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“QUIRINALIE”, VOTANO QUATTRO GATTI E SCELGONO VECCHIE VOLPI

Aprile 13th, 2013 Riccardo Fucile

CASALEGGIO DA’ IL PERMESSO E RIVOTANO IN APPENA 48.282… I DIECI PRESCELTI SONO BONINO, PRODI, GRILLO, CASELLI, FO, GABANELLI, RODOTA’, IMPOSIMATO, STRADA E ZAGREBELSKY… E I GRILLINI GIA’ SI DIVIDONO

Come preannunciato via “social” da Beppe Grillo, a mezzogiorno in punto sul blog del leader del Movimento sono apparsi, assieme a un “combo” fotografico, i nomi e i ritratti dei dieci candidati alla carica di presidente della Repubblica selezionati sulla base del secondo voto online degli iscritti al M5S al 31 dicembre 2012 con documenti digitalizzati.
Gli aventi diritto al voto, 48.282 persone, hanno votato nel corso della giornata di ieri.
I dieci candidati scelti sono, in ordine alfabetico:
– Bonino Emma
– Caselli Gian Carlo
– Fo Dario
– Gabanelli Milena Jola
– Grillo Giuseppe Piero detto Beppe
– Imposimato Ferdinando
– Prodi Romano
– Rodotà  Stefano
– Strada Luigi detto Gino
– Zagrebelsky Gustavo
Nel comunicato non si fornisce alcuna informazione relativa alla “classifica”, ovvero sul numero di preferenze ottenute da ciascun candidato selezionato, nè sulla suddivisione dei votanti per regione o per genere.
Lunedì 15 aprile gli stessi iscritti al M5S potranno votare tra questi nomi il loro candidato al Quirinale, che sarà  proposto in aula dai parlamentari del Movimento.
Anche ieri, afferma il blog di Grillo, sono stati effettuati numerosi attacchi al sito, così come nel giorno precedente, durante il quale una “anomalia” aveva portato all’annullamento del primo scrutinio online.
Questa volta, invece, non è stato possibile alterare la validità  dei voti.
Subito dopo la diffusione della lista, il vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, Riccardo Nuti, ha rivolto un monito agli iscritti via Facebook: “Informatevi sulla Bonino e Prodi, di aspetti negativi ne hanno tantissimi come ha ricordato Travaglio”.
Il professor Paolo Becchi, considerato uno degli ispiratori del movimento, su Twitter: “Confesso che avrei preferito un secondo attacco hacker. Se il nuovo che avanza nel M5S è Romano Prodi allora siamo messi male, molto male”.
Ed ecco le perplessità  della deputata Giulia Di Vita, stupita dalle scelte emerse dalla consultazione online: “Soprattutto perchè provenienti dalla Rete. Bastava sfogliare un quotidiano dei tanti per leggere gli stessi identici nomi – scrive su Facebook -. La Bonino e Prodi sono poi espressioni tipiche della sinistra, la sinistra malinconica. Grillo è incandidabile. Dario Fo e Milena Gabanelli hanno già  detto di no in svariate occasioni”.
Di qui l’appello finale: “Usiamola questa rete, per il voto di lunedì prepariamoci per bene su ognuno di essi e poi votiamo con consapevolezza!”.
Richiamo del deputato Giuseppe D’Ambrosio su Facebook: “Vorrei avvisare tutti i tifosi del m5s (Avete capito bene…Parlo degli interni) che criticare i nomi che sono usciti dalle quirinarie, vuol dire che non si è capito nulla di quello che rappresentiamo. Il m5s è democrazia diretta dei cittadini, di tutti i cittadini, quindi se quei nomi sono espressione degli stessi, va rispettato il loro volere”.
Manlio Di Stefano, deputato a 5 stelle, ancora su Facebook: “Non dirò chi preferisco ma vi esorto a studiare i loro profili ricordando che: Emma Bonino è donna di vecchia politica, Grillo non ha i requisiti del non-statuto, Dario Fo ha già  declinato l’invito per problemi fisici e Romano Prodi è un po’ troppo a sinistra per avere la fiducia del Parlamento intero”.
Chi è particolarmente irritato è Vittorio Bertola, capogruppo a Torino del M5S. “Se becco chi di voi ha votato Prodi alle ‘Quirinarie’ gli tolgo il saluto! E sappiate che se per caso scegliessimo Caselli poi non potremmo più farci vedere in Valsusa…”, scrive su Facebook facendo riferimento alle contestazioni dei No Tav contro il magistrato per gli arresti di manifestanti in Val Di Susa.
Le idee chiare della deputata Mirella Liuzzi: “Lunedì sceglierò uno tra Zagrebelsky e Rodotà “. Lo scrive su twitter.
Romano Prodi: “Io sono fuori”.
Quasi a interrompere il flusso di pensieri negativi provenienti dagli esponenti a 5 stelle sul suo conto, Romano Prodi annuncia: “Nessuna mia candidatura al Quirinale, io sto semplicemente a guardare”. E, concludendo il suo discorso a un’iniziativa a Lucca, il Professore ribadisce: “Per il resto io sono fuori”.
“Questa si chiama trasparenza e democrazia. Chiunque dovesse vincere le votazioni online, come da nostro regolamento, verrà  sostenuto da me e da tutto il gruppo parlamentare del movimento cinque stelle. Benvenuti nel futuro!”.
Lo scrive su Facebook Roberto Fico, deputato del Movimento 5 Stelle, commentando i risultati del primo turno delle Quirinarie.

