Destra di Popolo.net

DUE, NESSUNO…CENTOMILA ASSESSORI: ROMA ASPETTA, VIRGINIA FAI PURE CON COMODO

Settembre 20th, 2016 Riccardo Fucile

LA RAGGI SDOPPIA L’ASSESSORATO AL BILANCIO: “I NOMI? HO AVVIATO LA RICERCA”

Due assessori al posto di uno per Virginia Raggi anche se al momento non è ancora stato trovato nessuno.
“Di recente – ha detto il sindaco durante l’assemblea capitolina – l’assessore al Bilancio ha rassegnato le sue dimissioni. Da allora io, coadiuvata dalla giunta, ho avviato una ricerca su due nuovi assessori, perchè le deleghe che inizialmente erano previste in funzione di bilancio e patrimonio e un’altra separata per partecipate ritornano ad essere separate”.
“Sto visionando curriculum, sto esaminando persone – ha aggiunto Raggi – in questa ricerca abbiamo inizialmente nominato il procuratore generale De Domincis, successivamente alla nomina sono venute meno le condizioni politiche per il rapporto fiduciario, ragione per la quale questa ricerca è continuata, e nel più breve tempo possibile ma nel tempo necessario procederemo alla nomina di queste due nuove figure”.
A tre mesi dalle elezioni l’eletto sindaco non ha ancora una squadra.
Faccia con calma, in fondo Roma che fretta ha?

(da Huffingtonpost”)

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NEW YORK TIMES E GUARDIAN BOCCIANO LA RAGGI: “PARALISI AMMINISTRATIVA A ROMA”

Settembre 20th, 2016 Riccardo Fucile

“SINDACA IN AFFANNO, RISCHIA DI COMPROMETTERE LE AMBIZIONI ELETTORALI DEL M5S”

Prima il New York Times, poi il Guardian. In 24 ore due tra i più autorevoli quotidiani della stampa internazionale accendono il faro sulla “paralisi amministrativa” di Roma e sulla figura di Virginia Raggi, mettendo in evidenza l’impatto negativo che le difficoltà  della sindaca possono avere sull’ascesa del Movimento 5 Stelle a livello nazionale.
Non solo. Il caos in Campidoglio potrebbe avvantaggiare il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in vista del referendum costituzionale.
Il New York Times è perentorio nel sottolineare il fatto che la Raggi “appare in affanno” e ricostruisce i tre mesi della sindaca al Campidoglio, ripercorrendo tutte le tappe delle sue vicissitudini.
Dal caso dell’assessore all’Ambiente Paola Muraro, che ha coinvolto anche il vicepresidente della Camera e membro del Direttorio, Luigi Di Maio, ai rifiuti, al video dei bambini che giocano a contare i topi nel quartiere di Tor Bella Monaca.
“Quando la prima donna sindaco di Roma è stata eletta lo scorso giugno rappresentava la più alta aspirazione anti establishment del Movimento Cinque Stelle. L’avvocata 38enne con scarsa esperienza politica che si è presentata come la riformatrice dalle mani pulite appare in affanno”.
Il Guardian è sulla stessa lunghezza d’onda del New York Times
“Il caos nella Capitale potrebbe giovare un effetto domino sulla stabilità  politica del Paese e influenzare il voto sul referendum, l’esito del quale influenzerà  il futuro del premier Renzi”
Il quotidiano britannico riporta un commento di Giovanni Orsina, professore di Storia contemporanea all’università  Luiss. “La situazione è molto difficile. La città  è in ginocchio. I servizi pubblici, dalla raccolta dei rifiuti ai trasporti, non funzionano. E le lobby che li gestiscono sono così potenti che per contrastarle servirebbe un’azione politica radicale, ma lei (Raggi, ndr) non ne ha la forza”
Nell’analisi del Guardian si parla anche del nesso tra le difficoltà  dei 5 Stelle in Campidoglio e il referendum costituzionale.
“Con la crisi della destra, la più grande minaccia per il Partito democratico di Renzi è il M5S. Per mesi il Movimento ha cercato di proporsi come l’alternativa a Renzi, ma le difficoltà  di Raggi potrebbero spingere gli italiani a riflettere si i Cinque Stelle siano davvero pronti a guidare la nazione”.
Il finale, tuttavia, secondo il Guardian, è ancora tutto da scrivere perchè Renzi non è ancora “fuori pericolo”

