Febbraio 3rd, 2012 Riccardo Fucile
UNA CONSIGLIERA DI CIRCOSCRIZIONE DI BOLOGNA: “E’ UNA DECISIONE SOFFERTA LASCIARE LA CASA IN CUI CREDEVO: NON CERCATEMI, NON SONO IN VENDITA”
La notizia è di quelle che faranno discutere. Di sicuro sta rimbalzando un po’ ovunque in rete.
Antonia Dejeu, mediatrice culturale romena e consigliera di quartiere a Bologna, ha deciso di rassegnare le dimissioni e di uscire dal Movimento 5 Stelle.
Il motivo?
Il post apparso sul sito beppegrillo.it dove il noto comico genovese definiva “senza senso” la questione della cittadinanza ai figli degli immigrati.
Post che per lei sarebbe “xenofobo” e che dimostrebbe come Grillo non conosca “la realtà degli immigrati che lavorano in Italia”.
In realtà la decisione di Antonia non sarebbe arrivata subito.
“Mi è venuta una fitta al cuore — spiega Antonia in una sua lettera aperta a Grillo — e ho pensato di risponderti per darti i dati, gli “ingredienti” che ti mancano, perchè tu non lavori con gli stranieri, come me. Ieri hai risposto. Hai pubblicato un articolo tratto da un giornale che disprezzi, come o forse più di altri giornali, scritto da una persona palesemente di destra”.
Da qui la decisione di lasciare il Movimento 5 Stelle.
Il nodo della questione è quello del passaggio dallo ius sanguinis allo ius soli, in sostanza dalle regole attuali che garantiscono la cittadinanza solo ai figli degli italiani a una normativa che assegnerebbe in automatico la cittadinanza a qualsiasi bambini nato sul suolo italiano.
Una norma propugnata anche dal Presidente della Repubblica e presente in molti paese europei, compresa la vicina Francia, ma che per Grillo sarebbe un modo di “distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi.
Da una parte — ha scritto il comico sul suo sito — i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della ‘liberalizzazione’ delle nascite”.
Il post di Grillo non è piaciuto a molti, ha sollevato infinite polemiche e attacchi politici, e alla fine ha convinto Antonia Dejeu ad abbandonare il Movimento 5 stelle a cui aveva aderito e tra le cui fila era stata anche eletta nel quartiere bolognese di San Vitale.
A dare la notizia il quotidiano romeno Gazeta Romà¢nească, subito ripreso dal sito www.stranieriinitalia.it
“Oggi — spiega Antonia, sempre sul sito stranieriinitalia.it — ho presentato le dimissioni dal Movimento 5 Stelle e sto scrivendo la lettera per ritirarmi anche dalla carica di consigliere nella circoscrizione San Vitale. Lo faccio per essere coerente con me stessa e con le mie convinzioni etiche, ma non solo. Nella nostra campagna elettorale abbiamo messo come obiettivo l’integrazione degli immigrati, quindi non voglio tradire la fiducia che i miei colleghi e amici mi hanno dato, candidandomi come capolista”.
E ancora: “Esattamente nello stesso giorno in cui Beppe ha postato il suo primo post nel quale sosteneva la questione della cittadinanza una falsa priorità , noi, a Bologna, abbiamo votato a favore della campagna“Italia anch’io”.
Il nostro capogruppo, Massimo Bugani, ha avuto in seguito una conversazione telefonica con Beppe Grillo. Ha chiesto chiarimenti, la conclusione è stata che ognuno di noi è libero di sostenere ciò che considera giusto”.
Antonia alla fine ha deciso di lasciare il Movimento, ha pubblicato sul proprio profilo una dura lettera aperta indirizzata a Grillo e Casaleggio dove amareggiata si chiede: “Uno vale uno ma quelli di origine straniera valgono 0,5?”.
