CIRCA 150 AVVOCATI, COORDINATI DA ENRICO GROSSO, GIÀ PRESIDENTE DEL COMITATO DEL “NO” PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, PREPARANO I RICORSI ALLA CONSULTA SULLA LEGGE ELETTORALE FIRMATA FRATELLI D’ITALIA (I PUNTI CRITICI SONO PREMIO DI MAGGIORANZA, LISTONE BLOCCATO E MANCANZA DI PREFERENZE)
QUESTO METTE IN DISCUSSIONE L’IPOTESI DEL VOTO ANTICIPATO AD APRILE, SU CUI PUNTA GIORGIA MELONI. ROBERTO ZACCARIA, COORDINATORE DEL COMITATO “COSTITUZIONE E DEMOCRAZIA”: “DI FRONTE A DEI RICORSI PENDENTI È MOLTO DIFFICILE NON ASPETTARE IL GIUDIZIO DELLA CORTE PER LE ELEZIONI”
Ricorsi e mobilitazioni: è un attacco a più punte, che utilizza due corsie, quello che si sta organizzando contro il Melonellum. La base già c’è ed è costituita dalla rete che ha portato avanti la campagna per il No al referendum.
C’è già stata una prima manifestazione a Roma, il 30 giugno, organizzata da Roberto Zaccaria, che è uno dei coordinatori di Costituzione e Democrazia […], un’altra ci sarà a Milano il 28 settembre alla Camera del Lavoro.
Nel frattempo, 150 avvocati coordinati da Enrico Grosso – che è stato il presidente del Comitato del No – stanno cercando di individuare i punti deboli della legge elettorale da sottoporre alla Consulta. Come spiega Pietro Adami (l’avvocato del Comitato dei 15 giuristi che aveva promosso la raccolta delle firme per il referendum) sotto osservazione non ci sono solo la questione delle preferenze (che in realtà potrebbero essere introdotte nel passaggio in Senato, nonostante la bocciatura che c’è stata alla Camera) e il premio di maggioranza, ma anche il listone bloccato, ovvero un elenco di candidati – concordato preventivamente dai partiti della coalizione – che entrano in Parlamento secondo l’ordine stabilito.
Il nucleo storico del gruppo è quello creato nel 2014 da Felice Besostri per il no all’Italicum, che introdusse il principio per cui i ricorsi si potevano basare sulla possibilità di chiedere l’intervento della Corte in quanto alcuni meccanismi delle riforme elettorali ledono il diritto di voto dei cittadini. Gli avvocati sono partiti da lontano: il 20 maggio Adami ha convocato una riunione per mantenere attiva la rete e studiare le strategie.
Adesso, l’idea è di presentare i ricorsi in una quindicina di distretti giudiziari diversi, magari confezionando più testi. Bisogna aspettare la versione definitiva della legge: secondo Zaccaria ragionevolmente dovrebbero essere consegnati entro il 15 dicembre, o comunque due mesi dopo l’approvazione definitiva.
Ci sono i tempi perché la Corte si pronunci in tempo per le elezioni? Il dibattito è aperto. Zaccaria tira fuori un altro elemento: “Di fronte a dei ricorsi pendenti è molto difficile non aspettare il giudizio della Corte per le elezioni”. Questo metterebbe in discussione l’ipotesi del voto ad aprile.
“Lo scioglimento anticipato delle Camere dipende da Mattarella: e davvero lui sarebbe pronto a farlo davanti a 10-12 rinvii alla Corte?”. Intanto, a settembre la mobilitazione entrerà nel vivo: sono già previsti altri 3 eventi (sia al Sud che al Centro), oltre a quello di Milano. […]
(da “il Fatto Quotidiano”)
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