(da “Huffingtonpost”)

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CINQUESTELLE: GIUNTA RAGGI, META’ DELLE DELIBERE SONO SULLE POLTRONE

Settembre 20th, 2016 Riccardo Fucile

15 RIUNIONI DI GIUNTA, 34 DELIBERE, META’ SONO NOMINE DI COLLABORATORI ESTERNI

Sono passati ormai quasi 90 giorni dall’insediamento di Virginia Raggi come sindaco di Roma, eppure l’attività  del Campidoglio registra al suo avvio una paralisi quasi senza precedenti.
Repubblica mette in fila oggi tutti gli scogli che il primo cittadino si trova ad affrontare e che di fatto stanno bloccando tutto il Comune.
Uno dei dati più eloquenti, riporta Repubblica, è quello delle delibere.
Dal 7 luglio, debutto della giunta Raggi, l’esecutivo si è riunito una quindicina di volte: 34 le delibere approvate, metà  delle quali nomine di collaboratori esterni.
Ancor più magro il bottino dell’assemblea capitolina, ferma dal primo settembre: appena dodici sedute e undici delibere licenziate in aula.
Un andamento lento aggravato dalla crisi politica esplosa quasi tre settimane fa e non ancora risolta: dalle dimissioni a catena del capo di gabinetto, dell’assessore al Bilancio e del dg di Ama, azienda dei rifiuti.
Tre ruoli-chiave senza padrone, che hanno di fatto bloccato la macchina amministrativa.
Tanto più che pure la poltrona del segretario generale è vacante.
Risultato? Dirigenti e funzionari – 500 dei quali con contratto scaduto il 31 luglio e da allora in attesa del bando interno per essere ricollocati – non sanno con chi parlare. A chi sottoporre le questioni più urgenti.
Faticano persino a capire chi prende le decisioni.
E mentre la sindaca è impegnata nell’estenuante braccio di ferro con il M5s, le pratiche inevase si accumulano sulle scrivanie.

(da “Huffingtonpost“)

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LA RAGGI RICUCE CON LA COMUNITA’ EBRAICA MA SU FB SI SCATENANO I COMMENTI ANTISEMITI

