUA MOGLIE O TUA FIGLIA?
Insulti a raffica a margine di un post che dai canali di Beppe Grillo punta dritto contro la
presidente della Camera Laura Boldrini, presa di mira sul piano personale in maniera offensiva.
In un post sul suo account Facebook, poi rilanciato anche sulla pagina del M5s, Beppe Grillo si fa la seguente domanda: “Cosa faresti in macchina con Laura?”.
La domanda accompagna la presentazione di un video satirico prodotto da un attivista che guida l’auto con a fianco una sagoma di cartone della Boldrini.
Grillo attacca Boldrini sui social: “Cosa faresti in macchina con Laura?”.
Ed è subito insulto.
Tra i commenti al post, parecchi inneggiano allo stupro del presidente della Camera, altri che suggeriscono di picchiarla e poi costringerla a prostituirsi.
Messaggi carichi di violenza e sessismo che si susseguono uguali e numerosissimi e che hanno provocato fastidio anche tra i sostenitori del Movimento.
Ovviamente nessuno pensa a censurarli, nessuna autorità identifica la feccia che su Facebook commette un reato penale e i vigliacchi che istigano alla violenza.
Tutto è consentito ai rivoluzionari del martedi-giovedi che poi il venerdi corrono a casa più veloci del vento.
Però un’idea a Grillo (che è notoriamente in buona fede) la diamo: perchè non pone la stessa domanda su “cosa faresti in auto con mia moglie o mia figlia?”, magari allegando le relative foto?
Fallo presto prima che qualcuno ti rubi l’idea.
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Febbraio 1st, 2014 Riccardo Fucile
LA MANOVALANZA CINQUESTELLE COMINCIA A PREOCCUPARSI E GRILLO AVVERTE: “ATTENTI ALLE QUERELE, SE CONDANNATI NON POTRETE PIU’ RICANDIDARVI”… I DISSIDENTI GRILLINI DISERTANO L’INCONTRO, DIBBA E’ TRISTE
Il beep suona sui cellulari dei “guerrieri” pentastellati attorno alle 13,00: “Tutti all’hotel forum,
Grillo ci attende lì”.
Troppo piccola la sala della commissione Difesa, è la spiegazione ufficiale. Troppi dissidenti a palazzo Madama, quella maliziosa.
Pare un ritorno alle origini, l’uscita dai palazzi e la chiamata in albergo nel cuore della Roma dei Cesari. Il set dell’Aventino perfetto.
Assenti i dissidenti, Campanella, Currò, Battista, Orellana, contrari alle risse e all’Aventino (e anche all’impeachment).
Piove sui guerrieri ignari del contrordine. Anzi, ignari. Punto.
Diego De Lorenzis varca il portone del Forum. Dice (ignaro): “Non vi preoccupate ragazze che ora ci fanno andare da un’altra parte”.
E invece no. Grillo ha scelto il Forum, due passi dai Fori e da piazza Venezia — chissà — l’albergo che tanto piaceva a Mario Monti. E dove Beppe alloggia quando viene a Roma.
È il set della rinuncia all’Aventino. In piedi come in piazza, Grillo parla per un’ora e venti. Gasa, carica, scherza. E soprattutto educa, frena, addrizza il tiro: “Va bene lo scontro ma dobbiamo restare in Parlamento. Non dobbiamo dare la sensazione che vogliamo andare via dal Parlamento: la gente ha capito quello che stiamo facendo ma dobbiamo restare lì essendo politicamente asfissianti”.
Fate le cose, non fate le risse, insomma. Detto a modo suo: “Usate l’arma della dolcezza: gli altri sono morti, fategli una carezza”. Insomma, niente tafferugli, risse, comportamenti al limite e reati, altrimenti come si fa a mettere gli indagati a Cinque stelle in lista: “Attenti alle querele, lo sapete che dopo le condanne non si può essere ricandidati”.
A scherzare col fuoco ci si brucia: “Io – ha sottolineato Grillo – mi sono fatto 40 anni di palchi ed ho l’autorevolezza per mandarli tutti a quel paese. Per dire le parolacce ci vuole autorevolezza”.
Piovono consigli sui “guerrieri” (e contrordini). La parola “boia” diventa oggetto di una disamina da parte del Comico, impegnato a rallentare l’effetto di emulazione.
Uno spettacolo, una “lezione”, una seduta di analisi motivazionale: più che la definizione la sostanza è che Grillo gasa e frena i suoi.