Poi un aggiornamento sempre sulla propria pagina facebook mette in chiaro le cose: “Partiti, astenetevi da chiamare. Non sono in vendita. Credo ancora nei valori del Movimento 5 Stelle, che sono incompatibili con voi”.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Gennaio 25th, 2012 Riccardo Fucile
GRANATA (FLI) GLI RICORDA CHE “E’ UNA QUESTIONE DI GIUSTIZIA E DI CIVILTA'”… E SUL WEB IL COMICO GENOVESE VIENE CRITICATO DALLA BASE DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE: “BORGHEZIO NON POTEVA FARE DI MEGLIO”
Per il comico genovese è una proposta che serve solo a distrarre l’opinione pubblica, ma il Movimento 5 stelle di Torino prende le distanze e voterà un ordine del giorno per l’adesione della Città alla campagna.
Dura la reazione del Pd. Livia Turco:”E’ fuori di testa. Questa e’ una legge per rendere italiani i bambini stranieri che nascono nel nostro paese”
Beppe Grillo ha criticato la proposta di concedere la cittadinanza sulla base dello ‘ius soli’ ai figli di immigrati nati in Italia.
“E’ senza senso. O, meglio, un senso lo ha — ha scritto il comico genovese sul suo blog – Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della liberalizzazione delle nascite”.
Le frasi di Grillo hanno fatto in breve tempo il giro del web e la rete non ha risprmiato dure critiche al fondatore del Movimento 5 stelle: “Bravissimo. Borghezio non saprebbe fare di meglio”, attacca l’utente Alessandro Cavalotti, mentre per Franco Barilozzi, che scrive da Lussemburgo, “la cittadinanza a tutti coloro che sono nati in Italia è un semplice atto di civiltà ”. E anche all’interno dello stesso Movimento 5 stelle c’è chi ha preso le distanze da queste dichiarazioni.
Il Movimento 5 Stelle di Torino ha fatto sapere che voterà un ordine del giorno per l’adesione della Città alla campagna sulla cittadinanza: “Dopo ampia consultazione in rete, — si legge in un post — abbiamo deciso di votare favorevolmente perchè così vuole la stragrande maggioranza dei nostri simpatizzanti ed elettori che si sono espressi”.
Forti critiche alla presa di posizione di Grillo arrivano anche dal mondo della politica.
“Sullo ius soli — ha dichiarato Andrea Sarubbi, deputato del Pd e primo firmatario del testo di riforma bipartisan sulla cittadinanza — si possono avere opinioni diverse, ma le argomentazioni con cui Beppe Grillo liquida sul suo blog il problema della cittadinanza ai figli degli immigrati non sono degne di una risposta a 5 stelle”.
E Livia Turco, responsabile Immigrati del Pd, è stata ancora più netta: “Grillo è fuori di testa. Noi vogliamo si approvi una legge per dare la cittadinanza ai bambini che nascono in Italia, il prima possibile”.
E anche a destra non sono piaciute le dichiarazioni del comico genovese. Fabio Granata, vice coordinatore nazionale di Fli, ha commentato: “Deluderò Beppe Grillo, ma pur essendo un uomo di destra con un percorso politico a destra, ritengo la cittadinanza ai nuovi italiani una questione di giustizia e di civiltà legata a una visione politica e laica della cittadinanza e della partecipazione ai destini della nazione. Una visione, questa, che nel suo qualunquismo generalista, Grillo probabilmente non riesce nè a cogliere, nè a comprendere. La cittadinanza ai nuovi italiani riguarda un milione di ragazzi nati in Italia e culturalmente italiani, figli di migranti, regolarmente residenti in Italia e che contribuiscono per oltre l’11% al Pil nazionale”.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Ottobre 29th, 2011 Riccardo Fucile
UN SONDAGGIO SWG RIVELA CHE IL MOVIMENTO 5 STELLE ENTREREBBE ALLA CAMERA E POTREBBE FAR SALTARE GLI EQUILIBRI POLITICI…IDV E PD PREOCCUPATI
Federico, ingegnere di Campobasso, ex operatore socio-assistenziale in una casa famiglia,
chitarrista in una blues band, è iscritto ai Meet Up di Beppe Grillo dal 26 aprile 2008.
A questo sconosciuto trentenne, la settimana scorsa, è riuscito un miracolo: mettere d’accordo per un giorno Massimo D’Alema e Dario Franceschini, uniti nell’attribuirgli la responsabilità di aver “fatto vincere la destra” alle regionali del Molise.