Settembre 18th, 2016 Riccardo Fucile

AL POST DELLA   SINDACA UNA VALANGA DI IMPROPERI SUGLI EBREI

Virginia Raggi aveva appena ricucito con la Comunità  ebraica romana, andando ad inaugurare la giornata europea della cultura ebraica e promettendo che i viaggi ad Auschwitz per gli studenti si rifaranno ancora, e confermando l’impegno per il Museo della Shoah, quando è arrivata su Facebook l’ondata di commenti antisemit i, tra cui anche quelli di alcuni sostenitori della Sindaca.
Raggi aveva suggellato il riavvicinamento tra Campidoglio ed ebrei romani con un post sul suo profilo ufficiale Facebook, un post istituzionale, dove ribadisce gli impegni presi e in cui afferma che la memoria contraddistingue l’amministrazione capitolina.
E dopo i rapporti travagliati tra ebrei italiani e Movimento 5 Stelle, su Roma sembrava tornato il sereno.
Poi, in poche ore i commenti di insulti antisemiti e antisionisti si sono susseguiti senza sosta, anche da parte dei sostenitori della Sindaca.
«Virginia Raggi ok, ma della cultura ebraica fanculo». «Occupiamoci di cose utili Signora Raggi, di questo non ce ne frega niente» scrivono i più teneri.
«Non dimentichiamo anche gli altri genocidi però, Virginia! La memoria non dev’essere selettiva. Guarda caso si parla sempre e solo dello sterminio del popolo ebraico durante la seconda guerra mondiale. Guarda caso…» le fa notare un altro. «Questa è la prima vera mossa sbagliata della Raggi: andare da coloro che sono il peggio nel panorama mondiale» – scrive un deluso, che, evidentemente, ha trovato le altre mosse dell’amministrazione capitolina sino ad oggi giuste.
«Allora ci vorrebbe un museo anche per la giornata della memoria delle vittime degli ebrei… Comunque forza Virginia, credo che ai romani interessano altre cose più urgenti» scrive una sostenitrice di Raggi corredando il commento con una immagine che paragona i nazisti allo stato d’Israele.
«Finchè non si mette fine al genocidio palestinese le istituzioni italiane devono prendere le dovute distanze dalla cultura ebraica» e ancora «Con la storia degli ebrei che oggi sono quelli che massacrano i palestinesi perdi solo consensi. Avresti fatto meglio a non mettere questo post».
Il mare di insulti e di messaggi antisemiti non passa inosservato: «Amatissima sindaca Virginia Raggi, per valutare quanto l’amore per l’ebraismo sia diffuso tra gli adepti alla tua setta, guarda i commenti al tuo post. Mancano solo i “sieg heil” (saluti nazisti) e il richiamo ai protocolli dei Savi di Sion, per il resto il campionario delle schifezze antisemite è al completo» scrive un utente.
Dei commenti al post di Raggi si accorge anche la Comunità  ebraica romana. «I commenti ferocemente antisemiti ed antisionisti apparsi sulla pagina ufficiale della Sindaca Raggi a margine di un suo post dove raccontava perfettamente lo svolgersi dell’evento dedicato alla Giornata Europea della Cultura Ebraica — dice il vice presidente Ruben Della Rocca-, gettano un’ombra oscura e maligna su una mattinata piacevole e dettata dalla voglia di costruire assieme per la nostra amata città . Evidentemente il cancro dell’antisemitismo produce metastasi difficili da controllare e debellare ed è alimentato da menti rozze ed ignoranti dalle quali speriamo che la Sindaca voglia prendere le distanze a chiare lettere e senza indugi».
La sindaca, travolta dai commenti antisemiti, reagisce soltanto in serata: «Ho letto alcuni commenti, pochi per fortuna, che sono lontani dallo spirito della giornata di oggi, da quello del M5S e dei cittadini romani — scrive commentando il suo post -. La cultura aiuta a superare pregiudizi e divisioni che non possono appartenerci. Roma è di tutti: è una moderna metropoli cosmopolita all’interno della quale le barriere ideologiche non hanno e non avranno mai spazio».
Evidentemente, però, la parola “antisemitismo” non trova ancora spazio nel suo vocabolario.

Ariela Piattelli
(da “la Stampa”)

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ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA: LA RAGGI NON PUBBLICA I PARERI ANAC SU MARRA E ROMEO

