Aprile 2nd, 2013 Riccardo Fucile
IL GRANDE STATISTA GRILLO BACCHETTA IL CAPOGRUPPO: “BERSANI O MONTI PER ME PARI SONO”… PER LUI, SI SA, L’IDEALE E’ IL CAVALIERE
Che cosa succede all’interno dei M5S? 
La domanda sorge spontanea, visto che, per l’ennesima volta, Vito Crimi sembra aver fatto un passo falso che non è piaciuto a Beppe Grillo.
Già , in mattinata, il capogruppo al Senato scrive sulla sua pagina Facebook: «Meglio un incarico a Bersani che una prorogatio a Monti».
A smentire ci pensa il comico in persona: «Sono uguali».
E in Rete parte l’hashtag #Romanzocrimi «Vito, detto lo smentito».
A COLPI DI BLOG –
Insomma sul futuro prossimo della politica italiana , si apre una nuova querelle.
E che ha come protagonista assoluto, appunto il Movimento 5 Stelle.
L’ultimo caso comincia appunto con le parole di Crimi sul suo blog.
«Forse poteva essere intrapresa una strada mai percorsa prima, e cioè di affidare il governo a Bersani che con i suoi ministri poteva presentarsi al Parlamento e qualora non avesse ricevuto la fiducia poteva continuare, alla stregua dell’attuale governo Monti, senza la fiducia ma solo per gli affari ordinari. Almeno sarebbe stato rappresentativo di una maggioranza relativa e non di una strettissima minoranza come il governo Monti in regime di prorogatio».
A stretto giro di posta arriva la replica di Grillo che con un post tisolato «I puntini sulle i», puntualizza: «Breve riassunto sugli ultimi accadimenti per i distratti e/o in malafede. Il M5S non accorderà nessuna fiducia, o pseudo fiducia,a un governo politico o pseudo tecnico (in sostanza di foglie di fico votate dai partiti). Bersani non è meglio di Monti, è semplicemente uguale a Monti, di cui ha sostenuto la politica da motofalciatrice dell’economia».
GAFFEUR –
Una netta smentita. Ed è un attimo che cominciano le prese in giro.
Dalla Rete (scatenati su Twitter e Facebook) alla politica istituzionale.
Bersani ironizza: «Facessero una direzione pure loro in streaming così capiamo tutti…».
Vito Crimi diventa così protagonista dello scherno.
Se da una parte ci pensa Grillo a smentirlo, dall’altra sembra che sia diventato un bersaglio anche per i comici. Maurizio Crozza in testa con la sua imitazione.
Poi c’è sempre la questione delle gaffe.
Con la collega, «l’onorovole Lombardi», durante le consultazioni e la reazione stizzita di lei. E ancora: «Napolitano non si è addormentato», salvo poi appisolarsi sugli scranni di Palazzo Madama.
E gli insulti ai giornalisti, anche lì con una marcia indietro.
Vito Crimi rischia di diventare il bersaglio preferito, se non lo è già , della Rete e non solo
Benedetta Argentieri
(da “il Corriere della Sera”)
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Aprile 2nd, 2013 Riccardo Fucile
LA GRECISTA EVA CANTARELLA: “I NOSTRI RAPPRESENTANTI NON HANNO PIU’ PAROLE PERCHE’ NON HANNO PIU’ IDEE. SFOGLINO “L’ODISSEA”
Manca l’impegno, l’approfondimento, l’applicazione quotidiana. 
Manca lo studio, dilaga l’ignoranza.
“La politica non ha più parole perchè non possiede idee. Che nascono se si dispone al pensiero, allo studio sistematico, alla fatica. Secondo lei hanno mai letto Omero?”.
Eva Cantarella è una grecista di fama internazionale, i suoi libri, i suoi studi sul diritto romano e la Grecia antica sono noti in tutto il mondo, e si inquieta all’idea dei senza idee.
Professoressa, almeno cento sui mille del Parlamento avranno letto, altri cento avranno solo sfogliato il suo libro preferito.
“Non chiedo di leggere tutta l’Odissea, che pure è uno strepitoso libro sulla vita, sull’esistenza, un viaggio alla ricerca di se stessi mescolato alla potenza della fantasia. Almeno lo tenessero sul comodino e lo sfogliassero qualche volta. E lo alternassero con un volume fondamentale di John Rawls: La teoria della giustizia. Basterebbero solo alcuni passi per capire di più il mondo e persino il nostro tempo”.