Non li convince tutti, parecchi continuano a volere l’Aventino.
La faccia di Di Battista all’uscita è lo specchio della sconfitta. Altri si comportano come se niente fosse.
Di Maio, abito blu e cravatta blu, barba fatta, dichiara all’ingresso e all’uscita. Prima e dopo le sperticate lodi del Capo. Lui che le mani se le tiene in tasca.
È la comunicazione bellezza. Fanno notare a microfoni spetti che l’autocritica non c’è, anzi. È solo un fatto di comunicazione. Alla Berlusconi, insomma.
Perchè, si sa, basta un niente e le jene dattilografe ti rovinano. Ecco che il Comico, alterna momenti in cui aggiusta il tiro (per evitare che la situazione sfugga di mano) a momenti di esaltazione pura: “State facendo un buon lavoro e ha aggiunto il leader M5S tra un po’ mi sorpasserete e tra qualche mese potrete dire anche voi ‘Grillo chi?’”.
I sondaggi poi, a vagonate: “Noi cresciamo”. Gli altri? “Morti”.
Lo spettacolo finisce con gli abbracci, i sorrisi e le foto con i cellulari con i querelabili De Rosa e Sorial, adoranti e tronfi di gioia.
Escono con i trolley, perchè è venerdì per tutti.
La rivoluzione può attendere .
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Febbraio 1st, 2014 Riccardo Fucile
SALTO DI QUALITA’ NEGLI INSULTI CHE VIAGGIANO PER LA RETE
C’è chi dice che i toni della protesta del Movimento 5 Stelle siano un suicidio politico, perchè troppo
esasperati e in grado di spaventare l’elettorato.
C’è chi invece butta un occhio sui social media e intravede dietro quei toni un’abile strategia in vista delle elezioni Europee.
Su Twitter già da mercoledì sera gli onorevoli Di Battista, Di Maio, Di Vita, Tofalo non usavano mezzi termini per descrivere quel che succedeva: «fascisti!», «è una dittatura», «ora sarà guerra!».
«Cosa aspettiamo a fare la rivolta?» chiedeva un seguace alla grillina Di Vita (Flaiano avrebbe risposto che «a causa del cattivo tempo è stata rinviata a data da destinarsi»).
Al centro della protesta generalizzata non solo il merito del discusso decreto Imu-Bankitalia, ma, come sempre, l’odiata casta.
Cui ormai appartengono non solo i politici, ma anche i giornalisti e chi vota per i partiti avversi (o chi è sospettato di farlo).
Molto criticato il presidente della Repubblica, anche se, per dire, nel blog di Grillo qualcuno avanzava anche dubbi sulla richiesta di impeachment: «Si possono e si debbono fare mille critiche a Napolitano e chiederne le dimissioni. Ma l’impeachment non sta in piedi».
Ai giornalisti che facevano notare che le dittature sono un’altra cosa la risposta arrivava puntuale, fotocopiata: «Siete morti. Toglieremo il finanziamento ai giornali e chiuderete tutti», anche se, come è noto, solo alcuni giornali ricevono il finanziamento per l’editoria. Ma tant’è.
La protesta s’è mescolata con dosi massicce di insofferenza.
È stato un fiume in piena. Nel mirino è finita anche la presunta reticenza «dei media» nel denunciare la presunta manata dell’onorevole Dambruoso sul volto della deputata Lupo.
Non serve a nulla spiegare che tutto invece era spiegato e denunciato con tanto di foto in pagina: «Siete complici, nessun media ne ha parlato».
I commenti restano divisi in due: chi denuncia la violenta protesta, chi la violenta repressione (ovviamente la discussione è a sua volta violenta).
«Nemici» sul web. È la messa in atto di quella «guerra civile fredda» di cui si parla da qualche anno e che sembra prendere forma nei commenti di violenza pura
Alberto Infelise
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Gennaio 31st, 2014 Riccardo Fucile
(E NON CREDEVO CI POTESSE ESSERE QUALCOSA DI PEGGIORE)
Provo a spiegare quello che ho visto a Montecitorio ieri e l’altro ieri e perchè tutto quello che ho
visto conferma la mia teoria che Grillo e i 5Stelle siano peggio, ma molto peggio, di Berlusconi e del berlusconismo (e non credevo mai ci potesse essere qualcosa di peggiore di Berlusconi e del Berlusconismo).