Settembre 17th, 2016 Riccardo Fucile

SCRIVE UN POST SUL PROGRAMMA E GLISSA SULLE OLIMPIADI

I pareri dell’Anticorruzione sulle nomine di Raffaele Marra, prima vice capo di gabinetto del Campidoglio e ora capo delle risorse umane, e di Salvatore Romeo, capo della segreteria, non saranno resi noti.
Con buona pace di Roberta Lombardi, che ha scatenato l’ultima bufera sul Campidoglio con un suo post in cui chiedeva al sindaco di Roma “trasparenza” sulla scelta dei suoi fedelissimi.
Raggi non ne vuole sapere, ma lancia dei segnali che hanno come obiettivo quello di far capire che la macchina del Campidoglio è partita.
Quindi, in un lungo post, elenca “alcuni dei cambiamenti diventati realtà ” e in un paragrafo si sofferma anche sui “grandi eventi sportivi” in programma senza citare le Olimpiadi.
Messaggio che arriva dopo che Beppe Grillo ha garantito, in particolare ai componenti del Direttorio in rivolta, che dalla sindaca la prossima settimana sarà  annunciato un secco “no” ai giochi olimpici come richiesto dal leader una settimana fa e come sbandierato in campagna elettorale.
Per questo il leader 5Stelle sentendo alcuni di loro avrebbe detto: “Lasciamo lavorare Virginia, a breve arriverà  il ‘no’ alle Olimpiadi e farà  una bella conferenza stampa. Deve portare avanti il programma M5S, per Roma abbiamo scritto un programma meraviglioso. A gennaio poi facciamo il tagliando, vigiliamo step by step. Ma ora serriamo le file e mettiamola alla prova”.
Nonostante questo c’è chi nel Movimento ribolle ancora e tutto questo avviene a una settimana dall’inizio della kermesse palermitana Italia a Stelle, organizzata proprio da Lombardi.
Dal Campidoglio garantiscono che il sindaco di Roma ci sarà  e parlerà  dal palco anche perchè Grillo ha chiesto a tutti di mantenere la calma ed evitare fughe in avanti.
Insomma, ha ribadito che sul Campidoglio ci pensa lui a vigilare, come ha assicurato anche dal palco di Nettuno, e ha parlato di veri e propri “tagliandi” sulla realizzazione del programma, il primo in agenda a gennaio.
Dunque ha invitato i suoi a stare “tranquilli”, evitando dissapori e liti sui social network in nome dell’importanza che il Campidoglio riveste per i 5Stelle, in chiave corsa verso Palazzo Chigi.
Alla luce di tutto ciò Raggi ha scritto il lungo post su Facebook, condiviso poco dopo dallo stesso Grillo: “Con coraggio cambieremo Roma e il Paese”.
Un modo per riportare indietro le lancette dell’orologio, provando a far dimenticare le liti all’interno del Direttorio in seguito alla mail, che Di Maio non ha condiviso con gli altri, sull’iscrizione dell’assessore Paola Muraro nel registro degli indagati.
Nel Movimento, che si prepara alla grande kermesse palermitana ‘Italia a 5Stelle’, si prova a resettare.
Il leader in pectore non condivide sul suo profilo, almeno per ora, il post del sindaco di Roma, bensì attacca il governo Renzi non sporcandosi le mani con le vicende capitoline. Anche questo rientro nella nuova strategia grillina volta ad evitare contraccolpi sul piano nazionale.
Intanto però scoppia un’altra grana che riguarda il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti sospeso dal Movimento Stelle per non aver comunicato un’indagine a suo carico per le nomine dei vertici del Teatro Regio.
Ora dal Gip è arrivata l’archiviazione, ma il Direttorio grillino al reintegro non ci pensa affatto poichè la pecca del primo cittadino sarebbe stata quella di non aver comunicato ai vertici dell’indagine in corso a suo carico.
Lui attacca: “La sospensione è stata un boomerang, ora voglio il reintegro nel Movimento ma non con la mail dell’anonimo staff di Grillo. Il direttorio deve venire a Parma, una mail non è sufficiente. Il direttorio venga qui e dimostri di voler realmente invertire la rotta, non accetto un reintegro via posta elettronica”.
Il reintegro però non è nelle cose e a Palermo il prossimo fine settimana ci potrebbe essere la resa dei conti.
E non solo su Parma.

(da “La Repubblica“)