Speriamo che almeno i saggi di Napolitano abbiano avuto questa fortuna in gioventù.
“E agli amici di Grillo, ai suoi deputati del Movimento 5 Stelle consiglio fermamente un libretto facile e agevole, ma decisivo per la loro formazione culturale. Discettano di democrazia diretta? Allora e prima di tutto leggano La Costituzione degli Ateniesi di Aristotele. Temo infatti che abbiano gravemente frainteso il senso di quel modo di vivere la vita e il diritto”.
Ah, il loro famigerato uno vale uno!
“Ecco, sì. Nella Grecia effettivamente ogni cittadino aveva diritto di andare nell’agorà per contribuire alla gestione della cosa pubblica. Ma aveva l’obbligo di sostenere attivamente la gestione, il governo. Pesava su quel cittadino l’etica della responsabilità , l’obbligo di dare risposte e l’assoluto dovere di farsi carico del proprio ufficio”.
È rimasta delusa dal loro comportamento?
“Ho idee dichiaratamente di sinistra, e non smetterei mai un secondo di pensare che i partiti sono insostituibili e vitali alla democrazia. E sono afflitta da questo nostro tempo, e afflitta dalle domande che continuamente mi rivolgono quando mi trovo all’estero: ‘Come è stato possibile, cosa vi è successo, perchè Berlusconi?’. Come se la domanda degli amici parigini e di New York non fosse la stessa, identica mia. Com’è possibile che ci siamo ridotti così, che siamo finiti in questo vicolo cieco. Mi viene da dire: colpa della nostra afasia, della mancanza di un briciolo di memoria, di un minimo di etica. Vent’anni sono passati e ora assisto all’esplosione del Movimento 5 Stelle. Non avevo idea che fosse così partecipato, e certo è stata sentita la voglia di buttare via questo mare di politicanti. Ho conosciuto stimatissime persone che mi hanno confessato di aver dato il voto al simbolo di Grillo. Non che non veda l’aspetto positivo: volti e modi di pensare finalmente connessi con la società civile. Ma mi aspettavo un minimo di preparazione in più, di adeguatezza in più rispetto alla crisi che ora è sfociata in uno stallo pericoloso. Perciò dico ai deputati: leggete Aristotele e poi parlate”.
Si fanno chiamare cittadini.
“Cittadini è una bella parola, ma non la voglio usare. Dico deputati e mi convinco che sia la parola adeguata. Essi parlano di democrazia diretta. Dunque hanno l’obbligo di conoscere almeno i fondamentali e di sapere, per esempio, che gli ateniesi partecipavano alla discussione pubblica con consapevolezza di causa”.
Ma sono giovani, alcuni di essi anche impreparati, tutto è cascato sulle loro spalle in modo così improvviso. Non è una esimente importante?
“L’impreparazione e l’ignoranza non è una esimente, mi spiace. Non basta dire sono casalinga per essere assolta. Sei casalinga e deputata e devi contribuire a trovare uno sbocco alla crisi. Contribuisci con la tua forza e le tue idee, ma non disertare per favore”.
Dovessimo andare indietro nel tempo, quali similitudini troverebbe e quale periodo indicherebbe?
“La fine della Repubblica romana. A Roma si combattevano fazioni intransigenti mentre il potere era eternamente instabile. Finì che arrivò Cesare. Grande personaggio che però spalancò le porte all’Impero. I miei occhi guardano e la memoria va sempre all’indietro. Continui flashback che mi fanno chiedere: ma questi governanti hanno memoria? Ma gli italiani hanno memoria? Ma come è stato possibile offrire ancora a Berlusconi tutti questi voti? Chiedo: ma ci vedete bene? Vedete anche voi quel che vedo io? Questa crisi non è solo economica, intreccia le basi morali della nostra società , è figlia di una caduta di massa dell’etica, di una volgarizzazione generalizzata. Infatti il turpiloquio è l’approccio consueto nella discussione pubblica e televisiva. Non desta scandalo, c’è ormai assuefazione. È solo una curva di acuti che si confrontano: uno dà sulla voce all’altro. Parlano e di cosa? Hanno sterminato la scuola, che è l’alfabeto della nostra società . Pensi solo alle poesie che si imparavano a memoria. Certo, non era il massimo. Ma hanno creato per generazioni un fondo comune di conoscenza. E ora cosa c’è?”.