La ragione è presto detta: Berlusconi è stato un veleno che ha tentato di corrompere la repubblica, Grillo e i suoi la repubblica non vogliono corromperla o piegarla, vogliono più semplicemente disfarsene.
Nessun deputato di nessun partito aveva mai impedito fisicamente al capogruppo di un partito avverso di rilasciare dichiarazioni alla stampa.
Nessun parlamentare aveva mai impedito ad altri parlamentari di votare la fiducia frapponendosi fisicamente al passaggio sotto la presidenza.
Nessun gruppo parlamentare aveva mai occupato fisicamente le aule delle commissioni, cercando apertamente la rissa e impedendo le riunioni e l’ingresso nelle aule degli altri parlamentari.
Dicono che si tratta di manifestazioni pacifiche di protesta. Pacifiche. Cosa vuol dire pacifiche? E, soprattuto, quali sarebbero allora le manifestazioni non pacifiche?
Dobbiamo aspettarci l’uso delle armi?
Grande scandalo per la colluttazione tra il questore Dambruoso e la deputata Lupo. Ora tutti dimenticano che come dice Wikipedia: “Funzione specifica dei Questori è quella del mantenimento dell’ordine all’interno di tutte le sedi della Camera, per mezzo degli assistenti parlamentari. Questa funzione è specifica in quanto le forze dell’ordine non possono in genere accedere alle sedi parlamentari (a meno di autorizzazione del Presidente).”
Insomma, qui alla Camera – giustamente – non possiamo chiedere alla polizia di tenere l’ordine.
I questori e gli assistenti parlamentari hanno dunque il preciso dovere e la responsabilità di proteggere i parlamentari da eventuali violenze, attuali o potenziali.
Dambruoso ha esagerato, ma come si vede dai video l’onorevole Lupo era tecnicamente all’assalto dei banchi del governo (dove sedeva, indifeso, il sottosegretario Bocci) e della presidenza. Boldrini non c’era, è vero, ma c’erano lì i funzionari (e i simboli dello Stato repubblicano).
Dambruoso ha spintonato la Lupo, ma negli stessi attimi il “pacifico” manifestare grillino mandava due commessi in infermeria.
Quando 100 persone visibilmente alterate si muovono in branco nei corridoi della Camera, quando la presidenza è costretta per la prima volta nella Storia a chiudere i propri uffici a chiave, quando una massa occupa una commissione parlamentare costituita da un numero molto inferiore di commissari chiedendo alla presidenza di sospendere la seduta, o di cambiare aula, o di fare qualsiasi altra cosa, bene, tutto questo rappresenta un’intimidazione.
E non è ammissibile che nel parlamento di un paese civile i rappresentanti del popolo lavorino sotto l’intimidazione di altri rappresentanti del popolo.
“Abbiamo con noi i cittadini”, dicono i parlamentari grillini. Tutti, intendono.
“I lavoratori” (tutti), avrebbero detto in URSS.
“Il popolo” (tutto), direbbero in Cina. “Il popolo” (tutto), dicevano a Berlino negli anni 30.
Non sono io che esagero. Venerdì sera Walter Verini, uno sempre pacatissimo e felpato, ha dovuto dire ad Alfonso Bonafede di 5Stelle parole che serviranno forse a far capire a chi legge il clima abbiamo vissuto. Lo ha guardato, e in modo ben intelligibile a tutti ha detto: “Io il vostro olio di ricino non lo berrò. Sappi che per combattere gente come voi, mio padre è salito sulle montagne”.
Si badi bene. Io non dico che noi abbiamo sempre ragione nel merito e loro hanno sempre torto. Dico che quello che mi divide da 5Stelle – e che mi fa ritenere impossibile ogni possibile intesa, su qualsiasi argomento, con loro – è una fondamentale questione di metodo.
Una questione che si traduce nel rispetto sacrale delle regole e dei simboli della democrazia rappresentativa, del decoro e dell’onore delle istituzioni repubblicane.
Non mi si venga a dire che i partiti hanno trascinato nel disdoro la repubblica, che il governo ha esagerato con la decretazione d’urgenza nè si sollevino altri pur validissimi argomenti di merito.
Il problema, lo ripeto, è che nessun difetto della repubblica può essere risolto in modo accettabile con l’abbattimento della repubblica.
Nessuna magagna della politica e dei partiti si può superare facendo fuori l’una o gli altri. Nessuna differenza di idee può essere colmata impedendo fisicamente a un collega di parlare con la stampa.
In un paese civile se la politica fa schifo, la si cambia.
