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GRILLO REGISTRA I PIRATI A CINQUE STELLE…E SI RIACCENDE LA LITE CON FAVIA

Ottobre 20th, 2012 Riccardo Fucile

IL LEADER DEL M5S REGISTRA IL MARCHIO NEL TIMORE POSSANO USUFRUIRNE I DISSIDENTI

I pirati a cinque stelle? Beppe Grillo mette la parola fine.
Come riportato da L’Espresso, il marchio è stato depositato dal leader del Movimento Cinque Stelle, dopo che era circolata l’indiscrezione che il grillino «dissidente» Giovanni Favia e il consigliere emiliano Valentino Tavolazzi volessero staccarsi dal movimento unendosi al Partito dei Pirati italiani.
Ma Grillo evidentemente non deve aver gradito l’idea e, così, ha tagliato la testa al toro.
LIQUIDFEEDBACK E DEMOCRAZIA LIQUIDA
Secondo quanto riportato sul portale dei marchi del ministero dello sviluppo, il marchio Pirati a cinque stelle è stato registrato il 15 ottobre.
E immediatamente Giovanni Favia in un post su Facebook ha scritto (e poi cancellato): «La paranoia fa brutti scherzi avendo visioni di nemici che non esistono. E dando credito alla teoria di un giornalista. Mi spiace per i pirati che si trovano loro malgrado in questa situazione kafkiana».
Alla base degli screzi tra Grillo e Favia, una dichiarazione del consigliere emiliano in un «fuorionda» in cui Favia accusava il leader del M5s di gestire il movimento in maniera non democratica.
Poi nei giorni successivi Favia e Tavolazzi hanno organizzato un incontro a Reggio Emilia per discutere con gli esponenti del Partito pirata l’introduzione di LiquidFeedback nel M5s, piattaforma già  usata proprio dai pirati per prendere le decisioni interne e per selezionare i candidati in maniera più trasparente.
Il gesto non deve essere piaciuto a Grillo che sta ancora valutando con il suo consulente Gianroberto Casaleggio se estendere LiquidFeedback, già  in uso nel movimento a Bergamo e in Sicilia, al resto di Italia.
Ed ecco spiegata la decisione di sbarrare la strada ad eventuali scissioni e alleanze con altri gruppi di opinione in rete.
IN ATTESA DI ROMA
La rottura tra Grillo e Favia, insomma, sembra davvero definitiva.
Ma Favia ribadisce di non essere intenzionato a lasciare il movimento e a fare scissioni.
Salvo però il diritto di continuare a dire la sua sulle scelte del suo leader.
Così in un secondo post su Facebook Favia esprime fastidio verso Grillo per avere «legittimato un’accusa nei miei confronti che ritengo ingiusta» e cioè di aver cercato in qualche modo di spaccare il movimento cercando l’appoggio esterno dei Pirati, paladini della democrazia online.
Sia quel sia, l’attesa nel M5s è alta: bisogna ancora decidere chi correrà  per i seggi a Roma.
Ed è su questo fronte che si gioca la prossima partita del movimento grillino.

Marta Serafini
(da “il Corriere della Sera“)

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GRILLO IL VICERE’ SEDUCE LA SICILIA: “QUI SIAMO I PRIMI”

Ottobre 18th, 2012 Riccardo Fucile

“SONO GRASSO, VECCHIO E MILIARDARIO. MA CI CREDO”… E RECITA: “OGNUNO STA SOLO SUL CUOR DELLA TERRA, TRAFFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO MICCICHE’…”