Antonello Caporale
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Aprile 2nd, 2013 Riccardo Fucile
“SE ME LO AVESSERO DETTO PRIMA NON MI SAREI CANDIDATO”
«Bisognava indicare dei nomi della società civile. Era necessario presentarsi da Giorgio Napolitano con un nome che presiedesse un governo in grado di mettere in pratica i 20 punti del nostro programma».
L’autocritica è del senatore triestino del Movimento Cinque Stelle Lorenzo Battista. Che intervistato da Linkiesta ha aggiunto: «Siamo venuti in Parlamento per tornare alle elezioni dopo sei mesi senza combinare nulla? Se è questa la nostra missione avrebbero dovuto dirmelo e non mi sarei impegnato».
Una posizione minoritaria nel M5S.
Ma non isolata: «Era la mia linea ma anche di altri».
In vista del Quirinale Battista la butta lì: «Gustavo Zagrebelsky mi sembra un difensore della nostra Carta costituzionale. È il candidato ideale ».
(da “La Repubblica”)
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Marzo 31st, 2013 Riccardo Fucile
BALLA MEGA-GALATTICA: I CINQUESTELLE LAUREATI SONO SOLO IL 65%, SUPERATI DA SCELTA CIVICA, PD E PDL
Per in Movimento Cinquestelle le Camere “devono tornare a essere centrali nella funzione
legislativa”.
Lo stesso Grillo ha rivendicato la possibilità che il Parlamento possa funzionare anche senza governo.
Per non parlare di Crimi che da settimane ripete che sono gli eletti Cinquestelle a dover proporre iniziative per rilanciare l’economia del Paese.
Peccato che anche questa si sia rivelata finora una balla grillina, visto che su 600 proposte di legge finora presentate nessuna proviene dai Cinquestelle che paiono dormire da in piedi.
In una cosa sono esperti, nel raccontare palle, come quella che sarebbero il primo partito: peccato siano stati sbugiardati dal Pd, dati alla mano, quando sono stati calcolati anche i voti degli italiani all’estero.
Ora un’altra figura di merda: “siamo il partito con il più alto numero di laureati, ben l’88% dei nostri parlamentari è laureato” ha tuonato Grillo.
Per uno che vorrebbe sanare l’economia del Paese, una gaffe del genere è da buttarsi dal ponte Monumentale a Genova.
A un attento esame i grillini laureati invece risultano solo il 65%, superati da Scelta civica, Pdl, Pd.
Insomma sono quarti: un’altra occasione persa per tacere.
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Marzo 31st, 2013 Riccardo Fucile
CAPACI SOLO A FARE CHIACCHIERE, I CINQUEPALLE IN PARLAMENTO NON HANNO DEPOSITATO ALCUNA PROPOSTA: ASPETTANO LE VELINE DI CASALEGGIO E BERLUSCONI
Tanti volti nuovi e molta voglia di lavorare. Almeno a parole.
I parlamentari della diciassettesima legislatura, a cominciare da quelli più più giovani, sono armati di buone di intenzioni e pronti a dare battaglia nelle aule ovattate di Palazzo Madama e Montecitorio.
Soprattutto i grillini, tutti alla prima esperienza, considerano l’avventura parlamentare una vera sfida.
Ma nonostante i proclami e le “intimazioni” alla casta, dopo la prima settimana di legislatura i parlamentari del Movimento cinque stelle risultano (per il momento) i meno intraprendenti.
Delle 578 proposte di legge che alla data di ieri risultavano già depositate alla Camera e al Senato nessuna porta la firma di un parlamentare del Movimento di Beppe Grillo.
Al Senato una sola interpellanza targata M5
Fin qui i grillini si mostrano insomma poco propositivi ma assicurano di essere determinati nel voler fare le pulci a “Palazzo”.
E la battaglia per spuntare alcune (ambite) “poltrone” (ne hanno ottenuta una di questore al Senato insieme a una di vicepresidente della Camera) sarebbe giustificata proprio dalla necessità di venire in possesso delle armi necessarie per centrare questo obiettivo.
Ma, a tutt’oggi, anche per quanto riguarda quella che in termini tecnici in Parlamento viene definita l’attività ispettiva, (dalle interrogazioni al governo alle mozioni), i grillini non brillano ancora per operosità .