Con gli strumenti della politica.
Se la democrazia è corrotta, la si cura. Non la si uccide.
Se M5S vuole cambiare le cose, ha un solo sistema: si sforzi di acquisire il consenso e la maggioranza dei seggi del parlamento.
Se il piano non è questo, tutto il resto è assolutamente e definitivamente irricevibile.
Ivan Scalfarotto
deputato Pd
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Gennaio 30th, 2014 Riccardo Fucile
CONTRO IL DEPUTATO CINQUESTELLE PRESENTANO QUERELA SETTE PARLAMENTARI DEL PD… BEPPE IL MORALISTA CONDIVIDE O LO ESPELLE DAL GRUPPO? DA QUESTE COSE SI DISTINGUONO GLI UOMINI DAI CIALTRONI
Arriva una querela nei confronti del deputato M5S Massimo de Rosa, che nella «rissa» avvenuta mercoledì in commissione Giustizia si è rivolto alle parlamentari Democratiche con un: «Siete arrivate qui solo perchè sapete fare bene i pompini».
La prima a presentare la querela è stata la deputata Alessandra Moretti. insieme alle colleghe Micaela Campana, Fabrizia Giuliani, Maria Marzano, Assunta Tartaglione, Chiara Gribaudo, Giuditta Pini.
OFFESA
«Ha offeso la dignità delle donne del Pd e delle donne italiane», sottolinea la responsabile Giustizia dei Democratici Alessia Morani.
«Stanno impedendo l’esercizio delle democrazia», ha sottolineato la responsabile Giustizia del Pd. «Vanno oltre il diritto della minoranza», ha aggiunto la democratica Maria Chiara Gadda.
Morani ha proseguito: «Si può dissentire ma non impedire il lavoro del Parlamento». «È evidente che questo è un tentativo di ostacolare la legge elettorale – ha sottolineato ancora Gadda – hanno paura di una politica che inizia a “fare”».
Nella denuncia De Rosa viene descritto , al momento dell’insulto come molto agitato, con un casco in mano, trattenuto a stento dai commessi parlamentari. Vengono chiamati come testimoni, oltre che alcuni colleghi (tutti maschi) del Pd, anche due deputati della Lega.
GRILLO CONDIVIDE O LO ESPELLE?
Dal canto suo il movimento di Grillo ha spiegato che indagherà per verificare quale siano state le parole pronunciate da De Rosa.
Bene, aspettiamo la espulsione di De Rosa entro 24 ore, altrimenti gli italiani giudicheranno chi è cialtrone e chi no.
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Gennaio 30th, 2014 Riccardo Fucile
LE ACCUSE DELLA GRILLINA LUPO E LA DIFFAMAZIONE DEI GRILLINI: “QUERELO GIULIA SARTI”
Nelle immagini si vede Stefano Dambruoso, questore e deputato di Scelta Civica, frapporsi tra i banchi della
presidenza e colpire con il braccio una deputata a 5 Stelle Cos’è successo?
«Insieme ad altri commessi, che come questore anziano della Camera ho il dovere di coordinare, ho cercato di evitare che la protesta violenta raggiungesse la presidente Boldrini»
Ha colpito la Lupo con un braccio, in faccia.
«La parola colpire non corrisponde. C’è stato più di un contatto con più di una persona, ma non ho dato schiaffi a nessuno».
Non ha esagerato nella difesa dei banchi?
«Assolutamente no, invito tutti a vedere la situazione. C’è stata una concitazione violenta. È mio dovere di questore difendere la terza carica dello Stato».
La Lupo era ancora ben lontana dalla Boldrini.
«Come si vede dalle immagini, lei e un altro stavano cercando di saltare i banchi per andare su».
Alla fine lei era in lacrime
«Non lo so»
Come giudica quanto è accaduto?
«Da cittadino e neofita della politica non mi sarei mai aspettato questo degrado e questa violenza. Ho sempre rispettato il dissenso e le proteste dei deputati a 5 Stelle ma la violenza di oggi è stata davvero spaventosa».
Alcuni deputati sostengono che lei abbia detto: «Di donne ne ho picchiate tante nella mia vita, una più una meno non fa differenza».
«È assolutamente falso. Si immagini un po’. Ho già dato mandato di denunciare Giulia Sarti per le parole artificiosamente diffuse. Tra l’altro queste falsità mi hanno già procurato centinaia di messaggi minacciosi verso di me e la mia famiglia».