Federico ha infatti preso 10.560 voti, pari al 5,6 per cento. Il centrosinistra nel Molise è stato sconfitto per meno di un punto percentuale.
Di qui il sillogismo di D’Alema e Franceschini, anche se il Pd in regione è rimasto inchiodato al 9,8 per cento: meno della metà rispetto alla somma di Ds e Margherita, cinque anni fa.
Il problema è che D’Alema e Franceschini rischiano di doversi arrabbiare ancora parecchio, in futuro.
Perchè una ricerca Swg realizzata per “l’Espresso” rivela che il dato nazionale del Movimento 5 Stelle (M5S) oggi è valutabile attorno al 5,5 per cento, più o meno il risultato ottenuto dal candidato grillino in Molise.
Quasi il doppio rispetto al 2,9 che, sempre per Swg, valeva nell’aprile 2009.
Secondo i ricercatori dell’istituto triestino, inoltre,”il potenziale politico attuale è destinato sicuramente a consolidarsi”.
Lo studio Swg approfondisce anche la composizione di questo elettorato: più forte al Nord e nei comuni medio-grandi; proveniente perlopiù dalle aree del lavoro autonomo e del precariato, degli operai e degli studenti; che si autocolloca in maggioranza “a sinistra e centrosinistra”, ma con “tendenze precedenti al non voto”.
Le aree di debolezza del M5S sono invece, sempre secondo Swg, il Sud e le isole, i comuni piccoli e l’elettorato cattolico.
L’istituto di ricerca ha poi intervistato un campione di questi elettori rilevando i tre motivi-base per cui votano Grillo: “Rifiuto della tradizionalità dell’offerta politica attuale”, insomma i vecchi partiti; “rifiuto della logica di gestione delle altre forze politiche”, vale a dire la poltronite e i privilegi; attrazione per “una modalità di lavoro snella, con sempre nuovi obiettivi e con rinvii tra Web e territorio”, cioè un approccio pragmatico ai problemi che coniuga realtà digitale e realtà fisica.
Come si vede, nessuna di queste motivazioni rimanda direttamente a Beppe Grillo.
Che però non solo ha fondato il movimento, ma ne possiede privatamente anche il marchio e ne controlla di fatto le decisioni grazie al cosiddetto “non statuto”, un regolamento leggerissimo che non prevede alcuna forma di democrazia interna e che stabilisce come “sede del movimento” proprio il sito Beppegrillo.it.
Il quale sito, appunto, detta la linea politica.
Ad esempio, nel marzo scorso ha stabilito la rottura con Sonia Alfano e Luigi de Magistris, i due esponenti dell’Idv che in un primo tempo il comico genovese aveva appoggiato.
Poi, il 30 settembre, ha sancito con un post (intitolato “Soli”) la propria lontananza anche da altri movimenti d’area come il Popolo Viola e dal quotidiano “Il Fatto”. è seguito perfino il divorzio (morbido) da Marco Travaglio, i cui video intitolati “Passaparola” venivano pubblicati sul sito del comico genovese e ora sono scomparsi.
Insomma, un isolamento orgogliosamente rivendicato, che impedisce qualsivoglia prospettiva di dialogo con l’esterno ma che non sembra incidere negativamente sui consensi elettorali del M5S.
I cui eletti nelle istituzioni locali (specie in Emilia e in Piemonte) non smettono mai di ricordare che “il movimento non è Grillo, giudicateci per quello che proponiamo”.
Cioè, fondamentalmente: riduzione a due mandati per qualunque carica pubblica, eliminazione di ogni privilegio per i politici, referendum anche propositivi e tutti senza quorum, ambientalismo ed energie rinnovabili, libero sviluppo del Web, class action, lotta al precariato, via gli inquisiti dal Parlamento, trasparenza della finanza, insegnamento obbligatorio della lingua inglese dall’asilo.
Tutto molto semplice, in un programma di 13 paginette pubblicato on line.
E tutti o quasi temi culturalmente “di sinistra”, che però faticano a trovare spazio nel Pd.