(da “La Repubblica“)

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LA LOMBARDI SU TWITTER LANCIA DRAMMATICO APPELLO: “MI HANNO RUBATO IL PORTAFOGLIO CON GLI SCONTRINI DELLE SPESE”

Aprile 13th, 2013 Riccardo Fucile

“E ADESSO CHE FACCIO?” CHIEDE ALLA BASE GRILLINA… MOLTI RISPONDONO: “NIENTE RICEVUTE, NIENTE RIMBORSO”

Molti hanno già  sottolineato che la capogruppo trimestrale Cinquestelle alla Camera, Roberta Lombardi, non è proprio un monumento alla simpatia.
Il suo modo di fare accentratore ha generato più di una critica all’interno del Movimento, anche se il guru Casaleggio l’ha ripresa per il motivo opposto: “parli troppo con i deputati”.
La sua mail inviata ai parlamentari “Casaleggio mi ha cazziata perchè parlo troppo con voi” e passata da qualcuno di loro alla stampa ha alimentato lazzi e frizzi verso di lei anche in rete.
Stamane però l’appello lasciato su Twitter ha i toni drammatici: “Ieri sera mi hanno rubato il portafoglio che “conteneva anche ricevute di spese da rendicontare per circa 250 euro”.
Di qui l’appello: “E adesso che faccio?”.
Tra le risposte, più di qualcuna è un secco: “Niente ricevute, niente rimborso”.
Altre, più scherzose, invitano la Lombardi a stare più attenta perchè probabilmente “te l’hanno rubato in Parlamento”.
Per i più pazienti la speranza che i due mesi che devono ancora trascorrere prima della sua scadenza dalla carica passino presto.

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“USATE L’ANTIVIRUS, COSTA POCO”: SULLE “QUIRINARIE” ANNULLATE LA RETE SI SCATENA

Aprile 12th, 2013 Riccardo Fucile

DA “BOIA CHI TROLLA” A “ESITO NON GRADITO A CASALEGGIO”, DA “VI HANNO ATTACCATO DALLA COREA DEL NORD?” A “SI RIVOTA, COSI’ RADDOPPIANO GLI UTILI?”