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M5S ROMA, 12 CONSIGLIERI GRILLINI PRONTI A SFIDUCIARE LA RAGGI

Settembre 16th, 2016 Riccardo Fucile

SOLO SETTE SAREBBERO CON LA SINDACA

Il post della Lombardi e la chiamata disperata della sindaca a Grillo con l’aut aut: “O mi difendi o lascio”.
I mal di pancia non si placano all’interno del Movimento, tanto che Raggi avrebbe cominciato a fare i conti in Assemblea capitolina.
La prima cittadina ha avviato una verifica sui consiglieri per capire chi – in caso di strappo con i vertici – resterà  con lei e chi no.
Una verifica necessaria per vedere fino a che punto si può spingere, anche (e soprattutto) sulle Olimpiadi.
Perchè Grillo nel suo post l’ha fatto intendere chiaro: la sindaca continuerà  ad avere l’appoggio del Movimento solo se starà  dentro i paletti fissati in campagna elettorale, a partire dal no alle Olimpiadi. Altrimenti, sarà  guerra.
L’idea del sì alle Olimpiadi piace a molti della sua giunta – dall’assessore all’Urbanistica, Paolo Berdini, a quello al Commercio, Adriano Meloni – che vedono nei Giochi 2024 un bottino di fondi per risanare e far ripartire la città .
D’altronde le casse languono e senza un’iniezione di denari la dèbà¢cle è assicurata. Alle prese con le titubanze di Virginia, Angelo Diario, presidente della commissione Sport: “E’ chiaro che ci sono dei dissidi tra di noi, il post della Lombardi evidenzia che c’è qualcosa che non va, però non credo che non si arriverà  alla frattura soprattutto sulle Olimpiadi”.
Nella conta della sindaca il pallottiere è fermo, al momento, a 7 eletti: Angelo Sturni, Fabio Tranchina, Marco Terranova, Monica Montella, Pietro Calabrese, Alisia Mariani e Gemma Guerrini che poi sono più o meno gli stessi che hanno subito condiviso su Facebook l’appello del fondatore del Movimento.
Una dozzina, invece, i consiglieri che sarebbero pronti a seguire le indicazioni nazionali. In testa ci sono i fedelissimi della Lombardi come Paolo Ferrara e Marcello De Vito, una decina invece tentennano ancora.
Calcoli che, in queste ore, stanno impegnando anche i big 5s: precauzione necessaria se la situazione dovesse precipitare.
Una eventualità  ormai non più tanto remota.

(da “La Repubblica”)

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MARRA ORA VUOLE SCEGLIERE IL NUOVO CAPO DEI VIGILI, SI PARLA PURE DI SUO FRATELLO, COSI’ LA DINASTIA SAREBBE AL COMPLETO

Settembre 16th, 2016 Riccardo Fucile

NONOSTANTE LA BUFERA PER L’ATTICO SUPERSCONTATO ALL’EUR, IL “PROTETTO” DELLA RAGGI CONTINUA A DETTARE LEGGE IN CAMPIDOGLIO… L’IRA DELL’ALA DURA DEL M5S

Impermeabile alla bufera che gli si è scatenata addosso, sordo a tutte le polemiche che a cadenza ormai quotidiana mettono in discussione il suo ruolo in Campidoglio, il neo-capo delle Risorse umane Raffaele Marra va dritto per la sua strada.
E così, dopo aver sbloccato il controverso concorsone dei vigili urbani, bandito nel 2010 dall’amministrazione Alemanno di cui lui era dirigente di punta, ieri ha firmato un altro provvedimento destinato a far discutere.
E ad alimentare più d’un sospetto.
Nel giorno in cui Roberta Lombardi, fra le più acerrime avversarie di Virginia Raggi, spara a palle incatenate contro di lui – “Qualcuno si è autodefinito “lo spermatozoo che ha fecondato il Movimento”. Io penso che la definizione esatta sia “il virus che ha infettato il Movimento”. Ora sta a noi dimostrare di avere gli anticorpi “, ha scritto a mezzogiorno la deputata grillina su Facebook – il direttore del Personale capitolino ha avviato la selezione per il “Conferimento dell’incarico di comandante del Corpo di Polizia locale di Roma Capitale”.
Un’iniziativa che ha spiazzato tutti, in particolare i sindacati, dal momento che la poltrona è occupata (almeno fino al 31 ottobre) da Diego Porta, promosso al vertice dei caschi bianchi dopo la cacciata di Raffaele Clemente.
Un bando interno, notificato per lettera a tutti i dirigenti dei vigili e, per conoscenza, alla sindaca, al segretario generale e alle organizzazioni sindacali, in cui “si comunica che si intende dar corso a una procedura di interpello ” per il posto in questione.
Alla quale potranno partecipare tutti i dirigenti della polizia locale “con anzianità  di almeno tre anni di effettivo esercizio delle funzioni”: chi “intende candidarsi” dovrà  farlo sapere al Dipartimento “entro e non oltre le ore 15 del 29 settembre, a pena di irricevibilità  “.
La cosa strana, però, è che non sono fissati requisiti, non ci sono titoli preferenziali, nè parametri di sorta: basta inviare il proprio curriculum e i carichi pendenti, che provino cioè l’assenza di procedimenti penali o disciplinari in corso.
Criteri talmente vaghi da offrire una enorme discrezionalità  a chi dovrà  poi procedere all’individuazione del nuovo capo di Piazza della Consolazione.
Tanto più che la comunicazione si chiude con un’avvertenza, utile a lasciare comunque mano libera a Virginia Raggi: “L’interpello in argomento ha natura esplorativa e non comparativa, nè dà  adito a procedura concorsuale”, scrive infatti Marra alla fine del documento, “e la nomina del comandante è rimessa”, in base al Regolamento sul funzionamento degli uffici capitolini, “alla sindaca, alla quale riferisce”.
Della serie: se troviamo uno che ci va bene, andiamo avanti. Altrimenti la prima cittadina farà  come le pare, visto che questa nomina rientra nelle sue prerogative.
Un modus operandi che, per i sindacati, puzza di bruciato lontano un miglio.
Nessuno vuole esporsi, almeno per il momento, per non mettersi contro un pezzo da 90 come Marra, che – racconta Radio Campidoglio – non ha perso neppure un briciolo del suo potere dentro il palazzo. Continuando anzi a conservare un forte ascendente sull’avvocata dei Cinquestelle.
Ma i dubbi restano. E raccontano di un potenziale conflitto di interessi dell’ex vice capo di gabinetto.
Il quale, tramite il bando interno, potrebbe voler lanciare la volata al fratello Renato Marra, attuale dirigente del IV gruppo.
E incoronarlo nuovo comandante della polizia locale di Roma capitale.