Dove tra le pochissime voci di interesse per i temi del M5S ci sono quelle di Debora Serracchiani (“dovremmo farci carico di alcune delle loro istanze”) e di Pippo Civati (“hanno le nostre aspirazioni di cambiamento e come noi vogliono uscire dall’incubo degli ultimi anni della politica italiana”).
Per il resto, solo diffidenza e silenzio.
E se fino a poco tempo almeno l’Italia dei Valori occhieggiava al Movimento 5 Stelle, adesso anche da quelle parti a qualcuno girano le scatole: “Si scrive Grillo si legge Berlusconi”, si è sfogato per esempio nel suo blog Massimo Donadi, capogruppo alla Camera, riferendosi anche lui al caso Molise.
Più prudente (o abile) Antonio Di Pietro: “Non condivido chi getta su Grillo e i grillini la responsabilità delle sconfitte del centrosinistra. I partiti tradizionali, piuttosto, farebbero meglio a capire come convincere i propri elettori delusi”.
E qui appunto vengono le ragioni della crescita del M5S, così come sono analizzate dalla ricerca Swg. Il raggruppamento fondato da Grillo, spesso liquidato come “antipolitica”, sembra attrarre al contrario chi nonostante tutto crede che la politica, con le sue decisioni, possa ancora avere un impatto positivo e concreto sulle persone. Insomma, che la politica non si riduca ad addizione algebrica di partiti e di parlamentari chiusi nel Palazzo, le cui alleanze si limitano alla gestione del potere e del presente, senza incidere nella vita dei cittadini.
Così il M5S riesce a incanalare una parte di quell’opposizione radicale e sociale che altrove finisce per suicidarsi nel nichilismo distruttivo e privo di speranze di black bloc e simili. è l’opzione “que se vayan todos”, se ne vadano tutti, figlia di quel “crescente mix di indignazione e sfiducia” emerso anche dall’ultima ricerca di Ilvo Diamanti per “la Repubblica”.
Ecco perchè il Movimento 5 Stelle continua a crescere.
Ed ecco perchè può permettersi tranquillamente di ignorare le contraddizioni e i passi falsi del suo fondatore: “La cura Di Bella? Sconfiggerà i tumori. L’Aids? Ci sono forti dubbi che sia tutta una bufala. La Levi Montalcini? Una vecchia puttana. Roberto Saviano? Fa godere Berlusconi. Vendola? Un busone, un buco senza ciambella”.
E così via, sfanculando chiunque non sia lui.
Così come gli elettori che guardano con simpatia il M5S non si interessano più di tanto del discusso intreccio fra il movimento e un’azienda privata, la Casaleggio, che gestisce il sito di Grillo e interviene tanto nelle strategie quanto nelle scelte dei candidati, provocando spesso dissidi (“Temo che ormai Beppe prenda ordini da loro”, dice ad esempio l’ex candidata sindaco grillina a Roma, Serenetta Monti, oggi vicina all’Idv).
Ed è passata senza danni anche l’ultima brutta figura del fondatore, il cui staff ha fatto censurare (con un reclamo formale a YouTube) una videosatira su Grillo realizzata da un comico già simpatizzante del movimento, Tony Troja: non proprio il massimo per uno che a parole si batte per la libertà del Web.
Ma, appunto, il M5S decolla lo stesso, sottraendo facilmente consensi al Pd.
Che un giorno corteggia Casini, il giorno dopo Scajola e il terzo giorno Della Valle: salvo poi scoprire con stupore che i voti d’opposizione sono andati da un’altra parte.
Alessandro Gilioli
(da “L’Espresso“)
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Novembre 11th, 2010 Riccardo Fucile
IL PD AL 23,4%, STABILI LEGA 11,6%, IDV 7,6%, UDC 5,8%…5 STELLE AL 4%, RIFONDAZIONE 2,5%, LA DESTRA 1,4%…TRA I LEADER IL PREMIER PERDE 3 PUNTI IN 10 GIORNI E SCENDE AL 37% DI FIDUCIA, FINI SALE DI 2 PUNTI E ARRIVA AL 48%… IN CASO DI UNA NUOVA COALIZIONE DI GRANDE CENTRO : CENTROSINISTRA AL 37%, PDL, LEGA E LA DESTRA AL 36%, E A SORPRESA UN GRANDE CENTRO AL 22%
Nel corso di “Ballarò”, il consueto sondaggio di Pagnoncelli sulle intenzioni di voto degli
italiani, oltre a rilevare la solita alta percentuale di indecisi, ha indicato una trend interessante, soprattutto se si paragonano i dati alle precedenti rilevazioni del 26 ottobre e del 2 novembre scorso, a cura dello stesso istituto Ipsos.