La prossima volta, “usate l’antivirus: costa poco”.
Non appena Beppe Grillo annuncia sul suo blog che le “Quirinarie”, le votazioni online del MoVimento 5 Stelle per scegliere il candidato dei grillini alla Presidenza della Repubblica, sono state annullate “per un attacco hacker”, la rete si tinge di sarcasmo e battute velenose.
E nessuno perde l’occasione per sottolineare “l’impreparazione tecnologica” del portale dei Cinque Stelle.
I “padroni della rete” messi in ginocchio sul loro terreno.
“Vi hanno attaccato dalla Corea del Nord?”, “Cari grillini, c’è sempre qualcuno più nerd di voi”. E così via. Cinismo, satira. Ma anche sospetti: “Cosa è successo? Forse i risultati non erano graditi a Casaleggio?”.
Certo, le parole di Grillo e dello staff che coordina la votazione, sembrano non lasciare spazio a dubbi.
Si legge: “In presenza dell’ente di certificazione è stata riscontrata una intrusione esterna durante il voto e siamo riusciti a determinare le modalità  con cui è avvenuto l’attacco”.
Quindi, la decisione di “annullare le votazioni di ieri”.
Ma le Quirinarie sono solo sospese.
Il programma dei vertici del MoVimento è di “ripeterle oggi”, dopo aver assicurato “nuovi livelli di sicurezza”.
Le scuse, sono d’obbligo: “Chiediamo di ripetere le votazioni. Grazie per la vostra pazienza”.
Ma non basta.
Troppo facile cogliere il MoVimento impreparato a gestire un “problema di sicurezza”.
I commenti sulla pagina Facebook del capo politico dei Cinque Stelle sono centinaia.
Tra chi si dice “fiducioso che le misure prese possano servire a garantire trasparenza” e chi non risparmia critiche.
“Giusto Grillo: si riclicca sul tuo blog e così tu avrai altri introiti”.
Ancora: “Aveva vinto qualcuno che non vi piaceva?”.
Poi, chi sostiene   –   scherzando –   di conoscere l’identità  degli hacker: “Sono sicuro che si tratti di una cospirazione targata Prodi-D’Alema”.
Non mancano le difese d’ufficio.
Con tanto di messaggi diretti agli utenti   –   accusati di moralismo fanatico – che postano critiche e battute: “Invidiosi che il vostro partito-padrone non vi lasci fare proposte? State solo rosicando: pagate le tasse, lavorate per mantenere i parassiti, godetevi i mezzi di distrazione e disinformazione di massa, faticate ad arrivare a fine mese, sopportate quotidianamente l’ingiustizia sociale e l’iniqua distribuzione della ricchezza, siate sottomessi, guai a provare a ribellarsi o alzare la voce”.
E la discussione sul blog di Grillo tocca anche metodi e modalità  della votazione.
C’è chi suggerisce, anche nel nome della correttezza, di far conoscere i risultati in tempo reale. “In questo modo, eventuali anomalie sarebbero subito sotto gli occhi di tutti”.
Ancora: “A favore di chi è stato falsato il voto?”.
Poi, chi rilancia. Chiedendo una “ristrutturazione” al portale di Grillo: “Il disguido successo, che sia a causa di un hacker o a causa di un hard disk rotto, ha poca importanza. Ma questo dimostra che sia necessaria al più presto la piattaforma che tutti attendiamo”.
Poi, chi riflette sulla “portata politica” di questi incidenti.
“Questo ci allontana sempre di più dalla democrazia diretta. E’ successo per ogni passaggio importante: c’è sempre qualcuno che tira giù il sito o falsificherà  i voti”.
Ancora: “Temevo sarebbe successo. Immaginatevi cosa sarebbe successo a livello nazionale o cosa succederà  quando ci saranno in votazioni leggi su larga scala tipo i matrimoni gay o l’aborto o altri temi scottanti: già  chiedere a una persona di 65/70 di votare una volta è complicato. Figuratevi farglielo rifare senza poi aver la certezza che il suo voto valga e che non sia stato manovrato da qualcuno”.
Infine Twitter.
Dove i post aumentano di minuto in minuto. “Annullate le quirinarie, aveva vinto Scilipoti”, “Beati i poveri di streaming perchè vedranno Casaleggio”, “Qualcuno ha sabotato Hal 9000”.
Ancora: “Altro che Quirinarie, queste sono Buffonarie”, “Quirinarie annullate? Sì, sembra che, addirittura, qualcuno avesse scelto con la propria testa”.

Carmine Saviano
(da “La Repubblica“)

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TRA COMICHE E GOLPE: “QUIRINARIE GRILLINE” ANNULLATE, SI RIVOTA

Aprile 12th, 2013 Riccardo Fucile

“GRAVI VIOLAZIONI INFORMATICHE”…L’IRONIA DELLA RETE: “VINCEVA PRODI?”

“Quirinarie annullate, il voto on line per la scelta del candidato al Colle si ripete oggi (dalle 11 fino a stasera).
A renderlo noto è Claudio Messora, responsabile comunicazione del gruppo 5 Stelle al Senato, che avvisa con un tweet: “Attenzione: tra pochissimo su beppe_grillo si ripetono quirinarie. Ieri gravi violazioni certificate da DNV. Innalzati livelli di sicurezza”.
Nel comunicatoi 5S dicono che sono stati oggetto di una attacco hacker.
Anche se l’allarme potrebbe essere nato dal fatto che in molti hanno segnalato che erano riusciti a votare due volte.
Comunque sul blog di Beppe Grillo si parla di “intrusione esterna durante il voto”. “Siamo riusciti a determinare le modalità  con cui è avvenuto l’attacco. Abbiamo deciso di annullare quindi le votazioni di ieri e ripeterle oggi con nuovi livelli di sicurezza. Ci scusiamo per questo inconveniente e chiediamo di ripetere le votazioni. Grazie per la vostra pazienza”.
Seguono le istruzioni agli iscritti che hanno diritto al voto per ripetere le operazioni.
Lo scrutinio del voto on line per la è gestito dalla Casaleggio Associati, mentre la verifica del meccanismo procedurale è fatta da un ente certificatore terzo (ignoto).
La reazione della Rete è tra l’incredulo (“è uno scherzo?”) e lo sfottò.
Su twitter i commenti sono scatenati: c’è chi scrive “forse a @beppe_grillo e a #casaleggio non erano piaciuti i risultati? smentire il #popolodellarete come si fa con @vitocrimi?”. E ancora: “Me fate ridere, se non ci fosse da piangere #vergogna”.
In tanti mettono in dubbio che l’annullamento sia dovuto veramente a violazioni informatiche e ipotizzano che i risultati fossero poco graditi ai vertici del movimento. Tra i commenti: “Mi sa che aveva vinto #prodi”, oppure “tra i primi c’era il gabibbo????”.
E poi “siamo alle comiche”, “evviva la democrazia in rete de noantri”.