Se ha un problema, qui, Beppe Grillo ce l’ha con la toponomastica.
Sono sbarcato a nuoto dice, dopo che già  erano sbarcati Giuseppe Garibaldi a portare lo Stato e gli Americani a portare la mafia.
Che poi nella dottrina grillesca lo Stato e la mafia sono all’incirca la stessa cosa.
Lo dice nella notte di martedì, in una piazza pienotta ma non traboccante e alle sue spalle c’è via Megara.
“Già  colonia greca”, riporta l’insegna di pietra.
Siamo ad Augusta, città  di raffinerie e aria lercia che scirocco e maestrale provano a soffiare altrove. Si chiama così per volere di Federico II, Stupor mundi, ma far l’elenco di chi sbarcò a portare un mondo migliore, e a forgiare la noncuranza e la disillusione, è come recitare la formazione a memoria: romani, svevi, saraceni…
Lui lo sa. Picchia i pugni sui tubolari del palco. “A Modica sono rimasti tutti sotto i portici! Qua sotto non veniva nessuno!
Ma la dovete cambiare voi questa terra!”. A ogni comizio, e sono due al giorno, più la nuotata fra Reggio e Messina, più la scalata all’Etna, la voce è un po’ più roca.
A ogni comizio spiegano che stavolta sarà  breve e invece lui si lascia prendere e non molla il microfono, urla, strepita, snocciola certificati di morte, promette sputi digitali, sprona alla ribellione contro la Bce, recita Salvatore Quasimodo per non dimenticare da dove viene: “Ognuno sta solo sul cuor della terra / trafitto da un raggio di sole: / ed è subito Miccichè”.
Una forza della natura. Prestazioni fisiche di rara generosità .
Una classe suprema nell’arte dell’incantamento: “Io che c… ci faccio qua? Sono miliardario! Sono vecchio! Sono grasso! Ho sei figli, due vanno in Nuova Zelanda, uno va in Australia, il quarto vuole andare a Los Angeles. Con la morte nel cuore gli ho detto vai, perchè questo è un paese di m… Ma no! Non posso fregarmene! Non può essere anche colpa mia! Non può essere anche colpa vostra! Datevi una mossa!”. Ed è qui che la folla sbanda, vibra, ha la commozione in gola, guarda su verso le colline di Enna o giù verso il mare di Siracusa, applaude e si gonfia dei buoni propositi di ogni nostra sera.
E’ una partitaccia. Grillo non sa nemmeno chi sono i suoi.
Arriva a Piazza Armerina – città  meravigliosa di collezionisti d’arte, dove si capita in un albergo a dormire su un letto di Gaetano Pesce — e scende dal camper e chiede: chi sono i candidati?
E’ dura così.
Lui lo ripete: “L’animo umano è quello che è, qualche mascalzone capiterà  anche da noi”. Ma questa, dice, è una rivoluzione culturale.
E dalle piazze lo guardano un po’ come un ufo, perchè qui — spiegano quelli che ne sanno, quelli che della Sicilia sanno il perchè e il percome di ogni pietra — la politica non è filosofia. La filosofia è una cosa seria.
La politica è ufficio di collocamento.
E soprattutto la politica non deve rompere i cosiddetti.
A Piazza Armerina a metà  pomeriggio (comizio fissato alle 18 in piazza Falcone e Borsellino) alle 16 sgombrano anche piazza del Duomo nella città  alta, da dove pare comincerà , per modifica di programma, la passeggiata di Grillo.
Così arrivano i vigili a far spostare le macchine e lo scandalo è messo in poesia da uno che parla con confidenza a un carabiniere: “Ma come? Arriva ‘no strunz e non si parcheggia più?”.
Un’altra signora: “E che deve fare? La processione?”. E per completare il quadretto ecco Nunzio, ottant’anni: “Davvero passa qua Grillo? Ci devo parlare”.
E che gli deve dire? “Io ci avevo un forno. E l’ho lasciato a mio figlio. E quello non sa fare il pane e s’è mangiato il negozio”.
E di questo gli deve parlare? “E di che cosa sennò?”.
Nunzio è uno che ricorda del padre che gli raccontava di quando arrivò il Duce, e si calò quattrocento metri in miniera, a fare vedere come si lavora.
E poi la concorrenza è piuttosto complicata. Ti chiamano a casa, gli altri candidati. Raffaele Lombardo ti fa chiamare dalla segretaria: “Il presidente avrebbe piacere di vederla quest’oggi alle 15”. “A me?”. “Certo, a lei”.
Nei giorni di guerra Lombardo riceve dall’alba a notte.
Così si fa la politica a raccattare voto su voto. Ha bisogno di qualche cosa? Tutto bene? Suo figlio?
E non sono mica cose nuove. Lo sa anche Grillo. La gente lo aspetta alla scaletta del palco e lui è un santo. Saluta. Fa le foto coi ragazzi e le vecchiette. Si prende i baci. Si rimette a discutere.
C’è chi gli dice: «Sei venuto qua e che pensi di cambiare?». Arriva un ragazzo, ad Augusta, e gli chiede perchè sia così sprezzante coi siciliani. Grillo si china. Gli mette le mani sul petto. «Non sono sprezzante. Ma la dovete piantare di dire: va bè vediamo che fanno questi… Dovete cominciare a pensare a che cosa volete fare voi per cambiare le vostre vite. Il mio movimento è soltanto un tramite. E’ la rivoluzione della Rete!».
E il ragazzo insiste («ho ventuno anni, studio economia”), gli mostra una lettera che un candidato del M5S ha mandato a Silvio Berlusconi, chiamandolo affettuosamente “zio”, e intestata “Giovani del Pdl Augusta”.
Io queste cose non le so, dice Grillo, «magari qualcuno vuole fare carriera, ma non è questo il punto…». Uno dello staff fa il fenomeno, con una grinta caricaturale, «ha già  spiegato tutto», dice secco e nervoso.
Spunta qualche telecamera. E Grillo: «Hei, pivello, guarda che quelli ti fregano…».
E lui amareggiato: «Sono venuto perchè pensavo fossero diversi».
E’ sempre dura. Ma qui lo è di più. Lo spiega la toponomastica. I neon dei locali. “Caffè Gattopardo”. “Ristorante i Vicerè”.
Il timbro eterno. «C’è Grillo? E che c’è uno spettacolo?», dice la moglie del meccanico di Piazza Armerina.
«Comizio? E chi mi frega a me? Mio marito lavora e alla sera si mangia».
Però attenzione: anche qui le cose non tornano. Non è tutto così stampato, così scontato.
Secondo gli ultimi sondaggi, su cinque milioni di aventi diritto, due milioni e più non andranno a votare e di questi soltanto ottocentomila non escludono di cambiare idea. «Abbiamo sempre votato il meno peggio, è che stavolta non riusciamo a individuarlo», dice uno ridendo ad Augusta.
I grillini, dicevano quei sondaggi, erano all’otto per cento.
Ora loro stessi sostengono di viaggiare al quindici, al sedici.
«Siamo la prima forza politica della Sicilia!», ha urlato ieri sera Grillo (Gianfranco Miccichè tiene discorsi in deserti di desolazione, con quattro pensionati seduti sulle sedie, mentre sgranocchiano “calìa e simenza”, ceci tostati e semi di zucca).
E poi ringhia, parla dell’Argentina, della presidente Cristina Kirchner che è andata alla Banca mondiale a mandarli tutti al diavolo, e la gente in piazza si dà  di gomito: «Ma che minchia dice?». Però non se ne va. Ascolta.
Applaude sempre meno timida.
A Piazza Armerina, 20 mila abitanti, ieri forse ad ascoltare erano duemila.
Comunque tanti. Tanti.
E ridere di loro — ridere di Grillo — è roba per ciechi.