I dati di Palazzo Madama parlano chiaro: su 122 iniziative dei senatori solo una porta la firma di esponenti del M5s: un’interrogazione (prima firmataria Nunzia Catalfo) al ministero della Pubblica istruzione su alcune ricadute di tagli della spending review sul personale docente.
Delle quasi 600 proposte di legge, comprese quelle di iniziativa popolare, che alla data di ieri risultavano depositate in Parlamento, oltre 320 sono state presentate alla camera e e 254 al Senato.
Proprio a palazzo Madama Pietro Grasso, prima di essere eletto presidente del Senato, ha lasciato già il suo “segno”, apponendo la prima firma su una proposta di legge su contrasto alla corruzione, voto di scambio, falso in bilancio e riciclaggio.
Particolarmente attivo il Pd che a Palazzo Madama ha messo il “timbro” su un centinaio di disegni di legge, tra cui spiccano quelli a firma del neo-capogruppo, Luigi Zanda, a partire dalla proposta per disciplinare il conflitto d’interessi.
Altro tema molto gettonato in casa dei democratici è quello del lavoro, con alcune proposte finalizzate a chiedere l’estensione dell’Aspi (assicurazione sociale per l’impiego) anche ai precari e la maternità alle lavoratrici atipiche.
Anche alla Camera il Pd, almeno fino a questo momento, fa la parte del leone: molti dei disegni di legge presentati puntano a favorire un piano d’investimento per gli enti locali.
E’ il caso della proposta che vede primo firmatario Angelo Rughetti sul pagamento dei debiti Pa alle alle imprese attraverso l’uso delle giacenze di tesoreria dei Comuni.
Più contenuto il flusso di proposte arrivato dal Pdl.
Che al Senato punta sul lavoro con la proposta di Maurizio Sacconi (riunione di tutte le regole in uno statuto dei Lavori per la libera contrattazione) e sulle nuove regole sulla responsabilità disciplinare dei magistrati (proposta Nitto Francesco Palma) mentre alla Camera con il pacchetto a firma Raffaello Vignali spinge per le modifiche alla Costituzione per liberalizzare l’attività economica privata e favorire lo sviluppo delle Pmi.
Tra i leader politici Vendola il più “attivo”
Dalla Lega sono arrivati progetti di legge, a firma Roberto Calderoli, sul finanziamento dei partiti e l’attribuzione di ulteriori forme di autonomia alle Regioni.
E le Regioni, con una proposta di revisione del titolo V della Costituzione firmata al Senato da Linda Lanzillotta, fanno parte anche del ventaglio di proposte fin qui elaborate da Scelta Civica. Tra i leader di partito spicca Nichi Vendola con la sua proposta sull’uguaglianza dei diritti per l’accesso al matrimonio (nozze gay) e la filiazione anche alle coppie dello stesso sesso.
(da “il Sole24ore”)
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Marzo 31st, 2013 Riccardo Fucile
FRASI ACIDE E FUGA DALLE DOMANDE: IL CATALOGO DEGLI ANTIPATICI A CINQUESTELLE CHE INFIERISCONO ANCHE SUI PRECARI
È vero l’antipatia dei ribelli, come furono Longanesi a destra e Feltrinelli a sinistra, è stata una
grande risorsa italiana, ma dare del precario ad un giovane giornalista e disprezzarlo perchè è pagato 10 euro ad articolo, come stanno facendo da ben due giorni Beppe Grillo e i suoi replicanti con il cronista Vasco Pirri Ardizzone, non è più antipatia rivoluzionaria, ma banale acidità reazionaria, baronale e classista.
E la “cittadina” deputata Gessica Rostellato, che alla Camera si rifiutò di stringere la mano alla signora Rosi Bindi, già bersaglio della miserabile derisione berlusconiana, non fu una purificatrice sia pure antipatica, ma solo un’antipatica mocciosa dell’Asilo Mariuccia.
La stessa cittadina disse alle Iene di non sapere cos’è la Bce nè chi è Mario Draghi: «Non lo so, sono fusa».
Insomma, è vero che l’antipatia italiana è stata una specie di lievito del progresso, della cultura e dell’arte, a volte squadrista magari e altre volte persino bombarola, mai però così cretina.
E’ infatti, diciamo così sempliciotta, l’antipatia supponente della cittadina Roberta Lombardi che all’appello accorato di Bersani rispose con una battuta, «sentendola parlare mi sembrava di essere a Ballarò», che è un darsi di gomito tra compagnucci e soprattutto un ammiccare alle ossessioni televisive di Grillo, il capo che sorveglia in streaming.