(da “La Repubblica“)

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LA TOP TEN DEI GRILLINI PER IL QUIRINALE: ALEGGIA L’OMBRA DI CASALEGGIO

Aprile 12th, 2013 Riccardo Fucile

LE “QUIRINARIE” SUL WEB SONO DURATE POCHE ORE, I RISULTATI LI DARA’ CASALEGGIO…. IL CONTROLLO AFFIDATO A UN ENTE ESTERNO IGNOTO

Se per assurdo un iscritto al M5S dovesse scegliere per il Colle uno dei 1761 Giuseppe Russo registrati dagli elenchi telefonici d’Italia, rischierebbe di dare la preferenza al Russo sbagliato. Perchè il referendum online tenuto ieri dai grillini altro non richiede, se non il nominativo del Presidente prescelto.
O almeno il dubbio è legittimo, visto che il regolamento sarà  reso noto solo dopo l’esito di un voto gestito dalla “Casaleggio Associati” e certificato da un ente terzo e (per ora) ignoto.
In attesa di conoscere la topten presidenziale più votata, lo stato maggiore di Beppe Grillo deve fare i conti con una polemica che lambisce proprio il Colle più alto.
E che chiama in causa ancora una volta la capogruppo Roberta Lombardi, già  inciampata fragorosamente in una gaffe sul fascismo.
È lei, di buon mattino, a usare parole da molti giudicate irriverenti: «Da quello che ho visto del Presidente penso che abbia diritto di godersi la sua vecchiaia e di fare il nonno. Lasciamolo andare, ha 87 anni, si goda la vecchiaia».
Poco dopo, è la stessa capogruppo a fare retromarcia: «Napolitano stesso ci ha detto di essere stanco e di volersi godere i nipotini. Non sono io a invitarlo a fare il nonno con un tono dispregiativo ».
A darle man forte ci pensa Beppe Grillo in persona: «È un’affermazione irriverente mai pronunciata. La verità  in rete viene sempre a galla».
Ma è il portiere della Juve Gigi Buffon – anche lui bollato come «pensionato» da Beckenbauer – a schierarsi al fianco del Capo dello Stato: «Agli attacchi gratuiti si risponde con lucidità ».
Oggi, in ogni caso, verrà  resa nota la rosa dei dieci potenziali Presidenti della Repubblica selezionati dalla Rete.
Manca l’ufficialità , ma nel movimento si rincorrono i nomi di Beppe Grillo, Dario Fo, Gustavo Zagrebelsky, Ferdinando Imposimato e Stefano Rodotà .
Ma in testa sarebbero Milena Gabanelli e Gino Strada.
Lunedì, poi, un nuovo referendum individuerà  il profilo che i parlamentari a cinque stelle sosterranno in Parlamento.
Almeno fino al terzo scrutinio, come promesso dal leader giorni fa, perchè poi tutto potrà  accadere.
Lo conferma, ad esempio, il deputato Adriano Zaccagnini: «Se si andasse al quarto scrutinio, col Pd valuteremmo tutte le soluzioni ».
Da sottoporre, comunque, alla Rete.
Restano però intatti i quesiti sulle “Quirinarie”.
Non li scioglie, nonostante la buona volontà , neanche Roberto Fico.
Perchè la società  di certificazione del voto – «riconosciuta a livello internazionale » – resterà  ignota fino a lunedì sera.
E lo stesso vale per il bacino elettorale, che la “Casaleggio” svelerà  a fine operazioni.
«Sono almeno 250 mila», ipotizza il deputato. Al momento non è pubblico neanche il regolamento per fronteggiare eventuali casi di omonimia, errori materiali o voti contestati.
Il server che gestirà  le operazioni, invece, è conosciuto ed è sempre quello della “Casaleggio”. «E’ la prima volta della storia che si sceglie così un Presidente – rivendica però Fico – e lo voteremo fino in fondo ».

Tommaso Ciriaco
(da “La Repubblica”)

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LE SPESE DELLO TSUNAMI TOUR ON LINE: MA I NOMI DEI SOSTENITORI NON CI SONO

Aprile 11th, 2013 Riccardo Fucile

A DIFFERENZA DI RENZI CHE HA RESO NOTI NOMI E COGNOMI, GRILLO NON INDICA NESSUNO DEI 27.943 CITTADINI CHE AVREBBERO CONTRIBUITO