Mattia Feltri
(da “La Stampa“)

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GRILLO, C’È MOVIMENTO SUL VULCANO

Ottobre 14th, 2012 Riccardo Fucile

IL TOUR DEL 5 STELLE NELL’ISOLA IN CRISI DI CLIENTELE E ASSETATA DI VENDETTA: ECCO PERCHà‰ IN SICILIA RISCHIA DI FARE IL BOTTO

La pasticceria Irrera di Messina è uno dei maggiori centri di smistamento del cannolo siciliano e delle chiacchiere politiche.
Ottimo punto di osservazione.
Sono le nove del mattino, l’ora del caffè, al bancone si discute dell’arrivo sull’isola di Beppe Grillo.
Signora molto informata: “Mi hanno detto che è stato tirato con una fune, così non vale”. Ragazzo, meno scettico: “Su youtube non si vede la fune”.
Lei, molto ansiosa: “So per certo che c’era la fune e comunque è tutto spettacolo. Dimmi tu cosa rappresenta quella specie di nuotata”.
È bastato poco a Grillo per divenire il padrone della scena siciliana.
Ieri all’una era quasi nella bocca dell’Etna: ha improvvisato un comizio sui crateri Silvestri, e anche lassù qualcuno è rimasto ad ascoltarlo.
Una corona di fan sulla criniera della falla naturale ha apprezzato e applaudito. I
l giorno prima aveva danzato al ritmo di blues ad Acireale, urlato da un improvvisato risciò a Lipari, avanzato alla maniera di Forrest Gump a Misterbianco.
Grillo durante il tour siciliano
Non c’è improvvisazione ma studio della migliore posizione possibile in campo. C’è applicazione e metodo nella scelta grillina di occupare la scena aprendo a destra e a sinistra: “Cerchiamo il cento per cento dei voti”. Facendo arretrare la condizione mafiosa alle responsabilità  di Garibaldi e degli americani, senza un cenno alla collusione sociale che ne ha favorito il dominio sulla società .
Grillo è dappertutto e da nessuna parte.
È una speranza per i giovani che lo trovano congeniale ai loro gusti e ai loro interessi: twitta e posta, filma, manda.
Parla in modo chiaro e le parole sono nuove: i beni comuni, l’acqua e la terra. Parla del mare: “Avete visto che mare avete?”, li inorgoglisce e infonde speranza: “Il voto non lo dovete dare a me ma a voi stessi. Vi dovete votare”. Le piazze sono piene, e il registro comico del grillismo è una novità  insuperabile nel teatro triste e tragico dei gattopardi siciliani.
Gli stessi di sempre, con le capriole di sempre.
“È ora di cambiare” c’è scritto in un beffardo volantino dell’Mpa, il movimento che ha creato Raffaele Lombardo, governatore uscente, sviluppatore del più raffinato e capillare sistema di scambio clientelare.
È ora di cambiare, scrivono. E fanno sorridere amaro.
Come amaro e incredibile è il manifesto di una società  finanziaria.
Presta soldi a chi è con l’acqua alla gola. Presumibilmente a tassi di tutto rispetto. Il tabellone declama in siciliano: “Io nu mi facciu fare fessu, scelgo Profingest”.
Si può arrivare a tanto? In Sicilia si può.
Perciò Grillo nella lunga traversata isolana rischia di raccogliere molto di più di quel che ci si aspetti.
Due signori dall’aria partecipe si tengono ai margini del comizio in piazza Duomo a Messina ma commentano a voce alta: “Questo qui muove i giovani. E i giovani muovono i vecchi nelle famiglie, li portano a votare. Li vede come sono convinti?”.
Il giovane tira a sè il vecchio.
La crisi delle clientele capovolge la prassi consolidata del capofamiglia che “vende” la sua dote elettorale al politico che poi la remunererà .
Questo è un altro fatto, è un altro cuneo a favore del Movimento 5 stelle.
Otto per cento, dieci per cento. Forse di più, addirittura il 15.
Aspettiamo per dire.
Ma intanto guardiamo: a sinistra il Pd si è alleato con l’Udc. Sistema antico di collegamento, prospettiva di pura conservazione.
Certo c’è un candidato vitale e brioso, Crocetta, noto per la sua attività  di sindaco di Gela, ma esiste la stanchezza di chi ne ha viste troppe per credere sia al Pd che all’Udc.
E ci sono i voti di Vendola, in libera uscita. La lista di Sel è debole, dopo la rinuncia forzata di Claudio Fava. Ed è distratta dal richiamo di una nuova politica, quella che il resto del mondo chiama “antipolitica”.
Il voto a Grillo scassa, scortica, disarticola.
Quel voto è destinato a crescere in chi coltiva speranze di cambiamento e anche in quelli che non hanno più speranze.
Le hanno provate tutte, e adesso eccolo qui il comico, vediamo come va con lui.
Il voto a Grillo diverrà  presto, e ce ne accorgeremo da qui a qualche settimana, anche la piattaforma ideale per chi vuole regolare conti, per i nuovi esclusi del centrodestra, coloro ai quali il berlusconismo non è più garanzia di successo, di affermazione sociale, di candidatura sicura.
Un voto a Grillo sarà  come un colpo sotto la cintola, uno sfregio, una vendetta, una piccola ritorsione contro gli ex amici.
La Sicilia è disperata e Grillo lo sa.