Il Pdl in due settimane è sceso dal 29% al 26,5% e la Lega dall’ 11,8% all’11,6%, mentre la Destra è ferma all’1,4%.
Futuro e Libertà è volata invece in 15 giorni dal 5,3% al 7,7%.
A Sinistra invece il Pd è calato dal 24,2% al 23,4% e l’Idv dall’8,3% al 7,6%.
Balzo in avanti di Sinistra e Libertà di Vendola, dal 6,1% al 7%, del Movimento 5 Stelle di Grillo dal 3,7% al 4%.
Stabili Prc-Pdci al 2,5% e Udc al 5,8%.
Pagnoncelli ha sondato anche la fiducia degli italiani nei leader, con i seguenti risultati: Napolitano 82%, Tremonti 50% (+1%), Montezemolo 50% (+2%), Marcegaglia 50% (+2%), Fini 48% (+2%), Vendola 42%, Draghi 44%, Bersani 43%, Casini 40%, Berlusconi 37% (-3%), Marchionne 40%, Grillo 38%, Di Pietro 36%, Schifani 32%, Bossi 29%.
Infine Pagnoncelli ha testato le intenzioni di voto nel caso gli italiani si trovassero di fronte a un “terzo polo” composto per ora da Fini, Casini, Rutelli e Mpa siciliano, in contrapposizione agli altri due blocchi.
Ed ecco la sopresa: vincerebbe con il 37% la coalizione di centrosinistra, Pdl, Lega e la Destra arriverebbero solo al 36%. Mentre il terzo polo che sulla base della somma dei singoli partiti non avrebbe dovuto superare il 15% arriverebbe addirittura al 22%, erodendo voti sia a destra che a sinistra.
Insomma molti italiani vorrebbero trovare nuovi punti di riferimento.
argomento: Berlusconi, Bossi, Casini, Di Pietro, elezioni, Fini, Futuro e Libertà, governo, Grillo, LegaNord, PD, PdL, Udc | Commenta »
Ottobre 12th, 2010 Riccardo Fucile
LEGA AL 13,8%, UDC AL 6%, IDV AL 5,2%, SINISTRA E LIBERTA’ AL 3,8%, GRILLINI AL 3%… NELL’ULTIMA SETTIMANA L’INCREMENTO MAGGIORE E’ PER I FINIANI E IL PD…ASTENSIONE AL 40%
Il consueto aggiornamento settimanale del sondaggio di Crespi Ricerche, rivela alcuni
trend significativi nella posizione dei vari partiti.
Per quanto riguarda il Pdl, si scende al 28,2% (- 0,3% rispetto a una settimana fa, – 5,6% in sei mesi).
La Lega è al 13,8% (+0,3% rispetto a una settimana fa, stessa percentuale in primavera).
Futuro e Libertà sale ancora e dal 7,6% di una settimana fa arriva all’8% (segnaliamo che un sondaggio de La7 lo dà addirittura all’8,7%).
Era sceso a luglio al 5% in seguito ai dossieraggi, ora gli italiani hanno compreso tante cose e il dato è in costante risalita, a differenza dei mandanti dell’operazione.
Stabili Udc (6%) e Alleanza per l’Italia di Rutelli (0,5%), rispetto alla scorsa settimana.
Avanza invece il Pd che dal 24,2% arriva al 25%, mentre scendono Idv (dal 5,5% al 5,2%) , Sinistra e Liberta (dal 4% al 3,8%) e Grillini (dal 3,4% al 3%)
Scende la Destra (dal 3% al 2,8%).
Stabili Rifondazione (1%) , Pannella (1%) e Verdi (0,5%).