L’importo medio si aggira intorno ai 10-20 euro, mentre la donazione più consistente ammonta a duemila.
Beppe Grillo ha pubblicato sul blog la rendicontazione delle spese e delle donazioni dello Tsunami Tour, a cui hanno contribuito 27.943 i cittadini.
Sono stati raccolti 774.208,05 euro di cui ne sono stati spesi 348.506,49 e ”la differenza — si legge online — sarà  devoluta ai terremotati dell’Emilia Romagna“.
Positivo che il costo della campagna sia rientrato ampiamente al di sotto dei 42 milioni di rimborsi elettorali a cui i 5 Stelle hanno rinunciato, che sarebbero stati sovradimensionati rispetto alle spese effettive.
Ma è pur vero che l’elenco dei finanziatori non è affatto “trasparente”: infatti la lista riporta solo le iniziali dei donatori a differenza di quanto ha fatto Matteo Renzi, che ha reso noti nomi e cognomi.
Una questione legata al contributo medio dei sostenitori 5 Stelle, visto che si aggira “solo” tra i 10 e i 20 euro?
Niente affatto, visto che il sindaco di Firenze aveva pubblicato per esteso i nomi anche di chi aveva contribuito con soli 5 euro.
Sul sito di Grillo, inoltre, non sono state specificate le ragioni della pubblicazione delle sole sigle dei donatori, che non consentono di verificare identità  e provenienza.
Eppure per Grillo pare che l’obiettivo trasparenza sia stato raggiunto. “Abbiamo fatto una bella cosa, in totale trasparenza”.
E sui commenti critici apparsi sul suo blog dopo la pubblicazione delle spese tira in mezzo il guru del Movimento, Gianroberto Casaleggio. “La cosa meravigliosa sono i commenti: ‘c’è un’anomalia’ — dice citandone alcuni — ‘così son buon tutti’; ‘se avete i co…ni mettete in prima pagina tutto’; ‘ma dove sono le fatture?’; ‘è solo una presa per il c…’”. “Noi andiamo avanti tranquilli — afferma — secondo me qualcosa si è imboscato Casaleggio, così si fa la giornata”.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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CINQUESTELLE TRA COSTI E RICAVI: LA TRASPARENZA CHE NON C’E’

Aprile 11th, 2013 Riccardo Fucile

POCO CHIARI I FLUSSI DI DENARO TRA GRILLO E LA CASALEGGIO ASSOCIATI E TRA IL BLOG E IL MOVIMENTO

Chi pagherà  il conto del vertice segreto a Villa Valente?
E chi il noleggio dei pullman per il trasferimento da Roma al Lago di Bracciano?
Molto probabilmente queste domande troveranno presto una risposta.
LIBRI, POST, STREAMING & CO
I problemi nascono se si cerca di capire quale sia il flusso di denaro all’interno del triangolo M5S – Grillo – Casaleggio.
Di sicuro una parte del denaro arriva dalla vendita di gadget e di prodotti marcati Grillo (libri, dvd etc).
Stesso discorso per le royalty.
Il blog da tempo è diventato il punto di riferimento del Movimento e ne promuove contenuti.
Il tutto viene realizzato con l’assistenza della Casaleggio Associati, che si occupa dei contenuti del blog e li promuove in rete.
Secondo Il Sole24Ore il traffico stimato raggiunge una media tra i 150 e i 200mila utenti unici ogni giorno con circa 1 milione di pagine viste, portando il blog in testa alla classifiche dei siti più letti al mondo.
Durante la campagna elettorale il blog ha fatto registrare un aumento dell’82% di accessi e del 96% in termini di pagine viste.
Il ricavo annuo – stima sempre Il Sole 24 Ore – dovrebbe essere tra i 5 e 10 milioni. Interessante è anche notare che le dirette streaming del M5S (che hanno comunque un costo di cui non è chiaro chi si faccia e sono organizzate sempre dalla Casaleggio Associati) sono precedute da spot pubblicitari.
Tutte fonti di guadagno, dunque.
Strettamente legate al Movimento Cinque Stelle.
RAPPORTO BLOG-MOVIMENTO
Stando ai bilanci della Casaleggio Associati, non è però la società  del guru del Movimento Cinque Stelle a incassare.
L’ultimo bilancio, chiuso al 31 Dicembre 2011, evidenzia un fatturato pari a 1milione 380mila euro, in calo rispetto al 1 milione e 670mila euro della chiusura bilancio 2010.
I soldi di tutte queste attività  vanno allora a Beppe Grillo? Non è dato sapere.
Altro passaggio, di ancora più difficile comprensione è il rapporto legale che intercorre da Beppe Grillo, il blog e il Movimento.
Il Movimento è una «Associazione non riconosciuta».
Nello statuto viene spiegato che il Presidente è Grillo al quale «in qualità  di titolare effettivo del blog raggiungibile all’indirizzo www.beppegrillo.it, nonchè di titolare esclusivo del contrassegno di cui sopra» — ovvero quello del Movimento — spettano «titolarità , gestione e tutela del contrassegno, titolarità  e gestione della pagina del blog www.beppegrillo.it».
Ma come sottolinea il blogger Michele Di Salvo in un’intervista «Al presidente Grillo compete “amministrazione e gestione di eventuali fondi dell’Associazione».
I fondi sono quelli che vengono dai banchetti, dalle quote degli associati, dei contributi, delle donazioni».
Già , ma chi li amministra? Anche qui la domanda non trova risposta.
E se presto verremo a sapere quanto hanno speso i parlamentari del Movimento Cinque Stelle per il vertice segreto, altrettanto interessante sarebbe sapere chi incassa e amministra i soldi di Beppegrillo.it.