Antonello Caporale
(da “Il Fatto Quotidiano”)

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SALTA IL PROGETTO SCUOLA PER I BAMBINI E A PARMA E’ RIVOLTA CONTRO PIZZAROTTI

Settembre 23rd, 2012 Riccardo Fucile

IL SINDACO COLPEVOLE DI NON AVER RINNOVATO LA CONVENZIONE CON BARILLA PER GIOCAMPUS, UN PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE E MOTORIA RITENUTO UN’ECCELLENZA A LIVELLO EUROPEO E CHE COINVOLGEVA 7.000 BAMBINI DELLE ELEMENTARI

La prima vera rivolta contro la giunta Cinque stelle di Parma arriva dai bambini, o meglio, dai loro genitori.
Le famiglie non hanno mandato giù la decisione del Comune di non rinnovare la convenzione con Barilla per il progetto Giocampus Scuola, un’iniziativa di educazione alimentare e motoria organizzata per i bambini delle primarie, che coinvolge i membri dell’Alleanza educativa (oltre a Barilla, Cus Parma, Coni, Università ), insieme a Comune e Ufficio scolastico regionale.
A renderlo noto, a pochi giorni dall’inizio delle scuole, è stata l’azienda di Pedrignano, che unica tra i poteri forti della città  aveva accolto con entusiasmo il cambiamento degli equilibri politici dopo la vittoria del Movimento 5 stelle alle elezioni comunali: “Durante i recenti incontri tra i membri dell’Alleanza Educativa di Giocampus, il Comune di Parma ha espresso la necessità  di studiare i contenuti del progetto al fine di apportare allo stesso miglioramenti, con particolare riferimento al percorso di educazione alimentare”.
Di qui la decisione di Barilla, main sponsor del progetto (si parla di circa 200mila euro all’anno), di sospenderlo per l’anno scolastico 2012-2013, confermando invece la versione estiva di Giocampus Estate nel 2013.
“I membri dell’Alleanza Educativa sono rispettosi del ruolo dell’amministrazione comunale — si legge nel comunicato diffuso   – Nell’attesa di conoscere quali miglioramenti la stessa vorrà  apportare, stante l’eccellenza del progetto, prendono atto dell’esigenza espressa”.
Un atto di chiusura drastico a cui Pizzarotti aveva risposto chiarendo le proprie posizioni, spiegando che per il Comune era necessario un tavolo di confronto per razionalizzare i progetti alimentari scolastici (oltre a Giocampus a Parma ne è attivo anche un altro), “in un momento di evidente difficoltà  economica”.
Ma le dichiarazioni non erano bastate a placare gli animi.
In consiglio comunale, incalzato dalla minoranza, il sindaco era poi tornato sui propri passi, lasciando aperta la possibilità  di trovare nuovi punti di incontro con l’Alleanza Educativa.
“La discussione è ancora in corso, nei prossimi giorni daremo nuove comunicazioni in merito — ha spiegato nella seduta di giovedì Pizzarotti -In passato c’erano due progetti e l’intento era quello di razionalizzare. Ma la questione Giocampus è ancora aperta”.
Non tutto è perduto dunque per l’iniziativa riconosciuta come eccellenza a livello nazionale ed europeo che coinvolgeva circa 7 mila bambini, compresi una cinquantina di disabili con un apposito percorso di sostegno, e dava lavoro a una settantina di operatori qualificati che erano impiegati come istruttori.
Anzi, pare addirittura che nelle ultime ore la questione in qualche modo sia rientrata.
Almeno è quello che dice Pizzarotti.
Per Barilla, al momento, non se ne parla.
Intanto però, in attesa di conferme ufficiali, la polemica non si è fermata.
Giovedì è approdata su Facebook con un gruppo dal titolo “Salviamo Giocampus”, che nel giro di 24 ore ha già  raggiunto oltre 2300 iscritti.
Alla protesta online ha aderito perfino l’illustratore Gianluca Fogliazza, che aveva prestato le sue vignette a sostegno della campagna elettorale di Pizzarotti, ma che ora non esita a denunciare l’accaduto con la sua matita, lanciando un appello affinchè il progetto prosegua. perchè se iniziano a non rinnovare progetti di questo tipo che portano solo del benessere alla città  e alle famiglie che ci abitano, questi qua andando in avanti cosa saranno capaci di fare… Sulla bacheca del gruppo internet piovono commenti: “è un progetto che funziona da anni, non si può fermare così improvvisamente senza scrupoli e perplessità …” scrive Silvia.
E ancora, aggiunge Laura, “Giocampus è un’eccellenza parmigiana studiata e invidiata in tutta Italia, ma a quanto pare i nostri politici sono bravissimi a rovinare tutto”.
Insegnanti, genitori, ma anche semplici cittadini che del progetto avevano solo sentito parlare scendono in campo, arrivando perfino a ipotizzare di presentarsi sotto il Comune per far pervenire al sindaco il proprio dissenso.
Poche ore dopo questo primo tam tam online, nasce anche un gruppo a difesa dei Cinque stelle.
Si intitola “Giocampus: stiamo con il Comune” e in poche ore conta oltre 800 membri.
I componenti del primo gruppo puntano il dito sui presunti “contatti fittizi” del secondo, ma intanto continua l’elenco di lamentele per la soppressione dell’iniziativa: “Con tutte le cose che ci sono da fare a Parma, il Comune va a togliere Giocampus ai bambini, che si vergogni!”.
In attesa di conoscere le sorti del Giocampus, la protesta, per ora non si ferma.