Tutto l’umanesimo italiano è pieno di antipatici sublimi, da Torquato Tasso ad Alberto Moravia.
E nella politica furono antipatici, tra gli altri, Aldo Moro, Palmiro Togliatti e Bettino Craxi.
Un italiano antipatico, che è stato adorato dal popolo, era padre Pio che spesso cacciava via i penitenti, facendoli addirittura piangere: «Andatevene, sepolcri imbiancati!».
E quelli scappavano mortificati e tuttavia fortificati nella fede.
Quando vengono invece cacciati dai grillini, i giornalisti non sono mortificati ma eccitati, e gli insulti – «lingue umide», «servi», «merde», «frustrati » e «precari» – non rivelano mai la miseria del cronista offeso, ma quella del Grillo di turno che insulta, sono il sintomo di qualcosa che è andata a male, come le espressioni dei volti di Crimi e della Lombardi accecati, davanti al povero Bersani, da abbagli scambiati per verità .
L’antipatia come grammatica dell’eversione o del cambiamento, ha infatti assoluto bisogno dell’ironia così come la fede, ha detto Papa Francesco, ha bisogno della tenerezza.
La fede senza tenerezza è il fanatismo, sono le facce sapute della Lombardi e di quel Crimi che, dopo il primo colloquio con Napolitano – era “Morfeo”, era “la salma” – ha detto: «Beppe questa volta l’ha tenuto sveglio».
Ecco: Crimi è così antipatico perchè è grillino o è grillino perchè è così antipatico?
Ricordo in piazza a Torino un operatore del Tg3 deriso da Grillo e dal suo servizio d’ordine, e costretto ad abbandonare, tra i lazzi, un luogo pubblico dove solo lui e i suoi colleghi erano lì per lavorare: l’antipatia della folla contro un poveruomo è sempre violenza, un corto circuito del pensiero.
Già ad altri cronisti, come per esempio a Gulisano di Quinta Colonna, Grillo aveva gridato: «Non sei un giornalista, sei un precario, sei un pivello».
Ma i precari e i pivelli non dovrebbero piacere ad un ribelle?
I grillini, per esempio, sono tutti fieri di essere pivelli e precari. E per la verità come pivelli sarebbero persino simpatici se solo coltivassero anche un po’ di umorismo e ridessero qualche volta di se stessi invece di imputare ai giornalisti gli strafalcioni e le gaffe che ora gli amatori raccolgono in rete in una specie di riedizione delle avventure di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno.
E si comincia con il senatore Campanella che denunziò con furore i tentativi di corruzione di Vendola, senza sospettare di essere caduto nel tranello di un imitatore e soprattutto senza farsi poi una risata liberatoria.
E c’è la senatrice Enza Blundo che pensava che i senatori fossero «cinque o seicento », e il senatore Bartolomeo Pepe non sapeva dov’era il Senato: «Tanto, prendo un taxi».
Il cult più ricercato è la sapienza di quel Bernini: «Non so se lo sapete ma in America hanno già iniziato a mettere i microchip all’interno delle persone, è un controllo di tutta la popolazione ».
E poi la solita Lombardi ha spiegato in un video di alta economia che «restituire i crediti alle imprese è la manna per le banche».
Si potrebbe continuare con questo sciocchezzaio che è grillismo contro Grillo, è gogna antipatica.
Anche Dante Alighieri, a quanto si tramanda nella novellistica, opponeva fra sè e gli altri il pathos dell’antipatia, della distanza: «L’uovo crudo è la pietanza più buona» rispose con la sua nasuta alterigia ad un convivio di sapienti ghiottoni.
Quando feci ad Umberto Eco la stessa domanda, che era stata fatta a Dante, sul cibo migliore del mondo, la sua antipatia fu subito trascinante: «I piselli ripieni». L’antipatia, come Grillo una volta sapeva bene, funziona solo se è usata con sapienza. Eduardo De Filippo, che tutti raccontano antipatico, aveva di certi giornalisti la stessa idea che ne ha Grillo, e una volta al direttore del Mattino disse: «Voi dovete pubblicare sbagliato anche l’orario ferroviario, se no io, abituato a non credervi, perdo regolarmente il treno».
Era più efficace e virtuosa l’antipatia di Eduardo o lo è quella coprolalica di Grillo che mette alla gogna tutti i giornalisti che non gli piacciono storpiandone il nome o facendolo storpiare – è il solito vizietto dei puri – sui suoi giornali di fiducia?