Marta Serafini
(da “il Corriere della Sera“)

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IL BILANCIO PRESENTATO DA GRILLO E’ FALSATO: RENDICONTAZIONE DELLE SPESE PER LO TSUNAMI TOUR

Aprile 11th, 2013 Riccardo Fucile

VI SPIEGHIAMO PERCHE’: NON INDICA PER NULLA ENTRATE E USCITE GESTITE DAI REFERENTI LOCALI, COSA NON CONSENTITA

Beppe Grillo scrive, oggi, sul suo blog: “Il MoVimento 5 Stelle ha finanziato la sua campagna elettorale con le micro donazioni volontarie di 27.943 cittadini. Grazie a loro il M5S ha raccolto 774.208,05 euro, ne sono stati spesi 348.506,49”.
Pubblica quindi le voci di spesa sostenute per la “campagna elettorale” del M5S, per quel totale di circa 348 mila euro.
Ma quei dati sono falsati.
Ci sono omissioni pesanti la cui conseguenza è che il Rendiconto appare quindi falso. Vediamo perchè..
Partiamo da un presupposto: il M5S è uno solo.
Il Presidente e rappresentante legale, nonchè gestore del patrimonio (alias tesoriere) è lui, Beppe Grillo. [vedesi Atto Costitutivo e Statuto del M5S].
Come avevamo già  visto il M5S è un Partito che non ha una democrazia interna (è fondato e gestito da tre persone) e non ha strutture di controllo e di garanzia.
Grillo oggi pubblica il post dal titolo: “Rendicontazione delle spese per lo Tsunami Tour” e, come anticipato scrive: “Il MoVimento 5 Stelle ha finanziato la sua campagna elettorale con le micro donazioni volontarie di 27.943 cittadini. Grazie a loro il M5S ha raccolto 774.208,05 euro, ne sono stati spesi 348.506,49”.
Ora: il M5S non è lui personalmente, non è il suo staff, lo “Tsunami Tour” ha visto circa 100 tappe in altrettante città  (è il dato indicato dallo stesso Grillo, nel lancio dell’iniziativa).
Quindi lo “Tsunami Tour” e la “Campagna Elettorale” del M5S è stata quella gestita sia a livello centrale, sia quella gestita a livello periferico, città  per città .
Entrate ed Uscite locali (attraverso i gruppi territoriali del M5S e dei Meetup) ed Entrate ed Uscite nazionali (attraverso la raccolta del blog e la gestione del suo staff). Il tutto è parte bilanco del M5S.
Ma, visto ciò che pubblica Grillo, è più opportuno dure: il tutto avrebbe dovuto essere parte del bilancio del M5S per le scorse elezioni politiche!
La “campagna elettorale” del M5S ha visto, oltre a quegli introiti per la campagna di sottoscrizioni online sul blog, anche raccolte fondi e spese a livello locale.
Città  per città .
In ogni circoscrizione elettorale vi era un “committente responsabile” (quantomeno uno per tutta la lista, se non uno per ogni candidato) e vi erano soldi che venivano raccolti e spesi, ad esempio, per materiale (volantini, manifesti, etc), nonchè per i palchi delle città  dove hanno tenuto comizi (quantomeno quelle dove è arrivato Grillo per lo “tsunami tour” con “87” tappe certificate anche dal film sulla campagna elettorale grillina).
Queste ENTRATE e queste USCITE del M5S, per la “cmpagna elettorale” e per lo “Tsunami tour” non sono indicate e conteggiate nel rendiconto pubblicato da Beppe Grillo sul blog
Ed essendo Entrate ed Uscite del M5S (che è un unico soggetto politico nazionale) quelle spese ed entrate locali andavano conteggiate ed indicate. Grillo invece – forse nella foga di cercare di contestare la richiesta di trasparenza dei giornalisti – pubblica quei dati falsati, omissivi sia sulle entrate che nelle uscite, facendo sì che quanto pubblica non sia un bilancio corretto, fedele ai dati, ma falso.
Se si vuole dare uno schiaffo alla politica degli “altri”, che non pubblica la rendicontazione (anche se alcuni la pubblicano, per essere obiettivi), allora bisogna essere onesti e corretti e metterci tutto.
Presentare bilabci falsati di un movimento/partito non è bello.
Anche perchè se già  si erano evidenziati casi (anche nelle precedenti elezioni locali) in cui, ad esempio, le sottoscrizioni venivano raccolte su conti o carte prepagate “personali” di attivisti locali, si deve ancora capire come sono state fatturate le spese per i palchi, la Siae e quant’altro, sostenute a livello locale e non indicate (e quindi non conteggiate) nel rendiconti che presenta Beppe Grillo?
Ecco, i campioni della “moralizzazione della politica” dovrebbero quindi chiarire bene queste cose che riguardano, tra l’altro, il secondo partito italiano per numero di voti… e non quindi presentare un bilancio falsato pesantemente.