Silvia Bia
(da “Il Fatto Quotidiano”)

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GRILLO NON FA PIU’ RIDERE: PIAZZA SEMIVUOTA A PARMA PER IL “DIES IREN”

Settembre 22nd, 2012 Riccardo Fucile

IL COMICO GENOVESE TORNA A PARMA A DISTANZA DI QUATTRO MESI DAL COMIZIO CHE LANCIO’ PIZZAROTTI SINDACO… DA DIECIMILA PERSONE A POCHE CENTINAIA, IL BLUFF E’ GIA FINITO

L’attesa per l’incontro pubblico era molta ma a risposta del pubblico non è stata all’altezza: poche centinaia i presenti, in una piazza della Pace semivuota, all’incontro pubblico dal titolo “Dies Iren” organizzato dal M5S di Parma per ribadire il no dei grillini ai termovalorizzatori.
Poco prima del via era circolata la voce che il dibattito potesse slittare per garantire un maggiore afflusso di persone.
Ben altri numeri il leader del movimento aveva fatto registrare a maggio quando era arrivato in città  per tirare la volata elettorale al candidato sindaco Federico Pizzarotti.
A margine dell’incontro Grillo ha difeso l’operato del neo sindaco: “Questo è un miracolo non mio ma della rete che è andata avanti in tre anni senza soldi: abbiamo rotto un meccanismo, perchè dentro i comuni, nei consigli regionali sono arrivati gli onesti come qui a Parma”
Non è mancato un duro attacco ai media: “Giornalisti carogne” e “schiavi dei loro editori”. “In italia non ci sono giornali liberi tranne ‘Il Fatto Quotidiano’. ll vero cancro è questo, l’informazione. Se avessimo avuto un’informazione normale non avremmo questa politica cosi”.
Grillo è arrivato a Parma su un suv con i vetri oscurati, rilasciando un’intervista a una tv danese.
Il comico è accompagnato dal primo cittadino che ha ribadito tutti i punti di scontro tra l’Amministrazione a 5 Stelle e la multiutility Iren che sta realizzando il termovalorizzatore di Parma.
“Ma cosa ve le prendete con questo Pizzarotti con questo Pizzarotti che si è ridotto lo stipendio prendetevela con chi ha Rubato un miliado di euro al Comune di Parma. Non si è quotato in borsa Iren si è quotato in borsa il Pd”   ha detto Grillo una volta salito sul palco.

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GRILLO PROMETTE LA DEMOCRAZIA DEI PIRATEN TEDESCHI: : “I CANDIDATI DECISI DALLA RETE”