(da “il Corriere della Sera“)
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Gennaio 30th, 2014 Riccardo Fucile
DI BANKITALIA O DEL REGOLAMENTO AI GRILLINI NON FREGA NULLA, CERCANO SOLO OGNI GIORNO DI ALZARE IL LIVELLO DELLA RISSA PER NASCONDERE IL LORO VUOTO POLITICO
“Farò tutto quello che posso per non far cadere nel vuoto l’opportunità che abbiamo di cambiare le cose dall’interno e di far sentire la voce dei cittadini nelle istituzioni”.
Era la solenne promessa agli elettori dell’onorevole grillino Massimo Felice De Rosa da Milano.
E ieri finalmente la sua voce si è alzata forte e chiara a Montecitorio: “Siete qui solo perchè avete fatto pompini!”, ha urlato alle esterrefatte deputate del Pd che cercavano di entrare nell’aula di una commissione occupata dai Cinquestelle.
Una frase dietro la quale c’è un mondo.
Non c’è dubbio che da ieri il Palazzo sia un po’ più vicino ai cittadini.
Non fa nulla se i cittadini in questione sono gli ultras della Nocerina o i writer che si esercitano nelle toilette degli autogrill. Quando uno fa il portavoce dei cittadini non va tanto per il sottile.
Poco prima anche il suo collega pentastellato Samuele Segoni da Montevarchi aveva dato il suo contributo per avvicinare il Palazzo a un’altra tipologia di cittadini, tendenza “lite tra coatti per motivi di traffico”. Bisogna guardare il video perchè vale più di ogni descrizione o commento.
Quelle di De Rosa e Segoni sono state le ciliegine su una torta confezionata con cura dal M5S e culminata — in combutta con Fratelli d’Italia — nell’assalto contro i banchi della presidenza della Camera.
Una aggressione cercata e pianificata, come dimostrano i bavagli e le monetine di cioccolata che questi deputati si erano portati da casa.
Tra parentesi, la cosa che sconcerta è la capacità dei grillini di passare immediatamente dalla parte del torto, anche quando le ragioni non gli mancherebbero. La questione delle quote di Bankitalia — che non è nè una svendita nè una privatizzazione, come alcuni di loro sostengono — solleva ad esempio più di un interrogativo. E la stessa cosa si può dire della tagliola imposta ieri dalla Boldrini all’ostruzionismo delle opposizioni.
Ma ovviamente si tratta di questioni che passano in secondo piano dopo lo spettacolo di ieri alla Camera.
E’ un peccato ma non è un caso. Poichè ai grillini non gliene può fregare di meno nè della Banca d’Italia nè del regolamento di Montecitorio.
Ciò che gli interessa è alzare giorno dopo giorno l’asticella dello scontro: l’altroieri uno dà del boia a Napolitano, ieri la rissa in aula gli insulti i gesti osceni e il “boia chi molla”, oggi l’impeachment, domani vedremo.
Il prodotto di un meccanismo di selezione ridicolo e di un sistema elettorale demenziale, si dirà , che ha portato in Parlamento gente non all’altezza.
Vero. Ma c’è soprattutto dell’altro.
C’è soprattutto un triviale marketing politico che da una parte mira a guadagnare qualche consenso nella disperazione sociale, dall’altro cerca di oscurare un fatto molto semplice: quando si tratta di mettersi in gioco per raggiungere un risultato concreto (esempio di questi giorni, la legge elettorale) il M5S non c’è mai, non tocca palla, sceglie di restare negli spogliatoi.
Passa il tempo a baloccarsi con referendum lunari sul blog
C’è che Grillo, Casaleggio & Co. sono riusciti a sequestrare una domanda di cambiamento confusa quanto si vuole, ma sottoscritta da quasi nove milioni di italiani.
Per fare cosa, esattamente?
Per rinchiudersi in una stanza a parlare di scontrini? Per azzuffarsi in aula? Per dare degli “abusivi” ai deputati eletti con il Porcellum dopo la messa in mora dalla Consulta?
In realtà gli abusivi sono loro, il primo inganno è quello che hanno compiuto ai danni dei loro stessi elettori.
Ci sbagliavamo tutti, non hanno messo in ghiacciaia il consenso di chi li ha votati. L’hanno buttato direttamente nella spazzatura.