(da “La Repubblica”)

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RANCORI, FAIDE E LOTTA DI POTERE: LE DONNE M5S CONTRO LA SINDACA

Settembre 16th, 2016 Riccardo Fucile

LE MOSSE DI RUOCCO, TAVERNA E LE ALTRE… UN FINTO-INTEGRALISMO CONTRO VIRGINIA

“Le rivoluzioni a metà  sono peggio dei partiti». È stata la frase di Roberto Fico (che ha taciuto per mesi dinanzi alla deriva del Movimento, ma anche frenato alcuni degli istinti peggiori dei suoi colleghi di direttorio), che infine ammetteva la deriva opaca, a rompere ogni argine.
A quel punto è successo questo: si stanno agitando tutti gli altri. I finti-integralisti; e tutte le altre.
Strategia zero, sia chiaro: arduo attribuirne una a personaggi come Roberta Lombardi, Carla Ruocco, Paola Taverna, che non sia l’umore e un calcolo mediatico (come ne posso uscire io?); ma anche il potere, o meglio, quote di potere dentro il Movimento romano.
La Faraona, come chiamano Lombardi, ha vissuto male l’ascesa della Raggi, e ora prova a strumentalizzarne le difficoltà .
Ma le sue uscite non sono segno di forza, o di copertura da parte di Grillo: sono piuttosto fughe in avanti, anche fuori tempo, se vogliamo.
Lombardi non può far cadere la Raggi (i consiglieri comunali in quota Lombardi – poco meno di una decina su 29 – non mollerebbero mai la poltrona), ma condizionarla e tenere le sue fette di potere.
Uno, le commissioni capitoline, dove ha piazzato di tutto, e controlla quelle più importanti, patrimonio, bilancio, urbanistica.
Due: quando Lombardi invoca lo spirito delle origini va compreso che lei (non la Raggi) è l’interlocutore, attraverso Marcello De Vito, di una potente rete di vecchio potere sindacale romano (dalla Cisl ai sindacati di base: pacchetti di voti) non certo in linea con le promesse anti-lottizzazione del Movimento.
Tre: Italia 5 stelle, la manifestazione in programma a Palermo il 24-25 di questo mese, ormai giunta alla terza edizione, continua a far riferimento a un Comitato (non a un’associazione); ma i comitati sono strumenti giuridici per eventi ad hoc, che nascono e muoiono.
L’iban dell’ultimo Italia a 5 stelle (a Imola) è invece uguale a quello del Comitato per Palermo.
E chi ne era, allora, il rappresentante legale? Roberta Lombardi.
Avere soldi, organizzare eventi (anzi: l’Evento), con rendiconti non bene dettagliati, come quello sul 2015 pubblicato sul blog di Grillo, significa ovviamente contare: e questa è la vera strategia lombardiana: il sottopotere (per dire, il palco di San Giovanni 2013 costò 110mila euro, quello più piccolo del Vday di Genova il doppio).
Insomma, la grande accusatrice della Raggi pare politicamente più attaccabile di lei.
Non vuol dire però che la sindaca possa stare tranquilla, anzi.
Troppi (e troppe) la odiano, nel suo partito (sì, partito).
In questa guerra colpisce il ruolo quasi sincronizzato di un’altra donna, che di Virginia Raggi parla malissimo, a tutti e ovunque, per le più svariate ragioni.
Carla Ruocco, che ieri s’è subito associata al post della Lombardi («abbiamo gli anticorpi per respingere i virus che hanno infettato il movimento»), è assai legata all’ex assessore Marcello Minenna; il quale a sua volta nei suoi colloqui privati sta dicendo fuoco e fiamme contro Raggi e Di Maio.
È un eufemismo affermare che l’ex assessore non auguri loro il miglior successo. Ci sono anche questi grumi, dietro le uscite anti-Raggi.
A proposito di Di Maio. Se c’è qualcuno che, bene o male, è stato tenacemente a fianco della Raggi, a modo suo, e certo piazzandole spesso suoi nomi, è il pericolante aspirante leader: è lui – non Lombardi, non Ruocco – che avrebbe tutto da perdere da un disastro Raggi.
Il che mette in gioco un’altra donna in questa faida: Paola Taverna. Un tempo assai vicina a Di Maio, poi scavalcata nelle preferenze umane del vicepresidente della Camera, non apprezza più Di Maio, non ama la Raggi, e è furiosa perchè le stavano per lasciare in mano il cerino della mail con cui la sindaca la informava dell’indagine sulla Muraro.
La mail è uscita, scaricando alla fine tutta la responsabilità  su Di Maio; ma non è stata la Taverna; anche se questa è un’altra storia.