Settembre 18th, 2012 Riccardo Fucile

MA UNA PIATTAFORMA IN MANO A CASALEGGIO E ASSOCIATI FA GIA’ GRIDARE AL PARTITO AZIENDA

La scomunica di Giovanni Favia non è arrivata. Il consigliere regionale che aveva accusato il Movimento di scarsa democrazia interna è ancora lì, seppure “sfiduciato”.
Ma dopo giorni di polemiche, di pagine sui giornali, di talk-show, domenica ecco che sul blog di Grillo è comparso un post che affronta la questione.
Molti lo attendevano, sia tra i critici sia tra i sostenitori del Movimento.
Le reazioni non si sono fatte attendere: in poche ore quasi mille commenti.
Positivi molti. C’è chi esulta: “W il M5S… sempre con voi. Basta con questi quattro politicanti di basso rango… Udc, Pd avete rotto. Cosa avete fatto in Parlamento negli ultimi trent’anni?” scrive Vincent.
Altri puntano il dito sulle polemiche delle ultime settimane: “à‰ incredibile come i media, quando parlano del Cinque Stelle e di Beppe, abbiano la capacità  di riportare il contrario di ciò che è la verità ”. Tanti propongono software e soluzioni per selezionare i candidati.
Non manca qualche voce critica: “Per il programma una bella piattaforma by Casaleggio e Associati. Sembra un po’ come quel Partito Azienda…”, attacca Gianluca.
Ma che cosa scrive Grillo?
Il fondatore del Movimento si toglie qualche sassolino dalla scarpa, fissa un punto: “Il primo (e unico) imputato” delle polemiche di queste settimane “è il Movimento 5 Stelle accusato di mancanza di democrazia (e per qualcuno anche di fascismo). In effetti il M5S è sovversivo, vuole introdurre il referendum propositivo senza quorum, l’elezione diretta del candidato, l’obbligatorietà  della discussione delle leggi popolari con voto palese in Parlamento, la conferma referendaria, inserita in Costituzione, di ogni cambiamento della legge elettorale, l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti”.
Poi Grillo aggiunge: “Si dirà  che è tutto fumo negli occhi per evitare di parlare di mancanza di democrazia interna. Parliamone. Le liste dei candidati regionali e comunali sono definite in autonomia sul territorio, il programma è deciso da loro, il voto in consiglio è dato sempre in piena libertà . I sopracciò della democrazia, i giornalisti grandi firme giustamente rilevano che si può e si deve fare meglio. Gridano al centralismo democratico che conoscono tanto bèèèèène. E la piattaforma, i candidati, le politiche…? C’è un deficit di democrazia, un principio evidente di ducismo, un accentramento intollerabile. Il M5S non può sottrarsi al confronto!”.
Quindi la promessa di Grillo: i candidati saranno scelti on line. In concreto che cosa significa? “Che nè Beppe, nè Casaleggio metteranno becco sulle scelte della rete. Altro che liste bloccate, questa è democrazia interna, alla faccia delle polemiche. Trovate un altro partito che faccia altrettanto”, insiste uno dei più stretti collaboratori del padre del Movimento.
Aggiunge: “Il passo è fatto, la migliore risposta alle polemiche. Ora ci correranno tutti dietro, soprattutto qualcuno”.
Forse un accenno a Matteo Renzi, che negli ultimi giorni ha registrato un balzo in avanti su Twitter e Facebook: più 10.206 fans. Resta, però, lontano dai 940mila sostenitori di Grillo (ma anche dai 524mila di Vendola e dai 445mila di Berlusconi).
E lui, il dissidente Favia, che cosa ne pensa?
“Sicuramente un passo avanti. Segno che il dibattito seguito al mio fuorionda nella trasmissione Piazzapulita è stato salutare. Spero che sia avviata una discussione per individuare un portale Internet veramente autogestito”.
Certo, non tutti gli ostacoli sono superati, perchè il Cinque Stelle, stando ai sondaggi di oggi, vale 100 parlamentari. Bisogna selezionare un migliaio di candidati.
Si farà  on line, è deciso, ma come concretamente? Il secondo passo sarà  forse una piattaforma digitale sul sito www.beppegrillo.it  , dello stesso tipo di quella oggi utilizzata per proposte e programmi.
Finora è tutto top secret. Davide Bono, consigliere regionale Cinque Stelle in Piemonte, premette: “Per adesso non si sa niente di sicuro”.
Poi ipotizza: “Si potrebbe chiedere agli aspiranti candidati di inviare curriculum e programmi, magari video, da votare online”.
I requisiti? “Fedina penale pulita e competenze”. Di certo studiano i “Pirati” tedeschi, prendono spunto, cercano soluzioni più solide possibile.
Un lavoro complesso, gli stessi ragazzi del 5 Stelle non si nascondono sfide e incognite: “Mille candidati sono tanti”, racconta uno dei collaboratori del Movimento che studiano una soluzione tecnica. Aggiunge: “La scelta di Internet è democratica, ma bisogna farla bene.
Con l’aria che tira molti cercano di salire sul nostro carro. Il rischio è che i candidati forti prendano migliaia di voti, ma altri se la giochino su una manciata di preferenze”.
Come dire: per entrare in Parlamento basterebbero poche decine di voti online. Un po’ di amici e parenti. Ecco la sfida: evitare che sul cavallo di Internet entrino al galoppo i soliti furbetti.

Ferruccio Sansa
(da   “Il Fatto Quotidiano”)

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FAVIA A UN PASSO DALLA SCISSIONE: “IN MIGLIAIA ATTORNO A ME”