Ma i “grillini” fanno finta di non capire, oppure non capiscono proprio, le critiche che vengono mosse a Grillo ed al M5S, ed allora, per rendere ancora più chiara la questione del falso pubblicato da Grillo, proviamo spiegando in altre parole, in due semplici punti, la questione:
1) Oltre alle spese sostenute dal M5S così come indicate da Beppe Grillo, ci sono tutte le spese sostenute a livello locale per la campagna elettorale del M5S.
Ad esempio, tutte le spese delle tappe locali dello Tsunami Tour (palchi, energia elettrica, Siae, ecc ecc). Queste nel rendiconto non vengono indicate! Ed è grave! Inoltre non sono indicate, cosa altrettanto grave, le entrate locali con cui sono state sostenute quelle spese, città  per citt�
2) Il M5S non è una struttura “federativa” come ad esempio già  era il PDS ed ora sono il PD, in cui vi è una struttura centrale – con un suo Bilancio – e strutture locali con loro Bilanci (ogni regione aveva un suo Statuto).
Il M5S è una struttura unica nazionale, senza Statuti locali e con, quindi, solo una contabilità .
Quindi ogni articolazione periferica, cioè locale, del M5S è M5S, punto.
Non ci possono essere contabilità  locali non ricomprese nella contabilità  nazionale.
Se quanto entra a livello locale non viene contabilizzato a livello centrale diventano fondi neri.
E’ chiara ora la questione?
Grillo avrebbe dovuto scrivere: “questo che pubblico è un rendiconto parziale delle entrate e delle uscite per la campagna elettorale del M5S, dove non sono comprese le entrate ed uscite a livello locale ma solo ed esclusivamente quelle sostenute direttamente dal mio staff”.
Se scriveva questo – e non la falsità  che ha pubblicato – sarebbe stato corretto lui e pure il rendiconto “parziale”.
Invece Grillo gioca, tanto poi, al massimo, la butta sulla battuta e sulla scusa che lui è “solo un comico”… Eh no…
E’ anche un ragioniere… che ha insegnato a tanti che lui sa leggere bene i Bilanci (vedi ad esempio Parmalat e Telecom).
Ora non può certo dire che non sa!
Inoltre, oltre ad omettere un pezzo fondamentale del Bilancio dello Tsunami Tour e della Campagna Elettorale (e non usi nemmeno la scusa che quei dati non li aveva ancora quando si è chiusa la campagna elettorale, visto che, in ciò che pubblica, ci sono anche le spese post-elezioni) Grillo omette di indicare i nomi e cognomi dei sottoscrittori (e delle eventuali Imprese) , ma anche e soprattutto di indicare chi ha selezionato, lui ed il suo staff, come fornitori.
Renzi, ad esempio, unico caso in Italia, lo ha fatto, di pubblicare nome per nome chi lo ha finanziato, permettendo, ad esempio, di individuare che vi sono alcuni dei principali cementificatori savonesi che hanno effettuato donazioni ma anche le fatture delle spese sostenute.
Grillo indica, ad esempio, una spesa di oltre 140 mila euro per consulenze legali e tributarie, ma non dice chi sono questi “Consulenti”.
L’assenza di trasparenza fa girare in rete di tutto, e tutto finchè non viene chiarito, è verosimile.
Tra quello che gira, su questo specifico punto, c’è che parte o tutta la spesa per le consulenze “legali e tributarie” siano finiti al Vice-Presidente del M5S (che è il nipote avvocato) ed al Segretario del M5S (che è un commercialista).
Se avesse indicato chi ha dato quelle consulenze, non ci sarebbe da porsi la domanda “ma questo che gira in rete è vero o è falso?”, si saprebbe che, in modo pienamente legale, Grillo ha incaricato i suoi soci del M5S, oppure che così non è stato
E’ chiaro che qualcosa non torna, nei conti del Grillo e del M5S.
Ma è anche chiaro che formalmente solo lui può decidere come usare i soldi del M5S. Lui, con il nipote avvocato ed il commercialista, hanno titolo di votare i Bilanci del M5S… anche perchè quelli che si considerano iscritti attraverso il sito internet, al M5S, non lo sono.
Solo chi Grillo vuole, secondo l’art. 8 dello Statuto, può essere ammesso come iscritto…
E l’assemblea annuale del M5S si tiene, entro fine aprile di ogni anno… ma di quella del 2013 nessuno sa nulla.
Non si sa dove si svolga e quando si svolga, o, nel caso, se si è già  espletata…
Sempre alla faccia della trasparenza e democrazia.
Ma di questo avevamo già  parlato.
P.S
In occasione della cacciata dei giornalisti italiani alla chiusura dello Tsunami Tour, uno dell’Organizzazione ha dichiarato a “Il Fatto Quotidiano” che era stata data “l’escluiva” dell’evento a SKY.
Ma l’esclusiva era a pagamento o gratuita?
No, perchè se era gratuita tutto bene, ma se SKY a pagato per averla, allora si pongono due domande: quanto ha pagato e chi ha incassato?