Jacopo Iacoboni
(da “La Stampa“)

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LOMBARDI ATTACCA RAGGI: “MARRA E’ UN VIRUS CHE INFETTA IL M5S, LA RAGGI PUBBLICHI I PARERI ANAC”

Settembre 15th, 2016 Riccardo Fucile

RIESPLODE LA GUERRA INTERNA… IL DURO POST DELLA DEPUTATA, RILANCIATO DALLA RUOCCO

È stata muta per mesi, mentre a Roma e nel M5s scoppiava il caos.
La deputata 5 Stelle Roberta Lombardi rompe il silenzio con un post su Facebook durissimo, diretto alla sindaca capitolina Virginia Raggi con la quale non parla dal giorno in cui, a luglio, abbandonò il minidirettorio.
“Qualcuno si è autodefinito ‘lo spermatozoo che ha fecondato il Movimento’ – scrive la deputata romana riferendosi a una frase attribuita all’ex capo di Gabinetto – Io penso che la definizione esatta sia ‘il virus che ha infettato il Movimento’. Ora sta a noi dimostrare di avere gli anticorpi”.
Il post è accompagnato dal link dell’articolo dell’Espresso sul presunto acquisto con maxi sconto di un attico da parte di Marra dall’immobiliarista romano considerato dal Movimento 5 Stelle come uno dei nemici della Capitale.
Segue un post scriptum: “Poichè la trasparenza è un valore del M5S – scrive Lombardi – sono sicura che il sindaco Raggi pubblicherà  subito i pareri dell’Anac in suo possesso sulle nomine di Marra e Romeo”.
La deputata Carla Ruocco, membro del direttorio M5S, ha subito rilanciato il post della Lombardi: “Abbiamo gli anticorpi per respingere i virus che hanno infettato il movimento”.
E il senatore dem Stefano Esposito affonda: “A Roma la guerra nel M5s continua senza sosta intanto città  è abbandonata. Perchè Marra è inamovibile per Raggi?”.
Il post arriva a 48 ore dal faccia a faccia Casaleggio-Lombardi che si è tenuto a Milano e al quale avrebbe partecipato anche Beppe Grillo.
Nel confronto con il figlio del cofondatore del M5S il caso Roma ha continuato a tenere banco, prova ne è il post infuocato della deputata grillina.

(da agenzie)

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