Settembre 16th, 2012 Riccardo Fucile

IL CONSIGLIERE REGIONALE CINQUESTELLE PROSSIMO ALLA CREAZIONE DI UN SUO PARTITO

“Intorno a me sta nascendo una corrente, me lo chiedono migliaia di persone”.
Giovanni Favia ricomincia da Galliera, sulla strada tra Bologna e Ferrara, teatro ieri della sua prima riapparizione pubblica dopo lo scandalo. L’attesa di sapere da che parte si girerà  è però quasi finita.
Ormai l’enfant prodige del Movimento 5 Stelle è ad un passo dal rompere gli indugi. Farà  rotta su Roma, sfidando il grande capo, il padre padrone.
Sia quello visibile che quello invisibile.
Dopo lo scandalo in diretta tv a “Piazza Pulita”, prima è venuto il lancio degli stracci dentro la casa comune, ed ora ci sono le dimostrazioni di solidarietà , che in privato piovono a centinaia, anche da parte di chi, ufficialmente, prende le distanze.
Con messaggi come: “Hai passato il Rubicone, adesso marcia su Roma”. I numeri parlano: i contatti della sua pagina Facebook sono passati da 10 a 14mila nel giro di una settimana.
Aperta un’inchiesta sulle minacce di morte
Il ritorno di Favia sul territorio è solo l’inizio della ripartenza. Il Movimento 5 Stelle di Galliera gli ha prima riconfermato l’invito a un’iniziativa sulle biomasse (in calendario da tempo), e ha poi accolto il reietto a braccia aperte.
Intanto, da Parma, il primo cittadino Federico Pizzarotti invita ad abbassare i toni nella rissa contro Favia, strizzando l’occhio al consigliere regionale finito nella tempesta.
“Questo clima è eccessivo, sicuramente non fa bene a nessuno. I toni sono troppo elevati. Tutti. Bisognerebbe capire chi li sta fomentando”.
Sull’appoggio incondizionato del suo braccio destro, l’epurato numero uno, Valentino Tavolazzi di Ferrara, poi, neanche a parlarne. “Grillo è proprietario del logo, non del Movimento. Nulla è perduto, tutto è rimediabile “, scriveva ieri su Facebook.
I corteggiamenti sono incalzanti.
Solo il Pdl spara a zero sul consigliere regionale, vittima di minacce di morte: “Chi si mette in un movimento di squadristi non può venirsi a lamentare delle cattive compagnie “, manda a dire l’onorevole Giuliano Cazzola.
Se il Pd (al netto dell’esternazione subito smentita di Pippo Civati) non sta allungando le mani, c’è chi assicura che anche la Lega Nord, oltre all’Idv, abbia fatto offerte a Favia, in vista di una possibile candidatura per il 2013, con il capogruppo in consiglio comunale Manes Bernardini come gran tessitore.
Ma lo stesso capogruppo del Carroccio vorrebbe farla passare come fantapolitica e assicura. “Non lo sento da due settimane”.
La corrente di Favia invece esiste.
Il consigliere regionale deve solo prenderla in mano, darle una voce, plasmarle una forma.
In tanti sottolineano come, dopo il comunicato della sfiducia di Grillo (“Io non caccio nessuno, ma Giovanni Favia non ha più la mia fiducia”), i commenti più votati, in fondo, stavano dalla sua parte.
E la scelta (quella tra il ritirarsi alzando le mani e occuparsi della sua salute, dello choc post fuori onda oppure gettarsi nella mischia) in fondo è già  fatta.
Chi è vicino al ribelle assicura che ormai “Giovanni ha deciso di abbandonare i nani e le ballerine, di lasciare i cortigiani di Grillo al loro destino, e di giocarsi la partita più importante”. Ormai, la riconciliazione con il guru sembra impossibile.
Lo strappo è stato troppo netto, violento, eclatante per tornare indietro.
Questi pochi giorni sono sembrati, nella loro serrata cronistoria, addirittura mesi.
“Quelli sono così: appena alzi la testa e dici che non sei d’accordo ti fanno fuori”, spiegano dall’entourage.
Si susseguono giorni di attesa, ma non è un mistero che tutti ormai scommettano sulla discesa in campo. Le truppe sono pronte.
“In Emilia – confida il ribelle ai suoi -, la buona parte è con me, e la metà  è pronta a uscire allo scoperto, sono io che li sto tenendo tutti fermi”.
Lo strumento, il server per la democrazia diretta, è già  pronto.
“Finora è mancata la volontà  politica di utilizzarlo, molti Movimenti in Italia lo usano già “. Intanto, sabato prossimo arriva Grillo.
E, tra i fedelissimi del blogger, c’è anche chi teme contestazioni. Questa volta interne.

Caterina Gusberti
(da “Il Fatto Quotidiano”)

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IN ROSSO LA CASALEGGIO E ASSOCIATI: I CONTI CHE NON TORNANO DEL GURU DEL WEB

Settembre 14th, 2012 Riccardo Fucile

LA SOCIETA’ DI CUI E’ PRESIDENTE LO SPIN DOCTOR DI GRILLO E’ IN PERDITA DI 57.800 EURO…. LA SOCIETA’ REALIZZA E VENDE SOFTWARE, PRODOTTI EDITORIALI E I DVD DI GRILLO E TRAVAGLIO

Mentre volano in alto i consensi, almeno secondo i sondaggisti, per Beppe Grillo e il suo MoVimento 5 Stelle, crollano i conti di Gianroberto Casaleggio, lo spin doctor del comico genovese finito di recente nella bufera per le dichiarazioni (il famoso e discusso fuorionda) di Giovanni Favia, consigliere regionale grillino in Emilia Romagna.
I CONTI
Il guru milanese è anche presidente (e titolare con il 28,5%) della Casaleggio Associati, andata in rosso nel 2011 per la prima volta dalla fondazione nel 2004. Infatti, l’ultima riga del conto economico, come ha rivelato il sito del settimanale Il Mondo, espone una perdita di 57.800 euro.
Un bel balzo indietro rispetto all’utile da 87 mila euro di un anno prima.
Per non parlare di quando (era il 2007) i profitti superavano i 660 mila euro.
E il fatturato viaggiava attorno ai 2,5 milioni. Adesso, invece, il giro d’affari è calato: i ricavi si sono fermati a quota 1,4 milioni.
La società  realizza e vende software, hardware, prodotti editoriali e multimediali come i dvd, per esempio quelli di Grillo o Marco Travaglio.
Inoltre, fa consulenza per il marketing politico abbinato al web.
Però, dal bilancio non è possibile sapere quanta parte del fatturato derivi dalla vendita (anche al dettaglio) e quanta dal consulting.
In ogni caso, per coprire le perdite Casaleggio e soci (tra i quali il figlio Davide) hanno deciso di usare parzialmente il credito che vantavano nei confronti della società  per utili del passato, ancora da distribuire.

Fabio Sottocornola
(da “Il Corriere della Sera“)