Nessuno, prima di Grillo e delle sue candide scimmiette, aveva trasformato l’antipatia italiana in un bla bla collettivo, nel codice della volgarità senza fascino, nella fuga dalle domande senza la grandezza antipatica di quell’Enrico Cuccia che sempre più si ingobbiva nel silenzio mentre l’inviato delle Iene lo inseguiva e lo incalzava. Riguardate invece le scene del programma ‘Piazza Pulita’ con gli inseguimenti dei cronisti a deputati e senatori a 5 stelle.
Giovedì pomeriggio un giornalista del programma “La vita in diretta” li ha tampinati tutti e a tutti ha rivolto la stesse domande: «Perchè non voterà la fiducia?», «Che opinione ha del turpiloquio di Battiato?».
Sono domande da dieci euro certo, ma le risposte sono da cinquanta centesimi: «Io non ho opinione», «abbiamo un portavoce», «ognuno parla come vuole ».
Carmelo Bene, un grande antipatico italiano, un giorno fece pipì addosso ai giornalisti che lo avevano criticato.
Mai si sarebbe abbassato a fare loro la morale o dar lezioni di deontologia con il linguaggio filosofico di Crimi: «I giornalisti ci stanno tutti sul cazzo».
Questi del resto sono i rivoluzionari che a porte chiuse discutono per ore su come allinearsi alla linea del Blog, che è il totem, è l’oracolo che si pronunzia quasi sempre alle ore 15.
E se capita che ci siano giornalisti che si battono per la libertà , che rischiano di persona, contro le leggi bavaglio per esempio, «sono come gli stupratori che protestano contro gli stupri».
Anche l’antipatia italiana sta dunque andando a male.
Quando infatti si incontra con la simpatia, si mette a friggere.
Così l’imitazione che Fiorello ha fatto del sonno di Crimi ha prodotto in rete reazioni intemerate di dileggio e persino di minacce.
Fiorello pensava che mai sarebbe stato indicato da Grillo come candidato alla presidenza della Repubblica ma non immaginava di finire additato come un nemico pubblico: «In Italia si può scherzare sul Papa ma non su Grillo».
Ecco: la simpatia è l’acqua benedetta che fa friggere lo zolfo del diavolo.
Francesco Merlo
(da “la Repubblica”)
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Marzo 31st, 2013 Riccardo Fucile
NESSUNA PIATTAFORMA DI DEMOCRAZIA LIQUIDA COME PROMESSO, SI VOTA SOLO SUL SUO BLOG… E GLI ITALIANI CONTINUANO A FARSI PRENDERE PER IL CULO DAL SECONDO CLOWN
Beppe Grillo lancia le «elezioni online per il presidente della Repubblica» nei prossimi giorni.
L’annuncio arriva come sempre dal suo blog: «L’elezione del prossimo presidente della Repubblica- si legge- è l’atto politico più importante dei prossimi giorni. L’uomo, o la donna, che salirà al Quirinale condizionerà nel bene e nel male la vita del Paese per sette anni. Ed è questo il motivo per cui Grillo ritiene che «il prossimo presidente della Repubblica non debba venire dalla politica, nè ricoprire, o aver ricoperto, incarichi istituzionali.
NIENTE LIQUID FEEDBACK
A votare saranno gli iscritti al Movimento Cinque Stelle entro la fine del 2012.
E come nel caso delle Parlamentarie, l’indirizzo web sul quale si potranno esercitare le preferenze sarà il blog di Beppe Grillo, gestito ovviamente dalla Casaleggio Associati.
Scelta che lascia intendere come l’occasione non coinciderà con la piattaforma di democrazia liquida annunciata nei giorni scorsi e prima delle elezioni,.
La proposta dei candidati verrà effettuata da tutti coloro abilitati al voto l’11 aprile dalle 10.00 alle 21.00.
Si potrà esprime solo una preferenza. Il M5S ha pensato anche a tutelarsi da un possibile attacco hacker. Nel caso il servizio di voto non fosse raggiungibile per più di un’ora il tempo di down verrà recuperato, se possibile, il giorno successivo.
Peccato che non ci si possa tutelare dai taroccamenti interni invece, visto il precedente di 4.000 commenti negativi fatti sparire dal suo blog.