Il partito dell’astensione è sempre al 40%
argomento: Berlusconi, Bossi, Casini, Di Pietro, Fini, Grillo, La Destra, LegaNord, PD, PdL, Politica | Commenta »
Settembre 21st, 2007 Riccardo Fucile
VELTRONI , GRILLO E …LE CASTE DIVE : DIMMI CON CHI VAI E TI DIRà’ CHI SEI
Pensavamo che ” la Sinistra con una spruzzata di centro ” ci avesse già allietato la scorsa settimana con i voli non pindarici del ministro Mastella che, facendo l’aereostop con il dito sulla pista di volo e mostrando un po’ di coscia era stato fortunato: si era infatti fermato Rutelli che con consorte Palombelli gli avevano dato un passaggio per l’autodromo di Monza in aereo di Stato (costo monitorato del volo eurini 15.000 ) . Già che c’era, l’uomo di Ceppaloni si era portato anche il figlio perchè “non ho mai molte occasioni di vederlo”…Per caso passava di lì anche il deputato della Margherita Lusetti con figlio e a malincuore è salito sull’areo anche lui. Il gruppo familiare era atterrato con successivo elicottero sulla pista di Monza per dare la Coppetta del nonno ai vincitori. Invece in settimana ci sono stati altri ghiotti avvenimenti . Qualche giorno fa il buon Veltroni si reca a Milano per la campagna elettorale interna al partito democratico a sostegno della propria candidatura. Parlerà forse degli aumenti dei prezzi, dei privilegi della Casta politica, del disamore degli italiani verso la Sinistra, dei disagi delle periferie, del precariato…appuntamento nella sede del comitato Veltroni… arriva…la gente sta anche sulle scale perchè il locale è piccolo …eccole che appaiono..no non le operaie o le casalinghe disperate, non i disoccupati e i terzamondisti…sfilano nell’ordine… Continua »
argomento: Grillo, Mastella, Politica, Veltroni | 1 Commento »
Settembre 11th, 2007 Riccardo Fucile
IL MARCHESE DEL GRILLO E IL V-DAY : PERO’ DICCI QUALCOSA DI NUOVO OGNI TANTO…
Confesso che ho sempre avuto un debole per Beppe Grillo, uno dei migliori comici italiani del dopoguerra, uno dei rari artisti che unisce una beffarda maschera facciale a una satira pungente e corrosiva. Chi non ricorda le sue devastanti incursioni al festival di Sanremo e gli attacchi ai politici di qualche tempo fa che gli costarono l’allontanamento da mamma RAI? Poi diciamo la verità …è pure genovese e anche se certe volte è poco coerente nello stile di vita rispetto a quanto enuncia (vedi le foto estive in Sardegna dove inquinava anche lui con la sua imbarcazione o il fatto che gira in Ferrari e non in bicicletta o coi mezzi pubblici), cerchiamo di passarci sopra: nessuno è perfetto si sa. Ne sa qualcosa uno che lo appoggia (a parole), Pecoraro Scanio, segretario dei Verdi, il cui partito promuove tanto bene l’energia eolica nel nostro Paese che stipula contestualmente accordi di sponsorizzazione economica con le aziende produttrici, cosicchè da Paese spesso delle “palle” ora stiamo diventando il Paese delle “pale” (eoliche) e i verdi incassano…c’est la vie. Ma ritorniamo al V-day e alle iniziative che Grillo ha portato dal web a Piazza Maggiore a Bologna e nei banchetti sparsi in tutta Italia dove si raccolgono firme per chiedere che non vengano ammessi a candidati in parlamento coloro che hanno subito una condanna definitiva (e qui Grillo elenca alcune decine di casi , da Visco a Bossi, da Dell’Utri a Farina, da Carra a De Michelis, che riguardano deputati e senatori che attualmente siedono in parlamento). Nessun italiano in teoria amerebbe essere rappresentato da un condannato. Ma qui permetteteci tre considerazioni: la prima è che esiste chi è stato condannato per un reato amministrativo e patrimoniale o per collusioni con mafia e camorra, o per gravi reati contro la persona o lo Stato ed è un conto. Continua »
argomento: Grillo, Politica, V-Day | 7 commenti presenti »