Christian Abbondanza
Casa della Legalità 

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LA MAIL DI CASALEGGIO ALLA LOMBARDI: “PARLI TROPPO CON I DEPUTATI”

Aprile 11th, 2013 Riccardo Fucile

LEI SCIOCCAMENTE LA GIRA AI PARLAMENTARI GRILLINI E QUALCUNO LA RENDE PUBBLICA: ENNESIMA FIGURACCIA DEL MOVIMENTO DOVE SEMBRA DI VIVERE IN UNA CASERMA SOLIDA PIU’ CHE IN UNA DEMOCRAZIA LIQUIDA

Palazzo Madama, capannello di senatori Cinque Stelle.
Si parla di candidati alla Presidenza della Repubblica.
Della selezione on line che comincia questa mattina.
I soliti nomi. Gino Strada, la Bonino, Rodotà . Poi anche la Boldrini e Zagrebelsky.
«Prodi? Prodi no, ma come si fa? Come lo raccontiamo ai nostri che Prodi è il nuovo che avanza?».
Dibattito acceso.
Finchè uno di loro si stacca dal gruppo con un bicchiere di spremuta d’arancio.
Lo appoggia su un tavolino. Ha gli occhi che gli brillano.
Il viso gli si apre in un sorriso feroce. «La vuole vedere una mail?». Scusi? «Me l’ha girata un collega della Camera, mi pare favolosa».
Favolosa? Compulsa lo smart phone.
È una comunicazione al gruppo di Roberta Lombardi, la portavoce del MoVimento a Montecitorio.
Comincia così: «Casaleggio mi ha cazziata perchè vi dico troppo». Boom.
Ma che cosa vuole dire?
Le interpretazioni sono mille.
Davvero Casaleggio richiama all’ordine i portavoce perchè comunicano col gruppo?
Ci sono cose che non si devono sapere?
Hanno ragione quelli che parlano di un piano oscuro?
Il senatore Cinque Stelle offre la prima chiave di lettura: «Se qui fossimo inquieti come alla Camera, per il Pd sarebbe una pacchia. E mi pare ovvio che qualcuno non ami la Lombardi e la voglia mettere in difficoltà . Comunque io non ci credo che Casaleggio dica queste cose».
Non ci crede? «Diciamo che spero non sia così».
Dunque la Lombardi parla a vanvera?
È una giornata complicata per la portavoce Cinque Stelle. Lo sono tutte.
Ma oggi si chiude in una riunione che dura sette ore per discutere dello Statuto.
Alle nove e mezza di sera, quando risponde al telefono, è evidentemente stremata.
Non ha neanche più la voglia di arrabbiarsi. Dice: «Certo che l’ho scritta quella mail. Ma è raccapricciante che sia uscita. Poi c’è qualcuno che si stupisce che abbia deciso di non dire a nessuno dove ci saremmo visti con Grillo».
Scelta sua? «Certo. Scelta mia. E la rivendico. Proprio perchè di certe persone non ci si può fidare. Non penso che siano traditori. Di sicuro hanno smanie di protagonismo».
Forse. Chissà .
Resta quell’incipit pericolosamente ambiguo: «Casaleggio mi ha cazziata perchè vi dico troppo». Ma troppo cosa? Troppo di che? E perchè lei lo comunica? «Bisogna contestualizzare». Contestualizziamo. «Quella mail è uscita dopo l’ennesima riunione fiume in cui c’eravamo detti un sacco di cose, come sempre. Dibattiti accesi.   Differenze e decisioni prese a maggioranza. Avevamo parlato anche di comunicazione. Noi siamo liberi di fare quello che ci pare. Immaginiamo scenari, gestiamo i soldi e i collaboratori, ma per statuto la scelta della struttura che si occupa della comunicazione è lasciata alla Casaleggio».
Vabbè, ma che significa?
«Che alcuni di noi si erano messi a fare commenti eccessivi sulle figure identificate. E Casaleggio si è limitato a ricordare il regolamento. Tutto qui».
Forse.
A Casaleggio non piace che le sue scelte diventino oggetto di dibattito?
È normale?
Il Movimento della trasparenza ha pareti opache?
«Solo per voi. Per noi sono luminose».
Sfinita. La Lombardi saluta.
Come cantava De Andrè? «Madamadorè (…) paga il riscatto con le borse negli occhi piene di foto di sogni interrotti».
Quando succede che il risveglio diventa dolorosamente brusco?

Andrea Malaguti

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