VERIFICA ENTE ESTERNO MISTERIOSO –
Indicazioni vengono date anche sulla selezione del candidato.
Si legge sul blog «I 10 nomi più proposti verranno resi pubblici e utilizzati come base dei votabili e disposti in ordine alfabetico per la votazione finale. Su questi verrà verificato che abbiano compiuto 50 anni alla data del 15 aprile 2013 (o alla data delle votazioni in aula se già resa pubblica) e che siano italiani. In caso di problemi verrà preso il primo degli esclusi. Il nome che avrà ricevuto più voti sarà votato dai Parlamentari del MoVimento 5 Stelle».
Poi l’ultima indicazione: «Il processo di voto sarà verificato da un ente esterno”. Ma non viene indicato il nome del controllore, Casaleggio si vede che deve ancora accordarsi con Berlusconi.
DA STRADA A TOTO COTUGNO –
E se i commenti del blog non sono rappresentativi di ciò che decideranno gli attivisti, va notato però che i nomi più ricorrenti sotto il post di Grillo sono: Gino Strada, Roberto Benigni, Stefano Rodotà .
E c’è chi si spinge persino a indicare Toto Cotugno.
Sul fronte femminile, invece, si citano Emma Bonino e Milena Gabanelli.
In attesa della Minetti.
La farsa è appena all’inizio.
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Marzo 30th, 2013 Riccardo Fucile
AVEVA OSATO CHIEDERE A CRIMI LA CONFERMA DI UNA FRASE SUL GOVERNO PSEUDO-TECNICO
“Quella voce lì la conosco è di un povero ragazzo frustrato che deve dire che ha sentito una cosa che non ha sentito per 10 euro a pezzo”.
Così Beppe Grillo, in diretta su “La Cosa”, la web tv del suo blog, commenta la domanda rivolta dal giornalista dell’Italpress e Radio Uno Vasco Pirri Ardizzone che durante la conferenza stampa dei capigruppo parlamentari M5S al Quirinale, aveva chiesto a Vito Crimi se confermava la possibile apertura del movimento a un governo “pseudo tecnico”.
“Quelle dichiarazioni, poi ritrattate, su un’apertura dei Cinque stelle ad un governo ‘pseudo-tecnico’, Crimi me le ha fatte di persona. Per questo ho insistito in conferenza stampa. Grillo mi ha attaccato dandomi del ‘frustrato’ ma io faccio solo il mio lavoro. Stando alla Camera ho conosciuto personalmente molti grillini, apprezzo il loro modo di lavorare”.
Parla Vasco Pirri Ardizzone, il giornalista dell’Italpress che Grillo ha chiamato in causa nel suo intervento telefonico a La Cosa.
Che un buffone miliardario si permetta di insultare un quarantenne che si guadagna onestamente da vivere con la sua professione, rimarcando che è “povero” in quanto precario, che è pure “frustrato” perchè osa mettere in dubbio una frase pronunciata da un grande statista come il mancato laureato Crimi, la dice lunga sullo stato mentale del salvatore di Berlusconi.
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Marzo 30th, 2013 Riccardo Fucile
EMERGE UN PASSATO IN POLITICA PER IL GURU DI GRILLO… LUI PARLA DI “LISTA INDIPENDENTE”
Gianroberto Casaleggio sceglie il blog di Beppe Grillo per rispondere a Panorama, dopo la lunga
inchiesta pubblicata dal settimanale, nella quale emerge che il consulente per la comunicazione del M5S nel 2004 si è candidato nel Consiglio Comunale di Settimo Vittone, un paese di poco più di 1.500 abitanti in provincia di Torino.
IL POST SCRIPTUM NEL BLOG
Nell’inchiesta, oltre ai legami con la massoneria, emerge come Casaleggio abbia deciso di candidarsi, abbia preso sei voti e non sia stato eletto.
E che per correre abbia scelto una lista civica, “Per Settimo”, che arrivò terza (con 294 voti) su tre simboli che si presentarono.
Casaleggio partecipò alla stesura del programma e si impegnò in prima persona. Secondo Panorama la lista era capeggiata da Vito Groccia, candidato alla carica di sindaco.
Il settimanale scrive che Groccia era un “politico calabrese vicino a Forza Italia”.
Ma Casaleggio replica in un Post Scriptum a un post di Beppe Grillo: «Ho partecipato nel 2004 ad una lista civica del mio paese non collegata ad alcun partito».
(da “il Corriere della Sera”)
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