Riccardo Liguori
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Gennaio 30th, 2014 Riccardo Fucile
LE REGOLE GARANTISCONO TUTTI E VANNO FATTE RISPETTARE… UNA MINORANZA HA DIRITTO A FARE UNA DURA OPPOSIZIONE MA NEI LIMITI CONSENTITI DAL REGOLAMENTO.. LA BOLDRINI E’ STATA FIN TROPPO TOLLERANTE, CHI MINACCIA VA CACCIATO
L’indegna gazzarra che si è scatenata dopo l’applicazione della “ghigliottina” da parte della Boldrini è lo specchio di come si sono ridotte le istituzioni del nostro paese: tutti che danno del “fascista” agli altri.
I deputati M5S che occupano i banchi del governo urlando “fascisti”, i colleghi di Fdi che lanciano monetine di cioccolata (anticipo della fondazione An?) , quelli del Pd che urlano «fascisti» ai grillini, quelli di Sel che cantano «Bella Ciao».
Una scena di protesta violenta da piazza quella che si è consumata all’ora di cena nell’Emiciclo di Montecitorio, con una virulenza che ha sorpreso anche i commessi ed i funzionari più anziani.
«Da domani è escluso che torneremo in Aula a discutere pacificamente», annunciano i Cinque Stelle in preda al delirio.
La Boldrini aveva provato in ogni modo ad esercitare una «moral suasion» sui M5S appellandosi al loro «senso di responsabilità » perchè desistessero dall’ostruzionismo.
Una volta consentito a tutti i gruppi parlamentari di tenere una dichiarazione di voto, a sera la presidente della Camera ha convocato i capigruppo e, dopo un dibattito acceso a porte chiuse, ha deciso di applicare la “ghigliottina”: per la prima volta nella storia repubblicana, norma peraltro approvata e pienamente legittima.
Lei si sente la coscienza a posto: «Tutte le fasi del procedimento si sono svolte, e tutti i gruppi hanno potuto esprimersi», dice.
Parte la votazione, e in un attimo è putiferio.
I M5S prima urlano; poi indossano dei bavagli improvvisati, si fiondano come treni sui banchi del governo e li occupano nella bagarre più assoluta, con spintoni e qualche pugno per i commessi.
Alla protesta si associa Fdi: pure Fabio Rampelli occupa i banchi del governo sventolando il tricolore in dotazione per far notare che esiste, mentre i suoi colleghi lanciano monetine di cioccolata e pesanti fascicoli degli emendamenti che per fortuna non colpiscono nessuno. E’ la destra del senso delle istituzioni…
Alcuni commessi vanno a farsi medicare in infermeria.
«Una violenza così qui non l’ho vista in 30 anni», racconta uno dei più anziani assistenti parlamentari, da sempre in Aula.
Il decreto passa. M5S la preparato la sceneggiata e chiede, tanto per essere originale, le dimissioni di Laura Boldrini da presidente della Camera rea di aver applicato la legge e annuncia un Vietnam parlamentare.
«Da domani è escluso che torneremo in Aula a discutere pacificamente”.
Nel frattempo il Tesoro smentisce che con il decreto sia stato fatto un «regalo» alle banche : la rivalutazione del capitale di Bankitalia, sottolineano a via Venti Settembre, non comporterà alcun onere per lo Stato.
La protesta dei grillini si è poi spostata in Commissione.
I deputati hanno occupato la Commissione Affari costituzionali della Camera, bloccando di fatto i lavori.
«Oggi, con il precedente della “tagliola” da parte della presidente della Camera, è morta la democrazia e non c’è più motivo di proseguire con i lavori parlamentari. Blocchiamo il Parlamento», le parole del grillino Riccardo Nuti.
Sarebbe il caso che qualcuno gli ricordasse che la “tagliola” non era mai stata applicata perchè mai ci si era trovati di fronte a un gruppo di bulli di periferia fino ad oggi.
Se poi vuole “bloccare il Parlamento” valuterà la magistratura le ipotesi di reato.
Perchè il punto è un altro: le regole parlamentari garantiscono maggioranza e opposizione se vengono applicate, non si può cedere all’arroganza di nessuna parte politica.
La Boldrini ha tollerato fin troppo: atteggiamenti bullisti tipo “che paura mi fa” di un deputato Cinquestelle non possono passare senza censura.
Se la Boldrini cominciasse a espellere tutti quelli che pensano di essere in curva, i lavori parlamentari me guadagnerebbero.
E ancora di più l’immagine del nostro Paese all’estero.
Se questa è l’alternativa al governo degli inciucisti …
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