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SORPRESA, IL PRIMO PARTITO È GRILLO PIÙ DI PIETRO

Settembre 13th, 2012 Riccardo Fucile

I “NON ALLINEATI” INSIEME SONO PRIMI… CINQUESTELLE AL 18%, IDV AL 7,5%: SE SI METTONO D’ACCORDO SALTA TUTTO

Altro che Monti-bis o Grande Coalizione con la benedizione del Quirinale. Movimento 5 Stelle e Italia dei Valori già  oggi, insieme, sono il primo partito in Italia. Gli ultimi sondaggi dispensano numeri da brividi per la casta della Seconda Repubblica.
Prima puntata di Ballarò, martedì sera.
Al programma di Giovanni Floris su Raitre, Nando Pagnoncelli dispensa le nuove cifre dell’Ipsos sulle intenzioni di voto.
I grillini, nonostante un leggero calo, sono al 17,9 per cento. Terzi dopo Pd, al 25,4, e Pdl, al 21,9.
Ma la sorpresa arriva dall’Italia dei valori di Antonio Di Pietro: 7,5 per cento.
In pratica, l’Idv sembra aver frenato l’emorragia di voti verso il M5S.
E così le due formazioni, se unite, potrebbero andare diritte al governo dopo le elezioni.
Anche con questo sistema elettorale, il Porcellum, che prevede un premio di maggioranza che fa salire al 55 per cento (340 seggi alla Camera) la coalizione vincente.
La loro percentuale, secondo l’Ipsos, è del 25,4, la stessa del partito di Pier Luigi Bersani, che tutti danno per favorito.
Il primato di Grillo e Di Pietro è uno schiaffo sonoro a quanti, da Giorgio Napolitano in giù, collocano con sdegno e paura M5S e Idv nel recinto dell’antipolitica e del populismo.
Addittura il piddino Luciano Violante ha teorizzato la nascita di un nuovo arco costituzionale per escludere questi due movimenti dall’area di governo, come accadde con il Msi di Giorgio Almirante nella Prima Repubblica.
Dall’Ipsos alla Sgw di Roberto Weber la somma non cambia ed è ancora vincente, seppur più bassa: grillini al 18,5 per cento e Di Pietro al 4. Totale 24,5, mezzo punto in più del Pd.
Ipr Marketing, per La 7, fornisce invece un quadro aggiornato a settembre della composizione del voto al Movimento 5 Stelle.
La provenienza è calcolata dalle politiche del 2008 a oggi.
Su cento elettori del M5S, 25 sono dell’area del non voto, 24 del Pd, 23 del Pdl, 9 dell’Idv, 9 dei cosiddetti “altri”, 7 della Lega, 3 della Sinistra Arcobaleno (oggi Sel).
Sostiene Antonio Di Pietro: “Tutti i giorni, anche oggi (ieri per chi legge, ndr), molti esponenti di Pd, Pdl e Udc in privato mi fanno ossessivamente la stessa domanda”. Questa: “Cosa c’è di vero nella lista dei non allineati che vuoi fare con Grillo?”. Continua il leader dell’Idv: “Questa prospettiva sta provocando un terrore enorme. Anche per questo non sanno come cambiare il Porcellum. Vogliono imbrigliarci ma non c’è alcuna legge elettorale che li garantisca. Noi vinceremmo lo stesso, anche con il proporzionale”.
L’alleanza tra Grillo e Di Pietro al momento resta però una suggestione forte.
Il M5S continua a rifiutare apparentamenti anche se qualche spiraglio si può cogliere nelle ultime parole del comico genovese registrate dal Corriere della Sera sull’ex pm: “Brava persona, onesta. Ma non sapeva usare la Rete. È venuto a parlarmi, gli ho presentato un amico, un esperto, ed è passato dal 4 all’8 per cento ma poi è rimasto all’interno di un sistema marcio e così gli capitano gli Scilipoti, per questo non potremo mai metterci d’accordo. Ma è l’unico che salvo, sarebbe un buon ministro dell’Interno o anche il presidente”.
Già  un governo Di Pietro.
Dice ancora il leader dell’Idv, che ieri ha annunciato di non voler togliere il suo nome dal simbolo: “Mi sento spesso con Grillo e Casaleggio, due persone che stimo tantissimo. Il mio, voglio specificarlo, è un confronto personale e continuo. Ma adesso non voglio tirare nessuno per la giacca, non voglio mettere in imbarazzo nessuno. Non è ancora il momento, vediamo prima quale legge elettorale verrà  fuori”.
L’idea di una lista dei non allineati è stata maturata da Di Pietro a luglio: M5S, Idv e anche Sel di Nichi Vendola.
Oggi il quadro è un po’ mutato, anche se proprio l’altro giorno Idv, Sel e Fiom hanno presentato il referendum contro la riforma Fornero.
Al posto di Vendola, che difficilmente mollerà  il Pd di Bersani, potrebbe inserirsi il movimento arancione di Luigi De Magistris.
I rapporti tra Grillo e il sindaco di Napoli sono pessimi ma un dialogo nel segno della ragion di governo, senza personalismi, sarebbe possibile, almeno da parte della lista arancione.
Perchè il punto che muove i ragionamenti a cavallo tra dipietristi e grillini è questo: dopo le amministrative, basta soltanto vincere senza porsi il problema di governare?
Nel frattempo sia Grillo sia Di Pietro devono risolvere notevoli problemi interni.
Per il primo si tratta di sciogliere il nodo della democrazia interna con il caso Favia, il secondo a Vasto il 20 settembre dovrà  affrontare i dissidenti filoPd e Napolitano e antigrillini capeggiati da Massimo Donadi, capogruppo dell’Idv a Montecitorio. Anche per questo, ufficialmente, Di Pietro continua a giocare nel campo classico del centrosinistra e insiste sull’area riformista con Pd e Sel ma poi aggiunge: “Pensate che succederebbe se partisse una lista dei non allineati, potrebbe davvero vincere. È solo una battuta perchè Grillo andrà  da solo”.
Una battuta per il momento.
Ma i numeri sono lì, sotto gli occhi di tutti.

Fabrizio d’Esposito
(da “Il Fatto Quotidiano“)

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